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Quali sono le vostre sfide più ansiogene e paralizzanti?

Icaro89Icaro89 Colonna
modificato 14 May in Esplorare i sentimenti
Quali sono, fra i vari "doveri sociali", cioè le varie attività umane obbligatorie da cui non ci si può sottrarre, quelle che più vi destano sensazioni di ansia, stress, senso di incapacità e blocco decisionale? Avete elaborato dei modi di affrontarle in maniera "sostenibile" oppure ci state ancora combattendo?

Inizio io: 

- cercare lavoro (spulciare le offerte, candidarsi, parlare di se stessi, sperare di aver capito le mansioni da svolgere, sperare di non fare brutta figura nel candidarsi):
 è una fra le attività più ansiogene e paralizzanti in assoluto, perché entrano in gioco la promozione di se stessi, l'intraprendenza e la flessibilità estrema, e per uno come me con pessima autostima, scarsa consapevolezza delle proprie capacità e dei propri limiti, vergogna e difficoltà di affrontare i fallimenti, richiede uno stress elevatissimo per essere affrontata (devo proprio fingere di essere normale).

- fare acquisti (andare al supermercato, districarsi fra la folla e gli scaffali, andare nei negozi coi commessi che ti stanno col fiato sul collo):
è un'altra attività che detesto, non perché non sia piacevole comprare nuove cose, ma perché sono costantemente torturato dall'indecisione di fronte a due prodotti abbastanza intercambiabili, e dal senso di colpa per il fatto di spendere soldi (perfino per le cose necessarie...!).

- occuparsi delle burocrazie (andare in banca o in posta, effettuare pagamenti dal vivo o anche online, tener traccia di ricevute e scontrini, tenere d'occhio le scadenze, riordinare mav, bollettini, modelli fiscali ecc):
mi suscita molta ansia anticipatoria, perché in realtà a me piace l'ordine ma quando inizio sento che devo andare fino in fondo, senza lasciare cose in sospeso, e non riesco più a pensare ad altro per via del mio monotasking conclamato.



Beh, come si può vedere, finora non ho sviluppato nessuna particolare coping skill per affrontarle, sono solo riuscito a provare un po' meno ansia cercando di essere un po' più estroverso ed empatico con gli altri e cercando di diminuire forzatamente il mio (decisamente ridicolo) perfezionismo... ma non funziona granché.

Ora tocca a voi.
SheldonValeymkupEireneLudoEstherDonnellymaxwax67lollinaKrigerinnemandragola77SoleDingo
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Commenti

  • pokepoke Neofita
    Pubblicazioni: 1,133
    Riuscire ad avere una relazione (amicizia/sentimentale) stabile.
    Quando mi relaziono, all'aumentare della conoscenza qualcosa si blocca.
    Non riesco ad arrivare a quel coinvolgimento che trasforma una conoscenza in amicizia.
    Quindi comincio a mal tollerare le confidenze, le chiacchiere. Mi irriidisco, ed entro in conflitto con me stessa.
    Sento che la persona vuole essermi amica, che rimane deluso dalla mia scarsa interazione, ma io arrivo al punto che non so' più cosa fare o dire.
    Non riesco ad entrare in quella dinamica relazionale ritmica.
    È sufficiente un imprevisto o una deroga, a farmi saltare i nervi.
    Ecco, quello che mi blocca è quando le persone diventano "sorprendenti". Mutano il loro comportamento, diventano confidenziali. Ed ho paura.
    Credo di desiderare quasi quanto temo, di essere amica.
    Questo mi accade sul lavoro.
    Inizialmente mi integro facilmente. Ma con il tempo, inizio a ritirarmi/irrigidirmi.
    Divento anche un po' ostile. Ed evitante.

    Questo per me rappresenta la mia sfida.

    La.burocrazia.... enorme problema. Sopratutto in considerazione del mio lavoro.
    Quello che mi destabilizza sono le procedure non chiare e non sequenziali. Vado in tilt come un navigatore che ha perso il segnale.
    Nella vita privata, mi faccio aiutare dal mio ex.

    Sul lavoro ho imparato tramite un collega, a chiedere.
    Questo è stato una delle fatiche più GRANDI!!!
    Essendo un impiego prevalentemente relazionare, chiedere è essenziale. Ma per me difficilissimo.
    Quel collega mi ha insegnato (osservandolo) quanto sia importante, iniziare con delle sciocchezze.. della serie : hey ma hai la febbre? Com'è il tempo da voi? Ecc.. e poi alla fine chiedere aiuto.
    Resta una sfida, solo il pensarci mi fa mancare il fiato.

    Poi, abbiamo dover parlare con i prof dei figli, ma generalmente delego al padre.

    Andare dal medico.

    In genere le situazioni in cui bisogna relazionarsi, acquisire velocemente a voce le informazioni, mi creano difficoltà.
    Risolvo cercando di documentarmi in forma cartacea. E si!, se leggo su un foglio di carta memorizzo. Il monitor mi crea uno stato di distrazione.
    KrigerinneWhoamiMikilollinaIcaro89EowynSoleSheldonAmelie
  • AspieSveAspieSve Veterano
    Pubblicazioni: 112
    Icaro89 ha detto:

    Quali sono, fra i vari "doveri sociali", cioè le varie attività umane obbligatorie da cui non ci si può sottrarre, quelle che più vi destano sensazioni di ansia, stress, senso di incapacità e blocco decisionale? Avete elaborato dei modi di affrontarle in maniera "sostenibile" oppure ci state ancora combattendo?


    Inizio io: 

    - cercare lavoro (spulciare le offerte, candidarsi, parlare di se stessi, sperare di aver capito le mansioni da svolgere, sperare di non fare brutta figura nel candidarsi):
     è una fra le attività più ansiogene e paralizzanti in assoluto, perché entrano in gioco la promozione di se stessi, l'intraprendenza e la flessibilità estrema, e per uno come me con pessima autostima, scarsa consapevolezza delle proprie capacità e dei propri limiti, vergogna e difficoltà di affrontare i fallimenti, richiede uno stress elevatissimo per essere affrontata (devo proprio fingere di essere normale).

    - fare acquisti (andare al supermercato, districarsi fra la folla e gli scaffali, andare nei negozi coi commessi che ti stanno col fiato sul collo):
    è un'altra attività che detesto, non perché non sia piacevole comprare nuove cose, ma perché sono costantemente torturato dall'indecisione di fronte a due prodotti abbastanza intercambiabili, e dal senso di colpa per il fatto di spendere soldi (perfino per le cose necessarie...!).

    - occuparsi delle burocrazie (andare in banca o in posta, effettuare pagamenti dal vivo o anche online, tener traccia di ricevute e scontrini, tenere d'occhio le scadenze, riordinare mav, bollettini, modelli fiscali ecc):
    mi suscita molta ansia anticipatoria, perché in realtà a me piace l'ordine ma quando inizio sento che devo andare fino in fondo, senza lasciare cose in sospeso, e non riesco più a pensare ad altro per via del mio monotasking conclamato.



    Non ci posso credere!!! Hai elencato le tre cose che mi creano più scompenso nella vita!!! A queste posso solo aggiungere il dover rispondere al telefono (cosa che se fosse per me non farei MAI)...
    Racconto questa cosa che ho cominciato a fare da poco. Da quando sono adolescente mi taglio i capelli da solo. Ci sono state delle rarissime eccezioni in questi decenni, ma sempre in situazioni "protette" (una mia amica in casa sua e una mia ex). Ad Ottobre ho deciso di sbloccare questa cosa. E di andare dal barbiere!!! Le ultime volte praticamente portavo ancora i calzoncini corti e la poltrona era a forma di cavallo...
    Va bene, decido di andare. Ovviamente non so da dove iniziare. Faccio il giro del quartiere con l'applicazione mappe per cercare attività vicino a me. Ci passo davanti, lanciando occhiate, per decidere in quei pochi secondi se posso fidarmi, se il locale mi piace, che effetto mi fanno le persone che ci lavorano. Sembro un maniaco visto da fuori. Il primo giorno non riesco ad entrare in nessun negozio. Torno a casa con un senso di sconfitta. Il giorno dopo chiamo direttamente un barbiere dietro casa mia e fisso l'appuntamento per il pomeriggio stesso. Ansia a secchiate. Ci sono delle cose che ovviamente mi preoccuno molto. Comincio dalla prima. Dopo aver aspettato il mio turno (neanche dovessi sostenere un'interrogazione) la tizia mi dice di seguirla. Mi fa accomodare su una poltrona con il lavandino per lavarmi i capelli. Mi siedo...abbasso la testa e lei.....mi tocca la testa!!! Se fossi stato su una sedia elettrica avrei avvertito meno scariche! Avrei voluto rilassarmi ma non ci sono riuscito. Ero tesissimo. Passo alla poltrona del taglio dove mi aspetta un ragazzo. Gli dico come voglio il taglio e aggiungo: ti avviso, mi taglio i capelli da solo da oltre venti anni. Hai una grandissima responsabilità. Da quello che farai deciderò se tornare o se continuare a farlo da solo. L'ultima cosa che mi preoccupava riguardava il livello sociale. Dal barbiere la gente parla!!! E si parla di cose da uomini: calcio, donne, macchine! Io non ho argomenti e soprattutto non mi va di parlare e non mi va nemmeno di ascoltare. La situazione è già delicata così... E, con mia grande meraviglia, in quella bottega i due barbieri lavorano quasi in religioso silenzio, preferendo un sottofondo musicale (anche molto grazioso) alle chiacchiere da solotto.

    Comunque tutte queste cose che mi creano ansia e difficoltà le vivo meglio se riesco a pianificarle. Mi aiutano tantissimo liste, schemi, bigliettini, obiettivi....
    SheldonIcaro89
  • DingoDingo Veterano
    Pubblicazioni: 528
    - Chiedere perdono o interagire con qualcuno per fare una richiesta quando non me la sento o sono dentro la mia "bolla".
    - Fare acquisti
    - Alcuni aspetti del mio lavoro
    - Scadenze
    - Burocrazia con effetti sulla mia situazione economica (acquisti dal vivo e online significativi)
  • LifeIsLifeIs Veterano Pro
    modificato 6 May Pubblicazioni: 746
    - Fare acquisti, specialmente in negozi piccoli, dove le commesse vengono a disturbarmi mentre io vorrei solo essere lasciato in pace mentre guardo i vestiti, la maggior parte delle volte evito proprio di entrare


    - Al lavoro, quando posso cerco sempre di fare le cose col perfezionismo e l'ordine a cui sono abituato, ma spesso mi viene una grande ansia, perché ci metto del tempo e mi vengono in mente tutte le volte che sono stato rimproverato per aver anteposto il mio perfezionismo alle esigenze dell'azienda

    Il problema è che se non faccio le cose con ordine si crea in me un vero conflitto interiore che mi priva delle mie energie


    - In generale, ogni volta che vorrei forzarmi a superare, per dovere, le mie ansie sociali, cerco di immaginare centinaia di volte la situazione, poi nel momento di agire, il battito cardiaco sale a dismisura e inizio a sudare, fino a rimanere praticamente paralizzato

    marco3882Eowyn
    Post edited by LifeIs on
    Ciò che scrivo non è mai una verità assoluta, ma solo quella che è la mia opinione personale al momento della stesura.
    Per comodità e per facilitare la lettura, potrei scrivere generalizzando e ponendo le mie idee come certezze, non lo sono.
  • Piu82Piu82 Veterano Pro
    Pubblicazioni: 942
    Leggendovi mi rendo conto di quanti infiniti passi avanti io sia riuscita a fare negli anni e sono veramente stupefatta e orgogliosa. Alcune delle situazioni che ancora mi provocano grande ansia e mi paralizzano:
    1.conoscere persone nuove; in realtà mi risulta molto più facile ritrovarmici per caso ad interagire, perché per lo più ho imparato a piacere con la simpatia o anche presentandomi ben vestita e questo aumenta la mia autostima e quindi mi rasserena (in passato era una tragedia!) ; invece, sapere già da giorni che nel mio ristretto gruppo di amici in una determinata sera ci saranno anche alcuni "intrusi" mi crea agitazione e in alcuni rari casi mi capita ancora di declinare inviti per questo (ovviamente invento una scusa)
    2. Raggiungere posti nuovi in auto. Panico più totale. Studio mentalmente il tragitto e sto male fino all'arrivo. Però oggi esiste uno strumento utilissimo che trovo sia una benedizione: il navigatore sul cellulare!
    3. I cambiamenti di programma: mi creano un loop mentale indicibile e se sono tra amici è faticosissimo nascondere il disappunto eccessivo.

    Ad ogni modo, i cambiamenti in genere mi fanno impallare, ma ho fatto questa riflessione: non ho idea se davvero io sia asperger (martedì il mio medico mi fornirà il nome di uno specialista a cui rivolgermi), ma, ipotizzando che io lo sia, se avessi saputo prima che alcune di queste mie modalità di interagire sono senza dubbio suscettibili di miglioramento ma di fatto immodoficabili, le avrei affrontate con la stessa caparbietà che adesso a posteriori mi rendo conto di aver avuto? Avrei avuto la stessa immensa determinazione nel voler essere come gli altri? O mi sarei un po' "adagiata" e avrei forse preteso un maggiore adattamento da parte degli altri (la mia testardaggine e anche un po' arroganza è ben nota a chi mi conosce bene). Forse avrei sofferto meno ma...avrei imparato meno? Chissà?
    Libellula
  • LifeIsLifeIs Veterano Pro
    modificato 6 May Pubblicazioni: 746
    Piu82 ha detto:


    Ad ogni modo, i cambiamenti in genere mi fanno impallare, ma ho fatto questa riflessione: non ho idea se davvero io sia asperger (martedì il mio medico mi fornirà il nome di uno specialista a cui rivolgermi), ma, ipotizzando che io lo sia, se avessi saputo prima che alcune di queste mie modalità di interagire sono senza dubbio suscettibili di miglioramento ma di fatto immodoficabili, le avrei affrontate con la stessa caparbietà che adesso a posteriori mi rendo conto di aver avuto? Avrei avuto la stessa immensa determinazione nel voler essere come gli altri? O mi sarei un po' "adagiata" e avrei forse preteso un maggiore adattamento da parte degli altri (la mia testardaggine e anche un po' arroganza è ben nota a chi mi conosce bene). Forse avrei sofferto meno ma...avrei imparato meno? Chissà?


    Anche io ho fatto spesso questa riflessione nelle ultime settimane(è da poco che ho scoperto questa sindrome e sospetto di essere Asperger), non ho fatto i tuoi grandi passi avanti dal punto di vista delle relazioni sociali, ma li ho fatti in altre direzioni e sicuramente crescere senza avere la minima idea di cosa avessi, sentendomi sbagliato, mi ha fatto diventare molto diverso da come sarei stato sapendolo, e sono convinto che sia così anche per te. Alla fine mi sono accettato.

    Ho aperto una discussione per raccontare la mia storia, per capire se potrei essere Asperger, ti va di darmi la tua opinione, dirmi se ti riconosci in essa?
    Post edited by LifeIs on
    Ciò che scrivo non è mai una verità assoluta, ma solo quella che è la mia opinione personale al momento della stesura.
    Per comodità e per facilitare la lettura, potrei scrivere generalizzando e ponendo le mie idee come certezze, non lo sono.
  • nebelnebel Veterano
    Pubblicazioni: 199
    diversi punti sono in comune con i vostri.

    - socializzare a lavoro: non riesco nemmeno a percepirlo come un obbligo. in quell'ambiente siamo in due, lei ha provato diverse volte a infiltrarsi tra le mie resistenze, chiedendomi punti di vista personali e addirittura domande come "ma tu sei serena?", tutti approcci che mi hanno congelata, che non ho saputo affrontare. a me viene naturale rimanere in silenzio, non mi rendo nemmeno conto di quanto tempo passo senza rivolgerle la parola, e quando capita è sempre qualcosa di carattere prettamente lavorativo. e poi non riesco a parlare e lavorare in contemporanea. il mio ragazzo a tal proposito ha commentato "parlale, la stai sicuramente facendo impazzire!"

    - burocrazia: compilare scartoffie e moduli online di cui non capisco assolutamente niente e non comprendo l'utilità, in questo caso lo stress deriva proprio dal non potersi tirare indietro.

    - fare acquisti: se sono troppo piccoli non entro mai, quando si tratta di rapporti più diretti (la cassa al supermercato o in farmacia) fino a poco tempo fa ho sempre evitato di tornare nello stesso posto per più di due volte, così da dare tempo ai commessi di dimenticarsi di me.

    - iniziare una conversazione: se non è strettamente necessario non lo faccio mai, ma ci sono casi (tipo in terapia) in cui la prima parola la ho quasi sempre io, e accade che nei pensieri inizio dieci conversazioni diverse, con tanto di risposta altrui, ma passa il tempo e ancora non ho aperto bocca. da qui collego il punto successivo, ovvero

    - chiedere: questo è lo sforzo più grande in assoluto, talmente grande che non lo affronto praticamente mai. non sono capace nemmeno di chiedere informazioni che mi spettano di diritto. presumo mi faccia paura un possibile rifiuto, ma anche laddove avrei garanzia di ottenere ciò che mi serve l'ansia è la medesima. nemmeno domande frivole. ringrazio @poke per averne parlato, mi sento del tutto incompresa in questo e sapere che non sono l'unica mi scalda un po'.

    - telefonare e ricevere telefonate: è qualcosa di insostenibile, sono capace soltanto con mia madre. quando si tratta di prenotare un posto, prendere un appuntamento o simili, faccio sempre tutto di persona, dovessi pure viaggiare per un'ora in treno. ci sono stati però casi in cui questo è stato un problema, ad esempio ogni volta che dopo un esame medico la persona in questione mi lasciava il suo numero dicendomi "chiamami per fammi sapere come va", che automaticamente si traduceva con un addio.
  • LifeIsLifeIs Veterano Pro
    modificato 8 May Pubblicazioni: 746
    Aggiungerei la sala d'attesa dal medico, 2 ore di attesa in silenzio sentendomi addosso lo sguardo della gente, senza sapere dove guardare, poi non sono affatto una persona paziente.
    Ho finito per andare dal medico solo dietro appuntamento, però c'è il problema dell'ansia al telefono! Così rimando le visite di cui avrei bisogno anche per 1 anno o più
    LandauerLibellulamarco3882PinkPepper
    Post edited by LifeIs on
    Ciò che scrivo non è mai una verità assoluta, ma solo quella che è la mia opinione personale al momento della stesura.
    Per comodità e per facilitare la lettura, potrei scrivere generalizzando e ponendo le mie idee come certezze, non lo sono.
  • EowynEowyn Veterano Pro
    Pubblicazioni: 275
    Le cose più paralizzanti che mi vengono in mente in questo momento sono:
    - le telefonate
    - chiedere (specialmente aiuto)
    - cercare di spiegarmi con i medici (ho sempre la sensazione che le mie parole appaiano artificiose o di non essere presa in considerazione o di dare l'impressione di forzare il giudizio nell'una o nell'altra direzione).
    Ci sono situazioni in cui, pur rendendomi conto dell'irrazionalità e dei potenziali problemi che ne possono derivare, non riesco proprio a funzionare. E anche io piuttosto faccio chilometri e perdo mezze giornate pur di evitare di fare cose per telefono. Piuttosto scrivo.
    Libellula
  • LibellulaLibellula Andato
    Pubblicazioni: 697
    Mia figlia che vi garantisco non è timida - Con le persone che conosce bene diventa un uragano - ha le seguenti ansie:
    -prendere l'autobus
    -parlare con persone che non conosce
    -passare davanti a gruppi di persone
    -parlare al telefono (mi ricordo che le chiedevo di telefonare e ordinare le pizze da asporto, ma niente per lei è un'impresa impossibile)
    -andare a feste 
    -andare dal dentista
    -andare dalla parruchiera
    -parlare ai commessi dei negozi

    Stasera ha deciso all'ultimo momento di farsi forza ed è andata alla festa della scuola in discoteca!!!! Fra poco vado a riprenderla. Era agitatissima ma mi ha chiaramente detto che le paure vanno affrontate altrimenti si diventa succubi di tutto e non vivi! Speriamo bene! Ma la sto vedendo veramente che sta facendo dei grandi passi in avanti senza perdere le sue peculiarità


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