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Il Diario di AlleliParalleli- Vita, morte e miracoli.

AlleliParalleliAlleliParalleli Veterano
modificato 31 August in Blog e Social Network

Decido qui, con l'approvazione di @amigdala , di aprire un
mio diario vrituale.  Lo faccio perché da quando mi sono iscritto, nel
Maggio 2015, non sono mai stato veramente attivo nelle discussioni e tramite
post, vuoi per timidezza o diverse paranoie che assalgono la mia
mente.   Eppure, dentro di me volevo farmi conoscere all'interno di
questo forum, volevo contribuire anche io alle sue dinamiche, create dagli
utenti, e il non riuscire a farlo mi metteva a disagio. Dunque, un giorno mi è
venuta l'idea di creare una sorta di diario personale dove vi parlo della mia
storia, della mia personalità e di ciò che mi succede quotidiniamente. 
Non so chi avrà briga di leggere, se utenti eterani o anche quelli nuovi, io
spero comunque che ciò vi aiuti a comprendere io chi sono tramite le parole che
qui vi imprimerò, nella maniera più sincera ed onesta possibiile. 
Probabilmente lo faccio sopratutto anche per sfogo e per raggiungere una pseudo
catarsi, non lo so.   Ad ogni modo, se avete domande potete inviarmi
tranquillamente o un messaggio privato oppure scrivere in questo thread
direttamente.   Suddividerò in diversi segmenti la mia infanzia,
adolescenza ed età adulta, perché altrimenti si creerebbe solo confusione ed è
una cosa che voglio evitare.



Ci siamo, partiamo con la mia infanzia:

Mi chiamo Gabriele, e sono nato nel Gennaio 1997 in una
provincia di Napoli chiamata Massa di Somma.  
Dei primissimi anni di infanzia chiaramente ricordo pochissimo, solo
contorni indefiniti di quella casa.  I
miei ricordi hanno cominciato a prendere forma  dopo il 2001, quando la
mia famiglia, composta da mamma, papà, nonna e mio fratello decise di
trasferirsi nell'entroterra campano, in provincia di Avellino.  Ricordo
che ai tempi dell'asilo ero già prettamente taciturno, e ricordo che stavo
quasi sempre seduto in qualche angolo della stanza piena di bambini urlanti, a
mangiare cautamente una brioche o a disegnare cose che vedevo in televisione o
alcune fantasie.  Ricordo che avevo come amico un piccolo bimbo che si
chiamava Gennaro, e mi piaceva molto stare con lui. 



Forse era una delle pochissime persone con cui ho fatto amicizia lì
dentro.   All'asilo stava anche mio fratello, che è un anno più
piccolo di me, e probabilmente stavo insieme a lui la maggior parte del
tempo.   C'era anche il mio primo bullo lì, un bambino dai capelli
biondi che soleva ficcare la mia testa nel piatto dove stavo mangiando, giusto
per divertimento.  Questo bambino anni dopo diventerà un noto delinquente,
ma ora non è importante saperlo.  



Iniziarono le elementari, e il mio piccolo me non sapeva che
aspettarsi.   La mia scuola era situata nel posto più sperduto
immaginabili, su una collina dove tutt'attorno non c'era altro che foresta e
appezzamenti di terreno.  Accanto alla scuola c'era una piccola chiesetta,
con un campanile anche decisamente fin troppo grosso per una locazione del genere.
I primi anni non ricordo granché, ma è dalla terza elementare che sono
cominciati i problemi.  I miei compagni di classe, quasi tutti figli di
contadini, avevano l'abitudine di prendermi in giro e farmi scherzi di ogni
tipo.  Una volta ricordo che misero delle gomme da masticare sulla mia
sedia, aspettando che ci mettesi le chiappe sopra per poi sghignazzare bellamente.
A quell'epoca, ero entrato in uno stato mentale di mutismo selettivo, e non
parlavo né con le maestre né con i miei compagni, da ciò venivano i loro
soprusi nei miei confronti.  Le maestre se n'erano fatte un abitduine, e
mi esortavano a scrivere su dei pezzi di carta risposte alle domande o
altro.  La mia maestra d'italiano in particolare era rimasta affascinata
da me, e si era affezionata tantissimo a questo bambino che non parlava con
nessuno, e io me la ricordo come una persona eccezionale.   Tant'è
che anni dopo, mia madre mi ha raccontato che lei consigliò alla figlia di dare
al nipote nascituro il nome Gabriele, in mio onore.

 

Ricordo episodi orribili per un bambino in quarta e quinta
elementare, perché i soprusi si fecero più amari e spesso altri maestri
chiedevano di far venire mio fratello nella mia classe, per cercare di
spingermi a parlare con lui, e che lui poi trasmettesse ciò ai maestri. 
Lo usavano come tramite tra me e loro, e questo mi faceva sentire così in
imbarazzo che mi sentivo morire dentro.  Vedevo gli occhi di mio fratello,
pazienti e allo stesso tempo tristi quando era poggiato al mio banco
esortandomi a parlare, e il mio cuore si restringeva come una spugna troppo
bagnata.    Come nota positiva però, ricordo che c'erano un paio
di compagni che mi stavano simpatici e si discostavano dalla massa.  C'era
una bambina chiamata Sara, che divenne l'oggetto della mia prima cotta
infantile, e un altro bambino chiamato Donato che fu l'unico ad accettarmi per
quello che fossi.   Loro due mi hanno decisamente aiutato ad essere
felice in quel periodo di scuola elementare, e ne sono grato ad entrambi, in
parti diverse.



Nel frattempo, sempre quando frequentavo le elementari, mia mamma cominciò a
farmi fare diverse terapie.  



Whoamiwoodstockrondinella61PavelylollinaSimone85amigdalaMononokeHimewolfgangFenice2016Piu82
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''Non perdere mai la Via. '' (Myamoto Musashi,  ''Dokkodo'' )


Commenti

  • AlleliParalleliAlleliParalleli Veterano
    modificato 31 August Pubblicazioni: 187
    Le terapie che facevo erano priscomotricità, e un altra di cui il nome ora mi sfugge.  Non ricordo moltissimo di cosa facevo in entrambe, ma ricordo bene le due dottoresse che mi seguivano.  Quella di psicomotricità non era granché, aveva l'abitudine di lasciarmi in una stanza dove c'erano diversi oggetti con cui potessi giocare mentre leifaceva altro, tipo parlare con le colleghe o al telefonoì.  Le cose sono cambiate quando vennero dei tirocinanti, tutti ragazzi attivi e volenterosi, che si presero davvero cura di me, riuscendo a farmi sentire parte di quel loro gruppetto sebbene fossi un bambino di 10 anni e non capissi una mazza di come funzionassero le relazioni sociali.  C'era una ragazza in particolare di cui mi ero innamorato perso, che si chiamava Jessica e con cui fra me e lei si era creato qualcosa di particolare.  Lei aveva una sorta di diario con sé, scriveva delle cose e poi me le faceva leggere, aspettando che scrivessi anche io.  E parlavamo così, fiumi d'inchiostro su foglietti carta.   Mi hanno aiutato tantissmo anche loro.

    L'altra dottoressa era molto brava anche lei, ma purtroppo ricordo pochissimo.  Se ne andò dopo qualche anno, e venne sostituita da una ragazza molto giovane che io ricordo con sentimenti discordanti.   Era una ragazza bassina, snella, capelli biondi lisci e onestamente, un bel didietro. La trovavo simpatica, ma a volte mi sembrava distaccata e scocciata in cui quello che stava facendo. Giocavamo con diversi giochi da tavolo, e anche a lei parlavo tramite pezzi di carta.  Un giorno però,  lei si comportò stranamente, e questa cosa mi è rimasta dentro fino ad adesso che sto scrivendo.queste parole.   Bene, quel giorno si alzò dalla sedia, si accavallò sul mio inguine e cominciò a baciarmi sulle guance.   Io chiaramente rimasi estremamente incuriosito da quel suo comportamento, anche perché riuscivo a sentire che le mie parti basse stavano toccando chiaramente le sue, ovviamente coperte da dei jeans.  Avevo 11 anni penso, e al tempo mi fece piacere sentire un contatto femminile del genere, ma col tempo  e con gli anni ho cominciato a rimuginarci, e a pensare se questa ragazza in realtà mi avesse molestato in preda ad un raputs.   Non so, me lo sto ancora chiedendo attualmente anche se non ci faccio più tanto caso.

    A casa, ricordo che passavo i miei giorni a giocare alla XBOX, la prima uscita nel 2004, insieme a mio fratello o a guardare per metà giornata video musicali su Sky, sempre insieme a lui.  Oppure giocavamo con i giocattoli, o con il nostro semi-pastore tedesco in giardino, che io amavo alla follia. Erano attività che ci riservavamo tutti i giorni, poi arrivava la sera e mio padre ci dava un bacio e una carezza prima di andare a dormire.  Nel 2003 nacque mia sorella e aggiungemmo un altro letto in cameretta.  Io e mio fratello ci mettemo un po ad abituarci ad un altro membro in famiglia, ma subito riprendemmo le nostre attività quotidiane.  Mio padre scaricava ogni tipo di roba da un sito di file-sharing peer-to-peer chiamato E-mule, e ricordo che la sera cominciammo a prendere l'abitudine di vederci un paio di puntate dei Simpson, di cui mio padre aveva scaricato un sacco di stagioni e masterizzate in ordine consequenziale, prima che andassimo a dormire.   Ricordo che Internet per me fosse quasi un mondo fantastico, e strettamente vietato a persone non adulte. Vedevo mio padre che lo usava in continuazione, le volte in cui non andava a correre o usare il tapis roulant in casa.  Ho bei ricordi di mio padre nell'infanzia, eppure già si prospettava un distaccamento tra lui e i suoi figli.  Io comunque non lo vedevo tantissimo e non avevo molti contatti con lui, perché tornava a casa alle 18 dal lavoro e poi si rendeva virtualmente irraggiungibile, vuoi perché o usava il PC ininterrotamente oppure usciva a correre  o per fare altri servizi spesso senza avvisare mia mamma.

    La mia prima comunione venne celebrata l'8 Giugno 2008, e ricordo che fu un giorno fantastico per me all'epoca.  La celebrai insieme a mio fratello, ed entrambi ricevemmo i nostri primi cellulari, dei vecchi Samsung con la tastierina numerica, soldi, molti orologi e altre suppelettili.  Credo che il periodo della comuninone fu quello che sancì la fine della mia infanzia, e permise la mia entrata nel mondo turbolento dell'adolscenza.   Che per me fu più che turbolernto.     E' stato il più terrificante e rivoluzionario periodo della mia vita.

    Scriverò della mia adolescenza nei post successivi.


    rondinella61vera68wolfgangFenice2016
    Post edited by AlleliParalleli on
    ''Non perdere mai la Via. '' (Myamoto Musashi,  ''Dokkodo'' )


  • AlleliParalleliAlleliParalleli Veterano
    Pubblicazioni: 187
    N.B. : Ho dimenticato di menzionare che nella mia infanzia ho anche fatto diversi sport, in particolare nuoto e judo.  Nuoto mi piaceva abbastanza, anche se chiaramente quando veniva il momento di entrare negli spogliatoi per procedere a cambiarsi i vestiti, io diventavo subito rosso in faccia e mi vergognavo incredibilmente del denudarmi vicino altri bambini.  Essendo già a quei tempi incredibilmente sensibile agli ambienti e in chi mi circondava, la mia vergogna raggiungeva livelli davvero altissimi.   Judo fu più tranquillo affrontarlo, anche perché mi piaceva come sport e mi ci trovavo abbastanza bene. Tuttavia socializzavo pochissimo sia con i miei compagni sia con il maestro. Judo l' ho praticato sempre insieme a mio fratello per circa 10 anni, ed ero cintura marrone quando poi ho abbandonato, quella che viene subito prima della cintura nera.  Qualche anno prima di abbandonare partecipai ad un torneo regionale e mi guadagnai la terza posizione, non ricordo nemmeno io come anche perché a quei tempi la mia mente già cominciava a mostrare segni di distaccamento verso l'ambiente circostante, iniziando piano piano ad arretrare nell'involucro del mondo fantastico che mi stavo creando col tempo, un involucro dove avrei potuto essere al sicuro dai problemi del mondo esterno.    Ho abbandonato Judo perché mi ero stancato di dovermi allenare in una palestra capitanata da un maestro abusivo psicologicamente, che assumeva atteggiamenti imbecilli ogni qual volta che qualche suo alliveo sbagliasse a fare qualcosa.  E io, essendo l'allievo con il grado maggiore e con il compito di coordinare gli altri allievi, sentivo questi abusi verbali particolarmente pesanti su di me.     E questa è la storia, fondamentalmente.   Nella mia adolescenza poi ho solamente praticato per pochissimo tempo Aikido, poi sono passato a fare palestra per qualche altro mese, per poi ritornare a vivere nuovamente col culo sulla sedia tutto il giorno.  Poi questo stile di vita sedentario è stato quasi eliminato, ma ne parlerò a tempo debito.
    Fenice2016
    ''Non perdere mai la Via. '' (Myamoto Musashi,  ''Dokkodo'' )


  • wolfgangwolfgang SymbolModeratore
    modificato 1 September Pubblicazioni: 10,184
    @AlleliParalleli grazie per il blog. Se posso farti una domanda: in tutto questo il mutismo selettivo è iniziato alle elementari? C'era solo a scuola? Quando è finito? Come?
    AlleliParalleli
    Post edited by wolfgang on
    Né scusa né accusa. Addestrare le competenze, insegnare valori, e-ducare l'Uomo dalla Bestia. La Natura non è una scusa.
  • AlleliParalleliAlleliParalleli Veterano
    Pubblicazioni: 187
    @wolfgang , grazie per la domanda.  A quanto ricordi, sì, è iniziato nel periodo delle elementari.   Non si verificava solo a scuola, perché io non parlavo nemmeno con amici di famiglia e un paio di zii, fratelli di mia madre.    E' finito più o meno quando ho iniziato le medie, il come non lo ricordo.  Penso sia stato dovuto al trovarsi in un nuovo ambiente scolastico, ma non ti saprei dire con precisione.
    wolfgang
    ''Non perdere mai la Via. '' (Myamoto Musashi,  ''Dokkodo'' )


  • AlleliParalleliAlleliParalleli Veterano
    Pubblicazioni: 187
    La mia preadolescenza e, successivamente, adolescenza si è sviluppata su due lati completamente contrapposti: uno nella vita reale. l'altro in quella virutale.  Comincierò a raccontarvi la mia preadolescenza prevelantemente per quanto riguarda la vita reale, perché parlarvi della vita virtuale è un po più complesso e ci sono diverse cose in ballo da considerare riguardo ad essa.   Dunque, cominciai la prima media senza particolari aspettative, quello che speravo era banalmente di trovarmi bene in un ambiente scolastico completamente nuovo. Ricordo che i primi mesi fare amicizia per me era estremamente complicato e col tempo mi sono chiuso totalmente, ritornando in quello stato mentale che avevo alle elementari.  

    Sebbene la mia chiusura totale, riuscivo a fare minimi ma buoni progressi a parlare con le professoresse, principalmente parlando a voce bassissima.   Una professoressa di italiano, la seconda nella mia carriera scolastica, cominciò ad affezionarsi a me e ricordo che trovava sempre il modo di complimentarsi con me per le mie abilità di scrittura, quasi impareggiabili in tutto l'istituto, e per la mia grande intelligenza.   Le mie abilità di scrittura erano dovute al fatto che a quell'età cominciai a leggere narrativa, ma non quella per ragazzi come ci si aspetterebbe.   Il mio primo libro in assoluto fu ''Un estraneo al mio fianco'' della scrittrice Ann Rule, la quale documentava il suo rapporto di amicizia con uno dei serial killer più infami degli USA, tale Ted Bundy.  Leggere quel libro, pieno di immagini anche abbastanza orribili ed estremamente violente, rivoluzionò la mia mente così tanto che poi qualche anno dopo sviluppai la mia fascinazione per il mondo dei serial killers, della mente e della criminalità in generale.  Parlai di questo Ted Bundy anche in un tema, insieme allo scetticismo e confusione della mia prof di italiano che non aveva la benché minima idea di chi fosse.  Ad ogni modo, questa mia fascinazione per i serial killers venne combinata con l'ascoltare ripettuamente e quotidianamente brani nu-metal su Youtube, principalmente dei Korn.   Ascoltavo le canzoni dei Korn mentre leggevo le biografie dei Serial Killer su un sito che io ritenevo utilissimo e pieno di risorse riguardo a quell'argomento, mentre nel frattempo la rabbia per il bullismo dei compagni ribolliva dentro in me come in un vulcano dormiente ma pronto ad esplodere.  Il mio rapporto con i miei compagni di classi infatti era pessimo, molti di loro mi schifavano e altri utilizzavano tantissima violenza psicologica nei miei confronti.   Nessuno però si è mai azzardato a picchiarmi, o alzare un solo dito su di me, sebbene la violenza in quella scuola fosse all'odine del giorno.   In quegli anni si utilizzava estensivamente MSN Messanger, il client di Microsoft che veniva installato sui pc per messaggiare con gli altri, e ricordo che io cominciai ad utilizzarlo per cercare di rapportarmi meglio con questi stessi compagni di classe. Invece quello che successe fu che rovinai la mia reputazione, con il fatto che quasi tutti gli studenti di quella scuola media conobbero le mie debolezze e impararono a sfruttarle per farmi del male psicologico. Ciò in parte era dovuto al fatto che su quel client io cominciavo a sentirmi forte ed invulnerabile, sfogando la mia rabbia a diversi studenti che mi prendevano di mira e promettevano di spaccarmi il culo, facendo lo spaccone io stesso e cominciando ad insutarli e a provocarli per difendermi.  in quegli anni cominciai a diventare un bullo io stesso, cominciando a chiamare gli altri con epiteti quali ''frocio'' o ''ricchione'' , fino a fare piangere la vittma o a reagire in modo violento, e io in tutto questo non sentivo niente dentro di me.   Sfottevo gli altri mentre c'era un vuoto dentro di me divorava la mia anima e mi impediva di entrare in empatia con chiunque.  Volevo solo portare tutti quelli che mi capitavano incontro, virtualmente e fisicamente, sullo stesso stato di stress e disagio psicologico ed emotivo che io stesso subivo.   In quegli anni avevo anche voglia di picchiare la gente a caso, ma non l'ho mai fatto grazie a Dio.  Facevo fantasie su come massacrare i miei compagni di classe, su come torturarli sia psicologicamente e fisicamente, ispirato da quello che leggevo nelle biografie dei Serial Killers.  Bisogna anche dire che nella scuola media c'era anche mio fratello, tra l'altro nella classe accanto, e tutto questo mi faceva sentire ancora più folle, arrabbiato e violento per lo schifo che lui doveva sopportare a causa mia.  Il nostro rapporto però continuava ad essere abbastanza buono nonostante tutte quelle vicende che mi riguardassero, dato che anche nella sua classe tutti i suoi compagni cominciarono a prendermi di mira.   Qualche nota positiva però è presente.  Certe volte era come se alcune delle persone peggiori della scuola rispettassero la mia identità, e uno di loro una volta addirittura mi difese pubblicamente, per poi ritornare a tormentarmi.   Un episodio che non mi dimenticherò mai è quando facemmo una gara di braccio di ferro, io e uno dei ragazzi che mi tormentava più di tutti quanti.   Probabilmente tutti quel giorno si aspettavano che io fossi battuto da quel ragazzo, invece ricordo che la folla che stava attorno a noi due rimase sbalordita dalla forza e determinazione che incorporai in quel braccio, stringendo i denti come un dannato e utilizzando tutta la mia forza fisica disponibile,  e non ricordo se alla fine vinsi, persi o rimasi in pareggio con lui.  Comunque questa scena mi è rimasta in testa per tanto tempo.

    La situazione familiare a casa intanto si sfaldava, con mio padre che cominciava a diventare distante da tutti e più violento del solito.   Io da parte mia passavo le giornate chiuso in camera vicino al pc, ascoltando nu-metal, leggendo le biografie dei criminali di tutto il mondo, leggendo tutti i libri che mi capitavano davanti dato che espansi i miei interessi letterari, e a giocare all'Xbox con mio fratello.  Fu il periodo in cui abbandonai Judo e dunque passavo la maggior parte delle volte chiuso in casa, dato che non avevo amici con cui passare il tempo.  Avevo un paio di amicizie in classe mia, può sembrare incredibile e non so nemmeno io come feci ad averle, eppure con quella gente non ci volevo stare.   Il mondo esterno mi faceva troppa paura, e dunque ho passato quasi 6 anni chiuso in casa e uscendo solo lo stretto necessario.

    In quel periodo iniziò la mia avventura su Internet, che attualmente non è ancora finita ed è più forte di prima, chiaramente su una nota estremamente più positiva adesso.  Tutto cominciò con la mia iscrizione su Habbo.
    mandragola77wolfgang
    ''Non perdere mai la Via. '' (Myamoto Musashi,  ''Dokkodo'' )


  • AlleliParalleliAlleliParalleli Veterano
    modificato 14 September Pubblicazioni: 187
    Per chi non è avvezzo ai mondi virtuali, Habbo è sostanzialmente un virtual hub (luogo virtuale) dalla grafica a pixel mirato sopratutto ad utenza composta da preadolescenti ed adolescenti. Nel periodo in cui mi sono iscritto, 2009, era popolarissimo e strapieno di attività.  Ricordo che creai due account, sul primo non feci granché, ricordo che era giusto per perdere tempo e per fare un po di trollaggio.  Sfottevo gli utenti e non me ne fregava assai delle conseguenze, lo facevo per sfogarmi.  

    Stranamente quell'account non è mai stato bannato dopo tutte le stronzate che dicevo lì sopra.  Il secondo account l'ho usato in maniera più intensa, cominciando a conoscere diverse persone, presumibilmente sempre più grandi di me.  Alternavo a chattare con questi sconosciuti, e poi passavo nelle altre ''stanze'', ognuna personalmente occupata da mio fratello. mio cugino, un amico in comune conosciuto lì sopra e un mio amico di infanzia, dato che in questo hotel virtuale ogni utente disponde di una stanza personale dove si possono acquistare i furni, ovvero gli immobili per decorarla, con soldi veri tramite pagamento con carta di credito, o ricarica telefonica (almeno quando c'ero io).   L'unico incontro significativo mai avuto su quel sito lo riscontrai con una ragazza chiamata Nicole, che aveva 2 anni più di me e che avevo conosciuto totalmente a caso, sempre chattando con vari sconosciuti.   Lei è stata la prima persona virtuale che ho cominciato a idealizzare, perché ne seguiranno altre tre nel corso degli anni.  Lei mi era molto simpatica, e si era sviluppato qualcosa di stranamente particolare fra di noi, tanto appunto che di notte pensavo a lei per addormentarmi.   Non saprei dire se avessi presso una sorta di cotta, lei  almeno dalle foto che aveva su FB o su MSN non era attraente per me, anche se i suoi occhi sembravano trasmettere una tristezza immonda.   Un episodio che mi è rimasto impresso è che una volta lei incise il mio nome, dato che in confidenza glielo rilevai dato che mi fidavo, sul suo banco di scuola con l'aiuto di un taglierino, inviandomi la foto sempre tramite messaggio su MSN.  Chiramente il mio cervello dell'epoca andò fuori dai binari, perché una ragazza non aveva mai dimostrato tanta simpatia per me e quel gesto finì per farmela idealizzare dieci volte di più.   Un giorno poi lei cominciò a diventare sempre meno inattiva sul piano virtuale, fino a scomparire per sempre senza dirmi una parola.  La cosa mi fece restare malissimo, poi mi passò quando conobbi un altra ragazza lì sopra con cui lo stesso si era creato un rapporto d'amicizia ma niente come quello che avevo avuto con Nicole.

    E niente, su Habbo ci sono rimasto per qualche altro anno, giusto per cazzeggiare qualche altro po con mio cugino e mio fratello, per poi abbandonarlo definitivamente nel 2011.   L'altro mondo virutale ccon cui ho avuto a che fare, sempre nel periodo 2009/2010 è stato Second Life.

    wolfgangUnconventionalLover
    Post edited by AlleliParalleli on
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  • AlleliParalleliAlleliParalleli Veterano
    modificato 14 September Pubblicazioni: 187
    Second Life è estremamente più complesso come mondo virutale, e spiegarlo a parole non è facile per me.   Si tratta di un gigantesco hub virtuale tridimensionale composto da varie ''gridì', ovvero delle zone dove gli utenti possono interagire con altri o con gli oggetti circostanti.  Second Life è interamente realizzato sulla libertà che l'utente possiede in questo mondo virtuale, dove nelle varie grid può acquistare oggetti, abbigliamenti, immobili, case, altre grid che in quel caso diventano di proprietà privata e dove l'accesso è ristretto, o semplicemente conoscere altre persone.  Su Second Life c'è anche la possibilità di praticare ''cybersex'', la parola si spiega da sola, ma io l'ho sempre trovato ridicolo e insulso.   Alcune grid vengono riprodotte secondo luoghi realmente esistenti, quindi ad esempio c'è la grid di Milano, di Venezia, New York, Londra ecc, sebbene gli oggetti renderizzati in 3D di questi luoghi in molti casi consistano in miniature in piccola scala solo dei monumenti più famosi.

    Su Second Life, per il poco tempo che ci sono stato, non avevo stretto particolarmente amicizie. Passavo più che altro il mio tempo a visitare le grid e a personalizzare il mio personaggio, tutto sempre fatto in solitudine perché gli utenti di SL mi mettevano disagio.  Anche perché io visitavo sempre e solo la ''Adult Gridìì per persone oltre i  18 anni, e non andassi invece in quella dedicata ai Teeneger, perché per me la parola teeneger equivaleva solo a rabbia e non mi piaceva associarmici, nemmeno virtualmente.   Conobbi solo una persona, ovvero una donna 30 anni più grande di me che una volta mi beccò in un area non accessibile e cominciò a inchiodarmi di domande, del tipo ''Ma ce li hai 18 anni?'' e io ''Sìsì, non ti preouccupare'', mentre dall'altra parte dello schermo c'era un ragazzino di 13 anni, brufoloso e con un paio di occhiali dalla montatura bianca che realizzava col cuore in gola che il suo tempo su Second Life era finito perché era stato beccato in un area non adatta a lui, col rischio di ban permanente all'account.  Stranamente con quella signora ci diventai amico su facebook dopo che le confessai di avere 13 anni, perché si dimostrò più amichevole dopo aver saputo la verità, ma questo per me ruppe la magia delle mie esplorazioni in incognito.

    Infatti dopo poco tempo mi disiscrissi da Second Life, che è stato l'ultimo mondo virtuale da me visitato prima di abituarmi a iscrivermi sui forum.
    Su SL ci sono ritornato brevemente nel 2014, in un alro periodo nero della mia vita di cui poi parlerò più nel dettaglio, ma lo disinstallai nemmeno dopo un mese perché oramai mi aveva stufato.   Recentemente ho pensato di iscrivermi nuovamente, ma lascio perdere perché da ora in poi ho bisogno solo del mondo reale.per crescere e avere soddisfazioni.

    Dopo Second Life, ci fu il vuoto dal punto di vista virtuale.  Non facevo altro che leggere biografie dei serial killer, ascoltare musica o leggere romanzi di Stephen King evitando sempre i contatti interpersonali al di fuori della cerchia familiare perché mi facevano troppa paura.  Nello stesso tempo cominciai a entrare nel mondo dell'animazione giapponese, conosciuta a caso grazie ad un video musicale su youtube, e dunque le mie giornate si riempivano anche di vedere due anime al giorno.  Gli anime in quegli anni avevano un effetto così calmante da riuscire a farmi dimenticare, nella durata di un episodio, tutto quello che stavo passando in famiglia e psicologicamente.   Eppure, sono proprio stati gli anime a salvarmi la vita eventualmente.

    La fine del 2011 segnò la mia entrata alle scuole superiori,
    in un ambiente completamente nuovo rispetto al precedente.  Questo mi spronò ad uscire dal mio torpore
    sociale, e dunque a cercare di stringere qualche nuova amicizia in modo
    tranquillo.  Escludendo un inizio
    turbolento, le cose andarono abbastanza bene e riuscii effettivamente a
    stringere amicizia con un paio di persone, mentre per quanto riguarda i
    professori non mi sembravano molto amichevoli all’inizio.  A casa mio padre ormai viveva in una casetta
    di legno fuori il giardino, ed era praticamente un ospite più che un membro
    attivo della famiglia.   Io stavo ancora malissimo psicologicamente,
    poi avvenne la rivoluzione.

    8 Febbraio 2012, primo pomeriggio.  Da un paio di giorni prima di quella data
    cominciò a nevicare pesantemente in tutta Italia, come non lo succedeva dal
    2003.  Ero in camera mia, a cercare su
    google incentrato su un gruppo musicale, quando incappai in un forum che dall’aspetto
    mi piaceva moltissimo e che rendeva disponibile questo anime tramite download
    diretto.  Cliccai sui link, ma uscì un
    avviso che mi consigliava di registrarmi sul forum prima di procedere a
    eseguire il download.  ‘’Cacchio, sarebbe
    la prima volta che mi registro su un forum. 
    Lo faccio? Massì, dai’’ . Registrai il mio account, e cliccati il tasto
    Login.

    Quel tasto ha salvato la mia esistenza.






    wolfgangUnconventionalLover
    Post edited by AlleliParalleli on
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