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Temple Grandin: una cura?

wolfgangwolfgang SymbolModeratore
modificato October 2012 in Advocacy e Neurodiversità
Temple Grandin: una cura?
In questa intervista fatta da Alex Plank (Wrong Planet), Temple Grandin dice la sua opinione sull´intervento precoce, l´educazione e la ricerca sul genoma autistico

di Alex Plank

Tradotto da Elettra

Articolo originale: Wrong Planet Interview with Temple Grandin
Temple Grandin spiega la sua visione sull´autismo, l´intervento precoce e la ricerca genetica. Ha senso mantenere i geni autistici nella popolazione? Bisogna intervenire a livello comportamentale?

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Né scusa né accusa. Addestrare le competenze, insegnare valori, e-ducare l'Uomo dalla Bestia. La Natura non è una scusa.
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Commenti

  • MeiMei Veterano
    Pubblicazioni: 548
    L'ho letto e mi è piaciuto molto.

    Devo dire che un estratto di quello postato da @ViolaNotturna nell'altro topic (quello non lasciate che l'autismo definisca chi siete) invece mi ha messo una grande angoscia addosso (io sono incline al senso di colpa perenne, è un mio enorme problema).
    Perché sosteneva che fosse assolutamente da evitare l'uso della TV in bimbi piccoli (mentre io ho usato spesso i cartoni con mio figlio che a 18 mesi si sbafava lungometraggi in inglese senza colpo ferire - con me accanto che commentavo, preciso, non abbandonato a se stesso) e ho fatto la stessa cosa con i giochi al pc (no consolle che controlla lui, ma giochi di sua scelta che io facevo insieme a lui).
    Era prima di sapere che lui fosse ND, ma credo sia una di quelle situazioni paradigmatiche sul forzare la mano all'acquisizione delle abilità sociali in un bimbo ND o assecondare la sua natura incline all'isolarsi dagli altri. Io ho fatto una scelta del secondo tipo, in questo, ma a rischio di avere perso tempo per aiutarlo sul primo versante.
    Si sta recuperando, ma molto a fatica.
  • PiKappaPiKappa Senatore
    Pubblicazioni: 578
    L'ho letto e mi è piaciuto molto.

    Devo dire che un estratto di quello postato da @ViolaNotturna nell'altro topic (quello non lasciate che l'autismo definisca chi siete) invece mi ha messo una grande angoscia addosso (io sono incline al senso di colpa perenne, è un mio enorme problema).
    Perché sosteneva che fosse assolutamente da evitare l'uso della TV in bimbi piccoli (mentre io ho usato spesso i cartoni con mio figlio che a 18 mesi si sbafava lungometraggi in inglese senza colpo ferire - con me accanto che commentavo, preciso, non abbandonato a se stesso) e ho fatto la stessa cosa con i giochi al pc (no consolle che controlla lui, ma giochi di sua scelta che io facevo insieme a lui).
    Era prima di sapere che lui fosse ND, ma credo sia una di quelle situazioni paradigmatiche sul forzare la mano all'acquisizione delle abilità sociali in un bimbo ND o assecondare la sua natura incline all'isolarsi dagli altri. Io ho fatto una scelta del secondo tipo, in questo, ma a rischio di avere perso tempo per aiutarlo sul primo versante.
    Si sta recuperando, ma molto a fatica.
    Non sentirti in colpa Mei. Prima di lavorare sul versante della socialità devi avere dei prerequisiti, altrimenti uno si inibisce dai tentativi a vuoto.
    Anche io spesso ho messo mia figlia davanti alla tv specie da piccola. L'alternativa era lasciarla nella sua oCD di allineare ripetutamente gli oggetti. Non so nemmeno se fosse un OCD od una stereotipia vera e propria, perché faceva piccole file che spostava ripetutamente mantenendo l'ordine da un punto A ad uno B ,poi nuovamente al punto A  e poi B ,di continuo. Non riuscivamo a farla giocare con niente, non sapeva farlo,ne imparava niente.
    Quindi anche se con dispiacere le facevamo vedere molta tv (spesso voleva lo stesso dvd),anche in fondo perché sembrava più adeguata, spesso quando potevo mi sedevo accanto per commentare il film ed etichettare quello che vedeva (speravo di stimolare il linguaggio), solo dopo ho scoperto che è una tecnica dell'RDI e dell'uso del linguaggio dichiarativo, oltre ad essere un primo lavoro sulla condivisione.

    Non credo che per mia figlia sarebbe stato più utile tenerla con la tv spenta, se non con qualcuno che la stimolasse continuamente (ma ciò non è sempre possibile).
    Le abilità sociali non si acquisiscono semplicemente stando insieme agli altri.
  • MeiMei Veterano
    Pubblicazioni: 548
    Questo è vero, @PiKappa.
    Diciamo che nonostante noi abbiamo ricevuto una diagnosi relativamente 'precoce' (aveva quasi 4 anni), mi rendo conto che avrei potuto sfruttare meglio altri anni preziosi se le persone avessero parlato più chiaramente (e forse anche se io fossi stata più pronta a capire cosa mi veniva detto).
    Penso molto, in questo periodo, al fatto che una pediatra del nido avesse individuato qualcosa e me lo avesse detto chiaramente quando lui aveva 15 mesi, ma le avevamo tutti indistintamente dato della demente (incluse le educatrici, che l'anno dopo invece spingevano perché lo facessimo vedere - senza mai usare la parola autismo, che non ho ancora capito per quale motivo è considerata quasi sempre una parolaccia da evitare)
  • PiKappaPiKappa Senatore
    Pubblicazioni: 578
    Rimpianti ne abbiamo tutti. Noi abbiamo avuto la prima diagnosi a 31 mesi, nonostante la prima visita dal NPI fu a circa 20 mesi. Io non conoscevo l'autismo  e non avevo internet, avevo un libro delle garzantine sui bambini che mi aveva portato fuori strada,l'npi all'inizio negò l'autismo, parlava di blocco psicologico, io pensavo entro di me ad un danno cerebrale (avvenuto dopo l'anno), visto che aveva perso ricettivo verbale ed anche visivamente era negatissima.
    Ho scoperto che si trattava di autismo da una serie tv che si occupava di persone scomparse e cercavano un bambino autistico smarrito in gita ad un museo.
    A 31 mesi, quindi ho ricevuto la prima diagnosi ,ma cosa che capitava a tutti i bambini piccoli, in quel centro, mentre a voce ti parlavano di autismo , confermato pure all'ados1, nella diagnosi scrivevano un più generico disturbo della relazione e della comunicazione.E tralascio tutto quello che ci hanno detto e consigliato.
    Nonostante questo noi al tempo iniziammo una dieta che risvegliò mia figlia (migliorata moltissimo in attenzione ed ipersensibilità varie) e questo ci fece perdere tempo sulla riabilitazione, sperando che quella dieta (+ integratori) potesse bastare, quindi continuammo pure per qualche mese con quell'ora di psicomotricità che ci veniva offerta.Solo qualche mese dopo passammo al teacch e quasi contemporaneamente misi il collegamento adsl, con il quale finalmente potemmo accedere ad molte più informazioni e partire con l'aba , quando la bambina aveva già 4 anni e 3 mesi.
    Questo per farti capire che tutti abbiamo rimpianti, ma non dobbiamo farci prendere troppo da quelli e concentrarci sul futuro.Non pensare a quello che non abbiamo fatto , tanto è inutile,ma a ciò che possiamo fare, perché il futuro,almeno in parte, è modificabile.
  • MeiMei Veterano
    Pubblicazioni: 548
    Non pensare a quello che non abbiamo fatto , tanto è inutile,ma a ciò
    che possiamo fare, perché il futuro,almeno in parte, è modificabile.

    Sacrosanto. Siete ancora a dieta? Noi sì. Avevamo un problema di malassorbimento abbastanza evidente (in 2 anni era cresciuto mezzo chilo). A noi ha inizialmente aiutato molto, era visibilmente migliorato anche il contatto oculare. Ma da sola non è per niente sufficiente.
  • PiKappaPiKappa Senatore
    Pubblicazioni: 578
    La dieta è durata 4 anni, finché non ha nuovamente tollerato caseina e glutine. A volte penso che sarebbe meno ansiosa togliendole la caseina e più socievole senza caseina (solo su  esperienze passate),ma non me la sento più di metterla nuovamente a dieta adesso che ha 8 anni. Vero che abbiamo dovuto togliere la caseina qualche mese fa , su consiglio della pediatra, perché soffriva di nausee continue ed ha funzionato un mese senza.
    Comunque ho smesso di pensare che sia utile a tutti. Sarebbe invece importante capire a chi può giovare.
  • ViolettesViolettes Membro
    modificato October 2012 Pubblicazioni: 1,300
    Mi sembra una cavolata, vera solo in parte, la storia dei geni autistici, quindi Steve Jobs era un autistico? Non credo che la tecnologia sia stata frutto di menti autistiche, tranne casi eccezionali.
    E non credo che chi ha scoperto il fuoco nell'era primitiva era un autistico. Stessa cosa con la lancia.


    Post edited by Violettes on
    Nascere a mani vuote,
    morire a mani vuote.
    Ho contemplato la vita nella sua pienezza,
    a mani vuote.
    (Marlo Morgan)

    Solo dopo che l'ultimo albero sarà stato abbattuto.
    Solo dopo che l'ultimo fiume sarà stato avvelenato.
    Solo dopo che l'ultimo pesce sarà stato catturato.
    Soltanto allora scoprirai che il denaro non si mangia.
    (Profezia degli indiani Cree)
  • Andato34Andato34 SymbolAndato
    Pubblicazioni: 4,027
    Mi sembra una cavolata, vera solo in parte, la storia dei geni autistici, quindi Steve Jobs era un autistico? Non credo che la tecnologia sia stata frutto di menti autistiche, tranne casi eccezionali.
    E non credo che chi ha scoperto il fuoco nell'era primitiva era un autistico. Stessa cosa con la lancia.



    Steve Jobs non ha inventato nulla della tecnologia usata nei prodotti da lui messi sul mercato. Lui era un uomo di marketing.
    La Sindrome di Asperger è solo uno spunto per conoscere meglio se stessi e gli altri.
  • MeiMei Veterano
    Pubblicazioni: 548
    @ViolaNotturna, quello che la Grandin afferma è che la genialità arriva dall'avere tratti di neurodiversità. Questo mi pare plausibile.

  • wolfgangwolfgang SymbolModeratore
    Pubblicazioni: 10,746
    @ViolaNotturna

    Aspe, la Grandin ammetto che si sia spiegata male, il discorso è che ci sono geni comuni tra la genialità e il rischio per diverse condizioni psichiatriche (non solo l'autismo). E' altresì vero che è la familiarità, quindi, alcuni geni, a dare quel risultato, non la condizione palesata. Cioè sono i familiari non-clinici a trarre i maggiori benefici dai geni. E' un fenomeno di selezione di gruppo, un po' come avviene per l'anemia mediterranea (i portatori sani sono immuni alla malaria = vantaggio, le persone con due alleli invece non campano a meno di fare continue trasfusioni). La differenza con l'autismo o il bipolare o la schizofrenia o l'ADHD, etc.. è che queste condizioni sono cluster di sintomi che derivano da centinaia di geni diversi e, tra questi, ci sono geni con mutazioni ex-novo (cioè nuove) che di solito provocano fenotipi gravi, e geni invece diffusi su tutta la popolazione che più facilmente hanno un'utilità per la specie umana e che quindi non vanno eliminati nel tentativo di evitare l'autismo.
    Né scusa né accusa. Addestrare le competenze, insegnare valori, e-ducare l'Uomo dalla Bestia. La Natura non è una scusa.
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