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Antipsicotici e autismo

Ho letto in giro di alcune persone autistiche ad alto funzionamento che sono "ingestibili" nonostante gli antipsicotici detti anche neurolettici o tranquillanti maggiori.
Avendo avuto io stessa un grave peggioramento dei sintomi che dovevano curare e un'aggiunta di altri, ho provato a elaborare una teoria che spiegasse il perché.
Orbene: gli antipsicotici rallentano il cervello, servono appunto quanto "va su di giri".
Però ho notato che io ho bisogno di un passaggio in più, nell'intertrepetazione della realtà, ed ho ipotizzato che l'antipsicotico, rallentandomi, blocchi questo passaggio, lasciandomi senza il mio metodo conoscitivo e lasciandomi nel panico.
Mi spiego: guardo in faccia una persona -> noto la bocca -> passaggio in più: angoli verso l'alto = sorriso = cosa buona.
Il tutto avviene in un tempo brevissimo.
Con antipsicotico: noto la bocca -> troppo tempo per il passaggio in più o addirittura impossibilità ad attuarlo -> mancata decodifica -> terrore -> crisi.
Che ne pensate?
Può funzionare questa teoria?
SoleKaliaWhoamiWBorg_AndatoLibellulawolfgang

Commenti

  • KillingMoonKillingMoon Neofita
    Pubblicazioni: 33
    premettendo che dalla mia esperienza e dalle mie conoscenze ritengo che gli antipsicotici farmaceutici siano più che altro dannosi per noi autistici ad alto funzionamento , quello che ti capita prendendoli non è niente di più che il loro effetto: rallentano la capacità di pensiero , e io penso che quelli come noi abbiano bisogno dell' affetto opposto. Personalmente sono riuscito a raggiungere la tranquillità senza ricorrere a farmaci : la natura ci aiuta più di quanto crediamo..
    WBorg_Andato
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