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Le 4 fasi dell'amicizia Asperger

Le 4 fasi dell´amicizia di una persona Asperger durante lo sviluppo, dall´infanzia all'età adulta, spiegate dal Prof. Attwood.
Durante le varie fasi dello sviluppo una persona con la Sindrome di Asperger affronta sfide sempre diverse nello stringere e coltivare rapporti di amicizia. Non di rado, se il bambino non riceve aiuto tempestivamente, i suoi problemi relazionali possono aggravarsi con gli anni a causa dell´isolamento sociale che impedisce il raggiungimento dei vari step nell´acquisizione delle competenze relazionali di base e può portare ad una depressione.


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Né scusa né accusa. Addestrare le competenze, insegnare valori, e-ducare l'Uomo dalla Bestia. La Natura non è una scusa.
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Commenti

  • pokepoke Andato
    Pubblicazioni: 1,721
    Interessante il punto 4, che offre molti spunti di riflessione.
    Per esempio di fronte ai fallimenti può accadere che ci si trovi in un loop, e non nei sensi di colpa.
    Ci si porrebbe interrogare ad esempio come sia possibile che pur essenessendosi attenuti alle regole di ogni manuale sull'amicizia le persone sembrino attuare comportamenti contraddittori, restituendo l'idea che la regola sia non avere regole.
    Rimango perplessa circa l'amicizia tra asperger.
    Forse propendo più che determinate persone possano far amicizia con soggetti ipersociali ed ipertipici, proprio perché caratteristici e formalmente più somiglianti agli stereotipi dei libri sull'amicizia.
  • MarkovMarkov Pilastro
    Pubblicazioni: 8,568
    Mi son rivisto bene nella fasi 1 e 2. Lo scarso desiderio sociale (fase 1) è durato fino agli 11 anni circa e dentro quella fase son capitati pure alcuni aspetti della fase 3 (come un po' di tirannia con mio fratello :) ).
    La fase 2 è durata fino alla fine della terza media (ricerca sociale ma con scarse capacità).
    In quelli anni però i tratti sono sfumati molto e non ho mai sperimentato i problemi delle fasi 3 e 4, dato che al liceo socializzavo a livelli quasi tipici.
  • Marco75Marco75 Moderatore
    Pubblicazioni: 2,038
    poke ha detto:


    Rimango perplessa circa l'amicizia tra asperger.
    Forse propendo più che determinate persone possano far amicizia con soggetti ipersociali ed ipertipici, proprio perché caratteristici e formalmente più somiglianti agli stereotipi dei libri sull'amicizia.

    Eccomi qua. È stato esattamente il mio caso, nell'adolescenza e nel periodo subito successivo (a prescindere dalle ragioni, che possono essere varie).
    I risultati sono stati disastrosi, tuttavia, pur nella buona fede dell'ex amico in questione. Fu un rapporto soffocante, sbilanciato e alla fine (purtroppo devo dirlo) malato.
    89mattcv
    "There are those that break and bend. I'm the other kind"

    Cinema, teatro, visioni
  • LibellulaLibellula Andato
    Pubblicazioni: 697
    Sembra descrivere mia figlia dall asilo fino ad adesso ossia sedici anni. Sta migliorando grazie alla terapia ma per lei socializzare "dal vivo" è terribilmente faticoso. Eppure hanno escluso categoricamente L asperger. Solo iperrazionale con lato emotivo poco sviluppato. Boh, sono perplessa
    davidemoscone
  • Marco75Marco75 Moderatore
    Pubblicazioni: 2,038
    @wolfgang, per curiosità, a quali fasce di età corrispondono mediamente le quattro fasi?
    Mi pare di aver capito che l'ultima (che è quella in cui mi sono rivisto di più) corrisponda pressapoco all'inizio del liceo. Le altre, più o meno?
    Eowyn
    "There are those that break and bend. I'm the other kind"

    Cinema, teatro, visioni
  • EowynEowyn Veterano Pro
    Pubblicazioni: 284
    Mi ci trovo tantissimo...e solo ora capisco che alcuni miei comportamenti sono stati anche una forma di adattamento (discretamente rigido e disfunzionale) alle mie lacune, ed a volte anche un modo per nasconderle a me stessa.
  • MarkovMarkov Pilastro
    modificato September 2017 Pubblicazioni: 8,568
    Ho riflettuto un po'.
    In effetti anche la fase 3 riportata lì c'è stata, però in concomitanza con aspetti delle fasi 1 e 2, quindi non come fase a sé. Per certi aspetti avevo superato le prime fasi e per altri no.


    Invece mi ha colpito davvero tanto la fase 4, perché è quella che trovo più misteriosa.
    Effettivamente, gli aspetti descritti lì ci sono stati, però è come se avessero impattato poco. A volte pochissimo. È come se fossi poco vulnerabile agli aspetti di quel tipo. Tanto che mi chiedo addirittura se non sono mai stato maturo a sufficienza per vivere una fase 4.
    Analizzo gli aspetti della fase 4:
    - persone con interessi simili ai miei. Vero, sono rari, ma ce ne avevo 2 in classe mia!
    - igiene scarsa e aspetto strano. Vero, mi lavavo una volta a settimana e non mi pettinavo. Forse si notava poco, forse lo notavano ma non me lo dicevano... un giorno per sbaglio andai a scuola con due scarpe diverse e mi fecero una foto. Unico evento in cui venni ridicolizzato davvero.
    - difficoltà a contestualizzare pensieri e sentimenti altrui. Era presente. Mi ha penalizzato molto? No, la maggior parte dei miei momenti sociali non prevedevano la comprensione dei sentimenti.
    - alessitimia. Probabilmente presente, servita talmente poco che mi sono accorto di non saper tirar fuori le miei emozioni solo a 21-22 anni e solo dopo averlo letto su spazioasperger.
    - "a questo punto la persona può diventare estremamente consapevole degli errori che commette". Non lo ero, e non mi venivano rinfacciati come errori.
    Il resto devia troppo :D
    - fobia sociale, nessun peggioramento, anzi al liceo diventai sempre più sicuro di me.
    - relazioni romantiche: non pervenute, e quindi neanche i problemi ad esse connessi.


    Fino alla fase 3 comunque mi ci trovo abbastanza, mi si son concluse a 14 anni, mi cambia solo la distribuzione degli aspetti all'interno di quelle tre tappe.



    Imho imho, il dilemma della fase 4 è che, a differenza delle prime tre, è calibrata per persone che arrivano a 14 anni con capacità sociali migliori... altrimenti non ci arrivi proprio a metterti in gioco sul piano emotivo.
    Ma d'altro canto non è detto che senza raggiungere un livello tale da mettersi in gioco sul piano emotivo si viva male il liceo, anzi.... vedo tanti nerd che rimanendo sotto quel livello sociale hanno avuto un'adolescenza più serena di chi ha vissuto la fase 4 autistica lì descritta.
    Post edited by Markov on
  • PavelyPavely Andato
    Pubblicazioni: 3,350
    Mi accorgo di non aver mai sviluppato le fasi 2, 3 e 4.

    Effettivamente, per me l'Amicizia è una parola assolutamente priva di senso.

    Io voglio bene a delle persone e il nome del sentimento che mi lega ad esse è Amore, una FORMA di Amore.

    Ma "Amicizia" per me è una parola completamente vuota: se la uso, ciò accade perché ogni autistico è obbligato a usare la Lingua italiana standard.

    Ho creato la mia prima "amicizia" a 33 anni, con P. (è una donna romagnola): lei stava facendo la diagnosi a Roma e mi chiese un aiuto logistico per orientarsi in città.

    Prima di questa 'amicizia' io non ho mai cercato, né sentito mai il bisogno di altre persone.



    In verità, quando ero piccolo, io provavo Angoscia perché dagli adulti io ricevevo stimoli ad "essere come gli altri" (Neurotipico).
    In verità, queste richieste NT erano solo una SOFFERENZA e un TORMENTO e una PERSECUZIONE.

    Da bambino volevo solo perseguire i miei interessi.

    La Scuola, la Socialità, erano solo IMPEDIMENTI, DRAMMATICHE PERDITE DI TEMPO.

    Non c'è mai stato un istante in cui sia mai stato bene con i miei coetanei.

    Purtroppo, ero circondato da adulti che mi dicevano: "Paolo! Ma fai amicizia!", "Perché non hai amici?"

    Il livello del mio pensiero era: "Non mi rompete il cazzo, ho la lezione di Armeno (litt.) da finire".



    Non so dare un nome al sentimento di amore, rispetto, benessere, felicità, che provo quando sto con le persone a cui voglio bene.

    Il nome "amore" ad esempio mi sembra lato. Io AMO la mia compagna. Il rapporto che mi lega a lei, non è proprio amicizia... Nel modo più assoluto...



    Forse, "benessere responsabile" è una formula migliore.

    Per le persone a cui voglio bene, io darei anche la vita.

    Ma Amicizia...

    No, in verità, è un termine vuoto per me.

    Anche oggi, esso è per me niente. Io voglio "bene"... Io "sto bene con..."... Io cerco le persone perché sapere che stanno bene è, per me, ragione di felicità.

    Ma Amicizia...



    Quando ho letto Attwood scrivere che gli Asperger arrivano alla fase 4 attorno ai 14 anni, l'età del liceo... Ho guardato fuori dalla finestra e ho pensato: "No... Non è così...".

    Ma è solo un mio pensiero.



    L'Amore che mi lega alle persone mi è chiarissimo. E l'Amore NON è solo erotismo. Di "Amore coniugale" ce ne può essere solo uno.

    Volere Bene, il Bene, mi è, altresì, più che chiaro.



    Ma Amicizia è solo il nome di un'emozione neurotipica.

    Sono assolutamente certo che tutti gli autistici amino e che non provino alcun sentimento di amicizia.

    Gli autistici darebbero la vita per le persone a cui vogliono bene: ma è una forma d'amore. Sia chiaro il punto.



    Trovo triste che, ancora oggi, gli autistici per esprimere le proprie esigenze, i propri sentimenti, le proprie emozioni debbano usare termini neurotipici.



    Mai, mai, mai voluto essere come gli NT.

    Obbligarmi ad essere come loro è come obbligare un omosessuale ad essere etero (e viceversa).

    Quindi: per chi voglio bene io potrei dare la vita e provo una forma di amore.



    L'Amicizia non so proprio cosa sia.


    rondinella61aliaSunflowerAntares
  • iieiie Veterano Pro
    Pubblicazioni: 669
    Leggendo questo articolo ho avvertito un profondo senso di vuoto, di smarrimento.

    Vedo elencate e rappresentate con un certo dettaglio, su questo schermo, di fronte ai miei occhi, quelle che Tony Attwood considera essere le "quattro fasi dell'amicizia Asperger". Le leggo. Le rileggo. Sono confuso: non riconosco praticamente nulla di me in ciò che leggo, a parte alcuni dei tratti descritti nella Fase 1.

    Penso che forse sia un problema di traduzione, di contestualizzazione. Decido, allora, di leggere l'articolo originale sul sito di Attwood, nella vana speranza di trovare qualche elemento in più (qualche premessa, qualche dato statistico... qualsiasi cosa). Nulla.


    Sono confuso.


    Il post di Pavely, pur percependo nella sua Esperienza alcune differenze sostanziali rispetto alla mia, mi sembra molto più vicino alla realtà...

    Libellulaalia
  • pokepoke Andato
    Pubblicazioni: 1,721
    :-)
    @Pavely
    Vedi, anch'io ho difficoltà con la parola amicizia. Credimi l'ho usata rarissime volte, come descrivi tu, in me può esserci un "sentimento" di affettuosa comprensione, a cui ho dato nome amicizia.
    Purtroppo nel linguaggio comune, se usi termini come: affetto, voler bene, vieni frainteso, e per una donna le conseguenze sono fraintendimenti spiacevoli.
    Io a tutt'oggi posso dire che ho avuto due amici, uno l'uomo che sposai e l'altro una persona con cui ho anche una relazione.
    Ma ignoro come si possa essere amici ad esempio di una donna. Ci sono contraddizioni che seppur capisco si scontrano implacabilmente come la mia concezione di reciproca dimostrazione di affetto e lealtà.
    A me pare che non si analizzino i sentimenti delle persone asperger, è come se ci si soffermasse a vedere come appaiono.
    Per esempio lealtà, accidenti per me è un valore portante, così come mi è difficile accettare la promiscuità nelle relazioni di amicizia.
    E comprensione.
    Capirsi con uno sguardo.
    Io sento che quando mi avvicino alla ricerca di amicizia vengo tradita e ferita. Non sembrano sentire i nt, quel desiderio di intimo silenzio. Sembra che non sentano il dialogo silenzioso dei pensieri. Non sentono il piacere di avere un solo amico, boh... loro si avvicinano e poi si allontanano e procedono verso la confusione dove tutto si mescola in un caos dove non c'è più il sentire l'altro. D'altra parte far amicizia con un simile è possibile? No, perché senti le sue inquietudini in modo troppo violento e quel misero equilibrio che ti illudi di aver raggiunto inizia a vacillare.
    Quindi mi sembra che l'amicizia, smozzicata ed incompleta sia più semplice con quelle persone nt, forse un pochino superficiali che riescono ad essere incuriosite da comportamenti insoliti (di dedizione). In quel caso ci si sente come due puzzle che si incastrano gli si offre un ascolto profondo, una comprensione leale, siamo il loro ridugio dal frastuono.

    Pavelyrondinella61Marco75MikiLibellulaalia
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