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fare coming out. si /no..... e perche?

Ho letto un molte  discussioni  e ho visto che molti  comunicano ad amici e anche conoscenti   il loro essere asperger,

 premetto che io non lo farei mai, non perché me ne vergogno, ma  perché ritengo che non ci sia il bisogno di fare una radiografia completa della personalità

 a chichessia  anche fosse il fidanzato,  anche perché data la molta ignoranza su quest argomento molti penserebbero ad una malattia mentale ecc ecc

 Poi mettiamo il caso che un ragazzo è "preso da una ragazza  proprio per il suo essere speciale e diversa dalla massa , e che veda in lei una sorta di mistero

anche perché da quello che ho letto , in noi ragazze è più difficile scovare l asperger, quindi  il mistero del perché lei si comporta in modo un po strano ci sarebbe

 ..... Secondo Voi dirlo....  non farebbe perdere un po di magia ?

Vorrei sapere da ragazzi  NT se preferirebbero che gli venga detto o no, e come reagirebbero,  e cosa vi piace delle ragazze asperger 


WBorgEireneGrizliValeymkup
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Commenti

  • ElenajElenaj Veterano
    Pubblicazioni: 135
    Io sono una ragazza NT, e come ho già detto in altri thread, ritengo che le persone aspie farebbero bene a parlare della loro Asperger, almeno alle persone più intime. Tu chiedi se preferirei che mi venga detto o no. Io ti rispondo assolutamente si!
    Il fatto è che quella che tu chiami magia la maggior parte delle volte non viene considerata tale, ma semplice stranezza, addirittura pazzia. Se io non sapessi che la mia amica è Aspeger probabilmente mi sarei innervosita parecchie volte con lei per alcuni modi di fare, ma siccome so, allora chiudo un occhio.
    Ovviamente andrebbe detto a persone fidate e soprattutto intelligenti, che non parlerebbero male di te alle spalle, in grado di capire la sindrome e che non ti considererebbero "pazza".
    vanessaEireneGrizlimanu_asociale
  • GrizliGrizli Veterano
    modificato December 2016 Pubblicazioni: 267
    Ultimamente faccio coming out quando mi viene, non mi trattengo e non mi faccio più particolari problemi. A tre anni dalla diagnosi sono in grado di sostenerne le implicazioni. Mi capita un po’ troppo spesso, forse, ma in questo momento mi è utile per scrollarmi di dosso cose che sono lì da troppo tempo, come l’abitudine a compiacere l’interlocutore, soprattutto i miei conoscenti. Ora ho voglia di fare vedere chi sono senza atteggiarmi. Con gli estranei faccio meno fatica. Con le persone che ho più vicine il problema non si è posto. In futuro mi aspetto di non pensarci più, credo che la questione del coming out andrà in background. 
    Difficile dire in generale cosa è giusto. È giusto quello che una persona sente di fare in quel momento della sua vita, con l'eccezione che è opportuno provare a trattenersi quando c'è il rischio di uscirne massacrati.  :-)
    lollinamanu_asociale
    Post edited by Grizli on
  • pokepoke SymbolNeofita
    Pubblicazioni: 561
    La persona che attualmente frequento era attratta da me più per l'insieme del mio carattere. Aveva notato in me il muro. Quella cortina impenetrabile che in alcune situazioni mi rende inaccessibile a qualsiasi comunicazione.
    Aveva constatato il mio eccesso di memoria, l'eccesso di analisi dei dettagli. La mia lealtà estrema anche quando si ritorce contro di me.
    La difficoltà a maneggiare le emozioni.
    Il mio essere fuori dagli schemi convenzionali, le reazioni insolite. Ma in tutto questo insieme di aspetti che per alcuni possono essere difetti, aveva colto la luce che si sprigiona quando i momenti - no - vengono risolti.
    In alcune lettere avevo spiegato le mie difficoltà, non per chiedere comprensione, ma per esplicitare alcuni aspetti del carattere

    L'ho reso partecipe dall'inizio dei miei dubbi, fino al passo, affrontare la diagnosi.
    Ed è stato un bene. In quanto, è stato lui il primo a sapere l'esito, ed a sostenermi mentre gli confidavo l'esito, tra le lacrime,per telefono. Quindi mi è mancato l'abbraccio.
    E mi manca tutt'oggi un conforto carnale/fisico, che alleggerisca questa realtà.
    Non ha strumentalizzato per propri fini la mia confidenza. Egli ha lo stesso comportamento comprensivo verso di me, e verso le mie caratteristiche. Egli in parte si riconosce in alcuni aspetti asperger, e non escludo che abbia tratti di nd, anche se per sua fortuna ha un'intelligenza sociale che definirei geniale (se confrontata con la mia inettitudine).
    Quindi con un partner fidato, credo sia giusto condividere la diagnosi. Chiarendo sempre che questo non rappresenta un'attenuante e che ci sarà sempre l'impegno nel superarsi e migliorarsi anche se, sarà necessario un impegno superiore a quello che affronta la gente normale.

    Nel lavoro, non ho una fiducia così forte da rivelare alla mia capa il mio essere. Ella sa' che.in alcune situazioni i miei nervi saltano fino a tremare, che ho bisogno di supporto per non infilarmi in situazioni di autolesionismo sociale.
    Ma ha constatato che se mi lascia lavorare a modo mio, pianificando riesco a fronteggiare situazioni estreme con un pragmastismo che ha risolto situazioni drammatiche. Che porto avanti un impegno fino alla sua soluzione. Senza distrazioni e senza farmi influenzare e manipolare dalle minacce.

    Quando non sarà più il mio capo, e saremo destinate ad unità diverse, valuterò di confidarmi.
    Ora il mio timore è che non sia utile.

    Il mio ex, ha saputo ma sostanzialmente ritiene che sia un alibi per mascherare il "son fatta così, ed è più forte di me".
    Quindi la confidenza non ha prodotto niente di utile se non un ulteriore punto di divisione.

    I miei figli, attenti osservatori hanno sempre intuito l'avere una madre diversa. Quindi per loro non rappresenta nulla di nuovo.
    Alcuni tratti sono stati trasmessi a loro, ma fortunatamente esclusivamente gli interessi approfonditi. Sono abili socialmente (sempre confrontati con me-lievemente solitari e selettivi se confrontati con la media) e non hanno disturbi sensoriali, né eccessi di chiusura o esplosioni.
    Loro dovevamo sapere ed è stato utile in quanto potrebbero avere figli con tratti ed è bene sappiano.
    Nonché constatando la mia accettazione e non dissumulazione possono percepire nei fatti che essere asperger non è una tragedia insuperabile.
    D'altra parte affrontiamo discussioni e viviamo in un ambiente che ci rende insoliti rispetto ad altre famiglie. Ora ne sanno il motivo.

    Con altri, non avendo amicizie o conoscenze non ho avuto modo. Ma vedi, penso che mediamente le persone (nt) abbiano i loro problemi e la mia sensibilità mi auggerisce di non affliggerli con le mie particolarità.

    L'ho detto al medico do famiglia, ma honprpvato una sensazione fastidiosa, in quanto dal suo comportamento mi sono sentita come se divessi giustificarmi.
    Una considerazione, considera che non tutti hanno un approccio alla Tony Attwood verso l'asperger.
    Nemodavidmanu_asociale
  • DomitillaDomitilla Senatore
    Pubblicazioni: 1,939
    Elenaj ha detto:

    Se io non sapessi che la mia amica è Aspeger probabilmente mi sarei innervosita parecchie volte con lei per alcuni modi di fare, ma siccome so, allora chiudo un occhio.

    Secondo me sbagli.
    Se lei ti fa soffrire, glielo devi dire.
    Non è giusto giustificarla con l'Asperger, né per te, né per lei.

    Ti faccio un esempio: quando sto male, sparisco.
    Durante una di queste sparizioni, ho ferito una delle poche amiche che ho.
    Non le ho sbattuto in faccia "faccio così perché sono Asperger", le ho spiegato nel dettaglio la situazione e ho sottolineato che mi sono comportata ingiustamente.
    Che ero dispiaciuta, ma non riuscivo a fare diversamente.
    Lei ha capito.
    Poteva mandarmi a quel paese, ne avrebbe avuto tutti i motivi.
    Ha scelto di non farlo.
    E non ha chiuso un occhio per via dell'Asperger, probabilmente l'ha fatto perché mi vuole bene.

    Credo non serva necessariamente dire la propria diagniosi, basta spiegare cosa sta succedendo.
    E chi vuol capire, capirà.
    GrizliEireneLudo
  • AJDaisyAJDaisy Pilastro
    Pubblicazioni: 4,530
    Scusa se sono uomo NX (diciamo, mi piace usare il solo "diverso", piuttosto che altro o altre sigle).
    Io non ne parlo con nessuno, per il semplice fatto che la disinformazione è forte e difficilmente "la gente" potrebbe capire, nemmeno un interesse per l'argomento neurodiversità, figuriamoci un coming out.
    Ne parlo solo con le persone "giuste" (un'ex collega laureata in psicologia e mia moglie). Un'altra amica (appassionata di psicologia e caso patologico di disturbi vari) mi ha dato dell'asperger, ma per quanto dalla mia reazione possa aver "intuito qualcosa", non le ho mai detto nulla riguardo il mio interessamento ed i sospetti di mia moglie (che in seguito sono divenuti anche i miei).
    Dispiace avere una così brutta opinione della "gente", ma sono molto restio, timoroso e colmo di pregiudizi riguardo la cultura, la conoscenza e la capacità di comprensione dell'argomento.
    NemodavidSirAlphaexaValeymkupvanessa
  • ElenajElenaj Veterano
    Pubblicazioni: 135
    @Domitilla
    Non mi fa soffrire, a volte mi fa innervosire. Non ha senso dirglielo, o meglio, le dico che mi aspetterei un modo di fare diverso, ma ci sono aspetti della persona che non si possono cambiare. Ha dei tratti specifici dell'Asperger che a volte mi danno ai nervi, ma che accetto perché so che questa è lei e non è neanche giusto che cambi. Quelle che mi fanno innervosire sono piccolezze, come quando si spiega davvero male, suppongo sia per la cosiddetta cecità mentale. Non posso pretendere di cambiare una cosa così insita in lei, quando capita le dico semplicemente di spiegarsi meglio. L'esempio che mi hai portato tu, sparire quando stai male, non è un tratto dell'Asperger, ma un comportamento che forse deriva dall'Asperger, e non è neanche detto. Non giustifico affatto i suoi comportamenti, giustifico i tipici tratti aspie che non posso cambiare.
  • ShikiShiki Membro Pro
    Pubblicazioni: 99
    Ti parlo da ragazza aspie fidanzata da sette anni e mezzo con un ragazzo NT.
    Capire e affrontare insieme il mio essere asperger ha contribuito e rafforzato il nostro rapporto.
    Adesso è vero che per me non bisogna spararlo ai quattro venti, tipo: "Ciao piacere, mi chiamo Shiki e sono Asperger".
    Ma ti assicuro che non ci ho visto nessuna magia. Forse all'inizio è così per chi ci vedere al di fuori (e molto spesso siamo solo strane) ma quando si entra nell'intimo si vanno in contro ai tanti problemi e sapere/capire cosa li provoca porta avanti un rapporto perché c'è fiducia reciproca e collaborazione.
    In qualsiasi rapporto stretto per me è male nascondere cose simili, soprattutto se si pretende poi di essere compresi dal prossimo
    DomitillaElenajrondinella61francy23Phoebemanu_asocialedavid
    Il mio BLOG: mymadreams.wordpress.com My Mad Dreams 
    (Siamo Shiki e The Butcher, una coppia normale(mente) svitata.
    Un giorno d’estate, soffocati dal caldo e dall’apatia, abbiamo aperto questo blog, con l’intenzione di metterci dentro tutto ciò che ci salta in mente…)


    Sognatore è chi trova la sua via alla luce della luna… punito perché vede l’alba prima degli altri
    . [Oscar Wilde]
  • francy23francy23 Membro
    Pubblicazioni: 23

    per magia io intendevo appunto vista dal di fuori ,non da cio che uno passa

      a me piace pensare che sia cosi ma magari non lo è , perché non so come mi vedono gli altri,    anche se pero io per come sono fatta , non sono mai riuscita in passato,

    e non credo che riuscirò   mai a dirlo ad un fidanzato o anche solo ad amiche e amici

    non voglio che il mio ragazzo sappia tutto ma proprio tutto di me,   posso chiederti

    come ha reagito il tuo raga quando glielo hai detto?, come si è comportato da li in poi ?

    ti ha trattato in maniera particolare, accortezze, e cosa è cambiato? dal punto di vista di attenzioni , ti presta più attenzioni , oppure è più freddo e distaccato,

    Quando non sapeva questa cosa, come vedeva le tue stranezze? 


     

  • francy23francy23 Membro
    Pubblicazioni: 23

    Durante le mie storie passate ho sempre tenuto nascosto di me non solo questo

    ma quasi tutto , e ho sempre visto tanta curiosità da parte loro nel cercarmi

    e nel tentare di scoprire , io non riesco proprio ad aprirmi,  ho come un blocco

    non solo per questo ma anche per tante altre cose

  • OnlyMeOnlyMe Membro
    Pubblicazioni: 19
    Io penso di esserlo e, ad oggi, lo sanno solo i miei genitori. Al massimo lo potrei dire a mia sorella e alla mia futura ragazza, non ad altre persone.
    Non è una questione di vergogna, ma la sento una cosa troppo privata da sbandierare ai quattro venti: di fare coming out con parenti (che siano vicini o lontani), colleghi di lavoro o principale...mai nella vita
    Einstein
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