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Leo Kanner, Hans Asperger e un'intuizione comune tra America e Germania

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modificato February 2017 in I pionieri

kanner asperger






Leo Kanner 
Chaskel Lieb Kanner, noto con il nome Leo Kanner, è il medico che insieme ad Asperger, ha dato un contributo decisivo alla storia dell'autismo nel secolo scorso. Lavorò con bambini che presentavano caratteristiche particolari applicando metodi innovativi in un periodo storico al quanto difficile per la storia della medicina. Kanner nacque nel 1896 in Austria; studiò e lavorò per tutta la sua vita ignorando forse volutamente il lavoro di un suo contemporaneo, Hans Asperger, tanto da far pensare per lungo tempo che le scoperte fatte dai due medici si riferissero a condizioni completamente differenti. Prevalse infatti in tutto il mondo il modello di Kanner, conosciuto perfino come "sindrome di Kanner", mentre gli studi di Asperger vennero ignorati fino al 1980, comportando una ricezione errata dello spettro autistico, con gravi conseguenze giunte fino all'epoca contemporanea.
 
Kanner ed Asperger
Kanner lavorò in America ed Asperger a Vienna. I due medici pubblicarono i loro studi quasi contemporaneamente - Kanner con un articolo nel 1943 dal titolo Disturbi autistici del contatto affettivo ed Asperger con la sua tesi di dottorato nel 1944 - utilizzando entrambi il termine autismo in un'accezione diversa dal passato. Approdarono a scoperte molto simili senza di fatto essersi mai confrontati sull'argomento. Kanner conosceva il tedesco e non è affatto escluso che abbia letto i testi di Asperger; anzi sicuramente ne ebbe notizia grazie ai suoi assistenti G.Frankl e A.Weiss, entrambi diagnosti di Asperger alla Kinderklinik. Fu lo stesso Frankl a coniare il termine continuum, termine fondamentale per gli studi successivi la cui espressione clinica si differenzia in base al livello di gravità della sintomatologia.

Kanner e la psichiatria in America 
Kanner in un primo periodo lavorò come medico generico in Austria, ma gli studi maggiori li fece a Baltimora lavorando come assistente psichiatrico presso lo Yankton State Hospital. In quel periodo la psichiatria negli Stati Uniti attraversava un momento particolare, soprattutto per ciò che concerne la malattia mentale.  Sotto questa categoria infatti erano sussunte molteplici forme di disagio che venivano ricondotte tutte indistintamente alla schizofrenia, un disturbo invalidante, progressivo e degenerativo, dagli esiti irreversibili. Purtroppo tra i disturbi riferiti alla schizofrenia era facile trovare sindromi differenti che andavano dalla depressione al disturbo dell'umore, all'autismo, fino ad arrivare alle malattie allora sconosciute come l'encefalite letargica, la paresi generale, la demenza precoce, l'epilessia, ecc. I soggetti segnalati dalle famiglie per disturbi comportamentali ed emotivi spesso ricevevano una diagnosi negativa, e per lo più venivano considerarti folli, ovvero psicotici o malati di mente, e rinchiusi in istituti dove erano sottoposti a maltrattamenti e violenze inaudite. E' doveroso ricordare che in quel periodo in America non si riceveva una preparazione adeguata in psichiatria, non vi erano medici a gestire li istituti, non si tenevano cartelle cliniche e la diagnosi veniva fatta senza osservazione né criterio. Le sperimentazioni non erano segnalate e nemmeno i risultati. Le teorie razziste contro i neri, i nativi americani, i poveri e gli inadatti avevano inoltre portato la popolazione a credere ad una differenza esistente fra le persone, dovuta a geni differenti, portatori di malattie e malfunzionamenti, che quindi era giusto e doveroso sopprimere attraverso la sterilizzazione forzata.
I metodi utilizzati a quel tempo in America nelle cliniche sovvenzionate dai magnati all'alta finanza, come Rockfeller e Kellogg, erano per lo più misure di contenzione come la camicia di forza, l'utilizzo di neurolettici, la lobotomia, i bagni con acqua bollente o ghiacciata, fino ad arrivare a violenze di ogni tipo e grado. Tutto al fine di promuovere l'eliminazione dei non adatti. I poveri malcapitati nonavrebbero avuto un destino felice una volta entrati in quei posti. La dignità umana non aveva diritto di cittadinanza in un sistema in cui la linea tra la malattia e la salute veniva continuamente cancellata e ritratteggiata da una corrotta e malevola opera statuale. Lo stesso Kanner approvò la sterilizzazione, ritenendola mezzo idoneo, applicabile a tutte le persone considerate inadatte ad avere prole. L'eugenetica nata in America ad opera di Galton ebbe poi un ampio seguito in Germania dove divenne l'idea principe del nazismo.

Kanner pioniere della Heilpädagogik: la pedagogia speciale 
Kanner fu il pioniere di un metodo nuovo presso la clinica americana dove lavorò insieme al neurologo Meyer, grazie al quale vennero attuati dei protocolli medici completi di diagnosi e terapia. I due medici cercarono di correggere quanto più possibile i protocolli allora utilizzati che prevedevano forme contenitive, come la camicia di forza e le purghe, riducendo inoltre l'utilizzo di farmaci e portando all'interno di quei padiglioni il valore terapeutico della Heilpädagogik. L'approccio terapeutico si rifaceva all'"educazione speciale", una nuova metodologia, nata in Germania ad opera di J.D.Georgens e H.M.Deinhardt, pensata appunto per il recupero dei bambini e degli adulti con processi di sviluppo difficili. Fu appunto il neurologo e psichiatra A.Meyer a sostenere tale approccio insieme a Kanner all'interno della clinica, e lo stesso contribuì alla creazione dell'anamnesi psichiatrica e alla nascita della psicobiologia. 
In sostanza Kanner poté lavorare con metodologie all'avanguardia che prevedevano forme di arte e creatività, con un approccio innovativo da parte del terapeuta che rendesse possibile il coinvolgimento del contesto, della famiglia e della società. I soggetti vigilati non erano costretti a misure contenitive, inoltre dovevano imparare a stabilire relazioni e ad agire in modo responsabile attraverso opportune misure educative che includevano lunghe passeggiate all'aria aperta e lezioni di ginnastica, arte e musica.
Ciò rese possibile lo studio da parte di Kanner di segni e sintomi prima mai riconosciuti. Il termine schizofrenia autistica (il termine autismo deriva dal greco αύτόσ  che vuol dire “da sé”) nell'accezione di Bleuer, implicava un ritiro graduale della persona verso la propria interiorità; condizione irreversibile e gradualmente degenerativa. Kanner invece notò che i suoi pazienti non mostravano un allontanamento dal mondo ma, diversamente dalla psicosi, sembravano essere nati al di fuori dello stesso; inoltre alcune caratteristiche emergevano in alcuni soggetti precocemente, mentre in altri più tardi negli anni; erano presenti difficoltà della comunicazione e dell'adattamento sociale frammiste a picchi di abilità e, soprattutto, alcuni sintomi scomparivano con il tempo. In pratica con lo sviluppo avvenivano dei cambiamenti che, diversamente dalla schizofrenia, non erano riconducibili ad un deterioramento progressivo.
Oggi l'autismo non è più inteso come disturbo dell'infanzia ma come una modalità di funzionamento “altro” rispetto allo sviluppo tipico, che rimane presente durante tutta la vita e che quindi non può essere assolutamente riconducibile alla sola diagnosi di disturbo infantile di Kanner. Il termine autismo inoltre oggi è stato sostituito con autismi, o con il concetto più ampio di spettro autistico; fu lo stesso Asperger ad introdurne il concetto, anche se non fu lui a coniare il termine ma Lorna Wing nel 1981 in seguito alla lettura dei suoi lavori. La passione per il linguaggio ed i suoi studi portarono Kanner a scrivere numerosi articoli e testi, tra cui il primo manuale di psichiatria infantile in inglese, Child Psychiatry del 1935, scritto con ottica interdisciplinare che fu pubblicato per oltre 60 anni. 
 
Nonostante il suo approccio innovativo ed il suo ammirabile impegno, e nonostante i testi da lui scritti in difesa delle madri - in cui lo stesso prese le distanze dalla teoria psicoanalitica di Freud - Kanner fu figlio del suo tempo ed ebbe comunque il difetto di approvare alcune idee oggi considerate completamente errate, come quella che influì sul lavoro di B. Bettelheim, ovvero l'idea che l'autismo possa in qualche modo scaturire da un atteggiamento educativo ed affettivo errato da parte delle madri. 
Su Bettelheim seguirà un altro thread.
Brauner, A; Brauner, F, Vivere con un bambino autistico, Presses Universitaires de France, Paris, 1978  Frith,.U., L'autismo, Editori Laterza, Roma-Bari, 1996 Silberman, S., Neurotribù, Edizioni Lswr New York, 2016
riotaliagiovanna
Post edited by Sophia on
"Nulla esiste finché non ha un nome".
Lorna Wing
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