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Perché a volte mi sento così sola?

Perché così poche persone capiscono i nostri bisogni?
Perché sembriamo essere così tanti ma anche così pochi? (Dal vivo non ho mai conosciuto qualcuno Asperger)
Perché il mondo mi sembra quasi sempre illogico e invivibile, tanto da farmi sentire sbagliata e inadatta?
Perché tutto si muove così velocemente? Io non riesco a stare dietro a tutto questo mare di informazioni, pensieri, stimoli, sensazioni, odori, pretese, obbiettivi, ecc, ecc.
Perché tendo a sentirmi sola e senza uscita?

C'è qualcuno che sa darmi una risposta ad almeno una di queste domande.
lollinadavidOssitocinaEstherDonnellyEinsteinamigdalapixie_queenSirAlphaexa
Il mio BLOG: mymadreams.wordpress.com
Sognatore è chi trova la sua via alla luce della luna… punito perché vede l’alba prima degli altri. [Oscar Wilde]

Commenti

  • lollinalollina SymbolModeratore
    Pubblicazioni: 3,609
    Shiki ha detto:

    Perché così poche persone capiscono i nostri bisogni?

    Perché sembriamo essere così tanti ma anche così pochi? (Dal vivo non ho mai conosciuto qualcuno Asperger)


    Perché realmente poche persone sono state studiate (soprattutto donne) capite e quindi conosciute.

    Siamo ai primi tempi di una divulgazione che fatica a palesarsi nella nostra cultura per la sua complessità, ma non dobbiamo abbatterci. Anzi.

    Dobbiamo fare qualcosa tutti per far sì che si parli sempre più di neurodiversità.

    Perché il mondo mi sembra quasi sempre illogico e invivibile, tanto da farmi sentire sbagliata e inadatta?
    Perché tutto si muove così velocemente? Io non riesco a stare dietro a tutto questo mare di informazioni, pensieri, stimoli, sensazioni, odori, pretese, obbiettivi, ecc, ecc.
    Perché tendo a sentirmi sola e senza uscita?

    C'è qualcuno che sa darmi una risposta ad almeno una di queste domande.

    Semplicemente perché hai un altro ritmo - che non si accorda a quello altrui.

    Il tuo andamento segue altre armonie, e disegna traiettorie non percorribili insieme ad altri, semplicemente perché a loro manca la capacità di muoversi con il tuo stesso incedere.

    La mia è solo un'ipotesi ma credo fortemente che al funzionamento neurotipico sfugga proprio questo:

    il sentirti mentre arrovelli pensieri ed emozioni, che poi si esplicano interne in un film la cui visione è vietata alla troppa semplicità.

    Meriti di conoscerti meglio per poter proporre al mondo la tua modalità, ma affinché questa possa avere la meritata comprensione c'è un cammino di conoscenza da fare, che non sempre passa per le strade battute.

    Bisogna camminare su sentieri scoscesi, dove a volte manca il minimo appiglio e sembra di essere estremamente soli, ma questo accade per un motivo:

    la strada che percorri a volte è piena di colline, di salite e poi discese.

    Non sentirti sola.

    Noi siamo dietro la salita che hai davanti...
    Abbiamo solo fatto un pezzo di strada in più..



    davidEinsteinpixie_queen
    "Nulla esiste finché non ha un nome".
    Lorna Wing
  • PavelyPavely Membro
    Pubblicazioni: 2,703
    Perché sei intelligente, @Shiki .

    Punto.

    Non c'è altro da capire.
    EstherDonnellydavidEinsteinEireneShiki
  • amigdalaamigdala SymbolModeratore
    Pubblicazioni: 5,803
    L'intelligenza o la stupidità non c'entrano a mio avviso.
    È questioni di ritmi, di come assimiliamo le informazioni.
    Quello che hai scritto avrei potuto dirlo io :) registrare innumerevoli ordini, cercare di star dietro a tutto. Uscire in compagnia e sforzarsi di capire e di non perdersi. Almeno per me è così. A volte le voci diventano brusii di sottofondo e mi vorrei isolare e lo faccio, ma poi mi sento dire "Sei stanca?" "Perché ti isoli?" Perché tutto è molto faticoso.

    Non so se ti è d'aiuto, di solito cerco di stare iperattenta, poi mi isolo e recupero. Come ad una lezione all'università. All'inizio è faticoso, con il tempo, conoscendo i propri ritmi e le situazioni con cui si deve aver a che fare si riesce ad avere risultati decenti :)
    lollinaValentaShiki
  • ouroborusouroborus Neofita
    Pubblicazioni: 3
    È la prima volta che pubblico qualcosa, spero di poter essere utile.
    Potremmo soffermarci a lungo sulle prime domande, sul perché i neurotipici tendano spontaneamente a creare strutture sociali e religiose che li improgionano in una dimensione senza fondamento logico che si autopeperpetua, diffondendosi di generazione in generazione. Penso però che la domanda più importante sia l'ultima e voglio quindi soffermarmi su quella.
    Anch'io mi sono spesso soffermato sul perché mi sento solo e anch'io negli anni ho maturato l'idea di essere "senza uscita"; a volte prendendomela con le persone e con la società, a volte con me stesso, cadendo in un vortice che mi ha spesso portato a pensare al suicidio, l'unica cosa che ho capito è che non si può essere felici soffermandosi su quello che non sei e che non sarai mai. Crucciarsi perché si è diversi dai neurotipici è quanto di più lesivo e illogico si possa fare perché ti lamenti di una situazione che non cambierà mai. L'unica cosa sensata da fare è cercare di apprezzare la nostra diversità come una dote.
    È inutile mentire, il 90% delle persone al mondo non ti capiranno mai e probabilmente nemmeno vorranno provarci, ma ci sono 7miliardi di persone in tutto e anche solo il 10% che rimane significa tanta gente; quindi ti posso dire che se anche ti senti sola non è vero che sei senza uscita perché forse la persona che ti serve è dietro l'angolo.
    Shiki
  • PonyoPonyo Veterano Pro
    Pubblicazioni: 359
    Ti senti sola perché non hai ancora trovato delle persone che riescano a comprenderti e forse anche ad accettarti per quello che sei realmente, e non per l'immagine che dai di te. Purtroppo le persone che davvero ci capiscono sono poche, che tu sia neurotipica o neurodiversa. Semplicemente la compatibilità è sempre piuttosto bassa salvo rari casi.

    Però non focalizzarti sul fatto che non conosci altri aspie dal vivo. Io ne conosco diversi, e dopo qualche anno posso dire che tutto sommato non c'è grande differenza tra gli NT e gli ND. Ci sono solo persone che vogliono capire e persone che invece interpretano tutto secondo il loro modo di vedere, senza capire che si possono vedere le cose in altro modo.

    Per riuscire a farsi accettare dagli altri, ma prima ancora a farsi conoscere, io vedo che aiuta la volontà di capire. Se io pretendo che qualcuno mi capisca ma dall'altra parte io non faccio lo sforzo di capire, allora è quasi automatico non essere compresa. La chiusura in un senso diventa automatica anche nell'altro. Se invece mi pongo per prima io curiosa verso gli altri, per capirli e non per giudicarli, trovo anche dall'altra parte maggior volontà di comprensione. Forse perché il mio atteggiamento li tranquillizza e quindi si fidano, e si fidano anche che io sono così e non voglio fregarli, fare capricci, essere strana o viziata.
    pixie_queenShiki
  • pixie_queenpixie_queen Membro Pro
    Pubblicazioni: 44
    Provo anch'io a rispondere.
    Credo che sia questione di metodo, di approccio. C'è chi medita una decisione, pensando a tutti i pro e i contro. Chi, invece, si butta a capofitto su una cosa, perché è talmente convinto delle proprie ragioni da percepirle come le uniche giuste.
    Forse sì, è anche un discorso di percezione. Magari sei una persona molto sensibile, e per questo tendi a farti delle domande. Domande che la maggioranza non si pone: in caso ciò dovesse avvenire, per economia di energie mentali e per "autodifesa", questa maggioranza tende ad accantonarle non appena cade nel dubbio.
    Non hai paura dei dubbi, e convivi con la voglia di migliorare te stessa e gli altri, di capire l'universo che ti circonda perché per te conta; anche se spesso ti causa angoscia.
    L'importante è che tu ti senta viva. Sarebbe un male non sentire, non provare tutte queste sensazioni. 
    Anch'io mi sento lenta, a volte stressata, frustrata pure. Però, il lato positivo è che in tutto c'è sempre qualcosa da imparare. :)
    Shikidavid
  • ShikiShiki Veterano
    modificato December 2016 Pubblicazioni: 165
    Vi ringrazio... <3

    Al momento aggiungo solo un piccolo dettaglio che non ho ritenuto importante specificare all'inizio: io delle persone accanto che mi capiscono le ho (sopratutto ho un fidanzato stupendo che da ben oltre sette anni mi sopporta e insieme abbiamo imparato, e impariamo tutt'ora, ad aiutarci).
    Ma, nonostante questo, sento dei momenti di solitudine e vuotezza enormi. Questo perché ci son delle cose che posso fare e affrontare solo ed esclusivamente da sola. Ci son delle cose che io soffro, percepisco e combatto che a loro non scalfiscono.
    Quindi in teoria sola non lo sono ma sento comunque una vuotezza che mi circonda, molto dettata dal mio sentirmi fuori dal mondo, lenta, senza stimoli comuni. Tutte cose che, anche se ho delle belle persone accanto, mi vedo costretta ad affrontare da sola.
    Einstein
    Post edited by Shiki on
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