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Come si fa a piacere a qualcuno?

Per "gli altri" (e non intendo gli NT in particolare, ma proprio in generale tutte le persone che non sono me 8-| ) prima o poi succede.
Prima o poi conoscono qualcuno (come? dove??), c'è attrazione reciproca (che diavolo è, poi, l'attrazione?), si piacciono, si crea un'intesa/vicinanza fisica ed emotiva, e inizia una relazione.
Ma come si fa? Qual è la "procedura" da seguire perché funzioni? Perché essere carine e simpatiche, ho visto, non basta affatto.
Come si fa a suscitare in un'altra persona quel "qualcosa di più"?
Qualcuno mi illumini.
Whoamiamigdalavera68CharadeWBorg_Andato
Oh, how I wish
for soothing rain
all I wish is to dream again

Commenti

  • PavelyPavely Andato
    Pubblicazioni: 3,350
    Interrogati sul rapporti con i tuoi famigliari, @TormalinaNera

    Prima di capire perché piacciamo chiediti: "Sono amato dalla mia famiglia e io la amo?".

    Sono a t t r a t t a dalla mia famiglia e la mia famiglia è a t t r a t t a da me?

    Essenzialmente, la risposta è li. E devi guardarci.

    Soprattutto: se noti che la tua famiglia è d i s g r e g a t a (se lo è) chiediti. "Perché?". Se la tua famiglia è u n i t a chiediti: "Perché?".

    §

    Per suscitare attrazione il meccanismo è semplice.

    Tratta la persone come se fossero parte della tua famiglia.

    Non devi essere "simpatica o carina" o altro. Tratta le persone come tratteresti tuo fratello o tua sorella. Né più, né meno.

    Se inizi a comportarti così, l'altra persona comincerà a trattarti - a sua volta - come una sorella. Quindi: quando ti accorgi che questa cosa è nata, osa. Né più, né meno.

    §

    I più grandi "seduttori" sono persone normalissime, che trattano le persone come "pari", che si trovano a loro agio con loro come si trovano a loro agio in famiglia.
    Non immaginare che facciano cose "straordinarie" o usino trucchi "mirabolanti". Semplicemente, trattano TUTTI come se fossero un fratello o una sorella o cugini. Un seduttore non chiede nulla di specifico. In lui non c'è differenza tra "altri" e "famigliari". TUTTI sono fratelli e TUTTE sono sorelle. Fine.

    Se inizi a trattare le persone così, le persone si innamorano e si sentono a loro agio.

    §

    L'atto seduttivo avviene DOPO e, nei fatti, scatta in modo quasi automatico.

    Inizia a trattare le persone come p a r i.

    Poi, inizia a trattarle come se fossero parte della tua famiglia.

    Infine, osa.

    §

    Credimi: non c'è altro da capire.

    L'unica difficoltà si genera solo quando la persona che ci piace è vista come qualcuno che non è parte della NOSTRA famiglia. Quando si fa ESTRANEO o, peggio che mai, quando si crea un rapporto formale. (Posso? Devo?).

    Ti faccio un esempio: con un tuo ipotetico fratello, tu chiedi il p e r m e s s o di fare qualcosa? O dici semplicemente: "Annamo... annamo a magnà fori, va... viè a casa mia che c'è 'sto programma che ce piace tanto"... e così via.

    I migliori appuntamenti sono quelli in cui fai quello che faresti con un fratello o una sorella.

    ...

    Credimi: non c'è altro da capire.


    TormalinaNeraWhoamiKaliamandragola77GecoMononokeHimeWendyamigdalaTegretolRemiNoreCharade
  • Mich1992Mich1992 Membro
    Pubblicazioni: 37
    Mi rispecchio molto in questi tuoi dubbi
  • Mich1992Mich1992 Membro
    Pubblicazioni: 37
    Mi rispecchio molto in questi tuoi dubbi! Se negli ultimi due anni hai trovato una risposta degna, illumina anche me @TormalinaNera ti prego!
    vera68TormalinaNera
  • vera68vera68 Colonna
    Pubblicazioni: 1,227
    Credo che questa sia stata LA domanda a cui ho cercato di rispondere da quando, credo avessi 7/8 anni, mia zia mi sbattè in faccia il "manuale delle giovani marmotte" alla pagina "come fare per diventare....simpatici" e mi disse che dovevo leggerlo. Ricordo tutto di quel momento: il suo disprezzo ha fermato il tempo.

    Ho sempre avuto difficoltà di relazione, già fin dell'asilo, di cui ricordo solo l'armadietto, il grembiule a quadretti gialli e una tempesta di vento che ha fatto volare del cartone nel giardino.
    Alle elementari 2 amici soltanto, solo due persone con cui fosse possibile una intimità: il resto solo individui incomprensibili.

    Mia madre mi ingozzava di interessi ed esperienze, che io seguivo volentieri e che mi piacevao, ma che forse hanno accentuato un divario tra me e i coetanei. Ho usato proprio questo termine "ingozzare" perché a volte mi sarei persa in attività più futili ma forse più adatti all'età e invece a volte mi sono sentita messa in croce per questo, come se perdessi (o lei perdesse) del tempo prezioso per emanciparmi il cervello.
    (Sia ben inteso che apprezzo gli sforzi fatti, ma forse la possibilità di fare la bambina ogni tanto mi avrebbe dato il modo di prendermi autonomamente delle misure e dei punti di vista). Soltanto una questione di misura, il troppo che "stroppa"

    Io credo che con quel gesto mia zia mi abbia passato un messaggio: se sei sola è colpa tua.
    Poi io ho fatto un altro passaggio:
    Mi sento sola perché mi impediscono di fare ciò che i miei coetanei fanno (ca**eggiare)
    e la mia conclusione:
    Quindi la colpa è di questo "ingozzamento di attivita culturali" di chi me la propina.
    Peccato che molte cose mi piacessero e le trovassi interessanti davvero, ma evidentemente non riuscivo a comprendere che fosse solo una questione di misura, che entrambe le cose potessero essere buone, nelle giuste misure.
    Ecco io vedo in questo passaggio,( proprio del pensiero dicotominco: tutto buono o tutto cattivo) l'inizio di un autoboicottamento senza uscita.
    Ho cominciato a rifiutare e a odiare i miei stessi interessi, dai quali però ero attratta
    E poi questo messaggio di sottofondo: se sei sola è solo colpa tua.
    Io mi sono profondamente odiata.
    Di sicuro non si può piacere e nessuno se non piaci neanche a te stesso.
    mammarosannaEliagioFenice2016SophiaamigdalaNemodaddo
  • TormalinaNeraTormalinaNera Colonna
    modificato 23 April Pubblicazioni: 1,216
    @Mich1992 figurati che non ricordavo nemmeno di aver scritto questo post :D
    Vista la data, a occhio e croce l'ho scritto dopo aver chiuso una relazione di 4 anni. Ero disorientata, non sapevo come avrei fatto a trovare una persona nuova.

    In questi 2 anni devo dire che ho notato che se sono me stessa, o meglio la miglior versione di me stessa, piaccio. Certo, poi bisogna vedere a chi. Ho collezionato un bel po' di storielle e frequentazioni che più sbagliate non potevano essere. Non basta piacere, bisogna anche saper attrarre le persone giuste.

    Come diceva @Pavely, consideriamo i rapporti familiari, aggiungo io, specie con i nostri genitori durante l'infanzia: spesso dicono molto su qual è la nostra modalità di attaccamento in età adulta.
    vera68
    Post edited by TormalinaNera on
    Oh, how I wish
    for soothing rain
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