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Come gestite le delusioni?

ShinjiShinji Veterano
modificato 11 September in Esplorare i sentimenti
Come da titolo, come reagite quando nella vita succede qualcosa che non doveva succedere? Io entro in uno shutdown che può durare settimane e mi passa la voglia di fare qualsiasi cosa, anche di vivere.
Io tra me e me critico i neurotipici perché spesso tendono a farsi problemi sul nulla cosmico (almeno secondo me) eppure ora che ci penso lo faccio anche io, o meglio, per quello che può essere il nulla cosmico di qualcun altro... credo che molti in questo forum abbiano le loro piccole ossessioni, quelle cose di cui gli "altri" non capiscono l'importanza: ti dicono "ma si non è morto nessuno" senza sapere che invece tu sei morto dentro.
Di solito la gente comune pensa che il singolo episodio non è determinante, ci si rialza e si va avanti, il giorno dopo è già passato. Perché non riesco a farlo? Qui c'entra l'asperger, la depressione o la pigrizia? Non riesco a capirlo e forse mai capirò.


AmelieValentaaliawoodstockMarco75Piu82luca95Fenice2016ShikiWhoamiromipor
Post edited by lollina on
The closer you get to the light, the greater your shadow becomes.
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Commenti

  • Marco75Marco75 Veterano Pro
    Pubblicazioni: 747
    Io ho smesso di aspettarmi troppo, ho livellato verso il basso le aspettative, e ho risolto così il problema delle delusioni.
    Quelle poche volte che resto deluso da qualcosa (e soprattutto da qualcuno) tento di ostentare indifferenza, generalmente non riuscendoci. In quei casi, il mio quotidiano finisce per risentirne, ma cerco di non farlo vedere troppo.
    ValentaAmelieShinjiromipor
  • pokepoke Neofita
    Pubblicazioni: 1,133
    Soprassedendo sul concetto di delusione, passiamo a come affrontarle.
    Vari modi

    Passo il tempo a rimuginare (dipende dal tipo di delusione, alcune possono durare anni).

    Progetto idee di vendetta (alcune vengono attuate altre no)

    Programno piani di battaglia per ottenere quanto mi ero prefissata (obiettivo scavalcare la delusione).

    Mi dedico alla lettura di poesie, canzoni, autocommiserandomi.

    Mi dedico in attività sia facili che difficili, per allenare la mente che posso farcela, in genere giochini matematici.

    Se posso, pratico sano sesso, questa credo sia la mia soluzione preferita, perché racchiude sia il mio interesse speciale che un fortissimo senso di gratificazione. Nonché dopo mi dona una saggezza che farebbe sgonfiare la panza di Budda.

    A volte scrivo, su un mio diario, che rileggo per osservare quanto molti avvenimenti siano relativi.

    Faccio un salto in libreria e cerco l'argomento che tratta il tipo di delusione avuta.

    Se non ho la forza di fare quanto sopra, mi consumo tra lacrime fino ad avere il viso irritato e gli occhi così gonfi da non riuscire più a piangere.

    Mai, ne parlo con qualcuno, a meno che non abbia risolto la questione.


    ShinjiPiu82Marco75UnconventionalLover
  • AmelieAmelie Pilastro
    modificato 9 September Pubblicazioni: 3,831
    Anche io cerco di non farmi aspettative, ma, nel caso la delusione sia provocata da un rapporto affettivo, più esso è profondo e più lo è la delusione. E non so gestirla: aspetto che passi cercando di tenermi occupata con attività assorbenti da svolgere in solitaria, perché evito i contatti con gli altri, con cui non ho desiderio di interagire e con i quali mi risulta penoso fingere di non essere abbattuta. I primi minuti sono stordita, non riesco a realizzare, ma quasi immediatamente esplode una rabbia sorda, distruttiva, un ribellarsi inutile a un'ingiustizia; poi questo magma si solidifica e può sembrare che non me ne freghi niente: mi raggelo, mettendo un'enorme distanza tra me stessa e il dolore e la disperazione, sepolti dall'indifferenza, e sembro gestire splendidamente la delusione. In realtà il contraccolpo arriva molto dopo, quando emergono le emozioni negative e sprofondo in uno stato di apatia, di mancanza di piacere verso qualsiasi attività, di assenza di appetito, di pessimismo e di sfiducia verso il resto del genere umano, oltre che di disprezzo verso me stessa per aver permesso a un altro essere umano di avere tanto potere su di me da avere la facoltà di farmi del male. Spesso mi attribuisco la colpa. Tutto questo sfuma nella tristezza. Non so se c'entri l'Asperger o se sia questione di carattere, però io ci metto molto tempo a tornare a una condizione di umore "normale", che per me è tendenzialmente ottimista e fiducioso.

    Su alcune delusioni posso passare anni ad arrovellarmi, sia per cercare di dar loro un senso, sia perché sono incapace di lasciar perdere. Questa caratteristica è un'arma a doppio taglio, perché, se mi dà una straordinaria tenacia e tempra la mia capacità di resistenza, mi impedisce anche di archiviare situazioni per dedicarmi ad altre, perché "voglio quella cosa, non un'altra".
    ShinjiPiu82Fenice2016Marco75Valentaamigdalaromipor
    Post edited by Amelie on
  • Fenice2016Fenice2016 Colonna
    Pubblicazioni: 1,076
    Domanda interessante su cui devo riflettere per rispondere.

    Mi verrebbe da dire non lo so.

    Se penso a com'ero qualche anno fa in parte mi rivedo in ciò che ha scritto @Amelie
    Ho scritto in parte per il fatto che a livello affettivo sono stata molto abile ad evitarle le delusioni, soprattutto con le persone, dopo averne subita qualcuna... evitavo di mettermi in gioco con le persone, molto semplice. 
    Evitare le persone = evitare delusioni. Chiarissimo.
    Oppure tenevo contatti con persone poco mutevoli e che dunque erano una sicurezza.
    Tutto ciò ovviamente era poco funzionale ad una vita appagante.

    Adesso mi sono ridimensionata molto. Penso... spero... mi sembra :-? 

    Per quanto riguarda me stessa le grandi delusioni, in passato, sono derivate da un eccessivo investimento su cose o persone. 
    Non è che sia sbagliato di per sè investire molto su qualcuno/qualcosa, però è importante sia chiaro che le persone/cose non si possono controllare. Se questo "particolare" non è chiaro si rischia di assolutizzare quel qualcuno/qualcosa e se quello cade noi cadiamo con lui. 
    Da qui la delusione.
    E non è nemmeno una questione cinica di pararsi il fondoschiena cercando di avere più possibilità. 
    È un discorso di libertà, flessibilità, apertura, forse.

    Le persone (amicizie, amori ecc...) non si possono possedere e i rapporti sono nutritivi e splendenti se caratterizzati da libertà. 
    Le cose (oggetti ecc...) si possono possedere, ma sono caduche.
    Gli eventi si possono sperare, organizzare, provare a controllare, ma esistono imprevisti. 

    Certezze: nascita e morte. Questo semplicemente È (senza connotazioni di valore in + o -).
    Accettare questo può essere utile, così come  vivere i momenti passo dopo passo. 
    Non penso sia utile smaniare per anticiparli o rivivere quelli vecchi in un lungo rewind.


    Quando mi capitavano le delusioni, le vivevo. Con annessi e connessi (sensi di colpa, tristezza, disperazione, trattarsi male ecc...). Potevo passare ore, giornate a fissarmi, ossessionarmi sulla delusione. Potevo rimbambirmi dalle tante parole che dicevo a me stessa. Parlarmi fino a stancarmi e cadere esausta senza avere fatto nulla. Non avere voglia di nulla. Stare lì nel malessere. Poi piano piano arrivavano anche ragionamenti, parole che, in qualche modo, mi permettevano di rielaborare e la delusione si dissolveva. La rielaborazione avveniva gradualmente o, a volte, in modo repentino, ma non mi accorgevo sempre consapevolmente della cosa.
    Se il dolore era molto forte non riuscivo a condividerlo e mi veniva da viverlo da sola. 
    AmelielollinaShinji
  • AmaranthaAmarantha Veterano
    Pubblicazioni: 149
    Ci sono abituatissima, almeno un evento al giorno (che capiti a me o ad altri) mi delude, perciò basta farci il callo, come si suol dire
    Shinji
  • OrsoX2OrsoX2 Veterano Pro
    modificato 10 September Pubblicazioni: 290

    Per me cercare di reagire alle delusioni sfruttando l'impegno e la determinazione per superarle migliorando se stessi è l'obiettivo che ciascuno di noi si dovrebbe prefiggere... qualcosa di un po' diverso (ma non troppo) ma soprattutto abbastanza più impegnativo che "farci il callo". 

    ;) Insistendo, con il passare degli anni e con il ripetersi degli eventi, qualche volta all'obiettivo ci si avvicina molto!

    UnconventionalLoverlollinaShinjimandragola77
    Post edited by OrsoX2 on
    ("Caducità delle umane cose!" - considerazione indifferentemente attribuibile a Umani e Non)
  • luca95luca95 Membro Pro
    Pubblicazioni: 129
    Cerco di non pensarci. Mi sfogo un po' ascoltando la musica o mi consolo coi cibi a me preferiti. Spesso canto a squarciagola quando sono triste.
    ValentaShinji
  • ShinjiShinji Veterano
    Pubblicazioni: 192
    Se penso a com'ero qualche anno fa in parte mi rivedo in ciò che ha scritto @Amelie
    Ho scritto in parte per il fatto che a livello affettivo sono stata molto abile ad evitarle le delusioni, soprattutto con le persone, dopo averne subita qualcuna... evitavo di mettermi in gioco con le persone, molto semplice. 
    Evitare le persone = evitare delusioni. Chiarissimo.
    Oppure tenevo contatti con persone poco mutevoli e che dunque erano una sicurezza.
    Tutto ciò ovviamente era poco funzionale ad una vita appagante.
    Questo lo faccio spesso anche io, infatti con le persone difficilmente rimango deluso proprio perché manca la materia su cui deludersi. Ti cito una scena di Neon Genesis Evangelion, episodio 3, un discorso tra Misato e Ritsuko dopo che Shinji è scappato, sovraccaricato dagli eventi.

    MISATO: Ho come l'impressione che Shinji non abbia fatto amicizia con nessuno...
    RITSUKO: Conosci il racconto intitolato "il dilemma del porcospino"?
    MISATO: Porcospino? L'animale con gli aculei?
    RITSUKO: Il porcospino avrebbe voluto fare amicizie con il prossimo ma quando si avvicinava a un suo simile, entrambi si ferivano con gli aculei che ricoprivano i loro corpi. Lo stesso capita ad alcune persone. Shinji in fondo ha il suo cuore, è spaventato dal dolore che potrebbe provare e questo lo rendo freddo e riservato.
    MISATO: Ah, presto si renderà conto anche lui che crescere in fondo è un continuo provare ad avvicinarsi e allontanarsi dall'altro, finché non si trova la distanza giusta per non ferirsi a vicenda.

    Fenice2016 ha detto:

    Non è che sia sbagliato di per sè investire molto su qualcuno/qualcosa, però è importante sia chiaro che le persone/cose non si possono controllare. Se questo "particolare" non è chiaro si rischia di assolutizzare quel qualcuno/qualcosa e se quello cade noi cadiamo con lui. 
    Da qui la delusione.

    Le persone (amicizie, amori ecc...) non si possono possedere e i rapporti sono nutritivi e splendenti se caratterizzati da libertà. 
    Le cose (oggetti ecc...) si possono possedere, ma sono caduche.
    Gli eventi si possono sperare, organizzare, provare a controllare, ma esistono imprevisti. 

    Certezze: nascita e morte. Questo semplicemente È (senza connotazioni di valore in + o -).
    Accettare questo può essere utile, così come  vivere i momenti passo dopo passo.  
    @Fenice2016
    Credo che qui tu abbia centrato il punto. Il mio sospetto è che fino ad oggi non ho ancora capito il senso della vita, ammesso che ne abbia uno. Ovvero non riesco a scindere la vita con quelli che sono i suoi eventi e quindi confondo la vita con gli eventi. Ergo, se l'evento salta per aria, se qualcosa non va come previsto, è come se saltassi per aria io :P
    Eppure di pensieri profondi sull'esistenza ne ho sempre fatti. Teoricamente comprendo che l'esistenza di una persona non può essere legata ad eventi così caduchi come una delusione provvisoria, eppure nella pratica faccio fatica ad applicarlo a me stesso. Ci deve essere qualche aspetto morboso che mi impedisce di farlo.

    Un'altra mia impressione che mi è venuta in mente leggendo le risposte, è che la mia mente, ormai entrata in un circolo vizioso, filtra questi eventi a suo piacimento. Intuitivamente molti concetti per definirsi richiedono di un opposto, come la luce con il buio, altrimenti forse ha poco senso definirli, è così e basta. Io l'opposto del fallimento, ovvero il successo, nella vita non lo sento. Probabilmente lo vivo solo come la norma, mentre quando capita la delusione mi pesa come un macigno. Io credo che le persone per andare avanti utilizzano i proprio successi momentanei come carburante per affrontare le sfide. Penso che una persona vive sana psicologicamente anche se ha un giusto equilibrio tra luce e buio, ma se la luce non riesce a vederla, è come se la sua vita sia un fallimento dietro l'altro, anche se magari non è così.

    Grazie per le risposte. Le ho lette con attenzione.
    Fenice2016romiporwoodstock
    The closer you get to the light, the greater your shadow becomes.
  • marielmariel Senatore
    Pubblicazioni: 1,532
    Non so gestire le forti delusioni.Somatizzo e sto male fisicamente.In questo periodo di abbandono totale da parte di una persona a me cara, ho vari malesseri e non riesco a tenerli sotto controllo.
    ShinjiAmelie
  • marielmariel Senatore
    Pubblicazioni: 1,532
    Aspetterò che il tempo mi stanchi..
    Shinji
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