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Siete persone creative?

Siete persone creative?
Siete anche schematiche? Razionali? Routinarie?
Supponendo (premessa personale) che la creatività abbia una componente "selvaggia" "caotica" "indomata" poco razionale, come vivete la coesistenza di questa con la necessità di ordine, il metodo, la razionalità?
In che ambito esprimete la vostra creatività?
Mi interessa molto questo tema.
Scrissi alcune considerazioni sul processo creativo mesi fa senza riferirmi nello specifico a nessuna teoria, solo all'esperienza personale.
Pensate che la minuziosità e il perfezionismo, il metodo, la disciplina siano più utili dell'impulsività creativa al fine di ottenere un buon prodotto?


Grazie
Un caro saluto
Bibi
maxwax67
«1

Commenti

  • pokepoke Andato
    Pubblicazioni: 1,721
    mah, io credo che in me coesistano le due nature.
    Non associo necessariamente, la creatività alla natura selvaggia, ma piuttosto alla necessità di esprimere la fantasia. Che è una componente della razionalità. Proprio negli spazi vuoti degli schemi, si può sentire il desiderio di esprimere quello che non è razionalizzabile.
    In merito alla routine, posso dire che raramente ho trovato persone che amassero l'interruzione delle routine sostituite da scelte altrui.
    Marco75OrsoX2
  • LifelsLifels Colonna
    Pubblicazioni: 1,675
    Penso di essere una persona creativa.

    Sono molto razionale ma possiedo un istinto indomabile.

    Odio la routine, ma i cambiamenti mi provocano ansia.

    Sono schematico e perfezionista nello sviluppare ciò che mi interessa.

    La mia creatività si manifesta nella risoluzione di problemi, nello sviluppo di idee, in un modo di pensare fuori dagli schemi.
    Tutto “tra virgolette”

  • LifelsLifels Colonna
    Pubblicazioni: 1,675
    bibi ha detto:

    Pensate che la minuziosità e il perfezionismo, il metodo, la disciplina siano più utili dell'impulsività creativa al fine di ottenere un buon prodotto?


    Penso che al fine di sviluppare un buon prodotto, sia utile possedere tutte queste caratteristiche.

    Qualora non fossero tutte presenti in un individuo, il problema si può risolvere con la collaborazione.
    Tutto “tra virgolette”

  • Marco75Marco75 Moderatore
    Pubblicazioni: 2,043
    Io esplico la mia creatività in un campo in cui, in realtà, c'è bisogno di parecchia sistematizzazione (ora non è il caso di essere più specifici). La creatività "libera", nel mio caso, ha comunque bisogno di essere stimolata attraverso certi schemi.

    L'autodisciplina e la metodicità, nel processo creativo, però mi mancano un po', dico la verità. Tendo molto a distrarmi e a "partire per la tangente".

    La routine, invece, almeno un minimo mi serve. I cambiamenti, specie se involontari, non li affronto mai con totale tranquillità. E, se mi ero fatto uno schema in mente e questo viene stravolto, un minimo di rabbia è inevitabile.
    "There are those that break and bend. I'm the other kind"

    Cinema, teatro, visioni
  • NewtonNewton Pilastro
    Pubblicazioni: 5,140
    Credo che sia un po' un mito, quello della creatività confusionaria e di puro istinto.
    Per scrivere dei testi molto creativi bisogna comunque conoscere il metodo, così come in pittura o in altri campi. Per me la creatività è mettere strumenti, tecniche e metodo al servizio delle idee.
    bludiprussiaFenice2016AJDaisyOrsoX2WBorg_Andato
  • AlexMooreAlexMoore Membro Pro
    Pubblicazioni: 102
    Ho scritto un libro e dei racconti brevi, non so se conta come creatività visto che è tutto a livello "homemade" (nel senso che non è stato letto da nessun editore). Inoltre tempo fa giocavo ai giochi di ruolo, dove improvvisare le azioni del personaggio che giochi è essenziale per il suo funzionamento.
  • patapummpatapumm Membro Pro
    Pubblicazioni: 57
    Credo che la vera Arte sia nel confine. Nel perfetto bilanciamento tra la parte "bambinesca" (preferisco questo termino al "selvaggia") e quella che razionalmente offre consapevolezza, cogito, crea collegamenti ed elaborazioni.
  • CorocottasCorocottas Pilastro
    Pubblicazioni: 1,250
    Sei una persona creativa? Sono una persona che non ferma mai il cervello, sia che si tratti di inventare cose nuove, sia che si tratti di cretinate, non so se questa possa essere chiamata creatività. Sicuramente ciò mi porta a elaborare cose (a livello grafico, musicale, letterario eccetera) che possono tornarmi utili una volta o l'altra, e quando succede, che una delle certe cose che ho fatto torni utile e io la utilizzi, può dar l'idea che io sia il genere di persona che ha l'idea giusta al momento giusto, ma non è così: attingo quasi sempre a una ''libreria di oggetti'' depositati nella mia mente (o già messi sulla carta o altro supporto) in altri tempi e per altre ragioni, quasi sempre di puro svago, senza aspettarmi che possano o debbano tornare utili prima o poi. Ecco, forse c'è della creatività nel fatto che, trovando spesso deludente secondo i miei canoni gran parte di ciò che trovo in giro, è più facile che, per divertirmi o ammazzare il tempo, sia io stesso a inventare una storia, un personaggio, a riarrangiare una canzone.

    Sei anche schematico? Razionale? Routinario? Sè e no. Ovvero: non lo sono per niente nell'organizzazione della mia vita, lo sono invece molto nei dettagli. Se si osservano, a caso, due miei giornate tipo (e non dico il giorno di Natale e il primo giorno di rientro dalle ferie, ma due giornate ''confrontabili'', mettiamo due lunedì in un periodo dell'anno senza feste, o due domeniche libere) sarà molto difficile notare elementi comuni nella distribuzione dell'attività tra le due giornate e nel tipo stesso di attività svolte. Cambio frequentemente casa, Paese e lavoro; difficilmente mi si vede sempre con le stesse persone; non ho cibi che mangio sempre, eccetera. Seguo invece schematismi che rasentano la ritualizzazione nelle piccole attività quotidiane: il mangiare (ho un modo tutto mio di mangiare del quale ho già parlato più volte e lo considero un atto talmente intimo e personale che, come i cani, preferisco ritirarmi con il mio cibo dalla vista di tutti, se posso farlo), il percorso da seguire quando si va da qualche parte, eccetera. Non so se sia da creativi; considerando però che si tratta di espedienti per combattere la noia e trasformare in ''attività'' cui si deve prestare attenzione quelli che sono spesso dei semplici gesti meccanici, allora forse sì.

    Supponendo (premessa personale) che la creatività abbia una componente
    "selvaggia" "caotica" "indomata" poco razionale, come vivi la
    coesistenza di questa con la necessità di ordine, il metodo, la
    razionalità?
    Questa è la domanda cui è più difficile rispondere, perché io faccio davvero molta fatica a tenere a bada le bizzarrie della mia mente; e se una mente creativa è un aiuto in determinate situazioni, può diventare un impiccio in altre. Una mente creativa predispone alla curiosità; la curiosità fine a sé stessa (ovvero non riguardante strettamente il proprio campo) è spesso nemica dell'efficienza, e le conseguenze, se la si asseconda troppo, possono essere catastrofiche. Quando avevo vent'anni o poco più, persi un anno di università per una sorta di disturbo ossessivo compulsivo che avevo sviluppato riguardo le strade della mia città: siccome all'università andavo a piedi, inizialmente partivo da casa con molto anticipo per farmi una passeggiata magari allungando il giro e passando in qualche luogo che mi piaceva; col tempo, però, ormai conoscevo ogni angolo e i giri si allungavano sempre di più, e allora ad ogni strada laterale dovevo deviare, andare a vedere dove conduceva, e di qui continuare e continuare, finché successe che mi ritrovavo a chilometri di distanza dalla mia facoltà, trascorrendo intere giornate solo a camminare a piedi per vedere dove portassero tutte le strade. Sapevo che ero fermo all'università esclusivamente per quel motivo, ma per l'appunto era più un disturbo ossessivo compulsivo che una semplice curiosità, per cui avevo la convinzione che se non l'avessi fatto, sarebbe accaduto qualcosa di spiacevole; a volte m'imponevo di tornare sui miei passi e riprendere la strada ''giusta'', ma dopo cento, duecento metri, mi cresceva dentro un disagio sordo che non potevo controllare, allora rallentavo con la testa in subbuglio, finché mi bloccavo proprio tipo robottino, facevo dietrofront e ricominciavo compulsivamente la ricerca delle strade. C'erano poi altri aspetti più bizzarri di questa storia ma non mi dilungo ora perché ne ho già parlato spesso e poi questo topic è sulla creatività e non sul DOC. Col tempo ho comunque iniziato ad addomesticare questa sorta di curiosità patologica, declinandola in maniere più consone a quello che facevo: per esempio, quando lavoravo come architetto, se avevo da scrivere una relazione su una nuova casa che si doveva costruire ed era richiesto il parere dell'ufficio comunale per la tutela del Paesaggio, che vuole anche l'inquadramento storico del sito (per verificare che l'opera in quel contesto sia realizzabile e non ''stoni''), io scrivevo relazioni di pagine e pagine, documentandomi sulle origini del sito in epoca preistorica, sulla colonizzazione romana, sui fatti curiosi e poco noti avvenuti nell'area, aggiungendo foto d'epoca pescate nei meandri della rete... ma non è che ci spendessi giornate, il tutto lo facevo in un'ora o due, cioè il tempo che i miei colleghi avrebbero impiegato a scrivere una relazione ''normale''. Inutile dire che le relazioni le scrivevo sempre io e ne ero molto contento, perché scriverle mi piaceva. Ora vivo nell'unico modo che la mia forma mentis mi consente: sempre in giro, sempre lontano dalla mia casa e città natale, lavorando saltuariamente, part time, con impieghi non impegnativi quando ho bisogno di denaro e dedicando tutto il resto del mio tempo e delle mie energie a conoscere e inventare, e cercando di ottenere anche soddisfazioni dai miei deliri creativi (cosa che con la musica mi è già successa).

    In che ambito esprimi la tua creatività? Non credo ci sia un ambito prevalente: se si considerano la maggior parte delle attività che svolgo (musica, disegno, scrittura ma anche cucina, viaggi, sessualità), credo che in ciascuna ci sia una componente creativa che mi impedisce di viverle in modo tipico, dove con tipico intendo il modo in cui le intendono la maggior parte delle persone. Comunque in genere la creativià per me riempie un ''vuoto'': per esempio, se voglio leggere un libro che tratti di un determinato argomento con un determinato approccio a quell'argomento e non lo trovo, mi metto a scrivere io quello che vorrei trovare (è solo un esempio).

    Pensi che la minuziosità e il perfezionismo, il metodo, la disciplina
    siano più utili dell'impulsività creativa al fine di ottenere un buon
    prodotto?
    L'impulso creativo nel mio caso dà il la, senza quello il perfezionismo non serve a niente; poi, una volta avuto l'impulso creativo e iniziata l'opera, allora sì, divento iperattento ai dettagli, al punto che posso interromperla a tempo indeterminato se non riesco a far ''quadrare'' determinati particolari. Ma ciò può essere a volte, sotto certi aspetti, quasi controproducente. Faccio alcuni esempi: sto terminando in questi giorni un disegno che rappresenta una scena che si svolge alla periferia di una città italiana tra il II e il III secolo d.C. (quindi l'epoca di transizione tra la piena età imperiale romana e la decadenza del tardo impero). Nonostante si tratti di un'opera che poteva essere terminata in un tempo relativamente breve (è un foglio A4 alla fine), saranno almeno due settimane che ci sono dietro e questo perché per poter rappresentare i dettagli nel modo più plausibile possibile, mi sono documentato minuziosamente su tutto: prima sono andato a leggermi i resoconti degli scavi archeologici in cui sono stati ritrovati dei carri, perché la scena rappresenta tra le altre cose un veicolo passeggeri pronto per la partenza; poi, siccome gli unici reperti di carri civili originali trovati durante degli scavi erano di tipo agricolo e di un'epoca precedente, li ho confrontati con quelli rappresentati nei bassorilievi (per forza di cose stilizzati e quindi imprecisi) per capire quanto avesse senso ispirarvisi; altri particolari li ho tratti spulciando fonti degli scrittori dell'epoca - spesso sono solo vaghi accenni, una frase, una descrizione buttate lì non certo per dare ai posteri un'idea di come fosse la vita ai loro tempi, ma sono preziosissime - e altri ancora li ho ricavati, per via indiretta, dal confronto tra altri dati (per esempio il fatto che, come oggi, esistessero strade veicolari a doppio senso, a senso unico e probabilmente anche sensi unici alternati). Ho letto anche i trattati zootecnici del tempo per capire quale fosse l'aspetto dei cavalli e dei muli (diamo per scontato che gli animali domestici dell'antichità fossero uguali a quelli d'oggigiorno, ma nella maggior parte dei casi non era affatto così). Ne è uscita una scena interessante, ma che difficilmente potrebbe trovare spazio su un libro di storia o su un'opera divulgativa, proprio perché il pubblico, osservando una scena di quell'epoca, si aspetta nient'altro che marmo bianco, colonne e bighe, e invece la scena che è ''uscita fuori'' basandomi sui documenti suddetti sembra proprio ambientata in un'epoca diversa, magari il Cinquecento o addirittura più tardi. Questo era un esempio per dare un'idea di come agisco quando sono al lavoro su qualcosa che è scaturito da un impulso creativo; questo ragionamento posso trasferirlo anche sulla musica, sulla letteratura e sulla maggior parte delle mie opere.

    Spero di aver risposto a tutto... se del caso, mi fa piacere anche approfondire ulteriormente :)
    MononokeHimeOrsoX2iieSophia
  • OrsoX2OrsoX2 Veterano Pro
    Pubblicazioni: 860

    :) La mia è creatività "autopercepita". Ma mi sa che qui siamo tutti creativi autopercepiti.

    Anch'io ho la sensazione di non fermare mai il cervello. Cerco comunque di essere il più possibile schematico, razionale, routinario, metodico, disciplinato, e perseverante, per non distrarmi troppo e continuare a "vivere nel presente". Da giovane ero perfezionista (adesso per fortuna riesco a trattenermi). Cerco di individuare nei miei interessi speciali gli aspetti meno astrusi, in modo poi da "mettere insieme i pezzi". Alla fine, anche adesso, in genere al mattino quando mi sveglio oppure durante una passeggiata, mi capita di avere qualche idea "associativa" interessante.
    Quando lavoravo, le idee mi sono servite a mantenere un minimo di decoro scientifico fino al pensionamento, e in qualche modo hanno ovviato alla mancanza delle risorse comunemente necessarie per la ricerca: purtroppo la mia era ricerca applicata, non facevo il teorico. Schematicità, razionalità e metodo erano (e sono tuttora) indispensabili per impostare in modo rapido ed efficiente dei progetti fattibili, sempre partendo da una buona conoscenza dello stato dell'arte.

    Oggi la creatività "autopercepita" mi serve per la vita quotidiana, spesso per le piccole cose, tipo rialzare la base del pc portatile con anelli tagliati dal tubo di gomma per annaffiare le piante oppure per preparare varianti di ricette di cucina (p.es. risotto con modica aggiunta finale di crema di semi di sesamo, hummus preparato per poter utilizzare piselli duri perché cotti troppo in padella, ecc.)... oltre che per fare battute.

    :) Spero di non essermi dilungato troppo in questo narcisimo da orso.

    CorocottasSophia
    ("Caducità delle umane cose!" - considerazione indifferentemente attribuibile a Umani e Non)
  • CorocottasCorocottas Pilastro
    modificato July 2017 Pubblicazioni: 1,250
    @OrsoX2 ti ho messo la reaction ''non capisco'' perché non mi sono chiari due aspetti.

    Il primo è cosa intendi con creatività autopercepita. Suggerisci (arbitrariamente credo, ché immagino tu non conosca personalmente tutti gli utenti) che tutti siamo creativi autopercepiti, cosa intendi? Non capisco se intendi l'autocoscienza, l'esser consci della propria creatività, o se il messaggio non è piuttosto che ''si fa presto a essere convinti d'esser chissà chi e dire d'esser capaci a fare questo e quello, qui ci definiamo tutti creativi ma bisogna vedere se lo si è davvero''.

    Secondo, non ho capito cosa c'entri con il narcisismo il rispondere a domande relative alla propria creatività, autopercepita o meno; è ovvio che chi risponde a questo topic vuole parlare del suo modo di intendere e di vivere la creatività, questa non è una gara a chi sa fare più cose.
    Post edited by Corocottas on
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