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Pensare a ciò che si vuol dire, però poi non riuscire a trovare le parole e il tono giusto per dirlo

Buongiorno,
mi capita spesso, quando devo dire qualcosa a qualcuno, di pensare a cosa dire e il modo in cui dirlo, quando però capita l'occasione di farlo è come se l'emozione legata al pensiero e alle parole svanisse e allora viene fuori a parole qualcosa che acquisisce tutt'altro senso alle mie orecchie. Succede anche a voi?

Commenti

  • LifelsLifels Colonna
    modificato 1 August Pubblicazioni: 1,698
    Metto qui un link a quanto ho scritto in un altro tuo topic. Percepisco i due argomenti come “collegati”.


    Anche a me capitava qualcosa di simile, qualche volta mi capita tuttora.

    Cerco di non farlo più, di pensare prima a cosa dire e seguire il mio copione. Cosa per me molto difficile (non pensare prima a ciò che vorrei dire).

    Cerco di dire ciò che mi viene spontaneo nel momento presente.

    In altre parole, solitamente, sto in silenzio. La lentezza con cui la mia mente elabora le risposte, solitamente non mi permette di comunicare in tempi dall’altro percepiti come “normali”.

    Un’alternativa potrebbe essere quella di ignorare la resistenza che, quando non rispetto questi tempi “considerati normali”, percepisco in me.
    Forse non rispettarli è meno grave di come la mia mente mi fa spesso percepire, provocandomi una grande ansia.
    Forse verrei un po’ preso in giro, ma le persone in questo modo potrebbero anche “conoscermi meglio”. 

    Quando desidero comunicare qualcosa per me “complesso”, ponderando bene le parole, scrivo.

    A volte, anche con persone che mi erano fisicamente “accanto”, invece di parlare, ho scritto e ho mostrato loro il mio messaggio. 
    Meglio messaggi “brevi”, nella mia esperienza, perché altrimenti rischio di provocare disagio e che il mio messaggio non venga letto interamente.


    CharadeMononokeHime
    Post edited by Lifels on
    Tutto “tra virgolette”

  • nrkeynrkey Membro
    Pubblicazioni: 144
    Ciao Lifels, probabilmente sono collegati.
    Anche io spesso non ho niente da dire.
    Ho un amico che cerca continuamente di stimolarmi nella conversazione, lui è ADHD, quasi il mio opposto caratterialmente, ma trovo comunque noioso parlare, a volte non rispondo ai suoi messaggi, non rispondo alle sue chiamate, mi dispiace trattarlo così e sinceramente non so come faccia a non avermi ancora mandato male.
    Anche io sento la mia quasi totale mancanza di spontaneità nelle conversazioni, devo sempre fare uno sforzo nel cercare di non sembrare totalmente menefreghista e robotico.
  • fairyfairy Membro Pro
    Pubblicazioni: 138
    Io ho dei modi molto diretti e bruschi e quando posso, mi faccio aiutare ad edulcorare la frase in modo da non offendere col tono.
    Poi spesso, se la persona o la situazione mi mette a disagio, tipo se ci sono "spettatori" o se parlo con i maschi, iniziono ad intrecciarmi le parole e sembro scema.
  • vera68vera68 Colonna
    Pubblicazioni: 1,566
    A me è successo molto spesso.
    Io avevo dei modi molto bruschi, veramente odiosi soprattutto quando dovevo riprendere, correggere qualcuno, e poiché ne ero consapevole, cercavo di controllarmi. Risultato: ero troppo mielosa e non ero ascoltata, ma nemmeno considerata. Fino a quando perdevo la pazienza e mi usciva il modo odioso che mi era proprio.
    Ora la questione è questa, almeno nel mio caso.
    Ci sono modi di operare che introiettiamo fin dalla nascita, sono quelli che respiriamo ogni giorno, e se respiriamo la sempre la stessa aria, va da sé cosa succede...
    Io mi rendevo conto che usavo toni e frasi sentite in casa, cioè per esprimermi in determinate situazioni io non potevo fare a meno di usare certi toni e certe parole. Come se di mancasse una creatività espressiva.
    Non sono una persona esperta del campo, ma credo che questo circolo vizioso si chiamino tecnicamente MOI (modelli operativi interni) e sono quelli che possono cambiare attraverso la terapia comportamentale, o anche l'analisi transazionale. Semplicemente si assorbono comportamenti diversi e diversi modi di relazionarsi.
    Poi, io parlo sempre relativamente a me, io ho riscontrato dei "blocchi" nel parlare, qui la situazione è complessa. Io ho notato che faccio lo slalom tra di essi. Se parlo di una questione a me intimamente molto cara o anche pressante, faccio proprio così, facendo risultare il discorso confuso, ma non lo è.
    Un buon terapeuta se riesce a capire che ciò che il paziente sta cercando di dire rappresenta un filo logico (che forse non ha perso come potrebbe sembrare) che sta tirando districandosi tra i mostri della sua mente, lo può aiutare.
    Blunotte
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