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Venire attaccati per motivi di... tempo?!?

Icaro89Icaro89 Colonna
modificato September 2012 in La vita (essere Aspie)
Dunque, è il quinto litigio in un paio di settimane, ed il milionesimo in 23 anni, quindi devo iniziare a dedurre che dovrei accendere la spia di allarme. Tutti mi accusano di una cosa specifica, che ora vi illustro. Premetto che sono molto, molto arrabbiato, e scrivo anche per sfogarmi un po'.

Autori dell'accusa: prima ex, poi un'amica, poi l'intero gruppo di amici, poi un'altro amico, poi dei conoscenti, poi la mamma poi il papà ma anche cugini, zii e chi più ne ha più ne metta.

Recidive: le accuse si perpretrano da sempre, fin da quando ero piccolo, ma mai come in questo periodo si erano mostrate così intense e serrate. Una specie di attacco continuo e mirato da più fronti.

Fatto: in sessione esami, come mi pare normale da quando l'umanità è entrata nell'era della Scrittura fino ai giorni nostri, uno deve rinchiudersi in casa o in biblioteca  per studiare. Cosa che io puntualmente faccio. Non vedo ragioni materialmente concepibili affinchè io debba comportarmi altrimenti.

Questa cosa non è tollerata non dico da una, nemmeno da due, ma dalla totalità delle persone che mi conoscono. Guardano con sconcerto alla mia clausura pre-esame, osservano seccati e infastiditi i miei rifiuti di uscire, di spostarsi, di svago, di esperienze e altre stronzate e inutili perdite di tempo del genere.

Dicono di non concepire il mio modo di affrontare la cosa, dicono che è inaudita l'attenzione che dedico ad università, dicono che parlo sempre di esami, dicono che è imperdonabile il fatto di studiare fino a tardi, dicono che è angosciante e insopportabile che io stia in aula studio o in camera a studiare dal mattino alla sera. (E fra l'altro non si sono ancora accorti dei miei reali orari, altrimenti probabilmente mi manderebbero al rogo).

Episodio concreto (in realtà uno dei tanti che ha scatenato reazioni negative):

Sabato, per recuperare un po' di tempo, ho voluto approfittare del fatto che in Università hanno avuto la trovata di tener aperte le aule studio fino alla sera; è un'idea ottima, secondo me è comodissimo, mi trovo così bene in un ambiente silenzioso, dove non ci sono distrazioni e si deve solo lavorare, ci vado davvero volentieri e mi sento soddisfatto. Per portarmi in pari sono rimasto fino alle 22:30 circa. Si stava bene: sono riuscito a fare quello che dovevo, l'ambiente era pulito e pacifico, ero di buon umore.

Dopodichè ho raggiunto gli altri del gruppo in centro perchè insistevano tanto che li raggiungessi per uscire. Quando hanno saputo il fatto che arrivavo dalla biblioteca... scandalo!, orrore!, sacrilegio!, oltraggio!

Mi sono incazzato molto: per una volta che ero riuscito a conciliare le due cose (da un lato il dovere, dall'altro gli altri che pretendono di uscire, visto che di solito rifiuto) quelli han rotto le balle lo stesso! Ho risposto bruscamente ad ogno loro singola critica confutando qualsiasi tentativo che facevano di spiegarmi il loro disappunto, e quando ho iniziato ad alzare la voce hanno smesso, perplessi perchè ad ogni singola obiezione avevo prontamento risposto in maniera seria. Diciamo che per fortuna, di solito, ho reazioni molto più contenute di quello che realmente penso di dire. Come faccio sempre in questi casi, ho sviato il discorso su altri temi; ma stavo pensando sul serio di scannarli.

Anche altre persone (normali!) vanno abitualmente in biblioteca a studiare, e altre erano
lì con me quella sera: ne deduco quindi che non si tratta di violazione di una norma
sociale unanime.

Inoltre escludo anche che ignorino il funzionamento di questi impegni, visto che sono tutti universitari (o lo sono stati).

Questo esempio è solo il più recente di tanti episodi simili.

Tipo oggi un altro (non di quel gruppetto) mi contatta e fra le varie cose mi dice che secondo lui non posso lasciarmi "prendere" così tanto dal dovere, che l'università e il lavoro non sono tutto, e blabla cretinate simili. Ha anche detto che ci sono scelte che poi più avanti si rimpiangono, che bisogna qualche volta pensar ad affetti e amicizie e godersi la vita ecc ecc

Le prime volte pensavo fosse teasing; ma da alcuni anni a questa parte inizio a sospettare che ci sia dell'altro, perchè le critiche sono troppo raffinate e sottili per essere banale teasing.

Quello che mi chiedo è: che cosa scatta in queste persone che le fa sentire socialmente autorizzate a intromettersi nel modo in cui io organizzo la mia dannata esistenza? Io non mi permetterei mai di dire quanto deve stare uno di qua o di là, quanto deve far questo o quanto deve far quello, in che momenti e in che periodi!

Devo constatare che tutte queste persone, le une indipendentemente dalle altre (quindi non sono fra di loro d'accordo) mi condannano perchè dicono che io SBAGLIO. Ebbene io, a quanto pare, per costoro, SBAGLIEREI a fare IL MIO F****TO DOVERE. Ma Perchè? Perchè mi assillano così? Perchè non mi lasciano in pace? Cosa gli interessa? Come se già svolgere decentemente i miei impegni non fosse abbastanza complicato, loro mi aggiungono queste pressioni gratuite senza pensarci due volte.

Precisando che io non smetterò certo di fare ciò che devo fare solo perchè la gente sbraita, fa la faccia storta, mi critica e si dice preoccupata per me, voi sapreste dirmi per quale assurdo motivo questa congerie di persone osa addirittura permettersi di questionare il modo in cui io gestisco la mia vita e organizzo il mio tempo? Perchè lo fa? In particolare, perchè ritiene di poterlo fare?

E sapreste anche per quale altro motivo le mie spiegazioni:
( - devo necessariamente fare un tot di pagine al giorno, - devo affrontare esami che vanno tendenzialmente dalle 500 alle 900 pagine ciascuno, - non sono molto bravo a concentrarmi quindi non voglio distrazioni, - per fare le cose con cura sono molto lento e non capisco nulla se devo far di fretta - non sono efficiente quindi le mie tempistiche si dilatano affinchè io mi senta ben organizzato, ecc ecc)
non vengono minimamente percepite dalle orecchie di costoro (visto che le devo ripetere ogni volta)?

Aggiungo infine che necessito proprio di qualche vostra gentile delucidazione, se ve ne viene in mente qualcuna, perchè ormai non riesco più a trovare plausibili edulcorazioni alla mia (reale ed unica) risposta che vorrei-ma-non-posso dare: (id est: "fatevi gli stramaledettissimi c**zi vostri").

Siccome mi accorgo però di esser stato prolisso e contorto, riassumo il mio dubbio:
cosa vuole questa gente da me?

Grazie a tutti
Post edited by Icaro89 on
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Commenti

  • somedaysomeday Veterano
    Pubblicazioni: 469
    Cosa vuole questa gente da te?
    ANNIENTARTI
    Sono gelosi e il tuo impegno li mette in cattiva luce, hanno una paura boia che tu possa svergognarli con i tuoi risultati.
    Mandali tutti a farsi fott.... e prosegui per la tua strada e chi ride ultimo ride bene.
    Non lasciarti mangiare l'energia da sta gente.

    Siamo un rimasuglio di una vecchia razza, o l'inizio di una nuova? Sinceramente non me ne frega niente. Ma di sicuro non diventero' mai NT
  • Andato34Andato34 SymbolAndato
    Pubblicazioni: 4,027
    Più ti incazzi più ti romperanno le palle. Fagli un sorriso e ignorali quando ti dicono qualcosa e vedrai che non ti romperanno più.
    La Sindrome di Asperger è solo uno spunto per conoscere meglio se stessi e gli altri.
  • biancabianca Senatore
    Pubblicazioni: 1,380
    Ciao @Icaro, non ho una risposta alla tua domanda. Ho dato 11 esami recentemente e, lavorando molto, in quei due anni sono letteralmente scomparsa dal mondo. I miei amici hanno sempre sostenuto la mia scelta e accettavano di vedermi con le mie modalità e i miei tempi. L'unica cosa che mi viene in mente è che io non ho 23 anni e nemmeno loro ;-) Forse i tuoi amici pensano che alla vs età si debba PER FORZA avere del tempo da dedicare agli amici. Vedine il lato positivo: desiderano stare con te più spesso :-) Quello che mi sento di dirti però è che socialmente fai un grosso errore: ti giustifichi e questo li porta a pensare che abbiano ragione. Non devi irritarti. Devi dire simpaticamente: "Ma lo sapete che mi state proprio sfrantumando i c@@@@oni?!?". E poi cambiare subito argomento, parlare di qualcosa di piacevole e interessante. Alla gente non piace essere considerata noiosa. Se invece vedono che te la prendi, insisteranno sempre di più. È un peccato perdere degli amici, no? Meglio aggirare la cosa in modo leggero.
  • LunaLuna Veterano
    Pubblicazioni: 525

    ..."Dicono di non concepire il mio modo di affrontare la cosa, dicono che è inaudita l'attenzione che dedico ad università, dicono che parlo sempre di esami, dicono che è imperdonabile il fatto di studiare fino a tardi, dicono che è angosciante e insopportabile che io stia in aula studio o in camera a studiare dal mattino alla sera. (E fra l'altro non si sono ancora accorti dei miei reali orari, altrimenti probabilmente mi manderebbero al rogo)...."

    Ti capisco perfettamente, capita anche a me...e la cosa mi fa arrabbiare di più quando certe affermazioni vengono dai miei genitori, che invece, ci si aspetterebbe fossero sereni se un figlio fa il suo dovere, o ancora peggio dai compagni di corso, che sanno cosa si sta facendo...purtroppo non so darti consigli, a volte provo a non adirarmi più di tanto e lasciar perdere, ma non è comunque piacevole.

  • rosarosa Veterano
    Pubblicazioni: 452
    Ciao, loro sono NT quindi per loro il massimo della vita e' stare con gli altri e sbattersene del dovere. Chi invece studia con impegno e volentieri viene visto come strano. Ebbene a queste persone risponderei semplicemente che sto studiando per assicurarmi un futuro e un ottimo lavoro, cosa che a loro non riuscirà se passano tutto il tempo in giro per i bar !
    Cerca di rigirare la frittata e falli sentire tutti dei somari. :-))
  • caione8caione8 Veterano
    Pubblicazioni: 251
    Più ti incazzi più ti romperanno le palle. Fagli un sorriso e ignorali quando ti dicono qualcosa e vedrai che non ti romperanno più.
    Esatto.....Carini e coccolosi, carini e coccolosi

    image

    Io quando andavo all'università avevo il tuo stesso problema di concentrazione (per i corsi che non mi interessavano) e dovevo dedicare molto più tempo di altri a capire.
    Specialmente all'ultimo anno, avevo cominciato ad ammuffire in camera mia e questo ha comportato un sacco di inviti a uscire, a svagarsi ecc. ecc.
    Ogni tanto accettavo per farli contenti ma è difficile "svagarsi" pensando totalmente ad altro.
    Death is so terribly final, while life is full of possibilities.
  • wolfgangwolfgang SymbolModeratore
    Pubblicazioni: 10,732
    Io sono sempre stato una persona che studia poco o nei ritagli di tempo, ma quando stavo all'università e sotto esame studiavo tranquillamente 16 ore al giorno sparendo dal mondo, ma non mi ci ha mai fatto sentire in colpa nessuno, anzi. Era considerato NORMALE (e anormale che alle medie e superiori non studiassi un cavolo, pur andando molto bene).

    La situazione la capisco comunque perché l'ho vista su altri. Ci sono possibili spiegazioni, che non si escludono a vicenda, sia relative all'empatia che provano nei tuoi confronti, sia di carattere egocentrico/sociale.

    • Si preoccupano che il troppo studio ti mandi in burnout.
    • Si preoccupano che tu possa perdere delle belle occasioni.
    • Si preoccupano che tu sia ossessionato (un amico che avevo all'università "ristudiava" gli esami anche 10 volte, ed io sapevo benissimo che gli sarebbero bastate 2 volte)
    • Si sentono da meno di te perché loro mettono il piacere prima del dovere, quindi sei l'emblema di quello che dovrebbero fare, e ovviamente il fatto che tu lo faccia manda a quel paese le loro giustificazioni.

    Per tutti questi motivi penso che quanto dice @bianca sia la scelta migliore, fatti una risata, mandali a quel paese, digli di non romperti le balle e cambia argomento. Altrimenti si sentono obbligati a romperti ancora di più!
    Né scusa né accusa. Addestrare le competenze, insegnare valori, e-ducare l'Uomo dalla Bestia. La Natura non è una scusa.
  • anankeananke Senatore
    Pubblicazioni: 1,585
    Icaro, se vuoi ti mando un pò del mio flusso "svuota intorno" così smetteranno di romperti le scatole. Ad ogni modo se sono così tenaci, prendila come una buona cosa, perchè perlomeno ciò sta a significare che ti vogliono bene e che ci tengono a te, benchè non riescano a comprenderti (tieni presente che in molti altri casi, come succede spesso a me, l'incomprensione è l'anticamera dell'isolamento). Così nel male c'è anche un pò di bene, visto che ultimamente ho preso a farmi delle domande pure io sul fatto che non riesca a trovare un motivo per stringere amicizia con gli altri (anche con persone che dentro di me stimo) in quanto mi basta passarci 20 minuti, mezz'ora, due ore assieme per percepire una (spesso) penosa sensazione di incomunicabilità. Mi consolo pensando che ciò non capita con persone che hanno i miei stessi interessi o con le quali c'è feeling (è però un fenomeno raro).

    Tornando di nuovo a te però, io credo che tu faccia bene a prepararti studiando tanto, in quanto se uno vuole ottenere dei risultati è questo che deve fare. Ritieniti però fortunato in parte, perchè hai accanto persone che ti vogliono bene.
  • corneliacornelia Senatore
    modificato September 2012 Pubblicazioni: 1,185
    Sono d'accordo con someday sul fatto della probabile invidia. te lo dico perchè ti invidio anche io! Io per una chiacchierata tra amiche avrei lasciato qualsiasi cosa, figuriamoci lo studio. Ti ammiro per la dedizione.
    D'accordissimo con Bianca sulla strategia da adottare. Gli unici che mi lasciano perplessi sono i tuoi genitori. Partendo dal presupposto che loro non provano invidia perchè ti amano, e sono sicura che sono orgogliosi dei risultati che ottiene e della dedizione agli studi che manifesti, riesco solo ad immaginare che temano un tuo esaurimento fisico per troppo lavoro. Rassicurali sul fatto che non devono badare al quantitativo di ore, ma all'intensità dello studio. fai capire che ti stressano meno 16 ore di studio al tuo ritmo che non due ore ma con il ritmo di qualcun'altro. Con pacatezza dì loro che in fondo ti rilassa guardare gli appunti e studiare con tutta la calma e tranquillità del mondo e che invece dover arrivare al giorno dell'esame con ancora degli argomenti in sospeso/non compresi fino in fondo ti manderebbe in esaurimento. Non dovesse bastare invita anche loro, con gentilezza, a farsi un paio di pacchetti di fatti loro. 
    Post edited by cornelia on
  • Sophia38Sophia38 Neofita
    modificato September 2012 Pubblicazioni: 414
    Indifferenza, Icaro89, indifferenza! Così non darai loro soddisfazione.
    Inizia a ignorare i loro attacchi (di questo si tratta) e poi cerca ad ignorare anche loro. Questi non sono amici, gli amici non ti feriscono ripetutamente e volontariamente e a nulla vale cercare di giustificarli pensando che lo facciano per il tuo bene.
    Nessuno fa del male a un altro per il suo bene, ricordiamocelo sempre o continueremo a giustificare angherie, soprusi e violenza, rendendoci anche conniventi.
    Il mondo è pieno di gente e c'è internet: troverai sicuramente persone a te più affini.
    Post edited by Sophia38 on
    Non esistono talenti inutili, ma persone senza fantasia.
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