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Rabbia anticipatoria?

Piu82Piu82 Pilastro
modificato September 2017 in Domande e risposte tra AS e NT
Vi capita di pensare o parlare di qualcosa che sapete vi causerebbe moltissima rabbia, anche se non ancora accaduto o non siete certi che accadrà, e di provare e manifestare quella rabbia sin da subito?

Io la sento fortissima anche semplicemente ipotizzando l'eventualità negativa e parlandone a qualcuno, tanto da influenzare tutti i miei pensieri, il mio atteggiamento, la mia espressione e il tono della voce, fino ad arrivare a trattare con rabbia la persona con la quale ne sto parlando, la quale subisce indirettamente il mio essere totalmente in balia di quella emozione.

Lo stesso mi accade con altre emozioni, se sono collegate ad eventi e situazioni future di una certa importanza.

È come se fossi già molto arrabbiata per la rabbia che potrei provare.

Vi è mai successo?

Grazie a chi vorrà rispondere.
bludiprussiaBlue_SoulValentaLifelsromipor
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Commenti

  • bludiprussiabludiprussia Veterano
    Pubblicazioni: 199
    Ciao @Piu82  :bz
    Sì, mi è capitato spesso, ed è per me una condizione molto infelicitante, perché non sono affatto capace di gestirla. 
    Generalmente mi "allontano dagli stimoli" quando succede, e cerco di distrarmi. 
    Piu82
    Not all those who wander are lost.
  • Piu82Piu82 Pilastro
    Pubblicazioni: 1,513
    Allontanarmi dagli stimoli funziona abbastanza.
    Peccato che spesso lo stimolo sia proprio nella mia testa: ad esempio un determinato evento che di lì a poco dovrebbe/potrebbe verificarsi.

    Smettere di parlarne funziona.

    Ma io faccio anche un'altra cosa per quietare i pensieri che altrimenti diventano ossessivi e per evitare di restare nello stato di rabbia, che mi rende spiacevole agli altri in vari modi:

    Prima passo in rassegna mentalmente tutti i motivi per cui quella cosa che accadrà non mi farà così tanto arrabbiare, dandomi una spiegazione logica, usando tutte le informazioni concrete che ho a disposizione, fino a dedurre che tutto si evolverà esattamente come io mi aspetto, perché ci sono premesse abbastanza logiche, e pertanto non devo temere nulla.


    2. Se questo, per ovvi motivi di imprevedibilità degli eventi e tutte le loro variabili, non è sempre possibile e non riesco ad accettare davvero nessun altro esito possibile perché mi risulterebbe illogico, allora immagino la mia manifestazione di rabbia/disappunto, pensando strategicamente a come reagirò, a cosa farò per far passare chiaramente il messaggio che io non ci sto e che sono troppo arrabbiata.
    A volte persino con soluzioni/reazioni che all'apparenza vanno contro me stessa, pur di ribadire con forza l'irrazionalità che io vedo chiaramente essere presente in quella determinata situazione.


    Questo accade quando a provocarmi rabbia è un fatto che, per me, è illogico; quando sulla base di determinate premesse non seguono determinate conseguenze.

    Praticamente alla mia "veneranda" età, scopro davvero che il mondo è stracolmo di situazioni del genere.
    Che le persone sembrano seguire la tua stessa modalità di pensiero, ma in fondo, ad un certo punto, sembrano sacrificare tutto a causa di elementi esterni, logiche superiori, interessi propri o di altri, o strane "regole" che nulla o quasi hanno a che fare con quell'evento specifico e che io proprio, per quanto mi sforzi, non riesco a capire.

    Capisco, quindi, che la mia logica, i miei schemi di pensiero, sono evidentemente diversi da quelli altrui, perché sebbene le premesse logiche delle mie aspettative possono essere condivise da moltissime persone, la reazione che ne deriva, quando queste premesse vengono ignorate e le aspettative disattese (e io a quel punto non ho neanche chiaro il perché) è molto diversa.


    Gli altri si "fanno una ragione", accettano l'illogicità, io sento che devo necessariamente dimostrare (mai con azioni illegali, illecite o lesive di persone o cose!) che non accetterò una soluzione che non sia quella logicamente prevista o per lo meno un buon compromesso.


    Tutto ciò mi crea sofferenza prima che una cosa si verifichi, facendomi apparire come ossessiva e rimuginatrice, e quindi sentendomi anche umiliata per questo, e può alla fine portarmi a manifestare comportamenti imprevedibili (per gli altri), che danneggiano la mia persona e la mia rispettabilità.

    Vengo considerata una persona inaffidabile, mentre invece io so di essere molto più affidabile di tutte le persone che conosco.
    E che proprio quella razionalità mi rende così affidabile.


    Quindi, se allontanarsi dallo stimolo, valido suggerimento di @bludiprussia, fosse, nel mio caso, solo un rimandare la manifestazione della rabbia, con il rischio che esploda con maggior forza,

    cos'altro potrei fare per..

    "farmi una ragione"?

    (Questa frase mi fa sorridere perché io di ragione ne ho già una enorme.. :) )

    Grazie a chi vorrà proporre una soluzione,
    accetto qualsiasi suggerimento.

    alia
  • aspirinaaspirina SymbolAndato
    Pubblicazioni: 3,054
    Ti mando questo link a proposito di un libro illuminante

    ciao :-)

    Piu82
    Alla fin fine, amici, ecco la verità: è tutta una supercazzola
  • Blue_SoulBlue_Soul Veterano Pro
    Pubblicazioni: 503
    Da piccola ero una bambina abbastanza iraconda e comunque burbera, poi sono diventata molto garbata ma il sottostrato di rabbia è sempre forte, addirittura mi capita di pensare dal nulla a qualcosa e di ricostruirmi tutta la storia che c'era dietro infuriandomi fino a farmi salire la pressione, tutto questo senza che al di fuori emerga.
    Questa credo sia una caratteristica delle persone riflessive o introverse, perché mi capita anche, sempre partendo dal nulla, di diventare euforica o ritrovarmi in lacrime (più raramente). Però la rabbia insieme alla paura è una delle mie emozioni predominanti.
    ValentaPiu82Marco75alia
  • GecoGeco Colonna
    Pubblicazioni: 1,388
    Per me è "solo" la conseguenza negativa del sezionare tutte le ipotesi di una determinata situazione per poter essere pronta ad affrontarla.

    Se l'ipotesi evolutiva con rabbia (o ansia) non la ritengo tanto probabile, non ho grossi problemi.

    Se l'ipotesi evolutiva con rabbia (o ansia) è quella più probabile, entro in una fase di auto alimentazione della rabbia perché ho l'abitudine di sezionare per bene l'ipotesi più probabile e quindi rabbia su rabbia o ansia o terrore.

    Penso che ci sia una qualche forma di masochismo più che di auto-conservazione, perché se l'ipotesi probabile è positiva, non la seziono più di tanto, quindi non moltiplico la potenziale felicità come la rabbia.

    Ho capito da un po' di tempo il meccanismo, ma non ho trovato rimedi. Riesco a non riversarla su "innocenti" ed è già tanto, ma non riesco ad impormi di non sezionare troppo.
    Ciao.
    Piu82alia
  • riotriot Moderatore
    Pubblicazioni: 5,578
    @Geco tu hai scritto "autolesionismo". però questo è rivolto verso se stessi.
    quando è rivolto verso gli altri è più che altro un meltdown, poi certo che le conseguenze si rivolgono anche verso se stessi, ma è indirettamente, cioè non previsto.

    il pensiero anticipatorio lo penso più come una via di fuga, il bisogno di sfogare tensioni (dovute ad altro) che si accumulano fino a doversene liberare attraverso l'aggressione ad altri.
    se è così, bisogna capire quali effettive tensioni sono irrisolte e perché lo scegliere una via di fuga anziché affrontarle.

    Piu82alia

  • Piu82Piu82 Pilastro
    Pubblicazioni: 1,513
    Grazie @aspirina
    "Storiella" illuminante...

    Mi riconosco nel protagonista, tranne che nella parte finale: io tirerei fuori la mia rabbia e i miei pensieri "immaginati" (anche qui ci sarebbe da dire molto perché io mi riferivo a dati di fatto e comportamenti o affermazioni in base ai quali avevo costruito una premessa di aspettative...evidentemente errate ma per me logiche, non fantasiose) solo ed esclusivamente se il vicino non mi prestasse il martello senza una buona ragione,
    pur avendo io valutato da diversi elementi che non avrebbe motivo di non prestarmelo.

    Insomma, scusa se sembrerà che io stia dicendo di essere "superiore" o capace di detenere la verita assoluta, non potrei mai affermarlo, ma ciò che mi scatena i pensieri e la rabbia (sia anticipata sia poi effettiva) è un tantino più "logico" ai miei occhi di quanto si possa evincere dal racconto.


    Nel racconto io vedo più un meccanismo paranoico, e sono certa di attuarlo anch'io, con la differenza che quando non ho i dati precisi, logici, per escludere una possibilità, allora mi tengo la paranoia, consapevole che non so cosa aspettarmi e anche un'eventuale offesa/scorrettezza o altro la considererei plausibile, la metterei in conto: la rabbia e il rancore, il dispiacere, ci sarebbero lo stesso, ma riuscirei dopo un po' ad accettare il tutto.

    Quel che non accetto sono, in sostanza, i comportamenti incongruenti, incoerenti.

    Se poi le cose vanno come le premesse annunciavano allora va tutto bene.
    Se invece qualcosa stride, stona, con quei dati e non mi viene fornita una motivazione valida che mi faccia capire che erano le mie premesse ad essere sbagliate, allora no, non posso accettarlo.

    Nel frattempo, in ogni caso, io avrei sofferto per via di quel continuo sezionare le ipotesi, di cui parla @geco.
    E questo si, è qualcosa che devo assolutamente riuscire a domare e stemperare.

  • Piu82Piu82 Pilastro
    Pubblicazioni: 1,513
    @Blue_Soul capita anche a me con l'euforia e la gioia....con molte emozioni, però, come dicevo, non partono "dal nulla", sono innescate da pensieri realistici e appunto anticipatori.

    Come quando sai che la settimana prossima ti arriva lo stipendio e già pensi a quella bella cosa che aspetti di poter acquistare...
    Ma questo è un esempio molto molto riduttivo e "banale"..

    Ovviamente nel caso in cui ad essere contraddetta dagli eventi sia una mia logica su cose per me "sacre" e principi fondamentali, la pro-azione (immaginare "come reagirò se...") e la re-azione (azione di risposta vera e propria) non possono che essere più intense.
    Blue_Soul
  • GecoGeco Colonna
    Pubblicazioni: 1,388
    @riot non ho capito, è tutto rivolto a me, gli altri riesco a lasciarli fuori.
    Il sezionare è auto-conservazione perché mi permette di affrontare le situazioni, ma quando arrivo all'ipotesi negativa la sezioni in 20, quella positiva 5, con le conseguenze del caso.
    Ciao.
    riot
  • Piu82Piu82 Pilastro
    Pubblicazioni: 1,513
    @riot

    Riflettendoci, io penso di scegliere la "via di fuga" quando capisco che dall'altro lato non c'è neanche la minima possibilità che vengano comprese le mie ragioni e che vengano concretamente soddisfatte quelle premesse per me imprescindibili, neanche dopo che sono state adeguatamente e ripetutamente spiegate.

    È come se, con quella "via di fuga", io volessi imporre la mia visione delle cose, come gesto finale ed "estremo", quando mi rendo conto che, nonostante le premesse sembravano valide per tutti, quella mia visione si rivela invece del tutto sbagliata.

    Per quanto riguarda l'autolesionismo, si, concordo sul fatto che sia una conseguenza indiretta.
    Mi danneggio nel senso che, pur di ribadire con forza l'assurdità di un evento, sono disposta anche a perdere vantaggi e opportunità, consapevolmente.


    Ma almeno sento di essere stata coerente con me stessa, con i miei principi e valori.
    Quindi, alla fine, a conti fatti, trovo in questa "affermazione" delle mie ragioni molta soddisfazione.


    Uguale/maggiore soddisfazione potrebbe darmela soltanto una valida e concreta ricompensa/riparazione del danno ricevuto (materiale o morale che sia).


    Perciò tendo a non riuscire a non mettere in atto questo meccanismo.
    Mi risulta estremamente difficile.
    riotalia
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