Dona il 5x1000 a Spazio Asperger ONLUS. Codice Fiscale: 97690370586
Spazio Asperger è attivo anche su Facebook.

Per raggiungere la nostra pagina con gli argomenti più discussi del giorno, news e immagini cercate "spazioasperger.it"

Per un gruppo indirizzato a ricerca e terapia cercate "Ricerca e terapia nello Spettro Autistico"

Interessi speciali, come controllarli, come ottenere il massimo.Controllo degli input e altri metodi

Molti di noi hanno degli interessi speciali, che io ho sempre chiamato ossessioni.
Da una parte, queste ossessioni mi hanno aiutato, dall'altra mi hanno portato più volte quasi ad autodistruggermi.

Mi sono più volte chiesto come potessi impedire di interessarmi così ossessivamente alle cose, poi, quando ho capito che questi potevano essere anche un punto di forza, e che oppormi a essi era estremamente difficile e spossante, mi sono chiesto, come posso evitare di appassionarmi a cose che mi fanno perdere tempo e mi fanno male? Come posso decidere a cosa ossessionarmi?

L'unico metodo che ha funzionato su di me è stato quello di "controllo degli input"
Siamo continuamente esposti a un enorme quantità di informazioni, di opinioni, bombardati di pubblicità...
Questo, per molti di noi, può essere pericoloso.

Io ho quindi pensato di agire su questi input che ricevevo dall'esterno, per esempio:
Ciclicamente io mi ossessiono a qualche videogame online o offline, in passato sono arrivato a stare male, a distruggere rapporti reali. Questa ossessione non sarebbe stata possibile se io non avessi ricevuto molti input che mi hanno poi portato ad ossessionarmi ai videogame. Quindi ora non leggo più informazioni a riguardo, ho tagliato i ponti con persone che potrebbero parlarmi di videogame ecc.

Questo è solo un esempio, potrei farne moltissimi altri

Ora io non guardo più la televisione, non subisco più tutte le pubblicità che subivo un tempo, e non vi dico quanti soldi ho sperperato, prima di essermi trovato davvero in difficoltà.

Riassunto:
- Se riduciamo gli input, riduciamo i rischi di avere spiacevoli ossessioni incontrollate
- Possiamo ridurre gli input riguardanti specifiche cose alle quali non vogliamo rischiare di ossessionarci
- Possiamo addirittura cercare input che possano farci appassionare ad argomenti a nostra scelta [se ci sono persone ossessionate da un argomento, chiunque può esserlo, ricevendo i giusti input], questo può essere estremamente utile

Voi che ossessioni avete? Come le gestite? Avete idee su come avere il controllo?

Vorrei che questa discussione ci aiutasse e ottenere il massimo da questa caratteristica che accomuna molti di noi.

Ritengo che questa discussione possa giovare anche a molti "neurotipici", che non sono certo immuni a ossessioni e dipendenze

A voi la parola
rondinella61
Tutto “tra virgolette”

«13

Commenti

  • pokepoke Andato
    Pubblicazioni: 1,721
    Voi che ossessioni avete? Come le gestite? Avete idee su come avere il controllo?

    Prima di tutto bisognerebbe definire la differenza tra i due termini considerando questa funzione:
    N. 1 - Io ho una passione (che percepisco quindi interesse) esternamente è insolita e viene percepito come interesse speciale.

    N. 2 - Io ho un interesse ma esternamente viene percepito come una passione che è insolitamente/estremamente coinvolgente.

    N. 3 - Ho una passione ed io stesso percepisco eccessitamente coinvolgente.

    N. 4 - Non ho passioni/interessi, posso essere percepito come normale o apatico.

    Considerando quanto sopra, si presentano passioni, non ho la necessità di controllarle/reprimerle, in quanto le ritengo preferibili alla situazione n. 4.
    Si manifestano con periodi intensivi di lettura.
    Può essere la conoscenza di un argomento, di un autore.
    Saltuariamente sono interessi manuali/creativi.

    Sporadicamente solo per quanto riguarda le relazioni umane si presentano ossessioni, in questo caso rientrano il caso n. 2 , quindi in seguito al disallineamento con il caso n. 1, prendo consapevolezza arrivando al caso n. 3.
    Quindi si rende necessario un maggiore autocontrollo.
    Scatta la strategia evitante, che porta al caso n 4.
    MononokeHimeSophiaLifels
  • LandauerLandauer Veterano Pro
    modificato May 2017 Pubblicazioni: 979
    La strategia di ridurre gli input delle potenziali passioni "dannose" ed aumentare l'esposizione ad input di passioni potenzialmente "buone" può funzionare. Inconsciamente, mi accorgo di aver già attuato diverse volte la prima parte della strategia (controllo input passioni deleterie).

    Per esempio poco fa ho cliccato su Youtube un video su un'applicazione fan-made di Unreal Engine 4 in veste cyberpunk e ho sentito "accendersi qualcosa". Dopo qualche video dello stesso tipo (uno tira l'altro a causa dei maledetti suggerimenti mirati di Youtube), mi sono ritrovato a fare ricerche sul nuovo gioco Cyberpunk2077 dei CDProjekt ed è stato in quel momento che mi sono accorto che si stava riaccendendo la molla delle ossessioni per i videogames. Me ne sono accorto e ho chiuso immediatamente le schede per evitare di ricadere nella baratro perché ora non posso permettermi di giocare. (Giocare mi impegna parecchio, perché devo fare anche la mia serie di ricerche sul gioco in questione, giochi di quel filone, etc..., non è mai una toccata e fuga)

    Eppure, so che prima o poi riprenderò a giocare, è inevitabile, non posso resistere in eterno.

    Un'alternativa potrebbe essere quella di imparare a gestire le passioni, somministrandole a piccole dosi. Ci ho provato poco tempo fa, ma evidentemente non è nella mia natura: anche se stacco, la mia testa rivà a quell'argomento sempre e comunque, e il minimo tempo per far esaurire la passione (quando voglio bloccarla) è 3-4 settimane, quindi troppo. O tutto o niente insomma. Forse avrai più fortuna di me, ma tenta a tuo rischio e pericolo.
    Lifels
    Post edited by Landauer on
    Credo che non appena comincerai a vedere chiaramente dove vuoi andare, il tuo primo impulso sarà di applicarti allo studio. Per forza.
    Sei uno studioso, che ti piaccia o no. Smani di sapere. [...] comincerai ad andare sempre più vicino, se sai volerlo e se sai cercarlo e aspettarlo,
    a quel genere di conoscenza che sarà cara, molto cara al tuo cuore. Tra l'altro, scoprirai di non essere il primo che il comportamento degli uomini 
    abbia sconcertato, impaurito e perfino nauseato. Non sei affatto solo a questo traguardo, e saperlo ti servirà d'incitamento e di stimolante.                                                                         [J.D.Salinger - Catcher in the Rye]
  • LifelsLifels Colonna
    modificato May 2017 Pubblicazioni: 1,720
    @poke Sono d'accordo, sei stata molto chiara.
    Io comunque non faccio e non farò distinzione fra i termini, perché non riesco a vedere una vera differenza fra i due, percepisco la differenza come qualcosa di personale.

    @Landauer nella discussione http://www.spazioasperger.it/forum/discussion/9362/interessi-speciali-o-ossessioni#latest voleva capire se i suoi fossero interessi speciali o ossessioni, ebbene per me un interesse speciale è un'ossessione, le ossessioni non le considero negative in sé, non mi piace proprio usare parole per definire qualcosa negativo in sé, alterno i termini anche per questo.

    @poke ha descritto molto bene un fenomeno passivo, dove non c'è controllo da parte della persona, io vorrei discutere del controllo che ognuno può esercitare sul fenomeno, per sfruttarlo al meglio.

    Chi come me e Landauer ha subito grandi ferite dal fenomeno passivo, capisce l'importanza della prevenzione, del controllo. Il controllo può inoltre permettere di raggiungere obiettivi "utili" che non sono ancora nelle nostre passioni, interessi speciali, ossessioni.
    Landauer
    Post edited by Lifels on
    Tutto “tra virgolette”

  • LandauerLandauer Veterano Pro
    modificato May 2017 Pubblicazioni: 979
    Forse non c'è una netta distinzione tra i due termini in effetti (interesse speciale / ossessione). Seguivo una discussione su WrongPlanet dove un tizio aveva la stessa "obsession" per i videogames (WOW nel suo caso), atipica per focus e intensità (come è scritto nel manuale), quindi non come il ragazzino fissato da salotto ma come pc hardcore gamer. Nel suo caso parecchio "grave"; dopo anni di approfondimenti sul gioco su forum e simili, era diventato una sorta di enciclopedia vivente del gioco e giocatore di riferimento dell'intera community online.
    Nel forum, gli utenti elencavano le loro "passioni" caratterizzate spesso da livelli di focus e intensità simili al suo caso che quindi appariva, nel contesto del forum, come un "normale interesse aspie".
    In inglese pare che la dicotomia (ossessioni / interessi speciali) non si ponga, tutti utilizzano la stessa parola aspie obsessions sottendendo, probabilmente, una non diversità in termini di significato.

    A parte la nomenclatura, il vero problema è riuscire ad arginarle nel caso in cui siano deleterie.
    Lifels
    Post edited by Landauer on
    Credo che non appena comincerai a vedere chiaramente dove vuoi andare, il tuo primo impulso sarà di applicarti allo studio. Per forza.
    Sei uno studioso, che ti piaccia o no. Smani di sapere. [...] comincerai ad andare sempre più vicino, se sai volerlo e se sai cercarlo e aspettarlo,
    a quel genere di conoscenza che sarà cara, molto cara al tuo cuore. Tra l'altro, scoprirai di non essere il primo che il comportamento degli uomini 
    abbia sconcertato, impaurito e perfino nauseato. Non sei affatto solo a questo traguardo, e saperlo ti servirà d'incitamento e di stimolante.                                                                         [J.D.Salinger - Catcher in the Rye]
  • OrsoX2OrsoX2 Veterano Pro
    Pubblicazioni: 865

    :) Una prospettiva ancora diversa, la mia.

    :) L'ho saputo solo da pochi mesi, quando sono stato diagnosticato, che si chiamavano "interessi speciali".
    Comunque si chiamino, io non li percepisco come ossessioni.
    Non dico che sia facile, ma da tutti gli interessi speciali si può ottenere qualcosa di importante. Quando poi si salta da un interesse all'altro, sempre qualcosa di utile rimane, e, dopo tanti anni, quando si mettono insieme le nozioni acquisite, si può essere così fortunati da trovarsi con tante piccoli strumenti in più che possono essere di aiuto nelle situazioni più impensate.

    Quando ero bambino credo di aver usato, anche se in modo del tutto inconsapevole, una strategia che mi ha portato all'acquisizione di conoscenze che in qualche modo hanno finito per essermi utili. La stessa strategia mi ha permesso di gestire gli interessi speciali che ho avuto successivamente.

    Da bambino, quando Internet non esisteva, avevo soprattutto tre passioni: 1) smontavo (e rimontavo) i giocattoli, 2) facevo le costruzioni col Meccano (una specie di Lego con viti e bulloni) ma diverse da quelle che erano raffigurate nel libretto di istruzioni, 3) catturavo piccoli animali, li tenevo in casa in adatti contenitori per osservarli, e poi, dopo qualche giorno, li liberavo nello stesso posto dove li avevo catturati.
    Questi interessi mi dividevano dagli altri perché, per i miei compagni di scuola, i giocattoli andavano bene solo per giocarci, le costruzioni con viti e bulloni solo per ripetere quelle delle illustrazioni (...che noia!), e gli animali non significavano niente.

    Senza rendermene conto (...ma non posso esludere di essere stato incoraggiato dai miei genitori con qualche libro), dalle mie passioni di bambino ho imparato nozioni elementari di meccanica e anche di biologia (p.es. le metamorfosi degli anfibi, la rigenerazione degli arti dei tritoni, i nomi linneani degli animali che portavo a casa), che mi sono state utili sia a casa che a scuola.

    Col tempo, gradualmente, è come se si fosse creata una comunicazione a due vie tra apprendimento e interessi speciali.
    E' con una strategia di questo tipo, usata peraltro in modo del tutto inconsapevole, che molti anni fa, quando è iniziata la diffusione dei computer personali, ho intuito (più che capito) che questi sarebbero stati strumenti di fondamentale importanza, e mi sono impegnato per diversi mesi a leggere le riviste speficiche, che allora erano davvero poche, prima di decidermi a comprarne uno con cognizione di causa.

    :) Faccio un altro esempio e poi mi taccio. Mi piace leggere le etichette prima di scegliere i prodotti da acquistare al supermercato: se poi leggo cose che non capisco mi informo e cerco di impararne il significato. Ormai lo so che non lo fa (quasi) nessuno, ma la trovo ugualmente una cosa interessante, utile, e NON dannosa per gli altri.

    LifelsSophiaLibellularondinella61
    ("Caducità delle umane cose!" - considerazione indifferentemente attribuibile a Umani e Non)
  • LifelsLifels Colonna
    Pubblicazioni: 1,720
    @OrsoX2 Io condivido questa tua visione, e so che ognuna delle mie ossessioni/interessi speciali, mi ha dato qualcosa, ho comunque rischiato la vita, e ora sto provando ad assumere il controllo del meccanismo.
    Se non avessi vissuto quelle esperienze, ora non starei cercando di fare questo.
    Ma questo lo dico solo per spiegare che condivido quanto hai scritto.

    Io non potevo non vivere quelle esperienze e non potevo non scrivere questi messaggi, voi non potevate non avere la reazione che avete avuto
    Tutto “tra virgolette”

  • LandauerLandauer Veterano Pro
    modificato May 2017 Pubblicazioni: 979
    Possibile meccanismo per far nascere una "buona ossessione".

    Mi viene in mente ora che è possibile "giocare" il meccanismo delle ossessioni per svilupparne di "utili". Le ossessioni si alimentano del "reward system", che ha alla base il seguente meccanismo ciclico:

    azione -> ricompensa -> azione -> ricompensa

    Mi viene in mente l'esempio dell'addestramento dei cavalli (rinforzo azione positiva): quando fanno l'azione "buona" in quel contesto, gli si dà dello zucchero in premio. Il cavallo sarà invogliato a fare la stessa azione nello stesso contesto perché è stato educato ad ottenere la ricompensa a seguito di quell'azione. Nella sua mente, classificherà quell'azione come "azione con ricompensa" che tenderà sempre a fare non appena si presentano le condizioni per farla.

    Da videogiocatore, avrai sicuramente notato che nei videogames (soprattutto quelli online) è evidente il meccanismo azione->ricompensa. Nelle prime fasi del gioco, quando il videogiocatore non è ancora dipendente, le ricompense sono molto frequenti (si sale di livello molto velocemente, vengono sbloccate cose nuove frequentemente, si offre "denaro" virtuale da spendere nel gioco) e in questo modo si "triggera" con molta forza la voglia di proseguire nel gioco. Dopo una fase iniziale, quando il giocatore si sarà "fissato", le ricompense diventano sempre più rare, fino ad approdare ad una fase di "regime" in cui è necessario giocare molto per avere una certa ricompensa. Diciamo che il meccanismo azione -> ricompensa converge ad un valore statico tale che il giocatore riceve un'adeguata ricompensa in risposta al tempo speso nel gioco.

    Molte delle "buone ossessioni" sono difficili da sviluppare, secondo me, perché non hanno l'evidente meccanismo della ricompensa nelle fasi iniziali, non costruiscono la dipendenza come fanno i videogames. Ovviamente, dopo aver raggiunto un certo grado di competenza in una disciplina, essa darà i suoi frutti pagando con la ricompensa in termini monetari (vendita delle proprie competenze per guadagnare) o di soddisfazione personale (essere fieri di riuscire a creare qualcosa di complesso sfruttando le proprie competenze). E quindi, anche nel caso delle buone ossessioni, si approda allo stesso meccanismo a regime che si ha nel caso dei videogames.

    Il problema è che, nel caso delle "buone ossessioni", manca tutta la prima parte iniziale in cui si alimentano molto fortemente le dipendenze.

    Quindi, per sviluppare un'ossessione che sia priva di questo meccanismo iniziale, si può procedere in 2 modi:
    1) Si tiene duro e si acquisiscono competenze in quella passione avendo fede che, nel tempo, essa inizierà a pagare e ci regalerà soddisfazioni.
    2) Si inventa una maniera di inserire il meccanismo del reward system (forse i bravi insegnanti ci riescono in modo intuitivo):
    per esempio, se voglio imparare a programmare in Python, invece di leggere 5 libri noiosissimi per 1 mese intero (so quanto può essere pesante un libro di programmazione) e poi iniziare a provare le competenze, si prova a creare programmini funzionali già il primo giorno (per esempio "l'Hello World"), e ci si comincia a nutrire immediatamente della micro-soddisfazione che il lavoro di programmatore può offrire. In questo modo siamo più motivati a compiere il passo successivo, inserendo ciclicamente delle ricompense.


    LifelsEowynMind_Traveller
    Post edited by Landauer on
    Credo che non appena comincerai a vedere chiaramente dove vuoi andare, il tuo primo impulso sarà di applicarti allo studio. Per forza.
    Sei uno studioso, che ti piaccia o no. Smani di sapere. [...] comincerai ad andare sempre più vicino, se sai volerlo e se sai cercarlo e aspettarlo,
    a quel genere di conoscenza che sarà cara, molto cara al tuo cuore. Tra l'altro, scoprirai di non essere il primo che il comportamento degli uomini 
    abbia sconcertato, impaurito e perfino nauseato. Non sei affatto solo a questo traguardo, e saperlo ti servirà d'incitamento e di stimolante.                                                                         [J.D.Salinger - Catcher in the Rye]
  • LifelsLifels Colonna
    modificato May 2017 Pubblicazioni: 1,720
    Interessantissimo approfondimento @Landauer

    Il meccanismo azione-ricompensa è un potente strumento di input, prenderne coscienza può aiutare sia che vogliamo difenderci dagli input, sia che vogliamo utilizzarli per il raggiungimento di uno scopo
    Landauer
    Post edited by Lifels on
    Tutto “tra virgolette”

  • Apgar7Apgar7 Veterano
    Pubblicazioni: 219
    Voi a cosa siete più sensibili? Valori (intelligenza, senso di valore personale, ecc) o oggetti/attività?
    Io sono molto attratta dal denaro (che poi non spendo) e dal qualsiasi cosa dia un senso di controllo sulla mia realtà.
  • modificato October 2017 Pubblicazioni: 566
    Sono ossessionato da ogni cosa che non capisco. Rimango ossessionato finché non la capisco, capendola quasi sempre mi rendo conto di qualcos'altro che non ho capito e di conseguenza il ciclo ricomincia finché non la imparo. È accaduto con la fisica, non capivo nulla all'inizio, e poi progressivamente le stesse formule ho iniziato a vederle come fossero un banale libro di letteratura, semplicemente i fisici parlano una lingua diversa, basta impararla. È accaduto con la chimica finché non ho iniziato a vedere ovunque modelli riconducibili alla struttura atomica, è accaduto con la psicologia quando ho iniziato a essere ossessionato da Freud, e come ora ora lo sono da Jung, e praticamente ogni disciplina di cui ho scoperto l'esistenza, con la storia quando mi sono interessato alle vicende parallele scritte nei libri a seconda dello stato in cui il testo scolastico viene pubblicato, o per ciò che riguarda i pianeti, i buchi neri, l'anatomia, la chimica organica, la programmazione ecc.
    Non saprei dire perché mi ossessiona tanto tutto ciò che non comprendo, le persone quando converso solitamente sprofondano in un imbarazzante silenzio, mi fanno intuire che non sanno cosa dire perché l'argomento è fuori dalla loro portata, ma nonostante nessuno tenta ormai di confutare i miei ragionamenti, psichiatri compresi, ho sempre l'impressione che mi sfugga qualcosa. Credo abbia a che fare con la questione che più sai, più capisci che non sai niente.
    Mind_Traveller
    Post edited by Jin_Nemo_Oudeis on
    Tutto appare sempre un po' diverso
    quando lo si esprime, un po' falsato, un po' sciocco, sì, e anche questo è
    bene e mi piace moltissimo, anche con questo sono perfettamente d'accordo,
    che ciò che è tesoro e saggezza d'un uomo suoni sempre un po'
    sciocco alle orecchie degli altri.
    -Siddharta
Accedi oppure Registrati per commentare.
Dona il 5x1000 a Spazio Asperger ONLUS. Codice Fiscale: 97690370586
Un pizzico di autismo? Ma quale? Aiutaci a scoprirlo con la ricerca online