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Piccolo dubbio

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Commenti

  • jLawlietjLawliet Membro Pro
    Pubblicazioni: 129
    Pavely ha detto:

    Secondo la mia opinione, no. Nel modo più assoluto.

    Può accadere che un autistico nasca in una famiglia supportante, che venga aiutato a scuola in modo spettacolare, che abbia genitori straordinari, che acceda, facilmente, ad ogni informazione o tecnologia, che viva in un ambiente a lui favorevole.

    Pure: se si guarda alla persona, l'autismo c'è sempre stato.

    Io sono un fautore della Neurodiversità: cioè sono profondamente convinto che l'autismo sia una funzione mentale. Definisco, in tal senso, l'autismo come un disordine dell'integrazione delle funzioni intellettive che genera una bassa performance personalistica.

    La persona autistica, cioè, è una persona che non riesce a strutturare una personalità in modo pienamente neurotipico: riferire domande personalistiche ad un autistico disfunzionale, ad esempio, non ha molto senso. Se io chiedo ad un Neurotipico: "Sei preciso nel tuo lavoro?", so che pongo una domanda vera. Ma se pongo la stessa domanda ad un autistico, io riferisco una domanda destinata a rimanere aperta o a ricevere una risposta obbligata (cosa che non accade nella neurotipicità, momento in cui io non posso sapere chi ho davanti e devo sforzarmi di iniziare una conoscenza).

    Ha senso, ad esempio, dire ad un Neurotipico: "Posso fidarmi di te?". Ma se parlo con un Autistico, questa domanda perde la sua struttura comunicativa o, quanto meno, dovrei almeno sapere la risposta prima di farla.

    O ancora: ad un neurotipico, io posso chiedere: "Sei ottimista?". Per un autistico, questa domanda che incidenza ha? Minimo, mi becco una disquizione universitaria sul perché e sul per come io debba attendere gli eventi futuri. Ma un autistico vero, difficilmente interpreta sé stesso in termini di ottimismo.

    Ma così anche se gli chiedo: "Scusa... ho saputo che sei autistico.. ehm... sei socievole? Sei estroverso?". Perché mai dovrei fare queste domande ad un autistico? Che bisogno ho, io, di chiedere se un autistico è estroverso?

    O ancora: "Scusa: ma sei una persona tranquilla? Sei una persona fantasiosa?". Una persona autistica ha determinati comportamenti. Che non possono essere classificati secondo le categorie della tranquilllità o della fantasia. Ci sono, in tal senso, risposte obbligate, che ogni psichiatra, credimi, sa.

    §

    Se sei autistico, tutte le caratteristiche ti accompagnano da sempre.

    Dipende dalle eco sociali, se esse sono "funzionali", spesso l'ambiente famigliare può "non percepire" la differenza autistica.

    Un po' è come se una persona ha un corpo femminile o è omosessuale o è africano/asiatico/oceanico/europeo. Il corpo, lo vedi. Nasci con un corpo differente.

    Ad esempio: negli anni settanta, si pensava che il corpo omosessuale fosse identico a quello statisticamente maggioritario e, dunque, si parla di omosessualità in termini culturali o di comportamenti appresi.
    No.
    Madre Natura, ti fa nascere così.

    §

    Perché si nasce autistici?

    Gli autistici sono persone che non hanno variazioni personologiche e il cui modello personologico è estremamente stabile (dunque, sono un modello che Madre Natura prende ad esempio per strutturare la formazione personalogica).

    In un ambiente adattivo, cioè, una persona autistica funzionale non sarà mai "pessimista". Non sarà mai un pessimo lavoratore. Non sarà mai impreciso. Non avrai mai dubbi di fiducia e tu stesso potrai fidarti di lui in modo quasi paradigmatico. Se sceglie un lavoro creativo, una persona autistica non defletterà dalla creatività, se ha caratteristiche di estroversione (penso a Jim Carey o a tanti attori autistici), rimani stupito dalla costanza delle sue caratteristiche.

    La personalità dei neurotipici, al contrario, evolve ed è instabile.

    Così, come evolve la loro funzione sociale.

    Un neurotipico può fare mille lavori e ricoprire mille ruoli sociali.

    UN autistico estremamente funzionale, no. Un autistico estremamente funzionale, ha una funzione sociale ben determinata e si trova a suo agio, se fa veramente ciò che è (capiscimi), ad essere stabile.

    Gli autistici sono "stelle fisse". Sono stelle polari. Non cambiano.

    Magari, ti fanno incazzare.

    §

    Il termine filosofico loro proprio - che è afferente alla 'nuova critica autistica' - è "iper-personalità".

    Una iper-personalità, in tal senso, si struttura fin dalla più tenera età.

    Poi, ovviamente, in una società neurotipica - la quale si fonda sulla MOLTEPLICITA' dei RUOLI SOCIALI - l'autismo non è compreso. Ad esempio, la società neurotipica chiede agli autistici la mobilità sociale o trasferirsi di sede o di cambiare lavoro.

    Un autistico funzionale che ha trovato sé stesso, non vuole cambiare lavoro o, peggio che mai, cambiare sede.

    In tal senso, tanto tempo fa, delieando una classificazione dei disturbi psichiatrici autistici, scrissi come, una persona autistica può sviluppare una patologia mentale che chiamai "Sindrome di Bartleby" da una racconto di Melville. (Bartleby, lo scrivano).
    Ecco: occorre educare i bambini autistici a non sviluppare una malattia mentale in tal senso.

    Infatti, anche gli autistici possono sviluppare problemi mentali (non dobbiamo dimenticarlo).

    §

    Come si è donne dalla nascita, si è autistici dalla nascita.

    La cosa in sé non è un problema.

    §

    Poi, occorre sempre aver presente che accanto a questo punto di vista, c'è la VERITA' SCIENTIFICA e la CORRETTA INFORMAZIONE SCIENTIFICA che, spesso, in alcuni articoli, hanno espresso cose diverse.

    Ma essendo la VERITA' SCIENTIFICA un'espressione della neurotipicità, mi interessa assai poco.

    A me interessa la VERITA' AUTISTICA: cioè il pensiero espresso da chi è autistico funzionale. Il pensiero scientifico espresso dai neurotipici sulla nostra condizione, mi annoia.

    §

    Tu hai iniziato questo post, chiedendo la nostra opinione.

    La mia opinione personale (ed è un'OPINIONE PERSONALE) è che si nasca autistici.

    Che si nasca autistici non c'é nessun dubbio. Vi pongo la mia domanda in un'altra maniera: é possibile che l'AS o autismo possa iniziare a manifestarsi in età adolescenziale o adulta, proprio come la crescita "improvvisa" ormonale, come se la sindrome vera e propria sia stanziata nel nostro corpo e si "liberi" solamente ad una certa età?
  • eresetereset SymbolAndato
    Pubblicazioni: 345
    In parte Pavely mi ha tolto lo scomodo preludio.
    Proseguendo, le differenze emergono intorno ai 7 anni, non per il cambiamento del bambino, ma in quanto cambiano le richiesta esterne.
    E si aggravano durantre l'adolescenza (alcuni sviluppano a 9 anni), in quanto l'esterno ci richiede un'aggregazione diversa.
    Se a 5 anni è ritenuto normale ed è accettabile che un bimbo non si fidi degli estranei e preferisca i genitori, gradualmente si pretende una sua maggiore socializzazione.
    La pressione si aggrava durante l'adolescenza. Tu rimani uguale, ma i tuoi coetanei cambiano. Sentono la necessità e riescono ad amalgamarsi.
    E tu, non capisci cosa stia accadendo.
    Cominci a provare sgradevoli sensazioni, e senti che per uniformarti dovresti rinnegare la tua natura.
    Prima di conoscere l'asperger, quindi 9 mesi fa, mi sono sempre sentita un'adolescente dentro il corpo di un'adulta.
    Quindi come se qualcosa dentro non sia maturato.
    Quindi in me, si sono estremizzati nell'adolescenza in quanto è cambiata la richiesta esterna.


    SirAlphaexaEstherDonnellyNewton
  • jLawlietjLawliet Membro Pro
    Pubblicazioni: 129
    _cenix ha detto:

     non so se la mia infanzia possa essere definita "normale", quello che so è che fu resa orribile dalle persone intorno a me non che lo facessero volontariamente, incomincia a manifestare pressochè tutte le caratteristiche dell' AS fin da quando ho memoria circa 4 anni , non solo mi sentivo solo ma venivo insultato della mia neurodiversità anche da mio padre non ché escluso da tutti i miei compagni pur non capendone il motivo, odiavo lo sport perché incontravo persone che alloro volta mi prendevano in giro, ma mi costringevano ad andarci mi piacciono tanto i fumetti, i cartoni la tecnologia i videogiochi ecc. cosi provai a dirglielo che volevo provare a continuare a giocare e a vedere i cartoni con conseguenza di sequestro di tutte le cose mi piaccievano e che mi facevano sentire bene, per non parlare di quando avevo le ossessioni o ero uno ossessivo compulsivo se non ci fosse stata mia madre e mio fratello sarei ancora in una depressione continua

    Da piccolo ero già molto timido, come adesso. Provai calcetto e tennis, ambedue per un anno. Ero molto scoordinato e venivo deriso da praticamente tutti. Inoltre, quando tentavo di approcciarmi a loro, dicevo cose, facevo battute che evidentemente risultavano loro antipatiche o stupide. Non capivo il perché di tutto ciò. Alle elementari invece mi trovai abbastanza bene, con i miei compagni di classe. C'era un unico problema: in un certo periodo, sempre alle elementari, avevo il vizio di contraddire l'insegnante di scienze, non per quanto riguardasse la materia, ma proprio per la persona: una sorta di maleducazione, inspiegabile, con gli altri insegnanti tutto ciò non accadeva. Ancora non mi so spiegare questo ripudiabile comportamento
  • MarkovMarkov Pilastro
    Pubblicazioni: 8,106
    Stando a ciò che ho letto sulle fonti ufficiali no. Ogni disturbo dello spettro autistico compare sotto i 36 mesi. In ogni caso l'asperger non è certo un disturbo dell'adolescenza, quando 'compare' così tardi opterei più per problematiche di natura psicologica.
    Antonius_BlockSirAlphaexaSimone85
  • _cenix_cenix Neofita
    modificato August 2016 Pubblicazioni: 13
    anch'io incomincia quando avevo all'incirca 7 anni in seconda elementare ad avvertire molto astio nei miei confronti da parte della maestra di matematica e quella di geografia 
    Post edited by _cenix on
  • jLawlietjLawliet Membro Pro
    Pubblicazioni: 129
    ereset ha detto:

    In parte Pavely mi ha tolto lo scomodo preludio.
    Proseguendo, le differenze emergono intorno ai 7 anni, non per il cambiamento del bambino, ma in quanto cambiano le richiesta esterne.
    E si aggravano durantre l'adolescenza (alcuni sviluppano a 9 anni), in quanto l'esterno ci richiede un'aggregazione diversa.
    Se a 5 anni è ritenuto normale ed è accettabile che un bimbo non si fidi degli estranei e preferisca i genitori, gradualmente si pretende una sua maggiore socializzazione.
    La pressione si aggrava durante l'adolescenza. Tu rimani uguale, ma i tuoi coetanei cambiano. Sentono la necessità e riescono ad amalgamarsi.
    E tu, non capisci cosa stia accadendo.
    Cominci a provare sgradevoli sensazioni, e senti che per uniformarti dovresti rinnegare la tua natura.
    Prima di conoscere l'asperger, quindi 9 mesi fa, mi sono sempre sentita un'adolescente dentro il corpo di un'adulta.
    Quindi come se qualcosa dentro non sia maturato.
    Quindi in me, si sono estremizzati nell'adolescenza in quanto è cambiata la richiesta esterna.


    In pratica stai dicendo che, finché si resta fino ai 10/11 anni é più o meno normale essere diffidenti verso terzi e che in seguito appare negli NT una voglia di unirsi in gruppi, socializzare, come se essa fosse un'abilità e voglia intrinseca non manifestata sino a tale età, che però é sempre assente negli ND?
  • jLawlietjLawliet Membro Pro
    Pubblicazioni: 129
    Marcof ha detto:

    Stando a ciò che ho letto sulle fonti ufficiali no. Ogni disturbo dello spettro autistico compare sotto i 36 mesi. In ogni caso l'asperger non è certo un disturbo dell'adolescenza, quando 'compare' così tardi opterei più per problematiche di natura psicologica.

    Strano, conosco gente AS diagnosticata professionalmente a cui i problemi sono comparsi proprio durante l'adolescenza
    ereset
  • friedenfrieden Andato
    Pubblicazioni: 1,387
    @Marcof, quali sarebbero i segnali principali che si notano entro i 36 mesi?
  • _cenix_cenix Neofita
    Pubblicazioni: 13
    jLawliet ha detto:

    _cenix ha detto:

     non so se la mia infanzia possa essere definita "normale", quello che so è che fu resa orribile dalle persone intorno a me non che lo facessero volontariamente, incomincia a manifestare pressochè tutte le caratteristiche dell' AS fin da quando ho memoria circa 4 anni , non solo mi sentivo solo ma venivo insultato della mia neurodiversità anche da mio padre non ché escluso da tutti i miei compagni pur non capendone il motivo, odiavo lo sport perché incontravo persone che alloro volta mi prendevano in giro, ma mi costringevano ad andarci mi piacciono tanto i fumetti, i cartoni la tecnologia i videogiochi ecc. cosi provai a dirglielo che volevo provare a continuare a giocare e a vedere i cartoni con conseguenza di sequestro di tutte le cose mi piaccievano e che mi facevano sentire bene, per non parlare di quando avevo le ossessioni o ero uno ossessivo compulsivo se non ci fosse stata mia madre e mio fratello sarei ancora in una depressione continua

    Da piccolo ero già molto timido, come adesso. Provai calcetto e tennis, ambedue per un anno. Ero molto scoordinato e venivo deriso da praticamente tutti. Inoltre, quando tentavo di approcciarmi a loro, dicevo cose, facevo battute che evidentemente risultavano loro antipatiche o stupide. Non capivo il perché di tutto ciò. Alle elementari invece mi trovai abbastanza bene, con i miei compagni di classe. C'era un unico problema: in un certo periodo, sempre alle elementari, avevo il vizio di contraddire l'insegnante di scienze, non per quanto riguardasse la materia, ma proprio per la persona: una sorta di maleducazione, inspiegabile, con gli altri insegnanti tutto ciò non accadeva. Ancora non mi so spiegare questo ripudiabile comportamento    
    jLawliet ha detto:

    ricordo ancora quando tentai di fare amicizia, con un gruppo di bambini mentre imitavano un personaggio di un programma che non conoscevo tentai di fare lo stesso una battuta identica e mi incominciarono ad insultareìmi dicendo che fossi strano, fino a non mi ricordo per quale motivo a lanciarmi delle pietre solo ora ho capito che erano dei teppisti ma all'epoca ci rimasi molto male anche perchè non avevo nulla che non andava a parte la neurodiversità ho perchè tendevo a parlare di ciò che più m'interessava d'allora mi inseguirono d'appertutto e visto che stavano sempre fuori non potevo neanchè scendere per comprare il nuovo numero di dragon ball , una volta mi ricordo bene di aver interoto anch'io la mia maestra di matematica che parlava dell'evoluzione corregendola in quanto derivavamo da forme pluricellulari e poi dai rettilli e lei "scherzosamente" mi minaccio di sospendermi "e da tanto che cercavo persone che almeno mi ascoltassero" :)


  • MarkovMarkov Pilastro
    Pubblicazioni: 8,106
    @jLawliet dipende quali problemi. Magari loro hanno avuto un aumento del disagio durante l'adolescenza, ma una comparsa dei sintomi durante l'adolescenza è impossibile secondo qualsiasi fonte. Non è possibile che un neurotipico possa diventare AS così tardi. Io ho letto che ci sono casi in cui i sintomi principali della sindrome si manifestano già dalla nascita e casi in cui avviene una regressione autistica tra i 12 e i 36 mesi, lo trovi scritto pure nel libro di spazioasperger.
    In mancanza di una manifestazione infantile si tratterebbe comunque di forme molto lievi, o di natura non neurologica ma psicologica.

    @frieden in giro, tra cui pure nel libro di SA, trovi tutto l'elenco dei campanelli d'allarme nei primi anni d'eta. Spesso si tratta di ritardo del linguaggio, ritardo motorio, stereotipie motorie, non risponde al proprio nome, si interessa agli oggetti ma non alle persone ecc...

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