Spazio Asperger è attivo anche su Facebook.

Per raggiungere la nostra pagina con gli argomenti più discussi del giorno, news e immagini cercate "spazioasperger.it"

Per un gruppo indirizzato a ricerca e terapia cercate "Ricerca e terapia nello Spettro Autistico"

Mamme che esultano per l'espulsione di un compagno di classe Asperger dei loro figli...

PavelyPavely Membro
Sull'Huffington Post ho letto oggi questa notizia...

http://www.huffingtonpost.it/2017/09/05/in-un-gruppo-whatsapp-le-mamme-celebrano-lespulsione-di-un-bambino-autistico-finalmente-una-buona-notizia_a_23197033/

In un Collegio argentino, San Antonio de Padua, sito in Merlo, un sobborgo di Buenos Aires, in un gruppo WhatsApp riservato, alcune mamme hanno "esultato" per l'espulsione del compagno di classe Asperger dei loro figli. A parte le espressioni di "giubilo", di "felicità"... mi ha molto colpito una mamma che ha scritto: "Finalmente, i diritti di 35 bambini non saranno sacrificati per colpa di uno".

Osservo questo pensiero: la presenza di persone disabili accanto a persone "normali" (ah... se poi la normalità è questa...) può essere percepita da questi ultimi come la privazione di un diritto, di un "normale modo di essere", di "autodeterminarsi", di "agire". Queste mamme hanno percepito i comportamenti, le reazioni, le parole, gli atteggiamenti di questo bambino Asperger come qualcosa capace di "frenare" l'Apprendimento dei loro bambini. Soprattutto: i loro bambini (che la Scienza definisce "normali" e mai delle virgolette sono stato così al posto giusto...) non potevano essere compiutamente se stessi. Non erano propriamente "liberi".

E' sicuramente successo qualcosa di odioso. Ma ciò che mi affascina (e si sa che il Male affascina sempre un po'...) è il meccanismo dell'Inibizione.

Accanto ad una persona disabile, i "normali" (toh... per la terza volta...) sentono di non dover dire parolacce ("eccheccazzo..."), di non parlare di sesso (o meglio di "scopare"), devono dimostrare sensibilità, devono, in altre parole, s o p p o r t a r e.

Se c'è un disabile, la voce si abbassa, tutti sono più gentili, la gente smarrisce il senso della realtà e non è più se stessa. Superato questo primo istante, mi accorgo di come, per MOLTI (non per tutti, è ovvio...) Neurotipici la presenza COSTANTE di una persona "diversa" è fonte di ansia.

Si vuole andare via. Si cercano persone simili. Si cercano persone con una forma corporea "regolare", normale, si cercano persone con qualità spiccate (belli), si cercano persone intelligenti e sane o anche solo interessanti (ma mai strane). La legge "impone" la presenza delle persone disabili a scuola (articolo 24 convenzione internazionale delle persone con disabilità): ma la legge spesso parla alla 'testa', difficilmente parla al 'cuore'.

Sommerse da migliaia di offese su Facebook, queste mamme si difendono spiegando come il bambino in questione avesse tirato oggetto addosso agli altri compagni, fosse stato aggressivo, avesse aggredito otto bambini in un solo anno. Per queste mamme che esultano, si tratta di allontanare e isolare un bambino violento. Si tratta di allontanarlo in quanto capace di fare del male ai loro figli. E la cosa è, ai miei occhi, molto interessante...

Lo è perché la violenza viene identificata nel bambino.

Se è più che ovvio punire un adolescente (almeno) in quanto violento (sta per affrontare l'età adulta e deve comprendere che mai la violenza è giustificata), ogni tipo di sapere sociale, comunitario, psicologico, storico, scientifico ci comunica come la violenza in un bambino sia un risultato e mai una causa, sia il prodotto di un disagio (corporeo, sociale) mai un atto messo in campo per generare un male agli altri.

Queste madri - partecipi di una scuola di élite e molto costosa - pagano una retta altissima per mandare i loro figli a questa scuola. Quindi, il loro sentimento è focalizzato a ricevere il "miglior trattamento possibile". La scuola dice loro che in classe ci sarà un bambino disabile. E queste madri provano r a b b i a. Rabbia, perché questo bambino r a l l e n t e r à le lezioni, le d i s t u r b e r à, le renderà meno piacevoli, più difficili.

I loro figli, dunque, a casa, percepiscono i sentimenti di queste madri.

Li percepiscono e avendo in loro "cattive Maestre", portano questi sentimenti in classe.

L'odio delle madri arriva al cuore dei figli, i figli lo portano in classe, i figli lo rivelano a questo bambino che lo percepisce e dato che l'odio genera solo odio, questo bambino diventa violento.

Queste madri hanno causato la violenza del bambino espulso.

Ma lo hanno fatto in modo inconsapevole. Parlando male di lui davanti ai loro figli. Lamentandosi - magari a tavola - di come sia odiosa questa legge che impone la presenza di un bambino "pazzo" che rovina le lezioni...

I bambini - quasi Convitati Muti al desco famigliare - ascoltano i propri genitori parlare così. Li guardano. Sentono che le loro parole siano giuste... e tornando a scuola tornando in classe, trasmettono il messaggio famigliare a questo bambino che si sente odiato, escluso, umiliato.

Tanti bambini Asperger sono vittima di bullismo. E il bullismo ha la sua origine nell'educazione famigliare. Pure: subiscono. Subiscono, non parlano in famiglia, cercano di tenere duro, di stringere i denti, di non piangere. Si rifugiano nei loro interessi penetranti, nelle routine, in molti aspetti ossessivo-compulsivi.
A livello giornalistico, può passare l'idea che i bambini Asperger siano violenti. E non è mai - sorrido tanto la cosa è assurda ai miei occhi - così. Qui non è in gioco l'Asperger in sé: qui è in gioco la reazione di un bambino che ha un'empatia affettiva estremamente sviluppato (capacità di sentire il volume sonoro delle emozioni, detto in modo metaforico) e una difficile empatia cognitiva (capacità di capire l'armonia e la melodia delle emozioni). Questo bambino ha percepito l'odio delle mamme portato davanti ai suoi occhi dai suoi compagni di classe.

Le mamme in questione avevano fatto pressione per MESI per far allontanare il bambino. E questo loro odio è stato costante, è stato diretto, è stato chiaro: "Non devono esserci bambini disabili nella classe dei nostri figli". Ecco, allora, una scuola che cede. Una scuola che, sotto attacco per via di queste "signore", allontana un bambino...

§

Oggi mi sento ferito, amareggiato, arrabbiato, deluso, sconcertato, incazzato, disgustato e inferocito.

§

Quale la vostra opinione?



rondinella61LibellulaMarco75NewtonPuckUnconventionalLoverWhoamiDoorNemonebelFenice2016
Post edited by lollina on
«1345

Commenti

  • LibellulaLibellula Andato
    modificato 6 September Pubblicazioni: 697
    Le mamme nt fanno branco peggio dei loro figli.

    Questo articolo mi riporta indietro a brutti ricordi; io sono diventata allergica ai genitori. Penso che molti genitori di figli "normali" prima di esserlo forse erano simpatici, ma con la nascita del figlio si trasformano...mi fanno paura!


    Purtroppo devo confessare che alle elementari agli inizi, per potere entrare e farmi accettare dal cerchio di mamme della classe di mia figlia, mi sono adeguata anche io a questi ragionamenti. Tutto per essere accettata. Queste mamme si mettono davanti all uscita della scuola e formano un cerchio chiuso e vi assicuro se non vi vogliono, non si fanno problemi a girare le spalle...se fossi stata più sicura di me, avrei capito che non me ne doveva importare nulla di essere accettata da quelle mamme. Ma il mio lato socievole, bisognoso di consenso mi ha rovinato.
    UnconventionalLovermarco3882riot
    Post edited by Libellula on
  • DomitillaDomitilla Senatore
    Pubblicazioni: 2,135
    Posso solo dire una cosa brutta: è normale.
    La scuola è a pagamento ed è chi paga che decide, la maggioranza degli "azionisti".
    Lo dico, perché frequentai anche io una scuola "costosa" e vidi cacciare professori per futili motivi.
    L'autismo c'entra poco, qui.
    È il concetto di potere che fa da padrone.
    Denaro è potere.
    PavelyUnconventionalLoverNemomammaconfusa80
  • Marco75Marco75 Veterano Pro
    Pubblicazioni: 747
    Spero che quel ragazzino troverà altrove un ambiente non dico più accogliente, ma almeno che sia composto da esseri umani. Da gente capace di empatia affettiva. Spero, auspico, che l'umanità nel suo complesso sia migliore di così.
    WhoamiFenice2016
  • pokepoke Neofita
    Pubblicazioni: 1,133
    Penso che sia necessario chiarire io concetto di normalità e diversità, analizzando risorse e limiti di questo due aspetti. E sia necessario comprendere che sono due condizioni umane instabili, nel tempo e nelle circostanze.
    Vedi se comprendiamo che ognuno di noi può transitare nella disabilità e che niente è stabile o acquisito, forse, comportamenti discriminatori saranno disincentivati per il principio di immedesimazione.

    Vedo incolpare le madri (ormai è come sparare sulla croce rossa), e molto poco assegnare la responsabilità alla scuola. Mi interrogo sul perché l'istituzione non sia intervenuta trasformando il disagio in proposta che arricchisca interiormente.

    Avrei da dire che la normalità non esiste, che ogni singolo alunno è portatore di diversità.
    Direi che sembra essere la diversità una macchia di colore nero, accettabile solo quando,amalgamandosi nel bianco della normalità sfuma verso un grigio chiarissimo.
    Ma i normali non sono tutto bianco.
    Ognuno si porta dentro un fardello di difficoltà.

    Perché non funziona l'integrazione?
    Perché presuppone tanti normali (perfetti privi di qualsiasi difficoltà - aspetto che è impossibile) ed un diverso.
    Finché lo schema si costruisce con questi presupposti non può funzionare.

    Ora, io alla elementari ero in una classe che ricordo piena di urli, oggetti che venivano lanciati, scazzottate ed altri comportamenti molesti.
    Potrei quasi dire una bambina normale in una classe in cui tutti erano diversi.
    Ebbene per sopravvivere a quel caos, andavo letteralmente in tranche. Significa che osservavo la finestra e la mia mente vagava nei pensieri.

    Ora, prima di acandalizzarsi in buonismi che funzionano perché sono distanti, proviamo a pensare che effetto ci farebbe essere bambini con i sensi molto affinati, con compagni che urlano picchiano e creano confusione?
    I diritti di chi è apparentemente normale valgoni meno di chi è palesemenfe diverso?
    E considera anche che le diversità aumentano.

    Io dico solo che non solo la normalità deve prendersi verso la diversità, ma anche la diversità e la disabilità devono protendersi, accogliere ed aiutare la normalità.
    In un rappprto di reciproco scambio, affinché da un rapporto di assistenza e soppprtazione si transiti verso un rappprto di reciproca utilità.
    Al di là di buonismi che funzionano sulla carta dei buoni propositi.
    LibellulaPuckPavelyFenice2016vacamunquebene
  • wolfgangwolfgang SymbolModeratore
    Pubblicazioni: 10,184
    Non parliamo di un bambino asperger, ma di un bambino asperger violento, con seri problemi di comportamento, che per 4 anni non è stato possibile riportare ad un comportamento accettabile (da un punto di vista della sicurezza e della tranquillità, non della normalità).
    Ne ho visti diversi di bambini così, darebbero fastidio pure ad altri asperger.
    Quello che invece trovo schifoso è la manifestazione pubblica di giubilo.
    Un bambino in una situazione simile era presente (prima che a metà della terza elementare venisse allontanato dopo aver picchiato un insegnante - per l'n-esima volta) in classe di mia figlia (che è asperger pure lei).
    Le mamme hanno avuto manifestazioni di giubilo simili, tranne noi e un'altra famiglia.
    Personalmente fossi dovuto essere io a scegliere, l'avrei allontanato anche io, non solo per gli altri bambini ma anche per il suo bene, è evidente che se un bambino ha reazioni esplosive sta a disagio e se in un dato contesto non si risolve, è meglio cambiare contesto (se non è possibile cambiare IL contesto, e non è sempre possibile).
    Il giubilo però mi schifa, quello si. In una situazione simile la tristezza, la delusione, il dispiacere, l'empatia; sono sentimenti adeguati. La gioia? È indicativa della pochezza morale della gente.
    rondinella61LibellulaPavelyGecoclaluiUnconventionalLoverMarco75AmelieWhoamimarco3882Nemo
    Né scusa né accusa. Addestrare le competenze, insegnare valori, e-ducare l'Uomo dalla Bestia. La Natura non è una scusa.
  • NewtonNewton Pilastro
    Pubblicazioni: 3,089
    Avevo letto anch'io la notizia ieri sera: la scuola ha condannato fermamente la reazione delle mamme esultanti.
    Per il resto, non abbiamo abbastanza elementi per determinare se la scuola avesse fatto o meno il possibile per aiutare il bambino in difficoltà.
    Mi sembra abbastanza normale che i compagni di classe ce l'avessero con il bambino, se li picchiava, al di là di quello che i genitori potevano avergli detto.
    Amelierondinella61wolfgang
  • Simone85Simone85 SymbolVeterano Pro
    Pubblicazioni: 1,826
    La scuola ha aiutato il bambino espellendolo dalla classe.
    È bene considerare però che molti (vedere le recensioni e i voti negativi che il collegio ha ricevuto quest'ultima settimana) non si limitano alla chat esagerata delle mamme, ma anche alla decisione del collegio stesso di espellere il bambino autistico.
    La famiglia si è fidata di quella scuola perché sicura che quella scuola avesse tutte le competenze per poter educare un bambino autistico.
    La scuola è venuta meno all'impegno preso con questa famiglia che, come tutte le altre famiglie, ha avuto il ruolo di fare credito alla scuola... il collegio ha pensato bene di fregarsene del suo obbligo e cacciare via il bambino.
    Mi domando: ma la famiglia creditrice avrà ricevuto indietro parte della somma versata per l'iscrizione del bambino?
    Domanda retorica più che altro, è ovvio che non abbia ricevuto nulla. L'espulsione del bambino in fondo è stato per giusta causa.

    Io non biasimo il comportamento delle madri. La loro reazione è stata stupida ma in parte giustificata.
    Più volte avranno percepito, attraverso i propri bambini, la tensione che quel bambino autistico esercitava su tutta la classe.
    La loro è stata una reazione ma probabilmente non è stata pensata per l'autismo, ma per le azioni di violenza del bambino.
    Anche perché mi domando: cosa vieta di pensare che in quel collegio ci possano essere stati anche altri compagni autistici che non sono stati espulsi?



    rondinella61wolfgangriot
  • mamma_francescamamma_francesca Veterano Pro
    Pubblicazioni: 597
    Tutti conosciamo situazioni analoghe: nella classe della figlia di una mia collega c'era un bimbo soggetto a scatti d'ira (senza certificazioni perchè l'ASL ha ritenuto che non avesse nessuna problematica!) e la conclusione è stata pressochè simile, con l'aggravante che non essendoci certificazioni, la colpa veniva attribuita di defoult alla famiglia.
    Per me la responsabilità principale è delle maestre che devono trovare il modo per far sì che non si istauri in classe una spirale pericolosa per cui un bimbo si comporta in maniera scorretta, viene additato, subisce bullismo (a molti bimbi piace andare a stuzzicare e provocare chi si comporta male con la conseguenza che si comporta peggio perchè il suo comportamento viene così rinforzato), si comporta peggio, i genitori fanno la loro parte (errore della scuola che non ha saputo gestire bene le comunicazioni). Una volta istaurata la spirale meglio cambiare contesto in primo luogo per il bimbo stesso che avrà di conseguenza l'autostima sotto le scarpe.

    Il giubilo è orrendo, al massimo potrei capire il tirare un sospiro di sollievo se tuo figlio andava a scuola con la paura e il mal di pancia - perchè sono bimbi e se gli adulti non sanno fare la loro parte possono pure presentarsi situazioni in cui alcuni bimbi più insicuri si sentanto di stare in un ambiente insicuro e abbiano dei problemi di ansia.
    Marco75AmelieFenice2016enrichetta68
  • Marco75Marco75 Veterano Pro
    modificato 6 September Pubblicazioni: 747
    Io penso che quando si arriva a escludere, anziché includere, sia sempre una sconfitta per tutti. Interventi come quello di @wolfgang ed altri simili riportano la discussione "sulla terra", e questo è un bene. Tuttavia è lecito chiedersi: è stato fatto davvero il possibile per aiutare quel bambino a integrarsi? La scuola (che probabilmente era a conoscenza delle problematiche di partenza) ha davvero messo in atto tutte le strategie a disposizione per evitare quest'esito?
    Io credo che avere a che fare con la diversità (nel senso più ampio del termine) non sia mai una passeggiata. Vale per la neurodiversità come per la diversità etnica, religiosa, sessuale, ecc. Bisogna rivedere i propri paradigmi, i propri schemi mentali, i propri modi di vedere la realtà. E qui parlo ovviamente del mondo adulto. In casi come questo, probabilmente, bisogna pure mettere in campo competenze e professionalità specifiche. Se non ci si riesce, io la vedo come una sconfitta.
    Specie perché in teoria la scuola dovrebbe essere il primo luogo di inclusione e integrazione. Se, al contrario, l'istituzione scolastica (e non gli alunni) inizia a separare ed emarginare...
    wolfgangFenice2016
    Post edited by Marco75 on
  • LibellulaLibellula Andato
    modificato 6 September Pubblicazioni: 697
    Una delle mamme che non voleva mia figlia in classe alle medie, disse alle altre "ma perché doveva capitare proprio a noi!". Il problema era che suo figlio perfetto e intelligente doveva imparare tutto senza essere disturbato, perché doveva fare il liceo e poi L università e quindi doveva stare con simili a lui. Per quanto io abbia cercato di capire il punto di vista di quella mamma, mi dispiace dirvi che non ci sono riuscita. Soprattutto perché andava in chiesa...
    marco3882enrichetta68
    Post edited by Libellula on
Accedi oppure Registrati per commentare.
Dona il 5x1000 a Spazio Asperger ONLUS. Codice Fiscale: 97690370586