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Esiste una terza via tra disabilità e diversità?

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Commenti

  • rosi_pomeliarosi_pomelia Colonna
    modificato July 2017 Pubblicazioni: 330

    Ciao mamma_francesca,

    in che ambito? In un manuale o nella vita reale?

    Se ci riferiamo ai manuali, questi servono per classificare delle situazioni patologiche che necessitano di strumenti di vario genere.

    Se stiamo parlando della vita reale, ci stiamo riferendo a categorie che hanno a che fare con la cultura:

    - Qualche anno fa I dislessici vivevano più disagi di ora. Adesso in ogni classe c'è almeno un BES e I ragazzini sono assolutamente accettati (almeno nella mia esperienza). Se chiedi ai compagni ti diranno che il dislessico non è malato, solo che ha problemi a leggere.

    - I trans e I gay sono discriminate in certi ambienti ed in altri no. Ma se hai bisogno degli ormoni hai bisogno di certificazioni e per avere delle certificazioni la tua situazione si deve trovare in un manuale di disturbi. Potremmo chiuamarlo il manuale delle diversità, ma nel mondo reale non cambierebbe molto. I cambiamenti culturali sono sempre piuttosto lenti.

    Post edited by rosi_pomelia on
  • mamma_francescamamma_francesca Veterano Pro
    Pubblicazioni: 945
    @rosi_pomelia non penso che i manuali debbano per forza classificare situazioni patologiche, potrebbero anche individuare delle diversità che richiedono interventi educativi diversi o delle declinazioni della normalità. Un tempo essere mancini non era considerato una declinazione della normalità e si era costretti sotto il profilo educativo ad usare la mano destra. E' stata la scienza che ha modificato la cultura e ha reso i mancini "normali". Ma la scienza e la cultura procedono comunque nella stessa direzione anche se per cambiare la cultura ci vuole più tempo. Credo che chiamarate spettro autistico una gamma di situazioni estremamente diverse porti molti problemi di accettazione, autostima e discriminazione alle persone.

    In linea generale penso che i BES non siano discriminati, penso che la discriminazione possa essere molto più consistente ad es. in presenza dell'insegnante di sostegno, però dipende dal contesto. Purtroppo però ci sono scuole - ancora oggi - dove la competizione viene vista in modo sbagliato e "persino" il ragazzino dislessico viene considerato come l'handicappato che fa abbassare il rendimento della classe. IO NON CI POTEVO CREDERE. Per me una scuola così dovrebbe chiudere. Eppure esiste ed è anche vicino a casa mia; ovviamente è considerata "una buona scuola", intesa nel senso che esci con una preparazione scolastica eccellente, però a quale prezzo????

    Non è vero che per avere "ormoni" servono certificazioni, la pillola non ha bisogno di nessuna patologia per essere assunta!
  • NewtonNewton Pilastro
    Pubblicazioni: 4,111
    @mamma_francesca 

    assumendo la pillola non si deve stare sotto costante controllo dell'endocrinologo, chi fa una terapia sostitutiva sì. 
    Non paragonare le due cose, perché son proprio diverse.
    mandragola77
  • rosi_pomeliarosi_pomelia Colonna
    Pubblicazioni: 330
    Mi sembra che tu stia mettendo insieme tutta una serie di cose lontane l'una dall'altra.
    Essere mancini non comporta difficolta' particolari, al limite serve la forbice per mancini o la chitarra. Un tempo erano discriminati per problemi di tipo religioso, perché la sinistra era considerata la mano del diavolo. Per prendere gli ormoni e la pillola ci vuole la richiesta del medico che certifica che ne hai bisogno.
    Sinceramente, non riesco a capire come essere categorizzati all'interno del DMS-5 possa essere un problema. Se uno non fosse diverso, non ci sarebbe bisogno di nulla e non si rientrerebbe in nessuna diagnosi. (Il fatto di essere più' o meno diverso ha a che fare con il concetto di statistica). I problemi sono creati dalla incapacità di parte della società di mettersi in rapporto con la diversità, non dal manuale. Ci dovremmo preoccupare che un ragazzino Asperger non rientri nei criteri diagnostici, e quindi non abbia accesso ai mezzi di supporto, non del viceversa. Non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca. Io la vedo cosi'.

    mandragola77WBorg
  • mamma_francescamamma_francesca Veterano Pro
    Pubblicazioni: 945
    Vabbè se uno non vuole capire che essere categorizzati all'interno del DSM-5 può portare dei problemi, probabilmente la pensiamo in maniera diversa.
    Io penso anche solo alla questione lavorativa, dove avere una diagnosi psichiatrica provoca delle discriminazioni fortissime. E infatti la maggior parte delle persone adulte su questo forum se ne guardano bene da andarlo a dire al datore di lavoro. Nelle categorie protette la disabilità da manuale DSM-5 viene anche li discriminata perchè soggetta a chiamata diretta. Se la scienza parla di "malattia mentale" non mi dite che non influisce sulla cultura e sulla società. Già se parlasse di malattia neurologica e se il medico di riferimento fosse il neurologo e non lo psichiatra sarebbe meglio!

    Poi penso che un ragazzino Aspie che non rientra nei criteri diagnostici di oggi - che sono molto ma molto ampli rispetto ad un tempo - non ha bisogno di chissà che mezzi di supporto; se non ci rientra è perchè il suo modo di essere non gli pregiudica il suo funzionare nella società quindi è giusto che non abbia una diagnosi psichiatrica, il contrario gli porterebbe più penalizzazione che aiuto.

    Non è vero che essere mancini non comporti difficoltà particolari perchè comunque la scrittura e la lettura (e tutti gli oggetti) sono pensati per destrorsi e quindi si fa necessariamente molto più fatica ad avere una buona calligrafia o a disegnare o ad usare gli oggetti. Magari tra 100 anni - in un mondo diverso e ipertecnologico - qualcuno dirà la stessa cosa di un asperger, che non comporta difficoltà particolari, e che un tempo erano discriminati per motivi di tipo culturale.

    Ovviamente stiamo parlando di bambini e ragazzi senza problemi cognitivi e senza problemi di autonomia individuale - che sono perfettamente in grado di andare in un bar ad ordinare un gelato e pagarlo, leggere un menù e dire al cameriere cosa vogliono, scegliere vestiti e scarpe, che sanno prendere un mezzo pubblico, andare in giro da soli - all'età giusta -, che hanno il senso del pericolo, ecc., ma che hanno un diverso modo di ragionare e diversi gusti e che quindi fanno fatica principalmente sotto il profilo sociale e a relazionarsi, nel senso che hanno scarso tatto, dicono le cose in modo sbagliato, non sanno manifestare in modo corretto le emozioni, sono troppo ansiosi, ecc. Io penso che possono essere aiutati con un supporto adeguato - che quindi non deve essere troppo - senza il bisogno di una patologia psichiatrica. Perchè secondo me spesso si finisce per trovarsi in situazioni dove un ragazzo che può avere una certa autonomia se la vede restringere anche solo per ragioni burocratiche.

    Non dico che non ci voglia una richiesta medica per gli ormoni (ci mancherebbe !), dico che non è necessaria una diagnosi di patologia e soprattutto di patologia psichiatrica: si potrebbe benissimo seguire la situazione - ovviamente monitorati sotto il profilo medico e anche psicologico - senza avere una certificazione di patologia psichiatrica. Anche chi ha ad es. una malattia oncologica viene supportato sotto il profilo psicologico, senza patologia psichiatrica!

    Forse la terza via qua cercata starebbe proprio nello spostare la competenza dallo psichiatra al neurologo e andare a "vedere" le problematiche - es. ipersensibilità - legate alla diversità cerebrale. Penso che cambierebbe piano piano anche la cultura.
    SirAlphaexaMikiWBorgamigdala
  • rosi_pomeliarosi_pomelia Colonna
    Pubblicazioni: 330
    Che soddisfare i croteri diagnostici possacomportare dei problemi è ovvio. Se una persona ha alcune caratteristiche Asperger che non bastano a doddisfare i criteri, per definizione se la cavada sola e il problema è risolto alla radice. Se invece necessità di aiuti deve avere delle difficoltà. Un ragazzino che ha bisogno del sostegno o dell'assegno mensile per seguire le terapie, costa allo stato decine di migliaia di euro. Purtroppo i fondi non ci sono per tutti. Come gestirebbe la cosa? Creando i criteri di cosa? Diagnostici no, perché se c'è una diagnosi converra che c'è un disturbo. La discriminazione a scuola avviene perché non c'è accoglienza per il diverso: nero, gay, Asperger etc. I compagni di scuola neanche sanno cosa sia il DMS. Sentono la diversità a pelle.
  • rosi_pomeliarosi_pomelia Colonna
    Pubblicazioni: 330
    Inoltre preferisco avere un disturbo di tipo mentale, che una malattia oncologica.
  • mamma_francescamamma_francesca Veterano Pro
    Pubblicazioni: 945
    Qui si sta parlano di una terza via proprio perchè non esiste solo il bianco e il nero, cioè chi se la cava del tutto da solo pur essendo diverso (senza neanche un percorso di supporto psicologico cognitivo comportamentale di poche ore in alcuni momenti più critici) e chi necessita di sostegno a scuola e terapie continuative, ma anche molte situazioni intermedie in cui sarebbe meglio avere la possibilità di un intervento senza per forza passare attraverso una diagnosi che purtroppo ancor oggi viene definita dalla scienza "malattia mentale". Soprattutto considerando che attualmente la diagnosi medica non porta a trattamenti medici ma bensì psicoeducativi.
    Comunque la mia proposta, per chi necessita per gli aiuti di essere definito disabile, era quella di spostare la competenza al neurologo, o almeno al neuropsichiatra che forse suppongo esiste solo per i bimbi, mentre non ha senso che sia in capo alla psichiatria. E togliere l'autismo dal campo della "malattia mentale" e della "disabilità psichica".

  • rosi_pomeliarosi_pomelia Colonna
    Pubblicazioni: 330
    Mi dispiace, non vi seguo. :
  • rosi_pomeliarosi_pomelia Colonna
    modificato July 2017 Pubblicazioni: 330
    Sono una persona pratica e realistica. Già è difficile ottenere i supporti con una diagnosi di disturbo mentale (disturbi di apprendimento, OCD, depressione, bulimia), figuriamoci se l'autismo fosse inserito nel manuale delle "diversità". Non sarebbe meglio lavorare affinché le parole "disturbo mentale" non mettessero tutta questa paura? Anche ai diretti interessati? Un abbraccio
    Post edited by rosi_pomelia on
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