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Diagnosi in tarda età: importante!

ablonerabloner Veterano
modificato March 2015 in Advocacy e Neurodiversità

Sono sicuro che fra i 4000 (?) iscritti  a questo sito sono pochissimi quelli che hanno superato i 50 anni: Al fine anche soltanto di abbozzare un censimento della situazione dei sopra 50 vorrei raccogliere le storie, inizialmente telegrafiche di quelli che esistono. Queste persone si trovano di solito ad affrontare grandi difficoltà (per esempio il rapporto con i medici generici, e con qualsiasi appartenente ad altre situazioni istituzionali).

Molti, certo la mggior parte non sanno di essere Aspie e sarà difficile raggiungerli se non, forse, indirettamente  e senza commettere intrusioni, ma dovremmo tentare, forse anche istituendo dei canali privilegiati di accesso al sito per qualche tempo.

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Io non voglio abitare il mondo umano
sotto mentite spoglie.
Janet Frame
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Commenti

  • ablonerabloner Veterano
    modificato September 2012 Pubblicazioni: 296
    Vorrei cercare di tener vivo il thread. Questo è 'difficile per la rarità dei casi riconosciuti e anche perchè chi arriva negli "anta" (quaranta e oltre) oltre a non sapere come può imputare a una condizione Aspie le sue difficoltà, ha anche una certa difficoltà a collocarsi in una qualche sindrome che può pensare stigmatizzante. Dopotutto, sia pure con sforzi enormi, si è arrangiato a sopravvivere tutta la vita prima degli "anta"  trovando qualche buco che gli dava da mangiare, e adesso non ha voglia di ristrutturare la sua posizione sociale, il sui status pubblico, senza probabilmente neanche vantaggi immediati. Anzi. I vantaggi possono forse essere solo quelli (poco visibili) di una maggiore autenticità della sua vita.
    Post edited by abloner on
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    Janet Frame
  • biancabianca Senatore
    modificato September 2012 Pubblicazioni: 1,380
    Ciao @abloner, tengo vivo il thread ma non mi è molto chiaro dove tu voglia arrivare. Sono "anta" (ma non dell'armadio!) e non ho avuto esperienze negative col medico di base :-)
    Post edited by bianca on
  • wolfgangwolfgang SymbolModeratore
    Pubblicazioni: 10,518
    @abloner al momento siamo "solo" 420!
    Né scusa né accusa. Addestrare le competenze, insegnare valori, e-ducare l'Uomo dalla Bestia. La Natura non è una scusa.
  • ablonerabloner Veterano
    modificato September 2012 Pubblicazioni: 296

    Intanto come vivono gli aspie adulti e anziani? Come hanno fatto a introdursi in qualche nicchia sociale per sopravvivere (anche economicamente). Che compromessi hanno dovuto fare con i loro veri se stessi? Gli aspiie anziani vanno scovati per sepere qual'è il prezzo che si paga per noscondersi, o anche soltanto per ignorare in qualche modo faticoso il disagio che hanno dovuto sopportare, quanto delle loro sofferenze hanno dovuto sopportarle per l'ignoranza o il nascondimento delle loro diversità? Qual prezzi hanno dovuto pagare?

     

    Post edited by abloner on
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  • Semir78Semir78 Andato
    modificato September 2012 Pubblicazioni: 1,101
    Argomento molto interessante.
    Allora...intanto un link sui diritti delle persone autistiche in età avanzata.

    Personalmente penso che il problema delle persone autistiche anziane sia lo stesso che riguardava la depressione fino a 30 anni fa.
    Una volta lessi che a New York, circa 300.000 senza tetto erano persone con problemi psichici curabili con gli odierni antidepressivi. Oggi una persona con depressione maggiore viene curata con farmaci e può proseguire la propria vita. Cinquanta anni fa, invece, venivano chiusi in manicomio.
    Penso che le persone autistiche avessero la stessa destinazione: il manicomio.

    Per coloro che erano nello spettro HFA immagino una vita fatta di prevaricazioni e difficoltà sociali. Sto parlando degli anni '50 e '60. Se una persona non era "normale", ma neanche abbastanza "matta" da essere rinchiusa in manicomio, subiva un trattamento diverso rispetto alle persone normali. In pratica era lo scemo del villaggio, o del quartiere.
    Pensando al mio quartiere, dove abito fin dalla nascita, di personaggi strani ce ne sono stati parecchi. Oggi penso che avessero dei problemi di autismo, depressione, DOC, o che altro.
    Il nipote di una vicina di casa di mia nonna aveva un "ragazzo" malato. Non so se fosse autistico (basso nello spettro) o addirittura Down. Probabilmente neanche i medici di allora sapevano che malattia avesse. Fatto sta che subì la lobotomia temporale negli anni '60 per i sui attacchi di ira. Quando io ero bambino me lo ricordo un "bambinone" che aveva paura di tutto. E' morto circa 10 anni fa, togliendo un grosso peso alla sua famiglia. Se fosse nato 10 anni fa la sua vita sarebbe stata migliore?

    Gli aspie anziani invece sono quei personaggi strani, con delle manie, tic, comportamenti fuori dal normale. Sono tollerrati dagli NT perchè almeno non fanno male a nessuno. Hanno delle stranezze, certo, ma sono innocui, per cui niente lobotomia temporale.

    Altro esempio. Mio padre mi raccontava di un suo coetaneo (circa 55-60 anni), che se uno lo incontrava per strada e gli chiedeve che ora fossero, lui rispondeva "No, grazie non fumo", perché era assorto nei sui pensieri. E' stato (e penso lo sia ancora) un professore di matematica all'Università. Però di lui la gente si ricorda del suo comportamento strano e non delle sue qualità di matematico.




    Post edited by Semir78 on
  • ablonerabloner Veterano
    modificato September 2012 Pubblicazioni: 296

    Il problema è che , quando ti accorgi ove sta il guasto, e che a causa di questo guasto, hai vissuto tutta la tua vita di espedienti e di falsità (vedere per chi può "Caro vecchio neon" di D.F.Wallace nella raccolta Oblivion)  questa tua vita passata non la puoi "raccomodare", è andata perduta per sempre, e ti ritrovi con uno spezzone dove non sai bene come agire per respirare, il tuo isolamento è assoluto perchè le persone che hai conosciuto, e che viivono ancora, le hai imbrogliate con il tuo "pretendere" di essere "normale" o comunque come loro. Adesso sono abituate a un certo tiipo di interazione con te. non sono disposte, non hanno voglia di cambiare, per entrare nei tuoi sotterranei. Non sanno neanche cosa potrebbero fare.

    mandragola77rondinella61
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    Janet Frame
  • biancabianca Senatore
    Pubblicazioni: 1,380
    @Semir78. Sì, confermo, un tempo erano in manicomio, io avevo un giovane zio AS, purtroppo si è suicidato per un ricovero :-(
    @abloner. Purtroppo non esiste una soluzione. Anch'io ho degli amici carissimi, che mi vogliono bene da sempre, eppure non sono in grado di accettare "la novità". Se ce la facevo a fingere prima, perché non dovrei continuare? Il mio ex marito è stato addirittura esplicito. Si è molto seccato quando ho fatto outing con ns figlio (peraltro è stata una scelta obbligata, crescendo rimarcava ogni gg di più le mie stranezze). Mi ha detto che non essendo compromessa al livello di RainMan, avrei anche potuto continuare a tacere. Non so se lui si renda conto - visto che di base è un uomo buono e generoso - che qs significa dirmi: "Non mi interessa cosa questo ti costi. Fallo e basta". Io credo di no, che non lo capisca. Pensa davvero che sia una specie di gioco. Immaginati di conoscere qualcuno che per tanti anni ha fatto le scale e improvvisamente (senza un motivo particolare) ti dice che non può più. Non penseresti che sia semplicemente pigro? Tra tutte qs persone - che pure mi vogliono bene e a cui voglio bene - ce ne sono tre diverse dagli altri. Mio figlio, che mi spiega le cose usando il mio linguaggio: logico e razionale (o forse è anche il suo). Un ragazzo AS, che pur non somigliandomi per molti aspetti, memorizza tutti i miei punti deboli e non rischia mai di propormi qualcosa che possa darmi vagamente fastidio. E infine un'amica NT, che è talmente attenta alle mie esigenze, al punto di confondersi ed applicare certe premure (al ristorante: dove preferisci sederti?) anche agli altri!

    rondinella61Nemo
  • ablonerabloner Veterano
    modificato September 2012 Pubblicazioni: 296
    Ho scritto un specie di memoria sulla mia condizione. Tutti gli "amici"  che l'hanno letta hanno cessato tutti quei (labili) rapporti che avevano con me: Comprensibile. D'altra parte non ho più nessun desiderio di conservare delle relazioni asimmetriche, questo nel senso che da una parte c'è scioltezza e partecipazione alla vita corrente, dall'altra c'è fatica e disagio. Acquistare un biglietto del tram non ha lo stesso significato per me e per loro. Ho fatto un esempio minimalistico, perché si puo immaginare il divario per azioni  più consistenti e relazionalmente impegnative,
    rondinella61
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    Janet Frame
  • ablonerabloner Veterano
    Pubblicazioni: 296
    Con tutto questo il mondo degli anziani Aspie resta un mondo inesplorato. E  varrebbe la pena di esplorarlo, cosa non facile. Loro debbono affrontare problemi di rapporti con i servizi medici, con i personaggi della vita istituzionale e sociale: avvocati, burocrati. autorità amministrative, vicini di casa, agenti di polizia ecc.  Molti conducono fino alla fine un vita da barboni, è probabile che siano sono diventati tali per la loro condizione autistica. Difficile individuarli, generalmente incomunicabili.
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    Janet Frame
  • ablonerabloner Veterano
    modificato October 2012 Pubblicazioni: 296
    Quando parlo di anziani aspie intendo parlare di quegli Aspie che vivono soli (come me), perchè non hanno più una famiglia, perchè i parenti sono scomparsi o sono infrequentabili, per ragioni geografiche o per incompatibilità.    
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