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  • Mi presento @Kenichi
    Ciao, sono un ragazzo di 39 anni e ho sempre avuto la netta sensazione di essere affetto da qualche forma di diversità. Fin da bambino ho sempre avuto difficoltà nel relazionarmi agli altri, preferivo stare in silenzio e in un angolo piuttosto che partecipare a esperienze comuni.
    Alle elementari non parlavo mai, ma mai eccetto con la mia amica del cuore, e la quale veniva continuamente rimproverata dai propri genitori per passare il suo tempo con me. La mia estrazione familiare non era ben vista dalle persone del mio piccolo paese. Ho sempre sofferto per la facilità con cui gli altri bambini consideravano la mia famiglia la peggiore del paese con relativi scherni. Non parlavo mai nemmeno a casa facevo cenni con la testa per rispondere si o no. Mio padre e mia madre divorziarono quando avevo più o meno 7/8 anni. A entrambi non è mai interessato di me o mio fratello. Mia madre ha continuamente fatto scelte sbagliate una dopo l'altra. La mia salvezza è stata la mia Nonna che ha saputo seguirmi e insegnarmi quello che poteva ma soprattutto prendersi cura di due bambini preoccupandosi di sfamarli. A 16 anni ho scelto una scuola con vitto e alloggio per potermene andare da casa. A 18 dopo due anni di corso me ne sono andato definitivamente. in tutti questi anni sarò tornato per fare visita a mia madre una 20di volte. Scusate mi sto divulgando... La sensazione che avverto è molto forte da quando vivo all'estero e ho dovuto imparare una nuova lingua. Il mettersi a confronto con persone da molte parti con i loro diversi modi di vedere le cose mi sta aprendo gli occhi su tutti i miei limiti. Socializzare e stare a contatto con le persone mi fa soffrire mi fa vivere sempre un senso di inadeguatezza e disagio. In un anno di lavoro non sono mai uscito ad un evento organizato dalla compagnia con relative ripercussioni da parte dei colleghi che travisano la mia fobia con un atteggiamento di superiorità o menefreghismo. ( in un certo senso è cosi non trovo nessuna esigenza nel relazionare con loro eccetto per lavorarci ).
    Anche nelle relazioni ho difficolta di esprimere quello che penso e provo. Non all inizio del rapporto ma quando il rapporto si consolida tendo a chiudermi e a ridursi l'esigenza sessuale.
    Scusate se mi divulgo molto ma sento la necessita di dire cose che tengo pe me da troppo tempo.
    So che perderò ancora una volta tutto come già successo. ogni volta sembra che riesca a distruggere tutto attorno a me.
    Grazie se qualcuno avrà voglia di rispondere e aiutarmi a capire
  • Capire i risultati del test Aspie e se stessi
    Piero, e se ti prendi un po' più di tempo, ad esempio far passare l'anno in corso e intanto vedi se la cosa continua ad essere importante?
  • Università - disavventure

    Che tu sia piuttosto "risentita" (eufemismo da autocontrollo) è ben comprensibile, @poke !

    Però, passato il momento d'ira, io mi chiederei: a) in che modo la maggior parte degli altri studenti aveva saputo, esattamente e per tempo, "cosa avrebbe dovuto fare"?; b) in che modo avresti potuto accedere prima a chi ti ha mostrato come risolvere il problema, in modo da prevenirlo?; c) durante il corso di studi è possibile che si ripresentino situazioni simili e che, per cautelarti, sia opportuno che trovi una fonte d'informazione seria e affidabile (rete di studenti, gruppo web, associazione di volontari, ecc.)?

  • Università - disavventure
    Lascio questa piccola traccia in favore dei genitori con scarse abilità sociali (più o meno anche Asperger) raccontando una disavventura:
    Dopo il diploma è auspicabile per avere un futuro con potenzialità migliori nella vita lavorativa, possedere una laurea, da scegliere sia per le prospettive future di inserimento nel mondo lavoratico e sia seguendo le proprie passioni.
    Una persona a me cara, aveva intenzione di frequentare ingegneria informatica, questa facoltà è a numero chiuso, per essere ammessi era necessario superare con un determinato punteggio il Tolc (Sapienza ).
    Purtroppo le informazioni lette erano distribuite nel bando, ma erano poco chiare bei termini della sequenza e scadenza.
    Per concludere, pur avendo riportato un punteggio che lo collocata tra i primi 10, è stato escluso.
    Cosa avrebbe dovuto fare?
    Prima cosa iscriversi ed ottenere così il numero di matricola, con quel numero avrebbe ottenuto l'ammissione in quanto il sistema avrebbe collegato il punteggio ottenuto al futuro studente.
    La soluzione, in questo bisogna andare presso i vari sportelli ed avere la fortuna di trovare un volontario competente, è risolvibile in questo modo:
    Scegliere il corso con esami in comune, e l'anno successivo iscriversi al corso desiderato.
    Purtroppo a volte di danno per implicite procedure di iscrizione, in questo caso Ci sia, pensando erroneamente che producano l'iscrizione stessa all'università.
    Vedendo le graduatorie, ho notato che altri ragazzi hanno avuto questo problema, indice che le informazioni non sono chiarissime.
  • Come posso guarire dalla fissa per le transessuali?
    Per coltivare delle relazioni umane soddisfacenti (che siano di amicizia o di amore) si passa necessariamente per la apertura agli altri di se stessi, e questo e di per se un rischio, tu a quanto ho capito desideresti coltivare rapporti affettivi ma avendo sperimentato dolore con le donne vere pensi che possa essere in qualche modo diverso con un donna trans, puo darsi che ti vada meglio ma io francamente non ci metterei la mano sul fuoco.
    il problema passa dal fatot che vorresti andare a colpo sicuro e non dover coltivare rapporti che poi prima o dopo ti portino a sofferenza.
    io ovviamente ricette non ne ho, ma posso solo dirti che personalmente sono sposato da 10 anni con una donna che conosco da 17 anni in tutto e stiamo insieme praticamente da sempre, nel corso di questi 17 anni ce ne sono successe veramente di tutti i colori e francamente non posso dire di non essermi sentito anche ferito da lei, e nemmeno in tutta coscienza posso dire di non averla mai ferita, però evidentemente abbiamo superato tutte queste prove che ci hanno reso poi ancora più forti, quindi con questo voglio dire semplicemente questo, per coltivare affetti occorre aprirsi e rendersi vulnerabili e talvolta patire anche un po di dolore, e doversi sforzare un poco per ottenere i nostri scopi, capisco che si possono incrociare nella vita anche persone per le quali e meglio allontanarle subito, occorre cercare, ma per fare questo bisogna necessariamente mettersi in gioco e "rischiare". noi ND siamo troppo "rigidi" con noi stessi e probabilmente anche con gli altri e questo non fa affatto bene nell'ottica di costtuire una dimensione "insieme" perche potrai trovare la donna o il trans o l'uomo piu perfetto del mondo ma arriverà sempre un momento in cui non vi capirete e quindi dovrà entrar ein gioco una certa "flessibilità" altrimenti andra in mile pezzi sempre tutto.
    ciao.

    Lo
  • Blocco, non riuscire a fare nulla
    @Lo1979 probabilmente a distanza di un mese hai già superato il problema (te lo auguro). 
    Anche a me succede così, che mi blocco e lascio accumulare le cose senza decidermi a farle. Ho in parte risolto tenendo sempre con me un quaderno sul quale faccio la lista delle cose da fare, e via via le depenno. In questo modo non vado in confusione perché riesco a visualizzare subito ciò che dovrei fare e mi prendo qualche punto di autostima se riesco a depennare più incombenze nel corso della giornata. Ciao :-)

    ciao, grazie per le tue parole, in effetti un po la tempesta si e calmata, inoltre ci son state ferie di mezzo che mi hanno permesso (quest'anno si lo posso dire) di ritemprarmi un pochino.
    ora sto cercando di recuperare il lavoro lasciato indietro, e non vedo l'ora di venire chiamato per questi famosi test di cui mi ha parlato la neurosichiatra, aveva detto a settembre, ma qui settembre finisce "dopodomani" e boh io mi seonto ancora qui in sospeso ma va beh... ora torno a lavoro, devo fare a tutti cosi una cosa che non ho voglia di fare ed e durissima.

  • Logopedia
    Salve @mammy, ti capisco perché anche noi facciamo tante terapie. Di certo noi chiediamo ai nostri figli uno sforzo e un impegno che i bimbi neurotipici non farebbero mai. Io mi sbalordisco ogni giorno di quanto mia figlia sia forte. Continuamente alla prova ed è una combattente. A volte mi chiedo se tutto questo avrà risultati davvero evidenti e che potranno cambiare il corso della sua esistenza. Certi giorni mi sento persa. Il giorno dopo però, non posso fare a meno di riprovare, tentare da un altro punto di partenza, tentando altre vie, fino all'infinito. I nostri sforzi devono per forza avere un senso. Mia figlia canta e canta e all'inizio mi disturbava. Poi mi sono ricordata che lo scorso settembre sognavo che uscendo di casa, di fronte al sole mi dicesse :c'è il sole! Un anno fa mi sembrava un sogno irrealizzabile. Oggi se piove mi dice:piove! Le galosce!E ci mettiamo a saltare sulle pozzanghere. Se non avessi investito tanta fatica e tante ore sono certa che non avrei mai sentito la sua voce.
  • Life, Animated - Una storia di Spalle, Eroi ed Autismo

    Life, Animated

    Una storia di Spalle, Eroi ed Autismo


    Autore: Marco Minniti


    All'improvviso, all'età di tre anni, Owen è sparito. Il dottore ci ha detto: lasciate che vi spieghi cos'è l'autismo. Mi ricordo di aver pensato: ti stringerò così forte, ti amerò così tanto, che tutto questo svanirà.


    image


    Il 22 settembre 2018 alle 17.30, all´interno del corso psico-educativo Stelle Diverse, Roma


    Continua a leggere >>

  • Blocco, non riuscire a fare nulla
    @Lo1979 probabilmente a distanza di un mese hai già superato il problema (te lo auguro). 
    Anche a me succede così, che mi blocco e lascio accumulare le cose senza decidermi a farle. Ho in parte risolto tenendo sempre con me un quaderno sul quale faccio la lista delle cose da fare, e via via le depenno. In questo modo non vado in confusione perché riesco a visualizzare subito ciò che dovrei fare e mi prendo qualche punto di autostima se riesco a depennare più incombenze nel corso della giornata. Ciao :-)
  • Stati influenzali e loro effetti "benefici"
    Il parere "tecnico" chiediamolo ai nostri dottori: @osur  @DrMoody
    (sono molto interessata anch'io)
    Come ho specificato altrove, non sono (ancora) medico, sono al primo anno fuori corso (lo so).
    Generalmente i mediatori dell'infiammazione *non* passano la barriera ematoencefalica; tuttavia alcune zone del cervello poste intorno ai ventricoli (come l'area postrema, che contiene la CTZ, una porzione dell'ipotalamo, l'organo subfornicale e altri) note come organi circumventicolari sono prive di BEE e rispondono a diverse sostanze (ad esempio la febbre è dovuta principalmente alla prostaglandina E2 che agisce sull'ipotalamo, regolando verso l'alto il set-point della temperatura corporea). Sicuramente le citochine alterano il metabolismo cellulare, ma non saprei dire che effetto hanno sui neuroni. Credo trascurabile, visto che non si studia, salvo ovviamente i casi estremi.
    So però che in generale il metabolismo cerebrale varia al variare della temperatura: aumenta del 6-8% per ogni grado Celsius in più.
  • Stati influenzali e loro effetti "benefici"
    @Domenico, sicuro che sia una febbre di tipo psicosomatico? So che c'è in giro un virus, proprio in questo periodo (che è verosimilmente quello che ho preso io). 
    Credo comunque che in questi casi ci sia poco da fare, se non stare a riposo e aspettare che il corpo predisponga da solo le sue difese (sempre che non ci siano anche infezioni batteriche in corso)...
  • Blog e social network
    Sto leggendo diversi manga su un sito dove ne vengono postati  a migliaia quotidianamente.  Quelli che sto leggendo sono attualmente 4-5, tra cui due miei preferiti che rileggo occasionalmente per gasarmi e farmi ritornare la creatività.   Faccio ricerche su wikipedia.  Ascolto musica, specialmente la progressive house che mi sta piacendo parecchio.  Faccio ricerche su etymonline, perché sono appassionato forte di etimologia, e mi piace un sacco fare ricerche sulle origini e i significati che le parole hanno assunto nel corso dei secoli.  E' interamente incentrato sulla lingua Inglese, ma occasionalmente ci sono anche parole italiane (che però sono presenti perché entrate nel vernacolare anglofono).    E' molto stimolante per me, come attività.  

    Altro? Mmmh.  Faccio ricerche occasionali di offerte di lavoro, e ogni tanto mi imbatto in siti di volontariato internazionale e non, ma oltre questo non faccio chissà che altro.   Mi sono cancellato da ogni social network esistente e non li frequento più, per varie ragioni.

    Diciamo che la mia attività su internet è prettamente solitaria, ma a me va benissimo così.
  • Come capire in anticipo se una persona è cattiva o meno?
    Io sono convinta che sotto ogni uomo "cattivo" (psicopatici a parte)
    Io capisco bene anche gli psicopatici certe persone arrivano a fare certe cose per il corso naturale degli eventi. Anzi spesso mi preferisco mettermi dal loro punto di vista rispetto a quello della vittima.
  • Lingue straniere

    @Parsifal , non mi sembra che le tue "relative" difficoltà siano dovute all'AS. 

    La perseveranza AS, almeno per la mia esperienza personale, la puoi sfruttare per migliorare la comprensione in modo sistematico e regolare, per qualche min al giorno, utilizzando, p.es., audiolibri e, in parallelo. testo scritto originale (se ne trovano facilmente, senza bisogno di pirateggiare, con copyright scaduto, p.es, su Gutenberg.org), o video con sottotitoli per non-udenti (che rispecchiano fedelmente la lettura labiale). Nella pratica, può essere utile anche un dizionario per immagini (o anche solo Google Immagini). Puoi anche provare qualche corso di lingue, ma di conversazione, per capire chiaramente quali sono le lacune da colmare e in che modo.

    Per comunicare con gli altri, puoi usare frasi brevi ma concetti chiari, anziché cercare di avventurarti in discorsi lunghi. Dipende dal lavoro che fai.

    Dopotutto, se stai in UK da un paio d'anni e te la sai cavare, pur avendo imparato la lingua da solo, mi sembra che tu abbia ottenuto un buon risultato.

    Se vivi insieme alla tua compagna, dovresti cercare di parlare il più possibile in inglese anziché in italiano: potrebbe essere utile anche a lei per il suo lavoro.

  • Lingue straniere
    Mi riferisco soprattutto alle persone Asperger che nel corso della loro vita si sono approcciate allo studio di lingue straniere, avete avuto qualche difficoltà? Se si, come avete aggirato l'ostacolo? :)
    Il topic nasce da una mia riflessione, mi sono trasferito in UK un paio di anni fa, prima di trasferirmi ho studiato a lungo l'inglese, lingua che non conoscevo quasi affatto se escludiamo la povera didattica scolastica. 
    Ho avuto e ho tuttora difficoltà comunicative maggiori rispetto l'apprendimento della mia lingua nativa, non ricordo nessun particolare ostacolo o difficoltà da bambino con l'italiano, ok...capisco sia normale, io però mi riferisco a dettagli riguardanti lo studio della lingua, noi abbiamo imparato l'italiano gradualmente, ed il primo approccio è l'imitazione e l'associazione, mi sono reso conto di avere lo stesso approccio nello studio dell'Inglese, altrimenti i risultati sono pari al nulla, i corsi di lingue tradizionali, la tipica didattica linguistica, che parte dalle regole, grammatica, coniugazioni ecc... non funziona con me, ho studiato completamente da solo, e il mio metodo ha funzionato, la mia capacità linguistica inglese è limitata, però anche se con difficoltà sono riuscito ad inserirmi nel paese, conosco molte parole (la mia compagna mi usa come "vocabolario vivente" :D ), però quando arriva il momento di creare frasi complesse, mi blocco, mi limito a formule estremamente semplici, memorizzate, non riesco ad andare oltre il mio livello linguistico attuale, con la lettura non ho nessun problema, se devo scrivere in inglese tendo ad essere piuttosto fluente, il problema consiste quando devo parlare di persona o al telefono, fino a poco tempo fa credevo dipendesse dal mio metodo di studio, inizio a pensare sia una parte del "pacchetto Asperger" giusto? XD

    p.s. spero di aver indovinato la sezione giusta, non ne sono sicuro...
  • Come capire in anticipo se una persona è cattiva o meno?
    Non è semplice capirlo, nemmeno per chi è neurotipico, non esiste uno schema che ti permette di capirlo, non credo sia possibile saperlo in anticipo, altrimenti si tratterebbe di una predizione, solamente avendo a che fare con la persona in questione puoi venire a contatto con piccoli segnali, sfumature, che ti permettono di avere un quadro più completo, come ti è già stato detto, avere un sistema di valori solido è fondamentale per avere una semi-certezza che la persona in questione non è cattiva, non si tratta comunque di una certezza perchè molte persone hanno un'abilità unica nel fingere, mentire, insomma... avere una maschera, in quei casi ci si rende conto solo quando è troppo tardi delle vere intenzioni di questa persona.
    La natura umana è molto complessa, nessuno è del tutto buono, nessuno è del tutto cattivo.
    Proprio per la difficoltà nel capire le vere intenzioni di una persona,nel corso del tempo mi sono autoimposto una regola fondamentale: mai rivelare le tue paure, le tue fragilità e debolezze ad una persona che non conosci molto bene e di cui ormai sei certo puoi fidarti. 
  • Salve a tutti! :)
    Salve a tutti, sono un ragazzo umbro che vive da un paio di anni in UK, proverò a riassumere un pò la mia storia anche se non sarà semplice! :) 
    Per tutta la mia vita ho incontrato ostacoli e difficoltà enormi dal punto di vista sociale e comunicativo, fin da bambino sono stato etichettato come introverso e timido, costantemente criticato da amici e parenti per la mia chiusura, sono stato costantemente forzato e spronato per plasmare la mia eccessiva introversione, ho avuto grosse difficoltà durante i miei studi, non ho avuto particolari difficoltà dal punto di vista didattico, sono sempre stato considerato il classico "intelligente che non si applica", il problema maggiore consisteva negli orali, non ero in grado di comunicare ciò che sapevo ed avevo studiato con dedizione, non riuscivo nemmeno a guardare negli occhi maestri ed insegnanti, ero estremamente silenzioso, nelle occasioni sociali, parlavo solo quando avevo qualcosa da dire, non reputavo sensato il parlare fine a se stesso, per questo motivo venivo spesso criticato per essere l'unico a stare in silenzio, venivo criticato per non esprimere la mia felicità o gratitudine, spesso non si capiva se ero felice, arrabbiato, triste, perchè la mia espressione era prevalentemente neutra, non capivo come fare, mi arrabbiavo, perchè dentro me c'era un vulcano, quel che provavo (e provo tuttora) era immenso, troppo a dire il vero, ma la superficie era puro Zen, totale calma e neutralità.  
    Mi sentivo ( e mi sento) incompreso, quasi alieno... XD
    L'accumularsi di incomprensioni, emozioni ed eccessivi stimoli circostanti, ansia costante mi ha portato a costanti crolli piuttosto pesanti, sono stato seguito in passato da professionisti, ma le mie problematiche non sono mai state prese sufficientemente sul serio, da bambino e ragazzino tutto veniva fatto passare per poca volontà, pensavano tutti fossero scuse, per evitare le mie responsabilità, non vedevano nessuna difficoltà nell'apprendimento (problemi degli orali a parte), anzi ero estremente rapido nell'apprendimento rispetto la media, osservavo e studiavo attentamente ogni persona e situazione per gestirla al meglio, fin da piccolo, questo deve aver confuso tutti.
    Successivamente trovai un percorso in cui dimostrare di avere volontà! Che portò a diplomarmi al conservatorio con il massimo dei voti.
    Sono stato cresciuto amorevolmente dai miei genitori, che non mi sento di incolpare in alcun modo, però devo dire che da parte di mia madre c'è stato un costante forzarmi e plasmarmi, al punto di sfinirmi, nel comportarmi come reputava più opportuno mi comportassi per dimostrare educazione, forzato a vivere situazioni sociali che mi facevano interiormente esplodere, persino come pensare e come esprimermi.
    Mi rendo conto solo a distanza che tutto ciò che ha fatto ha avuto dei risultati straordinari dal punto di vista sociale, le sono grato di questo, però il suo essere inconsapevole della mia reale problematica temo abbia creato problemi più grandi a lungo termine.
    Sono riuscito nel corso del tempo di creare amicizie (con difficoltà), e di perderle con estrema facilità, al momento non ho nessuna amicizia, per mia fortuna, ho una compagna con cui sto insieme da oltre 12 anni.
    Odio i luoghi affollati, evito situazioni sociali se posso, se proprio devo le gestisco abbastanza bene, però mi prosciugano completamente, devo sforzarmi a tal punto dal non avere più forze e a stare male per giorni. 
    Di recente, dopo essermi informato e aver fatto numerosi test, ho capito tutto, da solo, come sempre, all'improvviso ho avuto una risposta al perchè di tutti i miei comportamenti e problematiche, i risultati nei test sono netti e mi ritrovo nella maggior parte dei tratti comuni, ho la sindrome di Asperger. 
    Questa rivelazione in parte mi ha sconvolto, in parte mi ha confortato. 
    Fatto sta che sono molto confuso, perchè non so cosa devo fare, l'essermi ritrovato da adulto a capire qualcosa che avrei dovuto capire molto prima mi porta a molti quesiti, ogni consiglio è benvenuto... 
    Vi ringrazio molto per avermi ascoltato. 
  • Bimbo di 11 mesi... autistico?
    Sono andata dalla pedriatra ke lo ha trovato in fila con gli sviluppi per il bimbo di 11 mesi. Appena entrato nello studio la pediatra ha catturato la sua attenzione E lui la guardava fisso e le rideva. Poi hanno fatto la prova con la penna e lui guardava anche quella mantenendo lo sguardo. Poi lo ha messo ai giochi. L’ho chiamato e gli ho detto di venire, si è girato ma non è venuto. La pediatra mi ha spiegato che se non di una valida alternativa il bambino non smetterà solo perché glielo chiedo. Appena l’ho chiamato con la palla in mano è corso da me. Mi ha detto di stare tranquilla che il bambino nonostante un mese perso in ospedale, è il linea se non avanti. Oggi abbiamo un po’ giocato a nascondino e si nascondeva dietro la tenda e al settete usciva fuori. Credo di essere forse un po’ ossessiva
  • Ho bisogno del vostro aiuto, è importante
    AVVERTENZA: MESSAGGIO LENZUOLO

    Credo sia arrivato il momento di un esame di coscienza senza colpevolizzazioni.
    E credo anche sarà l'ultimo aggiornamento che ho da darvi.
    Non tanto perché sono sicuro che non ce ne saranno altri, ma perché la porta la aprì lei e forse è corretto che a chiuderla sia io.

    Anche stanotte ho riflettuto e sento di completare il discorso di ieri notte, anche per correttezza non solo ma soprattutto nei vostri confronti e per metterci una pietra sopra.

    Quando a fine giugno ebbe il meltdown che descissi precedentemente mi fece un botto di accuse totalmente campate in aria, tantovero che pensai ad un delirio paranoide. Non lo era nonostante i sintomi fossero quelli ma una frase disse che poi si rimangiò amaramente da sola nei giorni successivi: "Tu non hai mai fatto il fidanzato".

    Aveva ragione ma in senso diametralmente opposto a quello che intendeva.

    Lei lo intendeva nel senso ben centrato e riassunto dal commento di @rondinella61 //E' sparita magari proprio con l'intento di vedere "quanto la ami", quanto sei disposto a infrangere i tuoi limiti per lei. Fa molto fiaba, con tanto di principessa salvata da eroe su destriero bianco.//

    Mi aveva detto che era stata cresciuta sin da bambina con questa idea, condivisa da tutte le donne della famiglia, che (e sono d'accordo) non poteva gettare alle ortiche valori così profondamente radicati in un istante, forse non in tutta la vita. Sì, cercava di sistemarsi e non la biasimo affatto considerato il contesto sociale nella quale è vissuta e cresciuta e quello che è stato confermato dalla sua diagnosi che ovviamente non posso divulgare.

    Una vita dedita al sacrificio verso l'altra metà: la sua definizione di autorealizzazione. Una donna di altri tempi, un fiore delicato più unico che raro.

    Non mi sono mai illuso che potevo essere quell'uomo, quel principe azzurro delle favole e di certo non ho illuso lei. Ma senza volerlo ho sostituito un illusione con un altra e nei fatti gliel'ho imposta. Non sono contrario al matrimonio di per sé, ma è stato il mio "un passo alla volta" con cui ho cercato di imporre la mia visione del mondo.

    La mia carissima amica coach mi disse: "Da i 4 anni che ti conosco ti sei fatto il mazzo. Non importa che la ragazza che ami abbia i tuoi problemi o peggiori, importa che altrettanto lei si deve fare il mazzo se vuole raggiungere quello che desidera. E non lo dico per arroganza".

    Ecco, io mi faccio il mazzo per trovare la salute. Prima di tutto per quanto possa avere le spalle larghe non posso prendermi carico di un altra persona. Secondo non posso imporre questi miei valori ad altri, non importa quanto stretti emotivamente, neppure alla donna di tutta una vita. Posso per caso pretendere che facciano tutti come me?

    Lei è coraggiosa ma ha meno autostima e disinvoltura di me. E lo sapeva. Ero convinto che potevamo, come due zoppi che si prendono per braccio, fare due gambe intere insieme costruendo un rapporto codipendente. In pratica abbiamo ottenuto solo due mezze gambe per muoverci scoordinati a zoppicare.

    In soldoni: lei si aspettava il principe azzurro, io ho risposto non facendole da fidanzato ma bensì da educatore professionale.
    E non conta nulla che lei c'è stata per sei mesi e mezzo, che era consapevolissima di ciò a cui andava incontro sia nei suoi confronti che nei miei, che mi sono fatto suggestionare e mi sono talmente immedesimato nel suo dolore che era anche il mio al punto da illudere prima me e deludere poi lei che due solitudini avrebbero fatto una compagnia.

    No, queste non sono attenuanti, sono aggravanti semmai in quanto siamo stati non idealisti, ma utopisti nel più ingenuo dei modi.
    E questa ingenuità non è innocente perché è un infatile impuntatura di due bambini che vogliono le cose a modo loro giustificandosi col loro egotismo "noi siamo così e chi non gli piace si allontani.

    Ecco cosa ci univa: le nostre lacune.

    Hamartia: la nostra debolezza fatale in comune. L'immaturità affettiva.

    La seconda volta che ci vedemmo, sempre per sua iniziativa, le chiesi un bacio. Lei non si sentiva pronta e rifiutò e io non mi trattenni perfino dal poggiarle una mano affettuosa sulla spalla. Se ne accorse e rimase esterefatta: "Domenico non sfiora le donne neanche con un fiore, che umo di altri tempi". Neanche fossimo bambini negli anni '50. Ok, lei si è sempre dichiarata e sentita una all'antica e anche io sono stato cresciuto con valori molto rigidi e retrò, mi ritrovavo e rispecchiavo in lei: "Che donna, apprezza la mia signorlità!". Già, impeccabili, perfettini pure. Peccato che entrambi facemmo i conti senza l'oste: la realtà.

    Mi fece conoscere tutta la sua famiglia e anche un paio di altri conoscenti. Tutti erano felici che finalmente si fosse fidanzata. E lei si sentiva riscattata. E io orgoglioso narcisisticamente di avere qualcuna che mi desiderasse al mio fianco. Poi non venni al compleanno della sorella; dovevo fare un corso di formazione quel giorno che poi saltò ma lo seppi solo all'ultimo minuto e non mi preparai per il viaggio. Lei disse che capiva ma sotto la cenere... L'incendio covava. Poco dopo ebbe il meltdown e mi accusò non solo di non essermi presentato, ma che addirittura in qualche modo sapevo del compleanno della sorella e avevo scelto quel corso esattamente per avere una scusa retroattiva per evitare di prendere il treno per arrivare da lei.

    Dal momento che aveva bisogno della diagnosi per l'invalidità di sua iniziativa ma col pieno incoraggiamento mio doveva fare un ciclo di incontri nella mia città. Mi diede dei soldi per il disturbo che io e mio padre che ci accompagnava rifiutammo. Però dissi: "Non troverò mai una donna come lei neanche fra un milione di anni". Ero innamorato, ma di lei o della lusinga che mi aveva fatto? Un mese dopo le diedi dei soldi per il viaggio dato che non lavorava in quel frangente. Li tenne custoditi nel cassetto e me lo mostrò pure in videochiamata. Non la obbligai a usarli né per me né per lei eppure ogni volta mi dava un motivo diverso perché continuava a tenerli lì. Dovevo capire che mi stava mettendo alla prova. Temeva che stessi cercando di manipolarla e voleva, una prova d'amore per sconfiggere, almeno per qualche giorno, questo fantasma della mente. Poi arrivò un altro compleanno, quello a cui non potei andare per la salute di mia nonna e a poco valse che anche lei non potè, due settimane dopo, venire da me perché scoprimmo all'ultimo minuto che il viaggio in treno sarebbe durato un ora di più con i nuovi orari. Sembrava pari e patta, invece era una doppia sconfitta.

    Una storia seria non si basa sul principio nevrotico del baratto. Ce lo dicemmo ma non razzolammo altrettanto bene.

    Adesso, troppo tardi ovviamente, realizzo che le stavo imponendo un ruolo, una maschera artificiale. Anzi una doppia maschera: quella di professionista sotto quella di gentiluomo di altri tempi. Non l'ho fatto apposta come non l'ha fatto lei, ma prima o poi era inevitabile che facevamo il frontale fra la realtà e le nostre stesse stridenti e inconciliabili contraddizioni nevrotiche delle nostre psiche.

    Vi stupite veramente che sia scappata di colpo come se avesse avuto i piedi al sedere? Forse, con le nostre illusioni abbiamo soltanto fatto emergere la nostra ipocrisia e incoerenza reciproca. Abbiamo visto in faccia il mondo vero e lei, essendo più fragile, è rimasta traumatizzata e terrorizzata. Perché fa molto più male un desiderio che si realizza di uno che rimane costantemente sfruttato.

    Bravo Domenico, il tuo pedagogismo pedante innato ha finalmente dato i suoi buoni frutti! Aprendole senza volerlo gli occhi, cercando di maturarla, quando non era pronta di fatto le hai dato una secchiata d'acqua gelida in faccia. Hai pure la faccia di bronzo di lamentarti di essere stato abbandonato? La sua fuga è il tuo più grande risultato. Ok, hai usato il tuo cervellone di "piccolo professore" per correggere il prossimo, congratulazioni; che ne pensi adesso di lasciarti dietro l'adolescenza cogliona travestita da saggezza del santone della montagna ed entrare finalmente nell'età adulta, adeguatamente a quella cronologica? Dai, ce la puoi fare, fra un mese compi pure gli anni. Rigorosamente da solo, come è naturale per chiunque sia causa del proprio male (o anche di quello altrui).

    Ok la smetto, anche questo discorso è una scusa per non comportarsi e non pretendere il comportamento di un adulto dagli altri. E' ora di crescere.

    Però vi prego: prendetevela col sottoscritto, non con lei.

    La stessa amica coach citata prima mi disse: "l'amore non è sacrificio, è nutrimento".

    Perché vi scrivo questo di prima mattina? Vi prego non fate non solo il nostro stesso errore (improbabile al giorno d'oggi) ma anche l'errore di incontrare altre persone che vivono sulla cima della montagna del sapone e non vederle per quello che sono veramente: dei cretini attivi (perciò pericolosissimi). Questo vale anche per i lettori futuri di questa discussione. E non fatevi suggestionare, sempre se vi capita, dal candore di queste persone. Un conto è essere puri un altro è essere sprovveduti.

    Innocenti si diventa.

    Non credo che leggerà tutto questo, se lo leggerà scapperà ancora di più ed è un bene prima per lei. Perché non puoi mettere il piede in due scarpe come ho fatto io. O capisci e accetti di essere aiutata o ti fai il mazzo. Non puoi essere servo di due padroni, diceva qualcuno prima di me.

    Magari non posso correggere la gente o salvarla da se stessa - non si può salvare neanche mezza persona - ma se posso dare qualcosa di altruistico per una volta in modo disinteressato posso donare la mia esperienza. In questo modo, se capita e se lo si vuole, posso dare qualche strumento per chi lo voglia raccogliere.

    "Messagge in a bottle" cantava Sting coi Police.


    Dai un pesce ad un uomo e lo sfamerai per un giorno, insegnali a pescare e lo sfamerai per tutta la vita. Vendigli un frigorifero e ci torni a casa pure più ricco di prima. Già, perché rispetto al passato mi è andata pure di lusso. Per una volta ho dato e non ho ricevuto nellla stessa quantità, ma almeno non ho chiuso in rosso, in perdita.

    Grazie a chiunque abbia resistito fino a qua.

    Vi voglio bene anche se non so ancora bene come praticarlo.





  • Ho un dubbio
    non ti devi assolutamente spaventare. 
    Il confronto con suo fratello non lo fare nemmeno. L'autismo al femminile e l'autismo al maschile sono molto diversi. E' molto molto probabile che tua figlia arrivi a 15 anni e sembri molto meno riservata di suo fratello.
    Delle ragazze asperger che ho conosciuto io, la metà non hanno parlato proprio fino ai 3 o 4 anni e oggi, che sono cresciute, non solo parlano come gli altri, ma hanno un vocabolario più esteso e forbito. 
    Ci mettono solo un po' di più.
    E' come se lei stesse incamerando, incamerando, incamerando, per quando le servirà.
    Non ti racconta la sua giornata o quello che pensa o prova perché non lo ritiene necessario. Noi asperger non abbiamo questo desiderio innato di condividere la quotidianeità con gli altri. E' un modo istintivo di creare legami che noi non abbiamo e che ci sembra, anzi, spesso un po' triviale e noioso.
    Cominciamo a capirne l'importanza per gli altri più tardi. 
    Io credo che lei ti potrebbe stupire tutto ad un tratto, quando comincerà, dal nulla, a parlare come i suoi coetanei. O addirittura meglio.


    Mia figli ha iniziato le sue prime paroline a tre anni infatti. Io purtroppo pur essendo consapevole che ha un cognitivo nella norma .. E cio e emersi dai test che hanno somministrato... continuo ad avere momenti di totale smarrimento .. q noi in realtà nn hanno parlato di asperger .. Ma solo spettro autistico di livello uno. E se nn fosse asperger ? Fosse magari più che un asperger? Non so certe cose portano noi genitori alla pazzia .. continua ricerca di risposte.. che nncavro mai finché nn crescerà.. per ora parla sempre ma rimane molto ecolaliaca. Certe volte mi dico quando parlerà sarò tranquilla.. in fondo invece credo ed ho paura che io tranquilla nn sarò mai più. E come se fossi entrata in un incubo dal quale nn riesci a uscire .
    Tecnicamente la parola Asperger non esiste più, quindi anche io e gli altri in questo forum siamo tutti nello spettro autistico, ad alto funzionamento. 
    Credimi, non avrà i problemi che ti stai immaginando adesso. Ti capisco perché so cosa voglia dire avere una diagnosi e non sapere cosa accadrà di preciso in futuro, ma c'è un motivo se, fino a qualche decennio fa, i medici addirittura pensavano che le bambine non potessero essere autistiche, perché le donne, mediamente, sono più in grado di sembrare normotipo, di imparare dall'osservazione, imitare le altre ragazze. E alla fine quasi nessuno se ne accorge. 
    Una delle mie amiche con autismo più grave, che ha evidenti stimming, non guarda nessuno negli occhi e ha severi problemi sensoriali, non solo è la prima del suo corso universitario, lavora, ha un fidanzato ed è un'artista straordinaria che sta anche vendendo la sua arte parallelamente a lavoro e studio, ma nessuno pensa che sia autistica nonostante i suoi evidenti problemi. 
    Ed è una di quelle che hanno cominciato a parlare tardissimo.
    Era anche stata portata dai medici all'epoca, perchè non parlava affatto o quasi per niente e aveva già quasi 6 anni, ma quello che la visitò era piuttosto indietro con gli aggiornamenti (circa 20 anni fa) e disse che, sì, sembrava autistica ma non poteva esserlo perchè era una bambina e le bambine non potevano essere autistiche...

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