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È giusto essere asperger?

È una condizione a cui bisogna conviverci o bisogna combatterla? (Cercacare di diventare il più simile possibile a un NT)

Leggendo vari discussioni sul forum ho visto opinioni molto variegate sul tema e io a questa domanda ancora non so come rispondere, quindi lo chiedo a voi...

Commenti

  • rosi_pomeliarosi_pomelia Colonna
    Pubblicazioni: 319
    In due parole:
    Se una caratteristica Asperger rende felici, comodi, ha conseguenze piacevoli o neutre, perché combatterla? Viceversa, occorre modificare qualcosa di sé, se possibile.
    luca95Eirene
  • amigdalaamigdala SymbolModeratore
    Pubblicazioni: 5,759
    La mia è un'opinione strettamente personale e come tale va presa :) Non credo sia questione di giusto o sbagliato, semplicemente è ciò che si è, si hanno pregi e difetti come tutti.
    Se c'è qualcosa in noi che ci fa star male è legittimo cambiarla, ma se alcuni tratti sono per noi funzionali perché sopprimerli?
    Alcuni cercano di apparire simili agli NT per voglia di integrazione o altro, altri sono più orgogliosi e si accettano così come sono. Ma credo che lo scopo alla fine sia riuscire a vivere nel mondo o se vuoi a convivere con il mondo e questo lo si può ottenere smussando i tratti laddove serve.
    rondinella61AJDaisyNewtonMarco75MononokeHimeNemoEirenePhoebeSirAlphaexaluca95david
  • vera68vera68 Membro Pro
    Pubblicazioni: 62
    Ciao luca
    Io direi entrambe le cose. Bisogna accettarsi: funzioniamo in modo differente ( e lo spettro e così vasto che ogni aspie è a sé) per cui più conosciamo il nostro funzionamento meno ci sentiremo sbagliati, diversi si ma non sbagliati.

    d'altra parte dobbiamo imparare a modificare quei comportamenti con i quali ci autoboicottiamo socialmente. E in questo la terapia cognitivo-comportamentale serve tantissimo
    un po' come dire un colpo al cerchio e l'altro alla botte!
    luca95
  • Marco75Marco75 Veterano Pro
    Pubblicazioni: 575
    Considerazione ovvia: l'alternativa "giusto/sbagliato" non va d'accordo col verbo "essere". :) nel senso che sei come sei, punto. Come sei non lo cambi, e, soprattutto, non puoi dargli una valutazione qualitativa.

    Sul correggere certi comportamenti, invece, e avvicinarli a quelli NT, dipende di QUALI comportamenti parli, e se questi comportamenti facciano star male te e/o gli altri. La discriminante è tutta lì.

    Se i tuoi tratti "aspie" non ti creano problemi, e non ne creano a chi ti sta intorno, dove sta il problema? Ma se tu invece ne soffri, e l'interazione con gli altri ne risente, allora fai bene a porti il problema, e a cercare un possibile cambiamento...
    lollinaluca95FabrizioVader
  • luca95luca95 Membro
    Pubblicazioni: 65
    @Marco75 mi riferisco proprio a l'interazione con glia altri
  • AmaranthaAmarantha Membro Pro
    modificato 30 August Pubblicazioni: 99
    Per quanto mi riguarda, spesso è un gran dono. Non sono favorevole a vedere l'autismo come una malattia, semmai alcuni aspetti di comorbidità su cui la persona non ha completo controllo possono essere considerati indesiderabili.
    Ma finché una persona, per via della sua neurodiversità, presenta tratti di estro e particolarità particolarmente brillanti e da tutelare, non esiste alcunché da "curare".
    Diventare simili agli NT a che pro? Per uniformarsi? Mi sembra una gran scusa per evitare il compito di essere se stessi...
    luca95
    Post edited by Amarantha on
  • PavelyPavely Membro
    modificato 30 August Pubblicazioni: 2,673
    @luca95 l'Asperger non è qualcosa di "monolitico". Non è una condizione per la quale o sei così o non lo sei.
    L'Asperger è, come ogni differenza, uno SPETTRO INFINITO di condizioni e capire il punto, credimi, è difficilissimo.

    Ad esempio, è come se tu chiedessi: "è giusto essere donne?".
    In primo luogo cosa significa essere "donna"?
    Indossare SEMPRE gonna, tacco 12, reggicalze, calze velate cubane, smalto rosso fuoco alle dita e cose così?

    Oppure: cosa significa essere Omosessuali?
    Significa essere SEMPRE MOLTO "femminili" negli atteggiamenti? Giocare con i stereotipi di genere? Fuggire ogni omologazione con l'eterosessualità in ogni caspita di momento della giornata fino a farne un'ossessione?

    Nessuno critica la donna o la persona gay che è così NATURALMENTE. Se una donna si sente a disagio se indossa un pantalone, massimo rispetto. Così come portiamo massimo rispetto alla persona gay che sta male con se stessa se ha comportamenti o atteggiamenti etero.

    Queste persone vanno DIFESE e PROTETTE nella loro unicità.

    E il mondo va cambiato, attraverso il Femminismo o Il Movimento per i diritti civili dei gay affinché tutti abbiano la possibilità di essere sé stessi.

    Si...



    Ora: NESSUNA DIFFERENZA DEVE GENERARE UN RUOLO DISFUNZIONALE.

    Significa che ci sono modi di essere donna o essere gayche POSSONO essere disfunzionali e sbagliati.

    E, osserva, questo ragionamento vale anche e soprattutto per l'Asperger.

    Ad esempio: può accadere che una donna possa decidere di non fare alcun lavoro perché ... donna. Potrebbe cominciare a pensare di essere un'incapace, che alcuni lavori non sono possibilo, perché donna...
    O potrebbe, non so, cominciare a pretendere di essere "mantenuta" da un uomo.

    Questi pensieri sono "disfunzionali".

    E generano una disabilità in un modo duplice: sia la persona che la società concorrono a creare e giustificare una differenza che, nei fatti, non esiste.



    Quando accade questo, allora la persona non solo deve smettere di considerare la propria condizione come una "giustificazione" ma deve lottare NON PER ESSERE DIFFERENTE MA PER FARE LA DIFFERENZA.

    Deve cambiare, essere inclusiva, sia la persona, sia la società.

    Quindi anche se una donna è "iperfemminile", se occorre, deve "rimboccarsi" le maniche e collaborare.

    Se c'è stato un terremoto e TUTTI sono chiamati ad aiutare, la donna in questione si toglie il tailleur, si mette una Salopette jeans e dà una mano.

    Deve essere f u n z i o n a l e.



    Così tutti gli Asperger.

    È giusto essere ASPERGER FUNZIONALI.

    È sbagliato non chiedere aiuto, non impegnarsi per cambiare sé stessi e il Mondo, non andare verso la vita.

    Lamentarsi.

    È giustissimo, se una persona non c'è la fa, ESSERE AIUTATO.

    Non scherziamo: questo è naturale.



    Ma il problema non è se sia giusto o no essere Asperger...

    Il problema è che è giusto un certo cammino nell'Asperger.

    Curare, curarsi e essere curati.

    Avere cura di sé e degli altri.

    È sia un diritto che un dovere assoluto...



    È giusto essere un certo tipo di Asperger e cercare, ove possibile, di essere funzionale.

    Se un impegno c'è allora siamo nel giusto.



    Importante è anche precisare una cosa.

    Se una persona non ce la fa, oggettivamente, non deve essere né scusata né accusata.

    Deve essere aiutata.

    E nessuno deve far vergognare un Asperger per ciò che è a ragione della sua identità.

    Assolutamente.



    Quindi: non si deve lottare per essere ciò che non si è (NT).

    Si deve lottare per essere sempre migliori in ciò che si è (AS)







    NemoMarco75WBorgOrsoX2EireneSirAlphaexaluca95Eowyn
    Post edited by Pavely on
  • torukhtorukh Colonna
    modificato 30 August Pubblicazioni: 1,430
    Io sono nato, sono cresciuto e nel crescere ho scoperto mie caratteristiche differenti da molti altri.
    Ho scoperto la mia diversità perché mi è stata rimandata la sua immagine percepita come inadatta, da scacciare, da deridere, da osteggiare.

    Ho tentato di reagire all'emarginazione smussando i miei spigoli e facendo miei, adattamenti che non avrebbero dovuto appartenermi, fino a costringermi nella condizione funzionale ad un sistema di controllo, nella paura, nelle paure e nelle dipendenze sistematiche che altro non sono che tizi che ti spennano per dei diritti fondamentali.

    Io non ho mai fatto del male intenzionale e gratuito, ne ho ricevuto.

    Io sono in errore ad essere ND?

    Io sto lavorando per rimuovere dai miei schemi di pensiero i condizionamenti disfunzionali che questo mondo ha tentato in tutti i modi di inculcarmi.

    Finché non ci sarò riuscito, starò male...

    Così la società mi ha infilato in testa delle cose ad essa congeniali, ma che mi fanno stare male.

    Ed io dovrei sentirmi in difetto nell'essere ND?

    Oh no...
    Io ero vero, sono stato corrotto ed ora voglio tornare vero, giusto...
    SirAlphaexamariel
    Post edited by torukh on
  • BlackCrowBlackCrow Membro
    Pubblicazioni: 35
    Cosa dovresti combattere? Cosa ti succederebbe se combattessi? Capito?... Accetta ciò che sei, migliora i tuoi punti meno positivi o dove pensi di avere delle lacune e rafforza i tuoi pregi e sii fiero di come sei!
    luca95
  • pokepoke Neofita
    Pubblicazioni: 1,133
    Sottoscrivo quanto è stato scritto sopra.
    Si è quel che si è, ma non dobbiamo dimenticare che il cervello è un organo plastico. Significa che possiamo esercitare la flessibilità.
    Il corso Alieni terrestri, tra gli altri obiettivi, concorreva anche a comprendere questo.
    Il che non significa che immediatamente ci si riesca, ma che gradualmente esercitandosi si può migliorare per sé stessi e per gli altri, alcuni aspetti.

    Un'ultima considerazione, io per anni mi sono esercitata ad interpretare il ruolo del neurotipico tipico, ma in questo ero rigida inflessibile sia con me stessa (sopratutto) ed anche con gli altri. Quindi non capivo il perché poi avessi il vuoto intorno.
    Al raduno del 27 agosto parlando con @Marco75 , ho capito che per come interpretarvo il neurotipico, ero tipicamente asperger.
    Quindi una modalità che non funzionava.
    Quando funziona con gli altri? A questo non sono ancora in grado di rispondere.
    Viceversa ci sono situazioni in cui l'autodisciplina è funzionale e viene apprezzata anche dagli altri. Per esempio oggi ho avuto un apprezzamento da una mia collega, è mi sono sentita sollevata, perché avevo solo seguito la mia natura (lavorare in modo concentrato, senza distrarmi, sopperendo alla mancanza di personale, attuando tutto con una rigidità che è stata funzionale ad un buon andamento operativo).
    Quindi forse la risposta non è diventare simile ad un nt, ma allenare gli strumenti cognitivi per essere almeno un pochino più flessibili accettando che gli altri:
    1) Possano non capirci
    2) Non vedere i nostri sforzi e forse ma questo lo aggiungo sottovoce, che abbiano anche loro difficoltà che noi non percepiamo.

    luca95Marco75PavelyMononokeHimeOrsoX2Eowyn
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