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adolescenza aspie

Come è stata la vostra adolescenza aspie ?

turbolenta ? disturbi dell'umore e ansia ? peggioramento dell' ipersensorialita' ? iperattivita' ? rabbia e meltdown ?

ma poi alcuni aspetti si sono attenuati con la crescita e l'eta' adulta ? o molte cose sono rimaste uguali ?

grazie
leila
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Commenti

  • Tima_AndroidTima_Android Pilastro
    Pubblicazioni: 2,548
    Problemi di ansia, molta ipersensorialità, forte rabbia e meltdown.
    Un casino da questo punto di vista, ero insopportabile.

    Con l'età adulta tutto quanto è andato migliorando, a eccezione dell'ansia.
    Sniper_OpsMononokeHime
    "Dio promette la vita eterna” disse Eldritch “io posso fare di meglio; posso metterla in commercio"  -- Philip K. Dick

    Il Nostro blog: My Mad Dreams
  • ribellinaribellina Membro
    modificato 25 October Pubblicazioni: 19
    Grazie!
    Mi consolo per mia figlia di 16 anni che è esattamente come ti descrivi te.
    Spero migliori con l'età; noi ce la mettiamo tutta per aiutarla, ma non è per niente facile, anche lo psicologo fa quel che puo'. Nessuno riesce a fare miracoli immediati.
    È praticamente insopportabile, dovrebbe pian piano capire lei come sta meglio e trovare delle strategie; se le dai consigli che sembra richiedere quando sta male non sono poi ben accetti perchè vengono da un modo di pensare diverso, un vero casino se così, si può definire.
    Adolescenza molto dura e faticosa per lei e per noi genitori e famiglia tutta.

    Ma quando arriva circa l'età adulta verso i 20 anni o oltre nella tua esperienza?
    damyMononokeHimeleila
    Post edited by Sniper_Ops on
  • BlunotteBlunotte Veterano
    modificato 26 October Pubblicazioni: 150
    Penso che Aspie o non Aspie sia cosa comune ammorbidirsi una volta trascorsi gli anni dell'adolescenza, no?

    Poi forse molto stress dipende da variabili ambientali sulle quali i genitori hanno un potere di intervento relativo...
    Che so, ambiente scolastico: c'è chi vive malissimo anche solo la costrizione del dover studiare o del dover studiare anche materie odiatissime, oppure dello svegliarsi molto presto, dello stare a scuola seduti tot ore di fila... oppure c'è un ambiente umano in qualche modo opprimente per tua figlia...
    Una volta usciti dall'obbligo scolastico - spero - ci sono maggiori libertà di manovra e possibilità di scegliere la strada più adatta a ciascuno.

    Ma tua figlia è "insopportabile" - come dici - solo a casa, o anche fuori (a scuola, con gli amici, nelle eventuali attività extra)?

    Comunque: per me delle tappe importanti sono state il compimento della maggiore età e il passaggio dalla scuola all'università, perché mi sembrava che molte cose divenissero per davvero una responsabilità MIA e SOLO mia.
    Post edited by Blunotte on
    Per vari motivi al momento preferisco partecipare solo alle discussioni del forum pubblico e non usare i messaggi privati, salvo casi particolari.
  • LupaLupa Veterano Pro
    Pubblicazioni: 279
    Di base fino all'adolescenza sono stata una bambina introversa del tipo "dove la metti sta", bastava darmi carta e colori o un libro. La mia adolescenza non è stata eccessiva, ma rispetto alla me bambina c'è stata parecchia turbolenza: passavo dai momenti di estrema chiusura (apatia, malumore ingiustificato) a esplosioni di rabbia. Anche se ero e sono tutt'ora pigra in quel periodo facevo tutti gli sport possibili e immaginabili, forse senza esserne consapevole come valvola di sfogo. E' stato anche il momento più socievole della mia vita. Vista dall'esterno credo apparisse come una banale ribellione adolescenziale. Però ho vissuto quel periodo come momento di grande apertura verso il mondo e anche le montagne russe emotive così difficili da reggere per me e per gli altri credo siano state un passaggio fondamentale. Credo anche che la mia adolescenza si sia protratta più a lungo rispetto a quella dei miei coetanei. Ora da grande sono nella versione "dove mi metti sto, basta che non mi scocciate" :D
  • R3obR3ob Membro Pro
    modificato 27 October Pubblicazioni: 87
    Ciao ho 21 anni, quindi diciamo che ho Vissuto da poco il mio periodo adolescenziale. Be’ non sono mai stata come le altre, solo che da bambina tendevo più alla chiusura e i miei periodi bui sfociavano in depressione e mi chiudevo ancora di più. Da premettere che io non sono stata diagnosticata da bambina, quindi di base c’era un forte, fortissimo disagio. Con l’adolescenza ho vissuto una vera e propria esplosione, in aggiunta i problemi alimentari ( anoressia). Sono stata un’adolescente problematica. Ancora più chiusa e gli unici momenti di apertura erano quelli di rabbia. Era come se mi ribellassi a tutto, come se la situazione di disagio e frustrazione che vivevo fuori ,poi la manifestassi a casa. La mia chiusura non aiutava i miei genitori a capirmi ,sicuramente, e questo alimentava in me il senso di incomprensione. Sulla base della mia esperienza, ti consiglierei di cercare di porgerti a tua figlia rendendole esplicita la voglia di aiutarla e capirla. Non rispondere alla sua rabbia, con tant’altra rabbia. È come buttare benzina sul fuoco. Adesso ho 21 e sicuramente sono più matura, ma sono pur sempre quella. Più calma , sicuramente. Ma di base, resto comunque una ragazza autistica.
    Aggiungo anche che oggi, come allora, se percepisco un muro, reagisco
    innalzando ulteriormente questo muro. È importante ,quindi ,che non si
    creino situazioni del genere, è facile che ci si chiuda a riccio,
    altrimenti.
    Charadeleila
    Post edited by Sniper_Ops on
  • ribellinaribellina Membro
    modificato 28 October Pubblicazioni: 19
    Grazie!
    In effetti mia figlia assomiglia molto alle vostre descrizioni, era una bambina "dove la mettevi sta", una bambola, poi esplosione rabbia adolescenziale.
    La rabbia è solo in casa, fuori è perfetta e compensatissima, ma mi consolo dalle vostre esperienze sembra che la situazione si attenui molto con la maggiore età o oltre.
    Rispondere con rabbia: Talvolta lo abbiamo fatto ed è come buttare benzina sul fuoco, un disastro.

    Comunque grazie per la vostra condivisione molto importante per dei genitori; talvolta sembra di essere in un tunnel buio e sentire che qualcuno ci è già uscito permette di prendere un respiro.


    In più, visto che in famiglia non ci manca nulla, abbiamo anche il fratello maschio (17) nello spettro che è iperattivo con l'umore, dall'inizio del liceo, sempre sù: Un sacco di iniziative, anche molto belle.
    Inizia mille cose, mille interessi e purtroppo durante un semetre all'estero l'anno scorso ha avuto un episodio strano, lui dice tipo attacco di panico, ma i sanitari stranieri lo hanno diagnosticato bipolare e bastonato subito col Risperdal.
    Una volta tornato a casa abbiamo sospeso la cura ed è ritornato nei suoi panni.
    100 ne pensa, 1000 ne fa; ritmo sonno-veglia difficile; interessi super bizzarri; bravo a scuola, ma in cio' che vuol lui.

    A questo punto vi chiedo: Secondo voi è accettabile fare diagnosi di Bipolarismo a soli 16 anni o è una sopravalutazione diagnostica americana (L'ambiente era quello)?
    È chiaro che noi genitori siamo in pena ora che ci hanno posto questa scure sulla testa, sia per lui che per la sorella.
    È dura a casa nostra momentaneamente, grazie per le vostre preziose considerazioni.
    leila
    Post edited by Sniper_Ops on
  • LupaLupa Veterano Pro
    Pubblicazioni: 279
    @ribellina si dice che l'adolescenza sia il periodo in cui i figli a modo loro (spesso in malo modo) cominciano a cercare il loro posto nel mondo e a fare i conti con tempeste emotive in quantità e qualità diverse rispetto a quanto provato nell'infanzia. Apparentemente i genitori sembrano non più un punto di riferimento ma le persone con cui scontrarsi più facilmente. Per quanto mi riguarda in parte è vero, in casa c'è quella sicurezza e quella confidenza che ti permette di dare libero sfogo a ciò che stai provando, cosa che magari all'esterno non ti senti di fare pienamente. Ricordo che mia mamma ogni tanto provava a chiedermi di parlare e di spiegarle cosa c'era che non andava e io le sbattevo la porta in faccia con rabbia; se allora mi avessero chiesto il motivo di quel gesto non avrei saputo spiegare perché, so solo che non avrei potuto fare altro. Ma il senso di cura, accoglienza e tanta tanta pazienza che mia mamma mi dava in quei frangenti arrivava eccome e a distanza di decenni ancora lo ricordo perfettamente. Così come i limiti che i miei mi hanno dato: calmi, fermi e irremovibili, intollerabili per la me adolescente (poveretti i miei, che fatica devono aver fatto!), necessari se ci penso ora da adulta.
    Io sono cresciuta in un ambiente molto favorevole, non solo in famiglia ma anche per quanto riguarda l'ambiente esterno (scuola che mi piaceva, amici e compagni di classe inclusivi, possibilità di seguire le mie passioni...), e sicuramente questo ha aiutato molto a mitigare la mia adolescenza. Hai ragione, in buona parte mi sono dovuta arrangiare per trovare le mie strategie adattive, ma sono sicura che il mio modo di essere e comportarmi ora (nonostante tutte le difficoltà credo di essere tutto sommato una persona decente capace di stare nel mondo) è anche dovuto al fondamentale supporto dei miei.
    MononokeHimeChristianBlunotte
  • ribellinaribellina Membro
    modificato 28 October Pubblicazioni: 19
    Sì, grazie!
    Devo ribadire che il posto che mi aiuta di più è questo sito proprio per le vostre belle e sincere testimonianze.

    NON è per nulla facile per dei genitori affrontare due adolescenti maschio e femmina simili e diversi nello spettro ed anche le eventuali diagnosi (Bipolarismo) che ti capitano sul capo e te le dicono eterne per tutta la vita.

    Cosa ne pensate?
    veramente le montagne russe dell'adolescenza Aspie preludono forse il bipolarismo o siamo sempre nel solito eccesso diagnostico del DSM 3?
     
    Post edited by Sniper_Ops on
  • LupaLupa Veterano Pro
    Pubblicazioni: 279
    Per quanto riguarda il bipolarismo non ho alcuna conoscenza che possa tornarti utile, però a sensazione se vi è possibile farei rivalutare tuo figlio da qualcuno che conosca molto bene lo spettro; lo spettro è la "base", il nostro modo di essere: se non si tiene conto di quello individuare eventuali comorbidità la vedo dura.
    MononokeHimeChristian
  • Tima_AndroidTima_Android Pilastro
    Pubblicazioni: 2,548
    ribellina ha detto:

    Ma quando arriva circa l'età adulta verso i 20 anni o oltre nella tua esperienza?
    Nel mio caso il miglioramento è stato anche conseguenza della psicoterapia e l'aver conosciuto il mio attuale fidanzato. L'autoconsapevolezza ha aiutato tanto.
    I miglioramenti, tenendo conto di questo, sono arrivati dopo i 22 anni.
    Ora ne ho 28.
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