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Significato di spettro, tratti clinici e subclinici, dimensionalità

wolfgangwolfgang SymbolModeratore
modificato December 2011 in Advocacy e Neurodiversità
Le diverse condizioni neurologiche hanno ognuna un proprio spettro.
Esiste lo spettro autistico, quello bipolare, quello schizofrenico, quello impulsivo, quello depressivo, etc..

Esistono due approcci alle diagnosi rispetto alle condizioni neurologiche e psicologiche che possono essere divisi nei seguenti modi: tassonomico o dimensionale.
Nell'approccio tassonomico, usato solitamente per le diagnosi cliniche/psichiatriche si valuta il soggetto in esame contro una serie di test al fine di valutarne l'appartenenza (spesso esclusiva) ad una data categoria diagnostica. In questo caso ad esempio "Disturbi dello spettro autistico".
Nell'approccio dimensionale, usato prevalentemente dalla psicologia positiva che studia le variazioni normali della personalità, il profilo della persona è determinato da una serie di tratti ai quali viene dato un peso.
In tempi recenti è sorto l'interesse e la possibilità di effettuare studi famigliari sia attraverso la storia clinica sia attraverso l'analisi del DNA. 
Questi studi hanno portato all'uso del termine endofenotipo. Con endofenotipo si identifica dei tratti che portano, nella popolazione generale, ad una maggiore facilità personale o famigliare a sviluppare una data condizione psichiatrica e che hanno un preciso corrispettivo biologico-genetico.
Gli studi sull'endofenotipo autistico (ma anche di altre condizioni) hanno fatto emergere la dimensionalità delle stesse. Lungi dall'essere categorie chiuse, i diversi tratti che compongono le stesse sono distribuiti uniformemente su tutta la popolazione e spesso non hanno una elevata correlazione tra loro.

Ad esempio nell'autismo:

  • La triade di tratti tipici dell'autismo è distribuita uniformemente ed quasi del tutto indipendentemente su tutta la popolazione (Happé, 2006)
  • Circa il 2.5-3% della popolazione ha caratteristiche tali da rientrare nei criteri diagnostici dello spettro autistico (Kim, 2011) e (Wheelwright, 2010), ma solo lo 0.8-1% ha difficoltà clinicamente rilevanti. (Queste persone, cioé che rientrano nei criteri ma non hanno problemi di funzionamento sono definibili subclinici)
  • Circa il 10% della popolazione fa parte dello Fenotipo Autistico Allargato (BAP), in cui sono comprese le persone che hanno solo uno o due dei tratti tipici dello spettro autistico (Hurley, 2007). (Questo è lo spettro autistico allargato o anche chiamata "variante normale")


Quindi sono due concetti diversi.
L'appartenenza o meno ad un dato spettro dipende dal tasso di atipicità particolare di quel dato spettro. La clinicità o subclinicità di una diagnosi invece dipende dal livello di funzionamento.
Atipicità e funzionamento sono solo debolmente collegati (a meno di non andare agli estremi molto estremi). Questo è comprovato dagli studi sopra. In realtà 2/3 delle persone che sono autistiche/asperger come tasso di atipicità non ha problemi di funzionamento (e quindi non riceve una diagnosi clinica).
Viceversa una persona può avere problemi (o meno) e presentare solo alcuni tratti (e quindi appartenere al BAP).

Ad esempio Baron-Cohen suddivide la popolazione in 4 fasce a seconda dei risultati sull'AQ test:

NT-BAP (Broader = largo) -MAP (mean = medio) -NAP (narrow = stretto).  

Con valori dell'AQ rispettivamente

NT<26

26<=BAP<=29

29<MAP<35

NAP>=35


Per effettuare una diagnosi di Asperger o di spettro autistico però è sufficiente 32 sull'AQ e pensavano di abbassarlo a 29. Questo significa che un livello alto di atipicità autistica è condizione necessaria ma non sufficiente per ottenere una diagnosi, per la quale è richiesto anche un problema di funzionamento.


Un altro discorso è relativo all'origini genetica. L'origine genetica è molto poco importante per fini di terapia psicologica, ma importantissima per le terapie farmacologiche utilizzate nel trattamento delle comorbidità.

Differenti genomi portano, attraverso l'interazione con l'ambiente, a differenti strutture neurologiche. Lo stesso comportamento può essere dettato da differenti geni e/o strutture neurologiche e quindi uno stesso farmaco può avere effetti diversi. Ad esempio la depressione nello spettro autistico è spesso di carattere "bipolare", ANCHE, in assenza di fenomeni maniacali o ipomaniacali, questo fa si che il trattamento con antidepressivi (usati per la depressione maggiore come gli SSRI) abbia un rischio molto più elevato che nella popolazione generale di indurre alternanze d'umore e psicosi. Detto questo però, lo stesso comportamento può derivare da strutture diverse, quindi questo non è vero per tutti gli autistici come non è vero il contrario per tutti gli NT.
Dire se una persona è AS o NT può darti una distribuzione di probabilità su certi farmaci ma nessuna certezza perché in realtà sono categorie inventate dall'uomo che non hanno un diretto corrispettivo biologico.
Questo si vede anche dagli studi genetici e/o neurologici. La variazione di certe strutture nel cervello è proporzionale all'atipicità di un individuo, ma questo è vero IN MEDIA. Nella pratica la dispersione dei dati è enorme, una persona subclinica può avere senza andare su casi rari, un cervello più autistico di un autistico e viceversa.


Un esempio di suddivisione da James Coplan:
image

in realtà il PDD-NOS si dovrebbe estendere verso destra un po' oltre l'asperger. Per quanto riguarda l'asse orizzontale, è fissato ad un QI di 70 e divide l'autismo ad alto e a basso funzionamento.

L'immagine seguente invece fa vedere l'allargamento dello spettro con l'uscita dei diversi manuali diagnostici:
image



Autore: David Vagni
manu_asocialeMononokeHimeEirenelollinachocolat
Post edited by davidemoscone on
Né scusa né accusa. Addestrare le competenze, insegnare valori, e-ducare l'Uomo dalla Bestia. La Natura non è una scusa.
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Commenti

  • wolfgangwolfgang SymbolModeratore
    Pubblicazioni: 9,938
    @DavideRUN ti taggo.
    Né scusa né accusa. Addestrare le competenze, insegnare valori, e-ducare l'Uomo dalla Bestia. La Natura non è una scusa.
  • wolfgangwolfgang SymbolModeratore
    Pubblicazioni: 9,938
    Giusto per fare un esempio Davide, una buona metà delle persone con una diagnosi clinica di Asperger ha l'amigdala di dimensioni normali o addirittura più piccola della norma^^
    Né scusa né accusa. Addestrare le competenze, insegnare valori, e-ducare l'Uomo dalla Bestia. La Natura non è una scusa.
  • TsukimiTsukimi Senatore
    Pubblicazioni: 3,827
    Grazie dell'esaustiva spiegazione. S'erano a quanto pare creati degli equivoci.
    "The Enlightened Take Things Lightly" - Principia Discordia
  • [Deleted User][Deleted User] Neofita
    Pubblicazioni: 554
    Grazie dell'esaustiva spiegazione. S'erano a quanto pare creati degli equivoci.
    Io invece lo leggero` una decina di volte per riuscire a capirlo :)

    Grazie Wolfgang :)


  • [Deleted User][Deleted User] Neofita
    Pubblicazioni: 554
    Giusto per fare un esempio Davide, una buona metà delle persone con una diagnosi clinica di Asperger ha l'amigdala di dimensioni normali o addirittura più piccola della norma^^
    Questo ha una dipendenza diretta dai traumi emozionali subiti ,o ne e `indipendente ?
    Mi risponderai che rientra nella genetica vero? :)

  • wolfgangwolfgang SymbolModeratore
    Pubblicazioni: 9,938
    Ti ho taggato per rimandarti all'argomento, come su FB, ti dovrebbe comparire in messaggio di posta.

    Per la storia dell'amigdala si e no.

    Il sistema delle emozioni è complesso e dipende da amigdala, talamo, ippocampo, connessioni con la neocorteccia, etc..

    Fondamentalmente negli NT l'amigdala cresce con la crescita del cervello andando avanti con gli anni fin verso i 16 età a cui in media il cervello smette di crescere.

    Negli autistici invece tra i 18 mesi e i 3 anni ci sta una crescita accelerata dell'amigdala (alcuni anche fin dalla nascita) che inizia a rallentare intorno ai 4 anni e si normalizza intorno ai 6-8 anni.

    Gli Asperger prendono tutta la variabilità in mezzo. Alcuni (soprattutto quelli con ritardi linguistici, che sono spesso legati alle dimensioni dell'amigdala) hanno un'amigdala ingrossata, altri come gli NT, altri vie di mezzo. Quello che in genere avviene è che mentre in NT e autistici l'amigdala è spesso simmetrica, negli AS può avvenire un'asimmetria, la parte sinistra (legata maggiormente al linguaggio) ha uno sviluppo di tipo NT) mentre quella destra cresce più rapidamente (legata alle emozioni e ai sensi) come nell'autismo.

    La risposta emotiva agli eventi non finisce comunque nell'amigdala ma dipende dall'intero circuito. Dalla capacità di controllo top-down (collegamento tra neocorteccia e amigdala), dal sistema talamico, dall'ippocampo, etc..

    Negli adulti le dimensioni dell'amigdala tendono ad essere "normali", nel senso che la crescita accelerata nelle prime fasi di vita rallenta e quindi le dimensioni finali sono paragonabili (in proporsione) a quelle NT. Un'amigdala ingrossata in quel caso è più legata a traumi emotivi che all'autismo in se. (Ovviamente traumi che possono anche essere collegati alla struttura autistica dell'infanzia). Questo si è visto ad esempio studiando i ragazzi fuoriusciti dagli orfanotrofi rumeni che avevano una struttura dell'amigdala simile a quella autistica.

    Quello che succede e che permane nell'età adulta sono le strutture più fini, come differenti proporzioni di materia grigia/bianca, o i collegamenti che formatisi durante i primi anni di vita sono ormai rafforzati in quel modo anche in assenza (una volta adulti) di un'attivazione di per se maggiore. E' per quello che è importante intervenire fin da piccoli, per evitare che il cervello si organizzi in modo non funzionale.
    manu_asociale
    Né scusa né accusa. Addestrare le competenze, insegnare valori, e-ducare l'Uomo dalla Bestia. La Natura non è una scusa.
  • [Deleted User][Deleted User] Neofita
    modificato October 2011 Pubblicazioni: 554
    Sul forum Tag etc etc etc : devo impratichirmi,son riuscito a "usarlo "senza grosse difficolta`,ma lo devo conoscere meglio.
    Capito il Taggare.
    Anche sull'Amigdala :si,anche grazie a te e  ai tuoi posts delle settimane scorse conoscevo  parte di quello che hai riportato qui,ora molto di piu`.
    Mentre nel post dove scrivi di tassonomia,endofenotipi,e varie devo farlo mio ,alla seconda lettura mi e`notevolmente piu` chiaro.Molto interessante anche la parte  relativa agli SSRI perche` mi ha riportato alla mente un post scritto da una ragazza su un altro forum circa sei mesi fa se non erro.In quel caso era stato il Cypralex a scatenarle crisi ipomaniacali se non ricordo male,forse psicosi o qualcosa di similare.
    Post edited by [Deleted User] on
  • [Deleted User][Deleted User] Neofita
    modificato October 2011 Pubblicazioni: 554
    Solo una domanda per il momento:sulle strutture piu` fini ,la differente proporzione tra materia Grigia e materia bianca,e quei collegamenti rafforzati anche in assenza di un attivita` maggiore poiche `divenuti adulti(Amigdala).Ok,giustissimo che inquei casi si sarebbe dovuto intervenire fin da piccoli.Ma nel caso che questo non lo si sia fatto,quanto riterresti probabile che si riesca a rendere funzionale ,cio` che forse mai o forse solo per pochissimo losia stato?Piu` leggo di terapie psicologiche che dovrebbero modificare in funzionalita` cio` che non lo e`(forse) mai stato e piu` mi vengono seri dubbi che in questi casi specifici il riuscirci equivarrebbe piu` ad un numero di magia che alla reale possibilita` di poterci riuscire .Un po come pretendere di far di nuovo camminare persone con paraplegie dovute a danni permanenti al midollo spinale.
    manu_asociale
    Post edited by [Deleted User] on
  • wolfgangwolfgang SymbolModeratore
    Pubblicazioni: 9,938
    In parte dipende dall'età, in parte dalla globalità. Mi spiego.

    Con l'età il cervello diventa via via meno plastico ma non perde MAI del tutto la plasticità (grazie Montalcini :P ).

    Se riesco a giorni cerco di mettere un post dove spiego meglio il processo.

    Per la globalità, dipende, ad esempio è più facile intervenire via CBT su fobie specifiche se c'è volontà di combatterle, è comunque possibile ma molto più complesso combattere stati generalizzati. In quel caso bisogna capirne l'origine, non "il trauma" (in stile psicodinamica) ma l'insieme di schemi mentali da modificare e lavorare uno per uno a modificarli. In casi così generalizzati a mio PERSONALE parere sarebbe interessante (sisi, è proprio quello che vorrei fare io) mescolare la CBT-autismo con la DBT (che è la versione della CBT che si usa per disturbi di umore e della personalità), purtroppo NON esistono professionisti e tecniche al momento che mescolano le due cose e quindi è molto lasciato alla bravura del terapista e alla volontà del cliente.

    Modificare le strutture del cervello è sempre possibile, ovviamente ci sono limiti organici e soprattutto non conoscendo ancora la mappatura fine delle strutture neurologiche è sempre empirico il modo di procedere.
    Né scusa né accusa. Addestrare le competenze, insegnare valori, e-ducare l'Uomo dalla Bestia. La Natura non è una scusa.
  • TsukimiTsukimi Senatore
    Pubblicazioni: 3,827
    terapie psicologiche che dovrebbero modificare in funzionalita` cio` che non lo e`(forse) mai stato.
    Non sono sicura di aver capito. Parli dei limiti della plasticità del cervello? 

    Fra l'altro, una persona aveva usato tale concetto per argomentare che un bambino ND crescendo può diventare NT - cosa che non mi convince affatto.
    "The Enlightened Take Things Lightly" - Principia Discordia
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