Dona il 5x1000 a Spazio Asperger ONLUS. Codice Fiscale: 97690370586
Spazio Asperger è attivo anche su Facebook.

Per raggiungere la nostra pagina con gli argomenti più discussi del giorno, news e immagini cercate "spazioasperger.it"

Per un gruppo indirizzato a ricerca e terapia cercate "Ricerca e terapia nello Spettro Autistico"
  • Shutdown, Meltdown e Tantrum
    @riot certamente. più se ne hanno più ci si sente autorizzati. Io infatti li avevo cominciati ad usare quasi come strumento funzionale a far fluire le mie emozioni. Credo che in un certo senso questo mi abbia aiutato a controllarli meglio, nel senso che me li aspettavo e li lasciavo fluire. Solo che a lungo andare erano diventati un'abitudine con cadenza paurosamente frequente. Questo comportava una generale apatìa che mi perseguitava impedendomi di sentire emozioni intermedie senza un gradiente. Per cui a lungo andare mi stavo lentamente ammazzando. Col tempo ho deciso di intraprendere un percorso di crescita personale ed e' in attuale corso. L'importante e' trovare la propria personale strada immagino. Questo richiede grande sforzo introspettivo e non e' mai netto. 
  • Sfogo sui dubbi della diagnosi
    @Giadaniel se posso inserirmi senza scavalcare nessuno mi è venuto in mente un argomento che magari può tornarti utile.

    E' una cosa su cui sto lavorando ancora adesso dopo 11 anni dalla diagnosi ed è una questione principalmente esistenziale che riguarda il medio lungo periodo.

    Non sei, come la maggior parte degli adulti qua, stata riconosciuta e presa in tempo (prima dei 18 anni).

    Non è affatto la stessa cosa e non lo sarà mai. Nei confronti di un bambino c'è maggior margine di tolleranza perché è anche riconosciuto un maggior margine di evoluzione nel corso dello sviluppo.

    Tu conosci i dettagli di te e della tua vita, io posso solo sperare di donare una possibile chiave di lettura per schiarirti le idee.

    Sei tutti noi! \m/
  • Come ti senti oggi? Da -10 a +10
    -11 il trend è discendente da troppo tempo. qui potrebbe finire assai male.
  • "Essere intelligenti,colti,razionali" deve per forza significare "Essere depressi e misantropi"?
    Per me con un QI superiore a 130-135 le strade contestualmente frequenti sono due:
    -sei interessato soprattutto alle materie scientifiche. Non diventi mediamente meno felice degli altri, anzi, eventuali successi accademici/professionali conseguenti alle elevate capacità cognitive (o comunque mere soddisfazioni personali) possono pure farti stare meglio di persone meno intelligenti.
    -sei interessato soprattutto alle materie umanistiche. La grande intelligenza diventa uno strumento essenzialmente per elucubrare, per formulare congetture, per pensare di comprendere a fondo cose che si ritiene gli altri non abbiano la sensibilità discriminativa di comprendere. Le emozioni vengono razionalizzate, o comunque le si ritiene razionalizzabili. Questo rovina: si preclude a se stessi l'istintualità e la passione emozionale. Di conseguenza ci si deprime facilmente.

    In soldoni: la scienza logico-matematico-scientifica è razionalizzata, razionalizzabile ed emotivamente fredda. Se ti ci dedichi con un piglio prettamente intellettualistico, non la snaturi affatto, anzi, la comprendi, la sviluppi, la fai tua meglio degli altri.
    Le scienze umanistiche razionalizzano gli aspetti più passionali, pulsionali dell'uomo. Quindi si rischia di snaturare il proprio stesso profilo emotivo, andando ad appiattirlo (con conseguente depressione, ostilità e misantropia) tramite questa forzosa - e sistematica, se non ci si sa fermare ad un certo punto nel crogiolarsi nei pensieri - razionalizzazione.
    Allora io sono fregato nel trovare la felicità o almeno la tranquillità, visto che ho due lauree umanistiche! :(
  • Socializzazione
    Quindi stai in corso Einaudi?
  • Poesie Asperger
    Nuvole grigie
    fanno da sfondo ad un autunno passato
    ma pur presente
    Persa pensa
    sul bordo della strada cammina
    segue la striscia bianca
    che la protegge dalla velocità delle auto
    dalla corsa del mondo
    Persa pensa
    guarda la natura che fa il suo corso
    nessun discorso
  • "Essere intelligenti,colti,razionali" deve per forza significare "Essere depressi e misantropi"?
    Non è emotivamente fredda.
    ovvio che si possono provare emozioni a riguardo (io mi emoziono parecchio studiando la meteorologia e la matematica, ad esempio) ma non è che IN SE' la scienza matematico-fisica tratti le emozioni, le analizzi, eccetera.
  • "Essere intelligenti,colti,razionali" deve per forza significare "Essere depressi e misantropi"?
    Per me con un QI superiore a 130-135 le strade contestualmente frequenti sono due:
    -sei interessato soprattutto alle materie scientifiche. Non diventi mediamente meno felice degli altri, anzi, eventuali successi accademici/professionali conseguenti alle elevate capacità cognitive (o comunque mere soddisfazioni personali) possono pure farti stare meglio di persone meno intelligenti.
    -sei interessato soprattutto alle materie umanistiche. La grande intelligenza diventa uno strumento essenzialmente per elucubrare, per formulare congetture, per pensare di comprendere a fondo cose che si ritiene gli altri non abbiano la sensibilità discriminativa di comprendere. Le emozioni vengono razionalizzate, o comunque le si ritiene razionalizzabili. Questo rovina: si preclude a se stessi l'istintualità e la passione emozionale. Di conseguenza ci si deprime facilmente.

    In soldoni: la scienza logico-matematico-scientifica è razionalizzata, razionalizzabile ed emotivamente fredda. Se ti ci dedichi con un piglio prettamente intellettualistico, non la snaturi affatto, anzi, la comprendi, la sviluppi, la fai tua meglio degli altri.
    Le scienze umanistiche razionalizzano gli aspetti più passionali, pulsionali dell'uomo. Quindi si rischia di snaturare il proprio stesso profilo emotivo, andando ad appiattirlo (con conseguente depressione, ostilità e misantropia) tramite questa forzosa - e sistematica, se non ci si sa fermare ad un certo punto nel crogiolarsi nei pensieri - razionalizzazione.
  • Cosa sta accadendo a chi mi circonda?
    Allora, il discorso è il seguente (mi dispiace per lo sfogo ma da qualche parte devo respirare):

    Io non ce la faccio più di sopportare una vita che non ha senso in mezzo a persone che ti strappano qualsiasi tentativo di dare un senso anche solo salubre tanto più sei immerso in un contesto sociale palesemente patogeno, arido e ostile.

    Sì perché quello che mi restituiscono le persone della mia rete sociale sia ristretta (famiglia) sia allargata (gli altri che conosco) non è come si illudono tanti di loro neutralità svizzera; è proprio accanimento totale e continuo di boicottaggio, ostracismo e sabotaggio.

    Posso trovare mille motivi se non bastassero i loro, posso pure giustificare ma non posso, con la scusa che se capisci tutto alla fine perdoni tutto, far passare in eterno la merda per cioccolato. Prima ancora a me che agli altri. Se non hanno il sentimento della dignità non è che posso eradicarlo con una terapia genica per non farli sfigurare nella loro mediocrità.

    Non è possibile che mi ricattano con lo scaricabarile perché sono l'unico che gliene frega delle cose e le denuncia e le pratica pure solo per ignavia patologica e compulsiva. No perché è l'equivalente di asciugarsi con un panno mentre sei ancora sotto la doccia, ti fa magari ma quanto basta per illuderti perché alla fine non risolvi niente, anzi ti ritrovi pure più bagnato di prima. 

    Non è sostenibile proprio che pulisci per ritornare a trovare tutto sporco sempre e comunque. Non è possibile che cerchi se non amici o alleati almeno aiutanti e questi ti rispondono fermandoti sul bagnasciuga che constatano il problema ma si rifiutano di darti anche il minimo supporto morale perché non li riguarda. Che cazzo ci perdono a fare per una volta nella vita la cosa giusta? Che cazzo ci qguadagnano a dare SEMPRE colpa alla vittima e a fargli terra bruciata intorno?

    Cosa mi dovrebbe trattenere dal praticare anche io il male fine a se stesso al prezzo di darmi la zappa sui piedi per il gusto di danneggiare il prossimo per omissione?

    No, perché la situazione è fragilissima proprio da un punto di vista esistenziale, nelle conseguenze queste mancate azioni in modo reiterato mi deumanizzano e alla fine ti trasformano da persona a oggetto. Stanno mettendo al massimo della prova le mie capacità mentali di problem solving per farsi togliere egoisticamente le castagne dal fuoco a mie spese e per giunta tanto più che se le vanno a cercare.

    Ecco perché rosico come un castoro ogni volta che mi fanno il discorsetto italiota che chi ha più cervello deve abbassarsi per venire incontro a chi ha di meno. Ma a nessuno entra in testa che viviamo in un mondo dove si spargono le epidemie di malattia e non certo di salute? Ma che cazzo hanno nel cervello, diarrea di pantegana?

    Ma porca... Cerco per 5 anni di ringraziarti dell'aiuto professionale che mi hai dato rimboccandoti le maniche in un periodo che stavo sotto ad un treno (anche se l'hai fatto per il tuo narcisismo non certo per altruismo disinteressato) e ti ringrazio che mi onori che ancora ci sentiamo nonostante non sia previsto dalla deontologia del tuo mestiere. Ma PORCO *** se ti dimostro che come tu stessa mi riconosci che "mi sto facendo il mazzo" almeno un piccolo premio come incentivo concedimelo: Ho capito che non ci possiamo sentire perché stai in alta stagione, ho capito che sei in carriera e ci possiamo vedere vada bene una volta all'anno, ho capito che la priorità va al datore di lavoro e ai figli, ho capito che ti è morta una prosa cara senza preavviso MA se nel corso di 6 mesi ti chiedo due volte di sentirci e tu mi dici di sì dandomi un appuntamento telefonico che poi non rispetti per imprevisti inimagginabili almeno la gentilezza di un fottuto "scusa" potresti praticarla? Non che al secondo mi dici: "ci sentiamo mentre viaggio chiama all'ora di pranzo" e quando provo alle 13:30 prima non rispondi e poi mi dici che sei già a lavoro come nulla fosse.

    Ma porco... non è possibile proprio umanamente che chiedo un esame genetico che per contratto ci vogliono 12 mesi massimo, mi arriva dopo 15 di attesa poi scopro che i risultati sono sbagliati e quando te lo dico per informarti mi affibbi come se nulla fosse il compito di farlo sapere alla tua collega responsabile: "perché magari hanno sbagliato anche gli altri dei pazienti di quel periodo e dovrebbero essere informati". Ho capito che vi tagliarono i fondi ai laboratori e ve la siete dovuta cavare con finanziamenti di fortuna ma in ogni caso sono forse diventato vostro dipendente e nessuno mi ha informato? Non sarei io quello che manco ha pagato ma che lo avete persuaso a non pagare nonostante vi ho detto che i soldi MIEI li avevo perché vi sentivate in imbarazzo? E adesso gli infilate in mano la patata bollente di riparare alle vostre lacune?

    Basta per ora. Se non mi cacciate prima (e forse manco ve ne farei un biasimo) per ora mi sento quasi calmato: ci saranno altri post come questo credo in questa discussione ma se non scapperete pure voi meglio che mi fermo qui e piuttosto che parlare vi ascolto. Se desiderate ogni intervento (compresi quelli negativi e accusatori se ci saranno) saranno ben accolti e accetti.

    Scusate... 
  • Domandina per voi,ma siate sinceri...!
    Sceglierei di rinascere con un pelino in più di abilità sociali.
    Quel tanto che mi permetta di essere più consapevole e sicura di me stessa e meno impacciata socialmente.
    Vorrei avere gli strumenti adeguati a gestire le varie situazioni, evitando che queste prendano il sopravvento condizionando il corso delle cose.. spesso negativamente.
    Vorrei riuscire a stabilire con naturalezza contatti duraturi con le persone senza sforzi estenuanti che mi inducano a gettare la spugna o a non provarci nemmeno.
    Poi ND o NT..poco importa..sono solo etichette, che spesso vengono caricate di cliché e pregiudizi (da ambo i lati) che trovo inutili e fastidiosi.
  • Amicizie ansiogene
    Da qualche mese a questa parte ho stretto amicizia con una ragazza del mio corso di laurea. Premetto che per me è abbastanza insolito avere amicizie di sesso femminile in quanto ho sempre avuto una certa incompatibilità di base con alcune dinamiche. Ora, io con lei mi trovo abbastanza bene, è simpatica e generosa e mi sono addirittura aperta sul discorso sindrome. MA. Ci sta questo "MA" grosso quanto una casa. I suoi argomenti di conversazione si riducono tutti ad un unico denominatore comune, ovvero il suo ex fidanzato. Mi parla costantemente di questo ragazzo, mi manda gli screenshot dei suoi messaggi etc.etc. Immaginate di passare una mattinata in biblioteca a studiare e sentir parlare in continuazione di queste cose. Ora, io non dico che occorra discutere della morale kantiana o dell' etica aristotelica ma santa pace, così non si può andare avanti. Sono stata addirittura coinvolta nelle loro discussioni per fare da "paciere" perchè, in tutto questo, ho dimenticato di aggiungere che è come se non si fossero mai lasciati: si vedono e si sentono quasi tutti i giorni. Io onestamente non ne posso più di questo clima ossessivo, non ne posso più di essere coinvolta in emerite ca***te (pardon my French) e, soprattutto, non ne posso più di vedermi sbandierata costantemente in faccia questa pseudo-relazione dopo che ho passato un inizio anno tremendo a causa della rottura con il mio ex e a causa di un' altra persona che mi ha usata (questa è un' altra storia che poi vi racconterò con calma). Secondo voi come posso far capire a questa amica che sta diventando opprimente senza perderla? Purtroppo tra le mie virtù non rientra la diplomazia e mi dispiacerebbe assai perdere uno dei pochi rapporti di amicizia che ho.
  • Eccomi 25 mesi
    @plutone sono perfettamente d'accordo che ci voglia il giusto mix tra supporto ed evoluzione naturale, il gravissimo problema è che non c'è nessuno che sia in grado di individuare in maniera "provata" questo giusto mix, per cui si procede a "tentoni" e l'incertezza dell'agire porta ansia. Io adesso sto abbastanza lasciando che la "natura faccia il suo corso" ma non posso fare mai a meno di chiedermi se faccio bene e la risposta la avrò se va bene tra più di dieci anni. Nel frattempo c'è da farsi venire qualche malanno per lo stress.
    [tra l'altro mio figlio è tra i pochi che non ha fatto ABA, su consiglio dell'Npi che nel suo caso l'ha sconsigliata, e non riesco a non chiedermi se era meglio farla]
    Immagino benissimo come ci si senta,sperduti e spaventati,pieni di dubbi...ma io sono straconvinto che la vita evolutiva di un bambino neurodiverso non sia per forza piu' spaventosa,passami l'aggettivo,di quella di un bambino neurotipico,perche' come dicevi tu,si procede sempre a tentoni,perche' nessun bambino al mondo segue perfettamente uno schema standard che ci rassicuri. Io penso che questa consapevolezza possa aiutare molto le mamme e i papa' di ogni bambino a trovare quel mix di cui parlavamo,che comunque non sara' mai un mix perfetto,perche' la perfezione,lo ripeto allo sfinimento,e' una chimera creata per rovinarci la vita. Tu sei una brava mamma anche se non sei perfetta,per il semplice fatto che non puoi esserlo. Godetevi i vostri bambini cosi come sono,siete fortunati ad averli nelle vostre vite!!!!!!!!
  • Eccomi 25 mesi
    @plutone sono perfettamente d'accordo che ci voglia il giusto mix tra supporto ed evoluzione naturale, il gravissimo problema è che non c'è nessuno che sia in grado di individuare in maniera "provata" questo giusto mix, per cui si procede a "tentoni" e l'incertezza dell'agire porta ansia. Io adesso sto abbastanza lasciando che la "natura faccia il suo corso" ma non posso fare mai a meno di chiedermi se faccio bene e la risposta la avrò se va bene tra più di dieci anni. Nel frattempo c'è da farsi venire qualche malanno per lo stress.
    [tra l'altro mio figlio è tra i pochi che non ha fatto ABA, su consiglio dell'Npi che nel suo caso l'ha sconsigliata, e non riesco a non chiedermi se era meglio farla]
  • Eccomi 25 mesi
    Scusate ma credo che ogni preoccupazione di un genitore meriti rispetto, altrimenti dovrei dire che per me molti bambini descritti qui non hanno nulla di così preoccupante da allarmarsi in questo modo..
    Qui ci sono tutti bambini che anche solo 10 anni fa non se li sarebbe calcolati nessuno anche con tutte le problematiche.
    Di certo non sarebbero stati considerati disabili...
    Ciò che è cambiato è che la psichiatria ha cominciato, in questo momento storico, ad occuparsi dei bambini allo scopo di fare probabilmente prevenzione ( o chissà che altro)
    E quindi tutti i bambini fuori norma oggi vengono attenzionati.
    Che siano ritardi psicomotori, deficit attentivi, comunicativi, motori..
    Non esiste una differenziazione in questo momento, son tutti bambini che per vari motivi non raggiungono le tappe previste e per questo gli viene affibiata una qualche etichetta di disabilità.
    @plutone io concordo completamente con te ma nessun genitore purtroppo riesce a non farsi sopraffare dall'ansia quando si ritrova tra le mani una diagnosi di disabilità mentale cronica. Bisogna un po' passarci per capire..
    Dopodiché io la penso esattamente come te e figurati che io sono una di quelle persone davvero non conformiste che ha sempre visto la diversità come un pregio..
    Però credimi.. è un brutto momento questo per i genitori, molto brutto.
    Ti ringrazio tanto per le tue parole. Hai ragione su tutto.
    Pure io trovo orribile questa ricerca ossessiva dei sintomi.. trovo orribile tutto.
    Sto cercando di andare controcorrente proprio per questo ed è molto faticoso ma è una questione di rispetto e amore verso mio figlio che non merita di essere trattato come una persona malata o sbagliata, perché questo si, potrebbe fare grandi danni.
    Che dirti.. grazie! Sante parole..
    io mi metto nei panni di voi mamme e proprio per questo ho scritto che agite per amore,ma sono convinto che a volte l'amore debba realmente rivolgersi a cio' che e' bene per la persona amata,anche quando questo ci richiede un grande sacrificio. Forse perche' io rientro nello spettro da tutta la vita,ho sviluppato un modo di vedere le cose diverso,cioe' mi sono chiesto se essere autistici sia un dramma. La risposta che mi sono dato e' che il dramma lo facciamo noi a causa delle pressioni di una societa' costruita sulla vanita' inconsistente dell'essere tutti uguali. Se noi siamo autistici,la societa' allora e' ottusa. Se ci fosse una giusta valorizzazione delle diverse abilita',ci sarebbe spazio per tutti e i genitori non avrebbero motivo di essere continuamente in ansia per il futuro dei propri figli. Per esperienza so che il sostegno dei professionisti e' molto importante,ma lo e' anche lasciare un po' le cose al tempo e alla natura. Trattandosi di problematiche dello sviluppo,non sappiamo mai con certezza cosa possa accadere...se non quando il bambino ha smesso di essere tale. I miracoli succedono. Ci sono progressi inaspettati. Alcuni si ottengono col sostegno e altri avvengono spontaneamente. Ma perche' questo possa accadere ci vogliono ambo le cose:il sostegno ma anche la liberta' di lasciare che la natura faccia il suo corso a modo suo.
  • Rapporto genetica e ambiente: vecchi commenti interessanti
    Qui la discussione vecchia: riporto i commenti che ho trovato interessanti
    https://www.spazioasperger.it/forum/discussion/7193/l-autismo-potrebbe-essere-una-risposta-adattativa-a-seguito-di-un-precoce-sviluppo-atipico
    Copincollo i commenti di Wolfgang:
    “Io reputo questa teoria non solo interessante ma molto vera ed è una cosa che dico da anni. In realtà negli adulti con autismo lieve non si riescono ad identificare modifiche strutturali nel cervello tali da giustificare il grado di autismo. Probabilmente non ci sono. E' molto probabile che magari differenze più marcate fossero presenti da bambino e poi sono andate via, lasciando però l'abitudine e l'apprendimento derivante dalle prime esperienze di vita.
    Non esiste un unico cervello autistico, ogni persona autistica è diversa ed ha un cervello "differentemente diverso", come spieghi che a fronte di cervelli molto diversi tra loro, con circuiti coinvolti molto differenti tra loro l'esperienza di vita ed i comportamenti siano così simili?
    A me sembra la spiegazione più plausibile. Un comportamento non nasce mai (o quasi) da una neurologia, nasce dall'interazione tra la neurologia e l'ambiente. Capire questo è importante perché è l'unico modo per pensare con rispetto all'autismo. Capire che se una persona autistica si comporta in un certo modo non è perché è sbagliata e va corretta ma perché è il modo migliore in cui ha la capacità di rispondere ad un dato ambiente.
    Un bambino che si tappa le orecchie non ha una stereotipia motoria, è in un ambiente troppo stimolante. Cercare i "geni" o la "neurologia" per il "tapparsi le orecchie" non ha senso, così come non ha senso insegnargli a non farlo. Ha senso capire invece che "tapparsi le orecchie" è una risposta adattativa dell'organismo ad un ambiente sensoriale troppo stimolante”
    “Tutte le condizioni psichiatriche si diagnosticano attraverso il comportamento. Il discorso è proprio questo, il modo in cui diagnostichiamo l'autismo è determinato dalla società. Per quanto riguarda la neurologia, le comunanze sono pochissime anche nel basso funzionamento, non c'entra nulla il cut-off. Il tuo cervello è diverso MA se lo confronti con quello di un'altra persona con il tuo stesso punteggio del RAADS-R sarà diverso in modo diverso e potrebbe essere diverso "uguale" ad una persona che non è autistica. Nessuno dice che non si trovano differenze nei cervelli degli autistici, il problema è che queste differenze non sono patognomoniche dell'autismo.
    Tu stesso dici che i comportamenti sono limitati perché è la società a determinarli. Non mi sembra che dica nulla di differente l'articolo.
    Il comportamento è dato dalla società.
    L'autismo è diagnosticato attraverso il comportamento.
    Ogni organismo (ognuno) cerca di adattarsi al meglio all'ambiente.
    Quindi il comportamento reputato "sbagliato" delle persone autistiche non è altro che il loro modo di adattarsi all'ambiente.
    Quindi modificare quel comportamento senza capirne l'origine potrebbe essere controproducente”
    “in alcuni casi forse l'autismo è protettivo ma si sa che a parità di diagnosi e di sviluppo precoce l'ambiente familiare ed educativo può modificare la traiettoria di sviluppo e l'outcome. Altrimenti non esisterebbero terapie per l'autismo. Fino a prova contraria le uniche terapie efficaci per l'autismo sono psicosociali / comportamentali”
    “Per esempio, in un processo chiamato costruzione di nicchia, un individuo sceglie di interagire con gli aspetti del suo ambiente che piú si adattano al suo particolare modo di elaborare le informazioni. Diversi tipi di condizioni che colpiscono l´efficienza delle sinapsi possono evocare nell´insieme la stessa risposta nel cervello, ponendolo su un percorso di sviluppo che poi si traduce nei modelli comportamentali caratteristici dell´autismo. "
    "Siamo in grado di affrontare questo problema considerando l´ambiente percepito – che é l´ambiente elaborato dal cervello – come guida all´adattamento. Anche sottili differenze cerebrali nei primi anni di vita fanno sí che cervelli differenti esplorino lo stesso ambiente in modi diversi. In altre parole, l´ambiente elaborato da un cervello atipico é differente, ed é questo ambiente percepito che si adatta al suo corso di sviluppo"
    “C'è scritto che negli orfanotrofi, quando i bambini sono deprivati affettivamente ed emotivamente, i bambini sviluppano tratti e comportamenti autistici. Questo è scientificamente fondato e c'è un numero infinito di studi. Senza scomodare gli orfanotrofi possiamo parlare di bambini ciechi o sordi alla nascita, di bambini con ospedalizzazioni prolungate, delle tecniche di tortura applicate durante molte guerre, degli animali negli zoo, etc.. ovunque ci sia una deprivazione (o un eccesso) di stimolazione sociale o sensoriale, persone altrimenti tipiche sviluppano comportamenti autistici (che non è la stessa cosa di dire che siano autistici alla nascita).
    L'autore, traendo da questa evidenza scientifica pone in dubbio che quello che noi chiamiamo comportamento autistico nelle persone autistiche sia connaturato alla persona autistica. Quello che l'autore dice è che ad essere connaturata è una differente percezione del mondo sensoriale e sociale, che rende la vita della persona autistica simile a quella che hanno le persone nelle condizioni sopra elencate, e che questo produce i comportamenti che chiamiamo autistici nelle persone autistiche.
    In modo sintetico e schematico:
    L'autore dice che è sbagliato dire:
    Persona autistica + Comportamento Autistico --> Il comportamento autistico è direttamente collegato all'autismo (neuro-biologico-genetico) della persona.
    Mentre è giusto dire:
    - Persona NON autistica --> Percezione tipica del mondo sociale e sensoriale --> L'ambiente E' ostile e quindi lo percepisce come tale --> Sviluppa come reazione comportamenti che definiamo autistici (ma non è autistica).
    - Persona autistica (neuro-biologico-genetico) --> Percezione differente del mondo sociale e sensoriale --> Percepisce un ambiente che NON sarebbe ostile per altre persone come ostile PER LUI --> Sviluppa come reazione comportamenti che definiamo autistici --> L'interazione del comportamento della persona con l'ambiente modifica e cristallizza le strutture cerebrali mantenendo un comportamento che potrebbe essere sfumato stando in un ambiente accogliente per la particolare differenza neuro-biologica della persona autistica”
    “a) io non penso che la medicina possa fare sociologia, penso infatti che ad occuparsi delle persone autistiche sarebbe meglio che lo facesse uno psicologo o un educatore piuttosto che un medico (oh, guarda caso, le terapie efficaci sono quelle psicosociali non quelle mediche).
    b) nessuno, né io né chi ha scritto l'articolo ha detto che i bambini degli orfanotrofi rumeni siano autistici.
    c) Bruno Bettelheim oltre ad essere un truffatore (si lo era) non si è mai occupato di bambini autistici, è stato proprio questo il suo errore primario. Confondere il comportamento autistico derivato da deprivazione sociale con l'autismo "vero" e partendo da questo dedurre che l'autismo vero fosse provocato da deprivazione sociale a causa della società. Cioè Bettelheim ha fatto secondo me lo stesso errore che stai facendo te ma al contrario (in senso opposto). Tu pensi che un effetto sia collegabile ad una singola causa e conoscendo la causa (genetica) pensi che l'effetto sia anche esso determinato dalla genetica. Bettelheim viceversa conosceva l'effetto (sociale) e quindi pensava che la causa fosse anch'essa sociale. Entrambi a mio avviso peccate di riduzionismo.
    d) L'OMS che piace tanto a te e che piace tanto a me, parla di modello bio-psico-sociale della disabilità, proprio perché qualsiasi disabilità deriva dall'interazione tra biologia, psiche e sfera sociale. Nessuna di queste tre componenti da sola è in grado di spiegare il fenomeno e causa ed effetto sono sempre intrecciate in modo interattivo.
    Il modello bio-psico-sociale è una strategia di approccio alla persona, sviluppato da Engel negli anni Ottanta [1] sulla base della concezione multidimensionale della salute descritta nel 1947 dal WHO (World Health Organization). Il modello pone l’individuo ammalato al centro di un ampio sistema influenzato da molteplici variabili. Per comprendere e risolvere la malattia il medico deve occuparsi non solo dei problemi di funzioni e organi, ma deve rivolgere l’attenzione agli aspetti psicologici, sociali, familiari dell’individuo, fra loro interagenti e in grado di influenzare l’evoluzione della malattia. Il modello bio-psico-sociale si contrappone al modello bio-medico, secondo il quale la malattia è riconducibile a variabili biologiche che il medico deve identificare e correggere con interventi terapeutici mirati. Noto a tutti è ormai il concetto di salute del WHO che fa riferimento alle componenti fisiche (funzioni, organi strutture), mentali (stato intellettivo e psicologico), sociali (vita domestica, lavorativa, econo- mica, familiare, civile) e spirituali (valori), per identificare in esse le variabili collegate alle condizioni soggettive e oggettive di bene-essere (salute nella sua concezione positiva) e male-essere (malattia, problema, disagio ovvero salute nella sua concezione negativa) di cui tenere globalmente conto nell’approccio alla persona”
  • Ciao a tutti e perché una diagnosi
    Ciao a tutti,
    sono iscritta al forum da un po' ma finora mi sono limitata a leggere.
    Tutto è iniziato quando mi sono sentita dire che sembro autistica. Mi è stato detto in maniera affettuosa e simpatica e non con intenzioni offensive, ma mi è stato detto più volte da persone diverse. Questo mi ha portata a informarmi sull'autismo e sull'Asperger e mi sono riconosciuta in alcuni tratti. Ho fatto i vari test sull'autismo ma a seconda di come viene posta la domanda e quali sono le possibili risposte ho ottenuto risultati diversi; facendo una media sembra che io mi possa collocare in una situazione al limite, né francamente nello spettro né francamente nt.
    Sia da bambina che soprattutto ora da adulta mi sono sempre sentita un po' diversa e sono sempre stata considerata un "tipo particolare" dagli altri. Questo mi ha causato fastidi e disagi (ma chi non li prova nel corso della propria vita) senza però arrivare a veri e propri disturbi o limiti eccessivi. Da qui la mia perplessità sul cercare una diagnosi. Non avverto la necessità di un aiuto o di una spiegazione ma sicuramente mi piacerebbe approfondire per conoscermi meglio. Purtroppo dove vivo io non sono riuscita a trovare contatti utili e anche la difficoltà nel raggiungere centri specializzati mi frena nel cercare una diagnosi.
    Esperienze simili? Opinioni?
    Grazie.
  • AS come Donna, gusti e preferenze, l'uomo ideale
    Comunque so che esistono pure donne coraggiose e sicure, è raro ma ci sono.
    E gli uomini coraggiosi e sicuri sono molti di più?
  • AS come Donna, gusti e preferenze, l'uomo ideale
    @Markov ma ne trovi (o potenzialmente, nel caso in cui le cercassi, le troveresti) di ragazze così? O concettualmente siamo sulla falsariga dell' "è raro trovare donne coraggiose" che hai scritto ieri mattina (mi pare) in un alto thread? :)
  • AS come Donna, gusti e preferenze, l'uomo ideale
    @SirAlphaexa estremizzo volutamente le percentuali (per spiegarmi meglio): il 98% delle donne non sopporta l'uomo depresso al proprio fianco e si pente della scelta di vita fatta (senza per forza separarsi o altro, sia chiaro). il 70% degli uomini non tollera la donna depressa al proprio fianco e pure lui si pente della relazione in cui è "finito". Giustissimo dire in quel caso "è pieno di donne così, sì, ma è pieno anche di uomini che non sostengono la compagna nei turbamenti". Ok, ma il punto è un altro: ponendo che sono discretamente misantropo (e quindi le mie percentuali saranno anche estremizzate come detto, ma a mio avviso neanche tanto), l'unica parte di umanità che apprezzo è quella che rappresenta l'eccezione positiva a questa (o un'altra, in un altro contesto) "triste regola". Di conseguenza guarderò quanti siano gli uomini che comprendono la donna con problemi psicologici e le stanno vicino, e quante siano le donne che fanno lo stesso con il partner maschio (parliamo di soggetti non pericolosi, nè violenti). Avrò quindi il 30% degli uomini a comportarsi in questo modo, e appena il 2% delle donne. Laddove a livello proporzionale i numeri 98 e 70 sono abbastanza simili tra loro (su 100, indicano maggioranze nette e tra loro abbastanza comparabili), i numeri 2 e 30 sono di una diversità proporzionale immensa. Spero di avere espresso il mio concetto. Poi i miei assunti di partenza possono non venire condivisi, è più che legittimo, ma in quanti si salvano dalle caratteristiche "negative" di cui parliamo sia io che te? Tantissimi uomini ricadono in tali caratteristiche, ma tanti (per me apprezzabilmente) ne stanno fuori. Tantissime donne - parimenti - ricadono in esse, ma assai poche ne stanno fuori. Sempre secondo me.

    (Non considero nel computo nè uomini nè donne che fanno una vita di guano solo perchè trovano sconveniente dal punto di vista "energetico" interrompere determinate relazioni, pienamente insoddisfacenti, in cui per l'altro/a l'interesse, anche solo puramente umano, si riduce a quello nutribile per un semplice conoscente).
Dona il 5x1000 a Spazio Asperger ONLUS. Codice Fiscale: 97690370586