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Commenti

  • PavelyPavely Andato
    modificato 21 March Pubblicazioni: 3,350
    Mi ero ripromesso di non replicare a @Jin_Nemo_Oudeis ... pure.. non posso fermarmi...

    @Jin_Nemo_Oudeis avrei delle domande.

    Per te.

    1) Dici di essere stato diagnosticato schizoide per ben tre volte. Poi, affermi di esserti innamorato. E affermi, finito questo amore, che hai provato un dolore tra l'atroce e il più atroce.
    Ecco: io sono convintissimo che tu sappia che una persona schizoide non può provare questa emozione. Io sono perfettamente convinto che tu debba aver letto qualche testo psicologico. Sono CERTO che tu sappia che uno schizoide non può provare questo.
    Jin: non parlo di libri complessi. Ma anche una scorsa semplicissima a Wikipedia.
    Io so di aver letto ciò che hai scritto. E considerando la tua intelligenza, sono perfettamente sicuro che devi aver intuito di esserti contraddetto.

    In genere: le personalità schizoidi attuano 3 comportamenti. Intellettualizzazione, Spiritualizzazione, Svalutazione.

    La personalità schizoide è molto vicina agli archetipi del Nerd, dell'Investigatore, del Super-eroe o del Bullo.

    Per Nerd si intende una persona alla "Matrix": quindi una persona che tende molto alla spiritualizzazione. La creazione di strumenti di realtà virtuale è un'evoluzione della Religione. Così come il Nerd crea canali di comunicazione tra le persone e ama "Mondi lontanissimi", così  i preti. In altre parole: le Mitologie di Star Wars, di Star Trek e altre amenità simili sono la nuova Teologia. Così come i Preti rinunciavano al sesso, così i Nerd. Entrambi rinunciano alla Socialità e alla Amore per avere in cambio la presenza di un Mondo fantastico.

    Per Investigatore si intende la persona che è affascinata dal male, lo persegue in base ad un codice etico altissimo (penso alla figura del commissario Adamsberg nei romanzi di Fred Vargas), cerca connessioni, vuole conoscere questa parte dell'animo umano. Si tratta di persone che davanti al Male rimangono impassibili. Persone che non sono scioccate, che non vengono "travolte" emotivamente dalla crudeltà. Mantengono una distanza. Creano una distanza abissale con le persone.

    Per Super-Eroe si intende una persona che si crea provvista di tante e tali qualità da non provare dolore fisico. E' come se il suo corpo fosse disconnesso, distante. Afferma o crede intimamente di poter fare tutto. Pure: non avendo alcuna connessione alla corporeità, credendo di essere qualcosa di "superiore", non sa decodificare la sofferenza. Senza alcun tipo di Narcisismo, SENZA VANTARSI, può accadere che dica di essere "speciale". In questo caso non si ha narcisismo. La persona non si sta mentendo. Non potrebbe mai. E' proprio convinta di avere caratteristiche speciali.

    Infine: il bullo è un'archetipo schizoide. Il bullo fa del male al prossimo. Lo umilia. Ecco: non sente nulla. Ciò che vorrebbe sarebbe mostrare vera felicità, provare qualcosa. Provare rimorso, ad esempio. Il Bullo - in presenza di un vero amore - diventa rigido. Non sa come fare. Di solito "finge" di amare. In verità: non è capace di sentire emozioni. Eccede. Eccede al solo scopo di essere fermato, messo con le spalle al muro, provare finalmente cose come rimorso, rimpianto, amore, passione. Ma non accade. Essere in un gruppo che fa del male, gli permette di "provare per delega" qualcosa. Il nucleo originario del bullo è, però, schizoide. E' capace di ferire e fare del male e non provare nulla (e no... non si tratta di narcisismo).

    In tutti questi casi, non hai persone capaci di provare un "dolore atroce".

    E' una contraddizione profonda quella che hai detto... io bevo ora una budweiser, domani non mi va di andare a Udine, mi fa soffrire la cosa. Penso a te, ti scrivo questo messaggio prima di fare la valigia.

    2). Come secondo punto, DEVI sapere che uno schizoide non ha il desiderio di fare EFFETTIVAMENTE musica, canto o scrittura.

    Tu cosa fai?

    Nel passato, alcune persone vedendo delle tue espressioni artistiche, hanno visto il tuo straordinario talento.
    Per te, è stato un TRAUMA. Allora, hai costruito una SUPER-DIFESA. Senti il bisogno di scrivermi che se facessi veramente arte, allora ne saresti "corrotto".

    Parlo a te, dopo un sorso di birra.

    E' veramente una difesa infantile.

    Oddio: HAI TUTTO IL BENEAMATO DIRITTO di crederci. Di dirti: "Se facessi l'artista, ne sarei corrotto e dato che voglio essere puro, non agirò mai le mie possibilità".

    Ti ho visto in foto. E vedendoti, ho visto che hai il fisico, ad esempio, dell'attore di teatro. O del regista. E saresti un OTTIMO attore di teatro. Un OTTIMO sceneggiatore. Ma non lo farai.

    Hai il timore di "implodere" qualora le persone ti amassero per le tue doti. Sarebbe per te, un dramma. Quindi: avendo un QI altissimo, affermi di essere stupido. Avendo doti artistiche spiccate e chiedendo il tuo corpo di agirle, ti imponi di non fare nulla.

    Ti incateni.

    Ti blocchi le mani e il cuore.

    E appena lo fai: dici... ecco... non provo nulla.

    Lo schizoide, Jin, non prova nulla. Non è affatto vero che si impone di non provare nulla. Non si impone nulla. Pensa di non provare proprio nulla.

    3) Devi anche comprendere che gli schizoidi, Jin, hanno una spiritualità altissima.

    Il che significa che possono PERFETTAMENTE arrivare a posticipare la sessualità "adulta" quasi praticamente all'infinito.

    Ora: da una persona diagnosticata 3 volte, io mi aspetto quanto meno una "pace dei sensi" schizoide. E tu sei davvero così? Davvero la tua pulsionalità erotica è BASSISSIMA?

    Dici che usi molti strumenti per ristabilire l'equilibrio interno (le "catene del cuore", il tuo importi di non essere creativo). Tra queste affermi di avere "molte deviazioni". Quindi: senti pulsioni sessuali, Jin.

    Le agisci.

    Le agisci e SAI che le persone schizoidi non hanno queste pulsioni così frequenti. Lo sai. Lo hai studiato. Ne sei cosciente.

    §

    Ora: nella tua replica io ho visto una persona fragilissima. Una persona che ha vissuto attimi di Terrore da bambino orribili. Lo hai condiviso con noi. Davvero: hai fatto un passo grandissimo.
    Io potrei dirti che un bambino schizoide non prova terrore (Ma non è, ovviamente, così).
    Tu da bambino ti sei spaventato. Hai provato paura. Puoi negarlo: puoi dire che quando i tuoi davano di matto, tu eri "freddissimo" e "mai spaventato". Ma non so...

    Ho i miei dubbi che tu non abbia provato terrore.

    §

    Ti sono vicino.

    Quello che hai dovuto assistere tra tua madre e tuo padre è stato terribile.

    E ci sono soluzioni? Ci sono delle fottutissime soluzioni, Jin? Ci sono delle soluzioni bastarde, presenti, vere? Soluzioni che ti dicano: "Cazzo... finalmente ho risolto tutti i problemi?".

    No.

    §

    Io vorrei che tu facessi per me una cosa.

    Rileggi ciò che hai scritto e chiediti: "Davvero i schizoidi hanno 'giorni matti'"?

    Te lo ripeto: davvero i schizoidi hanno "giorni matti", Jin?

    Quello che mi fa più male è il pensiero di come tu sia davvero una bellissima persona.

    Non ti meritavi una vita così e genitori così. Per colpa loro, credimi, la Comunità di pratica, la Società, è privata di qualcosa di prezioso.

    Quel contributo importante all'Arte o alla Riflessione che tu potresti dare.

    Questa cosa mi manda ai matti...
    Post edited by Pavely on
  • PavelyPavely Andato
    modificato 21 March Pubblicazioni: 3,350
    LifeIs ha detto:

    Mi collego a questa discussione, ma rispondo qui perché gli argomenti mi sembrano collegati e non voglio separare riflessioni che lo sono altrettanto.

    Non so se ci sia un “collegamento” fra “autismo” e “narcisismo”, non ho alcuna opinione a riguardo.

    Ciò che ho scritto in questo post, è soltanto una testimonianza di me in quanto persona.

    Posso dire che per gran parte della mia vita ho “subito” anche molta violenza, e ho provato dei sentimenti che al momento interpreto come “di difesa”.

    1- Penso a quando andavo a scuola, e dei gruppi di ragazzi venivano a deridermi, a colpirmi fisicamente, in quei momenti io provavo un “sentimento di superiorità” (un sentimento che forse era presente in alcuni momenti e poi svaniva). Non avevo paura, li lasciavo fare, il più delle volte. In rari casi mi arrabbiavo molto e li colpivo.

    2- Crescendo ho vissuto periodi che penso di poter interpretare come “di forte depressione”, dovuti alla “violenza” che subivo giornalmente al “lavoro” (un lavoro mai cercato ne voluto), quando mi sembrava di non poter resistere davvero più “scattava” in me qualcosa: improvvisamente mi trovavo ad avere un obbiettivo, un senso di superiorità, tantissima energia. Questo mi permetteva di sopravvivere. Dopo un po’ l’illusione svaniva e sprofondavo lentamente, in un ciclo che ora penso di aver interrotto.

    3- In famiglia ho vissuto anche “terrore” e “sofferenza”, è una parte “non trascurabile” dell’ambiente in cui sono cresciuto.

    4- Mi è capitato in alcune circostanze nel corso della mia vita, di interpretare, per brevi momenti, il “ruolo di narcisista”. Non era qualcosa che sentivo dentro di me.

    Non penso che queste cose mi rendano “narcisista”, il fatto è che credo che non sia possibile per me sviluppare una “identità narcisistica”. 
    Per me (nel mio caso) la differenza è questa, c’è “qualcosa” (di cui ancora non ho un’idea chiara, forse potrei chiamarla consapevolezza, senza escludere che ci sia anche altro) che impedisce a questo genere di illusione di trasformarsi in identità, che impedisce lo sviluppo e il mantenimento dell’ego.

    Se osservo comportamenti che mi appaiono profondamente “egoici”, provo un profondo senso di rifiuto, di disagio, di fastidio. Se non sbaglio, è stato così “sempre”, era così già quando avevo soltanto 3 anni.
    Ho motivo di pensare che questo accadrebbe anche se fossi io ad avere questi comportamenti. Non mi riconoscerei in essi, vedrei l’illusione.

    Ho scritto questo post anche per una persona (non la cito) che “apprezzo molto”, e che “ai miei occhi” è davvero molto distante dal “narcisismo”, eppure in questi giorni ha espresso il dubbio di esserlo. 
    Ai miei occhi, una “identità narcisistica” in lei non è possibile, come penso non lo sia in me.
    Forse anche altri sospettano di “esserlo”, magari perché qualcuno glielo dice, ma in realtà “non lo sono”.

    Vorrei specificare che non considero l'ego qualcosa di “negativo”, semplicemente quando in una persona è molto sviluppato sento il bisogno di allontanarmi, per i motivi spiegati “sopra”.

    [ Nessuna delle cose che ho scritto è per me una certezza ]




    Edit: modifico il mio post per rispondere al post di @Simone85 senza fare un post off topic, e chiarendo un possibile equivoco.

    @LifeIs premesso che per te ho una stima immensa, sento il bisogno di scriverti una cosa.

    Tu scrivi:

    1- Penso a quando andavo a scuola, e
    dei gruppi di ragazzi venivano a deridermi, a colpirmi fisicamente, in
    quei momenti io provavo un “sentimento di superiorità” (un sentimento
    che forse era presente in alcuni momenti e poi svaniva). Non avevo
    paura, li lasciavo fare, il più delle volte. In rari casi mi arrabbiavo
    molto e li colpivo.

    Questa è una reazione "vera"?

    Delle persone ti deridono e tu affermi di non aver provato vergogna.

    Non è vero che non provavi nulla (alla fin fine ti arrabbiavi). Qualcosa, in te, lo sentivi.

    Li lasciavi fare. Ora: le persone che ti deridevano, molto probabilmente, seguivano una persona che, tecnicamente, era schizoide. Non provava nulla.

    Tu dici di aver provato "superiorità". E quando questa "superiorità" svaniva, una rabbia grandissima. Sei un uomo. Ora, hai la tua età. E se io ti chiedessi perché la prima emozione che dici di aver provato davanti a quei delinquenti non fu "vergogna" tu cosa mi risponderesti?

    Sai, intuisci razionalmente, che il bambino che eri deve aver provato vergogna. E sai, intuisci, che dovresti parlare di questo sentimento. Ma non lo fai. Non comunicavi e non comunichi. Non parli di vergogna accennando al lavoro. Non parli di vergogna in generale. Ma è come se tu parlassi di una "chiusura", di una specie di "corrazza" che ti proteggeva.

    §

    Ti vorrei dire questo: hai provato vergogna.

    Ascolta: ci sono stati dei bulli. Osserva: non accenni nel tuo post di oggi ai tuoi genitori. Non senti il bisogno di farlo.

    Molte "vittime di bullismo", LifeIs spiegano di come avrebbero voluto parlarne a mamma e papà. Spiegano di come avrebbero essere protetti da dolore. Al limite: cambiati di scuola. Al limite: avere il permesso di restare a casa.

    Tu no. Per te, è difficilissimo chiamare in causa mamma e papà... davvero. Per te, è difficile far entrare tua mamma e tuo papà nella spiegazione della tua psiche. Forse, è per davvero difficile dire le parole "Mamma" e "Papà". Forse, dirle, ti mette a disagio.

    La vergogna c'era.

    Parlarne qui, sul forum, non è possibile.

    Ma c'era.

    E quella vergogna non riguardava TE.

    Quei bambini bulli facevano determinate cose per una sequenza di problemi che non originava in te. Ma nella tua famiglia. In alcuni componenti della tua famiglia e nei loro errori (di cui qui, sul Forum, non si può parlare).

    §

    Comprendere questi errori è difficilissimo. Comprendere i loro comportamenti è parlarne, quasi impossibile.

    Tu hai resistito per non gridare davanti ai tuoi bullli la vergogna che provavi per questi componenti della tua famiglia, la loro vita, i loro errori.

    §

    Ti faccio un esempio pratico.

    Un giorno, un compagno di classe citofonò a casa mia, a Roma.

    Io provai un angoscia enorme. Pensai: "Ora questo bambino salirà e parlerà con i miei genitori..:". Ecco: la mia famiglia e la scuola dovevano rimanere totalmente separati.

    La vergogna che provai ogni qualvolta la mia famiglia entrò in contatto con i miei rarissimi "contatti sociali" fu sempre enorme e ingiustificata. La mia famiglia e il mondo dovevano essere scompartimenti stagni.

    Per non far affondare il Sommergibile.

    (Sommergibile: parola in codice per la Vita Autistica).

    Pure: non avevo alcuna ragione evidente di vergognarmi di loro (e perché mai?).

    Pure: è accaduto.

    §

    Separare i mondi.

    E per farlo, essere "duri". Creare una corrazza.

    Corrazza, o "creazione di compartimenti stagni", che tu pensi essere "superiorità".

    Ah... dio mio è testimone: esiste persona più umile di te? Dico davvero. Ad avercele, persone come te, @LifeIs.

    Tu davvero nel tempo che sei stato qui hai mai dimostrato un senso di Superiorità verso qualcuno? Mai qualche tua frase è stata anche solo vagamente vestita di "disprezzo" o "narcisismo" o altro?

    Eppure: hai doti straordinarie. Eppure: hai qualità uniche. Io ti ammiro. Ti ammiro e ti considero un Maestro per me. E io apprendo da te, tantissima parte riguardo la mia vita.

    Tu, i bulli.

    No: non era superiorità.

    Era un "mantenere il segreto".

    §

    In genere: questo copione - "mantenere il segreto" - genera Asperger.

    Ed è uno dei motivi per cui l'Autismo è un Mistero.

    L'Autismo radica la sua stessa essenza in oggetti che sono ragione di VERGOGNA nei nuclei famigliari.

    Ovviamente: sono RARISSIMI i terapeuti capaci di "entrare" nei Micromondi famigliari in cui c'è Autismo. Ed praticamente impossibile conoscere queste ragioni.

    E' indelicato. E' un gesto orribile. Come si può poi rendere pubblica questa verità?

    Se in una famiglia c'è una ragione di vergogna, la famiglia si chiude alla socialità. Si fa "Micromondo". E ciò che si chiede ai suoi componenti è di "apparire" maturi o riscattare l'onore famigliare.

    §

    Ti faccio un esempio pratico.

    Una delle ragioni di vergogna (terribile) per mio padre fu provenire da un paesino di campagna.

    Essere cresciuto in un paesino faceva di lui un "sempliciotto", un "contadino", un "ignorante". Per compensare questo sentimento di vergogna terribile, mio padre tentò di imparare, senza mai riuscirci, la Divina Commedia a memoria. Oppure: tentò di studiare.

    Per compensare questa "vergogna famigliare", mio padre sposò una donna estremamente colta. Che adorava leggere. (Anche una volta morta mia madre, scelse una seconda compagna solo basandosi sul fatto che era una Assistente universitaria).

    In verità: mio padre aveva lacune enormi.

    Ma GUAI a contraddirlo.

    Guai anche solo a lasciar trasparire che fosse (e lo era) ignorante.

    §

    Quindi: cosa fece mio padre?

    Da un lato voleva che i suoi famigliari studiassero sempre. Che non facessero altro che "leggere". Che parlassero di cultura o altro.

    Dal secondo lato, doveva uscirne "vincitore". E quindi "sfotteva" tutti gli uomini di cultura. Quando diceva quelle 4 cose che sapeva... noi figlli dovevano rimanere in silenzio, in "adorazione". Dovevamo ascoltarlo e fargli credere - sostanzialmente - che lui fosse colto.

    Si chiama "doppio-cieco": mio padre avrebbe voluto disperatamente essere colto e molto intelligente. Quindi, da un lato se era circondato da persone colte che non facevano altro che leggere stava bene. Dall'altro, se qualcuno gli avesse detto la verità avrebbe sofferto come un cane.

    Vergogna.

    Dando dei "doppi-ciechi", mio padre "autistizzò" me e mio fratello.

    Io ho passato la vita (letteralmente) a leggere. Ho assunto una mole di informazioni a diri poco ridicola (e inutile).

    Mio padre era talmente fragile che si sentiva sereno solo se mi vedeva studiare. Se uscivo e mi divertivo, stava MALE. Fisicamente male.

    Pure: doveva dimostrare di essermi superiore. Quindi, ad esempio, dovevo farlo vincere a scacchi o a carte. Dovevo fare in modo che le persone credessero che sapesse tante cose (non era vero).

    Mio padre, morto a Ottobre dell'anno scorso, non seppe mai affrontare la vergogna della sua ignoranza (e NON C'E' NULLA DI MALE AD ESSERE IGNORANTI E A NON AVER POTUTO STUDIARE...).

    Da un lato non leggeva. Ma se stava con persone colte, doveva "vincere". E allora usava ironia e sfotteva. (Suscitando quindi l'odio di mio zio L. che è un uomo di straodinaria cultura e così via).

    §

    Vergogna.

    Vergogna che "psicoanaliticamente parlando" generava autismo.

    Una famiglia che doveva "vigilare" affinché non si sapesse che L., mio padre, era un ignorante.

    Aveva tante altre qualità: questa angoscia le annullava tutte.

    Questa continua vigilanza, questa continua attenzione, creò meccanismi di autismo. Di chiusura al mondo.

    Perché confrontarsi con il mondo veramente, significa prenderli i schiaffi in faccia. Incontrare persone che le cose LE SANNO DAVVERO. Le capiscono e te le sanno pure spiegare.

    §

    Ad esempio: penso a te, a iie, a ale82 e a TANTI ALTRI QUI.

    Oggi, posso dire che ASCOLTARE chi ne sà più di me, mi fa stare bene.

    Sto "spezzando" il circuito psicoanalitico del mio disagio. E nella misura in cui riconosco e parlo di questo, sto meglio.

    §

    Vergogna, @LifeIs.

    Come te, davanti al mondo, da ragazzo, apparivo SUPERIORE.

    Ma quella superiorità era solo la difesa di un segreto famigliare.

    Quando i bulli agivano violenza su di te, molto probabilmente, stavi difendendo il Segreto.

    §

    Non lo scrivere qui così come ho fatto io.

    Ciò che ti chiedo, però, è di pensarci un attimo.

    Solo questo.

    ale82
    Post edited by Pavely on
  • LifelsLifels Veterano Pro
    modificato 21 March Pubblicazioni: 999
    @Pavely

    Ho intenzione di rifletterci, di rileggere quanto hai scritto, più tardi.

    Intanto ci tengo a comunicare che ritengo altamente probabile che esistano persone più umili di me, e che anche io ho momenti di rabbia e delusione in cui penso e a volte dico, cose negative su altre persone, ma poi questi momenti passano e ci ripenso.

    Per me è importante dire questo, come è importante che anche chi dovesse avere più difficoltà di me “a lasciar andare la rabbia, a non giudicare, a non imporsi sugli altri”, non si senta sminuito per questo, e che si senta compreso. 

    Voglio dire che considero “preziosa” ogni manifestazione delle emozioni “umane”, ed è per me particolarmente importante anche “elevare” quelle che trovano più difficilmente “comprensione” e “accettazione”.

    Anche io le ho provate queste emozioni, anche io le provo, anche a me può capitare e capita di manifestarle in modi che spesso non sono “accettati”, o non sono “benvoluti”.

    Vorrei anche dire a @tutti che mi spiace se qualche volta, con i miei interventi, dovessi essere apparso “poco comprensivo” nei confronti di alcuni “atteggiamenti” [ Sto cercando di pensare a che reazioni possano suscitare in altri i miei interventi in cui magari difendo qualcuno, ecco, vorrei dire che questa difesa non vuol essere da parte mia un'accusa, né una colpevolizzazione, nei confronti di nessuno ].
    Pavely
    Post edited by Lifels on
    Tutto “tra virgolette”
  • Jin_Nemo_OudeisJin_Nemo_Oudeis Veterano Pro
    modificato 21 March Pubblicazioni: 349
    @Pavely è stato il tempo a darmi la profondità delle emozioni, oltre al vissuto. Può apparire strano o difficile da immaginare, ma effettivamente ho vissuto quasi tutta la vita ignorando le emozioni. Sul momento non sapevo di ignorarle, semplicemente non le ascoltavo, perché era quello il mio modo di fare. Avevo la testa altrove, nei libri, nei lego, o la casa abbandonata poco lontano da casa.


    La relazione con questa ragazza ha innescato qualcosa dentro di me, nel momento in cui l'ho persa. Una reazione a catena. Il rendermi conto che tenevo a lei (a distanza di tempo) mi ha poi fortemente destabilizzato. Non mi era mai importato di nessuno fino ad allora, in modo rilevante. Mi sono sentito solo, per la prima volta, e penso che qualcosa sia andato in frantumi dentro me. Non ero io, forse erano le mie convinzioni. Forse la voragine che da sempre mi portavo dentro era emersa. Forse le terapie farmacologiche hanno fatto scattare qualcosa nel mio cervello, per cui mi risultava impossibile ignorare le emozioni, e ho dovuto fare i conti con la voragine che avevo dentro.
    Però quel dolore non era dovuto alla relazione, era già dentro di me, ma essa è stata l'innesco che ha fatto crollare la diga. Per come ho esposto la cosa, forse sono stato facilmente fraintendibile, ma rimuginando a lungo su ciò che ho scritto, forse ho finito per non scriverlo.
    L'ipomania è iniziata da allora. Ma non penso di avere solo quello. Preferisco prendermi i miei tempi per chiarirmi le idee a riguardo.

    Il primo psichiatra che incontrai mi classificò come schizoide bipolare. Il secondo psichiatra (del reparto psichiatrico d'urgenza) mi diagnosticò il disturbo schizoide con episodio maniacale e sospetto bipolarismo, lei era caporeparto nell'ospedale dove passai 40 giorni.
    Mi trasferii a Bratislava in seguito, e il mio nuovo psichiatra mi diagnosticò come Schizoide bipolare con tratti autistici.
    [Una psichiatra invece che ha seguito la mia storia sin dall'infanzia, concorda sul mio essere schizoide. Non ho documenti a riguardo, quindi è come se lo mettessi fra parentesi.]

    La domanda fondamentale però penso che sia, in questo momento sono schizoide?
    In questo momento penso di no.

    Parlando di archetipi, Il Gigante di Ferro è stato uno dei film più significativi della mia prima infanzia, assieme a Titan AE.

    Sessualmente parlando, sono stato anorgasmico fino a poco più di un anno fa.
    Mi è stato proposto di fare sesso in passato da alcune donne, ma non ci sono stato.
    Tra l'altro, il BDSM è per lo più una cosa mentale, anzi, non è obbligatorio il coinvolgimento sessuale.

    L'aumento di empatia ha generalmente aumentato anche il mio desiderio. Però non ha reso più negoziabili le cose in cui credo.

    @Pavely
    Penso che ciò che descrivi sia in qualche modo legato al super-io, dato che quel senso di vergogna che descrivi, aveva origine appunto li. Era la stessa parte della psiche sulla quale fa leva il pianto greco. In ogni caso ti capisco. Davvero.
    Pavelyvera68
    Post edited by Jin_Nemo_Oudeis on
    Tutto appare sempre un po' diverso
    quando lo si esprime, un po' falsato, un po' sciocco, sì, e anche questo è
    bene e mi piace moltissimo, anche con questo sono perfettamente d'accordo,
    che ciò che è tesoro e saggezza d'un uomo suoni sempre un po'
    sciocco alle orecchie degli altri.
    -Siddharta
  • Jin_Nemo_OudeisJin_Nemo_Oudeis Veterano Pro
    modificato 22 March Pubblicazioni: 349
    @Pavely "Ora: nella tua replica io ho visto una persona fragilissima. Una persona che ha vissuto attimi di Terrore da bambino orribili. Lo hai condiviso con noi. Davvero: hai fatto un passo grandissimo.
    Io potrei dirti che un bambino schizoide non prova terrore (Ma non è, ovviamente, così).
    Tu da bambino ti sei spaventato. Hai provato paura. Puoi negarlo: puoi dire che quando i tuoi davano di matto, tu eri "freddissimo" e "mai spaventato". Ma non so...

    Ho i miei dubbi che tu non abbia provato terrore. "

    Ho provato terrore, ma in ritardo. Non mi ero reso subito conto che quello non fosse un gioco. Penso lo sapessero tutti in famiglia, ma il terrorismo psicologico scoraggiava tutti dal parlarne. Il giorno dopo si faceva finta di nulla, si fingeva che non fosse accaduto nulla il giorno prima. Le stesse relazioni familiari erano un fare finta di essere una famiglia fuori dalle mura di casa, era importante salvare le apparenze.
    Quel fare finta che le cose sono andate diversamente da come sono realmente avvenute, si é fatto sempre più frequente, lo stress e la tensione in me salivano man mano che la disputa si accendeva, e si iniziava a parlare anche di soldi. Avevo 6 anni, ma conoscevo molto bene la situazione, era quasi tragicomico il fatto che due adulti argomentassero ad un bambino di 6 anni la propria "superiorità" usando come strategia il "buttare merda sull'altro". Niente filtri. Venivo trattato da adulto, ed ero io quello che andava convinto, perché era a me che gli assistenti sociali facevano domande. Ho raccontato molte bugie quel periodo della mia vita. Qualcosa in me stava cambiando, quel clima gelido mi stava cambiando, e me ne sono reso conto quando in una uscita notturna fuori programma sono andato con mio padre in un parchetto poco trafficato fuori città. Era andato a cogliere in flagrante mia madre, mentre appannava i vetri nella sua Seat Ibiza con un operaio albanese sul libro paga di mio padre. Voleva fossi presente, voleva che vedessi e si assicurò che avessi capito, prima di uscire per fare la scenata.
    Avevo 7 anni credo, o comunque ci mancava poco.
    Io non ho avuto nessuna reazione.
    Era domenica notte, al ritorno erano le 10 e mezza, ed il giorno dopo sono andato a scuola.
    Non riuscivo a dare peso alla situazione.
    Non riuscivo a fare il modo che mi importasse qualcosa di ciò che stava succedendo. E nemmeno alle situazioni che si sono presentate in seguito.
    Era chiaro che avrebbe piovuto ancora a lungo, e piangere non avrebbe sicuramente fermato il cielo.


    É a questo che alludevo, nel topic riguardante i le dinamiche fra bimbi e Care-Giver.
    Io mi sono salvato da solo.

    Sento una sorta di pace interiore ora. Non può piovere per sempre, dicono.





    Per ciò che riguarda il mondo creativo, le tue parole mi ricordano tanto una cosa che mi disse più volte la ragazza in questione. Le era impossibile capire perché non cercassi di diventare famoso. Io non riuscivo a farle capire che restare vero in un mondo falso é la cosa che per me ha davvero valore.

    Forse un giorno scriverò un libro.
    WBorgMononokeHimevera68mandragola77LadyLazarus
    Post edited by Jin_Nemo_Oudeis on
    Tutto appare sempre un po' diverso
    quando lo si esprime, un po' falsato, un po' sciocco, sì, e anche questo è
    bene e mi piace moltissimo, anche con questo sono perfettamente d'accordo,
    che ciò che è tesoro e saggezza d'un uomo suoni sempre un po'
    sciocco alle orecchie degli altri.
    -Siddharta
  • wolfgangwolfgang SymbolModeratore
    modificato 22 March Pubblicazioni: 10,460
    @riot la psicanalisi è tutto tranne che scientifica. Ammetto che ogni tanto ci provino a fare delle ricerche per dimostrare alcune delle loro teorie, ma in genere non funzionano.
    Per quanto riguarda l'autismo @pavely gli stessi psicanalisti (almeno quelli seri) ammettono che è meglio che non se ne occupino.
    Poi certo, esistono teorie psicanalitiche sull'autismo, ma l'autismo descritto dalla psicoanalisi non ha nulla a che vedere con l'autismo descritto qui o che porta la gente qui. E' un po' come parlare di Zeus ad un Buddhista.
    MononokeHimeale82riot
    Post edited by wolfgang on
    Né scusa né accusa. Addestrare le competenze, insegnare valori, e-ducare l'Uomo dalla Bestia. La Natura non è una scusa.
  • PavelyPavely Andato
    modificato 22 March Pubblicazioni: 3,350
    @Jin_Nemo_Oudeis è vero hai provato terrore.

    Hai provato terrore in ritardo. I bambini - penso a "La vita è bella" di Roberto Benigni - possono non avere piena consapevolezza del terrore.

    Forse, una delle ragioni che ti ha spinto al crollo durante la storia d'amore è proprio aver accusato il colpo "in ritardo". Devi aver visto il disagio, il terrore, lo squallore, i diktat famigliari, le liti furibonde, (in Psicoanalisi, "Fantasmi") come ombre di un diorama da cui è difficile separarti.

    Sei stato cresciuto nella Rimozione del dolore. In Psicoanalisi si dice che ogni bambino nasce in una condizione di "Hilflosigkeit", cioè di impotenza a contestare, essere pari, ribellarsi al Potere famigliare. La Hilflosigkeit - se p r o s e g u e anche dopo la più piccola età - diventa un fenomeno generativo di una chiusura.

    Letteralmente, Hilflosigkeit è un termine che semanticamente può essere avvicinato a "consapevolezza di poter perdere l'aiuto". Ecco: se un bambino si ribella allora i genitori possono picchiarlo, non amarlo, esporlo a eventi tragici, privarlo del cibo. Per sopravvivere, il bambino fronteggia e accetta la Hilflosigkeit.

    Se questa nasce dal terrore (liti famigliari, percorso verso il divorzio, tradimenti sessuali...) allora si un risvolto drammatico a cui il bambino può reagire in molti modi.

    Tra cui la "rimozione" del dolore.

    Il concetto di Rimozione del dolore è essenziale: già la clinica del Burgholzli lo definiva come una reazione "schizoide" o "autistica" (non scendo nel tecnicismo).

    La rimozione del dolore "guarisce" in alcun modo l'esposizione a scene di violenza famigliare.

    È una patch, un cerotto.

    In senso metaforico è come una donna che, stuprata, non riesce a parlare dell'accaduto, lo rimuove, non sente più alcuna emozione, non si innamora più.

    Ciò che voglio dirti è che c'è un legame fortissimo tra il concetto di Stupro e ciò che hai vissuto.



    Nel caso di un bambino maschio, se si prova terrore, la mente reagisce in tre modi:
    - isolamento;
    - onnipotenza;
    - aggressività.

    Se le unisci hai un quadro di ALCUNI aspetti di te. (Isolamento: non amo nessuno, non provo emozioni; onnipotenza: posso fare cose eccezionali quando voglio e non mi metto in gioco; aggressività: vedi BDSM e così via).

    Nella tua mente sintetizzi queste reazioni e pensi che siano Schizoidismo.

    Non è così.



    In verità, gli Schizoidi non provano orrore neanche anni dopo.

    Ad esempio: un Investigatore della Polizia può seguire casi terribili. Stupri, sevizie, sadismo puro... Bene: se è schizoide può vivere una vita completamente normale.

    Può affrontare il suo lavoro senza shock.

    Per sempre.



    Tu sei simile a Will Hunting del film "Will Hunting - Genio ribelle".

    Esposto a cose terribili da bambino, nel film fugge dall'Amore. Fino ad un momento bellissimo in cui incontra una ragazza straordinaria.

    Will Hunting è, ai tuoi occhi, schizoide?



    Ora, oggi provi terrore.

    No, gli schizoidi non provano terrore, non ci pensano.

    È centrale, altro.



    @Jin_Nemo_Oudeis davvero io ti auguro di trovare una caspita di pace per il cuore.



    Mi dispiace di aver dovuto introdurre un concetto "complesso" (Hilflosigkeit...)

    Non vedevo altro modo di spiegare la cosa.


    vera68mandragola77
    Post edited by Pavely on
  • pag75pag75 Membro Pro
    Pubblicazioni: 227
    wolfgang ha detto:

     E' un po' come parlare di Zeus ad un Buddhista.

    volendo il modo si trova :-P
    http://www.ancient-origins.net/human-origins-religions/what-does-alexander-great-have-do-buddhist-imagery-005293
    scusate, non ho saputo resistere, son l'unico umanista qua dentro mi sa :-)
    ale82Pavelywoodstock


    Capt.
    Kirk
    : Mr. Spock, we seem to be taking an unscheduled ride. Spock:
    Interesting.

  • Jin_Nemo_OudeisJin_Nemo_Oudeis Veterano Pro
    modificato 23 March Pubblicazioni: 349
    @Pavely ho visto il film. Alcune cose mi sono piaciute, ma davvero molte non mi hanno convinto.

    Mi sono documentato, e non penso che quella storia sia applicabile al mondo reale, sembra molto liberamente ispirata al matematico indiano Ramanujan, ma manca la profondità dei personaggi. L'amore raccontato mi è sembrato un amore neurotipico, forse vagamente eccentrico, ma comunque un rapporto normale.

    Penso che debbano allinearsi molti pianeti perché io intraprenda una nuova relazione amorosa.

    Penso di non essere più nell'ambito della bioenergetica, perché in questo esatto momento non ho dei veri complessi a generare strutture nella mia mente.

    Prima ero un monolite solido. Ora mi sento fluido, quasi del tutto. Provo emozioni, anche negative ma esse non mi annichiliscono come facevano in passato. Fuori dal simulacro alcune emozioni non hanno avuto più senso.

    In ogni caso ti ringrazio molto @Pavely , per avermi dato vari spunti su cui riflettere. Penserò ancora per molto tempo a tutto ciò che hai scritto in questo post.
    mandragola77Pavely
    Post edited by Jin_Nemo_Oudeis on
    Tutto appare sempre un po' diverso
    quando lo si esprime, un po' falsato, un po' sciocco, sì, e anche questo è
    bene e mi piace moltissimo, anche con questo sono perfettamente d'accordo,
    che ciò che è tesoro e saggezza d'un uomo suoni sempre un po'
    sciocco alle orecchie degli altri.
    -Siddharta
  • PavelyPavely Andato
    Pubblicazioni: 3,350
    (Grazie a te @Jin_Nemo_Oudeis )
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