Dona il 5x1000 a Spazio Asperger ONLUS. Codice Fiscale: 97690370586
Spazio Asperger è attivo anche su Facebook.

Per raggiungere la nostra pagina con gli argomenti più discussi del giorno, news e immagini cercate "spazioasperger.it"

Per un gruppo indirizzato a ricerca e terapia cercate "Ricerca e terapia nello Spettro Autistico"
  • Dipingere in stile cinese/coreano
    Della pittura coreana non so nulla, conosco un po' quella cinese e quella giapponese.

    Non è un percorso semplice, usano tecniche difficili perché basate sulla gestualità e il movimento, oltre ai canoni tradizionali che vengono tramandati. Il pennello va tenuto in una certa maniera e bisogna principalmente muoversi di spalla e braccio (no polso).

    In generale consiglio di partire dalla calligrafia, facendo un corso con un maestro, perché così impari a tenere in mano il pennello nel modo giusto e a capire come muoverlo e come sfruttare la pressione sulla punta.

    Gli inchiostri tradizionali sono in blocchetti da sciogliere su pietra. 
    Se sei vegana i pennelli sono un problema, perché quelli adatti sono tutti di pelo animale, non c'è nulla che riesca a sostituirli.
  • Ho come impressione chè se non cambio sesso ci sto male.

    O forse sei solo un ragazzo sensibile che non riesce a vedere in modo positivo una cosa che di positivo non ha niente, anche se passa come una cosa “normale” e diffusamente esercitata dalla maggior parte dei maschi.
    Solo perché vedi negativamente il tradimento non vuol dire che in te c’è una donna repressa, ma vuol dire che sei una persona che vede il tradimento per quello che è, e comprende che non è una cosa bella. Probabilmente conosci o hai conosciuto uomini che si vantavano di esser andati a letto con altre donne anche se già impegnati, facendoti pensare che il tradimento sia la norma per gli uomini, ma non è così.
    Il fatto che dici di essere maschilista, è perché detesti due donne che ti hanno fatto del male, e l’hai generalizzato a tutte le donne, ma in realtà non sei maschilista (secondo me), anzi, mi sembri un ragazzo dolce capace di amarla una ragazza, anche perché nonostante dici di odiare le donne vorresti diventarlo tu stesso una donna, e se le odiassi odieresti persino il pensiero di poterlo diventare, e non ti verrebbe nemmeno in mente di fare un corso per conquistarle.
    Il fatto non è chè sono contro i tradimenti, è chè penso cose tipo se vedo un uomo chè tradisce "sono uomini" non è normale ciò, posso capire essere contro il tradimento, anchè noi maschietti avvolte possiamo esserne contro non c'è niente di strano.
    Infondo anchè se odio le donne mi piace coccolarle, ci penso a cose tipo un abbraccio, un bacino ho una carezza fatta ad una donna.
  • Ho come impressione chè se non cambio sesso ci sto male.
    @MononokeHime dice:
    Solo perché vedi negativamente il tradimento non vuol dire che in te c’è una donna repressa, ma vuol dire che sei una persona che vede il tradimento per quello che è, e comprende che non è una cosa bella. Probabilmente conosci o hai conosciuto uomini che si vantavano di esser andati a letto con altre donne anche se già impegnati, facendoti pensare che il tradimento sia la norma per gli uomini, ma non è così.
    Il fatto che dici di essere maschilista, è perché detesti due donne che ti hanno fatto del male, e l’hai generalizzato a tutte le donne, ma in realtà non sei maschilista (secondo me), anzi, mi sembri un ragazzo dolce capace di amarla una ragazza, anche perché nonostante dici di odiare le donne vorresti diventarlo tu stesso una donna, e se le odiassi odieresti persino il pensiero di poterlo diventare, e non ti verrebbe nemmeno in mente di fare un corso per conquistarle.
    Concordo pienamente!
    Sei una persona sensibile e piena di buoni e delicati sentimenti.
    Non sei maschilista.
  • Ho come impressione chè se non cambio sesso ci sto male.
    ma ho come impressione chè all' idea di non intraprendere il percorso di cambio di sesso.

    Non ho capito.
    Ho gia raccontato chè forse ho la disforia di genere, ora vado da una psicologa per disforia di genere, lei dice chè forse non ho la disforia perchè non vivo come una donna
    (anchè se mi piace indossare abiti femminili, scarpe femminili, mi piace il trucco)

    Sembra più parafilia e darei ragione a lei fino a qui.
    (è avvolte ragiono come una donna è mi immagino sempre di essere una mtf)

    Questo non lo sapevo. Spesso hai detto di odiare le donne e di frequente di desiderare sessualmente delle persone transessuali mtf, ma mai di ragionare da donna e voler essere mtf.
    ~
    In ottica di tutto ciò sono molto confuso...
    Odi le donne al punto da soffrire se senti parlare di donna che si sente superiore all’uomo, ma vuoi essere donna. Ami le mtf e vorresti essere mtf.
    Che casino.
    Mi dispiace sè non intraprenderò il percorso (ma non sò se è solo una mia ipressione ma è un mio sentimento).
    Ho visto delle scene di tentation island è guardando le scene di ragazzi chè tradivano ho iniziato a pensare cose chè si riferivano hai classici tradimenti maschili, mi chiedo ma come è possibile chè un uomo, per giunta maschilista come mè fa ragionamenti del genere, ciò mi fà pensare chè dentro di mè c'è una donna repressa.
    O forse sei solo un ragazzo sensibile che non riesce a vedere in modo positivo una cosa che di positivo non ha niente, anche se passa come una cosa “normale” e diffusamente esercitata dalla maggior parte dei maschi.
    Solo perché vedi negativamente il tradimento non vuol dire che in te c’è una donna repressa, ma vuol dire che sei una persona che vede il tradimento per quello che è, e comprende che non è una cosa bella. Probabilmente conosci o hai conosciuto uomini che si vantavano di esser andati a letto con altre donne anche se già impegnati, facendoti pensare che il tradimento sia la norma per gli uomini, ma non è così.
    Il fatto che dici di essere maschilista, è perché detesti due donne che ti hanno fatto del male, e l’hai generalizzato a tutte le donne, ma in realtà non sei maschilista (secondo me), anzi, mi sembri un ragazzo dolce capace di amarla una ragazza, anche perché nonostante dici di odiare le donne vorresti diventarlo tu stesso una donna, e se le odiassi odieresti persino il pensiero di poterlo diventare, e non ti verrebbe nemmeno in mente di fare un corso per conquistarle.
  • Secondo voi nell'esperimento di Standford gli asperger come avrebbero reagito?
    Alla base ci fu la deindividualizzazione di ogni singolo. D'istinto direi che un asperger essendo meno sociale, avrebbe corso meno rischi di essere deindividualizzato, quindi avrebbe ragionato più di testa propria.
    Nello stesso tempo, se non sbaglio, tutto iniziò con una rivolta dei prigionieri, qui la rigidità nelle regole prevedeva che i prigionieri facessero i prigionieri, quindi le guardie si sono comportate, rigidamente, da guardie verso prigionieri ribelli. E forse un asperger avrebbe fatto almeno altrettanto, magari pure con una minore empatia.
    Si tratta indubbiamente di un meccanismo psicologico molto diffuso e pericoloso. Pensa all' intrera nazione tedesca che divenne nazista. Razionalmente fa impressione: come potè uno Stato intero convincersi dell'eliminazione degli Ebrei? Eppure avvenne. Proprio oggi leggevo un articolo storico su di un Capitano nazista che diede ordine di rappresaglia contro la popolazione civile di una piccola cittadina italiana, tale Capitano prima della guerra era un seminarista, quando tornò in Patria alla fine degli eventi rientrò in seminario e divenne sacerdote. Quello che impressiona è il cambiamento psicologico che da' l'appartenenza al gruppo, l'effetto branco.
  • Incarichi manageriali di massimo profilo, qualcuno asperger ne è mai stato capace?
    Secondo me Zuckerberg e Steve Jobs erano casi a parte. Non avevano gli svantaggi che potrebbero impedire di avere ruoli manageriali. 
    In pratica quasi nessun americano che sfonda per la tecnologia è realmente limitato.
    Quindi mi sembra giusto tener conto di questo, non è detto che per un italiano sia più difficile arrivare in alto, ma dovresti guardare italiani che hanno una condizione paragonabile alla loro - ovverosia quelli che in Italia non hanno alcuna etichetta e alcun sospetto di diversità accreditato dagli amici.
    Quello non è un problema, studio un corso di laurea in lingua inglese appunto perchè so come funziona qui, sono conosciuto nella mia città per essere "diverso" e conoscendo l'ambiente lavorativo italiano non riuscirei mai a sfondare con questa diversità. 
    Ho intenzione di trasferirmi in Canada o in Norvegia per riuscire ad avere una vita lavorativa più tranquilla 
    Per il resto non mi sono mai fatto amici proprio per evitare queste cose, io odio le raccomandazioni e credo più in un sistema (che qui non esiste) meritocratico
  • il mio grande amore

    Racconto qualcosa de mio piccolo grande ometto di 6 anni ( compiuti ieri!).

    All'età di 2 anni e mezzo non parlava ancora..zero..neanche una parola; in compenso conosceva i numeri fino alle decine in due lingue diverse ( siamo bilingue).

    Se chiamato non si girava, non sosteneva lo sguardo, mostrava evidenti stereotipie motorie, impaccio nei movimenti, selettività nel mangiare e, se contrariato, aveva esplosioni di rabbia talmente violenta da sbattere ripetutamente la testa contro il pavimento o le porte se non correvo a bloccarlo tempestivamente.

    Il suo mondo erano i numeri e poco altro..

    Il pediatra ci spedisce dalla NPI.. prima diagnosi: disturbo pervasivo dello sviluppo.

    La NPI ci consiglia con urgenza una presa in carico presso un centro specializzato per cominciare le terapie: logopedia e psicomotricità ( che segue anche oggi per 4 h ogni settimana).

    Siamo fortunati e dopo qualche mese di lista di attesa ci chiamano.

    a 3 anni e qualcosa si sblocca il linguaggio.. ma è ecolalico al massimo!

    Ripete frasi tratte dalla tv ( cartoni animati e pubblicità) o sentite dagli adulti che lo circondano.. da principio un po' a casaccio ( comunicazione a tentoni direi!) poi in modo sempre più mirato e legato al contesto ( ma il risultato è sempre molto innaturale ovviamente!). Cmq sarà un caso, ma con lo sbloccarsi del linguaggio, anche le crisi di rabbia sono diminuite e poi cessate..

    Nel frattempo oltre ai numeri sviluppa un interesse ossessivo anche per le lettere e l'alfabeto. E' così tanto preso che a 4 anni comincia a leggere e a scrivere da autodidatta.. aiutato, a detta della NPI che lo segue, anche da una memoria uditiva e visiva straordinaria.

    Ci arriva intorno ai 5 anni la diagnosi di autismo ad alto funzionamento.

    Oggi il mio cucciolo presenta stereotipie motorie e vocali evidenti ( soprattutto quando è contento o concentrato sui suoi interessi speciali); le sue autonomie personali non sono a livello di quelle dei suoi coetanei ma il suo linguaggio è migliorato molto, anche se rimane imperfetto ( problemi con i pronomi personali e gli aggettivi possessivi, il femminile e il maschile e parla di se stesso spesso in terza persona. Però la comunicazione non è più solo a senso unico, funzionale ad esprimere un bisogno o una richiesta ma capita sempre più spesso che spontaneamente mi racconti cose capitate all'asilo o nel corso della giornata.

    certo le fissazioni rimangono il fulcro principale dei suoi pensieri e quando è molto preso è difficile richiamarlo alla realtà! Adesso è preso con le auto di cui conosce marche e modelli a menadito!

    E' anche socievole e, a differenza di me alla sua età, cerca gli altri bambini.. con esiti inconcludenti.. perché: troppo irruento nell'approccio; le sue stereotipie sono guardate con diffidenza; cerca di approcciarsi parlando solo ed esclusivamente dei suoi interessi speciali senza un reale scambio comunicativo con l'altro..ma se non altro ci prova!

    Questo è il mio cucciolo, un esserino speciale, un'anima pura..

    Da mamma sto cercando l'equilibrio giusto per riuscire a fornirgli gli strumenti adeguati a vivere in questo mondo il più serenamente e appagantemente ( esiste?! ) possibile, senza però forzare e stravolgere troppo la sua natura. Sono orgogliosa di ogni suo minimo progresso ed estremamente felice per ogni piccolo segno di apertura verso il mondo e verso di me..

    Ho un tatuaggio dedicato a lui tratto dalla canzone " Butterfly" di Lenny Kravitz che racchiude in sintesi quello che provo guardandolo:

    " your mind's full of everything that I want to know..you're my butterfly..fly high!"

  • Diagnosi spettro autistico basata solo sui test
    Sono contenta per te @stella82 che ti sei rasserenata, perchè la fiducia nelle capacità del proprio figlio è imprenscindibile per fare "bene" il genitore.
    Però vorrei anche cercare di spiegare che lo sprettro autistico come viene diagnosticato oggi non dice assolutamente nulla della "gravità" di un bimbo o della "prognosi" futura, ma purtroppo è rimasta "dentro" tutte le persone - pure dentro gli specialisti - l'immagine dell'autismo di un tempo - che era sempre accompagnato da un grave ritardo cognitivo e quasi nulla autonomia. Mi spiace e mi turba che "avere ritardo del linguaggio associato ad iperattività" sia SEMPRE considerato più lieve rispetto ad essere "autistici" perchè oramai ho capito stando qui dentro che ci sono molti autistici che non sono anche disabili ma hanno solo una mente che funziona in modo diverso. Finchè le cose stanno così, rimane poi obbligatorio "nascondere" la diagnosi di un bimbo in maniera che gli venga permesso di fare tutte le esperienze comuni, altrimenti questo pregiudicherebbe molto la sua crescita (mi riferisco ad essere invitato a casa di amichetti - dove oramai alla sua età è comune rimanere senza la presenza dei genitori -, essere invitato ad uscire con gli amichetti e i loro genitori, essere invitato a fare un pigiama party, frequentare un normale corso di sport, essere giudicato a scuola con lo stesso metro di tutti gli altri); inoltre ci tengo a precisare che essere autistici non comporta automaticamente avere la necessità di un sostegno scolastico (anche se pure qui ci sono un sacco di pregiudizi e purtroppo sono convinta che se comunichi la diagnosi alla scuola poi ti ritrovi a subire forti pressioni per la richiesta del sostegno anche di fronte ad un bimbo che non ha problemi di apprendimento e il cui comportamento è allineato a quello degli altri). Detto questo, dopo tutto quello che ho letto, sono consapevole che mio figlio è AUTISTICO, però non sono tanto d'accordo nel considerarlo DISABILE e mi piacerebbe che le due cose non fossero SEMPRE tra di loro connesse.

    Uno specialista che si rivolge ad un genitore dicendo che non posso andare neanche ad un supermercato con un figlio come il mio ,mi fa rabbia indipendentemente dalla diagnosi. Penso in auesto caso che sia proprio il neuropsichiatra ad avere pregiudizi prima di tutti gli altri. In quanto questa figura non l'ha neanche incontrato il bambino.
    Non sto facendo salti di gioia.. anzi intensificheremo le terapie . Ma bisogna pur inquadrare il paziente in una giusta dimensione. Ci vorrà molto tempo per mio figlio. E come hai detto tu dare il sostegno senza dare la possibilitá a mio figlio di cavarsela da solo al primo anno di materna mi sembra eccessivo.sono d'accordo con te pienamente perche se dovessi raccontare alle mamme dell'asilo che mio figlio ha la legge 104,e un comma di gravita come sarebbe visto? Diverso dagli altri.mi fa rabbia ti assicuro


    Di come vedrebbero tuo figlio le mamme degli altri bambini sapendo che ha la 104, non te ne deve fregare nulla.

    Anche se in base a una relazione lacunosa, se a tuo figlio è stato riconosciuto l'insegnante di sostegno, un genitore secondo me ha il dovere di farglielo avere; poi magari dopo 3 mesi sarà lo stesso insegnante a dirti che tuo figlio non ne ha bisogno, ma non soffermarti nemmeno un secondo a pensare a quello che potrebbero pensare gli altri.

    L'insegnante di sostegno non è uno stigma e il tuo unico faro deve essere l'interesse di tuo figlio.

    Io ho fatto richiesta, ed ho ottenuto provvisoriamente fino all'inizio del 2021, sia la 104 comma 1 (moooolto divero dal 3 che è per I disabili gravi) che l'insegnante di sostegno , in base a una relazione di Gennaio 2018, che per me oggi non ha motive di esistere.

    L'unico pensiero che ho è che l'insegnante di sosgegno non significhi isolamento dal resto della classe, e che lui sia libero di interagire con gli altri bambini.

  • Diagnosi spettro autistico basata solo sui test
    Sono contenta per te @stella82 che ti sei rasserenata, perchè la fiducia nelle capacità del proprio figlio è imprenscindibile per fare "bene" il genitore.
    Però vorrei anche cercare di spiegare che lo sprettro autistico come viene diagnosticato oggi non dice assolutamente nulla della "gravità" di un bimbo o della "prognosi" futura, ma purtroppo è rimasta "dentro" tutte le persone - pure dentro gli specialisti - l'immagine dell'autismo di un tempo - che era sempre accompagnato da un grave ritardo cognitivo e quasi nulla autonomia. Mi spiace e mi turba che "avere ritardo del linguaggio associato ad iperattività" sia SEMPRE considerato più lieve rispetto ad essere "autistici" perchè oramai ho capito stando qui dentro che ci sono molti autistici che non sono anche disabili ma hanno solo una mente che funziona in modo diverso. Finchè le cose stanno così, rimane poi obbligatorio "nascondere" la diagnosi di un bimbo in maniera che gli venga permesso di fare tutte le esperienze comuni, altrimenti questo pregiudicherebbe molto la sua crescita (mi riferisco ad essere invitato a casa di amichetti - dove oramai alla sua età è comune rimanere senza la presenza dei genitori -, essere invitato ad uscire con gli amichetti e i loro genitori, essere invitato a fare un pigiama party, frequentare un normale corso di sport, essere giudicato a scuola con lo stesso metro di tutti gli altri); inoltre ci tengo a precisare che essere autistici non comporta automaticamente avere la necessità di un sostegno scolastico (anche se pure qui ci sono un sacco di pregiudizi e purtroppo sono convinta che se comunichi la diagnosi alla scuola poi ti ritrovi a subire forti pressioni per la richiesta del sostegno anche di fronte ad un bimbo che non ha problemi di apprendimento e il cui comportamento è allineato a quello degli altri). Detto questo, dopo tutto quello che ho letto, sono consapevole che mio figlio è AUTISTICO, però non sono tanto d'accordo nel considerarlo DISABILE e mi piacerebbe che le due cose non fossero SEMPRE tra di loro connesse.
    Uno specialista che si rivolge ad un genitore dicendo che non posso andare neanche ad un supermercato con un figlio come il mio ,mi fa rabbia indipendentemente dalla diagnosi. Penso in auesto caso che sia proprio il neuropsichiatra ad avere pregiudizi prima di tutti gli altri. In quanto questa figura non l'ha neanche incontrato il bambino.
    Non sto facendo salti di gioia.. anzi intensificheremo le terapie . Ma bisogna pur inquadrare il paziente in una giusta dimensione. Ci vorrà molto tempo per mio figlio. E come hai detto tu dare il sostegno senza dare la possibilitá a mio figlio di cavarsela da solo al primo anno di materna mi sembra eccessivo.sono d'accordo con te pienamente perche se dovessi raccontare alle mamme dell'asilo che mio figlio ha la legge 104,e un comma di gravita come sarebbe visto? Diverso dagli altri.mi fa rabbia ti assicuro
  • Diagnosi spettro autistico basata solo sui test
    Sono contenta per te @stella82 che ti sei rasserenata, perchè la fiducia nelle capacità del proprio figlio è imprenscindibile per fare "bene" il genitore.
    Però vorrei anche cercare di spiegare che lo sprettro autistico come viene diagnosticato oggi non dice assolutamente nulla della "gravità" di un bimbo o della "prognosi" futura, ma purtroppo è rimasta "dentro" tutte le persone - pure dentro gli specialisti - l'immagine dell'autismo di un tempo - che era sempre accompagnato da un grave ritardo cognitivo e quasi nulla autonomia. Mi spiace e mi turba che "avere ritardo del linguaggio associato ad iperattività" sia SEMPRE considerato più lieve rispetto ad essere "autistici" perchè oramai ho capito stando qui dentro che ci sono molti autistici che non sono anche disabili ma hanno solo una mente che funziona in modo diverso. Finchè le cose stanno così, rimane poi obbligatorio "nascondere" la diagnosi di un bimbo in maniera che gli venga permesso di fare tutte le esperienze comuni, altrimenti questo pregiudicherebbe molto la sua crescita (mi riferisco ad essere invitato a casa di amichetti - dove oramai alla sua età è comune rimanere senza la presenza dei genitori -, essere invitato ad uscire con gli amichetti e i loro genitori, essere invitato a fare un pigiama party, frequentare un normale corso di sport, essere giudicato a scuola con lo stesso metro di tutti gli altri); inoltre ci tengo a precisare che essere autistici non comporta automaticamente avere la necessità di un sostegno scolastico (anche se pure qui ci sono un sacco di pregiudizi e purtroppo sono convinta che se comunichi la diagnosi alla scuola poi ti ritrovi a subire forti pressioni per la richiesta del sostegno anche di fronte ad un bimbo che non ha problemi di apprendimento e il cui comportamento è allineato a quello degli altri). Detto questo, dopo tutto quello che ho letto, sono consapevole che mio figlio è AUTISTICO, però non sono tanto d'accordo nel considerarlo DISABILE e mi piacerebbe che le due cose non fossero SEMPRE tra di loro connesse.
  • Help! Visita Medicina del Lavoro!
    Si, @Cyrano, abbiamo parlato dell'Asperger, e mi hanno dato un appuntamento per vedere uno psichiatra a fine luglio.
    Mi hanno rassicurata dicendomi che nessuno verrebbe a sapere nel mio ambito lavorativo se non sono io a dirlo (non ci credo, però).
    Ho chiesto se posso esimermi da fare ulteriori visite e mi hanno detto di si, ma le cose ovviamente non cambierebbero in questo modo in termini di carichi di lavoro, ecc....
    Il punto però è che ho percepito nelle loro parole il timore che io possa per il mio stato danneggiare in qualche modo una certa tipologia di pazienti, l'attività precedente era rivolta ai pz pediatrici, e ho spiegato bene che il burn out che ho avuto è stato proprio perché, per carenze varie di organico e per carichi di lavoro troppo intensi, con una collega che oltre
    a remarmi contro faceva degli errori madornali che correggevo quando non c'era, capivo che non era possibile dare il 100% a pz che per la loro fragilità e complessità di patologia dovevano avere il 100%.
    Il burn out è stato per proteggerli, non per danneggiarli.
    Chiaro che potrei di nuovo occuparmi di loro in un ambiente favorevole, l'ho fatto per 6 anni , apprezzata da tutti, medici e genitori, andavo all'estero due volte l'anno per congressi interamente in lingua inglese,....invidie, gelosie,....e ora la dannata idea di questi della MdL che io non sia in grado di farlo.
    Come se per loro Asperger volesse dire Pericolo.
    Non me l'hanno detto espressamente, ma l'ho intuito dal tono della loro voce insieme ai loro tanti sorrisi.
    Purtroppo siamo lontani dal cambiare l'ambiente di lavoro a misura di Asperger.
    O cambio io, ho seguito un corso di terapia cognitivo comportamentale per la gestione delle emozioni ma è troppo difficile (soprattutto in un ambiente di m...a come quello ospedaliero) o devo abbassare la testa e far prevalere la loro idea di disabilità a compiere un lavoro.
  • L'intelligenza viene data dai geni o è una questione di impegno?
    Stavo ragionando sul fatto che, se uno non ha empatia cognitiva, non è colpa sua se non c'è nato, quindi non può essere deriso per questo; mentre se uno è stupido, hai il diritto di ridicolizzarlo perché il cervello ce l'hanno tutti e lo sforzo di usarlo lo puoi fare benissimo. Poi però mi è venuto un dubbio: e se l'intelligenza fosse una questione di genetica come l'empatia cognitiva?
    Se fosse così, ridicolizzare uno stupido è come ridicolizzare un asperger per non avere abilità sociali. Il disprezzo verso di loro sarebbe giusto tanto quanto il disprezzo riservato a noi nel corso dei nostri rapporti con gli altri.
    Che ne pensate?
    Credo che ci si dovrebbe liberare dal senso di colpa ed in genere e dal sentirsi autorizzati dal deridere il prossimo, a prescondere dal fatto che la sua condizione sia innata, acquisita o desiderata.
    Detto questo entrando nel dettaglio empatia, sarebbe opportuno domandarci il motivo per cui è preferibile non essere stupidi e non avere empatia cognitiva, da cui segue che se l'implementazione di queste condizioni ci sono utili, in funzione del fatto che ol cervello ha una percentuale di plasticità, alcune aaree di abilità si possono migliorare.
    In una precedente discussione ad esempio emergeva che il q.i può aumentare, opportunamente stimolato, anche di 15 punti.
    Quindi cercare il miglioramento non per sfuggire al senso di colpa, ma per un proprio vantaggio.
    Aggiungerei che non è coerente la imputazione di mancanza di empatia cognitiva, in quanto non mi risulta che i test siano effettuati nel "pratico" ma sono autopercepiti, per cui se un soggetto fosse particolarmente critico potrebbe alterare i risultati a suo sfavore, viceversa un individuo particolarmente superficiale ed indulgente con sé stesso, potrebbe risultare nei test ma non nella vita pratica più empatico di uno empatico nei fatti.
  • L'intelligenza viene data dai geni o è una questione di impegno?
    Stavo ragionando sul fatto che, se uno non ha empatia cognitiva, non è colpa sua se non c'è nato, quindi non può essere deriso per questo; mentre se uno è stupido, hai il diritto di ridicolizzarlo perché il cervello ce l'hanno tutti e lo sforzo di usarlo lo puoi fare benissimo. Poi però mi è venuto un dubbio: e se l'intelligenza fosse una questione di genetica come l'empatia cognitiva?
    Se fosse così, ridicolizzare uno stupido è come ridicolizzare un asperger per non avere abilità sociali. Il disprezzo verso di loro sarebbe giusto tanto quanto il disprezzo riservato a noi nel corso dei nostri rapporti con gli altri.
    Che ne pensate?
  • Università, sessione d'esami, sostenetimi
    Ciao a tutti.
      Io nel corso della settimana prossima dovrei, si spera, sostenere due materie universitarie, ossia analisi matematica e programmazione col linguaggio c della facoltà d'informatica. Io non so bene cosa chiedervi, quindi pensavo a dei consigli generali su come si studia e come voi avete studiato, per passare poi a domande più dirette ai problemi che sorgono. Qualcuno vuole aiutarmi?
    Scusa una domanda ma da quale liceo provieni?
  • Università, sessione d'esami, sostenetimi
    Ciao a tutti.
      Io nel corso della settimana prossima dovrei, si spera, sostenere due materie universitarie, ossia analisi matematica e programmazione col linguaggio c della facoltà d'informatica. Io non so bene cosa chiedervi, quindi pensavo a dei consigli generali su come si studia e come voi avete studiato, per passare poi a domande più dirette ai problemi che sorgono. Qualcuno vuole aiutarmi?
  • Wikipedia si è auto-oscurata
    @Blind l'ignoranza non e' una giustificazione, e neppure un'attenuante, e di questi tempi viene troppo tollerata.
    Personalmente sono abbastanza stanco di leggere opinionisti e fake news. La storia insegna che la censura sulle cose ritenute realmente importanti, nel corso della storia, non e' mai stata un reale ostacolo per l'espressione. Se viene messo un limite alla spazzatura pubblicata in rete, io sono d'accordo.
  • Semplicemente eccomi
    Non ho capito bene la domanda, ma proverò a rispondere.
    è stata mia madre a notare che alle elementari avevo atteggiamenti un po' compulsivi e di isolamento, così decise di portarmi da una psicologa.(Nel corso della mia vita ne ho cambiati tanti). Ci sono state tante equipe di medici che hanno dato pareri diversi. Tra cui cito il ricovero che mi madre volle necessario per accertarsi che io fossi seriamente asperger, dove mi accompagnò alla Stella Maris di Pisa. Anche se il loro parere fu negativo all'ipotesi di asperger. Tuttavia precedentemente avevo fatto anche un test genitico positivo. In seguito uno psichiatra mi diagnosticò il ciclotimico, e l'anno scorso ho rifatto il test dell'autismo, quello con la storia delle rane. Con esito positivo. Di fatti, la mia terapeuta intende controbattere la diagnosi della stella maris. Spero di aver risposto alla tua domanda
  • Questo sono io
    Ciao a tutti,
    Con questo post proseguo il racconto della mia vicenda. Sono stato dal Dr. Moscone, con cui ho avuto un colloquio diagnostico. Come sapevo, sono Asperger. Dunque, benvenuto tra di voi!
    Mi dice il dottor Moscone che sono un aspie spirituale. Ora tutto torna! Pensavo di essere iposensoriale, invece anche grazie alla lettura di un libro preso presso la sede di Cuoremente Lab (Autismo e Spiritualità, Bogdashina) scopro di essere molto sensibile non sul piano dei sensi ma su quello cognitivo ed emozionale. Leggendo il testo sembra che io abbia un QS (quoziente spirituale) alto.(Esiste un altro QS in psicologia, che è il quoziente strategico, di cui sono carente al 100 %)Questa cosa la dico perché può essere utile a identificarmi, e nonostante la mia componente spirituale mi abbia sempre fatto soffrire. Una sensibilità così esasperata ti rende distante, ma soprattutto fragile.
    Sto pensando molto. La mia vita è stata un continuo occultare la mia natura. Ho sentito per molto tempo dentro di me le voci dei vecchi compagni di scuola ripetere giudizi contro chi dimostrava una nobiltà d’animo superiore:
    "Una sera, ho fatto sedere la Bellezza sulle mie ginocchia. – E l’ho trovata amara. – E l’ho insultata."
    Sto davvero rimettendo insieme i tasselli del puzzle della mia esperienza: in un libro di Guedjieff, il Nunzio del bene venturo, si parla di questa necessità dell’autore di comportarsi in modo disarmante e volgare per allontanare le persone da se. Io ho sempre sentito pressante il peso della mia diversità che ho nascosto per timore di essere emarginato e deriso.
    Capisco che ci sono pregiudizi verso alcune componenti della mia vita. Ultimamente sfoglio la Bibbia. Una persona NT(che strano usare apertamente questa parola tipica di una cultura di cui farò parte, da ora in poi!) mi crederebbe un bigotto, un chierichetto. Ma la mia forza è il mio pensiero che può andare dove vuole, anche dove non è più culturalmente accettabile. La Bibbia è un insieme di libri molto profondi e importanti per la propria evoluzione. È vero, c’è un po’ di vecchiume imbarazzante, ma leggere il Qoelet o come sto facendo ultimamente, La Sapienza, è un esperienza inappagabile! Ci trovo tanta poesia e tanta verità.
    Ma ho un continuo timore di venire giudicato, chissà quante volte l’avrò detto.
    Del resto, io voglio essere una persona completa, e non voglio negarmi niente.
    Non è che ora leggo la Bibbia e lascio stare i testi esoterici, o piuttosto leggo testi importanti e mi nego il piacere di una lettura facile, se dovesse capitare, o volessi rilassarmi.
    Ma sto divagando. Questo era per dire: io sono una persona talmente buona e spirituale(Si, il principe Myskin,proprio) che è stata costretta a cercare di diventare volgare(ma intendo nel senso di adesione al comportamento e al linguaggio popolare più che volgarità oggettiva, che comunque a volte ho avuta, con chissà quali effetti ridicoli)per farsi accettare dagli altri. Voglio però smettere di soffrire. Certo, non sono che grato per tutta la sofferenza che ho provata, perché mi ha aiutato ad essere qui, e a diventare più profondo-però direi che è ora di finirla.
    (Oddio, io vedo il bello dappertutto, quindi potrei allo stesso tempo essere volgare e spirituale-ma anche perché non credo che qualcuno sarà così bello da falso quanto potrebbe esserlo da quello che è originalmente,preferirei di no, ma come faccio a stare al mondo ed esporre quello che a occhi di altri mi renderebbe fragile?)
    Mi diceva il dottor Moscone che sto lavorando troppo per diventare come gli altri. Durante la visita mi è capitato di comportarmi in modo direi molto autistico, e forse perché sono uscito dai miei punti di riferimento quotidiani. Avevo delle cose da dire e non le ho dette. Volevo parlare e mi era difficile trovare le parole; ero impacciato. È così che mi sento nel mondo:come un insetto a cui hanno tolto le antenne e ha perso i punti di riferimento.
    Io voglio diventare una persona bella e comportarmi in questo modo mi rende ridicolo. Voglio che ogni mia manifestazione risponda a un linea estetica che rappresenti forza e unione con se stessi, centralità, energia, equilibrio. Non mi piace essere uno di quegli Asperger che fanno tutti quei gesti strani con le mani e sbattono contro gli oggetti.
    ±
    Leggo in un sito che dà risposte a quesiti su questioni di giudaismo(religione che apprezzo tanto da aver chiamato la mia gatta Sheckinah) che le persone autistiche si trovano a un livello di connessione maggiore con la divinità.
    Sarebbe bello. C’è anche chi dice che i tre chakra che mi collegherebbero alla dimensione terrena sarebbero uniti. Ovviamente non credo facilmente a quello che dicono i new age o a quelli che devono nascondere un aspie con un indaco...comunque è interessante lo stesso.
    Chissà ora qual’è non il mio scopo ma il mio ruolo "energetico" in questa vita.
    ±
    Ricordo bene il sentimento di illuminazione che provavo vedendo alcuni film i cui protagonisti manifestavano comportamenti autistici e strani e capacità mentali sopra la media come A beautiful mind e Sherlock, la serie tv britannica. E la dolcezza di film quali Il favoloso mondo di Amélie. Ora mi spiego tutto...è come se da sempre io avessi avuto il sospetto di questa parte di me. È come se da un passo all’altro io fossi stato accompagnato verso l’identificazione e la coscienza di me che ho in questo momento. Sento come se ci fosse in me una parte più avanzata che vuole uscire alla coscienza, andare verso una luce sempre più luminosa e che mi ha mostrato i pensieri e le modalità per evolversi e manifestarsi pienamente in un tempo a venire.
    Così: la spiritualità che io ho ora non aveva i dati per esprimersi prima che io leggessi certi libri, venissi in contatto con certi pensieri che ho sentito veri e che ho tentato di attuare.
    Scrivo questo perché sicuramente ci sono Aspie più spirituali di me(quelli che chiamano bambini indaco-e che sono spirituali da bambini!) Io lo sono diventato grazie a un percorso.
    Nel mio dialogo interno continuo a definirmi "spiritualizzato" che è un termine dispregiativo che indica la mia capacità di vedere al lato spirituale della vita e alla bellezza e al silenzio, ma non di vivere le basi della dimensione quotidiana.
    Nel mio sistema l’equilibrio è importante.
    "Spirituale" , che è una parola molto forte, per me dovrebbe rappresentare una persona che oltre ad avere la bellezza nella mente dovrebbe esprimerla anche con il corpo. In una situazione di disequilibrio non c’è completezza, non c’è bellezza. E soprattutto, non si può essere spirituali se non si fa qualcosa per la propria comunità-ecco perché sento il bisogno di migliorare.
    Per ora nel mio piccolo, ho espresso questa cosa sorridendo spesso, nel mio dovermi rapportare alle persone. Mi piaceva, fino a prima di sapermi Asperger, sorridere ai clienti che dovevo incontrare. Lo facevo perché pensavo:viviamo in un mondo grigio, e la tristezza é un sentimento ormai comune perché è uno dei fondamenti del capitalismo.
    È importante essere una persona che trasmetta positività. Io sorridevo anche per me, per aumentare il mio livello di serotonina che avrebbe avuto tanti vantaggi sul mio sistema nervoso e siccome i nostri corpi sono strutturati nello stesso modo io avrei scatenato una reazione chimica in loro e in tal modo li avrei aiutati a stare meglio.
    ±
    Che ossessività, certi pensieri.
    Ma soprattutto, che odio verso me stesso...che candore insopportabile dimostro con certi pensieri-che pensieri immaturi, da ragazzino,da angioletto.
    Adesso che so di essere Asperger e mi rendo pienamente conto di come le persone mi avranno visto questi due anni di lavoro, è ovvio che non voglio più sorridere in modo così aperto, così buono.
    Non voglio essere crudele con la frase che scriverò di seguito. Ma io ora so che l’unico mio modo di comunicare realmente è con la scrittura, che per me è una questione di vita o di morte, é come un atto sacro di creazione, e devo usare le parole giuste, quelle che comunichino esattamente il mio pensiero e dunque la mia anima. (Oddio, quanto suona esagerato e di cattivo gusto. Ma non sto affermando di scrivere bene. Solo di fare del mio meglio. Perché più scrivo intensamente meglio esprimo il vero me stesso e la mia vera anima)
    Almeno su questo forum permettetemi di essere libero. La frase è questa:
    -Non voglio più sorridere come un handicappato.
    Spero che non ci siano problemi a scrivere handicappato, anche considerando lo sarei io stesso, portatore di un handicap nascosto.
    Ma l’handicappato che scrivo qui è riferito all’immagine che ho in mente, che è pensata da un Nt: una persona con poca coscienza e nessuna capacità di auto rappresentazione, con un aspetto tonto/ebete.
    ±
    Vivo una vita pericolosa:faccio il cameriere! Esatto. Immaginate un Aspie che fa il cameriere.
    Ok. Mi fa soffrire tanto questo lavoro. Ma vogliamo mettere tra qualche anno quello che potrò dire di me stesso! Quello che faccio io è come per l’NT andare in guerra ogni giorno. Cioè tecnicamente una stupidaggine, che porterebbe sicuramente a disturbo da stress post traumatico-"ma almeno fai esperienza!"
    Ma ho trovato...sapere della mia diversità mi ha aiutato a trovare i miei punti di forza...
    Intanto a ottobre vorrei cominciare un corso per diventare correttore di bozze.
    In un curriculum vorrò mettere quella foto che trovate su internet scrivendo Asperger Brain in cui si vedono le zone del cervello Asperger attivate in confronto a quelle dell’Nt. Diventerei un correttore di bozze geniale! (Almeno allo stato di idea, è una buona idea, ma le mie capacita pratiche...)
    Già, per quanto possa essere difficile qui in Italia, non voglio stare nascosto come un topo. Vorrei unirmi a un eventuale movimento di pride.
    Comunque...già, non è maturo manifestare qualcosa che è segnato in un manuale sui disturbi mentali, vero?
    ±
    Ho avuto l’orale della maturità. Sono passato. Forse ho un po’ di Dunning-Kruger effect e non mi fidavo delle mie conoscenze-non sono per niente organizzato e ora ho l’ossessione dell’Asperger, ergo ho studiato poco.
    Quando ho finito sono venuti a congratularsi con me.
    È così che vedo la mia predisposizione al pensiero(è solo una teoria soggettiva): mentre l’NT vive di istinti e dunque ha l’istinto umano alla procreazione e al sesso io Asperger che non ho tanto istinto (o non ce l’ho affatto?) sono tutto teso alla mente e alla razionalità...la mia anima non è nel proseguimento della specie ma nell’incremento dell’intelligenza(in senso etimologico) e quando sono a contatto con la conoscenza sono come un sultano che entra nell’harem:tale è la mia frenesia.
    È come se fossi il componente di una società quasi scomparsa in cui si gode nell’accumulare nozioni e formulare idee e pensieri.
    Ma non è una cosa oziosa, una perdita di tempo. Pensare è esattamente come viaggiare. Forse perché pensando vedo, è davvero andare in ogni luogo che mi venga descritto e incontrare tutti i personaggi di cui i romanzi mi raccontano -é vivere l’epica di Descartes quando decide che l’unica cosa di cui può essere certo è il proprio pensiero...tra il mio pensare e me non c’è separazione. Accumulare nozioni è esattamente espandere la coscienza, più nozioni ho più la mia idea del mondo è vasta e più mi sento espanso. Sento davvero con il corpo i miei limiti mentali che crollano (È così che si spiega il piacere della verità?). Con le idee che ho invece sto oggettivamente generando come una madre un figlio, avere idee è il mio modo di essere vivo.
    Come se gli altri per essere appagati fanno sesso e figli, io devo avere idee. Quando parlo di qualcosa che ho studiato è come se dimostrassi lo stesso amore che una madre prova verso i figli. È per questo che osno andato tanto bene, penso.
    ±
    È stata una settimana fondamentale. Potrei benissimo dire che dopo questa settimana la mia vita non sarà più la stessa. Mercoledì ho saputo di essere Asperger. Sabato ho finito le superiori. Ora vorrei solo lasciare il lavoro. Perché si, va bene, la sofferenza aiuta tanto ma ora quello che dovevo soffrire l’ho sofferto. Ho sviluppato quello che dovevo sviluppare. Ora voglio usare le mie energie non per sembrare normale, ma per fare quello per cui il mio cervello è adatto...
    Mi piacciono i cambiamenti epocali. Se oltre alla scoperta su me stesso, al conseguimento di un titolo di studio, potessi avere anche la libertà dal luogo dove vivo e dal lavoro che svolgo questo momento sarebbe esteticamente perfetto.
    ±
    Da quando ho la diagnosi positiva sto manifestando molto di più il mio essere autistico.
    Rispetto a prima, ora non mi va più di fingere. Vorrei davvero che le mie energie mentali venissero usate per me stesso piuttosto che per apparire normale.
    Niente: ora sembrerò davvero handicappato al lavoro. Si, mi è capitato di non rispondere a una persona che mi ha ferito-c’è davvero chi pensa che perché faccio il cameriere possa usarmi per aumentare il proprio valore sociale agli occhi del gruppo da cui è accompagnato.
    E non posso nemmeno rispondere in modo da farlo vergognare perché ho il dovere di essere professionale...chiamiamolo pure doppio legame stritolante.
    ±
    C’è stato un momento, tra febbraio e marzo, in cui è come se fossi uscito dal mio autismo. Questo per diversi motivi, tra cui una maggiore energia mentale che stavo incrementando attraverso l’uso di onde alpha. Ricorrevo allo stato alpha all’incirca un’ora al giorno, ripartita in tre sessioni di 20 minuti, e avevo il desiderio profondo di diventare una persona completa e senza quei problemi che mi portavo dietro da anni.
    Uscire dal mio autismo significa che mi ero sforzato per diventare una persona estroversa. E ci stavo riuscendo. Le persone erano sorprese di me, la mia trasformazione era evidente ed era avvenuta in giorni. Questo stato è durato chissà sino a quale avvenimento che ha fatto crollare il mio progetto.
    Immagino che se sei un aspie, puoi riuscire a fingere estroversione e desiderio di conoscenza verso gli altri, ma questo finché non sarai sotto shutdown e dovrai andare a lavoro e mostrarti a tutte quelle persone con il tuo handicap così evidente. Rispetto a quello che ho dimostrato mesi fa, ora sembro lobotomizzato, per il mio atteggiamento e comportamento. Mi sembra di avere perso molto, comunque. Per me sapere di essere Asperger è come sempre una scusa per fare un lavoro su me stesso, ora ovviamente più mirato. Ritengo che io debba vivere uno sviluppo pieno e non mi fermerò qui. Userò il mio lavoro, finché dura, come un addestramento riservato a pochi Asperger. Prima di cominciare, ogni volta mi basterà rendermi conto di voler giocare. Finché avrò questo pensiero cercherò di giocare ai massimi livelli. Per quanto io dovrò mentire alle persone che verrano in contatto con me, a cui dimostrerò un interesse che non ho, considero questa una sfida per la mia mente, e voglio vincere.
    ±
    Leggo, leggo, leggo la Bogdashina...parole come:realtà senza filtri, maggiore comprensione, pensiero per immagini. Mi scappa qualche lacrimuccia. Quanto sono fortunato! È inammissibile avere questa grande FORTUNA. Proprio io! Se esiste un karma devo essermi comportato in modo ineccepibile per avere questa fortuna. Devo al più presto vedere nella mia vita passata. E pensare che i primi giorni che prendevo in considerazione l’ipotesi ci stavo male perché "Autismo", quanto suona handicap.
    Faccio voto di non farmi mai mettere nei registri della ASL. Essere autistici è tutto il contrario di essere handicappati.
    Tutta la sofferenza che ho provata e ancora proverò ogni giorno per chissà quanti mesi ancora(e no, non sono masochista a pensarci ma amo la verità) se è questo il prezzo per avere quello che ho, ben venga.
    Dovrei scriverci un libro:autistici e integrati. L’integrato nt è uno che subisce ogni giorno dei compromessi, l’autistico è realmente puro. (Anche se entrambi devono fare un percorso di raffinazione)
    Si, ho dei problemi con le persone, non ho mai amato una donna ma sono stato innamorato di tutto-e quando amerò amerò davvero la persona piuttosto che il corpo...e amerò con tutte le mie forze, con tutta l’anima.
    ±
    È come se avessi camminato nel territorio di una mappa del tesoro creata da un sadico, che non riportava indicazioni, né un punto di partenza, né il percorso o l’arrivo, il tesoro: ora, dopo travagliate ricerche, lo intravedo, sotterrato da uno spesso strato di terra in questa foresta. Voglio scavare.
    Voglio imparare a usare i doni del mio cervello autistico. C’è un topic che tratti di questa cosa?
    ±
    Sono di Latina. Mettetemi nelle liste di incontri per la regione Lazio. Voglio esserci!
    ±
    Ringrazio chi ha letto.
    Buona vita.
Dona il 5x1000 a Spazio Asperger ONLUS. Codice Fiscale: 97690370586