Vota Spazio Asperger ONLUS per supportare i nostri progetti
Spazio Asperger è attivo anche su Facebook.

Per raggiungere la nostra pagina con gli argomenti più discussi del giorno, news e immagini cercate "spazioasperger.it"

Per un gruppo indirizzato a ricerca e terapia cercate "Ricerca e terapia nello Spettro Autistico"

Il Mio Decorso Scolastico E La Non Socializzazione, La Creazione Di Maschere

Post tedioso, scuse anticipate. 

Molte volte mi sono soffermata a pensare al decorso dei miei
anni all’asilo, elementari, medie ecc…

Non riesco a ritrovare quasi alcun ricordo felice con
un’altra persona.


All’asilo per quanto riesco a ricordarlo preferivo sempre giocare sola a
qualsiasi gioco, c’era un castello giocattolo dove sognavo ad occhi aperti, ma
appena qualcuno provava a giocare con me era come se mi “interrompesse”. Oppure
vedevo gli altri giocare, ma non riuscivo a inserirmi. Solo questi ricordi ho
vividi e di come fosse fatto l’asilo in ogni minimo dettaglio. Mi ricordo anche
i disegnini che ci mettevano sul gancino appendi-grembiuli per farcelo
riconoscere, le piastrelle, come era fatta la mia aula…ma non i compagni.

 Alle elementari ero in una classe dopo il primo anno mi hanno
cambiato sezione perché “avevo problemi in quella sezione” (spiegato da mia
madre io non ricordo neanche i miei compagni di quell’anno).

Dalla seconda in poi mia madre fu chiamata più volte perché
disturbavo la lezione passeggiando per l’aula mia madre se lo ricorda ancora:
<<mi hanno chiamato dicendomi: sua figlia non ha problemi di
apprendimento però disturba la lezione e gli altri bambini girovagando per la
classe e sembra assorta nei suoi pensieri>>


Non ho ricordi anche di amicizie neanche alle elementari, vedevo tutti gli
altri avere “migliori amici” e io ad avere solo compagni.

All’esame delle elementari portai il cuore e l’apparato circolatorio. Mi
interessava molto, mi piaceva guardare tutte le cassette di “esplorando il
corpo umano” e leggere l’enciclopedia medica del nonno. Sognavo di fare o il
medico (quello che visita i morti dicevo) o quello che li seppellisce.

Mi ricordo benissimo invece del giardino della scuola, tutti i particolari.
Tornavo a casa mi mettevo in camera dei mie ad ascoltare le mie canzoni,
isolata e sognante ad occhi aperti. Era il mio placebo.

 Alle medie non riuscivo ad integrarmi, eppure non ero neanche
così sgradevole come persona ero pacata, tranquilla. Dicevano ero troppo
taciturna, non riuscivo mai a ridere alle loro battute (non riuscivo veramente
a ridere non comprendevo cosa ci trovassero di così tanto bello) Ho iniziato a
copiare quello che facevano le mie compagne “più ammirate” eppure per me non
aveva senso stare dietro al cantante del momento, avere il telefonino ecc… Mi
piaceva di più suonare il flauto (abilità che purtroppo ho perso), ascoltare le
spiegazioni di anatomia a scienze quelle erano le mie lezioni preferite e a
tecnica quelle sulle centrali e sull’energia. Ero sempre colei che alle lezioni
alzava le mani e che rispondeva e ciò mi allontanava ancora di più. Ovviamente
ero un disastro in disegno e ai temi di italiano. Avevo grosse difficoltà di
espressioni. Nei temi mi scrivevano sempre: discorsi sconnessi, ma per me
avevano una logica. Anche li tornavo a casa mi chiudevo in camera dei miei
ascoltavo la musica e stavo bene.


Alla scelta delle superiori i miei maestri si stupirono nel fatto che scelsi
ragioneria pensavano avessi scelto uno scientifico per poi accedere a medicina.
Ma li per li pensai che se non fossi stata in grado da uno scientifico non
avrei avuto lavoro e così riluttante scelsi ragioneria.





Dalla seconda superiore ho provato a cambiare trend e a diventare una di quelle
più considerate della classe, facevo confusione, giocavo a carte. I miei voti
erano ottimo, ovviamente, in seconda mi bocciarono per condotta.

i professori mi convocarono e dissero: <<ti rendi conto che siamo
costretti a  bocciare una con la media
del 7/8?>>  e io: <<e pensate
che non studio neanche a casa e non vi ho mai portato i compiti fatti>>

Dopo bocciata mi resi conto che non mi interessava
neanche stringere rapporti con i miei compagni, li vedevo sciocchi, le loro
battute non mi stuzzicavano neanche un po’. E stavo sulle mie ascoltando e
osservando, puntualizzando sugli errori altrui. Infatti fino alla 5° son
passata quasi per un fantasma o per insopportabile rompipalle. In gita ero
sempre con i professori, nessuno mi considerava e quando ci lasciavano l’ora
libera andavo invece che nei mall a vedere qualcosa da sola.

Mi rendo conto, a mente un po, più matura che aver buttato 5 anni di superiori
in cui potevo acculturarmi 
gratis, potevo essere tra le migliori un po’ mi fa irritare
se penso ai compiti
  e il test d’esame di
bilancio e analisi di bilancio e scienze bancarie prendevo il massimo studiando
pochissimo mi arrabbio ancora di più forse.


Mi piaceva veramente ragioneria alla fine, mi piaceva contabilità, finanza e
scienze bancarie.

Sono 1/10 di quello che forse potrei essere stata se non fossi voluta passare per
quella che in realtà non ero, ma penso fosse normale per una bambina e un’adolescente
volersi integrare.

Ho fatto passato il test per entrare a medicina, ma alla fine sono diventata
ragioniera. Forse ancora per paura che questa sia l’unica cosa che so fare.

Anche di questo periodo non mi sono rimaste amicizie.



Sto prendendo coscienza solo ora ricordandomi di tutto che ho sempre avuto
difficoltà relazionali, nella mia vita qualcosa che non va c’è, me ne sono
sempre accorta, ma mai sono riuscita a esprimere o spiegarmi cos’era.
<<quel vuoto che spiegarmi non so>> (cit. Nightmare before
christmas film che amo e che ho sempre amato come tutti quelli di Burton). Mi
sono creata negli anni un’infinità di maschere come in “uno, nessuno e
centomila” ho solo incontrato il mio attuale ragazzo che dopo molte difficoltà
mi accetta per quello che sono.  Con lui
non ho maschere, ma sono sicura che forse non mi capisce ancora appieno e non
capisce ancora l’origine delle mie necessità e del mio essere così lo accetta e
basta.
Non mi sento comunque di far conoscere il 100% di me alle persone preferisco
che il controllo della mia vita rimanga solo e soltanto a me.
Non so se dovrei continuare così e ne' cosa fare, soprattutto per il fatto che detesto "chiedere aiuto" e anche lo facessi ho serie difficoltà a fidarmi di qualcuno se non di me stessa.



 
AmelieSirAlphaexaWhoamiEirenesara79LandaueraliaEowyn
Post edited by lollina on

Commenti

  • EinsteinEinstein Veterano
    Pubblicazioni: 268
    Ti capisco perfettamente. Io ho 16 anni e sono sempre stato solo come un cane, invisibile o preso in giro. Che vita. Sarebbe stato meglio non nascere
    Whoami
  • lilianelilithlilianelilith Membro
    modificato 26 April Pubblicazioni: 38
    @Einstein alla tua età soffrivo molto di più la solitudine i periodi della scuola sono i peggio, cercavo di essere accettata, ho studiato per anni gli interessi della gente e benchè non m'importasse niente ho iniziato a fare i soliti discorsi inutili che fanno tutti:"che palle i prof", "che palle il lavoro", "ma hai una maglia nuova?" e così mi sono "integrata", ma oggettivamente: a me piace il mio lavoro, mi interessa poco di cosa mettono gli altri e di come stanno gli altri (a meno che non siano persone a me vicine), odio i discorsi che fanno nella mia compagnia, non suscitano il mio interesse. "Integrata"(per modo di dire per quanto in mia possibilità) , ma non sono felice e comunque mi trovo a pensare che annullare la propria personalità e i propri interessi per integrarsi non sia corretto. Non voglio essere la fotocopia di nessuno.
    Saresti veramente felice ad avere intorno persone interessate al Te che vuoi mostrare? Io preferirei avere intorno persone a cui piaccio per quello che sono non per quello che vogliono vedere. E purtroppo mi rincresce dire che oggi peggio che anni fa si rispetta peggio le differenze, siamo in un mondo standardizzato, omogeneo. A voglia la gente a dire che ascolta e rispetta tutti, così non è.

    EowynWhoamiEinstein
    Post edited by lilianelilith on
  • shymayshymay Neofita
    Pubblicazioni: 22
    Ciao :)
    Io niente asilo, ho cominciato la prima elementare che sapevo giá leggere e scrivere (mia mamma mi ha insegnato a 4 anni e 1/2): mi annoiavo parecchio! avevo scelto un' amica a cui mi ero attaccata tantissimo. Vivevo tutti i rapporti come interazioni 1 a 1. Non ero e non sono brava nelle interazioni di gruppo. I primi due anni delle elementari non conoscevo i giochi organizzati delle bambine e stavo coi maschi che passavano la ricreazione a correre.
    Stavo spesso con la maestra.
    Rileggere le pagelle aiuta a capire le sfumature, come ti vedevano gli altri.
    Mi ricordo bene episodi di bullismo.
    Episodi simili alle medie e alle superiori perchè essendo timida e gentile non rispondevo per le rime.
    Ho vissuto di rendita con l inglese ( imparato in quarta elementare dalla vicina di casa madrelingua) e l italiano perchè leggevo molto.
    Per il resto tanto studio e voti nella media perchè mi prendeva il panico alle interrogazioni. Meglio gli esami scritti.
    Con il passare degli anni mi sono fatta l idea che non avevo imparato come studiare bene ...
    Eowyn
Accedi oppure Registrati per commentare.
Dona il 5x1000 a Spazio Asperger ONLUS. Codice Fiscale: 97690370586