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  • My Mad Dreams - Un progetto di "vita neurodiversa".
    Farò l'inktober al meglio delle mie capacità.
    Sarà un modo per riprendere in mano due cose: Anna e il disegno e migliorare in entrambe le cose.
    Il gioco ci metterò una vita a farlo ma in tanto fare qualche concept art non farà male e in tanto migliorerò con il disegno.
    (non pubblicherò qui i disegni giorno per giorno ma magari a gruppi di due o tre)

    Disegno N.0
    Fatto solo con inchiostro e matita perché ho una sola penna per disegnare: sono in attesa dell'arrivo del materiale.
    Mi eserciterò, prima di ottobre.

    Immagine
  • Inerzia autistica

    Molto interessante. Per rispondere alla tua domanda, non ho ancora imparato a gestirli (anche perchè io sono una di quelle con la diagnosi tardiva).
    A parte che io la "palla di neve" la rivolgo verso me stessa, perchè non mi accorgo che mi sto sfinendo facendo cose che mi mettono in condizione di discomfort fino a che non crollo, tipo oggi.
    Secondo me una chiave di lettura puo' essere questa : " Perhaps this is because true comfort and contentment is rare for us or because of sensory overload?"

    Su questo credo che abbia ragione. Non ci sentiamo spesso davvero a nostro agio e quindi è un gioco di continui adattamenti che succhiano energia a più non posso.
    Di solito la soluzione tipica è: mi isolo e non faccio nulla o quasi ( salvo poi sentirmi in colpa perchè sto "sprecando tempo"). Ma è sbagliato sentirsi in colpa perchè poi quando si crolla male è peggio, e prendersi cura di se è importante.
    Credo che sarebbe importante avere delle piccole strategie per le cose che più stancano.
    Sull'alzarsi la mattina, come dici tu, ad esempio, e su decine di altre.
    Ma forse questo potrebbe anche significare "lavoro in più" per la nostra psiche.
    Boh.....io stavo pensando di usare la tecnica della compensazione energetica di cui parla Attwood...il fatto è che lo penso, poi mi dimentico e ci ricasco....



  • Piccoli e grandi traguardi dei nostri cuccioli...oggi sorrido perché....
    Oggi sorrido perché il mio cucciolo ha fatto ballare il pupazzetto di Calimero di sua iniziativa mentre io cantavo facendogli fare tutti i passi della canzone che di solito balla lui...un bel esempio di gioco simbolico che a tre anni finalmente sta venendo fuori abbastanza frequentemente.
  • Pessimismo cosmico, storico, eroico; " erotico"?
    Per me è stato una divinità dell'infanzia e mi sembra utile pure conoscere i non esempi.
    È vissuto nelle menti di tutti gli italici non agiati di psiche che si sono imbattuti in lui.
    Non è vissuto per sé stesso.
    Come pure Galois vissuto nelle menti di tutti i matematici del primo o secondo anno nonché esempio da non imitare :)
    Forse però fa un pochino più dispiacere quando questi personaggi vivono troppo nelle menti di persone che hanno il loro pane ma non i loro denti, ovverosia tutti noi.
    Ricordo che alla mia prof di italiano delle medie non piacque una mia poesia sulla salvaguardia dell'ambiente che ci diede da fare come compito. Non le piacque il pessimismo.
    Aveva perfettamente ragione però. Uno di 13 anni non va stimolato con feedback estranianti.
    è notevole come tu riesca a stare in tema pur andando fuori tema :D sembra un gioco di parole per dire ironicamente che svacchi i threads, ma non è così (anzi, spesso è l'esatto opposto). Concordo con buona parte di questo tuo post.
  • Non so più chi sono
    Pensi che chiedere scusa per aver perso il controllo sia possibile?
    Questo non vuol dire: Lucy 100% torto su tutto e il resto coinvolto 100% ragione su tutto.
    Molte volte quando succedono queste cose ognuno ha le sue parti di responsabilità, il primo passo per riconoscerle e fermare il tracollo.
    Secondo me dire che hai perso il controllo,... punto. senza se e senza ma e prendersi del tempo per riflettere, può essere un primo passo per dare razionalità alla vicenda. Un passo adulto
    Vuol dire cercare di rimettere in gioco delle possibilità di recupero. Passeresti la patata bollente della responsabilità agli altri.
    Tieni conto che potresti trovarti davanti delle persone che anche loro hanno perso il controllo e perso un comportamento adulto, per cui potrebbero chiuderti la porta in faccia.
    Ma alla fine tu avresti fatto comunque un passo riparatore.
    Ho già ammesso di aver perso la bussola e pesantemente
    Solo che dopo è emersa ulteriore merda e quindi ci ho pure fatto la figura dell ipocrita
    Il tutto è contornato da una bella depressione per cui somo qui che cerco di trovare il coraggio di chiamare il medico perché qua va a finire davvero male
  • Non so più chi sono
    Pensi che chiedere scusa per aver perso il controllo sia possibile?
    Questo non vuol dire: Lucy 100% torto su tutto e il resto coinvolto 100% ragione su tutto.
    Molte volte quando succedono queste cose ognuno ha le sue parti di responsabilità, il primo passo per riconoscerle e fermare il tracollo.
    Secondo me dire che hai perso il controllo,... punto. senza se e senza ma e prendersi del tempo per riflettere, può essere un primo passo per dare razionalità alla vicenda. Un passo adulto
    Vuol dire cercare di rimettere in gioco delle possibilità di recupero. Passeresti la patata bollente della responsabilità agli altri.
    Tieni conto che potresti trovarti davanti delle persone che anche loro hanno perso il controllo e perso un comportamento adulto, per cui potrebbero chiuderti la porta in faccia.
    Ma alla fine tu avresti fatto comunque un passo riparatore.
  • Hanno ancora senso i concorsi di bellezza?
    A me piace vedere i concorsi di bellezza e tutta questa smania di nascondere che si sta valutando unicamente secondo criteri estetici, la trovo assurda. Darei per scontato che quelle ragazze sono persone, il fatto di ricordarlo ogni 2 secondi mi fa sorgere il dubbio che qualche dubbio permanga (perdonate il gioco di parole). Per me una miss deve essere bella, alta e magra. Ciò non significa che una donna bassa o in carne non sia bella, ma parteciperà a miss curvy e a miss petite rispettivamente.
  • Ansia ingiustificata o reale problema?
    Grazie della risposta damy.

    Il contatto oculare è la cosa più palese appena la conosci, ultimamente riusciamo ad averlo di più perchè abbiamo iniziato con molta pazienza a cercare di insegnarli le parti che compongono il viso, gli occhi, i capelli, la bocca. Il gioco lo ha recepito spesso viene lei ad indicarti le parti ma vuole che sia tu a dirlo ed io ne approfitto per cercare di insegnargli qualche parolina.
    La cosa che mi da più sconforto in questi giorni e che per assurdo la piccola di 2 mesi sembra avere più contatto oculare della (si fa per dire) grande.

    Per quanto riguarda il prendere il discorso di petto, credimi non è facile. Mia moglie da quando è nata la prima figlia ad oggi oltre che l'ultima gravidanza ha dovuto anche sopportare un intervento chirurgico che l'ha lasciata afona per quasi 4 mesi. Tutto questo al momento ha creato un clima molto teso, nervoso, fra quello che abbiamo passato e i classici sfinimenti di gestire 2 bimbe così piccole.
    Per assurdo la paura non è quella di affrontare quello che può dirci un npi ma di accettare l'idea che qualcosa di strano c'è e che bisogna andare. Non so se aspettare, non so se prendere di petto la situazione e in che modo farlo, non voglio essere diretto per non ottenere una reazione uguale e contraria, da mamma sai benissimo come ci si può sentire sia avendo il sospetto sia durante l'allattamento di una bimba di 2 mesi. Ogni consiglio a riguardo è quello di cui ho bisogno ora..
    Grazie ancora per la risposta
  • Ansia ingiustificata o reale problema?

    Buongiorno a tutti, sono il papà di una bellissima
    principessina, mi ritrovo a chiedere a voi genitori un aiuto, piuttosto che
    rivolgermi direttamente ad un npi, per capire se la mia piccola principessa
    possa o no avere dei tratti riconducibili all’autismo. Non ci siamo ancora
    rivolti ad uno specialista per diversi motivi, da una parte è da poco nata (2
    mesi) un'altra bimba e molti di voi sanno quanto sia delicato e mentalmente
    stancante questo periodo soprattutto per le mamme, dall’altra io e mia moglie è
    ormai 1 anno che non facciamo altro che accennarci le nostre perplessità per
    poi smontarle, forse per paura, forse perché ci riteniamo un po’ ansiosi. La
    mia principessina ha 2 anni (preferisco non dire il nome per ora), lei è la
    bimba più bella del mondo e non lo dico con gli occhi innamorati di un papà è
    veramente bellissima. E da 1 anno che noto differenze con bambini della sua età
    inoltre è come se sentissi nel profondo dell’anima che qualcosa non andasse con
    lei, provo a riassumere le mie perplessità a tratti condivise con mia moglie in
    gruppi:

    Il linguaggio, la piccola mia piccola principessa ad ora ha
    un ritardo nella parola, lei parla e anche tanto ma con frasi incomprensibili,
    cioè accosta diverse parole incomprensibili anche con vocalizzi difficili da
    ripetere. Le parole che conosce non sono tantissime, la prima che ha imparato
    quasi subito e acqua a circa un anno e le restanti stiamo notando qualche
    piccolo miglioramento in questo periodo. Non dice mamma, vi lascio immaginare
    quanto mia moglie stia soffrendo per questa cosa, dice papà ma mai detto
    cercandomi oppure guardandomi (sembra che lo ripeta perché ha imparato la
    parola non perché la usi), non dice nonno o nonna nonostante siano molto
    presenti. Altre parole le dice ora dopo un lungo periodo di tentativi ma sono
    comunque poche rispetto ai suoi coetanei e fra queste una buona parte dette a
    metà per esempio ca (cane). Su questo argomento ci siamo rivolti alla pediatra
    che ci ha detto di aspettare i 2 anni e mezzo ed eventualmente rivolgersi ad un
    logopedista.

    Movimento, la mia principessina ha imparato a camminare
    intorno al 14esimo mese, fino a poco tempo fa camminava sulle punte ma
    solo quando stava scalza, ora ogni tanto lo fa ma decisamente di meno rispetto
    a prima. È molto distratta… spesso finisce per cadere perché non fa caso agli
    oggetti che possono impedire la sua corsa sfrenata e non parlo di ostacoli per
    terra tante volte non vede neanche gli oggetti ad altezza degli occhi. Per il
    resto ha una manualità disarmante tutti i giochi difficili per la sua età dove
    è prevista una buona manualità dopo averli visti li riesce a ripete quasi
    perfettamente.

    Comportamento, il mio tasto dolente dove sinceramente ho
    avuto le mie perplessità fin dall’inizio… da quando ha 1 anno se chiamata si
    gira veramente ma veramente pochissime volte … parlo di una media di circa il
    30% delle volte, ho provato di tutto chiamarla in modo insistente, chiamarla
    quando non è indaffarata a giocare ma niente. Ultimamente c’è un piccolo
    miglioramento ma mi rendo conto che è dettato solo dal fatto che dopo il suo
    nome aggiungo altro per esempio Lucia (nome di fantasia) andiamo a nanna. Anche
    l’uso delle parole per comunicare noi.. come ho già detto ad oggi non è mai
    successo che ci chiami e ci guardi negli occhi per chiedere qualcosa di solito
    viene ti tira o ti grida e indica l’oggetto che desidera gli oggetti che vuole
    più di frequente ha imparato a dirli ma si tratta solo dell’acqua e di un
    giocattolo. Capita però che ci guardi negli occhi di sua spontanea volontà e ci
    sorrida o che corra da noi per abbracciarci. Gioca tanto ed è sempre sorridente
    quando lo fa, ultimamente merito dell’asilo viene ti prende la mano e vuole
    fare il giro giro tondo, il suo gioco è sia solitario che di gruppo da quello
    che mi dicono all’asilo, io noto invece che con altri bambini ha difficoltà
    negli approcci corre incontro è molto interessata prova ad instaurare un
    contatto ma quando si rende conto di non essere capita prende e se ne va a
    giocare come il suo solito. Per lei non ci sono differenze fra tante persone
    anche sconosciute o poche non è una bimba che si innervosisce in base alla
    presenza o no di sconosciuti tranne sé non ha sviluppato una forte antipatia
    come per la sua pediatra. Ultimamente, forse complice l’età tipica dei
    capricci, ha episodi di nervosismo anche in alcuni casi forti quando vuole una
    cosa e non è possibile dargliela e credetemi facciamo veramente tanta
    difficoltà a calmarla. Ha comportamenti descritti come indicatori anche se
    personalmente io li ho sempre considerati normali nei bambini, sfarfalla le mani ma lo fa come gesto
    di felicità e si diverte a girare su sé stessa fino a barcollare per poi iniziare a girare dall'altro lato. Per il resto
    vi ripeto è molto affettuosa quando vuole (ultimamente lo è di più), cerca molto il contatto soprattutto con
    me, con la mamma giustamente lo cerca quando ha qualche dolore o fastidio,
    sorride e ride di gusto se per esempio gli dico che sto andando a prenderla per
    fargli il solletico o vede un gioco o un cartone animato che gli piace.

    In casa ormai viviamo male questo perenne dubbio che
    qualcosa non vada, io in realtà e come se fossi un po’ rassegnato all’idea che
    prima o poi arriverà il momento in cui qualcuno mi confermi che ha tratti
    autistici, mia moglie la vive malissimo passa momenti in cui si convince a
    momenti in cui mi accusa di farmi problemi che non esistono, con il risultato
    che tendo a non prendere più il discorso ma aspetto pazientemente che sia lei
    ad avanzare un dubbio, ha passato dei brutti momenti e cerco sempre di proteggerla sopratutto se tutto questo si rivelerà essere solo una mia ansia inutile.  Voi genitori che siete finiti nel tunnel dell’autismo
    cosa potete dirmi a riguardo? Sono io ad essere ansioso sul suo stato (magari…
    lo spero ogni giorno) oppure dovremmo approfondire quanto prima in modo da
    indirizzarla verso percorsi che la possono aiutare?

    Grazie per aver letto fino a qui

    P.S. non pensavo di riuscire a scrivere così tanto su di un forum :-)

  • Rumori e suoni
    dovete sopportare! tutta la sperimentazione vocale serve per acquisire al meglio il linguaggio. sirene, lallazioni e altro, sono tutte piccole scoperte della capacità vocale umana.
    certo che se non sanno ancora regolarsi è dura, ma censurarli è peggio (tipo farli smettere imponendoglielo) perché l'energia si accumula costantemente.

    visto che va all'asilo, più avanti a 6 anni potrete fargli incanalare l'energia nello sport, al punto da motivarlo e...stancarlo.
    ad esempio a 6 anni il nuoto, che a quell'età viene proposto come gioco o le arti marziali, che danno disciplina.
    a me è servito praticare arti marziali: disciplina, obiettivi, elasticità del corpo, comprendere le posture, scaricare gran parte dell'energia. tutti elementi positivi uniti al fatto che al 90% è uno sposrt individuale. perfetto!

    tuttavia @Lifels l'iperattività continua per tutta la vita. il problema è che rimane difficile gestire un solo compito senza avere la frenesia di abbandonarlo subito per fare altro. ci si deve dare delle regole (ma spesso neanche questo funziona) e col lavoro è davvero dura.

  • Rumori e suoni
    @JAA005 mi sembra che la penalizzi perché mi pare che perda i pezzi di ciò che le accade intorno e quindi dà l'impressione di stare sempre nel suo mondo. Fa solo ciò che le piace e non ti dà soddisfazione nella relazione a meno che non facciamo una cosa che la esalta. Mia figlia ad esempio adora ballare e se balliamo è completamente con me, se le propongo però qualcosa io 1non posso controllare io il gioco, lo deve fare da sola altrimenti molla e se ne va 2 se in tempo 3 secondi non riesco ad interessarla non aspetta oltre e se ne va 4 si distrae continuamente.5 deve muoversi sempre. Noto però da un po' che 1 sembra non prestare attenzione ma poi a distanza di tempo mi dimostra che quella cosa l'ha notata eccome 2 se non le dico "fai così!" ma lo faccio e basta, lei è come se lo registri in un attimo. Non ti nascondo però che è stressante per entrambe. Per lei che immagino odi sentirsi comandata sempre ma anche per me che devo sempre cercare una via per relazionarmi al meglio. Di fronte ad un bimbo che vive nel suo mondo e che sembra non filarsi ciò che accade intorno e che non si ferma un secondo, sorge spontaneo guidarlo, correggere dei comportamenti, cercare di aumentare gli interessi ma soprattutto suggerire il modo migliore di relazionarsi con gli altri. Ma spesso tutti questi tentativi sono goffi e soffocanti per il bimbo e fanno sentire sia lui che il genitore incapace. Risultato il bimbo pare non fermarsi un attimo e tu hai la sensazione che non abbia imparato nulla... </blockquote
    Hai descritto mio figlio .
  • Rumori e suoni
    @JAA005 mi sembra che la penalizzi perché mi pare che perda i pezzi di ciò che le accade intorno e quindi dà l'impressione di stare sempre nel suo mondo. Fa solo ciò che le piace e non ti dà soddisfazione nella relazione a meno che non facciamo una cosa che la esalta. Mia figlia ad esempio adora ballare e se balliamo è completamente con me, se le propongo però qualcosa io 1non posso controllare io il gioco, lo deve fare da sola altrimenti molla e se ne va 2 se in tempo 3 secondi non riesco ad interessarla non aspetta oltre e se ne va 4 si distrae continuamente.5 deve muoversi sempre. Noto però da un po' che 1 sembra non prestare attenzione ma poi a distanza di tempo mi dimostra che quella cosa l'ha notata eccome 2 se non le dico "fai così!" ma lo faccio e basta, lei è come se lo registri in un attimo. Non ti nascondo però che è stressante per entrambe. Per lei che immagino odi sentirsi comandata sempre ma anche per me che devo sempre cercare una via per relazionarmi al meglio. Di fronte ad un bimbo che vive nel suo mondo e che sembra non filarsi ciò che accade intorno e che non si ferma un secondo, sorge spontaneo guidarlo, correggere dei comportamenti, cercare di aumentare gli interessi ma soprattutto suggerire il modo migliore di relazionarsi con gli altri. Ma spesso tutti questi tentativi sono goffi e soffocanti per il bimbo e fanno sentire sia lui che il genitore incapace. Risultato il bimbo pare non fermarsi un attimo e tu hai la sensazione che non abbia imparato nulla...
  • Jo 1 - teste vuote 0. A volleyball col nemico
    Uno sport in cui non è fondamentale il gioco di squadra ci hai pensato? O almeno non così necessario.
    Sono cintura marrone di karate, pertanto ci ho pensato, ma adoro la pallavolo ,quindi ingoio dei rospi. È come per la musica: un percussionista non è un solista, so anche suonare il piano, ma amo le percussioni. La passione fa superare le facce di ...
  • Jo 1 - teste vuote 0. A volleyball col nemico
    Uno sport in cui non è fondamentale il gioco di squadra ci hai pensato? O almeno non così necessario.
  • Siamo un mazzo di carte, ma a che gioco giochiamo?
    “Forse si puo' provare a creare noi il nostro gioco e vedere chi è interessato a giocarlo, invece di cercare sempre di imitare noi quelli degli altri....”
    Grazie di queste parole.
  • Siamo un mazzo di carte, ma a che gioco giochiamo?
    Guarda, non so giocare a carte e quindi non so se ho capito ma per rispondere a questo :  "qual è, se è possibile saperlo, lo scopo e il regolamento di questo complesso mondo sociale in cui interagisco io e gli altri (e raramente io con altri).
    In breve, ditemi, a che gioco giochiamo?" cit.
    ti dico che....il problema per noi è proprio questo.
    E non è ne assurda e nemmeno paradossale la domanda. E' normale per chi ha vissuto sempre in un mondo non suo, estraneo, di cui appunto non riconosce le regole.
    Non so quale sia la risposta, la sto ancora cercando. So solo che mi sono sempre sentita aliena, ed alla disperata ricerca di qualcuno, come me, che giocasse a regole più simili alle mie.
    Forse si puo' provare a creare noi il nostro gioco e vedere chi è interessato a giocarlo, invece di cercare sempre di imitare noi quelli degli altri....   ;) 
  • Jo 1 - teste vuote 0. A volleyball col nemico
    Invidio la tua forza d’animo.
    Ho vissuto una situazione simile per anni, in una squadra di calcio, solo che attuai una tattica differente e credo alla lunga più inefficace, per non dire pericolosa per me che l’attuavo.
    Ovvero facevo Buon viso a Cattivo gioco, così studiatamente e immergendomi tanto nelle emozioni autoindotte che dimenticai di far buon viso a cattivo gioco.
    Ovviamente tutto culminò in un addio ingiustificato, ansia e disturbo dell’umore.
    Non farti mai parassitare dalle idee degli altri.
    Buona vita!
  • Siamo un mazzo di carte, ma a che gioco giochiamo?
    Siamo come un mazzo di carte.
    Prendiamo, ad esempio, un mazzo da 52 carte: 4 semi diversi, 13 carte per seme, ogni carta è unica ma...
    Non tutte hanno lo stesso valore.
    Ogni gioco ordina le carte secondo una propria scala di valore.
    Un due di picche (questo esempio è puramente casuale), a briscola, può essere una carta a valore nullo - se briscola è un altro seme - ma può anche garantirti molti punti - se briscola è picche.
    Ciò che voglio dire, con questa imbarazzante analogia, è che ognuno di noi è come una di queste carte e assume un determinato valore a seconda del contesto in cui si trova.
    Ma in un gioco di carte, ogni carta assume un valore solo in virtù di uno scopo preciso, esplicitato prima di giocare.
    È qui che sorge un’incongruenza tra la metafora e la realtà e che io vi pongo questa domanda (forse stupida, forse insensata...): qual è, se è possibile saperlo, lo scopo e il regolamento di questo complesso mondo sociale in cui interagisco io e gli altri (e raramente io con altri).
    In breve, ditemi, a che gioco giochiamo?
    Proprio mentre stavo scrivendo ciò che volevo scrivere, mi sono resoconto dell’assurdità delle mie pretese, della paradossalità della mia domanda, ma purtroppo questo è il destino riservato ad ogni mio tentativo di comunicare, ossia quello d’inabissarsi nell’impossibile o nella contraddizione.
    (Dunque potrei cancellare il tutto o sperare in un contatto, imbottigliare questo messaggio e gettarlo qui.)
    Se avete capito qualcosa di ciò che ho cercato di esprimere o se quantomeno avete intuito da che tipo di disagio le mie parole sono uscite, mi farebbe piacere sentire le vostre risposte, impressioni o i vostri dubbi in proposito.
  • Jo 1 - teste vuote 0. A volleyball col nemico
    Gioco in una squadra di volleyball con buoni risultati e pessimi rapporti con molti compagni di squadra. Li ho salutati a giugno con un "Vai a quel paese" o qualcosa del genere. Oggi rientro. Ho deciso di ignorare le loro provocazioni da spogliatoio e di concentrarmi sul gioco e di parlare SOLO con le due persone che tollero; a parte gli ipocriti che mi hanno dato del "gay" (Lo sono, ma non è il caso che mi ricordino le mie inclinazioni sessuali, non ho l'Alzheimer) e poi mi hanno salutato con grandi smancerie (A cui ho risposto con un "Ah, ciao") sono riuscito a:
    Giocare bene , ignorare le provocazioni ed ottenere il posto in prima squadra (Alla faccia del gigante, 15 anni senza cervello e con 1.90 di stupidità). Il mio nemico di squadra ha avuto la peggio, gli ha fregato il posto un "Gay autistico nano" (Cit). E vai.
    Jo
  • Se non è autismo che cos’e’?

    scusa ma se uno è subclinico QUINDI non soddisfa i criteri per dirsi autistico esattamente perché devi dire che rimane autistico? dai suoi geni? che poi, anche lì, dagli esami genetici non esce quasi mai nulla….mah....

    è un gioco di parole quindi


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