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Aiutare il bambino a relazionarsi

Buongiorno a tutti. Ieri abbiamo fatto un altra visita e ancora dovremo aspettare un po per i test per capire se realmente il bambino rientra nello spettro autistico. Per ora il sospetto è lieve spettro autistico. I particolari piu evidenti sembrerebbero l ecolalia e il relazionarsi con i bambini, perché il bambino vorrebbe ma non sa come.. Vorrei sapere se qualcuno saprebbe darmi un consiglio su come poter iniziare ad aiutarlo in attesa del test e un eventuale terapia. Grazie ancora a tutti.

Commenti

  • PavelyPavely Membro
    Pubblicazioni: 2,783
    Osservando questo problema, credo che occorra illuminare un passaggio concettuale.

    Ci si relaziona con gli Altri quando si smette di considerare centrale la Vita domestica.

    Costruire relazioni sociali al di là della famiglia, implica abbandonare i luoghi della propria casa, non sentirli più come centrali, riuscire a costruire una distanza non solo emotiva ma personale e intima da essi.

    Si è capaci di costruire un'Amicizia (ad esempio) quando la casa dell'Amico e la Famiglia dell'Amico PUO' iniziare ad essere qualcosa di proprio: si è amici, veramente, di una persona quando casa sua è, IN PARTE, anche un po' casa nostra.

    §

    Nell'Autismo c'è un legame profondissimo tra la persona e la propria casa e, spesso, il bambino autistico non si sente a suo agio in nessun altro luogo che non sia dove vive e, al limite, anche solo la sua stanza.

    Ciò che dobbiamo chiederci, allora, è come creare un d i s t a c c o emotivo con la casa.

    Come fare in modo che il bambino Asperger si senta a suo agio anche in altri luoghi.

    §

    Una volta iniziato questo percorso, la relazionalità migliora immensamente.

    §

    Metaforicamente, si può chiamare questo concetto "Travaso". Così come una pianta - per crescere - ha bisogno di cambiare vaso ogni stagione (ovviamente, se un vaso-"Casa" c'è), così ogni persona Asperger deve IMMAGINARE di poterlo fare.

    Ragionare sul concetto.

    Capire che anche in un Vaso differente si può sopravvivere.

    §

    E' difficilissimo.

    Ma PRIMA di educare alla relazionalità, secondo il mio parere, occorrerebbe spiegare al bambino questo concetto.

    Spiegargli che lui "può trovarsi a suo agio ovunque nel mondo e soprattutto nelle case delle altre persone...".

    §

    Prima dell'amicizia e della relazionalità, riuscire a spiegare come sia possibile vivere e vivere bene anche in altri luoghi.

    (Ma questa, davvero, è la sfida più grande...).
    sara79lollina
  • claluiclalui Veterano
    Pubblicazioni: 233
    Ciao @KKk Aiutare un bimbo non ancora diagnosticato non è semplice. I vari test servono anche ad organizzare il piano terapeutico e quindi ad individuare cosa fare e in che modo farlo.
    da mamma, posso solo suggerirti una cosa:lasciatelo solo il meno possibile senza soffocarlo ovviamente.parlategli sempre, nominate gli oggetti quando glieli date, spiegate cosa state facendo soprattutto le azioni quotidiane, non importa se sembra che non vi ascolti.E quando si approccia ad altri bimbi stategli vicino.se riuscite organizzate giochi semplici con altri bimbi(che so semplicemente lanciare la palla o fare a turno sull'altalena).
    Questo ciò che mi viene in mente.spero di esserti stata utile
    Libellula
  • KKkKKk Neofita
    Pubblicazioni: 15
    Ciao grazie per il consiglio ci proveremo sicuramente.. Molto gentile.



    blockquote class="Quote" rel="clalui">Ciao @KKk Aiutare un bimbo non ancora diagnosticato non è semplice. I vari test servono anche ad organizzare il piano terapeutico e quindi ad individuare cosa fare e in che modo farlo.
    da mamma, posso solo suggerirti una cosa:lasciatelo solo il meno possibile senza soffocarlo ovviamente.parlategli sempre, nominate gli oggetti quando glieli date, spiegate cosa state facendo soprattutto le azioni quotidiane, non importa se sembra che non vi ascolti.E quando si approccia ad altri bimbi stategli vicino.se riuscite organizzate giochi semplici con altri bimbi(che so semplicemente lanciare la palla o fare a turno sull'altalena).
    Questo ciò che mi viene in mente.spero di esserti stata utile

  • Marco7676Marco7676 Membro
    Pubblicazioni: 63
    anche per me questa è la difficoltà piu grande riuscire a farlo interagire con un'altra persona che non sia ne io ne mia moglie.


  • notarnotar Membro
    Pubblicazioni: 39
    KKk ha detto:

    Buongiorno a tutti. Ieri abbiamo fatto un altra visita e ancora dovremo aspettare un po per i test per capire se realmente il bambino rientra nello spettro autistico. Per ora il sospetto è lieve spettro autistico. I particolari piu evidenti sembrerebbero l ecolalia e il relazionarsi con i bambini, perché il bambino vorrebbe ma non sa come.. Vorrei sapere se qualcuno saprebbe darmi un consiglio su come poter iniziare ad aiutarlo in attesa del test e un eventuale terapia. Grazie ancora a tutti.

    Anche mio figlio vorrebbe interagire ma per il momento lo fa nel modo sbagliato (tende ad abbracciarli o vuole fare giochi fisici: lotta rincorrersi....) , la cosa migliore come ti ha detto clalui è cercare di mediare , organizzare giochi anche se non è semplice perché mio figlio raramente mi ascolta in questi miei tentativi. Purtroppo la terapia in questo casi non aiuta perché è un rapporto 1-1 con la terapista , servirebbe più qualche incontro di gruppo con altri bambini.
  • claluiclalui Veterano
    Pubblicazioni: 233
    Ci sono parecchie associazioni specializzate che organizzano terapie di gruppo finalizzate a far interagire i bambini e insegnarli appunto ad approcciarsi. Io onestamente non ho ancora fatto partecipare mio figlio perché sono un po' perplessa.qualcuno può darci qualche informazione in merito?
    In ogni caso l'ambiente sicuramente più a portata di mano è quello scolastico soprattutto quando i bimbi sono ancora alla materna. So che è un discorso molto duro da accettare ma il sostegno o un'educatrice/tore privato che affianchi il bambino negli orari scolastici è molto utile in questo senso.
    Pavely
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