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Cos'è la normalità?

Se dovessimo redigere la scheda personaggio, in un gioco di ruolo, di una persona neurotipica quali caratteristiche dovrebbe avere ed in quali percentuali?
Poi la normalità è un elemento fisso o variabile ad esempio:
Sesso
Periodo storico
Collocazione geografica
Status sociale
Ecc
?
Domanda i neurotipico sono addestrati nell'essere normali o sono sostanzialmente individui poco refrattari alla persuasione collettiva per cui l'addestramento avviene in modo inconsapevole?
È forse l'essenza dello spettro autistico una propensione all'individialità, in cui la consapevolezza prende il posto agli automatismi sociali?
A voi...
«1

Commenti

  • PavelyPavely Andato
    modificato September 2017 Pubblicazioni: 3,350
    La normalità, per me, è l'equilibrio tra tutte le funzioni corporee o sociali o ambientali.

    §

    Ogni essere umano nasce, adesempio, con la possibilità di avere molte funzioni: pensare, parlare, correre, toccare, risolvere problemi complessi, amare, sorridere, odiare, respirare, muovere le mani, votare, avere cura di... e così via per migliaia di aspetti.
    La normalità accade quando nessuna funzione è predominante o è eccessiva.
    Le qualità delle funzioni possono aumentare e diminuire: l'aspetto "normale" è nell'Armonia con la quale accadono questi processi @poke .
    Se solo alcune funzioni si fanno "dominanti" allora subentra la "diversità".

    §

    Ad esempio: è diverso non chi - per fare un esempio banalissimo - ha un naso "grande" (sorrido). La diversità di quel naso nasce appunto perché esso è "decontestualizzato" nel viso.

    Qui, il concetto di "progresso", di "crescita", tale che essa sia armonica. Mens sana in corpore sano. Tutto deve evolvere in modo quasi "musicale"...

    §

    La normalità quindi non è nella assenza di "particolarità" di qualcosa o nella sua "unicità": la normalità è una qualità dell'INSIEME.
    Ad esempio: in un Freak show del 1800 (penso all'angosciante film...) anche le bizzarrie più strane erano normali. Nei manicomi, la Follia diventava la normalità. Nelle sub-culture alternative, i comportamenti più strani sono assolutamente normali.
    E' il contesto a creare la normalità.
    Mangiare carne di cane è un atto sadico da noi ma è qualcosa di assolutamente normale in Cina.
    Far lavorare i bambini è un crimine (oggi) ma non lo è stato per secoli anche da noi, in Italia.

    §

    Ciò che possiamo dire della specie umana è che si creano Gruppi omogenei.
    Possono essere Comitive, Paesi, Nazioni, Squadre, Tribù, Contro-culture, Identità collettive e così via...

    Ma anche a livello corporeo esiste una normalità in sé.

    §

    Questo il mio modo di vedere il mondo...




    WhoamiValentaclaluiNemoFenice2016
    Post edited by Pavely on
  • MarkovMarkov Pilastro
    modificato September 2017 Pubblicazioni: 8,819
    Secondo me molti hanno la propensione naturale a seguire le mode.
    Ma tra quelli che non si addestrano, apparendo singolari, ne conosco pure molti felici. Tanto che non ho mai capito fino in fondo le esigenze dell'addestramento super-fine che fate alcuni di voi.
    Forse gli unici aspetti che fanno davvero la normalità sono la stabilità, accettazione, normo-sensibilità sia all'ambiente che alle persone, e modi di fare non eccessivamente deviati dalla media (pur essendo concesso ampio margine).
    EireneLibellula
    Post edited by Markov on
  • pokepoke Andato
    Pubblicazioni: 1,721
    Grazie, @Pavely vedi, le parole chiave (per me) del tuo post sono:
    E' il contesto a creare la normalità.
    Scusa il termine, ma mi sbatto la testa sullo spigolo proprio per questo.

    @Marcof
    Per te invece una domanda, cosa intendi esattamente con addestramento super fine?
  • MarkovMarkov Pilastro
    Pubblicazioni: 8,819
    Mo non lo so se è vero perché non so nulla di come si vive da grandi :)
    Ad esempio tu, hai scritto di aver provato cose che non davi a vedere al raduno. Forse però sei nelle condizioni di poterti permettere meno censura, in questo senso l'addestramento mi sembra eccessivamente fine.
  • marielmariel Senatore
    Pubblicazioni: 1,551
    Normalità per me è quando i comportamenti sono logici.
  • Marco75Marco75 Moderatore
    Pubblicazioni: 2,043
    Alla prima domanda non saprei rispondere. Anche perché sono un po' confuso, attualmente, su cosa sia davvero la tipicità e quali siano i suoi confini.
    Sulla seconda domanda, mi viene da rispondere che non è questione di addestramento, quanto di facilità nell'introiettare le norme sociali. È come se una certa struttura mentale rendesse più facili e automatici certi comportamenti orientati verso l'esterno, che a un certo punto si traducono appunto in automatismi; mentre la "struttura" ND è più orientata verso dentro, quindi la socialità va appresa in modo più sistematico e costantemente allenata.
    Questa è la mia impressione, ma magari mi sbaglio...
    Markov
    "There are those that break and bend. I'm the other kind"

    Cinema, teatro, visioni
  • pokepoke Andato
    Pubblicazioni: 1,721
    Marcof ha detto:

    Mo non lo so se è vero perché non so nulla di come si vive da grandi :)
    Ad esempio tu, hai scritto di aver provato cose che non davi a vedere al raduno. Forse però sei nelle condizioni di poterti permettere meno censura, in questo senso l'addestramento mi sembra eccessivamente fine.

    Si capisco l'idea e l'impressione che si può avere di me ed in genere di quelle persone che appaiono:normali.
    Ma proprio perché sento forte il desiderio di normalità ne ricerco il senso, affinando ed a volte autodisciplinandomi.
    Da grandi se ne hai i mezzi quello che cerchi è l'autonomia, per farti un esempio: armonizzarsi con i colleghi.
    Ma ci sono aspetti che mi sfuggono, perché sarei portata a pensare che la normalità sia un oggetto/evento che funziona, tramite un processo logico. Ma spesso accade che le interazioni siano illogiche o strutturate con dinamiche che tutto il mio essere ripudia.
    Quindi una persona adulta può trovarsi nella sensazione di sentirsi fuori contesto, sempre.
    Ed è una sensazione di solitudine che fa male.
    Perché senti di essere totalmente privo di identità, come se non si appartenesse a niente.
    Una cosa, ti senti come un oggetto che ha un senso quando produce, ma oltre non è.
    Ti senti invisibile, come se la realtà che vivi ed in cui cerchi di contestualozzarsi avesse colori/suoni/logiche che sei l'unico a notare.
    E questo ti viene quando ti relazioni, ti senti sempre non capito.
    Ecco, in sintesi quello che accade "da grande". Vedi i tuoi coetanei inseriti e pieni di certezze, e senti che qualcosa dentro (il modo di sentire) è rimasto all'adolescenza.
    Per questo ci si sforza ad affinarsi, come una ricerca per creare un ponte, ma sembra che più cerchi e più scavi in una voragine che ti allontana.
    Quindi provi ad armonizzarti ad essere quello che tu pensi gli altri vogliano, ma non stao bene. Ecco, da adulto i meltdwon a volte arrivano per questo, pensieri.

    Marco75MarkovPiu82Fenice2016LibellulaOrsoX2AlexMoorerondinella61
  • Marco75Marco75 Moderatore
    Pubblicazioni: 2,043
    Hai descritto ed esplicitato la sensazione benissimo, @poke...
    Piu82
    "There are those that break and bend. I'm the other kind"

    Cinema, teatro, visioni
  • OrsoX2OrsoX2 Veterano Pro
    Pubblicazioni: 861

    Secondo me la "normalità" dipende sì dal contesto, ma nei limiti di quella variabilità di cui sono pieni i libri di antropologia culturale. 

    Il problema è che la conseguenza pratica dei tratti "dello spettro", che hanno molti di noi, è una riduzione, più o meno grande e invalidante, dell'adattabilità.

    La mia sensazione è che tutti noi (mi riferisco a chi ho conosciuto di persona, anche ai raduni) ci sentiamo un po' ribelli, chi più chi meno, "ribelli dentro", ma per poter interagire con gli altri, i "normali", sappiamo che dobbiamo in qualche modo puntare su quel poco che unisce anziché sul quel tanto che ci divide da loro.

    Marco75Eirenerondinella61
    ("Caducità delle umane cose!" - considerazione indifferentemente attribuibile a Umani e Non)
  • vacamunquebenevacamunquebene Membro Pro
    Pubblicazioni: 272
    Secondo me , la normalità (ovviamente tenendo conto di epoca, età, sesso e altri fattori che al momento non mi vengono in mente ) può essere un ' equilibrio di molti fattori o semplicemente il risultato più comune . Per i NT è più semplice adattarsi al mondo anche perché il mondo è più simile a loro . Forse sbaglio, non vorrei offendere nessuno con questo commento.
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