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  • il progetto "rain man"
    Io conosco molto bene il lavoro di cui si parla nell'intervista. Non servono competenze informatiche in quanto i ragazzi in questione si limitano a testare il codice scritto da altri. Si tratta di simulazioni di movimento di vari treni su una linea. Bisogna fare punto per punto i test che ti chiedono. Bisogna essere molto precisi nell'eseguire i vari punti in un determinato ordine, conoscere il comportamento atteso e segnalare eventuali bug. È una tipologia di lavoro che puoi imparare giorno per giorno, senza avere particolari esperienze pregresse o precisi studi propedeutici.
    Ho sempre lavorato in campo scientifico/tecnico e anche qui ci sono i colloqui. Non ti prendono neppure se sei Einstein. Bisogna sapersi vendere. Il camaleontismo femminile aiuta parecchio e anche l'incompetenza delle risorse umane che fanno i colloqui (neppure gli psicologi conoscono la AS, figuriamoci le Human Resource! Fortunatamente in questo caso!).
    Penso che sì, quel ragazzo avrebbe qualche problema a trovare lavoro e a mantenerlo. Quindi, ben vengano la legge 68 e le categorie protette.
    C'è una probabilità (per motivi che non vi sto a spiegare) che i miei colleghi scoprano della mia AS. Ho paura che si scopra perché i datori di lavoro non sempre sono così intelligenti dal prendersi i lati positivi della AS. Ho paura di venire osservata nei miei momenti di distrazione. Ho paura che si pongano delle domande quando ho bisogno di leggere 2 o 3 volte una frase prima di capirla. Ho paura che venga "contato" il tempo che impiego nel fare qualcosa. E, credetemi, se mi vedeste dall'esterno nella vita di tutti i giorni, non pensereste che ho la AS. Mi cercano per fare le pause alle macchinette e scherzo come fanno gli altri. È faticoso e l'ho imparato negli anni, ma le difficoltà sono anche pesanti talvolta e la paura è costantemente presente.
  • Perché sono così strano?
    Ciao a tutti sono nuovo mi sono praticamente appena iscritto, diciamo che per varie ragioni ho deciso di iscrivermi qui perché ero interessato ai vari argomenti trattati ed anche per conoscere persone nuove, sono reduce da una storia di "amicizia" conclusa, questa persona ha cominciato a dire che non sono giusto per lei, perché mi riteneva strano, io quando la conobbi le parlai del fatto che sono sempre stato abbastanza strano fin da piccolo, ma essa pensava che lo facessi apposta per cui l'ultima volta mi disse che dovevo smettere di essere strano sennò affermo lei con convinzione che io resterò sempre solo, ma io non riesco a non essere strano perché sono io così. Di recente ho iniziato ad andare da una psicologa per volere dei miei genitori, che negli ultimi due anni si sono accorti che le mie stranezze non passano, purtroppo questa psicologa non né sa molto pensa solo in base a come io ragiono che sono più intelligente degli altri anche se io non lo penso affatto. Praticamente le mie stranezze sono le seguenti:fin da sempre ho una spiccata ipersensibilita ai suoni e al tatto, da piccolo anche le cose più banali che facevano rumore erano assordanti alle mie orecchie piangevo come uno scemo con le mani a tappare le orecchie per acutire il rumore, con la conseguenza di far ridere tutti i mie coetanei e far vergognare mia madre e gli altri genitori, poi mi ha sprecato dato fastidio le etichette dei vestiti, alcuni tessuti e il tocco leggero, ogni volta che mi toccano leggermente o mi sfiorano e tanto fastidio lo paragonerei quasi al riceve una scossa elettrica. Sono molto goffo a livello motorio a scuola in ginnastica facevo schifo, sono scordinatissimo e quando cammino devo concentrarmi sui miei passi sennò inciampo e cado ovunque, tanto che presto farò l'esame pratico di guida e per arrivarci sono ormai a 56 guide, non riesco ad osservare a lungo negli occhi le persone e fastidioso,  se alcuni si mettono a fissarmi devo guardare in basso o da un altra parte è proprio insopportabile però a volte se mi concentro un po ci riesco ma per poco tempo, altre volte se interessato a qualcosa fisso invece troppo. Sono sempre stato appassionato di cose specifiche e mi sono sempre interessato unicamente a quelle tanto che le altre cose mi annoiano e quando mi annoiano mi distraggo facilmente, inoltre sono molto attivo tanto che di notte sono sveglissimo ed fatico ad addormentarmi, non riesco mai a capire gli stati d'animo altrui dalle loro faccie, pur osservandole non riesco mai a comprenderle. Nemmeno riesco a comprendere il sarcasmo, l'ironia e le battute prendo tutto alla lettera così che faccio arrabbiare gli altri perché non li capisco e a volte mi altero pensando che dicano seriamente quando invece magari era uno scherzo.  Mi hanno detto che sono freddo, perché spesso non so comprendere gli altri e non so cosa vogliono o cosa devo dargli, io stesso non riesco bene ad esprimermi mi viene meglio quando scrivo, mi hanno sempre fatto notare che ho una memoria incredibile tanto che ad ogni parola detta ricordo dove lo sentita e cosa ho letto o sentito al riguardo, o mi ricordo subito un intero testo appena letto, o mi ricordo frase per frase parti di libri o altro tra cui cose dette alla TV, ma io non so dire perché ci riesco, sono molto solitario mi piace stare da solo e mi perdo sore nei miei pensieri profondi ho anche tanti animali che amo profondamente infatti sono vegetariano. Bè direi che probabilmente ho fatto un papiro, non mi accorgo mai di parlare scrivere troppo, me lo hanno sottolineato in molti tra le tante cose, per cui mi scuso comunque ho 20 anni mi chiamo Daniel e quello che mi chiedevo e cosa ne pensate al riguardo sapreste dirmi o provare ad avere un idea del perché sono così strano?
  • Un po' di domande!!
    @clalui è vero che spesso mi arrovello nel voler capire cos'è il mio piccolo e mi focalizzo troppo su quello.. è vero anche che ovviamente non faccio solo quello visto che in soli 7 mesi di psicomotricita lui dal giocare da solo ci accetta nel gioco anche se non per lunghi periodi,che nel fare attività a tavolino non scappa così frequentemente come prima e dura anche 10/15min di seguito,che il linguaggio anche se ancora mooolto indietro è più direzionato a noi x piccole richieste e a volte(anche se raro!)x comunicare qualcosa che lui vuol dirci,che il nostro affetto lo vuole e lo ricerca spesso,che non socializza ma se fa un gioco di gruppo rimane cmq affascinato ed incuriosito(magari x poco)... e non ha 3 anni e mezzo!Se guardo questo me ne frego delle etichette e sono orgogliosa.Certo è che se guardo i giorni in cui è ancora molto iperattivo e poco rispondente o proprio è palese che preferisce ignorarti,sto male.. ma se scherzo con lui non solo col solletico o rincorrerlo ma anche con altro e capisce.. lì mi si apre il cuore!Forse il mio voler capire meglio "cos'è lui" è x aiutarlo ma anche perché in cuor mio non voglio accettare la diagnosi e penso che le sue difficoltà,se parlasse di più,non sarebbero così evidenti.. Sicuramente dentro di me ci sono emozioni ed idee contrastanti e me ne scuso se posso sembrare sempre in cerca di risposte,ma come ben sapete gli esperti ne danno ben poche e credo che meglio che da voi genitori di risposte non ne posso avere!!!
  • Ci sono collegamenti tra shutdown e dissociazione?
    @vera68 poi fammi sapere che è un argomento che ora mi preme molto perché mi sta aiutando a capire certe mie modalità di funzionamento che prima perfino ne ignoravo l'esistenza.
    E dalla comprensione vorrei riuscire ad accettarmi (in corso d'opera) e gestirmi, specie nei casi di vuoto assoluto dove il peggio ha la meglio. O anche solo nella semplice organizzazione delle mie giornate, perché sennò spesso di 24 ore ne uso solo 3 (non scherzo...).
  • Consigli per come evitare le stereotipie?
    Io non posso neanche portare la borsetta....dovrei portarmi mia moglie appresso e mettere la mano dentro la sua di borsetta....così sarebbe ancora più strano :D naturalmente scherzo
  • Consigli per come evitare le stereotipie?
    Purtroppo la tensione nervosa fa brutti scherzi....poi aggiungi l'emozione di essere super felice per qualcosa....e li si va in tilt...secondo voi una di quelle palline anti stress potrebbe aiutare in quelle circostanze? Magari averla dentro una borsetta e scaricare tutta la tensione stringendo di continuo la pallina potrebbe aiutare? Solo che se ci penso bene...avere una mando dentro una borsa fa strano ...sto cercando di immaginare la cosa...altrimenti che ogetti si potrebbero usare per scaricare la tensione in mezzo alla gente? Questo argomento mi incuriosisce molto...anche io non scherzo in fatto di tensione da scaricare
  • Pivella
    Aggiungere altro a quello che ho già ?
    Anche no, grazie.
    Scherzo, sei benvenuta !
    Qui lo scambio di problemi irrisolti e al ordine del giorno perciò sei nel posto giusto.
    Ti auguro buona permanenza in mezzo a noi. >:D<
  • Ho finalmente parlato a mia madre di Autismo
    Buona sera a tutti. Scriverò molto, quindi prendete tè e biscotti e leggetemi pure.
    Dopo mesi di tira e molla con me stessa, finalmente mi sono decisa a comunicare a mia madre il fatto che molto probabilmente sono autistica, spiegandole che probabilmente lo è anche mio padre e la mia nonna materna.
    Ciò si è poi trasformato in una serie di domande mirate poste da me (premetto che per mia madre autistico = malato mentale/ritardato e chi più ne ha più ne metta) sulla mia infanzia e sapete cosa mi ha raccontato mamma? Che da piccola non stavo mai ferma ma il pediatra le ha detto che ero solo "un po' più vivace degli altri bambini" (mia madre non poteva fare niente se non starmi dietro perché io ero iperattiva), poi di colpo, verso gli undici anni (non so bene quando) mi sono trasformata, diventando l'opposto. Mi hanno portata dallo psicologo che ha detto ai miei che avevo una "patologica" sensazione di inferiorità verso gli altri e non ero in grado di interagire con il prossimo (fare amicizia).
    Da lì sono cominciate le omelie che mio padre mi faceva. Erano lunghe delle ore, non scherzo, una è durata tipo quanto un film in prima serata, ed erano basate sull'importanza del DIALOGO, questa parola che ho finito per odiare. Non ricordo niente di quello che mi diceva perché mi chiudevo letteralmente in me stessa, annuendo e dicendo sì quando serviva, mentre nel mio cervello m'immaginavo in un prato fiorito a correre. Non sono metafore, lo facevo davvero.

    Ricordo con angoscia quelle serate perché non ero in grado di dire a mio padre robe come Smettila di parlarmi sempre della stessa cosa perché in ogni caso non sono in grado di parlare. E comunque ce l'avevo con lui perché è stato più o meno quello il periodo in cui ha deciso di non farmi più andare a scuola di musica (il pianoforte e la musica in generale è stato ed è il mio interesse speciale, insieme alla scrittura).
    Ora, a 32 anni suonati e senza un lavoro (prima dicevano che dovevo avere una laurea, poi una specialistica, poi volevano l'esperienza e ora sono grande), mi ritrovo in un vortice di tristezza in cui, dopo anni a odiare la musica classica perché a mia madre non piaceva e quindi (secondo la mia mente stupida dell'epoca) non era un interesse da perseguire, la musica è tornata da me. Studio canto lirico e sto imparando a suonare il pianoforte.
    E continuo a pensare che se avessero davvero ascoltato ciò che quello psicologo gli aveva detto su di me (sentirsi patologicamente inferiore agli altri, impossibilità di relazionarsi col prossimo), non mi avrebbero tolto la musica e a quest'ora sarebbe stato quello il mio lavoro, dato che - volente o nolente - ci sono ritornata alla musica classica. Sto pensando di offrirmi come cantante lirica ai matrimoni.
    E chiedo conferma a voi: quello che lo psicologo ha detto non è un "sintomo" di autismo?
    Grazie per avermi letta. Sono molto triste per questa situazione. Anzi triste è un eufemismo, sto cominciando seriamente a pensare di essere caduta in depressione. Non ho voglia di fare niente e se non ci fosse mio marito mi lascerei morire di fame mangiando patatine e piangendo.
  • Il grande boh!
    Condivido ciò che hai scritto su "Adulti" e "bambini"; io mi sento molto più a mio agio, voluta, accettata e coinvolta con i bambini. Con loro la dimensione gioco-scherzo, battutine affettuose e interesse reciproco va molto bene : con quasi tutti c'è un'intesa emotiva forte e piacevole. Con gli adulti fatico tanto... o recito ( e ci riesco solo per breve tempo) o trovo qualcuno simile a me ( di strani ce ne sono tanti e alcuni accettano le tue stranezze se tu accetti le loro) o sto sola... un abbraccio!
  • Dipendenza da pornografia: come uscirne fuori
    @nicolalost Ciao e benvenuto nel forum! Io sono stato per più di un anno lontano da quella roba, e in un periodo di stress ci sono ritornato, e ora pian piano mi sto ricomponendo e sto cercando di uscirne fuori, quindi non ti sentire da solo! 
    L'unico metodo per uscirne è quello di intraprendere il percorso di NoFap: puoi trovare tutte le informazioni utili su Reddit al link https://www.reddit.com/r/NoFap/: è un percorso molto difficile per chi ha questa dipendenza, ma sappi che i risultati ti cambieranno la vita, non scherzo su questo: troverai la motivazione per andare avanti nella vita, non esisteranno solo ragazze e sesso, ma scoprirai doti che prima non sapevi di avere (ho rilasciato la mia prima applicazione grazie al percorso NoFap e mi sono laureato per primo in università, per dirtene alcune)! 

    Qui ti do qualche link utile per aiutarti su questo percorso:

  • Problemi a scuola, urgente.
    @mamma_francesca lo scherzo, la presa in giro, ecc... sono tali quando vengono fatti a persone diverse e "una tantum", mentre se sono rivolti sempre alla stessa persona e sono costanti nel tempo diventano bullismo, almeno io la vedo cosi.
    Chissà forse l'idea di @Domitilla non è male in fin dei conti. 
  • Problemi a scuola, urgente.
    @Piero non dico che gli atti di bullismo siano dei "dispetti", ci mancherebbe, dico che il compagno di banco forse quando provoca quei rumori non è consapevole di fargli male, nel senso che non stiamo parlando di un pugno, cioè di un gesto che è riconosciuto universalmente come violenza. Non tutto è bullismo: c'è il bullismo - che è violenza fisica o psicologica, c'è il dispetto, c'è lo scherzo, bisogna capire di cosa si sta parlando ... delle volte gli aspie non capiscono uno scherzo e lo vivono come una violenza, però sarebbe opportuno che imparassero attraverso la terapia a distinguere una situazione dall'altra altrimenti è difficile il rapporto interpersonale.
    Leggendo tra le righe mi è sembrato che la ragazza dimostri atteggiamenti che agli altri sembrano di superbia, arroganza e giudizio severo; se invece viene bullizzata perchè vista come diversa o fragile e quindi presa di mira mi scuso ... è difficile capire la situazione senza conoscerla.
  • Pokémon per Nintendo DS, 2DS, 3DS, ecc..
    Ritiro su questo topic (che tra l'altro mi è stato di grande aiuto, grazie a tutti) per illustrarvi il mio nuovo dilemma: meglio Switch o New Nintendo 3ds?
    Lo scopo è seguire la saga dei pokèmon.
    È vero che il nuovo titolo uscirà per Switch?
    Ma allora, perché è così cara? E perché far uscire il new 3ds? E metterci Mincraft che già c'è per Switch?
    Faranno Switch mortodifame edition?
    Perché gli sviluppatori Giapponesi hanno tutti la stessa faccia (sorridente)?
    Lo stipendio?
    Vabbeh, scherzo ma 'sta cosa mi manda in palla.
    Mamme (e) Nerd A I U T O!!!
  • Poesie Asperger
    Sola lo sei sempre stata,  mentre insegui lo scherzo
    di una mente fatata, irraggiungibili i pensieri,
    cristalli distorti i ricordi di ieri. La coscienza di oggi, mi ha svelato
    un segreto per tutti: credevo non ci fosse nessuno
    da questa parte del muro,
    ma ora lo so che non sono solo.
  • Buon giorno a tutti!
    Non avrei mai pensato di scrivere in questo forum. Cacchio, non avrei mai pensato di iscrivermi, fino a qualche mese fa!
    Ma se sono qui c'è un motivo, e qui lo spiegherò. Mi dilungherò ma vi prego di avere la pazienza di leggere, fatelo per me.
    Salve a tutti, sono Susan Delgado (ditemi che qualcuno conosce il personaggio, per piacere) e vi leggo da mesi e mesi, ma non per i motivi che spingono il 90% degli iscritti - faccio parte dello spettro autistico, ho figli/fratelli/genitori che ne fanno parte etc (anche se tornerò in questo punto) - ma per un'altra ragione: sono una scrittrice. Vabbè, scrittrice
    wannabe, nel senso che ho scritto un romanzo, l'ho terminato e non ho il coraggio di contattare le case editrici, e ne sto scrivendo un altro. In cui il protagonista è - rullo di tamburi - Asperger. E... un momento, frenate il tasto del computer per i commenti Mainstream, ne parlano tutti, blah blah perché quando delineavo il carattere di questo personaggio pensavo fosse bipolare, ma approfondendo le mie ricerche è risultato Asperger. E ai tempi (sei mesi fa) non avevo idea di cosa fosse la sindrome di Asperger, spettro autistico e TUTTA la neurodiversitudine. Niente, ignoranza al cubo. Rain Man? Mai visto. Sheldon Cooper? Il tizio "this is my spot" di Big Bang Theory.
    Insomma, per farla breve vi scopro e siete una splendida fonte di informazioni, dato che se devo descrivere un carattere o, più precisamente, una neurodiversità, non posso mica correre sui prati e scegliere parole a caso, ma bisogna fare una ricerca approfondita. Un giorno, per noia, ho detto "Devo vedere questi test", in modo da testare il carattere del mio personaggio e vedere se è coerente". Nel frattempo avevo acquistato saggi, letto articoli e la mia testa risuonava di un campanellino di allarme che quando trillava mi faceva mormorare "Toh, ma io sono pure così" e poi, subito, "Susan smettila, non immedesimarti troppo!"
    Il problema è questo. Non m'immedesimavo. 
    Ho fatto il test per me (su neuroscapes) e il risultato è stato 146 (media della popolazione autistica 140). L'ho rifatto, l'ho rifatto ancora e ancora ma il punteggio scendeva di un po', poi risaliva di un po', insomma, si aggirava tra le viuzze colorate della neurodiversità. Allora ho passato il computer a mio marito e ha fatto lui il test per me. Non c'è bisogno che io dica che i risultati sono stati sempre quelli, punto più, punto meno.
    Sono passata attraverso qualcosa di molto simile alle sette fasi del lutto, solo che per prima c'è stata una voragine di buio, in cui la mia mente urlava ma com'è possibile?! Però, ragionandoci, è possibilissimo.
    Mio padre è un evidentissimo neurodiverso che criticavo, quasi a limite dell'odiare, prima di conoscervi. Ora comincio a comprenderlo. Anche la mia nonna paterna era un'altrettanto evidentissimissima neurodiversa.

    Insomma, sono qui a farvi due domande serie:
    1. Io qui non vi ho parlato della mia vita, perché significa prendere un commento a caso di una ragazza aspie e incollarvelo qui. Ma ho bisogno di sapere da diretti interessati, ovvero gente che c'è andata, in provincia di SIENA dove può andare una poraccia ipoteticamente (ma poi non tanto) neurodiversa per un consulto ed eventuale diagnosi che mi farebbe risorgere dalle ceneri della mia vita di m* piena di problemi (sì, dai, ne dico un po': STIMMING a go go, interessi speciali talmente assorbenti da farmi dimenticare di cenare, allergia al contatto umano, ignoranza su come si costruiscono e mantengono le amicizie, consapevolezza di essere diversa da quelli che ti stanno intorno ma boh chi lo sa in che modo)?
    2. C'è qualche ragazzo  che ha come interesse speciale la musica classica (e il pianoforte in particolare), che sia nello spettro e che abbia voglia di rispondere a qualche domanda da parte della sottoscritta, in forma privata e anonima? Perché lo sapete decisamente meglio di me, essere donna nello spettro è abbastanza diverso dall'essere uomo, e ci sono certe cose che vorrei sistemare prima di finire il mio libro, rileggerlo, riscriverlo, rileggerlo, pubblicarlo con una dedica a tutti voi, diventare ricca e famosa e sedermi al cinema per vedere la trasposizione della mia opera.
    Scherzo. Sul diventare ricca e famosa, non sulle domande che ho posto.
    Spero che possiate aiutarmi, ne ho davvero bisogno.

    Vi auguro una buona giornata!

    Susan Delgado 
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  • Nuovi orizzonti nella mia vita
    Quando è capitata l'occasione, ho stretto legami ufficiali - e non - con ragazze neurotipiche.
    Sono cresciuto, sono arrivato a 26 anni e tra poco arrivo ai 27. Non sono ancora uomo, però mi sento più cresciuto e penso di aver compreso cosa comporta stare assieme a qualcuna.
    Ho anche capito che se i caratteri sono troppo diversi col tempo la relazione si affievolisce perché si arriva ad un punto in cui ci si sopporta di meno.
    Sopportazione...ho chiesto come fossero le relazioni stabili a persone più grandi di me, ed anche loro hanno confermato che a lungo andare la relazione riesce a stare in piedi solo se ci si sopporta.

    Ma una relazione a distanza tra due persone non dovrebbe risolvere in parte questo problema della sopportazione?
    Poi...credo che tra due aspie - sempre generalmente - una relazione a distanza possa funzionare meglio: azzardo a dire che il sentimento non è lo stesso che provano i neurotipici. Dentro di me sento (e sento altri sul web che dicono la stessa cosa) un'accezione ossessiva. Non nel senso che penserei sempre alla ragazza, ma nel senso che nella mia vita extra familiare non lascio entrare nessuno se non pochissime persone scelte da me. E su di loro mi focalizzo se non sono impegnato nelle mie cose. Naturalmente senza stressare.

    Mah...io quasi quasi vorrei provare questo nuovo genere di esperienza, stavolta possibilmente con una persona che condivida il mio modo di essere e le mie difficoltà (dunque Asperger).
    A livello pratico vorrei provare con i siti di dating in zona Nord Italia. Ma si sa che la maggior parte delle ragazze diagnosticate si trovano all'estero come in UK. Però è davvero fuori mano e non ci si vedrebbe quasi mai... Ho già provato una volta a cercare ragazze aspie in Italia ma non se ne trovano

    E...per chi si chiedesse come mai l'online dating...ho la pessima abitudine di ignorare chi mi passa attorno (non riesco a gestire molte persone, dunque mi avvicino solo se hanno bisogno o se loro sono in pericolo). Non ci sono attività che mi possano interessare, in quanto fuori dal lavoro amo agire in piena indipendenza, altrimenti arriva l'ansia. Quando esco in qualche locale con la mia migliore amica, mi concentro su di lei. Scherzo sulle ragazze carine ma le ignoro, perché non mi viene spontaneo comunicare con persone estranee. E' la famosa bolla di sapone in cui io sono all'interno e volo via.
  • Questione di gusti?
    @Marco75 hai riportato esattamente quello a cui stavo pensando anche io.
    Scaricarli non mi sembra il caso per vari motivi, tra cui: sono comunque delle brave persone con cui è possibile passare momenti spensierati, una del gruppo è mia cugina che vedrei spesso durante i raduni di famiglia ecc e averli come amici mi fa anche un po' comodo.
    Ma penso che ridurrò la frequenza nel vederli e sentirli. Non si tratta di insicurezza la mia e del sottomettersi a una situazione a me scomoda solo per essere accettata. Ci sono rimasta sinceramente male perché pensavo di poter avere di più da loro piuttosto che semplici compagni di merende che mettono la coda tra le gambe nel momento in cui i discorsi si fanno seri o nascono problemi: piuttosto che affrontarli preferiscono chiudere il discorso. Oggi ho avuto la conferma di quanto siano poveri dentro in questo senso e ne sono rimasta delusa. Ma non per questo penso sia il caso di scaricarli. Sarà il tempo a scindere questo gruppo... già lo so, si capisce, ma per il momento pet una serata ogni tanto non cè niente di male.
    Ma sì, ho bisogno di altro.
    E non credete che io NON voglia aprirmi a nuove amicizie. Ho difficoltà a mantenere dei rapporti, a sentire una persona regolarmente, a incontrarmi per discutere quando vorrei stare per conto mio a scrivere nelle ore buche (parlo dei momenti all'università in questo caso). E ho anche paura. Paura dell'ennesima delusione, per non parlare che ho difficoltà a capire se qualcuno si prende gioco di me (tranne quando è palese).
    EDIT: aggiungo che so bene cosa voglio o se non lo so cerco di capirlo e non mi sottometto per piacere agli altri. Preferirei morire in tal caso... Non scherzo!
    Ma sono afflitta da qualcosa che mi tiene bloccata. Molto spesso mi vedo come una che non conta nulla, una nullità che resta indietro e non esiste. Quella sempre ultima perché sì. Quella tra le nuvole perché sì. Quella che nella vita non sarà mai nulla.
    Mi sento sbagliata persino in questo forum dove invece avrei dovuto sentirmi a casa.
    Ovunque vado mi sento un alieno.
  • Gli asperger vengono considerati maleducati?
    Premetto da subito che a me l’educaizone me l’hanno insegnata, quindi non pensate male, e solo che non mi sapevo e so comportare attualmente benisssimo nei contesti sociali, ma io l educazione la conosco, devo solo imparare ad usarla bene. Sin da quando ero piccolo vengo considerato maleducato, sia dai miei parenti e a volte anche fuori mi ci hanno chiamato maleducato/scostumato. E vero, qualche parolaccia mi scappa, ma quello è normale credo. Non è colpa mia se sono “maleducato”, se non conosco bene le barriere sociali e le “buone maniere” o “galateo”, tipo venivo chiamato maleducato in famiglia per il fatto che odio dare i baci “di saluto sulla guancia destra e sinistra”, ma l avevo già detto in un altra domanda che mi fa schifo sentirmi il DNA di qualcuno sulla guancia e mi fa schifo poggiare le labbra sulla faccia di qualcuno, ma poi io soprattuto quando ero piccolo soprattutto fino agli 11-12 anni, oppure dicevano che dicevo parolaccie e rispondevo male agli adulti, non me ne rendevo conto che il mio comportamento era “maleducato”, mi rendevo solo conto che mi chiamavano “maleducato” e non mi facevano vedere quali comportamenti erano sbagliati, quindi io me ne infischiavo e quindi continuavo a comportarmi come mi comportavo, ignorando le critiche perche tento ero abituato a sentirmelo dire, poi io le scostumatezze non le consideravo ali, ma giochi e scherzi. Vi faccio un esempio: quando avevo 10 anni e mezzo più o meno andai con mia madre a casa di mia zia a mare. Mio cugino più piccolo giocava con bambino della sua età, e io vabbè guardavo, poi andammo all ombrellone dei parenti di sto bambino e la nonna mi chiese “come ti chiami?” io solo per scherzare dissi “non lo so”, non perché volessi essere maleducato, ma per giocare, poi arriva il figlio e mi dice “vai da tua mamma e fatti insegnare l’educazione”, io me ne andai e pensai “devo vendicarmi” dato che non avevo capito di aver sbagliato, e avevo un senso di giustizia da bambino “diverso”. Feci uno scherzo a questo qua andandogli da dietro, facendogli le corna e scappandomene. Ma mia zia non invito più me e mia madre a casa sua al mare, non abbiamo rotto i rapporti ma non ci ha invitati più. Invece da un altra zia (sempre sorella di mia madre), avevo il brutto vizio di buttare cartacce nel suo camino, lei mi diceva di non farlo, ma io insistevo perché ho sempre avuto un attrazione per il caminetto bruciandoci le cartacce dentro. Lei diceva sempre che io ero maleducato, già da tanto tempo, sempre per le cartacce, poi diceva che io mi comportavo male e mia madre non mi richiamava. Comunque poi lei e suo figlio più grande di me di 13 anni (pensate che coraggio aveva a prendersela con uno più piccolo, avevo 12 anni e mezzo, lui aveva il doppio dei miei anni, se era uno quanto a lui volevo vederlo proprio, un nano alto 165) comunque lui mi attacca e mi minaccia, sua mamma che rideva di sottofondo, io incredulo, gli dicevo qualche parolaccia per difendermi tipo “vaffanculoo” scusate il termine, ma era peggio.Comunque la mia famiglia e la sua abbiamo rotto i rapporti, non ci chiamiamo,vediamo, niente e io e lei ci odiamo a morte. Io per vendicarmi poi le mandavo messaggi di insulti oppure le avevo 50000 mila scherzi telefonici per vendicarmi, ma io la vedevo sempre come una vendetta, non come una scostumatezza. Oppure una volta in 3 media la prof di inglese mi stava interrogando sulla bulimia che stavamo facendo sul libro di civiltà. Beh lei disse “bulimici possono esserlo solo quelli giovani, non quelli della mia età” io dissi “si non possono esserlo quelli di 70 anni”, io dissi così da una parte per scherzare e da un altra parte per generalizzare sulla sua età, insomma non volevo dire che lei ha 66 anni perché sennò mi avrebbe detto “come fai a sapere quanti anni ho?”, insomma non la vedevo come una “scostumatezza”, ma poi si è offesa perché le ho dato 4 anni in più, indicavo più o meno un raggio di età dai 64 ai 70 anni. Lei mi disse “eeh vai fuori!”, io le dissi “ma prof come faccio a sapere quanti anni ha!”, lei mi disse che se avesse avuto 70 anni sarebbe già stata in pensione , comunque mi fece andare fuori, quando tornai dentro poi un mio compagno di classe mi disse “eh scostumato, a me mamma me l ha insegnata l’educazione”. Adesso quello che voglio sapere, gli asperger e normale che venissero considerati maleducati, come venivo e vengo (anche se di meno) considerato maleducato io? Ve l ho detto che io non me ne rendevo conto da piccolo e che insistevano a chiamarmi maleducato, anche se non mi facevano notare i miei comportamenti, quindi continuavo con il mio senso di giustizia da “bambino diverso dagli altri”. Ora ci sto provando a “comportarmi meglio” perché logicamente uno con l’avanzare dell età capisce un po’ le cose, ma voglio sapere quindi se è vero che gli aspie vengono considerati maleducati e irrispettosi. Dite voi aspetto vostre risposte.

    secondo me (ma e una mia personale impressione), ti e stata impartita l'educazione per NT cioe quelle nozioni che per loro sono sufficienti a capire tutto il resto, che dovrebeb essere ovvio.
    ti manca il supplemento per ND e quindi si, potresti passare per molto maleducato tuo malgrado.
    la questione e ti interessa ricucire?
    Se la rispota e no vabbe vivi la tua vita e pace.
    Se la risposta e si, io ti posso solo suggerire che una chiave paspartout per (quasi) tutte le porte e chiedere scusa (anche se magari messe sulla bilancia sono piu i soppurusi che abbiamo subito noi che non piuttosto abbiamo fatto subire agli altri).
    Per esempio alla tua zia quella del mare alla prima occasione che hai di parlarci le racconti che hai scoperto i essere asperger e quindi finalmente capisci perche ad esempio "ti ricordi quell'aneddoto e cosi cosa" e le dici che ora capisco perche a me sembrava di comportarmi in maniera naturale ma invecie probabilmente venivo preso per maleducato.

    Stessa cosa per l'altra zia che ha rotto i rapporti, fare una telefonata e chiarire dicendo in poche parole la verita.

    non e detto che tu riceva subito il perdono ovviamente perche dipende da loro, ma almeno cio ti permette di metterci una pietra sopra e fare bagaglio della tua esperienza per non ripeterla mai più.

    tu non hai idea di quante porte spalanchi il chiedere "scusa" (anche quando non si capisce bene il motivo per cui si dovrebbe farlo).

    ciao.
    Lo
  • Come capire se e quando é arrivato il momento di divorziare?
    Vorrei rispondere ad ogni singola persona intervenuta, ma sto facendo fatica...
    Io e mio marito stiamo insieme da sedici anni. Ci siamo trovati. Nel senso che le nostre caratteristiche, le nostre storie famigliari, i nostri “difetti di fabbrica” (di entrambi) si incastravano.
    Quello che ho imparato negli anni è che i rapporti sono difficili, e se cambiano le persone, cambiano gli equilibri, e che le dinamiche che a due potevano funzionare, a tre cambiano, e anche a quattro.
    Sicuramente sono cose che dobbiamo risolvere tra noi, magari con l’aiuto di una terapia di coppia, perché è evidente che da soli non ne usciamo.
    Mio marito non è una cattiva persona, ma non ha un suo centro. Se lui sta male, conoscendolo, io so cosa fare, di cosa ha bisogno, so se confortarlo, consolarlo, spronarlo, ecc.
    Se io sto male e cado, lui crolla insieme a me, e mi cade addosso schiacciandomi.
    Se sto bene sono in grado di arginarlo, ma se sto male diventa una valanga che mi travolge.
    Per queste ragioni mi ha fatto male, molto male.
    Ora che non ho più gli ormoni della gravidanza in circolo, sono tornata a controllare la mia emotività, e sono nuovamente in grado di arginarlo. Ma i problemi rimangono, insieme al rancore.
    I maggiori litigi riguardano l’educazione di nostra figlia. E proprio lì ho capito che i nostri “errori di fabbrica” sono di natura diversa. Automatismi, azioni e parole senza consapevolezza, senza saperne il significato, l’origine. E lì altri punti che si collegano, altri fili che si tendono.
    Compassione: come io so di avere “errori di fabbrica” so che ne ha anche lui. Io posso lavorare solo su di me, ed è quello che sto facendo (ho intrapreso un nuovo percorso psicoterapeutico). Non ho la pretesa che lui cambi, posso solo sperare che lui prenda consapevolezza di sé e voglia lui stesso cambiare per il bene della nostra famiglia. Ma se questo non avviene, non posso permettergli di continuare a farmi del male, o di farne alle nostre figlie, anche se non lo fa con la volontà di fare del male.
    E da qui il mio bisogno di capire QUANDO arriva il momento di dire basta, sapendo che se lui non cambia le cose non cambieranno, sapendo che SE dovessi decidere per il divorzio (o la separazione) dovrei farlo da sola, perché lui mi ha già detto che per lui “non esiste”, per lui non è concepibile, e quindi se dovrà avvenire sarà perché lo avrò deciso e voluto io.
    Non trovo senso nella firma di un pezzo di carta che ci dice che siamo marito e moglie, così come neanche io concepisco il divorzio, perché sono un po’ come quegli animali che scelgono un compagno per la vita ed è quello e basta. Per me il restare insieme continua a rimanere una scelta consapevole, ma se si sta male, allora non ha senso continuare a rimanere insieme, perché (soprattutto per i figli) rimanere insieme male è peggio che essere separati ma bene, e allora per me l’unica scelta possibile è separarsi. Per non fare e non farci del male.
    Non penso sarà una scelta che farò a breve. La prima volta che mi è balenata seriamente in testa è stata l’estate di due anni fa. Progressi ne sono stati fatti, ma la strada è ancora lunga.
    Non chiedo a voi se devo o no divorziare, non voglio stabilire colpe e ragioni, non voglio andare troppo nel dettaglio perché è una matassa che spetta a me/noi sgarbugliare, al più con un supporto professionale.
    Qui volevo solo capire e definire confini, come ad esempio per capire quando è che (superata quale soglia) uno scherzo diventa bullismo, e allora non è più il caso di stare al gioco.
    Capire quando “tenere duro” diventa autolesivo.
    [non vorrei che la situazione sembrasse più brutta di quel che viene fuori dalle mie parole... mio marito non è un “mostro”, è solo molto poco consapevole di sé]
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