Dona il 5x1000 a Spazio Asperger ONLUS. Codice Fiscale: 97690370586
Spazio Asperger è attivo anche su Facebook.

Per raggiungere la nostra pagina con gli argomenti più discussi del giorno, news e immagini cercate "spazioasperger.it"

Per un gruppo indirizzato a ricerca e terapia cercate "Ricerca e terapia nello Spettro Autistico"

Annie Weiss e Georg Frankl: un ponte attraverso l'Atlantico

riotriot Moderatore
modificato March 2017 in I pionieri
La loro storia è affascinante e degna di un film.

Anni Weiss (1897 Sagan, Germania, 1991 Clemmons, Forsyth, NC, USA), era psicologa e assistente presso la Clinica per Bambini in Vienna, guidata dal Dr. Erwin Lazar, al tempo in cui vi lavorava anche Hans Asperger.

Durante le persecuzioni naziste ai danni degli ebrei in Germania e nell'annessa Austria, anche questo istituto, come tutte le altre strutture in cui gli ebrei erano professionisti, venne svuotato della maggior parte del personale medico.
Così, nel 1934 la Weiss fu costretta, e riuscì, ad emigrare negli Stati Uniti e lì, nel 1937, la raggiunse il suo fidanzato e futuro marito Georg Frankl (non ho notizie sulle sue date di nascita e di morte), che era a sua volta diagnosta di Hans Asperger.

Fu proprio a Baltimora che i Weiss-Frankl incontrarono Kanner, che li volle a lavorare entrambi con se al Johns Hopkins Hospital in Baltimora diretto dal neurologo svizzero Adolf Meyer.

I due erano già membri riconosciuti della comunità scientifica fin dal 1938, prima delle pubblicazioni di Kanner.
È praticamente impossibile scorporare il contributo che Annie e Georg hanno dato allo studio dell'Asperger. In particolare, Kanner era ben a conoscenza delle referenze di Frankl tant'è che in una lettera del 1939 menzionò il suo diagnosta per avere una ottima formazione in pediatria e in stretti legami per 11 anni con la clinica di Lazar.
Inoltre, Kanner stesso conosceva bene il lavoro svolto da Lazar.
E difatti fu proprio Frankl, ex clinico di Asperger, che esaminò i primi tre pazienti Autistici di Kanner.

Annie era medico nella clinica di Lazar prima che vi arrivasse Hans Asperger, e si occupava della prima visita dei piccoli pazienti prendendo appunti e ascoltando anche i familiari che li portavano per il consulto.
Sviluppò un suo personale approccio definito “più leggero”: anziché stabilire una rigida agenda di appuntamenti con i piccoli pazienti, faceva semplicemente sapere di avere lì a loro disposizione dei giocattoli. Questo le permetteva di osservare quale reazione ogni bambino avrebbe avuto a questa informazione.
Le sue sedute erano concepite per dare ai bambini la massima libertà d'espressione. Una grande varietà di giocattoli, pastelli ed altri oggetti era liberamente a disposizione dei bambini che potevano quindi sceglierli e giocarci come preferivano.
Da queste osservazioni su risposte e comportamenti in libertà, Annie poteva giudicare la capacità di adattamento sociale, d'immaginazione e di divertimento spontaneo, introducendo in seguito anche altre regole, come il chiedere che i giochi venissero riposti dopo essere stati utilizzati, per osservarne la reazione rispetto a vincoli ed autorità.
Anche se il giudizio sul suo metodo è che avesse l'aria più di un'arte piuttosto che di una scienza, in effetti nessuna opportunità veniva da lei sprecata per osservare i comportamenti di quei bambini.

Una delle sue osservazioni e deduzioni che ci sono pervenute riguardano il bambino Gottfied K, che ebbe modo di seguire direttamente fin da quando la nonna lo portò alla clinica di Lazar.
Uno dei test di associazioni libere, presentato come un gioco, aveva la regola per cui il ragazzo doveva rispondere ad ogni frase posta chiudendo gli occhi e dire la prima parola gli venisse in mente. Solo parole e non frasi complete.
Gottfried faceva lunghe pause tra una domanda e l'altra perché dentro di se era alla ricerca di “una parola”, scansionando cioè quello che gli veniva in mente per verificare che fosse proprio un sostantivo prima di pronunciarlo ad alta voce, talvolta dimenticandosi anche di chiudere gli occhi.
Il test quindi falliva perché il ragazzo aveva preso alla lettera l'indicazione sul nome, non facendo quindi nessuna libera associazione.
Il punteggio fu molto basso nonostante che il suo impegno era stato maggiore di quello che gli altri bambini impiegavano.

Ma Annie Weiss non prese quel punteggio come indicativo e annotò:
“Non possiamo essere interessati al risultato concreto, per quanto risulti nella media, ma piuttosto alla particolare direzione che ha dato all'esecuzione della prova.
Una volta conosciuti il modo di pensare e di agire del bambino, è impossibile credere che gli sia capitato di imboccare questa direzione per caso. Sappiamo quanto leggi e regole siano importanti per mantenerlo in equilibrio psichico, e pare quindi molto naturale che sia interessato particolarmente ad esse”.

Tutta l'esperienza accumulata nel lavoro svolto a Vienna da Annie e Georg venne quindi “esportata” negli Stati Uniti. Per questo è difficile pensare che a Kanner fosse sconosciuto il lavoro di Hans Asperger, cioè che mai vi fosse stato un riferimento da parte dei suoi colleghi.
Però c'è da dire che nonostante l'influenza che Weiss e Frankl ebbero sul lavoro di Kanner, nei fatti le idee di Asperger si erano andate smorzando per l'indisponibilità del suo testo, scritto in tedesco, lingua all'epoca della Seconda  Guerra Mondiale e nel dopoguerra malvista anche dagli studiosi, cos' il testo è rimasto disponibile per decenni solo in Germania.
Il più importante fattore di questo lungo oblio, secondo Steve Silberman (1), fu lo stesso Kanner, il quale diede un riconoscimento pubblico ad Hans Asperger solo una volta in una sprezzante recensione del libro di un altro psichiatra infantile.

Viene anche detto che Kanner non discuteva le ricerche di Asperger per il fatto che essi studiavano differenti tipo di bambini: “a basso funzionamento” Kanner e “ad alto funzionamento” Asperger.
Ma neanche questo è del tutto vero, in quanto nella pubblicazione di Hans Asperger era evidente che egli aveva osservato più di 200 bambini Autistici a tutti i livelli di abilità.

A parte teorie a favore o contro, quello che si presume è che la conoscenza dell'Autismo ha attraversato l'Atlantico tramite Annie Weiss e Georg Frankl, e che entrambi Kanner ed Asperger hanno beneficiato delle loro intuizioni, soprattutto attribuite a Frankl: vedere l'Autismo come lo conosciamo oggi, anche come concetto di Spettro della condizione.
Frankl fece quindi da traino per entrambi gli studiosi rimanendo però sconosciuto ai più fino ai nostri tempi, in quanto pubblicò molto poco.

La collaborazione tra Kanner e Frank fu tale che per due anni tennero insieme dei seminari chiamati “giornate di consulto psichiatrico” nelle città dove avevano sede associazioni quale la “Children's Aid Society”, e in cui sottoponevano dei bambini alla loro valutazione davanti al pubblico composto dai genitori.
Annie intanto seguiva i seminari di Meyer ritenendoli più illuminanti di qualsiasi altra cosa avesse fatto dopo aver lasciato l'Austria, infatti di Meyer viene detto che la sua visione era "di grande apertura", proprio l'approccio che Annie aveva visto utilizzare da Lazar nella sua clinica a Venna, e da lei stessa usato.

1) Steve Silberman, “Neurotribù”
mandragola77SophiaGrizliwolfgang
Post edited by riot on

Commenti

  • SophiaSophia SymbolModeratore
    modificato March 2017 Pubblicazioni: 5,889
    @riot trovo interessante questo tuo thread che mette in rilievo due delle più importanti collaborazioni tra gli attori di questo excursus storico inerente l'autismo.

    Il lavoro dei due diagnosti di Asperger - che come hai scritto lavorarono con Kanner in America dopo essersi trasferiti per problemi legati al nazismo e alla questione ebraica - è stato a lungo taciuto per motivi di sicurezza, come accadde anche per molti altri (collaboratori di Bettelheim).

    Uno dei meriti di Frankl e Weiss è stato quello di non essersi fermati al QI e di aver capito una cosa essenziale, ovvero il "funzionamento altro" dei loro pazienti. Nonostante i test svolti sui loro pazienti non presentassero spesso risultati eclatanti e non rivelassero un'intelligenza elevata, tuttavia essi riuscirono a guardare oltre il semplice risultato.

    In effetti alcuni test non evidenziavano un'intelligenza elevata non perché questa non fosse presente, ma perché la presenza di caratteristiche cognitive particolari non permetteva in alcuni casi di valutarla.

    Ma soprattutto un'altra cosa che i due diagnosti evidenziarono insieme ad Asperger fu che i loro piccoli pazienti spesso presentavano test discutibili perché gli stessi pazienti non comprendevano il senso per cui dovevano eseguirli.

    A cosa poteva servire in effetti svolgere lunghe sequenze di esercizi senza che vi fosse una motivazione adeguata corrispondente alla pratica da svolgere?

    Questa è la domanda che spesso bambini e adolescenti nello spettro si chiedono e che troppo frequentemente non emerge come elemento essenziale in fase di diagnosi.

    Spesso bambini/ragazzi e adulti Asperger possono essere poco collaborativi nell'esecuzione di test o nell'approccio diagnostico, perché ritengono inutili e privi di attrattiva e di senso gli interventi proposti. Il problema è che nei pazienti passivo/assertivi questo elemento può rimanene in ombra poiché non viene espresso verbalmente.

    Come disse Asperger ciò che bisogna osservare non è certamente il risultato ma il modo in cui il paziente esegue dei compiti assegnati, il suo ragionamento ed il modo peculiare di pensare e di raggiungere un risultato, e non il risultato solamente.

    Oggi infatti sappiamo che la presenza di un profilo cognitivo disomogeneo con pensiero arborescente, attenzione particolare ai dettagli, rigidità e inflessibilita cognitiva spesso non permette di spostare velocemente l'attenzione da una cosa all'altra, enficiando i test.

    Chi avrà la capacità di osservare i pazienti andando oltre i punteggi, sicuramente riuscirà ad arrivare ad una diagnosi corretta e a mettere in atto interventi capaci di produrre risultati importanti; risultati a cui spesso si arriva rendendo il contesto, gli strumenti educativi e la modalita comunicativa consoni al profilo cognitivo tipico dello Spettro autistico lieve/Asperger.
    GrizliMikiriotMononokeHime
    Post edited by Sophia on
    "Nulla esiste finché non ha un nome".
    Lorna Wing
  • GrizliGrizli Veterano
    Pubblicazioni: 288
    Grazie @riot e @lollina, utilissimo
    SophiaMikiriot
Accedi oppure Registrati per commentare.
Dona il 5x1000 a Spazio Asperger ONLUS. Codice Fiscale: 97690370586
Un pizzico di autismo? Ma quale? Aiutaci a scoprirlo con la ricerca online