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Donne pioniere: Lauretta Bender

riotriot Moderatore
modificato 5 March in I pionieri

bender

Le figure femminili che possono essere annoverate come pioniere dell'osservazione clinica dell'Autismo, e prima di Uta Frith e di Lorna Wing (alle quali si debbono le definizioni più moderne), sono state G. E. Sukhareva, Anni Weiss e Lauretta Bender.

Lauretta Bender (1897, 1987) era una neuropsichiatra infantile statunitense, conosciuta soprattutto per aver sviluppato il “Bender-Gestalt Test”, un test psicologico sviluppato e pubblicato nel 1938, designato alla valutazione della maturazione visuo-motoria nei bambini.
Questo test venne ampiamente impiegato per la valutazione delle funzioni neurologiche dei bambini e per la selezione (screening) dei disordini dello sviluppo.
La Bender eseguì ricerche in varie aree: quella del suicidio, della violenza e anche dello Spettro Autistico, ancora definito come “schizofrenia infantile”.

Fu tra i primi ricercatori a suggerire che i disordini mentali nei bambini possono avere una base neurologica, piuttosto che attribuirli a comportamenti cattivi o ad una scarsa educazione ricevuta.

Non essendosi formata come psicologa ma come medico, la maggior parte del suo lavoro era focalizzato nel diagnosticare i disordini mentali dei bambini.
Dal 1934 lavorò per 21 anni come psichiatra infantile al Bellevue Hospital di New York.

Contestualizzandola nel suo periodo storico emergono aspetti controversi che erano però comuni ai suoi colleghi: l'utilizzo anche per i bambini dell'elettroshock e, in seguito di dosi di LSD, secondo le teorie che avevano per scopo “curare” proprio la schizofrenia infantile. (1)

Per completare il quadro culturale e storico e la personalità della ricercatrice, c'è da dire che la Bender si distingueva dai suoi colleghi per non assumere del tutto la teoria secondo la quale la razza di appartenenza è un fattore che determina anche le abilità mentali.
Era abbastanza comune credere che gli Afroamericani fossero ad un livello inferiore dell'evoluzione rispetto alla loro controparte Caucasica.

Alcuni scritti della Bender sembrano contraddirsi tra di loro: alcuni affermano che le differenze razziali sono insignificanti, altri che le differenze nei bambini sono da nulle a poco significative.
Si crede che le sue pubblicazioni sulla razza siano prese di pari passo dagli studi di suo marito, Paul Schilder (1886–1940) psicanalista a Vienna ai tempi di Freud, incontrato al Johns Hopkins Hospital, studi che lei lasciò integri quali forma di rispetto.
Non ebbe comunque nessun ruolo nelle teorie sul primitivismo razziale com'era inteso in senso razzista anche dal punto di vista medico.

Essendo i bambini Afroamericani la maggior parte gli ospiti del Bellevue ebbe modo, studiandoli, di formulare una sua divisione delle differenze nelle razze in due categorie: “Differenze Funzionali” (differenze significative che influenzano il comportamento) e “Differenze non-funzionali” (che non hanno un impatto significativo sul comportamento).
In breve, credeva che vi sono differenze sul piano mentale nelle razze: alcune in grado di fare la differenza ed altre no.

Bender usò il termine "primitivo" per descrivere i nativi della Guinea francese e il termine “civilizzato” per gli Afroamericani. E descrivere gli Afroamericani come "civilizzati" non era la norma all'epoca in cui la loro condizione era ancora di segregati.
Bender spiegò che "primitivo" non significa intellettualmente differente, ma che per lei ciò descrive coloro che non sono stati esposti alla stessa educazione e cultura, rispetto a coloro che definisce “civilizzati”, pensando che essendo tutte le persone fatte della somma di parti, la razza è solo uno dei fattori che concorrono a fare della persona ciò che è.

http://neurodiversity.com/library_bender_1963.html



mandragola77lollinaGrizliPavelyMononokeHime
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"Gli stronzi e i disonesti vanno sempre avanti nella vita. Le persone per bene restano indietro."
(Affermazione constatativa esistenziale di una mia conoscente).

Commenti

  • lollinalollina SymbolModeratore
    Pubblicazioni: 3,698
    "Bender spiegò che "primitivo" non significa
    intellettualmente differente, ma descrive coloro che non sono stati esposti alla stessa educazione e cultura, rispetto a coloro che definisce “civilizzati”, pensando che essendo tutte le persone fatte della somma di parti, la razza è solo uno dei fattori che concorrono a fare della persona ciò che è".

    Per quanto riguarda il pensiero dell'epoca sui popoli afroamericani Bender credo abbia subito l'influenza di uno dei grandi filosofi e antropologi del '900, C.Levi-Strauss, di cui è possibile che la Bender abbia approfondito il pensiero vista la grande ricezione dell'autore in quel periodo in America.

    Levi-Strauss coetaneo della Bender, anche lui fuggito in America poiché ebreo, studiò popoli non civilizzati, culture apparentemente altre, primitive e selvagge, e scrisse il libro Il pensiero selvaggio.

    Il titolo contiene un ossimoro: nel testo l'autore evidenzia alcune particolari capacità del pensiero umano - presenti anche nelle società primitive e in tutte le culture - come la capacita di cogliere i dettagli o come anche la capacità di organizzare l'esperienza in gestalt, promuovendo l'idea che non esistessero differenze cognitive tra i popoli.







    riotGrizli
    "Nulla esiste finché non ha un nome".
    Lorna Wing
  • PavelyPavely Membro
    modificato 6 March Pubblicazioni: 2,782
    Grazie @riot.

    Mi sento solo di aggiungere una cosa.

    E' bene specificare che fino agli anni cinquanta Razzismo ed Eugenetica erano, sostanzialmente, un campo unico.

    Ed è bene specificare che - nel mondo - non sono praticamente esistiti scienziati fino agli anni sessanta capaci di spiegare come l'eugenetica sia un crimine morale ed etico.

    La Bender come tutta la "migliore" scienza fin dalla fine dell'ottocento erano perfettamente d'accordo sul fatto che l'intelligenza e le qualità della personalità fossero determinati dal patrimonio genetico del bambino.

    Si osservi che anche tutt'oggi, nel 2017, i Neurologi (scienziati) sono convinti che l'intelligenza di una persona sia determinata dalla genetica. L'unica differenza è che oggi sappiamo che un bambino intelligente può nascere anche nelle classi umili e in qualsiasi specificazione genetica dell'umanità.

    Ovviamente, è una pura assurdità neurotipica che, con il tempo, si sta disvelando.

    Esattamente: i Neurotipici sono profondamente convinti che una persona intelligente abbia elevate performance. Ad esempio: se un essere umano ricorda sequenze di otto cifre allora è in possesso di un indice che aumenta il dato del suo QI.

    In verità, l'intelligenza si riferisce al modo con cui le funzioni cerebrali interagiscono tra di loro non a come funzionano singolarmente (e nulla impedisce, ad esempio, di dire di una persona che sia "geniale in matematica" o altro. Non va detto che sia intelligente...).

    Il razzismo, in questo senso, è continuamente alimentato dalla scienza ed è un concetto diffusissimo nel ceto scientifico da cui irradia nelle coscienze e nella società.

    Anche oggi.

    Non mi sento di criticare la Bender per le opinioni sul punto.

    §

    Per il resto sono perfettamente d'accordo.

    E' stata una straordinaria "pioniera" della nostra condizione.




    riotGrizlimandragola77
    Post edited by Pavely on
  • MalinalliMalinalli Veterano Pro
    Pubblicazioni: 587
    Oggi ho letto questa descrizione "diagnostica" della schizofrenia infantile.
    Ne riporto un estratto.

    "They are precocious, develop too fast, have an exaggerated intellectual brilliance, are overactive and cannot be suppressed in their activity. They have precocious language development, are highly articulate, and often show special gifts, especially in language, the graphic arts and dancing, and in their insight into psychological problems. They tend to overidentify in any group and they relate too well. These children call forth strong counter-transferences from adults. They are excessively abstract in their thinking. (Bender, L. , 1953). Childhood schizophrenia. The Psychiatric Quarterly, 27(1 - 4), 663 - 681)

    Allora ho cercato notizie su questa Loretta Bender, che di fronte a bambini brillanti, precoci, artisticamente dotati non ha trovato niente di meglio da fare che friggergli il cervello e traumatizzarli a vita.

    Quale è stata la mia sorpresa quando la seconda voce su Google mi riporta al forum, dove questa Mengele è celebrata tra i pionieri della "nostra condizione".
    Io conosco una sola condizione, quella umana.

    Per completare il profilo di questa donna, tuttura celebrata poiché lo "spirito del tempo" alimenta ancora l'allucinazione collettiva che le pratiche della psichiatria non siano tortura (e lo sono tuttora), riporto la testimonianza di una delle sue vittime, Ted Chabasinski, che a sei anni fu sottoposto a elettroshock quotidiani per quattro mesi di seguito.


    I was six years old [in 1944]. My mother had been locked up in a mental hospital just before I was born, and I was a ward of the state. A psychiatrist at Bellevue Hospital in New York, Dr. Lauretta Bender, had just begun her infamous series of experiments with shock treatment on children, and she needed more subjects. So I was diagnosed as a “childhood schizophrenic,” torn away from my foster parents, and given 20 shock treatments….18 I was dragged down the hallway crying, a handkerchief stuffed in my mouth so I wouldn’t bite off my tongue. And I woke [after the shock treatment] not knowing where I was or who I was, but feeling as if I had undergone the experience of death. After four months of this. I was returned to my foster home. Shock treatment had changed me from a shy little boy who liked to sit in a corner and read to a terrified child who would only cling to his foster mother and cry. I couldn’t remember my teachers. I couldn’t remember the little boy I was told had been my best friend. I couldn’t even find my way around my own neighborhood. The social worker who visited every month told my foster parents that my memory loss was a symptom of my mental illness. A few months later, I was shipped to a state hospital to spend the next 10 years of my life.

    Was this [referring to the electroshock] the work of some isolated sadist, some mad scientist practicing in a closet? No, the psychiatrist who did this to me and several hundred other children is still a leader in her field, with many articles published in prestigious psychiatric journals; she still draws a salary from the New York State Department of Mental Hygiene. And not one voice was ever raised within the entire psychiatric profession to protest what she had done.

    Buona giornata della consapevolezza dell'autismo.
    Io aspetto l'unico giorno che abbia un senso per me, perché come è stato per tutte le menzogne e le illusioni collettive, si dissolverà anche questa. Per far posto a un'altra, probabilmente, ma oggi voglio guardare il bicchiere mezzo pieno.
    MononokeHimeDomenicomandragola77Puck
  • riotriot Moderatore
    modificato 3 April Pubblicazioni: 3,225
    Malinalli ha detto:

    questa Mengele è celebrata tra i pionieri della "nostra condizione".
    Io conosco una sola condizione, quella umana.

    la sezione "I pionieri" non celebra proprio nessuno: si elencano semplicemente personaggi che hanno dato un contributo alla conoscenza e ricerca sull'autismo inquadrandoli nel loro contesto storico e culturale.

    e, come riportato nell'articolo, il contributo della Bender è stato questo: "Fu tra i primi ricercatori a suggerire che i disordini mentali nei bambini possono avere una base neurologica, piuttosto che attribuirli a comportamenti cattivi o ad una scarsa educazione ricevuta."

    quindi qui nessuno ha celebrato l'uso di sostanze chimiche di vario genere ne l'uso dell'elettroshock nella psichiatria.

    e la contestualizzazione è sempre d'obbligo quando si parla di personaggi appartenuti ad altri contesti storico/culturali.

    mandragola77wolfgang
    Post edited by riot on
    "Gli stronzi e i disonesti vanno sempre avanti nella vita. Le persone per bene restano indietro."
    (Affermazione constatativa esistenziale di una mia conoscente).
  • MalinalliMalinalli Veterano Pro
    modificato 3 April Pubblicazioni: 587
    riot ha detto:e la contestualizzazione è sempre d'obbligo quando si parla di personaggi appartenuti ad altri contesti storico/culturali.



    Il punto è che per me non appartiene a un altro contesto storico culturale, ma all'attuale. Per questo è celebrata, per questo nella sua pagina di Wikipedia si leggono frasi come "lo facevano tutti all'epoca" (perché oggi no?) o "tutte queste pratiche erano
    a fin di bene".
    La storia, si dice, la scrivono i vincitori. Perché Mengele è definito "criminale" e Bender no? 
    Perché il nazismo ha concluso il suo ciclo, la psichiatria e l'eugenetica, che pure hanno fatto parte del tessuto di quel tempo, no. Un filo è stato tagliato e se ne può parlar male, lo si può deprecare, l'altro è vivo e vegeto, anzi, è più forte che mai, tanto che appare come uno dei colori dominanti nel tessuto della nostra epoca. E il giorno che aspetto è quello in cui si estinguerà anche questo filo. La giornata della consapevolezza sull'autismo, così come tutto il mondo che ruota intorno all'autismo, ne fa parte.

    Torno ai pregi della pionera Bender (d'altronde i pionieri prendevano a fucilate gente armata di coltelli e frecce). Innanzitutto è sbagliato attribuire i "disordini mentali" esclusivamente a cause neurologiche, perché l'educazione e le esperienze di vita contano eccome.
    Eppure Ted Chabasinski entrò nel radar della Bender perché sua madre era stata internata come schizofrenica. Qualche anno prima, per le stesse ragioni, si sterilizzarono migliaia di "malati di mente". Quindi, no, Bender non è stata tra i primi ad attribuire a cause genetiche la cosiddetta malattia mentale. Non è stata tra i primi a dire che la pazzia fosse ereditaria.

    Scrivi: 
    "Fu tra i primi ricercatori a suggerire che i disordini mentali nei bambini possono avere una base neurologica, piuttosto che attribuirli a comportamenti cattivi o ad una scarsa educazione ricevuta."
    La parola cattivo veicola un giudizio negativo sui comportamenti di tali bambini. Spostando il soggetto, cambierebbe qualcosa se Lauretta Bender avesse provato piacere a guardare i bambini contorcersi sotto le scariche elettriche? Si eccitava sessualmente? Era sadica, insomma? E cambia qualcosa che i suoi comportamenti avessero basi neurologiche anziché culturali e contestuali? O una miscela di entrambe, che è più verosimile?
    Coerentemente con il motto dell'associazione che ospita questo forum, no, non cambia niente a livello di giudizio: né scusa né accusa.

    Lauretta Bender non era un mostro, come non era un mostro Mengele. Erano esseri umani come le loro vittime. Le loro vittime non erano subumani. Ma i malati di mente, o se vogliamo essere politically correct (ipocriti, in questo caso), i portatori di un "disturbo" o di una "condizione", vengono trattati come subumani, perché non sono "capaci di intendere e di volere", perché non sanno cosa è meglio per loro, perché non si conosco, perché lo psichiatra e lo psicologo li conosce meglio di quanto si conoscano loro stessi, perché la loro umanità ha delle mancanze, è nascosta, difettosa, sbagliata, è un catalizzatore di giudizi, è assente o disturbata.

    La quinta puntata della terza stagione di Black Mirror ha rappresentato in modo piuttosto didascalico ma efficace la pratica della disumanizzazione, al servizio dell'eugenetica e del razzismo dagli albori dell'umanità. I portatori di disturbi mentali e del comportamento, di malattie autoimmuni come la SLA, di tipi ereditari di cancro, sono stati destinati allo sterminio per il bene e il progresso dell'umanità, dalla quale sono stati espulsi, infatti vengono chiamati "scarafaggi". Ai soldati che si occupano del loro sterminio viene impiantato un chip che glieli fa vedere come mostri.
    Leggendo i commenti su un forum, mi hanno colpito quelli che hanno visto l'espulsione di tali eredità genetiche come qualcosa di accettabile e desiderabile. Uno scrisse qualcosa del genere, paragonando lo sterminio degli "scarafaggi" allo sterminio nazista: sappiamo tutti che era sbagliato uccidere la gente perché di razza o di religione diversa, ma se il fine è il progresso dell'umanità, se il fine è liberarsi di tutte le tare genetiche, del cancro e delle malattie mentali, qualche dubbio te lo poni.
    No, io non mi pongo nessun dubbio. Il fine non giustifica i mezzi. Come i mezzi non nobilitano un fine. Fini e mezzi sono trappole concettuali. Da che esistono le culture umane, quello che è progresso per alcuni è regresso per altri. E l'umanità... Quale umanità? Quella dei sani, qualunque cosa significhi. E l'altra umanità? Scarafaggi. Subumani. No, non mi pongo proprio nessun dubbio su questo. È l'unica cosa di cui non dubito e non ho mai dubitato. È la sola, unica legge.
    Insomma, moltissimi nei commenti implicavano che il fine era giusto, anche se deprecavano i mezzi (lo sterminio, nel telefilm. Come nella pratica della nostra Bender, può esserlo l'ETC ai bambini).


    Questo paradigma culturale è dominante e pervasivo in un modo che mi fa disperare anche di farmi capire quando lo metto in discussione.
    Tanto più in un forum dove ci sono persone che desiderano una diagnosi psichiatrica, dove il paradigma psichiatrico (pardon, neuro-psichiatrico), nella sua manifestazione di poliziotto buono (nell'analogia gli psichiatri del pubblico e del passato sarebbero il poliziotto cattivo) è fondante e accettato quasi acriticamente.
    Pensando all'epoca in cui era pervasivo un altro paradigma culturale, quello religioso, mi chiedo come abbiano fatto quelli che ne erano fuori, quelli che ne erano immersi fisicamente ma non mentalmente. E magari speravano di farne uscire anche gli altri. Ma a cosa è servito uscire dalla caccia alle streghe, dalle guerre di religione, dai roghi degli eretici? Si è stabilito un altro paradigma, con l'unica differenza che le persone con determinate caratteristiche allora erano "santi" ed "eremiti" e ora stanno a farsi restringere il cervello nei manicomi. O si fanno rieducare, in qualche modo.
    Ecco spiegata l'ultima frase del mio precedente commento, che forse non si era capita bene.
    Ora, sia chiaro, non ce l'ho con un sistema culturale o paradigma in sé. Tantissimi ricevevano conforto e giovamento dalla religione così come lo ricevono oggi dalla psichiatria. È colpa del diavolo, è colpa dei geni, non fa differenza. Ed è proprio la massa di chi riceve conforto da tali sistemi che non prova nulla nei confronti delle vittime sacrificali e non se ne cura. Era normale e accettabile bruciare un eretico, una strega, un ebreo, così come oggi è normale e accettabile fare l'elettroshock a un bambino, distruggere chimicamente il cervello di uno "schizofrenico", legare al letto e umiliare una donna in "mania" che nemmeno nella famiglia che ha chiamato il 118 troverà comprensione dello stupro subito (con la doppia violenza che non le sarà concesso di chiamarlo tale).

    Ripeto, come il fine non giustifica i mezzi, i mezzi non giustificano un fine. E questa seconda parte si applica alla parte "gentile" del paradigma.



    Domenicorondinella61Puck
    Post edited by Malinalli on
  • riotriot Moderatore
    Pubblicazioni: 3,225
    @Malinalli nessuno qui giustifica ed ha mai giustificato comportamenti di abuso praticati dalla psichiatria come l'uso massiccio di farmaci, elettroshock e contenzione.
    non mi risulta ci sia un solo articolo che riporti posizioni del genere.

    il concetto di pionieri vuol essere quello di "apripista", non di conquistatori nel senso militare.
     
    e però tu non hai letto correttamente l'articolo. perché scrivi:
    "Innanzitutto è sbagliato attribuire i "disordini mentali" esclusivamente a cause neurologiche, perché l'educazione e le esperienze di vita contano eccome."

    vero, ma l'articolo dice che:
    "Fu tra i primi ricercatori a suggerire che i disordini mentali nei bambini possono avere una base neurologica, piuttosto che attribuirli a comportamenti cattivi o ad una scarsa educazione ricevuta."
    dunque non è un "esclusivamente" ma una "possibilità" non definita in assoluto.

    comunque, è difficile non contestualizzare il periodo storico/culturale con esattezza, considerando che la Bender era nel pieno della sua maturità a metà degli anni '30 del secolo scorso.
    e, per questo, il concetto di "comportamenti cattivi" che è della stessa Bender io mi sono limitato a trasposto letteralmente.
    lo si potrebbe tradurre in modo più soft con "cattiva condotta". ma non cambia nulla perchè il testo è citato e virgolettato ovvero è originale e non se ne può stravolgerne il senso scrivendo, che so, "comportamenti particolari".

    questa è l'attenzione che abbiamo messo nello scrivere tutti i thread di questa sezione, senza spostare di una virgola i contenuti originali, né edulcorando i termini e né privilegiando a piacere le teorie e ancora non sciegliendo a piacere gli specialisti ma riferendoci a personaggi ormai largamente accettati e considerate come autorevoli.

    tornando alla contestualizzazione, la comparazione che se ne può fare è ai modelli educativi dell'epoca, perché l'attualità di cui parli non è così generale in senso educativo, culturale e del personaggio stesso. casomai, e siamo d'accordo, è in alcune teorie e pratiche, ma qui si andrebbe completamente fuori tema.

    la tua visione del taglio del filo è per me già in atto quando si parla, qui, di consapevolezza, di supporto, di accettazione, di "ne scusa ne accusa", di advocacy, e anche con la creazione - da parte di noi utenti - di momenti comuni di visibilità e di incontro con i raduni, i seminari e con il confronto sullo stesso forum.

    lollina
    "Gli stronzi e i disonesti vanno sempre avanti nella vita. Le persone per bene restano indietro."
    (Affermazione constatativa esistenziale di una mia conoscente).
  • MalinalliMalinalli Veterano Pro
    modificato 3 April Pubblicazioni: 587
    @riot Se leggi con attenzione quello che ho scritto, capirai che ti ho già risposto.

    Dove vi ho accusati di giustificare direttamente gli abusi della psichiatria? Devo spiegare l'analogia del poliziotto buono e del poliziotto cattivo?
    È il paradigma nella sua interezza che rifiuto, perché orientato allo stessa dinamica che soggiaceva ad altri simili sistemi del passato.

    Non ho capito la puntualizzazione sui "comportamenti cattivi". Proprio per evitare fraintendimenti o sovraletture ho spostato l'attenzione sui "comportamenti cattivi" di Lauretta Bender. In quel punto non mi è chiaro cosa mi contesti o cosa hai letto di preciso.

    Parli di "personaggi largamente accettati e considerati come autorevoli". Ho forse scritto il contrario? Ho detto non siano accettati e considerati autorevoli? No, è proprio quello che ho scritto. Lauretta Bender è celebrata, accettata, considerata autorevole. È quello che ha scritto anche Ted Chabasinski. Riporto il paragrafo: 

    Was this the work of some isolated sadist, some mad scientist practicing in a closet? No, the psychiatrist who did this to me and several hundred other children is still a leader in her field, with many articles published in prestigious psychiatric journals; she still draws a salary from the New York State Department of Mental Hygiene.

    Sulla pagina di Wikipedia del dottor Mengele si legge "criminale". Su quella di Lauretta Bender, e sulla pagina del New York Times su di lei, solo elogi. Perché, la cultura in cui era immersa Lauretta Bender è ancora attuale, pervasiva, dominante, maggioritaria e più forte che mai.

    Se quel filo si fosse spezzato non esisterebbe proprio uno Spazio Asperger perché culturalmente non esisterebbe l'autismo, né il disturbo bipolare, né la schizofrenia, né tutto il sistema economico e socio-culturale che ha prodotto e sostiene la psichiatria e la sua sorella psicologia, che non si capisce se ci è o ci fa.
    Sai, ci sono anche forum di bipolari, dove si incontrano e fanno le stesse cose che si fanno qui, tranne che loro prendono psicofarmaci e anche di buon grado. Sì, i "pazienti" volontari superano di gran lunga quelli "involontari". Ora, perché una persona accetta di farsi trattare come un bambino, perché si accettano regole degradanti, perché le donne hanno accettato e accettano ancora di essere lo specchio dell'uomo, come le definisce Virginia Woolf? Psichiatria interiorizzata, capitalismo interiorizzato, sessismo interiorizzato.

    Ho passato anch'io un periodo di indottrinamento (del quale i seminari e i raduni di cui parli fanno parte). Non ci sarei mai entrata se non avessi saputo che potevo uscirne, ma anche così, è stato emotivamente doloroso e intellettualmente rischioso (avessi avuto un'altra famiglia, poteva essere distruttivo, come lo è per molti altri). Ma sono convinta che non si possano comprendere le cose se non si provano in prima persona. E non si può comprendere una cultura se non ci si immerge. Qualcuno la definì "osservazione partecipante". Così mi sono messa gli "occhiali della psichiatria" e ho visto il mondo, me stessa e la mia famiglia attraverso la griglia concettuale degli psichiatri, degli psicologi*, dei loro pazienti e di tutti i soggetti coinvolti (il 99% della popolazione umana? Con la globalizzazione potrebbe essere una stima realistica). Quindi, che vi devo dire. Se ne può uscire. Poi, chiunque è libero di restarci, perché ne ha bisogno, in quanto la sofferenza è reale e lo è per tutti, fa parte della condizione umana. La frase popolare "prima si andava a confessarsi ora si va dallo psicologo" è meno banale di quanto possa sembrare. Ma inviterei a restarci con la consapevolezza dell'interezza del paradigma in cui siamo immersi. Inviterei a sforzarsi di "uscire" e a guardare tutte le implicazioni, a studiare il meccanismo di questo sistema. E a considerare se la vettura su cui siete saliti, prendendo posto sui sedili più comodi, non stia schiacciando qualcun altro.

    NOTA sugli psicologi e la psicologia: sono escluse quelle pratiche che rifiutano il concetto di "diagnosi" e tutto ciò che implica e che vi è associato. Pur chiamandosi "psicologi" è evidente che non fanno parte dello stesso paradigma. Come quelle esperienze di gestione delle "crisi" nate tra pari, dove non c'è differenza tra "paziente" e "operatore" poiché non sono tali. Come questo progetto nato a Budapest (Articolo originale: https://www.madinamerica.com/2017/01/soteria-shelter-program-hungary/ Traduzione in italiano con intro: http://recuperamente.blogspot.it/2017/02/soteria-in-ungheria.html)

    Puck
    Post edited by Malinalli on
  • lollinalollina SymbolModeratore
    modificato 3 April Pubblicazioni: 3,698
    Mi rivolgo a tutti gli utenti per specificare, come ha già fatto @riot, che questa categoria come quella sui Libri, nasce dalla volontà e dal lavoro di alcune persone che hanno pensato di contribuire alla conoscenza dell'autismo attraverso articoli che trattino il tema, partendo dunque dai pionieri e da quelle figure storiche che hanno preso parte, nel bene e nel male, alla storia dell'autismo.

    Il fatto di considerare anche figure non propriamente positive fa parte di una scelta motivata, che è quella di voler considerare ogni aspetto ed ogni accadimento, seppur brutto, come facente parte di un passato che non può essere dimenticato, e che non serve a questo punto avversare, ma semmai conoscere affinché si possa fare meglio di quanto si sia fatto fino ad ora.

    La categoria in questione non deve essere intesa come la raccolta di articoli celebrativi, ma solo come un archivio storico in cui chi vuole può dare il suo contributo scrivendo a sua volta un articolo che possa migliorare e integrare quello già postato.

    Ripeto, queste sono categorie che hanno preso vita dal desiderio di divulgazione e di supporto rispetto a chi approda qui sul forum, affinché gli utenti possano accedere a thread in cui poter trovare riferimenti storici e culturali.

    Ogni utente può contribuire aggiungendo informazioni che possano essere di utilità comune.

    Rispetto alla storia della psichiatria avevamo in mente un altro articolo che sarebbe stato fatto quanto prima, compatibilmente con gli impegni personali di tutti, ad ogni modo chi volesse può contribuire scrivendone uno che tratti l'argomento.

    Visto l'indirizzo rigoroso che vorremmo dare ad alcune categorie sarebbe buona cosa evitare di andare OT con argomenti che esulano dal thread, per la qual cosa è possibile aprirne di nuovi.

    Sono ben accetti invece articoli aggiuntivi agli articoli scritti e postati, tanto più se consoni e migliorativi della categoria.
    Grizliwolfgang
    Post edited by lollina on
    "Nulla esiste finché non ha un nome".
    Lorna Wing
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