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Analisi di film, serie tv e videogiochi

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Commenti

  • Antonius_BlockAntonius_Block Pilastro
    Pubblicazioni: 3,405
    Non sono d'accordo.
    La trama di tantissime puntate nasce proprio dall'interazione di Rick col mondo di Morty o dalle scelte di quest'ultimo opposte.
    La differenza con il duo classico è che anziché esserci due personalità forti ma diverse (ad esempio Marty e Doc) ce n'è una esuberante e una più passiva ma in entrambi i casi non si può negare l'importanza dei due personaggi.
    Il resto è solo un caratterizzare gli altri personaggi e coinvolgerli anziché lasciarli come macchiette bidimensionali nello sfondo.

    Per il resto non mi sbilancerei nemmeno sul discorso "storyline di spessore", personalmente non la considero che una citazione come le altre che serve a caratterizzare l'universo narrativo.
    Alla fine della seconda stagione poi viene usata anche nella trama dell'ultimo episodio per creare un cliffanger in attesa della successiva ma dubito vhe avrà chissà quale rilevanza.
    Simone85
  • MakairaMakaira Membro Pro
    Pubblicazioni: 41
    Un film che ho visto da poco e che mi è molto piaciuto è Melancholia, di Lars von Trier. Il regista ha sofferto di depressione, ed è proprio questa condizione psichica la vera protagonista del film. Si tratta di un film fantascientifico, ma allo stesso tempo psicologico.

    SPOILER ALERT




    (non è un vero spoiler, ma secondo me per i film/libri meno si sa meglio è)

    La depressione diventa non più una condizione psichica, ma qualcosa di reale e tangibile, che si può percepire pienamente. Qualcosa che ha ripercussioni fisiche nella realtà, che non riguarda più solo il singolo che ne soffre, ma tutti. Si osserva la sua concretizzazione e la reazione di una mente esterna a qualcosa di terribile e fuori controllo.
    Trovo questo film un esperimento intelligente e ben riuscito.
    Valentaauroraborealis
  • EstherDonnellyEstherDonnelly Pilastro
    modificato 30 April Pubblicazioni: 1,952
    @Newton Rispondo qui a @Antonius_Block per quanto riguarda Thirteen Reasons Why.
    Spero di riuscire ad essere chiara, purtroppo sarò senza dubbio prolissa.

    OCCHIO AGLI SPOILER!

    La premessa è interessante: una ragazza si è uccisa, ci sono 13 motivi per cui l'ha fatto, ogni ragione corrisponde ad una persona, di ogni persona racconta le colpe registrando diversi monologhi su nastro. Benissimo.
    Ho apprezzato l'azzardo metatestuale dell'apertura, dove lei consiglia di non controllare "qualunque device tu stia utilizzando", perché è davvero Hannah Baker quella che sta parlando; cattura l'attenzione perché va oltre la sua dimensione all'interno della storia che è fittizia, nel nostro universo. Punto a favore.
    Poi le cose si mettono sui binari della "classicità" del teen drama, sicché ci si interessa un po' a lei e quello che le succede; mi ha fatto piacere vedere come abbiano diretto l'attenzione verso temi altrimenti banali per mezzo di questi guizzi di storytelling. Tutto molto bello.
    Il serial prosegue, la vita di Hannah pure, e capiamo che la cricca dei cattivi ha qualcosa da nascondere; ci interessa scoprire perchè, da principio, ci sia una cricca, come sia potuto succedere, e come siano tutti contro Hannah (che per noi a parte uccidersi non è che abbia fatto niente di particolare).
    Ora, da qui le mie prime perplessità: com'è che una banda di ragazzetti è diventata una cricca di cattivi in stile lega malvagi ex (cit. Scott Pilgrim)? Ho storto il naso. Mi ha dato l'impressione di essere un artificio appunto irrealistico, perché o 1) c'è qualcosa di grosso sotto o 2) non ha senso.
    Non volendo screditare la serie ho aspettato perché venisse fuori questa cosa mentre ad Hannah capitavano una serie di sfighe infinite; mentre pensavo, candidamente, che fosse davvero troppo (nel senso, mi veniva difficile credere che il destino si accanisse così su di una persona).
    Da qui in poi, scattano le critiche vere e proprie.

    La cosa grossa ebbrutta è che Bryce ha violentato Jessica, Justin ha mentito a Jessica a riguardo, poi ha violentato Hannah e tutti gli altri sono dentro perché hanno altrettanti segreti (meno feroci) da nascondere ai loro genitori, tra cui delle cattiverie fatte ad Hannah. Bene.
    In sostanza quindi questo è un teen drama dai risvolti epicoidi (sto iperbolando, sia chiaro), dove si utilizza il pattern del tipo "le forze del male" applicato a un gruppo di ragazzini che hanno bagnato il letto. Ok.
    Non mi fa ammattire la cosa, perché:
    1) è già visto: tempo fa parlavo di Stranger Things e di come il gruppo dei bimbi eroici fosse stereotipato al massimo; mi viene da dire che mentre nel loro caso c'era il team "forze del bene" qua abbiamo l'opposto, peccato solo che non ci sia nulla di sovrannaturale a scusarlo. Ora, mi si potrebbe dire che l'innovazione sta nel fatto che è stato inserito in un contesto ordinario. Non mi convince, perché:
    1.a) Non è ordinario per definizione, sicché una ragazzina si è uccisa e SOPRATTUTTO ogni persona coinvolta per COINCIDENZA ha dei problemi di un certa rilevanza da nascondere. Davvero: OGNI SINGOLA PERSONA ha qualcosa in ballo a cui proprio non può rinunciare e che scusa il suo aggregarsi nel gruppo. Mi avrebbe sorpreso di più nel caso i problemi fossero state autentiche puttanate - nel caso non avessero usato l'omosessualità di un personaggio per introdurre il reale problema sociale, ad esempio: mi pare davvero uno stratagemma povero a livello di scrittura, scomodare un personaggio per farne una macchietta affinché si parli di un problema più grande, che è quello del fare outing.
    1.b) E' semplicistico. L'idea di base è interessante (trattare un tema sociale serio con stratagemmi epici), ma se il discorso è ancora bene vs male si commette una scorrettezza nei confronti della reale complessità che ha il tema.
    2)Bryce ha fatto violenza, Jessica ne è la vittima e Justin non dice niente; nessuno dice niente perché ormai "ci sono dentro". Di nuovo: sono tutte coincidenze che a me sanno di forzato. Caso volle che nessuno di questi supercattivi fosse un reale bastardo - a parte Bryce, che è fuori da ogni possibilità di redenzione. Tutti gli altri infine piangono, fanno voto di cambiare (o quel che vi pare; la retorica è quella), perché Clay ha salvato il mondo con la sua missione moralizzante per mezzo delle cassette.
    EH?
    Ma stiamo scherzando?
    Di nuovo, per rispetto del tema sociale reale: tutte queste galanterie di cui Hannah è vittima sono bambinate, e nessuno dice che non siano abbastanza rilevanti da portare una persona a uccidersi (ci mancherebbe altro), ma non sono cose che vanno recriminate come se fossimo noi contro il gruppo degli eterni bulli che al liceo ci prendeva in giro, che dovrebbero scusarsi di essere nati storti (guarda caso Justin vive una situazione drammatica famigliare: come tutti i supercattivi HA UN PASSATO DIFFICILE).

    Mi spiego meglio.
    La realtà, come dicevo, ha varie sfaccettature. Sono sicura che esistano un'infinità di casi in cui i carnefici sono altrettanto vittime del caso e della malasorte, che alcune persone siano prive di coscienza (penso a Bryce, nello specifico), e che tutti questi personaggi si possano ritrovare nello stesso posto e nello stesso momento, contro la stessa persona.
    Il punto è: di cosa tentava di parlare, Thirteen Reasons Why?
    Della stessa storia di sempre, dei cattivi dalla vita tormentata che non sono cattivi davvero, dei veri cattivi che andrebbero eliminati, e dei buoni che andavano sempre e solo aiutati e che alla fine vincono?
    Di una realtà sociale dolorosa e complessa?

    La mia impressione è che abbia tentato di parlare di entrambe le cose, facendo un mischione inglorioso.
    A mio avviso, nella realtà il fenomeno è molto meno stupefacente: le bambinate restano bambinate, di rimorsi nemmeno l'ombra, e gli stupratori non sono splendidi calcolatori machiavellici che offrono da bere al supereroe spendendosi nel famoso monologo che alla fine li fotte (ecco. Un cliché. Un SUPERcliché). Gli stupratori sono delle bestie senza arte né parte, senza quell'alone di sacra malvagità; davvero vogliamo elevare un atto del genere ad elegantissimo scacco che precede lo scacco matto delle forze del bene?
    Io capisco che possa essere intrigante collocare la cosa all'interno di un pattern che non gli appartiene; il punto è che secondo me non funziona.
    Hannah sembra essere più o meno impeccabile dall'inizio alla fine, sicché Clay va dal preside a farlo sentire in colpa per non averla aiutata MENTRE LEI SI RIFIUTAVA DI DARE QUALSIVOGLIA INFORMAZIONE UTILE PER COLLABORARE ALL'ARRESTO DI BRYCE. Questo, perché non poteva avere la garanzia che venisse incarcerato.
    Fatemi capire; il preside DAVVERO doveva sentirsi in colpa per non averla fermata?
    E io, da spettatrice, dovrei davvero pensare che "dovremmo vergognarci tutti un po' di più"?

    Chiariamoci: certo che chi commette delle oscenità si dovrebbe vergognare. I personaggi della serie, di certo, dovrebbero.
    Io, francamente, non penso di avere bisogno altrettanto che una serie tv venga ad insegnarmi ad essere sensibile. Perché se chiudi una stagione su una nota del genere, il messaggio è "è davvero colpa loro".
    E no, mi spiace, non è così semplice.

    Non è così semplice perché Hannah è un personaggio che sa anche essere detestabile (scusate tanto; i genitori dove li ha messi?) e che ha commesso svariati errori durante la serie.
    Il primo (e davvero, davvero il più doloroso) che mi viene in mente è quello di entrare, dopo aver camminato DA SOLA NELLA NOTTE PER LA STRADA PER ORE (ricordiamocelo: è una ragazzina in un paesello che non conosce esattamente come le sue tasche, non un'adulta che torna a casa la sera) in una vasca ad idromassaggio dove ci sono TUTTI I RESPONSABILI DELLA SUA PROSSIMA MORTE. Gente per cui lei prova rancore.
    E' coerente che lei voglia comunque partecipare alla festa? Certo.
    E' coerente che lei entri nella vasca? Naturalmente.
    Ha senso che Bryce la violenti? Certo che sì. D'altronde è stata proprio lei a vederlo violentare Jessica.
    Ora, lo scrivo in maiuscolo così ci capiamo:

    NON DIRO' MAI A NESSUNO CHE SI E' ANDATO A CERCARE ROGNE

    Lo faccio per prevenire perché sto per dire qualcosa che rischia di essere fraintendibile, per cui sappiate che se per caso capirete che intendessi quanto scritto qua sopra se non altro non era mia intenzione.
    Adesso. Io odio fortemente chi ritiene brutta una serie o un film perché il personaggio è stupido o fa cose stupide. Hannah, come dicevo, non mi sta troppo simpatica e per di più fa una cosa STUPIDISSIMA: entra in una vasca con uno stupratore. E' così. E' un ERRORE. Non è che "SE L'E' CERCATA", no, perché HA SEDICI ANNI E NON HA LE STESSA CAPACITA' DI GIUDIZIO DI UN ADULTO, ma sta di fatto che ha commesso un ERRORE legato all'INESPERIENZA.
    Anche questo è coerente con quanto detto prima. E a me, personalmente, turba fino a una certa; mi fa prudere le mani, ma non è un grosso problema.
    Il problema è che, alla luce di questo come di mille altre cose (ad esempio, di nuovo, l'arroganza mostrata al ragazzino stalker che poi finisce col tappezzare la scuola di foto sue e dell'altra tipa; era chiaro che qualcosa sarebbe andato storto ma, di nuovo, lei non ci sarebbe potuta arrivare e ci sta), la serie tenta di dirmi che le cose sarebbero potute andare diversamente se tutti si fossero comportati meglio e che quindi tutti si dovrebbero sentire ugualmente colpevoli.

    NO, mi dispiace, COSI' NON VA.
    Così non va perché il preside non ha uguali colpe rispetto AD UNO STUPRATORE; Cristo, un ragazzino che scrive una lista che (sono sicura) CHIUNQUE ALTRO AVRA' SCRITTO (o solo a scuola da me ogni ragazzo aveva la lista delle femmine della classe in ordine di bellezza? Che è, ho vissuto nel Bronx e non lo sapevo?) NON E' UN MOSTRO quanto un ragazzo che nasconde alla sua ragazza di essere stata violentata DAL SUO MIGLIORE AMICO. E un ragazzo che nasconde alla sua ragazza di essere stata violentata dal suo migliore amico non merita l'empatia che ci viene cacciata in gola, a forza, nei suoi confronti perché POVERELLO ha un passato difficile e l'amico gli comprava le scarpe. E' interessante come risvolto, ma non me ne frega niente se tutti questi espedienti narrativi funzionano in servizio di un messaggio del genere.
    E' povero di inventiva, è poco serio, è buonista ed è scontatissimo (perché appunto è un pattern già visto e rivisto).
    Ripeto: non mi serve che una serie tv mi insegni ad essere sensibile (altrimenti guarderei pubblicità progresso dal mattino alla sera); non mi serve che una serie tv mi spieghi a chiare lettere che i ragazzi popolari sono cattivi o che hanno buone ragioni per esserlo, perché non è così: i ragazzi popolari il più delle volte sono solo sciocchi, i mostri non hanno nessuna ragione che scusi le loro azioni e una giustizia raffazzonata, fatta di plot twist spiccioli e di audiocassette che magicamente instillano il superpotere della compassione semplicemente non esiste.

    Ora: mi sono accaldata.
    Nello scrivere queste parole potrei essere stata imprecisa perché, davvero, l'isteria nei confronti di questa serie e quella che a me pare la cecità di giudizio nell'apprezzarla senza se e senza ma mi fa un po' rodere.
    Non ce l'ho con nessuno che l'abbia apprezzata o l'apprezzi ma a me non piace, e la sensazione generale che ho è che si stiano producendo un paio di cose che, per quanto mi riguarda, stanno un tantinello appiattendo lo spessore narrativo della serialità televisiva.
    Mi manca Mad Men, mi manca House MD, mi manca Breaking Bad... mi manca Six Feet Under e mi mancano i Soprano.
    Per carità, non dico che debba uscire un capolavoro del genere ogni anno; è che questi fenomeni di adorazione mi appaiono proprio eccessivi ed ingiustificati.
    Non mi rivolgo a nessuno degli utenti in questo caso; quando penso all'adorazione, penso a un po' troppi utenti del mio profilo FB.

    Se ho blaterato mi scuso e se posso essere contraddetta, se qualcuno ha la possibilità di farmi ricredere, lo prego di provarci.
    Ho un'estrema fiducia nei confronti del mio raziocinio ma di fronte a delle argomentazioni inoppugnabili chiaramente sarei disposta a rispondere altrettanto.
    Antonius_BlockNewton
    Post edited by EstherDonnelly on
  • NewtonNewton Pilastro
    Pubblicazioni: 3,089
    @EstherDonnelly domani ti scrivo alcune opinioni, ora sono troppo stanca. Però è molto interessante ciò che hai scritto e mi farai riflettere prima di addormentarmi. E no, per me non sei stata insensibile o cattiva o che altro, hai argomentato bene e in modo sensato. Mi piace questo genere di scambio.
    EstherDonnelly
  • Antonius_BlockAntonius_Block Pilastro
    modificato 1 May Pubblicazioni: 3,405
    @EstherDonnelly 
    Ci sono punti che condivido e tante altre cose che mi sembrano frutto del tuo odo di vedere certe cose.
    Non mi va di articolare un discorso perciò mi limito a scrivere considerazioni sparse in merito.

    SPOILER

    La dicotomia buoni vs cattivi non è cattivo storytelling (che c'è anche se non qua) ma DEVE esserci.
    Questo perché noi non assistiamo ai fatti come una terza persona imparziale ma attraverso il punto di vista di Hannah che è tutto fuorché oggettiva (o al più di Clay che ne è innamorato cotto).
    La stragrande maggioranza delle persone vede sé stessa come nel giusto e gli altri come cattivi, ingigantisce le colpe altrui e minimizza o sorvola totalmente sulle sue.
    Una storia così soggettiva può scampare a questa distorsione solo qualora si tratti di una persona estremamente obiettiva o di una che per un motivo o per un altro è molto critica verso se stessa.
    piccola nota: tu sei una persona ipercritica verso te stessa quindi non mi sorprende che questa visione ti abbia dato fastidio

    Anche io ho trovato forzato il fatto che ogni singola persona abbia qualcosa in ballo.
    Da un lato ho cercato di chiudere un occhio perché lo scopo della serie è mettere allo scoperto tematiche troppo spesso taciute e che meriterebbero più spazio; dall'altro è davvero improbabile che ogni singola persona ne abbia una e soprattutto ho trovato odioso il volere affibbiare ad alcune persona addirittura due questioni.
    Penso al fatto che ci hanno piazzato non uno ma due personaggi per minoranza etnica, penso alla ragazza lesbica che oltre alla questione dell'outing ha anche i padri gay, penso allo stalker asociale e ai fotogrammi in cui si vede che sta preparando una sparatoria.
    Sembra quasi che avessero la lista delle questioni da toccare e che stessero là a mettere una spunta dopo l'altra.
    La cosa che mi fa incazzare è che hanno trovato il modo di incastrare a forza un po' di tutto ma di depressione o disturbi mentali non si accenna mai nemmeno una volta anche se queste sono le principali cause di suicidio.

    Trovo irrealistico, se non proprio ridicolo, che nessuno prima di Clay abbia deciso di rendere pubbliche le cassette.
    Posso capire che non lo abbia fatto chi aveva in ballo questioni più serie (o che lo erano almeno ai suoi occhi) ma soprattutto i primi non avevano nulla da temere.
    Penso ad esempio al tizio che ha accartocciato il bigliettino, a quello che ha pubblicato la poesia senza consenso e a quello che ha scritto che aveva un bel culo: capisco un po' di imbarazzo ma davvero basterebbe questo a non denunciare degli stupri?

    Il fatto che quasi nessuno sia un vero cattivo invece secondo me non è affatto un difetto. Il punto della serie è proprio far capire che per causare tutta quella sofferenza non serve il cattivo cattivissimo (che è sentito come lontano) ma è più che sufficiente una persona normale che per motivi più o meno futili e magari senza nemmeno rendersene pienamente conto indossa i panni del "carnefice" in una determinata occasione.

    Non sono assolutamente d'accordo sul fatto che il personaggio di Hannah sia impeccabile dall'inizio alla fine.
    Certo, la narrazione essendo fatta dal suo punto di vista pone l'accento sul suo essere vittima immacolata ma basta togliere un attimo il filtro per vedere quante cose non vanno nei suoi comportamenti.
    Soffre tantissimo il bullismo eppure non solo si vendica sullo stalker bullizzandolo a sua volta ma si premura che lo stesso facciano anche i 13 delle cassette (12 togliendo l tizio).
    Per due volte, con Clay e con lo psicologo, fa il giochino da drama queen del "ti dico A e tu sei stronzo colpevole se non capisci che voglio dire B".
    In più occasioni tratta Clay come un pezza da piedi e considera simpatici i commentini attorno al tema Clay-sfigato. Nessuno ci fa caso perché dal suo punto di vista non sono cose dette con cattiveria e Clay è cotto di lei ma in tantissime altre situazioni avrebbero solo demoralizzato un ragazzo simile.
    L'idea stessa di registrare le cassette da far ascoltare dopo la sua morte è assolutamente sadica perché sa quanto li farà sentire in colpa e francamente la maggior parte di loro hanno fatto - diGiamocelo - minchiatelle.

    Sulla nemesi di Bryce mi sento di spezzare una lancia in favore.
    È vero, il discorso finale con autoinculata carpiata del cattivo è una roba che più cliché di così non si può ma per tutta la serie mi ha dato un tremendo fastidio il fatto che Hannah avesse fatto 13 registrazioni in 7 cassette lasciando vuota l'ultima faccia.
    Sapere che l'ultima cassetta non è rimasta monca è stato come grattarsi dopo aver sopportato un prurito per 13 ore.  

    Aggiungo un dettaglio: ho ODIATO il fatto che la narrazione tenga sulle spine lo spettatore riguardo la colpa di Clay, o meglio, è giusto che lo faccia ma in modo coerente. Che senso ha che per tipo una decina di puntate tutti trattino Clay come se la sua colpa fosse gravissima quando praticamente non ha fatto nulla?
    Il trucchetto funziona finché insieme a Clay non sappiamo nulla ma a posteriori tutte quelle scene perdono di senso.

    Anche io non sopporto questa adorazione per ogni serie di successo.
    Questa in particolare non mi è dispiaciuta e con tutte le riserve del caso ho apprezzato che abbia affrontato alcuni temi considerati scomodi ma effettivamente ho sentito fin troppe persone tesserne le lodi manco fosse il vangelo che viene a diffondere il verbo della sensibilizzazione ai problemi x, y e z.

    §§§

    Come mai hai messo House MD insieme a quelle altre?
    Six feet under ho provato a vedere creo una o due puntate non mi ha preso, Breaking Bad e Mad Men li ho adorati e adesso mi sto assaporando per bene i Soprano.
    Di House MD invece ho visto qualche puntata sparsa e non mi è dispiaciuta ma non ho mai pensato che valesse la pena di guardarla per intero. Al di là dei singoli episodi c'è un filone narrativo "importante" che merita?
    Newton
    Post edited by Antonius_Block on
  • EstherDonnellyEstherDonnelly Pilastro
    Pubblicazioni: 1,952
    @Antonius_Block rispondo punto per punto:

    La dicotomia buoni vs cattivi non è cattivo storytelling (che c'è anche se non qua) ma DEVE esserci.
    Questo perché noi non assistiamo ai fatti come una terza persona imparziale ma attraverso il punto di vista di Hannah che è tutto fuorché oggettiva (o al più di Clay che ne è innamorato cotto).
    La stragrande maggioranza delle persone vede sé stessa come nel giusto e gli altri come cattivi, ingigantisce le colpe altrui e minimizza o sorvola totalmente sulle sue.
    Una storia così soggettiva può scampare a questa distorsione solo qualora si tratti di una persona estremamente obiettiva o di una che per un motivo o per un altro è molto critica verso se stessa.

    Come dicevo, il punto è che è tutto strumentalizzato per un messaggio che fa vincere una delle due parti.
    Ripeto, non mi infastidiscono le visioni soggettive del personaggio (come non infastidiscono le cazzate che fa: appunto, è una ragazzina, non posso pretendere che sia il personaggio perfetto), mi infastidisce che il tutto sia asservito a comunicare che, appunto, povera lei e stronzi gli altri.
    E' vero, è circondata da stronzi, ma se nel frangente il tutto è forzato per comporre un vero e proprio teatro degli orrori per me è già sufficiente per farmi venire due dubbi.
    Non c'è niente di male ad utilizzare quel pattern - difatti lo chiamavo "mischione" perché mette degli elementi di vita reale in una struttura di scrittura millenaria; lo so che non è cattivo story telling, è che è proprio gestita male l'operazione a mio avviso.
    Non ci sono buoni e cattivi assoluti in queste storie, e questo sono felice che si sia chiarito, ma se come serie tv cerchi di fare passare il messaggio inverso attraverso la soggettività di personaggi tutto fuorché senza macchia, senza porre questioni in relazione al loro modo di vedere le cose, per me hai fallito.
    Che io e te ci rendiamo conto che sia tutto filtrato non significa che lo spettatore medio abbia capito che Hannah è scivolata nel disastro dopo aver ingigantito ogni singola scemenza che è capitata, e che ce ne passa prima che - come dicevo - il preside sia colpevolizzabile tanto quanto Bryce.
    A mio avviso una persona qualunque che guarda questo serial non può arrivarci - e non è nemmeno colpa sua; è proprio a livello di impostazione dei contenuti, che si è cercato di comunicare quel messaggio là.
    Riguarda l'ultima puntata, anche solo a partire da quando Hannah va dal preside a parlare. A me fa venire l'orticaria da quanto tentano di farti passare il messaggio.

    Il fatto che quasi nessuno sia un vero cattivo invece secondo me non è affatto un difetto. Il punto della serie è proprio far capire che per causare tutta quella sofferenza non serve il cattivo cattivissimo (che è sentito come lontano) ma è più che sufficiente una persona normale che per motivi più o meno futili e magari senza nemmeno rendersene pienamente conto indossa i panni del "carnefice" in una determinata occasione.

    Di nuovo, non è un problema, ma allora perché mettere un vero cattivo cattivissimo che è uno sfavillante mostro senza cuore (Bryce, appunto), mentre tutti gli altri sono scusabili anche se hanno fatto cose ignobili (Justin che racconta a Jessica che hanno fatto sesso loro due e non è stata stuprata da Bryce, mica pizza e fichi...)?
    Se il punto è "non serve essere cattivi per fare cose brutte" allora mi dispiace, ma facevo anche a meno di sorbirmi tutti questi drammi. Ma non è nemmeno questo il punto; il punto è che, a rigor di logica, se le cose stanno così... perché non abbiamo fatto il processo al ragazzino medio che, ad esempio, ha riso di lei ad ogni piè sospinto per la lista?
    A conti fatti a me pare che non sia una cosa eclatantissima (ripeto, da me era "normale", non di certo giusto, ma normale), il punto è che è diventata una questione di stato. Se non servono gesti incredibili per compiere cattive azioni allora, per me, conta di più che mezza scuola sia complice silenziosa anziché che un ragazzino mediamente sfigato abbia fatto una vera e propria cazzata (perché più di quella a me non pare, scusatemi se appaio fredda).
    Riformulo ancora: no, l'assenza dei cattivissimi non è DI CERTO un difetto e quando dicevo che le colpe non andrebbero recriminate secondo la retorica di noi vs loro non dicevo che come elemento è negativo (figurati; tendenzialmente preferisco le storie con zone morali grigie, altroché), dicevo che mi rompe le scatole che tutto il resto punti in direzioni moralizzanti. Perché per me, appunto, se perdiamo tempo a parlare di un suo amico che fa una cazzata, di una sua NON amica che C'HA IL PROBBLEMA DI FARE OUTING possiamo anche passare due minuti a parlare dell'effetto branco che è il vero dramma. Alla luce del fatto che il più delle volte è la silenziosa adesione al trend del momento (prendere per il culo una poraccia qualsiasi) a fare danni per me si poteva evitare il fatto che ogni singolo carnefice fosse una macchietta e si poteva passare due minuti a parlare di come, in effetti e realmente, questi fenomeni si sviluppino. E' tutto poco aderente alla realtà e non è nemmeno coinvolgente a causa degli stessi elementi che citi nel tuo stesso post - e che non riporto qui perché sennò allunghiamo il brodo sino a domani.

    Non sono assolutamente d'accordo sul fatto che il personaggio di Hannah sia impeccabile dall'inizio alla fine.
    Certo, la narrazione essendo fatta dal suo punto di vista pone l'accento sul suo essere vittima immacolata ma basta togliere un attimo il filtro per vedere quante cose non vanno nei suoi comportamenti.
    Soffre tantissimo il bullismo eppure non solo si vendica sullo stalker bullizzandolo a sua volta ma si premura che lo stesso facciano anche i 13 delle cassette (12 togliendo l tizio).
    Per due volte, con Clay e con lo psicologo, fa il giochino da drama queen del "ti dico A e tu sei stronzo colpevole se non capisci che voglio dire B".
    In più occasioni tratta Clay come un pezza da piedi e considera simpatici i commentini attorno al tema Clay-sfigato. Nessuno ci fa caso perché dal suo punto di vista non sono cose dette con cattiveria e Clay è cotto di lei ma in tantissime altre situazioni avrebbero solo demoralizzato un ragazzo simile.
    L'idea stessa di registrare le cassette da far ascoltare dopo la sua morte è assolutamente sadica perché sa quanto li farà sentire in colpa e francamente la maggior parte di loro hanno fatto - diGiamocelo - minchiatelle.


    Eh ma allora vieni nel mio caruggio! :P
    Quando dicevo "sembra impeccabile" commettevo un'imprecisione, nel senso che intendevo far stridere l'affermazione col fatto - tutto fuorché impeccabile - che ad esempio, come dicevo, sia andata a pretendere l'incarcerazione di Bryce (in una scena così pompata di sentimentalismo che m'è venuto IL VOMITO, e non solo perché la cinepresa ciondolava ondeggiando fra lei e il preside per tutta la durata della conversazione) senza voler davvero dare alcun tipo di informazione consistente. Mi sono espressa male. Anch'io penso sinceramente che lei sia tutto fuorché impeccabile, ma sono felice che la mia svista ti abbia fatto evidenziare tutti quei punti perché sono esattamente le ragioni per cui trovo, di nuovo, Thirteen Reasons Why un prodotto scadente.
    I difetti di Hannah sono COERENTISSIMI e sarebbe stato interessante far REALMENTE stridere la sua visione delle cose, a posteriori, con la realtà dei fatti: lei ha obiettivamente dei difetti, ha commesso degli errori, gli altri hanno fatto delle mezze cazzate sino all'arrivo di Bryce (ecco; quanto sarebbe stato interessante se tutto questo fosse stato una specie di thriller ASSERVITO PIUTTOSTO A QUELLO SCOPO: scovare Bryce? Quanto sarebbe stato più di spessore se avessimo usato tutto questo bailamme per mettere in luce le nostre contraddizioni, la stupidità di questa retorica bulli vs vittime, per fare qualcosa realmente importante come catturare lo stupratore, anziché giocare appunto al dramma quotidiano per 13 puntate? Magari poi viene fuori che erano queste le intenzioni e non avevo capito io, ma scusatemi: se fate una puntata intera su lei che soffre per le poesie, a cosa devo pensare? Che sto guardando un thriller o un'interessante serie tv di analisi del problema sociale, o un teen drama qualsiasi senza nemmeno troppa attrattiva rispetto a un OC o vattelapesca?), gli altri non sono cattivi davvero, nessuno ha delle ragioni e nessuno ha ragione ecc; per me però finiamo sempre là: se lei ha dei difetti evidenti, se tutti li hanno, perché nella serie la vince la visione moralizzante?
    Ripeto, non serve che una serie tv mi faccia la predica perché non dovrebbe essere quello il suo obiettivo, e anche fosse non funziona perché i difetti di tutti i chiamati in causa sono in bella vista e non la posso accettare. A me Hannah non fa pena, fa rabbia. Mi fa rabbia come mi fanno rabbia le amiche a cui manca solo un briciolo di prospettiva in più per fare una quadra migliore della situazione e invece gettano la spugna, ma questo non significa che le detesti.
    Potrei trovare interessante veder rovesciati questi presupposti in una seconda stagione, ma la verità è che ormai la frittata è fatta.

    Farò un esempio di "stridente" per far capire cosa intendo quando parlo di conflittualità a livello di trama e di critica, di anti-moralizzante, diciamo.
    Mi viene in mente la chiusa della seconda stagione di Girls. E' un finale romanticoide: la protagonista si rimette col tormentato ex, l'amica pure, l'altra amica si lascia col ragazzo e va a sfogarsi altrove; tutto molto bello. Tutto TROPPO bello, ridicolo, caricato appunto di un sentimentalismo totalmente fuori luogo.
    Eppure... qualcosa non va.
    La protagonista si rimette con l'ex dopo averlo chiamato ACCIDENTALMENTE in videochiamata e avergli "mostrato" (si suppone sia involontario, ma qui gatta ci cova) di essere tornata a soffrire di DOC; lui corre sino a casa sua e la "salva" rimettendosi con lei. Ok
    L'amica si rimette col suo, di ex, dopo avergli specificato a chiare lettere "ah, comunque non è per i soldi, eh"; sicché la ragazza in questione ha deciso di rifarsi viva proprio nel momento in cui il soggetto ha sbarcato il lunario realizzando un app di successo. Doppio ok.
    L'altra amica lascia il suo ragazzo e, nel momento in cui le viene chiesto "c'è qualcun altro, magari quel ragazzo biondo l'altra sera alla festa" lei risponde "non c'è nessuno, specialmente non un ragazzo alto e biondo, mi conosci meglio di così". Peccato solo che, alla fine, la vediamo di corsa flirtare con un altro ragazzo alto e biondo, questo dopo aver fatto un piagnisteo infinito e semi-serio con l'ormai ex sulla gravità dei problemi della loro relazione. Doppio doppio ok.
    Ora. Nell'ultima stagione uno dei protagonisti (il tira e molla della protagonista, quello che poco sopra "la salva") realizza un cortometraggio che parla della sua storia con la protagonista. Quando gira la scena del salvataggio, della chiusa della seconda stagione, l'attuale ragazza le chiede "ma perché la fai sembrare una cosa romantica? La vostra relazione è stata tossica" o giù di lì.
    Lui le risponde che "loro la sentono così e per questo dobbiamo rappresentarla così".
    Io potrò non impazzire di fronte al fatto che l'autrice della serie si sia dovuta mettere lì a spiegare i miracoli della scrittura creativa, ma a buttare un'occhio sulla fine della seconda stagione COMUNQUE c'erano già abbastanza elementi che potevano far capire QUANTO fosse profonda l'incrinatura che già allora prediceva il disastro delle stagioni a venire (manco a dirlo, tutte le coppi scoppiano e le sfighe si quadruplicano senza passare dal via), e che comunque non toglieva nulla all'intensità e allo splendore della felicità che i personaggi vivevano. Ecco: questo è far leva sulla soggettività delle tue creature senza risolvere tutto in buonismo, in facilonerie romantiche. Perché tutto era imperfetto, tutto stonava, ma i tuoi personaggi erano evidentemente stupidi e felici. Con buona pace della critica cinematografica e dello spettatore medio, che chiude il pc con un vago senso di... "che cazzo è successo?"
    Parlo di una serie controversa, per cui è chiaro che potremmo litigarci su all'infinito. Ma questo l'ho detto per dire che di modi di trattare l'argomento soggettività ce ne stanno a bizzeffe e che, mentre questa serie è riuscita a far passare il messaggio del "ocio eh, inculata dietro l'angolo", Thirteen Reasons Why ha fallito. Ha preso la strada più facile.

    Sulla nemesi di Bryce mi sento di spezzare una lancia in favore.
    È vero, il discorso finale con autoinculata carpiata del cattivo è una roba che più cliché di così non si può ma per tutta la serie mi ha dato un tremendo fastidio il fatto che Hannah avesse fatto 13 registrazioni in 7 cassette lasciando vuota l'ultima faccia.
    Sapere che l'ultima cassetta non è rimasta monca è stato come grattarsi dopo aver sopportato un prurito per 13 ore.  


    Qui cedo perché è stato lo stesso per me. Però è un autoinculata stronzissima uguale :P

    Anche io non sopporto questa adorazione per ogni serie di successo.
    Questa in particolare non mi è dispiaciuta e con tutte le riserve del caso ho apprezzato che abbia affrontato alcuni temi considerati scomodi ma effettivamente ho sentito fin troppe persone tesserne le lodi manco fosse il vangelo che viene a diffondere il verbo della sensibilizzazione ai problemi x, y e z.


    Come dicevo i temi mi hanno convinto ad unirmi al coro, ma a me è dispiaciuta eccome (e vabbè, ho spiegato perché, mò mi calmo :P ). E sul tesserne le lodi siamo d'accordo; ripeto, per me c'è un problema generale sul gravino andante.

    Come mai hai messo House MD insieme a quelle altre?
    Six feet under ho provato a vedere creo una o due puntate non mi ha preso, Breaking Bad e Mad Men li ho adorati e adesso mi sto assaporando per bene i Soprano.
    Di House MD invece ho visto qualche puntata sparsa e non mi è dispiaciuta ma non ho mai pensato che valesse la pena di guardarla per intero. Al di là dei singoli episodi c'è un filone narrativo "importante" che merita?


    Che Six Feet Under non ti abbia preso non mi stupisce; dopo i Soprano la HBO aveva la pressa di creare un altro prodotto di successo e chiamarono Alan Ball forte del suo recente curriculum (è lo sceneggiatore, tra le altre cose, di American Beauty); tuttavia gli umori generali erano così agitati che - a mio avviso - le prime puntate potrebbero avere risentito di questa competizione. A conti fatti anche io con le prime puntate ho fatto fatica. Poi l'ho divorato.
    Breaking Bad è notoriamente una delle migliori serie di sempre, mentre Mad Men per me è la serie perfetta (e se dicevi qualcosa meno di "adoro" ti venivo a prendere sotto casa :P ); i Soprano idem con patate con Breaking Bad.
    House MD... è difficile da inquadrare perché ha una struttura ben precisa, popolarissima (una puntata = un enigma), e appare molto "di genere" - sicché è un medical ed è un po' un "acchiappa la talpa", cioè scopri la malattia, cioè... hai capito.
    Il punto è che dopo un paio di puntate scopri che la gallina dalle uova d'oro (secondo me); hai presente quando mi lamentavo del personaggio macchietta usato come scusa a caso per giustificare la tematizzazione sociale? Ecco; House MD, grazie agli stessi snodi della trama, approfitta di ogni puntata per parlare di temi scottanti. Mi spiego meglio.
    Gregory House è un medico geniale ed eccentrico che per necessità personali e contingenti prende pochi pazienti - solo quelli che tutti gli altri non riescono a diagnosticare; ogni caso è eccentrico quanto lui proprio perché è lui a scegliere se occuparsene o no. Per cui, che ad ogni puntata ci sia una scusa per parlare degli inganni delle industrie farmaceutiche, di religione, di dinamiche relazionali o della semiotica dei papaveri gialli a me sta bene, proprio perché è una dinamica impostata su solide basi.
    Successivamente, sono gli stessi personaggi ad essere sviluppati attorno a queste "occasioni di riflessione": scopriamo di più sui tanti perché attorno al personaggio di House ("perché è così stronzo", posso garantirlo, è solo il primo di tanti), di Wilson (uno dei personaggi più sottovalutati e meglio scritti della storia della TV, secondo me), della Cuddy, dello sgangherato primo team, secondo team, terzo team ecc. E' uno schema rigido, certo, ma perfettamente funzionante.
    Non negherò che abbia delle pecche qua e là, ma la formula è così ben congeniata da farmi fare indigestione di rewatch come con le ciliegie.
    Peraltro, il finale è un tale gesto di potentissimo amore che me lo riguardo spesso a ripetizione così, tanto per.
    E inoltre (poi basta, giuro)... LE BATTUTE.
    LE FOTTUTISSIME BATTUTE.
    Io non so se avevano uno sceneggiatore a parte solo per scrivere le battute ad House (o le battute ad House e Wilson; ti fanno venire voglia di giustificare le ingloriosissime shipping, da quanto sono PERFETTE), ma sono roba da compilation tamarra di Youtube e da rewatch sino all'overdose.
    Seriamente, il più della genialità passa dai dialoghi. Mi verrebbe voglia di citarne un paio ma ho come l'impressione che questo post sia già abbastanza lungo.
    Rimandiamo ad una volta in cui avremo meno carne sul fuoco, magari :P
  • NewtonNewton Pilastro
    modificato 1 May Pubblicazioni: 3,089
    Molte delle cose che volevo dire, le ha dette @Antonius_Block, dunque proverò ad aggiungere alcune altre considerazioni.

    SPOILER

    Ho apprezzato molto il personaggio di Hannah. Non significa che mi fosse simpatica o che provassi un'empatia profonda per lei, anzi. Ho apprezzato come viene raccontata, proprio perché non è la classica super-corretta vessata dai mostri.
    Hannah compie una serie indicibile di cagate, perdonabili e giustificabili dalla sua età, dal contesto e dal suo specifico carattere. Pure, fa una grossa cazzata: vede quella che è stata una delle sue migliori amiche subire uno stupro e non reagisce. Per me, questo è un evento chiave della serie e credo abbia dato tantissimi punti alla sua scelta di uccidersi. Perché anche lei diventa "una delle cassette", e le genera un enorme senso di colpa e svalutazione di se stessa. E quando lei subisce lo stupro a sua volta, io penso che una parte minima di se stessa si senta quasi come se se lo fosse meritato (cazzata enorme, ovviamente. Lo specifico, essendo terreno scivoloso). Io non sottovaluterei questo aspetto della trama, anche se non lo hanno enfatizzato troppo.
    Hannah, come diceva antonius, non è obiettiva, racconta il suo punto di vista, il suo vissuto, è tutto tradotto dalla sua emotività, c'è una parte della serie in cui ti domandi se lei davvero stia dando la versione reale o meno (qui sì che avrei enfatizzato un po' di più, perché questa sensazione non permane per molto).
    Ogni singolo personaggio "ha le sue", è vero: d'altra parte se sono nelle cassette, qualcosa dovevano aver fatto, e dovevano averne qualche motivazione. Nessuno è supercattivo o superbuono, nessuno è privo di colpe o nella ragione assoluta. Ma soprattutto, cose che possono sembrare enormi, possono non esserlo davvero.
    E qui arriviamo allo scopo ultimo della serie, che per me non è principalmente dirci "siamo tutti cattivi e complici del male", ma "ragazzi, le cose si superano. Ora vi sembrano enormi e si sommano l'una con le altre, ma se parlate e chiedete aiuto, c'è speranza".
    Se solo Hannah avesse parlato, avesse confidato come si sentiva, avrebbe relativizzato tutto. Ma non ha trovato nessuno. E non lo ha trovato anche perché non ha avuto fiducia in nessuno, in primis nei suoi genitori, che tutto sommato mi parevano due brave persone un po' oppresse dai conti da pagare, ma nulla di più.

    Detto questo, la considero una serie bella che tratta temi che andrebbero trattati, e che può parlare a chi sta vivendo un momento di ottusa disperazione, e a chi fa delle cagate pensando che non avranno nessuna ripercussione.
    Non è un capolavoro. Non è una svolta. C'è un bel documentario sul tema della molestia, dello stupro e del bullismo che si chiama "Audrie and Daisy", purtroppo questi film arrivano a chi è già sensibile al tema, mentre una serie come "13 reasons why", arriva potenzialmente a chiunque. Non è una serie capolavoro, se ci fermiamo alla fiction. Ma ha molto senso per sollevare un tema duro e farlo arrivare anche con una discreta violenza.
    EmilyTheStrange
    Post edited by Newton on
  • EstherDonnellyEstherDonnelly Pilastro
    modificato 1 May Pubblicazioni: 1,952

    Pure, fa una grossa cazzata: vede quella che è stata una delle sue migliori amiche subire uno stupro e non reagisce. Per me, questo è un evento chiave della serie e credo abbia dato tantissimi punti alla sua scelta di uccidersi. Perché anche lei diventa "una delle cassette", e le genera un enorme senso di colpa e svalutazione di se stessa. E quando lei subisce lo stupro a sua volta, io penso che una parte minima di se stessa si senta quasi come se se lo fosse meritato (cazzata enorme, ovviamente. Lo specifico, essendo terreno scivoloso). Io non sottovaluterei questo aspetto della trama, anche se non lo hanno enfatizzato troppo.

    Interessante. Si, sarebbe stato bello l'avessero enfatizzato - ma il fatto che non l'abbiano fatto francamente aumenta il mio scetticismo.

    Hannah, come diceva antonius, non è obiettiva, racconta il suo punto di vista, il suo vissuto, è tutto tradotto dalla sua emotività, c'è una parte della serie in cui ti domandi se lei davvero stia dando la versione reale o meno (qui sì che avrei enfatizzato un po' di più, perché questa sensazione non permane per molto).

    Per quanto ho percepito la sensazione è instillata da Jessica, per il resto non ci vengono date reali motivazioni di dubitare di lei - o almeno, se le vedi, dove in particolare?
    Il fatto che su questa cosa non venga fatta leva per me è appunto una pecca, non penso come dicevo che venga del tutto fatto passare il messaggio del "è soggettivo" perché alla fine la spunta quella visione moralizzante; non mi dilungo oltre perché ne ho parlato abbastanza.

    Ogni singolo personaggio "ha le sue", è vero: d'altra parte se sono nelle cassette, qualcosa dovevano aver fatto, e dovevano averne qualche motivazione. Nessuno è supercattivo o superbuono, nessuno è privo di colpe o nella ragione assoluta. Ma soprattutto, cose che possono sembrare enormi, possono non esserlo davvero.
    E qui arriviamo allo scopo ultimo della serie, che per me non è principalmente dirci "siamo tutti cattivi e complici del male", ma "ragazzi, le cose si superano. Ora vi sembrano enormi e si sommano l'una con le altre, ma se parlate e chiedete aiuto, c'è speranza".

    Da dove l'hai recepita questa cosa? Sono d'accordo col messaggio di base, e capisco che si possa tentare di comunicare la cosa a posteriori con tutti che si disperano per la situazione, ma non capisco dov'è che prevalga rispetto al "sono tutti colpevoli". Io non l'ho pensata perché le sue cazzate non vengono fatte passare per cazzate ma per cose belle serie che lei stessa ingigantisce, certo, ma della gravità del problema non è mai dato dubitare sicché si uccide e tutti sono molto arrabbiati per questo (per primo Clay, che catalizza le attenzione del pubblico e che è appunto un moralizzatore/portatore del tema morale della serie. Sia chiaro: TUTTE LE STORIE, BELLE O BRUTTE, HANNO UN TEMA MORALE). Se poi alla fine il preside le dice pure "puoi andare avanti" e lei si ammazza poco dopo, a me pare che si faccia piuttosto leva sulla sensibilità emotiva dello spettatore medio che - ma giustamente, eh - si rifiuterebbe di lasciar correre quando viene commesso un crimine. Peraltro, scusami, la serie corre su quei binari: alla fine si tenta di incastrare Bryce, non di "andare avanti". Si è fatta appunto della giustizia raffazzonatissima. Come dovrei capire io che dovrei andare avanti se la serie mi dice che i buoni vincono e i cattivi perdono?

    Detto questo, la considero una serie bella che tratta temi che andrebbero trattati, e che può parlare a chi sta vivendo un momento di ottusa disperazione, e a chi fa delle cagate pensando che non avranno nessuna ripercussione.
    Non è un capolavoro. Non è una svolta. C'è un bel documentario sul tema della molestia, dello stupro e del bullismo che si chiama "Audrie and Daisy", purtroppo questi film arrivano a chi è già sensibile al tema, mentre una serie come "13 reasons why", arriva potenzialmente a chiunque. Non è una serie capolavoro, se ci fermiamo alla fiction. Ma ha molto senso per sollevare un tema duro e farlo arrivare anche con una discreta violenza.

    Secondo me come diceva @Antonius_Block avrebbe avuto più senso trattare di depressione tout court anziché buttarci di mezzo di tutto in 'sto calderone. Mi verrebbe quasi da dire che è ovvio che si sia ammazzata visto che gliene sono capitate di tutti i colori (sto iperbolando, di nuovo), ma questa sono solo io.
    Di nuovo, se serve una serie scritta un po' alla c.d.c. per comunicare alle persone che le cagate fatte hanno ripercussioni e che la disperazione è momentanea tanto vale guardarsi un documentario o sorbirsi le vere ramanzine del preside a scuola. Ho un gusto particolare per il tema sociale ma qui non è più nemmeno una serie, è davvero pubblicità progresso.
    Post edited by EstherDonnelly on
  • Antonius_BlockAntonius_Block Pilastro
    Pubblicazioni: 3,405
    purtroppo questi film arrivano a chi è già sensibile al tema, mentre una serie come "13 reasons why", arriva potenzialmente a chiunque. Non è una serie capolavoro, se ci fermiamo alla fiction. Ma ha molto senso per sollevare un tema duro e farlo arrivare anche con una discreta violenza.

    È esattamente questo l'obiettivo della serie.
    Vuole trattare alcuni temi forti ma vuole anche essere popolare per arrivare a tutti.
    Per questo secondo me hanno deciso di glissare totalmente su depressione e disturbi mentali (non mi azzardo a dire che Hannah non è depressa - anche se sotto sotto lo penso - ma sicuramente i può dire che non è il ritratto di una classica persona depressa che imho ha poca attrattiva sul grande pubblico) e di calcare la mano sul lato teen drama per far digerire anche a chi non è avvezzo certi argomenti.

    L'inserimento di Bryce poi secondo me serve a togliere di mezzo eventuali dubbi e polemiche.
    Tutti gli altri personaggi sono infatti tutto sommato adolescenti "normali" non veramente cattivi e le persone che minimizzano lo slutshaming e altre problematiche della serie avrebbero considerato tutto la farsa di una ragazzina esagerata mentre con Bryce tutto il quadro diventa più serio.
    EstherDonnelly
  • NewtonNewton Pilastro
    Pubblicazioni: 3,089
    Le narrazioni offrono messaggi su vari livelli, quelli enfatizzati arrivano a tutti, poi ci sono i sottotesti.
    A me personalmente non piacciono le storie troppo evidenti e imboccate, lì sì che si arriva alla pubblicità progresso.
    Forse 13 è un po' troppo squilibrato, nel senso che i sottotesti sono meno prorompenti degli altri, ma penso sia anche inevitabile in una certa misura. Tu stessa hai temuto l'effetto "se l'è cercata" solo provando a commentare la serie, pensa agli sceneggiatori. Forse se avessero marcato un po' di più il dubbio su Hannah, si sarebbe caduto nell'eccesso opposto: farla apparire proprio come un'esagerata inetta, rischiando di far arrivare un messaggio opposto.
    La serie parla principalmente ai liceali, io oserei dire ai liceali americani, perché per quanto una storia di bullismo e violenza sessuale sia universale, molte dinamiche della serie sono prettamente americane.
    Io, tu o antonius, siamo persone adulte che probabilmente hanno vissuto le loro difficoltà negli anni del liceo, ma una serie come questa la recepiamo carichi di un certo background, non solo legato al nostro vissuto, ma anche culturale.
    Tu, per esempio, conosci bene lo storytelling. Ma il pubblico ideale di questa serie non sei tu, non sono io, sono i liceali, tutti: non solo i più sensibili o intelligenti. Se dovessi fare una graduatoria di messaggi da passare a questi ragazzi, è probabile che al primo posto verrebbe la condanna di certi modi di fare piuttosto che l'analisi delle mille sfaccettature che una storia simile implica. Quei sottotesti ce li vorrei mettere, ma stiamo su un crinale scivoloso, dove cadere sulla giustificazione o sul colpevolizzare la vittima è molto facile.

    Dunque sono d'accordo con te che certi aspetti che io ho colto avrei preferito vederli enfatizzati, ma mi rendo anche conto del rischio che ciò implica. Ma non sono d'accordo sul fatto che sia così evidente che la disperazione sia momentanea o che le azioni possano avere ripercussioni drammatiche. Ripensando ad "Audrey and Daisy", ricordo che i ragazzi che avevano violentato o bullizzato le ragazze, non erano affatto consapevoli di ciò che avevano fatto, dicevano anzi "non pensavo che le mie azioni avrebbero rovinato la MIA vita" (la loro! non quella delle ragazze!).

    Per rispondere a questo: "Da dove l'hai recepita questa cosa? Sono d'accordo col messaggio di base, e capisco che si possa tentare di comunicare la cosa a posteriori con tutti che si disperano per la situazione, ma non capisco dov'è che prevalga rispetto al "sono tutti colpevoli"."

    Non ho detto che prevalga in modo significativo, io l'ho letta così e non so se sia così per tutti. Questa idea mi si è poi rafforzata guardando il documentario finale che si trova su Netflix alla fine della serie.
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