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  • Approfondimento riguardante Asperger al femminile oppure Asperger e DCA?
    Buongiorno a tutti, sono studentessa magistrale di psicologia, nonché persona con caratteristiche rientranti nello spettro. Sto frequentando un corso di Psicologia della cognizione sociale molto interessante per il quale ho l'opportunità di stilare una tesina di approfondimento a mia scelta. Ebbene, il mio intento sarebbe approfondire uno dei due argomenti riportati nel titolo mediante articoli scientifici. Ho però un dubbio: esistono articoli scientifici riguardanti almeno uno dei due argomenti (Asperger al femminile e Asperger e Disturbi del Comportamento Alimentare)? Se la risposta fosse affermativa, sapreste suggerirmi dove trovarli, per favore?

  • Mente logorata
    Salve a tutti (di nuovo), è da un bel po' che non scrivo, sono stato molto impegnato tra università e visite psilogiche/psichiatriche. Sono stato abbastanza sfortunato con gli psichiatri, ma da un lato me lo aspettavo, perché non erano specialisti, e quindi, come al solito, mi sono dovuto sorbire sempre le solite cose, sempre la solita seccatura. La cosa che più mi da fastidio è che non analizzano la mia persona a 360° ma convogliano tutto, e dico tutto su un aspetto anche se non c'entra nulla per giustificarsi un po' come in biologia dove il regno dei protisti funge letteralmente da "cestino" di altre specie, per raggrupparli. Io sinceramente mi sono stancato a 21 anni di avere sempre la stessa storia trita e ritrita, sia da parte delle persone a me vicine, sia in ambito psicologico e psichiatrico, tutte le volte dirmi "si, hai molti tratti, ma non penso tu lo sia". Ma su che base? Adesso, io non voglio avere la diagnosi come trofeo da sbandierare, ma più che altro per capire e per togliermi un peso. Dico che ho sensibilità all'udito e ad altri sensi è mi accollano tutto come persona ipersensibile. Dico che ho problemi a cordinarmi, infatti non so andare neanche in bicicletta e a stento guido, perché non so come muovermi, e neanche viene calcolato questo mio pensiero. Dico che studio praticamente sempre il mondo animale e che ho una fissa per un animale chiamato becco a scarpa. Dico che ho problemi a capire gli altri e che reprimo le mie emozioni perché talvolta non riesco a comunicare. Avrei voluto dire tantissime cose, ma ero sottopressione ed ansioso nel corso della seduta e sapete che mi è stato detto? Che soffro di DOC (e fin qui ci può stare perché lo penso) e che praticamente tutte cose sono legate al DOC... ma stiamo scherzando!? Tutto praticamente addossato su questo aspetto, tutto cestinato lì, e tral'altro la più grande stupidaggine che ho dovuto sentire da parte dello psichiatra è che il mio documentarmi, il mio studiare gli animali in maniera esponenziale e legato al fatto che ho trasformato le mie emozioni represse, principalmente la rabbia, nello studio...io sono rimasto basito, mai sentita una boiata enorme di questo tipo, io studio gli animali perché sono la mia passione e mi rendono felice, sicuramente non per questo meccanismo cortorto detto da lui. Poi per quanto riguarda la questione contatto visivo, ho detto una miriade di volte che non riesco a sostenere lo sguardo degli altri perché oggettivamente mi fa strano e mi viene difficile, però ogni cristo di volta devo sentire sempre le solite baggianate, ovvero che "io non riesca a sostenerlo per paura inconscia" il che non è assolutamente vero,perché allora dovrei riuscire a sostenerlo con amici di cui ho piena fiducia, ma invece no, mi capita con tutti. Sinceramente mi sono molto stancato di perdere tempo con questa gente, a questo punto conviene farmi visitare da qualcuno specializzato nel settore, così saranno loro a dirmi si o no, e accetterò qualsiasi risposta, perché nei settori specifici, si studia tutto della persona, non qualche minuzia. Ah, tral'altro lo psichiatra in questione l'ho visto solo in una seduta e ha dato il suo giudizio solo in una seduta, c'è da dire che la psicoterapeuta che attualmente mi segue, aveva parlato della mia situazione con lui, ma da una seduta mi spiegate cosa si riesce a capire? Un bel niente. Ho detto che avevo fatto dei test su neuroscapes, tra cui il RAADS-R e neppure li ha visionati. In fine, come in parte avevo detto all'inizio, il suo giudizio è stato un DOC leggero. Perché ovviamente un doc leggero ti fa avere pensieri di autopersecuzione, problemi a capire gli altri, difficoltà nello studio, fissazione intensa su una passione e chi più ne ha più ne metta? Credo proprio di no. Mi sono sentito preso in giro sinceramente, parlava dell'autismo come una piaga, come un stigma e tral'altro mi disse anche una frase abbastanza dubbia che diceva: "non penso che da piccolo lo avevi", ma non è che chi nasce asperger, lo presenta solo da piccolo e poi scompare per magia, ma ci nasci e ci muori così. Davvero, provo un amarezza assurda, perché nessuno riesce a capirmi.
    P.S.: chiedo scusa per gli eventi errori grammaticali, ho scritto di getto
  • Prosieguo della mia piccola storia di quasi amore
    @Blue_Soul magari potresti intraprendere qualcosa di nuovo, in questo modo trasformeresti questa brutta situazione in un punto di rottura positivo.
    C'è qualcosa che ti piacerebbe fare? Non so, corso di pittura, recitazione, scrittura ecc...
  • Sindrome dell'impostore
    E' bello quello che hai scritto e sono contenta che tu ti stia sentendo così  :x
    Io forse, al contrario tuo (ma correggimi se sbaglio) non do importanza a quello che so fare, per me non è una ragione di vita, e sebbene io sia convintissima al 100% che crollerò all'improvviso, quando sarà chiaro che non sono capace, non mi pesa molto. In un certo senso trovo sia impossibile per me cambiare perché su questa questione non ci sto lavorando, l'ho sempre trascurata. Nel mio corso di programmazione ero l'unica a partire da 0 e sono arrivata tra gli unici 5 di 24 a riuscire a finirlo, e tra questi 5 sono l'unica che ha superato tutti i colloqui e che alla fine è stata mandata nell'azienda di IT migliore. Martedì comincio e ho davanti a me 10 giorni di prova. Io SO che in qualche modo fallirò. Chi mi dice che sono brava e ce la farò per me è una voce inesistente, e tra me e me penso "sì certo, per tenermi quelli devono aspettarsi NIENTE da me, perché non capisco niente e non sono abbastanza brava. Se le loro aspettative sono pari allo 0 allora mi terranno". E sento, davvero, che NULLA può cambiare questo modo di ragionare che ho. Ma contemporaneamente non mi sento una fallita per ciò, penso che sono altre le cose importanti nella vita, e che se dovessi crollare del tutto torno a casa a coltivare la terra.
  • Amicizia tra Asperger
    Il mio migliore amico è asperger... abbiamo un rapporto normalissimo, usciamo spesso a mangiare insieme ed al cinema, ovviamente da soli, non vuole essere immischiato in combricole e compagnie. Ci sentiamo regolarmente durante il corso della settimana.
    I silenzi a volte sono più "difficili" da gestire, ma basta trovare qualcosa su cui fare ironia. È un amico fedele, non tradirebbe mai un mio segreto o non farebbe mai nulla che mi faccia del male; problema che incontro con gli NT.
  • Il castello è crollato
    Eh si, @Door, è vero, qui ne abbiamo passate tutti tante.
    Per una vita ho reagito a tutto, quasi con furia, come in un duello interminabile durato decenni. Ma era un duello impari. Il mondo ha sempre qualcosa di nuovo con cui metterti in difficoltà, mentre tu hai te stesso e l’appoggio di qualcuno che ti vuole bene. Io ero arrivato, nel 2014, a essere un po’ allo stremo delle forze. Poi nel 2015 è arrivata la separazione in modo del tutto unilaterale e inaspettata. Ecco, quello è stato un bel crollo! A novembre stavo per buttarmi da una finestra. Un bravo psichiatra mi ha dato la cura giusta, il mio bravo psicologo mi ha dato il dialogo giusto di miei racconti e suoi suggerimenti, un’altra brava psichiatra, specialista in autismo, parimenti mi ha dato i suggerimenti giusti, ho ritrovato e mi sono parzialmente riconciliato con una famiglia dalla quale mi ero allontanato per l’inferno nel quale mi aveva cresciuto, qualche amico mi è stato molto vicino, a iniziare da Maurizio, che quella notte nella quale si è sentito descrivere la situazione, “non so, Maurizio, forse è meglio se mi butto dalla finestra, sai non ce la faccio più”, è corso da me e non se ne è andato via finché non è stato sicuro che arrivassi alla mattina.
    Da allora le energie non sono molto diverse, né, quando sto male, i pensieri. Allora posso chiamare Maurizio, a qualsiasi ora, lui mi parla, ragiona e mi parla ancora, finché non mi calmo. Ma ho anche qualche altra persona che mi aiuta, come Francesca e Simonetta, di un’associazione che si occupa di soggetti autistici, che un po’ frequento come “utente”, un po’ come collaboratore. Si, mi sono un po’ ripreso, ma la strada per stare meglio è lunga, e purtroppo mi è stato spiegato da tutti i miei dottori che non potrò mai stare veramente bene, perché sono soggetto a depressioni ricorrenti, dall’età di 8 anni, cosa che fa parte anche dell’invalidità che mi è stata riconosciuta.
    Tutto ciò che posso fare è affidarmi a chi mi vuole bene e stare il più distante possibile dal mondo.
  • mumble mumble

    [ Bentornata, @nicaria ]

    L’altra volta non ti ho detto che, fuori di qui, anche io tendo a sembrare “un soldato al fronte”, o una “fortezza in movimento”. 

    Ho vissuto a lungo nella condizione di dover stare sempre all’erta, per difendermi.

    Sto affrontando un’altra battaglia (interamente sulla difensiva), ma mi trovo ad alzare difese anche involontariamente, anche quando probabilmente non sono “necessarie”, anche in contesti che “niente” hanno a che fare con questa battaglia.


    Mi incuriosisce la tua “digievoluzione”.

    ♥ Ti auguro di vincerla presto.
    Siamo sulla stessa linea. E si sa, battaglie in corso o concluse, i campi intorno rimangono sempre pieni di fantasmi. E quelli metton più paura in tempi di pace che in tempi di guerra. Fantasmi a parte il mio nemico più duro al momento fa la ronda tra testa, bocca e mani e non mi permette di spiegarmi. Appena si distrae parlo anche di digievoluzioni.
    Che modo particolare di scrivere, con tantissimi a capo.
    É il tuo stile abituale?
    No veramente si è incolonnato così da solo e non ho capito perchè. Volevo sistemarlo ma non sopporto la scritta post edited
    :D
  • Meglio sesso o coccole?
    Qui non posso nemmeno scrivere cosa da maggiore piacere a me. Non ho mai sperimentato “il sesso” e nemmeno “le coccole”.

    Alcune volte ho percepito in me il desiderio “delle coccole”, nei confronti di specifiche persone e solo in alcuni momenti.

    Nel corso della mia vita, solo la presenza di lei ha provocato in me il desiderio “di fare sesso”, solo con lei ho desiderato farlo. A questo costante desiderio, ho opposto resistenza.

    Spero di non provare mai un desiderio così intenso nei confronti di qualcun altro. 
    Era una tortura e quando ci ripenso ancora sento un rimasuglio di quel desiderio. 
    Sono passati anni da quando “dovevo” vederla “giornalmente”. Non la vedo da molto tempo, ma persino questo rimasuglio di desiderio non lo sopporto facilmente.

  • Probiotici
    So che Stella Maris sta conducendo uno studio al riguardo , ma ancora in corso .
    Non sono usciti i risultati e nessuno dei NPI che ha visto io figlio ha mai nominato là possibilità di usarle
  • Spettro autistico e sport: stereotipi o...
    eccomi!

    come hai scritto, la goffagine non è mai passata: inciampo per strada almeno 1 volta a settimana.

    come bambino ho imparato ad andare in bicicletta solo a 10 anni, e a 12 anni nei test scolastici facevo i 100 metri in...20 secondi netti e non sapevo arrampicarmi sulla pertica e mai giocato al calcio. insomma rispetto ai coetanei una vera pipp... ahahah!

    poi a 13 mio padre che non ne poteva più mi ha iscritto ad un corso di Karate (Wado Ryu) e da lì tutto è cambiato:
    - col Karate ho continuato con il Go Gyu Ryu fino a 3° DAN, e anche grado di allenatore federale e istruttore (20 anni di pratica in totale)
    - ho la patente nautica d'altura
    - so andare in windsurf, su derive e catamarani
    - ho praticato pattinaggio di velocità e slalom
    - ho la patente A di equitazione
    - ho praticato altre arti marziali come compendio al Karate
    - scio anche sulle piste nere
    - ho imparato ad andare sullo snowboard
    - tutt'ora vado a nuoto 2 volte a settimana con una media di 40 vasche all'ora

    non pratico più sport troppo energici oltre al nuoto solo perché ho un menisco distrutto! :(

    quindi se si ha passione ma anche bisognio di scaricare l'energia, l'idea è che sia solo uno stereotipo.

  • Spettro autistico e sport: stereotipi o...
    Negli ultimi anni, giusto per muovermi un pochino, mi sono arrangiata a periodi (assolutamente random) con passeggiate, qualche esercizietto a casa (addominali, pesi, cyclette) o qualche corso di aquagym.
    Ho provato a correre, ma mi sento ridicola.

    Nel periodo scolastico le ore di educazione fisica sono sempre state una vera e propria sofferenza.
    Ricordo con piacere solo qualche attività delle elementari (percorsi, palla prigioniera, simil-baseball) o i momenti tipo corsa di riscaldamento/stretching (perchè si poteva chiacchierare o auto-regolarsi un po' di più).

    Mi sono sempre vergognata tantissimo nel fare esercizi quali salto in alto, salto in lungo, salto della cavallina, corsa di velocità, corsa a ostacoli, lancio della pallina, e così via. Ero sempre l'ultima per risultati ottenuti (eh sì, perchè il tutto veniva misurato e monitorato! Così tanto per non mortificare la gente).

    Dei giochi di squadra ad inseguire una palla non me ne è mai potuto fregare di meno e non li ho mai capiti. Vincere? Chisseneimportava.

    Correvo da una parte all'altra del campo "a seconda della corrente". Umiliantissimo il momento in cui si facevano le squadre: sempre lasciata per ultima (tranne quando capitava che a far le squadre fosse qualche "collega" altrettanto scarsa e disinteressata alla ginnastica, che mi chiamava per amicizia).
    La pallavolo la trovavo particolarmente ostica, perchè, se ad esempio nel calcio bastava mischiarsi nella folla e andare di qua e di là, nel volleyball si era più sotto ai riflettori se si sbagliava... Mi facevano anche paura i tiri violenti di certi compagni maschi, che ti facevano venire i polsi viola...

    [Col senno di poi mi dico che poteva essere la giusta nemesi di chi, bravissimo negli sport, arrancava con tutte le altre materie >:)]

    Mi capita fin da piccola di sbattere spesso negli spigoli o toccare di striscio i muri... Ho sempre addebitato la cosa a distrazione, pigrizia (perchè spostarsi 1 cm più in là quando ormai si è presa una certa traiettoria?), incapacità di calcolare il mio "spazio". Ora anche questo si aggiunge alla lista degli indizi che mi avvicinano agli "spettrali" (adoro questo termine, lo adotterò!).

    Ah, ho imparato a nuotare molto tardi. Solo con un goffo stile rana, per poco, dove si tocca. Ho un po' paura dell'acqua. 
  • Paura che la sindrome peggiori
    Prova a non pensare che sia la sindrome di asperger a peggiorare le cose. Prova a togliere l’asperger dai problemi che hai elencato.
    Ciò che può far cambiare le situazioni (a volte), è COME le guardiamo .
    Prova a rileggere ciò che hai scritto, senza la prima parte. Prova a leggerlo come se l’avesse scritto qualcun altro:
    - non ricordo PRECISAMENTE le battute al corso di teatro
    Possibile risposta: stiamo alla seconda lezione di quest'anno > devo darmi tempo, ho solo bisogno di ripassare di più le battute
    - a volte mi distraggo, non riesco a capire bene le frasi
    Possibile risposta: sono gli altri a mangiarsi le parole > quando avremo imparato tutti meglio le nostre battute poi sarà più facile capire dove siamo arrivati e stare “sul pezzo”, perché sarà tutto un po’ più fluido
    - tendo ad essere impaziente
    - una notizia "negativa" che mi colpisce mi fa star male tutta la giornata
    Possibile risposta: potrebbe essere un periodo stressante, in cui sono particolarmente stanca, e quindi suscettibile > forse ho bisogno di trovare un modo di scaricare lo stress, forse facendo qualcosa che mi piace e che sia rilassante
    - A VOLTE nel tempo libero non ho proprio voglia di uscire di casa
    Possibile risposta: capita di non aver voglia di uscire, anche se ci farebbe bene. A volte va bene assecondare, perché così ricarichiamo le pile.
    -faccio sempre la solita routine
    Possibile risposta: cosa posso fare per cambiare questa routine? A volte basta un piccolo cambiamento.
    A volte cambiare punto di vista ti permette di vedere i problemi in maniera diversa. Invece di pensare che è un unico problema, che è un qualcosa su cui non puoi avere controllo (asperger) a “peggiorare” le cose (a creare i problemi), prendi il singolo problema e prova a vedere come poter risolverlo/migliorare.
    Se individui le singole difficoltà diventa più facile affrontarle, ti senti meno sopraffatta.
    (spero di non essere stata riduttiva, non voglio sminuire il tuo malessere)
  • Paura che la sindrome peggiori
    A volte ho questo timore, che la sindrome di Asperger peggiori il mio comportamento, facendomi apparire come "lo scemo del villaggio".

    Per esempio non ricordo precisamente le battute al corso di teatro (anche se stiamo già alla seconda lezione di quest'anno) , a volte mi distraggo e la mia attenzione "sfarfalla", non riesco a capire bene le frasi (anche se sono gli altri a mangiarsi le parole), tendo ad essere impaziente, una notizia "negativa" (o un post "negativo" su facebook) che mi colpisce mi fa star male tutta la giornata (o quasi), a volte nel tempo libero non ho proprio voglia di uscire di casa, faccio sempre la solita routine.

    Che fare?

    Scusate lo sfogo.
  • domanda sulle donne e sul femminismo
    @Lupa non mi sono spiegato bene: non commento nemmeno il femminismo separatista. Io sto criticando il femminismo intersezionale (tanto che quello separatista va anche al di là delle mie critiche) perchè, pur proponendosi come risolutore (o potenziale risolutore) anche di tematiche che discriminano gli uomini, generalmente se ne occupano solo in modo parziale. il messaggio che ho postato oggi pomeriggio spiega bene quale sia, secondo me, la differenza tra quali discriminazioni desiderano combattere e quali no. Il mantra piuttosto ignorante che circola tra i detrattori del femminismo è pressappoco "le femministe vogliono la parità dei sessi solo quando non devono rinunciare ai loro privilegi". E malgrado sia una becera semplificazione, un grossolano travisamento e un modo per gettare fango sul femminismo (cosa che io non condivido affatto, lo dico per l'ennesima volta), trovo che abbia un grosso fondo di verità.

    Il web pullula di commenti spesso pacati e onesti intellettualmente, senza misoginia malcelata, in cui si chiede alle femministe perchè non si preoccupino di certe problematiche tendenzialmente maschili. Porto sempre l'esempio dell'affidamento dei figli (in quanto ritengo tendenzialmente assai matricentriche le decisioni dei giudici), che nei canali youtube femministi, nei blog femministi ecc. è spesso e volentieri descritto in modo tranquillo e preciso da uomini che commentano i video o gli articoli del caso. Le autrici (o più raramente, gli autori) del video di turno rispondono a tanti commenti in cui si plaude alla cogenza con cui le discriminazioni femminili sono affrontate nel loro video; ma sorvolano completamente sui commenti scritti da uomini in merito a discriminazioni maschili (trattate da tali uomini senza sessismo, ripeto), fondamentalmente fregandosene. Hanno una parola per ogni commentatore, tranne per chi le (o li) mette davanti all'evitamento delle questioni meno "comode" per le donne ma, al tempo stesso, parimenti essenziali (secondo me) per il raggiungimento di un equilibrio reale tra i due sessi. Ecco, io è in questo che vedo ipocrisia da parte di quasi tutti/e i/le militanti del femminismo.

    Per concludere: ho detto varie volte qui sul forum che non sono MRA e non mi interessa esserlo. Non ho l'intento di far rivalutare a qualcuno l'operato degli MRA. Non ho in simpatia i movimenti per i diritti maschili.
    Comprendo meglio cosa vuoi dire.
    Posto che all'interno di un movimento difficilmente troverai un pensiero unico (di sicuro non all'interno dei movimenti femministi), interpreto l'intersezionalità dei movimenti femministi come accoglienza e alleanza più che un volersi fare carico di tutti i problemi delle varie identità sociali.
    Per quanto riguarda poi il web e quali tematiche vengono affrontate dalle femministe e quali ignorate credo sia impossibile fare una generalizzazione: troverai persone aperte al dialogo, altre interessate solo alla visibilità dei temi che stanno trattando, altre ancora che boh, sembrano lì per caso.
  • domanda sulle donne e sul femminismo
    @Antares e non è una cosa analoga all'identificare i movimenti femministi con il pensiero veterofemminista? Il linguaggio "contro" e "anti" non porta da nessuna parte. Se davvero il fulcro del tuo discorso è mostrare la parte inclusiva e evolutiva dei movimenti MRA perché non scrivere a favore di questi anziché contro un ipotetico femminismo separatista?
    @Lupa non mi sono spiegato bene: non commento nemmeno il femminismo separatista. Io sto criticando il femminismo intersezionale (tanto che quello separatista va anche al di là delle mie critiche) perchè, pur proponendosi come risolutore (o potenziale risolutore) anche di tematiche che discriminano gli uomini, generalmente se ne occupano solo in modo parziale. il messaggio che ho postato oggi pomeriggio spiega bene quale sia, secondo me, la differenza tra quali discriminazioni desiderano combattere e quali no. Il mantra piuttosto ignorante che circola tra i detrattori del femminismo è pressappoco "le femministe vogliono la parità dei sessi solo quando non devono rinunciare ai loro privilegi". E malgrado sia una becera semplificazione, un grossolano travisamento e un modo per gettare fango sul femminismo (cosa che io non condivido affatto, lo dico per l'ennesima volta), trovo che abbia un grosso fondo di verità.

    Il web pullula di commenti spesso pacati e onesti intellettualmente, senza misoginia malcelata, in cui si chiede alle femministe perchè non si preoccupino di certe problematiche tendenzialmente maschili. Porto sempre l'esempio dell'affidamento dei figli (in quanto ritengo tendenzialmente assai matricentriche le decisioni dei giudici), che nei canali youtube femministi, nei blog femministi ecc. è spesso e volentieri descritto in modo tranquillo e preciso da uomini che commentano i video o gli articoli del caso. Le autrici (o più raramente, gli autori) del video di turno rispondono a tanti commenti in cui si plaude alla cogenza con cui le discriminazioni femminili sono affrontate nel loro video; ma sorvolano completamente sui commenti scritti da uomini in merito a discriminazioni maschili non trattate nel video (e descritte nei commenti da tali uomini senza sessismo, ripeto), fondamentalmente fregandosene. Hanno una parola per ogni commentatore, tranne per chi le (o li) mette davanti all'evitamento delle questioni meno "comode" per le donne ma, al tempo stesso, parimenti essenziali (secondo me) per il raggiungimento di un equilibrio reale tra i due sessi. Ecco, io è in questo che vedo ipocrisia da parte di quasi tutti/e i/le militanti del femminismo.

    Per concludere: ho detto varie volte qui sul forum che non sono MRA e non mi interessa esserlo. Non ho l'intento di far rivalutare a qualcuno l'operato degli MRA. Non ho in simpatia i movimenti per i diritti maschili.

  • domanda sulle donne e sul femminismo
    @Martika grazie per la tua risposta, credo che la tua frase finale si presti a svariate interpretazioni: se vorrai potrai spiegare meglio in cosa consistano queste difficoltà nei rapporti socio-relazionali tra uomini e donne, mi farebbe piacere. :)
  • domanda sulle donne e sul femminismo
    @Antares e non è una cosa analoga all'identificare i movimenti femministi con il pensiero veterofemminista? Il linguaggio "contro" e "anti" non porta da nessuna parte. Se davvero il fulcro del tuo discorso è mostrare la parte inclusiva e evolutiva dei movimenti MRA perché non scrivere a favore di questi anziché contro un ipotetico femminismo separatista?
    @Lupa non mi sono spiegato bene: non commento nemmeno il femminismo separatista. Io sto criticando il femminismo intersezionale (tanto che quello separatista va anche al di là delle mie critiche) perchè, pur proponendosi come risolutore (o potenziale risolutore) anche di tematiche che discriminano gli uomini, generalmente se ne occupano solo in modo parziale. il messaggio che ho postato oggi pomeriggio spiega bene quale sia, secondo me, la differenza tra quali discriminazioni desiderano combattere e quali no. Il mantra piuttosto ignorante che circola tra i detrattori del femminismo è pressappoco "le femministe vogliono la parità dei sessi solo quando non devono rinunciare ai loro privilegi". E malgrado sia una becera semplificazione, un grossolano travisamento e un modo per gettare fango sul femminismo (cosa che io non condivido affatto, lo dico per l'ennesima volta), trovo che abbia un grosso fondo di verità.

    Il web pullula di commenti spesso pacati e onesti intellettualmente, senza misoginia malcelata, in cui si chiede alle femministe perchè non si preoccupino di certe problematiche tendenzialmente maschili. Porto sempre l'esempio dell'affidamento dei figli (in quanto ritengo tendenzialmente assai matricentriche le decisioni dei giudici), che nei canali youtube femministi, nei blog femministi ecc. è spesso e volentieri descritto in modo tranquillo e preciso da uomini che commentano i video o gli articoli del caso. Le autrici (o più raramente, gli autori) del video di turno rispondono a tanti commenti in cui si plaude alla cogenza con cui le discriminazioni femminili sono affrontate nel loro video; ma sorvolano completamente sui commenti scritti da uomini in merito a discriminazioni maschili (trattate da tali uomini senza sessismo, ripeto), fondamentalmente fregandosene. Hanno una parola per ogni commentatore, tranne per chi le (o li) mette davanti all'evitamento delle questioni meno "comode" per le donne ma, al tempo stesso, parimenti essenziali (secondo me) per il raggiungimento di un equilibrio reale tra i due sessi. Ecco, io è in questo che vedo ipocrisia da parte di quasi tutti/e i/le militanti del femminismo.

    Per concludere: ho detto varie volte qui sul forum che non sono MRA e non mi interessa esserlo. Non ho l'intento di far rivalutare a qualcuno l'operato degli MRA. Non ho in simpatia i movimenti per i diritti maschili.
  • Mentire
    Ma a proposito di cosa vi mentono le persone? Magari sono ingenua, ma a me non sembra di essere circondata da persone che mentono (nella mia famiglia capita che si dicano bugie bianche per proteggere mia nonna o altre persone ritenute fragili, ma sono bugie talmente piccole che non le chiamerei nemmeno tali...)

    Ma infatti io questa cosa la capisco a livello razionale, poi quando invece ci sbatto finisco per sragionare perché non è possibile che se una cosa è A minvengabdetto B
    Per esempio io chiedo: caro Caio, hai detto a Tizio che io ho fatto qualcosa?
    Caio risponde di no, pppure da risposte vaghe.
    Ma io già immagino abbia detto quella cosa a Tizio, verifico e ho ragione.
    Ma perché mi dici palle se tanto poi lo vengo a sapere uguale?

    Questo è uno dei due grandi misteri dell'universo, insieme al perché dell'esistenza :-D

    Lasciando stare le battute, credo sia per molte persone impossibile dire la verità sempre, e non sono nemmeno sicuro che sia "giusto" farlo. Personalmente, spesso evito di parlare, se so che quello che dovrò dire, pur vero, potrebbe arrecare danno o dolore. 

    Non sempre funziona, ma mi sentirei peggio se mi comportassi diversamente.

    io la vedo anche peggio di te: per molte persone è impossibile dire spesso la verità, e per quasi tutte le persone è impossibile dire sempre la verità. (una vita intera senza bugie secondo me ha più contro che pro, secondo me. certe verità sono scomode anche per gli Asperger, poco importa se in linea teorica vogliono sempre e comunque sentirsi dire la verità; certe volte bisogna edulcorare qualcosa e spacciare tale prodotto per verità non scomoda. Sarò un Asperger atipico, ma io la vedo così).

    Io penso di volere sempre sinceramente la verità

    ma se chi hai di fronte recita molto bene e ti indora la pillola, tu pensi che sia la verità e intanto non stai male quanto staresti a fronte di una verità cruda.

    Ma una volta che la verità la scopri stai peggio
    non mi dilungo spiegandoti il perchè non sono d'accordo, ma rispetto la tua opinione.


    Io mi riferisco al caso in cui una persona metà riguardo le mie capacità.
    Se faccio una cosa è mi dici subito che non ti piace come la faccio o peggio ci resto male, chiaro. Ma a scoprirlo mesi dopo, magari dopo aver creduto di essere stata “capace”, è peggio
  • Mentire
    @Antares In questo momento non mi viene in mente nessuna circostanza in cui "bisogna" essere disonesti. Quello che intendo è che cerco di essere sempre assertiva. Se esco con un ragazzo e poi non lo voglio rivedere non gli dico, come è capitato a me di subire "guarda che si è fatta sentire di nuovo la mia ex, non avevamo davvero chiuso e blablabla", che mi porta a chiedermi "oddio, cosa avrò fatto di male in quell'appuntamento?". Gli dico la verità senza fronzoli e cioè "Ti trovo un bel ragazzo altrimenti non sarei uscita con te, ma trovo che tra noi non ci sia feeling". La verità, quando la senti, non ti porta a fare elucubrazioni mentali, perché è chiara, secca e non c'è niente da aggiungere

    forse mi riferivo a questioni meno importanti. non serve aprirsi alla schiettezza per ogni sciocchezzuola, secondo me. Del tipo: "ti dava fastidio la musica alta poco fa?". io non risponderei "sì", anche se mi avesse dato fastidio, sapendo che:
    1) all'altra persona piace davvero molto la musica che stava ascoltando (ci teneva, non era per "svacco" e per non sapere che altro fare).
    2) l'altra persona si dispiace molto quando sa di avere infastidito una persona a cui tiene (io, nella fattispecie).
    3) so che non diventerà una costante il fatto di avere la musica alta a rimbombarmi nelle orecchie (ma se lo dovesse diventare, di certo esprimerei il mio disappunto dopo un po' di volte, non alla prima occasione in cui accuso un leggerissimo fastidio).

    Ah... ma io queste non le considero bugie, sono forme di buona educazione. Non credo che @lucy84 parlasse di questo
    se estremizziamo il concetto di schiettezza ricadiamo anche nell'esempio che ho fatto io, comunque ok.
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