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Saper chiedere aiuto

diegodiego Veterano Pro
modificato 29 May in Esplorare i sentimenti
Ho sempre pensato che la mia incapacità a chiedere aiuto fosse un pregio.

Pensavo che fosse più una questione di orgoglio.

Dovevo farcela da solo e se mi aiutava qualcuno il risultato diventava automaticamente meno soddisfacente.

Quelle poche volte che chiedevo qualcosa in realtà una risposta dentro di me ce l'avevo e non ascoltavo proprio i pareri degli altri.

Adesso mi rendo conto che non è solo una questione di orgoglio.

Quanto è importante per voi l'aiuto degli altri. Qualcuno di voi ha questo orgoglio misto ad arroganza che ho io?

Ameliefriedenmandragola77lollinaUnconventionalLoverEowynDoorwoodstockFenice2016
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Commenti

  • EireneEirene SymbolVeterano Pro
    Pubblicazioni: 493
    Io ho avuto un periodo in cui non chiedevo aiuto a nessuno, perché non avevo la forza di farlo. Chiedere aiuto significa ammettere con qualcun'altro di avere un problema, significa ammettere di non farcela e io ero bravissima a negarlo perfino a me stessa, figuriamoci agli altri.

    Con il tempo ho imparato che l'aiuto di qualcuno semplifica infinitamente le cose e fa diventare possibile l'impossibile. Ho anche imparato che chiedere aiuto non significa ricevere aiuto. Credo che sia una delle sensazioni più avvilenti in assoluto riuscire a trovare la forza di chiedere aiuto e rendersi conto che nessuno è disposto a dartelo, alla fatica di chiedere si aggiunge il dolore del rifiuto e il fatto di non muoversi di un millimetro dalla situazione problematica.

    Credo che ci voglia un grandissimo coraggio per chiedere e/o accettare l'aiuto altrui. Significa correre un grandissimo rischio, quello di cadere ancora più in basso. Significa mettere a nudo i tuoi problemi, dove gli altri possono osservarli, giudicarli e giudicarti. Fa male, ma tante volte ti salva davvero. :°\
    diegoFenice2016
  • pokepoke Neofita
    Pubblicazioni: 1,133
    @diego , purtroppo è anche un mio problema, il non riuscire a chiedere aiuto, emerso anche in diagnosi.

    Non saprei dire se è orgoglio.Ci sono vari aspetti:
    - Penso che ognuno sia occupato con i suoi problemi e non mi va' di disturbare.

    - incapacità di chiedere. Capire quali parole e motivazioni usare

    - timore di chiedere e sentire il rifiuto.

    - Quando ho provato, constatavo in me salire un senso di disagio fortissimo. Parole che escono smozzicate tono della voce che si abbassa risata nervosa.

    Queste sensazioni e pensieri, mi inducono a sopportare o a far da sola.

    -
    diegoEowynFenice2016michimago
  • EstherDonnellyEstherDonnelly Pilastro
    modificato November 2016 Pubblicazioni: 1,952
    So come ti senti perché per tanto tempo ho avuto la mania di fare tutto da sola in stile infant prodigy. Probabilmente dietro al mio caso particolare si celava anche un problema di narcisismo per cui io dovevo essere destinata a essere quella che da sola sbalordisce il mondo, ma la realtà è sempre un po' meno spettacolare di come appare in un film. Alla fine ho semplicemente constatato una cosa, tipo, ho fatto mente locale:

    1) devo fare cosa X
    2) al momento ho svariate difficoltà nel fare cosa X (sono depressa - ho una bassa autostima - ho un limite pratico)
    3) persona Y mi può aiutare a fare cosa X
    4) corro da persona Y e le rompo le palle fino a che non mi aiuta a fare cosa X

    Lo so che sembra fredda come cosa però è semplicemente una questione di funzionalità. Nel momento in cui riesci a riconoscere un limite ti focalizzi meno sul superarlo e di più su quello che gli sta attorno. Un po' come in un videogioco di strategia, quando finisci in un vicolo cieco e per proseguire devi craftare dei tools utilizzando quello che trovi in giro. In questo caso ti hanno aiutato una serie di coincidenze, in altri casi ti aiuteranno le persone; ma la verità è che tutto, potenzialmente, può aiutarti. Anche il semplice raccogliere dei dati inconsciamente che poi ti portano ad un'illuminazione è utile. Magari fai una passeggiata e vedendo due vecchi passeggiare scopri la formula matematica del tempo (vado iperbolando per farmi capire). Però può essere che se non avessi visto i due vecchi non ci saresti mai arrivato. Puoi ancora dire che tutto quello che fai, lo fai da solo?
    Penso che sicuramente il alcune situazioni ci siano degli aiuti particolarmente lievemente più significativi dal punto di vista convenzionale e magari anche più vincolanti (sono il tipo che non accetta di buon grado supporti economici, ad esempio, nemmeno dai propri genitori); tolti quelli, per cui sarebbe meglio valutare i singoli casi, penso possa essere utile prendere coscienza di cosa sia funzionale e cosa no per la tua. 
    La vera domanda è: 
    se l'aiuto migliora considerevolmente la qualità della tua vita e non rappresenta un compromesso insopportabile, perché non accettarlo?
    diegoFenice2016
    Post edited by EstherDonnelly on
  • rondinella61rondinella61 Colonna
    Pubblicazioni: 1,077
    @diego @poke
    Voi accettate di buon grado i regali?
    (mi sembra di capire che ricevere regali non sia proprio gradito alla maggioranza degli aspie...)
    Vi chiedo questo perché un aiuto è, in fin dei conti, un regalo. Quindi, se è già difficile accettare un regalo, addirittura chiederlo diventa impossibile!
    GecodiegoFenice2016woodstockmichimago
  • pokepoke Neofita
    Pubblicazioni: 1,133
    Bella domanda @rondinella61

    A volte mi sembra di avere un doppio senso nella testa.
    Se ricevo un regalo mi sento imbarazzata, e questo vale anche per un caffè o per un piccolo pensiero. Non riesco ad essere ceriminiosa o a ringraziare in modi plateale.

    Però se non ricevo un regalo esempio compleanno, mi si scava dentro un rancore che poi scoppia.
    Mi sento in contraddizione con me stessa come se avessi due anime e due comportamenti/aspettative opposte tra loro.

    Al contrario mi piace far pensieri e regali ed in genere aiutare, e sto in difficoltà se mi ringraziano troppo cerimoniosamente, perché se compio un'azione ho solo adempiuto ad una regola.
    rondinella61diegoFenice2016
  • stefistefi Membro Pro
    Pubblicazioni: 83
    ragazzi... è una risorsa immensa questo spazio, anche mio figlio ha difficoltà nell'accettare regali o nel chiedere aiuto.
    Nel primo caso non riesco nemmeno bene io a capire il motivo, per esempio  se i nonni vogliano dargli magari la "mancia" per il suo compleanno non l'accetta  dice che non ne ha bisogno e quando gli spiego che con quei soldi potrebbe comprarsi dei videogiochi o qualcosa che so che gli piace...nemmeno in quel caso li accetta...
    il fatto che non chiede aiuto (mio figlio ha 11 anni) penso da una parte che dipenda dal fatto che non vuole "assumersi" la responsabilità di fare qualcosa di difficile, e dall'altra parte non accetta l'idea di non essere in grado di farlo - in questi casi più volte gli è stato dimostrato che con un po' di sforzo ce la fa anche perchè è un ragazzino intelligente, ma quando deve provarci da solo il più delle volte lascia perdere.
    diegoFenice2016woodstock
  • diegodiego Veterano Pro
    Pubblicazioni: 1,136
    I regali ? Quando mi regalano ciè che vorrei va bene :)

    Se non riescono ad indovinare è un problema perchè sono costretto a fingere e non è che mi viene tanto bene.

    Inoltre dipende da chi mi fa il regalo. Per esempio il mio ex capo mi ha fatto diversi regali ed erano cose che mi servivano. Erano abbigliamento e attrezzature per il ciclismo ed in quell'ambito mi serve sempre qualcosa. Sinceramente mi faceva piacere perchè ci azzeccava ma il problema in quel caso era che io non volevo ricambiare quindi accettare il regalo sapenso che non avrei ricambiato era un po complicato. Ma alla fine ho sempre accettato. Forse voleva comprarmi, boh.

    I vostri interventi sono molto interessanti.

    Nel mio caso il problema più grosso del non chiedere aiuto ce l'ho al lavoro.

    Questa cosa di non chiedere aiuto da un lato mi ha permesso di diventare molto autonomo, praticamente riesco a cavarmela nel 99% dei casi con risultati più o meno validi ma ce la faccio.

    Dall'altro lato però tendo a lavorare sempre come se dovessi fare tutto da solo e quindi finisco per non dare spazio alle idee o ai modi di fare altrui, sono un po rigido nell'accettare le opinioni degli altri. 

    Il ragionamento che faccio nella mia testa è questo:

    1. Devo fare tutto da solo
    2. Devo trovare un modo veloce ed affidabile per fare tutto da solo
    3. Se tutti sono d'accordo allora va bene. Faccio il lavoro e viviamo tutti felici e contenti
    4. Se qualcuno non è convinto delle scelte che faccio allora è un casino perchè a quel punto sono costretto ad interfacciarmi agli altri e quando dicono cavolate è veramente dura.

    Comunque ci sto lavorando.

    Da un po di mesi ho cambiato lavoro e devo ancora capire bene le metodologie che usano. Io ce lo avrei un modo di fare le cose anche senza capirle queste metodologie ma stavolta voglio cercare di adeguarmi senza litigare.

    Quindi sto rompendo le scatole al mio collega e gli chiedo qualunque cosa :)




    Fenice2016
  • EowynEowyn Veterano Pro
    Pubblicazioni: 275
    Ho anche io questo problema, è come se nella testa mi fosse rimasto uno di quei comandamenti che ti impartivano genitori e nonni: devi imparare a fare da sola, se no non cresci, e i regali si accettano solo per le feste comandate e solo da parenti e amici, ma comunque senza esagerare.
    È come se chiedere aiuto significasse non essere all'altezza, e quindi meno amata (o,trasponendo la cosa fuori dagli affetti, meno considerata). Alla fine, almeno per me, il nocciolo credo sia una irrazionale paura infantile che chiedendo aiuto o non essendo al top mi possa succedere qualcosa di negativo. E non riesco a razionalizzare e soprattutto a trovare il modo di aprirmi nel modo giusto, quando anche capisco di non farcela.
    diegoValentaFenice2016
  • diegodiego Veterano Pro
    Pubblicazioni: 1,136
    Io penso che molti se non tutti i bambini sono esposti ai comandamenti che ti davano i tuoi genitori @Eowyn ma non tutti li prendono cosi alla lettera. Quindi penso che ci sia qualcosa di diverso in chi li riceve.
    KaliaFenice2016EowynDoor
  • UnconventionalLoverUnconventionalLover Veterano Pro
    modificato November 2016 Pubblicazioni: 686
    Io non richiedo mai assistenza e la cosa mi fa sentire forte e realizzato.
    Perché faticando da solo do il massimo di me stesso e percepisco che divento una versione migliore di ciò che ero ieri. Voglio essere quello che suda di più, quello che ha fatto tutto il possibile ed in futuro non avrà pentimenti. Voglio essere il migliore ***vedi nota*** , la media non fa per me!

    *** nota ***
    il migliore = il migliore nello sfruttare il proprio potenziale all'interno di un determinato contesto...in quanto più o meno tutti
    abbiamo potenzialità complessive alla pari e nessuno
    è realmente superiore a qualcun altro; oppure, se si analizzano
    singolarmente i vari campi di talento, ognuno è superiore in questo ma
    inferiore in quest'altro...ergo è pur sempre alla pari
    Fenice2016woodstockmichimago
    Post edited by UnconventionalLover on
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