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Donne pioniere: G. E. Sukhareva

riotriot Moderatore
modificato March 2017 in I pionieri

sukhareva


Le figure femminili che possono essere annoverate come pioniere dell'osservazione clinica dell'Autismo, e prima di Uta Frith e di Lorna Wing (alle quali si debbono le definizioni più moderne), sono state G. E. Sukhareva, Anni Weiss e Lauretta Bender.

Una certa disputa su chi abbia “scoperto” l'Autismo attesta di solito quasi “a pari merito” Hans Asperger e Leo Kanner, che pubblicarono indipendentemente delle simili descrizioni nel 1943/44, anche se Asperger ne rilasciò una preliminare nel 1938.
Tuttavia, è la Sukhareva che si ritiene oggi come la prima studiosa ad aver descritto e pubblicato in modo dettagliato i sintomi dell'Autismo da lei osservati nei bambini, soprattutto di quello specifico che decenni dopo sarà definito come Sindrome di Asperger. (1)

Grunya Efimovna Sukhareva (Груня Ефимовна Сухарева, Kiev Ucraina, 1891–1981), di origini ebraiche, fu una psichiatra dell'Unione Sovietica laureatasi in medicina nel 1915.
Dal 1921 lavorò come primario del dipartimento di Psichiatria dell'Università di Mosca.
Nel 1935 fondò la Facoltà di Psichiatria Pediatrica nell'Istituto Centrale per i Tirocinanti di Educazione Medica.
Nel 1938 fu primario della Clinica per le Psicosi Infantili, facente capo al Ministero dell'Agricoltura e l'Alimentazione.
Per molti anni lavorò come consigliere e primario dell'Ospedale Psichiatrico Kashchenko in Mosca fino al suo ritiro avvenuto nel 1969.
Le fu assegnato il titolo di “Scienziato Onorato della Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche”.

Il suo studio apparse nel 1925 in URSS, e nel 1926 in Germania sulla rivista "Monatsschrift fur Psychiatrie und Neurologie" (Rivista mensile per psichiatria e neurologia) col titolo di “Die schizoiden Psychopathien im Kindesalter” (La psicopatia schizoide nell'infanzia). (2)
Il termine da lei usato, com'era spesso consuetudine in quell'epoca, era quello di “schizoide” inteso come “eccentrico”. Più avanti lei stessa lo sostituirà con “Autismo”.

La sua pubblicazione era sui casi clinici di sei bambini maschi di età dai 2 ai 14 anni, da lei trattati per due anni.
Per ognuno di loro, fornì informazioni dettagliate sulla storia familiare e in più, utilizzando un approccio multidimensionale, dettagli sulla loro fisiologia, neurologia e psicologia.
Utilizzava anche quello che era il già accettato termine di “pensiero Autistico”, ma non nel senso globale come più avanti fecero Kanner ed Asperger, e come poi formalmente è entrato nella classificazione diagnostica del DSM III nel 1980.

Gli aspetti che accomunano maggiormente Sukhareva a Kanner e ad Asperger, a parte l'uso del termine “Autismo”, era che tutti i loro bambini provenivano da genitori che avevano le risorse economiche che gli permettevano di porre i loro figli in osservazione presso quei servizi;
che tutti quei genitori erano definiti come molto intelligenti;
che tutti quei bambini avevano presenti nella loro rispettiva famiglia varie diversità e condizioni (inizio della visione di un'origine genetica nell'Autismo).

Secondo la Sukhareva, la psicopatia schizoide dell'infanzia era caratterizzata dalla mancanza di espressività facciale, isolamento con mancanza d'interazione sociale, strani e socialmente inappropriati comportamenti.
Inoltre, i bambini “tendevano verso degli automatismi” quali comportamenti e linguaggio stereotipati, interessi ossessivi, avversione all'essere interrotti, e desiderare che tutto accadesse sempre nello stesso modo.
Infine, asseriva che quei bambini erano dotati di una normale intelligenza o superiore alla media, che erano sensibili ai rumori e agli odori, e in qualche modo dotati verso la musica.

Kanner o Asperger erano a conoscenza del lavoro della Sukhareva in quanto entrambi nacquero in Austria e di lingua madre tedesca?
Di certo, Leo Kanner citò la Sukhareva in una sua pubblicazione del 1949 (3)
Se anche Hans Asperger, nonostante non vi sia nessuna prova, abbia potuto in qualche modo conoscere il contenuto del lavoro da lei pubblicato, allora avrebbe mancato nel darle i dovuti riconoscimenti.
L'insieme di alcuni fattori, come l'essere ebrea, cittadina sovietica, che pubblicava in Germania e in Russia, e  donna, potrebbe spiegare del perché non abbia goduto di fama e riconoscimenti internazionali.
Anche se un articolo commemorativo è stato appena pubblicato in Russia in suo onore per il 120mo anniversario della sua nascita, manca ancora oggi il riconoscimento più ampio del mondo scientifico internazionale per le sue deduzioni e il sistematico metodo clinico da lei creato.

1) Articolo di I. Manouilenko e S. Bejerot (2015) “Sukhareva – Prior to Asperger and Kanner. Nordic Journal of Psychiatry”
ref. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/25826582

2) Attwood 2008, Wolf 1996

3) L .Kanner “Problems of nosology and psychodynamics of early infantile autism”.
Ref. Michelle Dawson https://twitter.com/autismcrisis/status/583790974192771072


mandragola77MikiSophiaGrizli
Post edited by riot on

Commenti

  • PavelyPavely Andato
    modificato March 2017 Pubblicazioni: 3,350
    Grazie...

    §

    A questo bellissimo frammento, @riot vorrei aggiungere due cose.

    Oggi, sappiamo che Viktorine Zak s i c u r a m e n t e conosceva il lavoro della Suchareva e lo applicava ai bambini della Clinica di Vienna di Asperger.

    In secondo luogo, Asperger non ha mai vantato la "scoperta" dell'Autismo. Assolutamente. Gli è stata attribuita "a posteriori" in numerosissime pubblicazioni degli anni ottanta.

    Sappiamo che il "rubicondo" e "gioviale" Kanner ha rivendicato per sé la scoperta. E quando Kanner è caduto "ideologicamente" in disgrazia e la sua autorità è stata messa in discussione a l l o r a si sono studiate le posizioni di Asperger.

    Asperger è sempre stato "tedesco" in questo. Moderato, sensibile, riservato, estremamente morale, etico. Ha fatto il suo lavoro e lo ha fatto con ciò che la luce della sua coscienza gli diceva.

    Quindi, si parla di un'attribuzione che, forse, Asperger non avrebbe mai accettato. E che, soprattutto, non ha mai accettato.

    E' vero che ha usato il termine "autismo". Ma è anche vero che non si è mai detto "scopritore" di alcunché. E nel suo comportamento non riesco a vedere nulla di sbagliato...

    §

    QUindi, una cosa è l'opinione dei coniugi Wing e una cosa è l'attribuzione della "paternità" della scoperta dell'Autismo.

    Personalmente, io attribuisco la "paternità" dell'autismo non a delle persone in particolare ma ad un luogo. Il Burghoelzli di Zurigo (sita Lenggstrasse n° 31, 8032 Zürich, Svizzera).

    E' dalle discussioni collettive di tutti i dottori che frequentarono la clinica ai primi del Novecento che nacque il concetto di Autismo.


    riotGrizli
    Post edited by Pavely on
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