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Atypical - Nuova serie Netflix

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Commenti

  • MalinalliMalinalli Veterano Pro
    Pubblicazioni: 583
    @SoylentGreen, @wolfgang,
    Innanzitutto divido il discorso in due.
    Uno. Non solo il personaggio di Sam è stereotipato e piatto. Tutti i personaggi sono stereotipati. È una serie mediocre, con un plot inconsistente, un ritmo sbagliato, personaggi e dialoghi senza spessore.
    Non penso che tu abbia davvero visto ragazzi come Sam, perché Sam non ha una personalità unica, è una lista di segni clinici mista allo stereotipo dell'adolescente nerd.
    Ora, io posso anche riconoscermi in personaggi piatti e fatti male, per esempio posso pensare che anch'io mi siedo così sull'autobus e rido da sola quando penso a qualcosa di divertente. E posso dire: ah, ho visto tante signore di mezza età che hanno una relazione extra-coniugale, quindi il personaggio della madre è fatto bene.
    Il punto non è che ci siano persone autistiche che ridono da sole quando pensano a qualcosa di divertente e donne di mezza età che hanno relazioni extra-coniugali. Ma che questi tratti non devono essere didascalici. Che deve esserci qualcosa d'altro, una unicità del personaggio, come sono uniche le persone reali.
    Prendiamo un format commedia, come Big Bang Theory. Là gli stereotipi abbondano, ed è giusto così, perché sono uno strumento della commedia. Eppure Sheldon ha una personalità unica. Sam no.
    Quindi, non mi interessa se l'autismo è ritratto bene o no. Dico che è una brutta serie, mediocre, scritta male. 

    Due. Credo che invece sia necessario farne una causa. Come è stato necessario rilevare che a quel convegno di politici, solo le donne reggevano gli ombrelli. Una persona adulta ha una personalità complessa e, soprattutto, ha il diritto di autodeterminarsi. Un bambino dipende dai genitori o dalla società, se orfano. Considerare gli autistici alla stregua di bambini è un problema, eccome. E bisogna farne una causa, se si ritiene sufficiente mostrare un bambino come fonte a un attore che deve interpretare un diciottenne. Fra l'altro, un diciottenne che vuole fare sesso. Implica che si ritiene l'autistico un eterno bambino, una persona che non potrà mai essere una "vera" persona.
    In altre epoche, e in altri paesi nel tempo presente, questo accade alle donne, che non avevano e non hanno il diritto di autodeterminarsi. Pensa a come venivano paragonate a "bambine". Volubili, capricciose, poco intelligenti. 
    SirAlphaexaMononokeHimeWBorgMind_Travelleralia
  • Simone85Simone85 SymbolVeterano Pro
    Pubblicazioni: 1,763
    Io finora ho visto solo la prima puntata.
    Il livello di qualità di questa serie tv non regge il confronto: inoltre è troppo pesante per durare cosi tanto.
    È interessante solo se si è interessati all'argomento trattato.

    Secondo me sarebbe stato molto meglio raccontare la vita di Sam invece che allungare il brodo inserendo anche la storia della famiglia di Sam.
    La scelta di raccontare la vita di una classica famiglia americana immagino sia servita per coinvolgere più pubblico possibile, peccato però che cosi facendo la puntata diventa troppo lunga da sopportare. La scena della madre al bar col tipo ad esempio a che serve?
     


    Mind_Traveller
  • rosi_pomeliarosi_pomelia Colonna
    modificato 12 August Pubblicazioni: 320
    Ho ritrovato nel personaggio di Sam molti aspetti di mio figlio. La storia della famiglia cerca di mostrare cosa puo' accadere ai vari mebri. Il padre che ha difficoltà ad accettare il figlio, la madre che per anni si occupa quasi solamente di Sam tralasciando tanti aspetti della vita e trascurando se stessa, la sorella che si sente responsabile del fratello e trascurata dai genitori. Per essere uno serie americana mi sembra fin troppo realistica e profonda. Sicuramente si poteva fare anche meglio. 

    arabafenice83wolfgangMononokeHimeAntonius_Block
    Post edited by rosi_pomelia on
  • MarcofMarcof Pilastro
    modificato 12 August Pubblicazioni: 3,119
    Non l'ho ancora vista ma secondo me ha senso che un diciottenne autistico sia a modello di un bambino. Trovo più difficili da digerire i diciottenni autistici che hanno già smaltito tutti gli stereotipi dell'autismo arrivando direttamente ad avere una forma mentis da diciottenne comune. Se è un ragazzo nerd a maggior ragione mi sembra ragionevole che non abbia compensato i cliché.
    Post edited by Marcof on
  • arabafenice83arabafenice83 Membro
    Pubblicazioni: 47
    Fino adesso sono riuscita a vedere soltanto le prime due puntate...mi è sembrata una serie interessante.....scusate l'ignoranza è solo un'osservazione...ma possibile che Sam non sorrida mai?
  • wolfgangwolfgang SymbolModeratore
    modificato 13 August Pubblicazioni: 10,178
    @malinalli di serie americane ne ho viste molte, e non mi sembrano senza spessore i personaggi, visto il format, anzi. Il format di per sé è relativamente una novità essendo una via di mezzo tra il comico e il drama, lo stereotipo è quel tanto che basta per strappare una risata, riuscendo tuttavia a trattare i temi con serietà senza cadere nel ridicolo. I personaggi della madre, del padre e della sorella sono fatti bene a mio avviso, sono situazioni che ho visto vivere seriamente, non mi sembrano stereotipati (e il personaggio della sorella mi piace realmente molto). Malinalli, io capisco che molti Asperger diagnosticati da adulti non possano rivedersi in Sam, io a 18 anni ovviamente non ero così, ma ragazzi ad alto/issimo funzionamento di quelli diagnosticati da bambini? Si ce ne stanno così, con una famiglia come quella di Sam poi non è strano e purtroppo famiglie così ci sono, che non fanno crescere i figli. Penso che uno dei grandi problemi sia che molti "Aspie" confondo le cose. La serie non ha la pretesa di rappresentare le cose come dovrebbero essere, ma di rappresentarle come sono (ad un certo punto non ricordo in quale puntata ci sta una ridicolizzazione del person first language che ho molto apprezzato...). Le angosce della madre iperprotettiva che non vuole far crescere il figlio, il ragazzo asperger che si innamora della terapista, la figlia femmina un po' butch e iper-responsabilizzata, il padre che non accetta l'autismo ed è andato via, tutte cose che accadono fin troppo spesso. 
    @arabafenice83 si è possibile, io penso di aver imparato a sorridere molto tardi, mia figlia quando vede le mie foto mi chiede sempre "ma tu non sorridevi mai"? Effettivamente non ricordo che sorridessi mai da bambino. Adesso ho un'espressività relativamente normale, comunque conosco anche diversi adulti asperger che non sorridono (anche tra quelli sposati, anche tra le donne).
    Non mi sembra ci sia la pretesa di parlare di tutto l'autismo o di rappresentare ogni persona autistica, ma penso possa rappresentare bene una particolare famiglia autistica come ne esistono davvero, con in aggiunta quel poco di stereotipo che serve ad alleggerire (come in TBBT) non a ridicolizzare o stereotipizzare. Personalmente ho letto commenti assurdi (come chi reputa esagerato quando viene tagliata la testa ad un pinguino peluche durante una scenata, considerando surreale la scena), non so dove abbia vissuto la gente, ma ho visto scene molto più estreme.
    L'unica cosa che reputo un po' esagerata è il livello di ipersensibilità sensoriale e letteralità considerata l'età, il resto mi sembra apposto.
    MononokeHimePhoebearabafenice83Mind_TravellerMarco75
    Post edited by wolfgang on
    Né scusa né accusa. Addestrare le competenze, insegnare valori, e-ducare l'Uomo dalla Bestia. La Natura non è una scusa.
  • MalinalliMalinalli Veterano Pro
    modificato 13 August Pubblicazioni: 583
    @wolfgang, a un certo punto ho avuto la sensazione che più che a me stessi rispondendo ad altre critiche che hai letto. Io reputo la serie mediocre e tutti i personaggi stereotipati e piatti, non solo Sam. Lo stereotipo non significa falso. Come i luoghi comuni, sono fatti apposta per essere statisticamente veri. Ma non sono la realtà, perché la realtà è complessa è fatta di tante cose uniche e irripetibili. E se comunichi l'uno, lo stereotipo, e l'archetipo, e non l'altro, il complesso e l'unico, non stai facendo buona comunicazione. E di certo non stai facendo buona arte. Poi, che ci siano forme fortemente sbilanciate sull'archetipo, come l'heroic fantasy, per citare un genere moderno, o sullo stereotipo, come la commedia, è un altro conto e qui la difficoltà e la vera bellezza sta nel riuscire a bilanciare comunque i due poli.
    Quando parli di Aspie e di adulti che faticano a riconoscersi in Sam sicuramente non stai rispondendo a me. Non ho mai scritto che non mi riconosco in Sam. Non ho parlato di me e non ho scritto com'ero io a diciott'anni.
    Ah, e di sicuro se ho usato la parola Aspie è stato solo ai primi tempi del forum, per fare osservazione partecipante.
    WBorg
    Post edited by Malinalli on
  • nicknick Membro
    Pubblicazioni: 14
    non ho visto e ancora sentito parlare di questo telefilm, ma il bambino che si dice l'attore ha preso spunto per il suo personaggio era ND o NT?
  • MalinalliMalinalli Veterano Pro
    Pubblicazioni: 583
    Ora mi chiedo: davvero ti aspettavi che un prodotto di propaganda come Atypical fosse arte e comunicazione sincera e necessaria? O che fosse almeno gradevole intrattenimento? In parte sì, perché ci sono state opere di propaganda che sono state vera arte, anche se molto rare.
    Non deve sembrar strano che usi la parola propaganda, perché le forme della politica sono cambiate molto nell'ultimo secolo, e questo genere è presente anche oggi, in opere come Atypical, ad esempio. Autism Speaks è un attore politico molto influente; l'autismo è un businness e anche una creazione culturale molto forte oggi. In una società segregazionista come quella nord-americana, non potevo aspettarmi che una serie come Atypical non proponesse un personaggio come Sam pedissequamente assemblato secondo le istruzioni di un manuale sull'autismo, che potrebbe essere quello di Tony Attwood, come di un altro attore politico a caso. Come erano pedissequamente assemblati secondo le direttive del partito i personaggi dei film di propaganda russi (lo stereotipo dell'ideale), o le pie signorine dei libri per ragazze nei collegi del secolo scorso (individuazione, sottomissione e controllo di un gruppo umano).

    Si va a vedere questa serie e si parla di questa serie non per i suoi meriti e demeriti intrinseci, come ho cercato di fare io, ma per come tratta l'invenzione culturale dell'autismo (utilizzo il termine invenzione in senso antropologico, vedi Eric Hobsbawn).
    E infatti è un'opera insulsa e noiosa, come lo sono la maggior parte delle opere di propaganda.
    E paradossalmente, comunica ben poco dell'autismo.

    Per fare un esempio di opera in cui invece si possono trovare splendidi ritratti di persone autistiche, pur non nominando mai l'etichetta psichiatrica, citerò "La morte non sa leggere" di Ruth Rendell. Abbiamo una persona autistica come vittima, l'adolescente Giles, e una come carnefice, l'indimenticabile Eunice Parchman. È un capolavoro di giallo.

    iieWBorgSoylentGreen
  • cameliacamelia Colonna
    modificato 13 August Pubblicazioni: 2,470
    Credo che gia' il fatto di dichiarare la diagnosi del protagonista della serie sposti tutta la narrazione sul versante generale (dunque dello stereotipo) a discapito della particolarita' e unicita' del protagonista stesso. E' un po' come esplicitare la morale di una favola...detto questo, attendo di vedere la serie per potermi esprimere in maniera congrua.
    Post edited by camelia on
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