Vota Spazio Asperger ONLUS per supportare i nostri progetti
Spazio Asperger è attivo anche su Facebook.

Per raggiungere la nostra pagina con gli argomenti più discussi del giorno, news e immagini cercate "spazioasperger.it"

Per un gruppo indirizzato a ricerca e terapia cercate "Ricerca e terapia nello Spettro Autistico"

La leggenda del "Dr. B"

lollinalollina SymbolModeratore
modificato 9 March in I pionieri
La leggenda del "Dr. B"

dr B

“Il neonato, se completamente abbandonato dagli esseri umani prima di essersi sviluppato abbastanza da cavarsela da solo, morirà, e se le cure fisiche sono sufficienti per la sua sopravvivenza ma è abbandonato emotivamente o spinto al di là delle sue capacità di sopportazione, diventerà autistico”.

Bruno Bettelheim fu uno psicologo austriaco di origine ebraiche il cui pensiero ha comportato la diffusione di teorie psico-pedagogiche di discutibile correttezza. Fu infatti il primo a formulare una diagnosi in merito alla psicosi infantile e alla sua possibile causa promuovendo come responsabile della patologia l'atteggiamento freddo e distaccato della madre.

Non può essere considerato un vero pioniere della psicologia infantile - come a volte ancora erroneamente si crede - ma piuttosto un uomo che riuscì a tradurre le proprie esperienze, le proprie passioni e le proprie inclinazioni sublimandole in un progetto atto a rendere famoso il suo operato e le sue scoperte. Quale mistificatore infallibile lavorò infatti tutta la vita all'esaltazione delle sue metodologie e alla loro applicazione per la cura della psicosi infantile, nonostante fosse egli stesso esente da studi e approfondimenti in merito.


La vita e la formazione di Bettelheim

Nato nel 1903, dopo due anni dalla pubblicazione de L'interpretazione dei sogni di Freud, crebbe nella Vienna degli anni '20 dalla quale andò via, nel periodo nazista, rifugiandosi in America. Qui si interessò alla psicologia dello sviluppo ed in particolar modo all'autismo, con un approccio psicoanalitico di stampo freudiano di cui ammirò in particolar modo il simbolismo.

Fu un giovane non molto bello esteticamente, ma con personalità carismatica e grande capacità oratoria, elementi questi che gli permisero di avere la compiacenza di molte donne e il seguito di molti psicologi del tempo. Fu uno studioso di formazione letteraria che ottenne dopo molti anni di studio un dottorato in Teoria dell'arte e che non si laureò mai in psicologia come invece sostenne per tutta la vita. Veicolò notizie false sulla sua vita e sulla sua formazione, raccontando di aver studiato perfino con Freud e di essere divenuto un suo amico, cosa rivelatasi poi infondata.

In quanto ebreo nel 1938 venne arrestato dalle truppe naziste e costretto ai campi di concentramento di Dachau e Buchenwald, dove fece esperienza solo per pochi mesi, e non per alcuni anni come disse, grazie alla conoscenza di alcuni amici che lo liberarono dopo poco tempo. A quaranta anni divenne direttore della Orthogenic School, un'istituzione fondata dal Rush Medical College nel 1912, che rappresentava allora un ricovero malmesso per bambini con disabilità psicomotorie. Egli fece trasferire altrove i ricoverati ed ammise al suo istituto solo bambini disagiati psicologicamente. Aprì inoltre la Scuola Ortogenetica agli studenti dell'Università di Chicago che vi ebbero accesso per lo studio e l'osservazione di bambini considerati non adatti. Bettelheim lavorò alla Orthogenic School per trenta anni e fu proprio lì che dai suoi colleghi gli venne dato l'appellativo di «dr. B».


Contesto Americano , psicologia sociale e approccio psico-pedagogico di Bettelheim

In realtà bisogna chiarire che il momento storico in cui visse Bettelheim fu molto particolare per la psicologia e la vita in generale. Il contesto politico-culturale influenzò tantissimo la nascita di quelle teorie che prendevano spunto dal mito e che trovavano in esso una spiegazione plausibile ed una risoluzione definitiva alle distorsioni e perversioni di quel tempo, legate soprattutto ai regimi totalitari.

L'assenza totale di formazione, sia in ambito pedagogico che psichiatrico, rese di fatto ancora più forte l'esigenza di ancorare il pensiero alle teorie più accreditate, che purtroppo sempre troppo spesso venivano veicolate attraverso l'ideologia nazista. Naturalmente ciò influenzò notevolmente Bettelheim ma anche i suoi contemporanei, Kanner in America ed Asperger in Austria.

In America in quel periodo i ragazzi segnalati dalla famiglia o dalle istituzioni venivano spesso connotati con il termine autists senza che questa etichetta corrispondesse realmente ad una diagnosi di autismo.

E’ doveroso ricordare che all’inizio del ‘900  in America gli studi di J.Watson, Skinner e Pavlov favorirono lo sviluppo un nuovo approccio alla psicologia, il «comportamentismo», una corrente di pensiero che vedeva nel comportamento esplicito dell’individuo  l’unica unità di analisi scientificamente studiabile in termini di stimolo (abiente) –risposta (comportamento).

Qualsiasi bambino caratteriale o con disagio sociale e affettivo segnalato dalle famiglie poteva venire facilmente etichettato come disturbato o psicotico dall'allora nascente psicologia sociale e ricoverato anche solo per difficoltà di tipo educativo o per disturbi della condotta. Questa manovra permise all'America il controllo di grande masse di bambini e ragazzi, poveri e con disagio, che non conobbero un lieta fine.


Lo stereotipo della «madre frigorifero»

Lo stereotipo della «madre frigorifero» fu uno dei tanti paradigmi che sorsero in quel periodo e che venne utilizzato da Bettelheim per accrescere la sua fama di educatore e psicologo infallibile.

Le idee sul «genitore tossico»  circolarono anche al “Johns Hopkins", la  struttura dove lavorava Meyer e dove si formarono Theodore e Ruth Lidz. I due divennero gli esponenti di punta delle idee sulla «madre schizofrenogenica», ovvero dell'ipotesi che le  madre di pazienti autistici presentassero a loro volta un profilo particolare, freddo e distaccato con particolare propensione per l'ambizione professionale e con una certa ostilità verso i figli che venivano considerati un ostacolo alla propria realizzazione personale.

Le caratteristiche di rigidità e controllo emotivo evidenziate nelle madri dei bambini portarono a credere che questo tipo di genitore impartisse un'educazione nozionistica e pedante al proprio figlio; inoltre si ipotizzò che le stesse desiderassero far apparire la famiglia intellettualmente superiore rispetto alle altre e che sentissero inoltre l’esigenza  di dover sostituire l'affetto mancante con poesie e nozioni enciclopediche.

L’effetto dell’educazione impartita spiegava le abilità presenti in alcuni bambini che apparivano come dei piccoli  intellettuali ed abili oratori, capaci di focalizzare la propria attenzione su dettagli e minuzie da fanatici. Lo stesso Kanner così descrisse i genitori dei suoi pazienti “per la maggior parte genitori, nonni e parenti sono persone intensamente impegnate in astrazioni di natura scientifica, letteraria o artistica, e dotate di scarso interesse per le persone. Una cosa è certa […] Nel gruppo nel suo complesso ci sono pochissimi genitori davvero calorosi e persino alcuni dei matrimoni più felici sono faccende piuttosto fredde e formali".

L’approccio di Bettelheim distorto e manipolatore contribuì all'idea che il ritiro dal mondo da parte dei bimbi internati fosse stato procurato dalla figura della madre, la cui natura glaciale ed egoista costituiva la causa dell'autismo. Questi elementi fecero propendere per l'idea che l'autismo fosse provocato da cattive attitudini dei genitori e dal loro comportamento freddo, distaccato ed egoista e che anni di terapia del contesto avrebbero potuto produrre una cura completa.


Gli interventi di Bettelheim alla Orthogenic School

Differentemente dalla Kinderklinik, dove contemporaneamente stava lavorando H. Asperger, Bettelheim condusse la Orthogenic School attraverso una visione dell'uomo di stampo freudiano, per cui per “riavviare il processo di sviluppo dell'Io del bambino bisognava bloccare le influenze tossiche della famiglia, al posto della quale doveva essere messa una famiglia surrogata composta dal personale della clinica”.  Se il contesto determinava la personalità e l'eventuale disagio scaturiva in psicosi, un condizionamento operato sui bambini da persone diverse dalla famiglia avrebbe apportato beneficio e cura con risoluzione del caso.

L'idea che la madre frigorifero fosse la causa di una manifestazione comportamentale psicotica scaturì inoltre dal fatto che i bambini presi in esame da Bettelheim apparivano “di solito attraenti, probabilmente di intelligenza superiore al normale, senza nemmeno 'segni leggeri' di danno organico”.

Bettelheim dispose quindi che i bambini non vedessero più i loro familiari per la qual cosa promosse il decondizionamento parentale, ovvero l'allontanamento dei genitori per tutto il tempo dell'internato, che allora era di circa dieci anni. La parenctomia avrebbe giovato in termini di cura, poiché avrebbe allontanato il bambino dal genitore tossico che rappresentava appunto la causa scatenante della psicosi infantile.


Le idee di Bettelheim veicolate da stampa e mass-media

Bettelheim espresse le sue teorie pubblicamente in un programma televisivo francese che andò in onda su tre canali contribuendo a diffondere e ad esaltare le sue idee grazie ad una pubblicità ingannevole che fece di lui un personaggio pubblico di fama internazionale.

Bettelheim fu celebrato in trasmissione come il medico dei miracoli poiché si disse aver guarito una percentuale molto alta di bambini autistici. In realtà i suoi successi in merito all'autismo erano riferibili quasi tutti ad una sola bambina, di nome Patsy, senza diagnosi ma con evidenti problemi, che Bettelheim e sua moglie presero in casa con loro. I diversi bambini che Bettelheim disse di aver guarito in realtà non furono altro che Patsy, che fece dei grandi progressi grazie all'operato di sua moglie, ma che non guarì mai come invece fu detto. In seguito i collaboratori della clinica, tra cui J.S.Sanders, confessarono che degli undici bambini trattati nella clinica nessuno sviluppò abilità per condurre una vita autonoma.

L'opinione pubblica all'epoca era all'oscuro di ciò che realmente accadeva nella clinica. Questo permise a Bettelheim di avere un successo infondato. Dopo la trasmissione che lo rese celebre furono molte le famiglie che decisero di andare a Chicago per rivolgersi al medico dei miracoli e per trovare una soluzione che mettesse fine alle loro sofferenze, comportando ovviamente ulteriore fama e gloria.

Il suo pensiero divenne noto anche attraverso la pubblicazione di numerosi articoli e testi, tra cui L'amore non basta, Psicanalisi delle fiabe, Un genitore quasi perfetto e Fortezza vuota nei quali egli ammise la totale colpevolezza dei genitori, ed in particolar modo della madre, nella relazione con il figlio il cui effetto era appunto la manifestazione dell'autismo. I suoi testi conobbero un successo editoriale strepitoso, grazie anche alle sue doti di scrittore e convinsero generazioni intere in merito alle sue teorie.

Molti anni dopo, in seguito al suo suicidio, le testimonianze di collaboratori insieme  a quelle dei bambini sopravvissuti alle sue cure e dei parenti delle vittime fecero apparire il dr. B  in tutta la sua crudeltà, nei termini di un violento tiranno. Emerse infatti una verità scioccante in merito anche a sevizie sessuali che avvennero sui bambini per sua mano.

In America ed in Inghilterra, molto più preparati che in Europa, non fece scalpore la notizia della sua morte suicida e del suo folle e atroce progetto, sperimentato con violenze sui bambini ricoverati nella sua clinica; le notizie erano infatti trapelate già da tempo ed i suoi testi non erano stati più commercializzati, mentre in Europa la ricezione delle sue teorie trovò un largo consenso.


Perché questo articolo su Bettelheim?

Bettelheim ebbe sicuramente il demerito di creare una frattura tra sfera psichica relazionale, non organica, e sfera mentale, cognitiva, comportamentale. Il lavoro compiuto allo smantellamento dell'ideologia bettelhemiana è stato enorme e difficoltoso. Nonostante ciò credo sia opportuno conoscere la storia dell'autismo e dei personaggi che ne fecero parte, ma credo soprattutto possa essere importante per noi cercare di capire come utilizzare il loro lavoro. Il giudizio critico contemporaneo nei suoi confronti deve essere a mio avviso costruttivo. Il passato può essere comunque un ponte per il futuro, in un approccio nuovo che sappia far meglio di chi è venuto prima. La vera ricostruzione può avvenire solo in termini di decostruzione dei falsi miti, solo così possono nascere una nuova coscienza e un pensiero nuovo.

Cos'è che realmente colpì Bettelheim e che lo portò a connotare così negativamente i genitori come freddi, distaccati e inadatti unitamente alla sua generazione?

Probabilmente la genetica.

Il fatto che gli stessi genitori potessero appartenere anch'essi allo spettro può aver portato sulla strada sbagliata Bettelheim e gli studiosi del tempo che non considerarono affatto la componente ereditaria che sappiamo invece essere eccezionalmente importante per discriminare correttamente segni e sintomi dell'autismo.

Affinché vi sia un avanzamento della ricerca e la creazione di strumenti di supporto sempre più efficaci è necessaria un'osservazione attenta ed ampia che vada dall'andamento familiare alle dinamiche sottese al gruppo parentale, fino alla modalità in cui i pensieri prendono forma nei pazienti in osservazione e nelle loro famiglie, al fine di riconoscere le caratteristiche attinenti allo spettro autistico; elementi questi che non possono essere sottovalutati  ma che anzi costituiscono un faro e possono fare da guida per poter giungere ad una diagnosi corretta.

-Brauner, A; Brauner, F, Vivere con un bambino autistico, Presses Universitaires de France, Paris, 1978
-Frith,.U., L'autismo, Editori Laterza, Roma-Bari, 1996
-Pollack, R., The creatio of Dr.B, A biography of Bruno Bettelheim, Simon &Schuster, 1997
-Silberman, S., Neurotribù, Edizioni Lswr New York, 2016
-Convegno “Aspergirl” del 18/2/2017



ValentaSirAlphaexaMikiSoleriotMononokeHimemandragola77SharonDingoEirenealia
Post edited by riot on
"Nulla esiste finché non ha un nome".
Lorna Wing
«134

Commenti

  • pokepoke Neofita
    Pubblicazioni: 1,133
    Il link su repubblica non si apre, ma il post l'hai scritto tu?
    Se si, complimenti! :-o
    se no, grazie per aver condiviso :-)
    MikiValentaEirene
  • lollinalollina SymbolModeratore
    Pubblicazioni: 3,777
    @Poke grazie per avermelo segnalato. Si l'articolo l'ho scritto io.
    Tutti gli articoli storici andranno nella sezione I pionieri a scopo divulgativo e informativo.
    davidGrizli
    "Nulla esiste finché non ha un nome".
    Lorna Wing
  • SharonSharon Veterano
    Pubblicazioni: 579
    Qualcuno saprebbe darmi più link a contenuti condivisibili su Facebook riguardanti la vita scellerata di questa persona? 
    Sento l'urgente necessità di condividerli con una certa persona di mia conoscenza che insegna alla stessa scuola alla quale per molti anni sono andata...
    lollina
  • DingoDingo Veterano
    Pubblicazioni: 528
    @lollina Articolo molto esplicativo ed intrigante. Molte grazie per averlo condiviso. Francamente non capisco come una persona del genere abbia potuto fare una carriera del genere essendo così spudoratamente falso. L'unica cosa di cui potesse essere sicuramente un esperto era nel oratoria, nel adulare le persone e manipolarle... Per quale ragione poi avrebbe scelto il suicidio? Rimorso?
  • SharonSharon Veterano
    Pubblicazioni: 579
    Dingo ha detto:

    @lollina Articolo molto esplicativo ed intrigante. Molte grazie per averlo condiviso. Francamente non capisco come una persona del genere abbia potuto fare una carriera del genere essendo così spudoratamente falso. L'unica cosa di cui potesse essere sicuramente un esperto era nel oratoria, nel adulare le persone e manipolarle... Per quale ragione poi avrebbe scelto il suicidio? Rimorso?

    Un'eccellente capacità oratoria può portarti molto lontano, credimi...
  • DingoDingo Veterano
    Pubblicazioni: 528
    Sharon ha detto:

    Dingo ha detto:

    @lollina Articolo molto esplicativo ed intrigante. Molte grazie per averlo condiviso. Francamente non capisco come una persona del genere abbia potuto fare una carriera del genere essendo così spudoratamente falso. L'unica cosa di cui potesse essere sicuramente un esperto era nel oratoria, nel adulare le persone e manipolarle... Per quale ragione poi avrebbe scelto il suicidio? Rimorso?

    Un'eccellente capacità oratoria può portarti molto lontano, credimi...
    Lo so benissimo. Purtroppo la charlataneria e gli agganci giusti possono sostituire un curriculum vero e degno di nota, persino l'esperienza e i titoli meritatissimi... E non mi sembra che sia cambiato nulla da allora...
  • lollinalollina SymbolModeratore
    Pubblicazioni: 3,777
    @Sharon e @Dingo intanto scusate per gli errori ma non c'è stato il modo di apportare ulteriore correzione al testo. Sarà fatto.

    La storia della psichiatria e psicologia è ricca di personaggi come questo, soprattutto in America, e soprattutto in un periodo in cui non esisteva un vero e proprio percorso di studi. A capo degli istituti non vi erano medici ma personale scelto per altre motivazioni che fosse soprattutto capace di violenza per poter tenere a bada le persone rinchiuse, quasi sempre bambini.

    Le violenze subite da quella generazione devono far riflettere.

    Vi consiglio di leggere in merito "Mad in America" (https://g.co/kgs/y5oxnI ) a me lo consigliò @Newton. Libro molto pesante per le verità storiche e i contenuti ma senz'altro esaustivo per ciò che concerne l'excursus storico e politico della psichiatria.

    Questo è un articolo denuncia redatto dal presidente della Società nazionale delle neuroscienze prof G. Perella sulla base di testimonianze e prove raccolte da lui stesso in America.
    http://www.brainmindlife.org/terribilebettelheim.htm
    DingoaliaDoorSharon
    "Nulla esiste finché non ha un nome".
    Lorna Wing
  • DingoDingo Veterano
    Pubblicazioni: 528
    lollina ha detto:

    @Sharon e @Dingo intanto scusate per gli errori ma non c'è stato il modo di apportare ulteriore correzione al testo. Sarà fatto.

    La storia della psichiatria e psicologia è ricca di personaggi come questo, soprattutto in America, e soprattutto in un periodo in cui non esisteva un vero e proprio percorso di studi. A capo degli istituti non vi erano medici ma personale scelto per altre motivazioni che fosse soprattutto capace di violenza per poter tenere a bada le persone rinchiuse, quasi sempre bambini.

    Le violenze subite da quella generazione devono far riflettere.

    Vi consiglio di leggere in merito "Mad in America" (https://g.co/kgs/y5oxnI ) a me lo consigliò @Newton. Libro molto pesante per le verità storiche e i contenuti ma senz'altro esaustivo per ciò che concerne l'excursus storico e politico della psichiatria.

    Questo è un articolo denuncia redatto dal presidente della Società nazionale delle neuroscienze prof G. Perella sulla base di testimonianze e prove raccolte da lui stesso in America.
    http://www.brainmindlife.org/terribilebettelheim.htm

    Grazie mille. Lo terrò in grande considerazione per quando mi sarò liberato dai miei impegni asfissianti.
    lollina
  • giovannagiovanna Colonna
    modificato 28 February Pubblicazioni: 3,897
    "Lo stesso Kanner così descrisse i genitori dei suoi pazienti “per la maggior parte genitori, nonni e parenti sono persone intensamente impegnate in astrazioni di natura scientifica, letteraria o artistica, e dotate di scarso interesse per le persone. Una cosa è certa […] Nel gruppo nel suo complesso ci sono pochissimi genitori davvero calorosi e persino alcuni dei matrimoni più felici sono faccende piuttosto fredde e formali".

    Allora ci potrebbero essere genitori impegnati altresi' in problemi matrimoniali, di soldi, ereditari e di ristrutturazione case, cioe' genitori distratti dalla loro vita.

    Devo dire piuttosto che secondo me ci sono delle caratteristiche educative che si trasmettono dai genitori ai figli, e sono emotive, cioe' creano conflitti ma nel campo generazionale.

    Es: nonna educata al salotto, all' ipocrisia.
    Mamma educata al salotto, dunque alla ipocrisia, che e' la freddezza, ma che ha assaggiato la ribellione.

    Dualismo nella madre, convivono due fattori opposti.

    Niipote nato diverso: la parte giudicante ed educata della madre lo accetta, ma dopo lo stiigmatizza, quindi non lo accoglie. Gia' lei non era stata accolta, ma per colpa dell' educazione, non perche' e' un frigorifero.

    Perche' le donne sono portatrici di conflitto.

    E' l' elemento interno giudicante che fa la differenza nei rapporti con i figli.
    Il sistema dei rapporti sociali, delle norme introiettate.
    Il superio.
    MikialiaDingo
    Post edited by giovanna on
    Sono quella che ha creduto sempre che fosse la chioma di un albero al tramonto e invece era un orso
  • giovannagiovanna Colonna
    modificato 28 February Pubblicazioni: 3,897
    Ma questo e' questione novecentesca.

    Certo ancor oggi e' attuale, perche' non tutte le mamme accolgono i figli, sono relazioni assai difficili, non sono idilliache.

    Molti abusi sono compiuti dalle mamme, per quanto non ci piaccia questa realta'.

    Madre depressa/ bimbo triste e inibito si vede tutti i giorni.
    Eirene
    Post edited by giovanna on
    Sono quella che ha creduto sempre che fosse la chioma di un albero al tramonto e invece era un orso
Accedi oppure Registrati per commentare.
Dona il 5x1000 a Spazio Asperger ONLUS. Codice Fiscale: 97690370586