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Un asperger può capire l'altro?

Vi domando è possibile che un individuo diagnosticato asperger, possa capire l'altro?
Vorrei puntualizzare un punto, capire non significa necessariamente dare la risposta che l'altro si aspetta.
Intendo sentire dentro le motivazioni a volte emotive altre volte razionali, che spingono una persona a comportarsi in un determinato modo.
Un sentire che a volte è così forte, che i suoi pensieri sembrano entrarci nella mente tanto da sovrastare i nostri.
Ed in questo attuare una difesa, che ci costringe ad avere un atteggiamento ostile (brusco), di difesa per preservare sia il proprio pensiero che le successive azioni.
Io spesso mi sono trovata in questa situazione, qualcuno potrebbe obiettare che è la profezia che si autoavvera, o che è una distorsione cognitiva (lettura della mente), ma questo mi è accaduto anche mentre effettuavo dei lavori manuali. Anticipavo le mosse porgendo esattamente quello di cui i miei colleghi necessitavano. In un sincronismo perfetto quasi come un puzzle, i cui pezzi ci cadono in mano per essere collocati nel posto esatto.
In quei momenti provo una forte malinconia, perché mi sembra che ognuno di noi sia nudo di fronte all'altro.
A 30 anni, ho deciso di far tacere quel sentire per dedicarlo a mio figlio.
Saltuariamente quando sento e vedo una persona che ha bisogno, riaffora ma faccio tacere quella sensazione.
Perché le persone sembrano approfittarsi di questo. Esse sembrano capire che in quel momento antepongo me stessa all'altro.
E nuovamente tutto ciò mi provoca conflitti interiori.
Questo mi confonde. Come se i limiti tra me e l'altro fossero poco definiti.
Quindi utilizzo un'armatura di rigida indifferenza, ed in quello perdo ogni contatto con l'altro che non sia meccanico.
Ecco il mio dubbio, è questa la teoria della mente o lo è solo quando il sentire gli stati altrui determina anche la risposta più vantaggiosa per sé stessi?
La tom, può essere parziale? Ovvero funzionare bene ma a macchie di leopardo con punti che rendono poi la percezione delle aspettative altrui inadeguate?
Per esempio, essere cieca nel sentire i sentimenti quali:amicizia ed amore?

claluiMarco75MikiNemoOrsoX2alia

Commenti

  • MarcofMarcof Pilastro
    Pubblicazioni: 3,237
    Non sono ufficiale.
    Per me l'anticipazione degli altri dipende dalla distanza rispetto a me e da quanto sono frequenti le persone così. Quelli che deviano dal versante giusto li so anticipare pure molto bene.
    Con i neurotipici in genere non capisco cosa sentono, però capisco come trovarmi bene. Con i NT in genere vale la regola che meno seghe mentali ti fai e meglio li capisci, perché loro raramente tramano.... e raramente son disposti ad avere doppi fini a lungo.
    alia
  • pokepoke Neofita
    Pubblicazioni: 1,133
    Sai @Marcof
    Forse hai ragione, il mio problema consiste nelle "saghe spaziali" nelle quali faccio orbitare trame inesistenti.
    Forse è come dici tu, laddove mi pare di vedere schemi c'è solo il caso.
    Pensare meno e vivere di più nella spontaneità.
    Alla fine ci insegnano a campa' più i giovani che gli infiniti grovigli dell'intelletto.
    Grazie.
    alia
  • Marco75Marco75 Veterano Pro
    Pubblicazioni: 747
    Io, per ciò che conta, quello di cui hai parlato non l'ho mai provato. A leggere la mente non mi ritengo bravo, capisco gli stati d'animo altrui solo quando il comportamento della persona devia così tanto da quello "solito", che è evidente che qualcosa non va. Le emozioni altrui mi arrivano più spesso a posteriori, ripensando e riflettendo su un determinato atteggiamento, comportamento, magari su un modo di parlare (o di non parlare).
    Credo che questa sia ToM, sì, anche se parziale.
    Nemoalia
  • OrsoX2OrsoX2 Veterano Pro
    Pubblicazioni: 290
    @poke  per quello che "sento" io, la risposta alla domanda "Un asperger può capire l'altro?" è "Sì, almeno in parte". E, secondo me, questo vale anche per (con e tra) gli "altri". 

    In sintesi, la mia esperienza personale mi dice che, analizzando il comportamento degli altri (stavolta senza virgolette) in base ai paramentri del Raads-R o dell'Aspie-Quiz, o di qualsiaso altro test che abbia un minimo di affidabilità, è facile notare caratteristiche dello spettro, anche se in modo molto variabile, proprio in tutti. Soltanto pochi hanno dei tratti così evidenti da raggiungere la soglia della sofferenza e da spingerli a chiedere aiuto agli altri, indipendentemente dall'etichetta della diagnosi. Se si è consapevoli di questi aspetti, è più facile comprendere il comportamento degli altri, il che, ovviamente, non significa condividerne le opinioni. Per come lo sento io, sono queste le "macchie di leopardo" di cui parli tu.

    L'altro aspetto che tu metti in evidenza è il "pensare per pattern". La mia opinione personale in merito è che mentre la logica, che costituisce il meccanismo del "pensare per pattern", è sostanzialmente universale, le premesse, che ne costituiscono la base, sono "culturali". Poiché è praticamente impossibile conoscere "tutte" le premesse (e l'imprevisto, in modo del tutto imprevedibile, può farne parte), la prevsione di un fenomeno in base al ripetersi di uno schema non sempre è corretta. Poiché però, spesso, nei casi più semplici, la previsione si avvera, ciò può provocare un ingannevole senso di sicurezza che può spingerci a fidarci delle nostre previsioni in modo un po' imprudente.

    Il fatto poi di difendersi dagli altri con delle barriere è segno di essere coscienti della propria vulnerabilità, ma di non essere in grado di difendersi con i meccanismi sociali comunemente accettati dagli "altri": quelli non sono stato in grado di acquisirli, anche se ho cercato. Spesso, ascoltando i racconti di mia moglie alla fine della giornata lavorativa, le faccio i complimenti per essere stata in grado di aver messo in atto questi espedienti sociali per cui tanto l'ammiro.

    Quanto all'amicizia e all'amore, secondo me si tratta di aspetti "conservati" nelle specie animali più evolute, e, di conseguenza, per quanto si possa elucubrare in merito, nessuno vi può sfuggire.

    :) Alla fine, con chi è riuscito a leggere fin qui, mi scuso per la mia filosofia da bar!

    lollinaMarcofMarco75
    ("Caducità delle umane cose!" - considerazione indifferentemente attribuibile a Umani e Non)
  • pokepoke Neofita
    Pubblicazioni: 1,133
    Quanto all'amicizia e all'amore, secondo me si tratta di aspetti "conservati" nelle specie animali più evolute, e, di conseguenza, per quanto si possa elucubrare in merito, nessuno vi può sfuggire.

    @OrsoX2
    Innamoramento si, così come infatuazione, ma amore, no.
    Come sentimento l'ho provato verso i figli, ma amore credo una volta per un attimo, in quel momento ho sentito che l'altro forse mi amava e qualcosa dentro si stava spaccando, ho sentito un dolore fortissimo dentro, così forte da desiderare che sparisse.
    Ho razionalizzato per fortuna si è sopito.
    Quindi, non sento l'amore e non sento di provarlo, mi è sembrato che alle persone non provochi un dolore così, tutto qui.
    Hahhah... scusa mi viene da sorridere, chissà forse verrà affrontato nel corso Alieni terrestri 2.0.
    aliaOrsoX2
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