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Lascio o no il lavoro?

Ciao a tutti!

Vi chiedo un consiglio... sono presunta asperger, devo ancora fare la diagnosi ufficiale perchè l'ho scoperto da pochissimo tempo.. detto questo...

Situazione attuale : ho un bimbo di due anni e mezzo, sto terminando la tesi, e nel frattempo ho accettato un lavoro a febbraio di quest'anno (lavoro da casa, ma è una collaborazione e mi pagano una tantum), che non mi ripaga economicamente (non ho stipendio fisso, e al momento mi hanno pagato solo una volta, e meno di 200 euro), ma perlomeno lavoro ( devo fare telefonate, e non mi piace rapportarmi con le persone telefonicamente, quindi per me è un dramma continuo, ma non posso dirlo al datore di lavoro ovviamente). 

Non ho aiuti a casa di nessun tipo, quindi devo sbrigare tutto da sola, e mi sembrano un'enormità di responsabilità... ci sono giorni come questo che non riesco a prendere il telefono in mano, ho proprio un blocco... e non riesco a gestirlo ( mi sembra di tornare indietro nel tempo a quando ero muta selettiva, che non riuscivo a parlare.. stessa cosa, ma in contesto diverso)...... ma vaglielo a spiegare al mio compagno super razionale serio e preciso?! Per lui non esiste il "non riuscire a fare.." ed io vorrei contribuire al benessere economico della mia famiglia... insomma, sono infognata in questa situazione e non so come uscirne...


Il mio dubbio adesso è : visto che la mia ansia e il mio umore altalenante mi destabilizzano... mi conviene continuare così? Dovrei lasciare il lavoro secondo voi? O il lavoro può essere una "via d'uscita" ? 

Aiutatemiiiiiiii pleaseeeeee
Amelieamigdala
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Commenti

  • NewtonNewton Pilastro
    Pubblicazioni: 5,140
    Se economicamente questo lavoro non fa nessuna differenza, direi di lasciarlo, perché sono energie che spendi inutilmente, quasi ci vai a perdere. 
    Considera però che un domani, quando troverai un lavoro stabile, potresti avere le stesse difficoltà e dovrai affrontarle, ma almeno avrà senso. Lavorare per due spicci e con tanto stress, per me, non ha mai senso, anche perché nel frattempo hai altre responsabilità nelle quali ti serve una certa serenità (bambino, casa, tesi).
    Valentarondinella61auroraborealisAmelieKaliaAntonius_BlockSirAlphaexamanu_asocialePavely
  • giovannagiovanna Colonna
    modificato October 2016 Pubblicazioni: 3,900
    Sei giovane, sei a tempo, va dove ti porta il cuore.
    Non seguire i consigli del compagno, segui il tuo naso, il tuo istinto.

    Magari parati il sedere, lascia quando hai trovato altro, devi essere sempre indipendente, con il kulo parato, cioe' devi avere chiara ls strada alternativa.

    Non dar retta alle ragioni economiche magari per paura di perdere il compagno.

    Solo noi sappiamo cio' che e' bene per noi, e magari dopo trent' anni lui ti dira': " ma io sarei stato lo stesso con te, ci saremmo arrangiati"
    Eowyn
    Post edited by giovanna on
    Sono quella che ha creduto sempre che fosse la chioma di un albero al tramonto e invece era un orso
  • giovannagiovanna Colonna
    Pubblicazioni: 3,900
    Grrrr.
    Sono quella che ha creduto sempre che fosse la chioma di un albero al tramonto e invece era un orso
  • DomitillaDomitilla Senatore
    Pubblicazioni: 2,953
    Il lavoro è una via d'uscita se lo fai fuori casa, o almeno per me è così.
    Ne hai molta, di carne sul fuoco, semplifica.
    Poi vabbeh, senza far nomi (mia suocera), ne conosco a palate di gente che a parole sa far tutto in maniera più efficace...
    È irritante.
    Però.
    Potresti fare in modo che sia lui a suggerirti di lasciare quel "non lavoro".
    Per contribuire economicamente, beh, per il momento potresti tagliare un po' le spese.
    Poi finirai la tesi, il bimbo andrà alla materna e sarai pronta per nuove avventure.
    Non ti abbattere, è solo una fase della tua vita.

    (P.s. Riesci a far la tesi con un bambino così piccolo? Ti ammiro tanto!)
    ValentaAmelieNewtonmandragola77
  • pokepoke Andato
    modificato October 2016 Pubblicazioni: 1,721
    Per me, che sono una individualista, il lavoro è uno strumento che consente una indipendenza minima.
    Hai un figlio di 2 anni e mezzo, un marito, un lavoro che puoi svolgere da casa. Stai preparando una tesi.
    L'essere asperger non è un alibi per sfuggire all'autonimia, anzi. Esattamente il contrario. Ogni giorno bisogna combattere per essere autonomi.
    Considerazioni
    Tuo figlio il prossimo anno farà la materna.
    Il matrimonio non è eterno ed un uomo non è obbligato a mantenere una donna che non lavora. Almeno per me.
    Il lavoro lo svolgi da casa, quindi ti eviti lo stress di uscire, mezzi, disagi e scocciature varie.
    Un errore che fanno troppe donne è di non essere indipendenti economicamente. Esse pensano, sono sistemata (sposata) ho fatto un figlio, sono legittimata ad occuparmi delle pulizie di casa, cucinare spesa ecc...
    E ti sembra una bella prospettiva?
    Poi, il matrimonio termina e sono nei guai.
    Occhio.

    Se com'è giusto, hai difficoltà in questo periodo è l'occasione per coinvolgere il marito/compagno/padre, nello svolgimento delle mansioni domestiche. Compatibilmente con la sua stanchezza. Tralasciando le attività casalinghe in favore di un impegno per la tesi e per il lavoro.
    Ora considera che non è semplice entrare nel mondo del lavoro. Ci sono preclusioni per le donne con figli.
    Se stringi i denti, diventa un punto a tuo favore, un'azienda che ti assume, assume te e non tutti i tuoi problemi di gestione familiare, dimostri che sei una che non ha mai smesso di tenersi occupata.
    Poi, se cerchi alibi, non ne ho. Io credo si debba lavorare, se non si hanno gravi problemi di salute.
    Amelierondinella61manu_asociale
    Post edited by poke on
  • Simone85Simone85 Veterano Pro
    modificato October 2016 Pubblicazioni: 2,792
    Prima di decidere conviene informarsi bene sul tipo di contratto. L'ideale sarebbe quello di farlo maturare e ottenere un contratto più gratificante, per qualsiasi dubbio conviene che ti rivolgi al tuo commercialista!
    Post edited by Simone85 on
  • BlindBlind Colonna
    Pubblicazioni: 2,355
    @Janis2016 perdonami ma non ho capito.

    1) Perché hai accettato un lavoro in cui devi fare telefonate se non ti piace telefonare?

    2) Quante ore al giorno e per quanti giorni a settimana/al mese ti tiene impegnata questo lavoro?

    3) Hai firmato un contratto per questo lavoro o lo stai facendo in nero?

    3.1) Sul contratto c'era scritto chiaramente che saresti stata pagata una tantum e meno di 200€?

    3.2) Che significa "essere pagati una tantum"?
    Vieni retribuita a provvigione, su commissione, quando raggiungi determinati obiettivi... in che modo?
    Queste modalità erano esplicitate sul contratto che hai firmato?

    3.3) Se hai firmato un contratto chiaro ed esplicito (accettandone, quindi, tutte le condizioni, per quanto discutibili possano essere) perché ora hai questi dubbi?

    Se lo stress e/o l'impegno richiesto è eccessivo lascia perdere: in otto mesi ti hanno pagato 200 euro, che equivalgono, in media, ad uno stipendio di 25€/mese.
    Non so di dove sei ma, almeno nelle mia città, 25€ è più o meno il prezzo di un paio d'ore di ripetizioni a studenti delle scuole medie superiori (un'ora o un'ora e mezza per gli universitari).
    Ovviamente ciò non significa che tu debba necessariamente metterti a dare ripetizioni. E' solo per darti un'idea...


    rondinella61ValentaAntonius_Block
  • giovannagiovanna Colonna
    Pubblicazioni: 3,900
    Si dovrebbe basare sulle sue prime sensazioni, se non le piace rapportarsi ma non lo puo' dire e' quella la verita'.

    E quando la vedi da giovane, ti devi fidare, restera' per sempre.
    Sono quella che ha creduto sempre che fosse la chioma di un albero al tramonto e invece era un orso
  • TormalinaNeraTormalinaNera Colonna
    Pubblicazioni: 1,216
    Secondo me per il benessere di un aspie è meglio fare una cosa per volta.
    1) ultimare tutti gli studi
    2) cercare il lavoro adatto

    Io un anno fa ho lasciato un lavoro sicuro ma da incubo, ho concluso un progetto formativo sul quale mi ero impantanata (causa energie che il lavoro mi risucchiava) e ora ho il lavoro che desideravo.
    BlindAmelierondinella61Domitillamandragola77amigdala
    Oh, how I wish
    for soothing rain
    all I wish is to dream again
  • NewtonNewton Pilastro
    Pubblicazioni: 5,140
    Considerando che da quanto dice @Janis2016, lavora da febbraio e finora ha percepito 200 euro (dunque come dire 25 euro al mese), io suppongo sia classificata come collaborazione occasionale, che difficilmente "matura". Se non c'è possibilità concreta di crescere, a me sembra un po' uno sfruttamento. 
    Janis, se questa collaborazione non ti serve nemmeno per il CV, valuta questo: 25 euro li prendi per stirare tre ore. Poi non so, dipende anche da quanto tempo ti occupa, questa attività.

    Però sono anche d'accordo con @poke quando dice che non ci devono essere alibi o scappatoie. Io ritengo che abbia poco senso fare quel lavoro, perché mi sa che spendi più di telefono rispetto al tuo rientro. Se decidi di lasciare un lavoro, non dev'essere perché hai troppa paura per farlo, ma perché appunto è uno sforzo sbilanciato, che non porta nessun vantaggio.
    AmelieBlindSimone85TormalinaNeraValenta
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