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Facebook obbliga il NT a comportarsi da ND? Fa intuire al NT le difficoltà sociali del ND?

Per ogni NT, per esperienza diretta, con FB si creano, molto più spesso che in passato, incomprensioni e liti.

1. Reazioni offensive o dubbie. La reazione mi piace, ancora molto utilizzata, ad una notizia negativa per un gruppo od etnia, come va inteso? Mi piace che sia avvenuto o mi piace che l'hai pubblicato? Sono reazioni completamente opposte.

2. Richiesta di amicizia. È un interruttore on/off; nella vita sociale difficilmente si chiede: vuoi essere mio amico? Semplicemente ci si presenta, ci si conosce e da qui possono avvenire uno spettro di relazioni che vanno dalla conoscenza data dal saluto freddo con evitamento al fidanzamento o matrimonio. Ed in mezzo relazioni più o meno affettive, tra l'altro variabili nel tempo e nel contesto. Senza un'ufficialità passibile di ritiro. È successo a me, ma so anche di altri, di ricevere richiesta di amicizia da parte di semplici conoscenti con cui si è in buone relazioni di stima, accettarla, per poi vedersi, a breve, di nuovo cancellati dagli amici senza magari aver pubblicato un solo post. La sola spiegazione che mi do è la diversità di vedute su alcuni mi piace. Nella vita sociale si sarebbe rimasti "amici", a distanza, senza conoscere molto l'uno dell 'altro, e senza la domanda che resterà senza risposta: -perché mi ha cancellato dagli amici?-

3. Sei online. Ti ho mandato un messaggio perché non mi hai risposto? Eppure sei stato online nel tempo successivo al messaggio! Le bugie sociali non hanno più modo di esistere.

4. Inviti a gruppi oppure a mettere mi piace. Un invito del genere equivale a forzare una persona ad un interesse speciale, un po' come quando noi "rompiamo" con i discorsi e le news sui nostri interessi. Ti deve piacere per forza, clicca su mi piace, e tutti lo devono vedere e sapere. Certo ti puoi rifiutare, ma l'altro si potrebbe offendere.

5. Pubblicazioni, condivisioni e mi piace di pagine offensive per altri. Anche qui, è tutto visibile agli amici o, addirittura, al mondo intero. E ci sarà sempre qualcosa che piacerà ad alcuni e ci farà odiare da altri. Un ND ha le amicizie divise per compartimenti stagni: per noi che siamo abituati, su FB è però molto più complesso, immaginate per un NT: gruppo dei vegani e dei cacciatori, dei religiosi e degli atei, degli amici di destra e quelli di sinistra, della medicina tradizionale e di quella alternativa. È impossibile.

6. Compleanno a chi si e a chi no? Nella vita comune è abbastanza semplice: si danno gli auguri a quelli vicini fisicamente ed affettivamente. E ti ricordi a chi li hai dati. Su FB ricevi auguri da semplici conoscenze, che normalmente non te li darebbero. E poi dovresti ricordare che te li hanno dati, o ricontrollare, per evitare che si offendano. Qui dovrebbe valere la regola del "a tutti o a nessuno". Una specie di "obbligo alla rigidità sociale nel web".

Insomma, per farla breve, ho l'impressione che un neurotipico cominci ad avere bisogno di un libretto di istruzioni sociali per le relazioni sui social, come noi ne avremmo bisogno anche nella vita di tutti i giorni.
89mattcvrondinella61Marco75woodstockNemoAlexMooremandragola77
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Commenti

  • 89mattcv89mattcv Membro
    Pubblicazioni: 32
    Secondo me, Facebook negli ultimi anni è peggiorato. Se prima, ognuno disponeva di un maggiore diametro di libertà di scelta nel cosa pubblicare, adesso ho l'impressione che sia stato standardizzato ancora di più. In pratica è stato tramutato in un canale di comunicazione con dei propri codici di comportamento ed un linguaggio (una vera e propria neolingua di orwelliana memoria) sempre più superficiale e vuoto, dal quale non è possibile discostarsi, pena una vera e propria ostracizzazione da parte dei contatti che ti hanno aggiunto. Senza contare che oramai è diventato un inutile contenitore di memes, demenziali anche quando non ce n'è la necessità. Dopo un tira e molla tra disattivazioni e riattivazioni, mi sono definitivamente cancellato lo scorso anno. Lo lascio ai NT, io non ho più nulla di cui pavoneggiarmi.
    osurwoodstockAJDaisySirAlphaexa
  • osurosur Veterano Pro
    Pubblicazioni: 494
    89mattcv ha detto:

    In pratica è stato tramutato in un canale di comunicazione con dei propri codici di comportamento ed un linguaggio (una vera e propria neolingua di orwelliana memoria) sempre più superficiale e vuoto, dal quale non è possibile discostarsi, pena una vera e propria ostracizzazione da parte dei contatti che ti hanno aggiunto. Senza contare che oramai è diventato un inutile contenitore di memes, demenziali anche quando non ce n'è la necessità.

    Il fatto è che dipende dal livello dell'utente medio. La maggior parte di loro non posta scritti di propria mano, ma condivide: è una involuzione sociale e comunicativa.
    Ma questo è un po' OT.
    rondinella61woodstockamigdala89mattcvAJDaisySirAlphaexamandragola77
  • Marco75Marco75 Veterano Pro
    Pubblicazioni: 657
    Io parto dal presupposto che l'"amicizia" su FB non è un'amicizia (infatti forse sarebbe il caso che si decidessero a cambiare questo - improprio - termine) ma un semplice contatto, che permetta reciprocamente di vedere le cose che si pubblicano. Punto. Quindi, se vuoi essere mio "amico" su FB, al 99% ti dirò di sì, a meno che tu non sia (palesemente) una persona talmente lontana dai miei valori, che mi darà fastidio anche solo l'idea di avere a che fare con te. Se scopro ciò DOPO averti concesso l'amicizia (è capitato) molto probabilmente non solo ti rimuoverò dalla lista, ma ti bloccherò pure.
    Al resto, sinceramente, faccio poco caso. Non frequento quasi per niente gruppi, ultimamente ne sto seguendo solo due dedicati all'Asperger, col mio secondo profilo (quello non ufficiale). Sono molto cauto nella partecipazione a discussioni politiche (prima mi ci buttavo con più facilità) visto che so come vanno quasi sempre a finire. I "mi piace" li metto quando qualcosa davvero mi piace/interessa, a meno che non si tratti di una richiesta di un amico o di una persona a cui tengo molto. Se ci sono incomprensioni (capita) cerco di spiegarmi, e quasi sempre le cose si appianano.
    Comunque è vero, con un mezzo come FB le differenze tra nt ed nd sono molto più sfumate. A parte cose come l'interpretazione letterale delle frasi (che per noi - per me, almeno - resta più frequente, a prescindere dal canale comunicativo) e un modo forse diverso di usare/interpretare l'ironia, la comunicazione virtuale rende meno evidenti le differenze. Specialmente se non ci si lancia in dialoghi molto serrati, o in botta e risposta su specifici argomenti. Concordo sull'involuzione che ha subito il mezzo negli ultimi anni, ma questo è un altro discorso...
    Landauer
  • iieiie Veterano Pro
    Pubblicazioni: 390
    Premessa: non ho mai usato Facebook, quindi la mia opinione si basa unicamente sulla descrizione data da osur nel suo post iniziale.

    Ci vengono poste due domande:

    Facebook obbliga il NT a comportarsi da ND?
    Fa intuire al NT le difficoltà sociali del ND?


    Secondo la mia esperienza personale, la risposta a entrambe le domande è no. Sento, cioè, che né i miei "comportamenti" né le mie "difficoltà sociali" siano in alcun modo rappresentati nei sei punti che sono stati qui illustrati.
    ValentaBlindAJDaisy
  • BlindBlind Colonna
    modificato 12 August Pubblicazioni: 1,369
    iie ha detto:

    due domande:

    Facebook obbliga il NT a comportarsi da ND?
    Fa intuire al NT le difficoltà sociali del ND?


    Secondo la mia esperienza personale, la risposta a entrambe le domande è no. Sento, cioè, che né i miei "comportamenti" né le mie "difficoltà sociali" siano in alcun modo rappresentati nei sei punti che sono stati qui illustrati.

    Mi permetto di aggiungere pure che in quei sei punti si giunge a conclusioni "curiose" ma non necessariamente corrette, probabilmente perché frutto di una speculazione che trascura l'elemento più importante alla base dell'uso di Facebook (e dei social in generale): la superficialità.

    - Pubblichi una bella notizia? Mi piace.
    Condividi la notizia di una strage o un attentato? Mi piace.
    C'è differenza tra i due 'mi piace'? Si ma è implicita e la capiscono tutti, quindi non serve dare spiegazioni (delle spiegazioni non frega a nessuno: sui social la comunicazione è veloce, simbolica, quasi monosillabica)

    - Ci conosciamo già?
    Si > ti aggiungo/mi aggiungi e accetti/ti accetto senza problemi;
    No ma sei figa/figo quindi ti aggiungo. Non mi conosci ma mi trovi interessante è così accetti la mia richiesta (quasi la totalità delle richieste di amicizia tra sconosciuti ha un secondo fine, più o meno esplicito, di natura sessuale)

    - La non risposta dopo la visualizzazione è una grande "palestra" per le bugie (sociali e non): prima o poi bisognerà dare una spiegazione per non aver risposto, usando tutta l'immaginazione possibile...

    - Un click del mouse su un gruppo o un (falso) "forse ci sarò" di un evento non è affatto come ascoltare qualcuno che parla per ore di qualcosa che non ti interessa. Invito, click, riprendi a fare quello che stavi facendo ("...cosa ho cliccato? Boh, che importa, tanto X non lo vedo mai...")

    - (il punto 5 non l'ho capito: tutti pubblicano tutto ma non sempre mettono il 'mi piace' su tutto quello che hanno condiviso gli altri. Se qualcuno vede una cosa che non gli aggrada, semplicemente scorre oltre: un colpo di rotella o una "strusciata" di dito e il contenuto sgradito lascia spazio ad altro sullo schermo. Nessuno pensa male degli "amici" per qualcosa che sparisce così in fretta)

    - Tutti fanno gli auguri a tutti perché ci sono le notifiche a ricordarti di scrivere 'auguri' al momento giusto.
    Se quel giorno non eri connesso, pazienza: l'anno successivo avrai di nuovo la notifica e sarà come se non fosse mai accaduto nulla (da un certo punto di vista direi che è quasi meglio così: nella mia famiglia ci sono parenti che non si parlano da anni perché qualcuno, vent'anni fa, si è dimenticato di fare una telefonata...)

    amigdala89mattcvMikiwolfgangAJDaisyiieNewtonmandragola77
    Post edited by Blind on
  • osurosur Veterano Pro
    Pubblicazioni: 494
    @Blind ti spiego meglio cosa intendo nei due punti dubbi.

    Al primo, non sempre le reazioni sono tanto logiche ed implicite. Ad esempio: viene condivisa la notizia che un cacciatore viene ucciso da un compagno di caccia. Un "mi piace" può essere messo sia da un cacciatore dispiaciuto per l'accaduto che da un convinto animalista. Ma con motivazioni completamente opposte, ed immagina tali reazioni messe da persone che l'autore della condivisione non conosce per nulla o quasi. Si trova nella condizione di uno che non sa cosa ha pensato, in realtà, al riguardo, l'autore di una tale reazione.
    Ho fatto l'esempio del "mi piace" e non delle altre reactions perché fino a poco tempo fa c'era solo quella e tuttora viene utilizzata in maniera generica da molti.

    Riguardo il punto cinque non sono così sicuro che "nessuno pensa male degli "amici" per qualcosa che sparisce così in fretta", cioè ritengo verosimile che si possano creare almeno antipatie in seguito alla chiara manifestazione di condividere determinate idee politiche, filosofiche, religiose etc.
    Nemo
  • torukhtorukh Colonna
    Pubblicazioni: 1,434
    Io ho cancellato l'account 4 mesi fa perché mi rubava del tempo che potevo usare per fini molto più utili.
    Ho sempre trovato estremamente fastidiosa l'usanza degli auguri, perché è un sistema informatico che ti sta ricordando che compio gli anni oggi e ciò è evidenziato dal fatto che ricicci fuori a scrivermi sulla bacheca solo per il compleanno quando nel resto dell'anno non mi caghi nemmeno di striscio.

    Non pubblicavo la buona parte dell'immondizia che invece rappresenta la prassi dell'utente 30enne medio.

    Non scrivevo banalità.

    Non era un posto per me...
    AJDaisyosur89mattcv
  • fattore_afattore_a Colonna
    Pubblicazioni: 1,906
    Internet è il nostro sistema nervoso fuori dal nostro corpo. Facebook, che per molti è Internet, diventa la parte del cervello che gestisce al posto nostro i rapporti sociali, però aggiunge funzioni a noi ancora sconosciute e - forse - inutili.

    Facebook annulla il tempo e lo spazio, senza considerare la complessità dei rapporti umani che appartengono a luoghi e a tempi precisi. Google+, per esempio, aveva introdotto le cerchie.

    Per come funziona, Facebook ammette solo il consenso. Senza il consenso non esisti. Se un link ha tanti line, allora anche a te deve piacere.

    Fatte queste mie premesse, Facebook crea incomprensioni perché tratta i milioni di casi della vita tutti allo stesso modo. Sbagli, però, la gente a riversare tutto su Facebook (o su Internet), caricandolo di aspettative impossibili da realizzare. Tu usi Facebook come qualsiasi persona dall'altra parte della Terra, senza contare la cultura diversa, la vita diversa, le esperienze diverse, il modo di pensare diverso.

    Anche al MC Donald tutti mangiano lo stesso panino allo stesso modo, annullando gusti, cultura, tempi, luoghi ecc.

    Lo sbaglio è caricare del significato che non ha il semplice scambio di byte tra un utente e l'altro. Alcuni si sono amputati il sistema nervoso e usano Internet e Facebook, che sono il sistema nervoso esterno.
    Ad esempio, molti smettono di memorizzare perché c'è Google come memoria esterna facile da usare e più efficiente di un umano. Perso l'uso della memoria, Google è caricato di significati e funzioni che non ha.
    Landauer89mattcv
  • AlexMooreAlexMoore Membro Pro
    Pubblicazioni: 100
    osur ha detto:

    Per ogni NT, per esperienza diretta, con FB si creano, molto più spesso che in passato, incomprensioni e liti. 

    A voler essere cattivi verrebbe da dire che è così perchè tante gente vorrebbe essere diversa da quello che è, ma la pressione che ne riceverebbe dalla società sarebbe talmente alta che per lo meno in pubblico considerano più conveniente rimanere "normali". Poi una volta a casa, magari dietro l'anonimato, si comportano come realmente vogliono.
    Discorso generico il mio eh ;)
  • BlindBlind Colonna
    Pubblicazioni: 1,369
    fattore_a ha detto:

    Per come funziona, Facebook ammette solo il consenso. Senza il consenso non esisti. Se un link ha tanti line, allora anche a te deve piacere.

    Non credi sia troppo... semplice ridurre tutto all'omologazione?
    Certo, qualsiasi mass media che raggiunga la "massa" in maniera quanto più capillare possibile contribuisce ad influenzarne le opinioni e ad omologarle ad un pensiero comune ma la relazione "omologazione <=> stupidità" mi sembra fin troppo riduttiva.

    Riprendo la tua similitudine e ti chiedo: hai mai mangiato in un Mac Donald italiano ed in uno straniero?
    Io si. Appena arrivato in un paese straniero, il Mac è uno dei pochi posti dove sicuramente sai cosa ti servono da mangiare - e se hai problemi con la lingua e sei molto selettivo con l'alimentazione, lì puoi andare a "colpo sicuro".
    Eppure... Il 1955 (il panino con carne bovina, bacon, cipolla grigliata, pomodoro e insalata) non ha lo stesso sapore a Roma, a Parigi, a Praga e nella campagna inglese. Sarà la carne che è diversa o i pomodori o l'insalata... non so, ma se stai attento ai dettagli te ne accorgi ;)
    fattore_a ha detto:


    Facebook annulla il tempo e lo spazio, senza considerare la complessità dei rapporti umani che appartengono a luoghi e a tempi precisi.

    Un luogo comune tra i detrattori dei social network è proprio questo: la comunicazione virtuale annulla i rapporti reali tra le persone rendendole stupide e sole.
    Ma se fosse il contrario?
    Alla società moderna il tempo manca proprio. Cioè manca materialmente. Quando si trascorrono dalle 9 alle 12 ore in ufficio, al negozio, a studio o in fabbrica e poi, magari, si torna a casa dalla famiglia, non si ha certo il tempo di frequentare anche gli amici.
    Non è che uno non vuole, è proprio che è finita la giornata, si deve cenare e andare di corsa a dormire, per poi ricominciare tutto da capo il giorno dopo.
    Se leggi un po' di statistiche, la maggior parte dei contenuti su Facebook sono pubblicati durante l'orario di lavoro (tanto che in molte società ne hanno bloccato l'accesso dalla rete aziendale).
    Le persone hanno bisogno di rapporti umani ma non ne hanno (più) il tempo: bisogna lavorare-produrre-guadagnare-lavorare-produrre-guadagnare... Facebook da loro la possibilità di rimanere in "contatto" con centinaia di "amici" pur senza doverli incontrare tutti - per quanto ne so, solo una minima percentuale di amici riesce ad incontrarsi di persona e a condividere del tempo insieme.
    (@osur per questo ti dicevo che la probabilità che qualcuno se la prenda a male perché un "amico" ha pubblicato un contenuto sgradevole è molto bassa).


    -/-
    osur ha detto:

    Ad esempio: viene condivisa la notizia che un cacciatore viene ucciso da un compagno di caccia. Un "mi piace" può essere messo sia da un cacciatore dispiaciuto per l'accaduto che da un convinto animalista. Ma con motivazioni completamente opposte, ed immagina tali reazioni messe da persone che l'autore della condivisione non conosce per nulla o quasi.

    E' esattamente quello che cercavo di dirti: tu ti poni il problema di cosa abbia pensato chi ha messo 'mi piace', molti altri... no. Per molti non sono importanti le opinioni (soprattutto se non sono le loro) ma i 'mi piace', in quanto "materializzazione" dell'apprezzamento altrui per ciò che hanno pubblicato.
    Quella che su Facebook viene chiamata "condivisione" è, più propriamente, esposizione di contenuti (notizie, esperienze, idee, ecc).

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