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Capire le proprie preferenze sessuali

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Commenti

  • ct87ct87 Colonna
    Pubblicazioni: 2,956
    @bardamu spesso la gente mi scambia per lesbica per il mio modo insolito di approcciare con entrambi i sessi, la mia è questione di inettitudine nel pormi on modo considerato "normale" nei contesti sociali. Non ne faccio più un dramma.
    Sapere Aude! Abbi il coraggio di servirti della tua propria intelligenza
  • fattore_afattore_a Colonna
    Pubblicazioni: 1,916
    Consiglio di leggere cosa scriveva Mario Mieli in "Elementi di critica omosessuale". Alcuni capitoli si possono leggere liberamente su Google libri.
  • DarwinDarwin SymbolColonna
    Pubblicazioni: 1,502
    Mi scuso per il necroposting (?)
    Non trovavo discussione più adatta, per raccontare la mia un po travagliata esperienza in questo campo.
    Mi riferisco al capire effettivamente quali preferenze sessuali ho.

    Inizio col dire che il problema me lo sono posto varie volte, in passato. Da bambino, però, complice la pressione leggermente omofoba della società in cui sono immerso, mi consideravo etero. Pensavo di non poter essere niente altro, qualche volta mi ponevo il problema, ma forse per paura rispondevo a me stesso che se circa il 5% della popolazione è omosessuale, il restante 95% doveva non esserlo. Quante possibilità c'erano, quindi, che io ricadessi in quel 5%? Quasi nulle, no? In fondo non avevo elementi che appoggiassero razionalmente l'idea di una mia omosessualità.
    Mi sbagliavo. Elementi ne avevo eccome. A cominciare dal fatto che notavo da sempre la differenza fra me e i miei coetanei, che facevano commenti sulle belle ragazze anche a sfondo sessuale. Al contrario, io non ne trovavo impulso né necessità. Pensavo solo che fosse dovuto al fatto che sono più distaccato e moderato, rispetto agli altri. I commenti sconci o gli apprezzamenti non erano roba mia. D'altro canto, però, periodicamente mi capitava di fissarmi con un ragazzo mio coetaneo al punto da provare per lui, spesso un quasi totale sconosciuto, una sorta di attrazione che gli altri maschietti non sembravano avere nei confronti dei coetanei. Io imputavo queste "cottarelle" alla voglia di ricercare un compagno di giochi, naturale in ogni ragazzino, specialmente in quelli come me che hanno (e hanno avuto) una vita sociale scarna. Mi davo continuamente questa risposta, mi inquietava prendere in considerazione "l'altra sponda". Eppure non sono mai stato omofobo. Drammaticamente, mi reprimevo per paura di come mi avrebbero guardato e giudicato gli altri. A scuola sentivo spesso roba come "guà sto frocio!" O altri insulti detti a mo di sfottò. Davo all'omosessualità una connotazione negativa. Se qualcuno faceva un torto a qualcun altro, l'insulto più grande era "sei un ricchione", oppure "ma non fare il gay!"

    Vivevo sempre meno in pace questa condizione, perché con l'esperienza arrivavano anche quella sorta di "giochi erotici" abbozzati, normale (beh) tappa di crescita di un adolescente maschio. Amavo assecondare ogni tanto quella pulsione che dovevo tenere nascosta. Avevo contatti intimi regolari con un ragazzo durante l'estate di circa 3 anni fa. Una volta per sbaglio lo baciai, per la verità le nostre bocche giunsero a contatto perché una bambina dispettosa aveva spinto la sua testa contro la mia mente eravamo seduti uno di fronte all'altro. Realizzai solo dopo del tempo che quel contatto di labbra non mi aveva affatto disgustato. Mentre trovavo solo umidicce le labbra femminili. Si, perché poi ho baciato anche ragazze. Più per scommesse o penitenze che altro. Ma comunque non provavo nulla di nulla. Non mi piaceva.

    Giunge il periodo delle superiori. Io scopro l'asperger. Conosco due ragazze che saranno poi le mie più care amiche. Con loro iniziavo a confidarmi, anche se tenevo sempre nascosti questi dettagli. Alla loro domanda "sei gay?" Rispondevo "ma no! Sono etero!", forse perché non mi ero accettato. Anzi, non avevo consapevolezza di me stesso. O forse si, ma non volevo farla saltare fuori. Reprimevo l'idea.
    La mia diversità nel modo di approcciare il mondo femminile era cosa arcinota a queste mie amiche. A me non importava avere una fidanzata, ma anzi andavo d'accordo con le ragazze della classe, e stavo sempre con loro nell'ora di educazione fisica. Loro pensavano fossi asessuale. Per un po mi dissi d'accordo con loro due. Sapevano che io avevo tratti autistici, e che era perfettamente possibile fossi asessuale.

    Con loro ho scoperto un'amicizia veramente profonda. Con il tempo, complice la mia cotta ora risolta per il mio migliore amico (so che sembra un cliché ma vi assicuro che è fondato), complice la maggiore apertura mentale che ho sviluppato, ho abbandonato l'idea di essere eterosessuale.

    Il passo più grande è stato ammetterlo a me stesso. È successo verso la fine dello scorso anno scolastico. Il giorno immediatamente successivo ad una giornata passata con le mie due amiche S e M a ridere e scherzare, fra un film e quattro chiacchiere. Quel giorno vedemmo Donnie Darko. Facemmo foto, video, giochi. Ma mentre accadeva ciò, dentro di me ero stretto dal fatto che le due persone con cui mi stavo aprendo completamente non sapessero ancora della mia "non-eterosessualità". Era giusto che loro sapessero.
    Lo dissi ad entrambe il giorno dopo, in un modo squallido, ovvero su whatsapp. Mi presentai come bisex.
    Poteva non essere vero. Ma mi ero finalmente liberato dalla stretta pelle di serpente che mi stringeva da 17 anni, etichetta stampata in serie con su scritto "etero".

    Mi sono gettato nel vuoto. Ho abbandonato le mie false certezze, senza sapere cos'ero veramente. Ho attraversato la fase "sono bisessuale" circa quest'estate. Altro cliché, ma fondato nel mio caso. Mi reputavo perfettamente bisessuale, forse per "addolcire la pillola", anzi credo fosse perché io effettivamente non mi sentivo di escludere a priori la possibilità di innamorarmi di una ragazza. Cosa fin ora mai successa. Ma va beh.

    In fondo a me piace il corpo femminile. Ma mi piace come può piacermi un bel quadro, un fiore, una farfalla. Ben presto ho realizzato che in realtà la mia vita la immagino con affianco un altro uomo. Non diversamente. Ho realizzato che anche se il corpo femminile non lo considero mica ripugnante da vedere, non ho per esso impulsi di tipo sessuale. È la stessa cosa di quando una donna (etero) dice "che bella quella". Non ha impulsi sessuali per una ragazza, semplicemente ne riconosce la bellezza. Stessa cosa un uomo (sempre etero) che dice all'amico "sei proprio un figo".

    La tappa finale di tutto questo viaggio complicato è stata l'accettazione della mia natura omosessuale. Basta. Non ci sono santi. Sono così, punto. Chissenefrega dei bigotti omofobi, di quello che la gente pensa. Trovo ridicolo e assurdo reprimere la mia natura. Se a qualcuno non va bene, cavolazzi suoi.
    L'importante è che sono in pace IO. La parte significativa di ciò è il tempo che ho impiegato a capirlo, a capirmi. Spazio Asperger mi ha dato una grande scossa sotto questo aspetto. Scoprire che non tutte le persone pensano e percepiscono in modo uguale mi ha dato la spinta ad accettare il fatto che anche al di fuori dello spettro autistico le perosne sono diverse, in vari ambiti, senza che ciò dipenda dalla loro volontà in alcun modo. E che per ciò è stupido avere qualche forma di discriminazione o reprimere ciò che non dipende dalla volontà, ma fa parte della natura. Fine. Grazie.


    #####


    Tutto questo papiro infinito di roba noiosa su di me l'ho steso con l'intento di dimostrare quanto può essere difficile per qualcuno non solo accettarsi, ma anche prima di ciò CAPIRE cosa si è veramente. Volevo condividere la mia storia. Il mio "dissidio interiore", poi trasformatosi in quello che sono ora.

    In ultimo aggiungo la sottile ironia che ha pervaso la mia vita: una vita vissuta a rassicurarmi e a dire "in fondo non ho nulla di speciale", mentre ho passato l'ultimo anno a capire che sono ateo, omosessuale e ho tratti autistici. E che almeno per le prime due cose una parte consistente della mia stessa specie mi vorrebbe morto. (E poi siamo una specie evoluta lol... vabbè dai c'è tempo)

    Per chi è arrivato alla fine: grazie e complimenti, hai vinto la mia gratitudine.
    DomitillaWandaAmeliemandragola77RobKrondinella61aspirinaEstherDonnellyamigdalaEuniceIrania
    La curiosità è quasi sempre egoismo: in pochi si accorgono di quanto qualcosa funzioni in modo preciso ed efficiente, finché non smette di farlo.
  • IlViandanteIlViandante Veterano
    Pubblicazioni: 746
    Riflessione profondissima i miei complimenti.. io mi reputo più asessuale ma mi ritrovo un po' nel tuo percorso..
    Darwin
  • aspirinaaspirina SymbolAndato
    Pubblicazioni: 3,054
    Grazie di esserti aperto così con noi, la tua fiducia è un dono prezioso
    aspirina
    ;;)
    EstherDonnellyDarwinAmeliewolfgangalexander_popeValenta
    Alla fin fine, amici, ecco la verità: è tutta una supercazzola
  • wolfgangwolfgang SymbolModeratore
    Pubblicazioni: 10,203
    Grazie per la testimonianza @Darwin
    Darwinmandragola77
    Né scusa né accusa. Addestrare le competenze, insegnare valori, e-ducare l'Uomo dalla Bestia. La Natura non è una scusa.
  • alexander_popealexander_pope Veterano Pro
    Pubblicazioni: 503
    grazie del tuo racconto.
    e benvenuto (e non sul forum intendo)! ;)
    Darwin
  • ValentaValenta SymbolPilastro
    Pubblicazioni: 7,432
    Grazie @Darwin, assistere ad un coming out, per di più di un ragazzo così giovane, è sempre emozionante :)
    Darwinmandragola77
  • DarwinDarwin SymbolColonna
    Pubblicazioni: 1,502
    Sono davvero felice... grazie a tutti voi :)
    DomitillaValentamandragola77alexander_popeMikichocolatyugenAmelie
    La curiosità è quasi sempre egoismo: in pochi si accorgono di quanto qualcosa funzioni in modo preciso ed efficiente, finché non smette di farlo.
  • chocolatchocolat Veterano Pro
    Pubblicazioni: 418
    @Darwin :x
    Darwin
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