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Come comportarsi quando si è innamorati

Ho da poco scoperto, più che altro accettato, di essere lesbica. Finalmente ho capito un sacco di cose, di non essere totalmente senza cuore, dato che non riuscivo mai a innamorarmi, ma che stavo solamente sopprimendo me stessa. L'ho capito durante tutto questo anno, in cui inoltre mi sono chiesta se fossi Asperger o no. Questi dubbi che hanno messo in discussione ogni mia certezza mi hanno portato in uno stato simile alla depressione. Infatti sono arrivata alla fine dell'anno con 4 materie sotto, e sinceramente non mi importava. Più che altro era come vivere tutto in un sogno, da lontano, con distacco, senza percepire nulla.
Poi all'improvviso un giorno a un picnic tra amici ho visto una ragazza e per tutto il tempo non sono riuscita a staccarle gli occhi di dosso. Lei se ne accorta e mi ha sorriso, ha anche provato ad avere un contatto fisico con me, ma io non sapevo come gestire la situazione quindi è finito tutto in un nulla di fatto. Da quel giorno nei momenti più bui mi basta ricordare il suo sorriso e vi giuro che comincio a sollevarmi da terra, sono felice e basta. Sapevo che l'avrei incontrata di nuovo due settimane dopo, per precisione ieri, e la mia mente non riusciva a fare altro che fare supposizioni su supposizioni e ad essere ossessionata da lei. Infatti da un lato mi rende felice, ma dall'altro mi sento come perseguitata e soffocata da questo mio interesse.
Ieri ho passato tutto il giorno a farmi bella e a fare sì che il mio travestimento fosse unico (era una "festa in maschera, il tema era " chi eri in una tua vita precedente? " e io mi sono vestita da medico della peste). Ero presissima e felicissima, quando poi ho ricominciato a sentirmi a disagio col mio corpo e con me stessa in generale, e dallo zenit sono passata al nadir (è così che per convenzione in questo periodo sto chiamando le fasi del mio umore). Sono arrivata alla festa che ero un po' malinconica, quando avrei dovuto essere socievole e aperta per avvicinarmi a lei.
Dato che qualsiasi cosa facessi mi sentivo a disagio e non volevo che mi sfuggisse l'occasione, ho provato ad avvicinarmi a lei. Dopo un secondo tremavo tutta e non avevo il controllo dei miei nervi facciali, che si muovevano spasmodicamente. Sono fuggita e ho ricominciato a guardarla solo da lontano. La stessa situazione poi si è ripetuta, e sono riuscita anche a parlarle un po', ma poi l'impatto emotivo era insostenibile quindi sono rimasta accanto a lei con la testa girata dall'altra parte. Sul momento non me n'ero accorta, ma è una cosa maleducatissima da fare, me ne vergogno molto. Lei poi si è seduta e io sono fuggita via. Era tutto un mordi e fuggi, e finivo solo per avere il batticuore e avere la mente completamente obnubilata. Poi accanto a lei si è seduta una ragazza e hanno parlato per tutta la serata, è stato un colpo al cuore e mi sentivo malissimo, perché io non ero stata capace di sederle accanto e parlarle e mi sentivo profondamente sbagliata. Fortunatamente c'era una mia amica che conosce un po' la situazione (ma non le ho detto chi era la persona in questione) che mi ha consolato un po'.
Sono tornata a casa in lacrime, ma allo stesso tempo sorridendo.
Mi sembra di essere impazzita e invece mi sono innamorata, e non so come gestire la situazione poiché non mi era mai capitato di sentire qualcosa con così tanta intensità. Mi piace, ma allo stesso tempo lo detesto, perché è qualcosa che va oltre il mio controllo.
Forse rivedrò questa ragazza tra tre giorni, e so bene che quel che devo fare è semplice concettualmente, il problema è che entra in gioco la mia emotività che non so come gestire e rende tutto estremamente complicato.
Volevo chiedervi qualche consiglio. So che è una situazione molto specifica e personale, ma sapere che ci siete passati anche voi e come la avete affrontata mi farebbe sentire meglio.
Scusate per il papiro e grazie a tutti per il bel lavoro che fate su questo forum.
Giulia
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Commenti

  • aspirinaaspirina SymbolAndato
    Pubblicazioni: 3,054
    @Makaira, temo che tu abbia fatto la domanda da un miliardo di dollari ;)
    Mi dispiace che tu non abbia avuto risposte, ma forse essere innamorati è la cosa più imprevedibile e ingestibile dell'universo.
    C'è solo una consolazione: se lei pure è innamorata di te, allora perfino  nel caos più totale vi troverete
    ciao
    rondinella61woodstockNemoDoorSolemandragola77
    Alla fin fine, amici, ecco la verità: è tutta una supercazzola
  • PavelyPavely Membro
    modificato 4 June Pubblicazioni: 2,782
    Makaira ha detto:

    Ho da poco scoperto, più che altro accettato, di essere lesbica. Finalmente ho capito un sacco di cose, di non essere totalmente senza cuore, dato che non riuscivo mai a innamorarmi, ma che stavo solamente sopprimendo me stessa. L'ho capito durante tutto questo anno, in cui inoltre mi sono chiesta se fossi Asperger o no. Questi dubbi che hanno messo in discussione ogni mia certezza mi hanno portato in uno stato simile alla depressione. Infatti sono arrivata alla fine dell'anno con 4 materie sotto, e sinceramente non mi importava. Più che altro era come vivere tutto in un sogno, da lontano, con distacco, senza percepire nulla.
    Poi all'improvviso un giorno a un picnic tra amici ho visto una ragazza e per tutto il tempo non sono riuscita a staccarle gli occhi di dosso. Lei se ne accorta e mi ha sorriso, ha anche provato ad avere un contatto fisico con me, ma io non sapevo come gestire la situazione quindi è finito tutto in un nulla di fatto. Da quel giorno nei momenti più bui mi basta ricordare il suo sorriso e vi giuro che comincio a sollevarmi da terra, sono felice e basta. Sapevo che l'avrei incontrata di nuovo due settimane dopo, per precisione ieri, e la mia mente non riusciva a fare altro che fare supposizioni su supposizioni e ad essere ossessionata da lei. Infatti da un lato mi rende felice, ma dall'altro mi sento come perseguitata e soffocata da questo mio interesse.
    Ieri ho passato tutto il giorno a farmi bella e a fare sì che il mio travestimento fosse unico (era una "festa in maschera, il tema era " chi eri in una tua vita precedente? " e io mi sono vestita da medico della peste). Ero presissima e felicissima, quando poi ho ricominciato a sentirmi a disagio col mio corpo e con me stessa in generale, e dallo zenit sono passata al nadir (è così che per convenzione in questo periodo sto chiamando le fasi del mio umore). Sono arrivata alla festa che ero un po' malinconica, quando avrei dovuto essere socievole e aperta per avvicinarmi a lei.
    Dato che qualsiasi cosa facessi mi sentivo a disagio e non volevo che mi sfuggisse l'occasione, ho provato ad avvicinarmi a lei. Dopo un secondo tremavo tutta e non avevo il controllo dei miei nervi facciali, che si muovevano spasmodicamente. Sono fuggita e ho ricominciato a guardarla solo da lontano. La stessa situazione poi si è ripetuta, e sono riuscita anche a parlarle un po', ma poi l'impatto emotivo era insostenibile quindi sono rimasta accanto a lei con la testa girata dall'altra parte. Sul momento non me n'ero accorta, ma è una cosa maleducatissima da fare, me ne vergogno molto. Lei poi si è seduta e io sono fuggita via. Era tutto un mordi e fuggi, e finivo solo per avere il batticuore e avere la mente completamente obnubilata. Poi accanto a lei si è seduta una ragazza e hanno parlato per tutta la serata, è stato un colpo al cuore e mi sentivo malissimo, perché io non ero stata capace di sederle accanto e parlarle e mi sentivo profondamente sbagliata. Fortunatamente c'era una mia amica che conosce un po' la situazione (ma non le ho detto chi era la persona in questione) che mi ha consolato un po'.
    Sono tornata a casa in lacrime, ma allo stesso tempo sorridendo.
    Mi sembra di essere impazzita e invece mi sono innamorata, e non so come gestire la situazione poiché non mi era mai capitato di sentire qualcosa con così tanta intensità. Mi piace, ma allo stesso tempo lo detesto, perché è qualcosa che va oltre il mio controllo.
    Forse rivedrò questa ragazza tra tre giorni, e so bene che quel che devo fare è semplice concettualmente, il problema è che entra in gioco la mia emotività che non so come gestire e rende tutto estremamente complicato.
    Volevo chiedervi qualche consiglio. So che è una situazione molto specifica e personale, ma sapere che ci siete passati anche voi e come la avete affrontata mi farebbe sentire meglio.
    Scusate per il papiro e grazie a tutti per il bel lavoro che fate su questo forum.
    Giulia

    In realtà, secondo me, c'è una sola cosa da fare.

    Essere sincera. La cosa bella è che sai di essere sincera con te stessa (e non sai quale liberazione sia... davvero...) e proprio partendo da questa grandissima qualità, essere sincera con tutti.

    Osserva come in amore si uniscano gli opposti: si è completamente aperti e, pure, riservati; si vuole parlare tantissimo ma anche tacere; si vuole essere toccati e pure pensare e immaginare e sognare la persona amata; vogliamo fare tutto e non vogliamo fare niente; vogliamo ridere e piangere, nello stesso istante.

    Un grande scrittore - non chiedermi il nome - disse giustamente che la definizione esatta e vera di Teatro è: "Amore". L'amore ha qualcosa di teatrale, esige un palcoscenico, gesti pensati, una musica scelta. Esige parole che aspirano ad essere storiche, che non vogliono e non possono essere dimenticate... alle volte, l'Amore sa essere proprio questo e chi osserva dal di fuori non può ascoltare l'assordante assoluto battito del cuore.

    Essendo Teatro, l'Amore esige coraggio perché il "coraggio s'addice all'attore, il coraggio di fare quel passo dalla Quinta alla Luce è una sfida e allora proprio in quell'istante urla la tua emozione e grida la tua rabbia" (traduco dal russo una lettere della Achmatova). Amare implica coraggio, implica la scelta irridimebile di mettersi contro il mondo, di considerare la persona amata la più importante, la più preziosa, la più lucente delle qualità del tuo cuore e, quindi, l'Amore sa essere sfida. Sfida, vedi, non al Mondo (e perché mai un innamorato dovrebbe sfidare il mondo, non c'è ragione a ben vedere: chi si ama è, a tutti gli effetti è, il Mondo) ma deve essere Sfida al proprio cuore. Tutto è mediato dal cuore che batte qui, nel nostro petto, in Amore.

    Amare, poi, implica accettare l'assoluta consapevolezza di essere felice e, soprattutto, capire che il Terrore che può dare la Felicità è una scommessa che accetti. E questa è una cosa che quando si è giovani è difficile capire e soprattutto è difficile metabolizzare. La seduzione conosce una sola arma: la felicità. E proprio la Felicità davvero ti è conferma del tuo Amore perché di lei, della donna che ami, tu sai la bellezza del suo sorriso. E soprattutto, il ricordo e la presenza di lei, ti rende felice e proprio la Felicità è madre di ogni benedizione. Dunque: non avere paura della Felicità. Ricorda che quando ami, non devi mai, mai, mai avere paura di ridere, di essere luce nella luce, di pensare: "Me lo merito", "Domani, lei sarà ancora qui", "Ci aspettano giorni bellissimi".

    Chi ama, a volte, ha paura del domani o, cosa terribile, ascolta, ha paura di non meritare l'amore. Ma in verità, tutti, tutti, tutti noi meritiamo l'amore, ogni essere vivente merita l'amore, ogni bambino, adolescente, uomo e donna, anziano e anziana meritano l'amore. Dall'amore non si può fuggire, dall'amore non puoi scappare, dall'amore non puoi allontanarti perché ogni qualvolta sarai felice, la scintilla del fuoco amoroso esplode in te e in te accende il calore di un cuore che si sa vivo. Non avere paura dell'amore, di a te stessa ogni mattina: "Io merito questo amore". Dillo perché è vero, perché è proprio vero che ti meriti questo amore e te lo meriti ora, in questa stagione, ora, in questi mesi, ora, in questi giorni e non rinunciare mai ad esso, non farlo mai. E' importante.

    Dunque: in Amore l'unica strategia è impegnarsi nella sincerità e nell'accettare il terrore che l'Amore porta con sé. Perché quando abbiamo paura, amiamo. Perché se ragioni nei termini della paura, ti accorgi di come teme solo chi ama. Chi non ama, chi non s'innamora, chi è arido come terra abbandonata, non teme, nei fatti, nulla. Ma chi ama davvero ha sempre paura e convivere con questo ossessivo, fortissimo, battito del cuore è terribile, è vero, e, pure, ci farai attenzione...

    Accetta questo amore. Ricorda in momenti della tua vita in cui sei stata veramente felice e dille chiaramente i tuoi sentimenti. E balla. E sii musica. E impazzisci. Perché quando si è innamorati, si è follia e, soprattutto, si ha diritto ad essere meravigliosamente stupidamente pazzi. Ballate. Ridete. Lasciati andare completamente. Gli antichi greci pensavano che l'Amore fosse una condizione di Trance, di Sospensione del reale, di Magia. Ecco: vai. Non farti domande: non farlo perché l'Amore non è una domanda, non è, vedi, quella stupida abitudine che tante persone hanno di chiedersi: "Mi ama?"... l'Amore è la Risposta. L'Amore vero è: "Mi ama". Chi ama è assolutamente certo. Chi ama, lo sa. E l'Amore non è UNA risposta ma è LA risposta. C'è chi ha scritto che la domanda possa essere: "Cos'è la vita?" o altre amenità. Ma tu prendi, idealmente, un grande pennarello nero e cancella ogni domanda e rileggi, rileggi, in modo ossessivo e continuo la risposta: "Amo...". Non c'è altro da sapere, non c'è nulla da chiedersi e, attenzione, guarda, hai ragione...

    La cosa più difficile in Amore è proprio smetterla di farsi domande e fare domande.

    Non lo metto in dubbio, soprattutto quando ami per la prima volta. Ma in verità, vedi, se appartieni alla specie umana (ed è garantito che appartieni alla specie umana... sì...) ad un certo momento smetti di farlo.

    Smetti di farti domande in amore e ami. Ed è bellissimo che sia così... oh... forse è tra le cose più belle del mondo. Perché allora diventi pura emozione, allora proprio ti senti in armonia con il mondo, allora proprio sai di trovare tutto ciò che cerchi e gestisci l'equilibrio tra Felicità e Paura che ti dà la definizione stessa della parola Amorosa.

    Va da lei e dille: "Tu mi rendi felice e io voglio essere felice con te".

    I romani - che in fatto d'Amore davvero ci capivano - quando si sposavano si dicevano: "Dove tu sarai felice, io sarò felice".

    Quando si sposavano non usavano la formula cristiana "Nel bene e nel male". No. Sapevano distinguere la Responsabilità che viene dall'Amore - e quella sicuramente c'è - dall'Amore stesso.

    L'Amore non ha ombre, l'Amore non ha notti, l'Amore non ha disperazioni, l'Amore non ha strazi di cuore. Il Dolore, se mai fosse possibile definire questa parola, non è l'Amore ma è la Consapevolezza atroce che l'amore non è più. E' la consapevolezza di non essere amati che fa male non l'Amore stesso. L'Amore è solo felicità.

    QUindi: va da lei è dille semplicemente: "Tu mi rendi dannatamente, meravigliosamente, incredibilmente felice".

    Se è vero (ed è vero) non c'è altro da dire.

    Puoi solo sapere che non puoi rinunciare a quella felicità.

    Magari puoi dirglielo.

    E sarebbe stupendo.

    Ma il messaggio fondamentale è proprio quello: "Sono felice con te".

    La sua felicità è tutto per te.

    §

    Respiro...

    QUindi, in questa sera di Giugno, tutto l'incoraggiamento possibile.

    Forza!

    Ti meriti questo amore.

    :)


    Piu82MakairaOssitocinaLandaueralia
    Post edited by Pavely on
  • ViandanteViandante Veterano
    modificato 4 June Pubblicazioni: 138
    EDIT:
    Scusate, ho sbagliato post. Come posso fare per cancellare? Chiedo venia, sono mortificata :(

    - - - - - - - - - - - - - - -

    Colgo l'occasione, invece di cancellare il post, per provare a dirti una cosa banalissima: parla. Anche se pensi di non esserne in grado, esternare i propri sentimenti è la cosa giusta da fare per non avere rimpianti negli anni avvenire. Farsi prendere dall'ansia è una cosa normale e non devi combatterla, anzi devi imparare ad usarla a tuo vantaggio. Fai ciò che normalmente non faresti senza pensare troppo alle conseguenze. :)
    Non dobbiamo vergognarci di amare e non dobbiamo aver paura di non essere ricambiati. L'amore è sempre un bel sentimento :)
    rondinella61Pavely
    Post edited by Viandante on
  • NewtonNewton Pilastro
    Pubblicazioni: 3,089
    Ciao Giulia, io ti do un consiglio molto pratico: tu in questo momento hai un'emotività ingombrante che ti impedisce di comunicare serenamente con lei, dunque devi cercare di ridurre questo stato e il modo più semplice è farsi aiutare da un'amica che possa guidarti. Per farti un esempio pratico:
    al posto di provare ad avvicinare da sola questa ragazza che ti piace, potreste andare a parlarle tu e una tua amica di cui ti fidi, esattamente come capita a qualunque festa o ritrovo (tu pensa che è una cosa normalissima che fanno tutti, non devi sentirti in imbarazzo). Parlate un po' tra di voi, fino a quando ti sarai un po' sciolta, poi la tua amica con una scusa si defila e vi lascia sole. È pure una strategia abbastanza tipica, tra ragazze. Ti aiuta a stemperare l'impatto molto forte che ti impedisce di parlarle. Poi non è che sarà tutto in discesa, ma almeno avrai superato un gradino che al momento ti appare troppo alto.
    Facci sapere e in bocca al lupo!
    E ricorda sempre che alle persone piace piacere agli altri, dunque a meno che tu non ti metta a tormentarla non si sentirà infastidita ma lusingata. Non c'è nulla di male a prendersi una cotta e nell'esternarlo (più o meno direttamente) all'altra persona.
    rondinella61LandauerwoodstockKalialollinaOssitocinaaliaMakairamandragola77
  • aspirinaaspirina SymbolAndato
    modificato 5 June Pubblicazioni: 3,054
    Ah ecco, una cosa ci sarebbe da dire.
    Moltissime persone sono lusingate quando si dimostra loro attenzione. Quindi, osservala, cerca di capire cosa le piace, cosa le interessa, e poi diglielo.
    Così: "Ho visto che ti piacciono"..... (i libri,  i fiori,  i fumetti,  quello che vuoi)
    Oppure: "Mi sembra che ti interessino"........ (i marziani, gli attori, eccetera)
    Insomma, un approccio estremamente efficace è quello di parlarle di lei. A tutti piace sentir parlare di sé, soprattutto se l'osservatore è attento. 
    E guarda che non ti sto indicando una strategia, ma una modalità di approccio che implica da parte tua un interesse genuino e una capacità di osservare che possono favorire la vostra reciproca comprensione..

    E magari se ti concentri su di lei sarai meno impegnata a monitorare la tua tremarella e il tuo batticuore.
    Ciao
    rondinella61KaliaOssitocinaMakairamandragola77
    Post edited by aspirina on
    Alla fin fine, amici, ecco la verità: è tutta una supercazzola
  • ValentaValenta SymbolPilastro
    Pubblicazioni: 7,381
    Segnalo comunque la discussione "lezione di aspie educazione sentimentale", in membri, lì ci si può dare consigli sull' argomento.

    Landauerlollinaamigdala
  • MakairaMakaira Membro Pro
    Pubblicazioni: 41
    Grazie a tutti per i consigli. Purtroppo ho scoperto che è fidanzata, da circa un anno. Nonostante questo alla fine sono riuscita a parlarle e siamo anche uscite insieme diverse volte, in un rapporto di amicizia un po' ambiguo perché a volte mi sembra di piacerle altre solo di starle simpatica come amica, altre mi sembra che in realtà non le piaccia affatto, insomma non riesco a capire cosa le passi per la testa. C'è da dire che io nei suoi confronti mi sono comportata principalmente da amica, anche se a volte ho provato a mostrarle il mio interesse ma è la prima volta che ci provo e credo di essere un po' un disastro. Non so se ha capito o no che mi piace, non capisco se mi considera un'amica o di più, non so in che rapporti è con la fidanzata e quando ci vediamo mi sento un po' male perché penso al fatto che lei è già impegnata e non riesco a capire come potrebbe trovare posto per me se ama già un'altra persona. Insomma, al momento mi sarebbe più facile portare avanti delle trattative socioecomiche con degli alieni.
    Come ho scritto sopra ero già in una situazione instabile dal punto di vista emotivo e quindi in generale io stessa ho dei problemi con me stessa, vorrei vedere uno psicologo ma costano un occhio della testa quindi niente. La cosa che mi spaventa è che dimostro i sintomi della depressione quindi in più a frenarmi c'è il pensiero che le metterei a carico un peso troppo grande e per lei sarebbe un castigo. A volte temo che continui a vedermi per pena, anche se non so come io appaia da fuori (con lei mi impegno un sacco e sorrido praticamente sempre). Vorrei semplicemente andare da lei e dirle che mi piace, che adesso ho dei problemi ma con lei mi sento bene, e mettere tutte le cose in chiaro. Ma ogni volta che la vedo e si crea una situazione di intimità, mi chiudo a riccio o scappo. Infatti lei è una santa, non so come faccia a sopportarmi. Questo non fa che rafforzare la mia convinzione che io non la meriti. D'altro canto so che in fondo forse sto solo cercando un mucchio di scuse perché ho paura. Veramente non lo so. È mai possibile che per avere un aiuto psicologico bisogni essere ricchi? Inoltre mia madre non capisce che sono d'umore un po' depresso e dice solo che sono un'inetta. Mi sento sola e insignificante, provo a vedermi con i miei amici e a fare le cose che mi piacevano ma non ne traggo alcun piacere. Tutto ciò abbassa la mia autostima e non riesco proprio a fare un passo con lei.
    Grazie per il tempo dedicatomi,
    Giulia.
    WBorg_Andatoamigdalarondinella61LibellulawoodstockMononokeHimeValenta
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