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  • Rapporto con la matematica?
    Rapporto terribile come quelli che hanno risposto sopra di me. Il bello è che ho una laurea scientifica e tra gli esami ho avuto statistica e matematica. Per entrambi ho imparato il libro a memoria, non scherzo. L'ho letteralmente imparato a memoria, solo in quel modo sono riuscita a superare gli esami. Inutile dire che non ricordo assolutamente niente della materia.
    Mi sentivo una stupida in tutti i sensi, vedendo i miei colleghi dare queste materie senza alcun problema (il programma è quello di analisi di 4 e 5 liceo scientifico più qualche piccolezza in più, ma niente di che) e non sapevo ovviamente nulla di discalculia. Ora, guardandomi indietro, penso che non sono mai stata stupida ma sono fiera del risultato che ho ottenuto nonostante la mia discalculia.
    Hai dimostrato grande forza. Io non ho discalculia, ma ho una forte ansia da matematica, tant'è vero che evito inconsciamente di usare espressioni mutuate dal linguaggio matematico, come "calcolare" o "fare i conti"... Ho avuto, all'università, esami di economia basati sulla matematica, superati a fatica, ma con voti discreti... anch'io imparando a memoria ed "ammaestrandomi" a disegnare grafici. Quasi alla perfezione, ma senza "capire" veramente...era tutta memoria muscolare... Sapevo che il grafico andava disegnato così...che funzionava se disegnato così... sapevo disegnarlo così. Ma non capivo PERCHÉ funzionava così...e nemmeno me ne importava. C'era una laurea da raggiungere. QUELLA era la priorità...
    Tuttavia, lo studio della matematica mi ha insegnato molto:
    1) accettare i propri limiti. Ci sono cose in cui non saremo mai in grado di eccellere. Impariamo a riconoscerle, per concentrarci sui nostri veri punti di forza. Se si vuole puntare all'eccellenza, lo si faccia tramite i propri punti di forza.
    2) essere bravi in matematica non è l'unica forma di intelligenza. Essa non è solo logica e calcoli... è qualcosa di MOLTO più complesso e variegato. Malgrado l'immagine mediatica, lo scienziato in camice bianco coi capelli stile Einstein che esegue equazioni alla lavagna NON ha il monopolio dell'intelligenza.
    3)la salute mentale è più importante dei voti. Se la media è buona, e non è a rischio la promozione, e/o la borsa di studio, e/o l'ammissione in un dato istituto, non stressarsi troppo su di essi. Meglio incassare un'insufficienza, che un esaurimento nervoso...
  • Rapporto con la matematica?
    Rapporto terribile come quelli che hanno risposto sopra di me. Il bello è che ho una laurea scientifica e tra gli esami ho avuto statistica e matematica. Per entrambi ho imparato il libro a memoria, non scherzo. L'ho letteralmente imparato a memoria, solo in quel modo sono riuscita a superare gli esami. Inutile dire che non ricordo assolutamente niente della materia.
    Mi sentivo una stupida in tutti i sensi, vedendo i miei colleghi dare queste materie senza alcun problema (il programma è quello di analisi di 4 e 5 liceo scientifico più qualche piccolezza in più, ma niente di che) e non sapevo ovviamente nulla di discalculia. Ora, guardandomi indietro, penso che non sono mai stata stupida ma sono fiera del risultato che ho ottenuto nonostante la mia discalculia.
  • Una famiglia a tre
    C'è anche una questione di contesto secondo me (= trovare le persone giuste con cui condividere il proprio privato).

    Anche io sono monogamo come tendenza e fra l'altro mi ritrovai a ricevere la stessa argomentazione di @EstherDonnelly quando ad una coppia di amici per scherzo spiegai la mia teoria sul lesbismo: in pratica dissi che una lesbica poteva non scartarmi solo perché maschio a patto che considerasse gli uomini solo come oggetti sessuali da consumare perfino nel caso fosse impegnata con una compagna in quanto non ci sarebbe stato alcun sentimento dietro.

    La ragazza del mio amico mi disse la stessa cosa di Esther: "in un mondo perfetto avresti ragione". :))
  • prosopagnosia e difficoltà a riconoscere tratti del volto .....
    Anch'io mi definisco poco fisionomista, anzi se capita lo butto nella conversazione e ci scherzo su, in modo che la gente lo sappia in anticipo.
    Questa cosa di raccontare le mie particolarità aspie in modo scherzoso, senza ovviamente fare "coming out", ho iniziato a farla da qualche tempo e paga: mi permette di imporre la mia personalità e mi aiuta ad andare più fier* di quell* che sono.
  • Problemi?
    Sophia ad oggi, dal punto di vista del linguaggio, la bambina in ambienti esterni al nucleo famigliare (come la scuola) continua ad avere difficoltà ad esprimersi nel senso che permane spesso in silenzio differentemente dagli altri b. che tendono a fare gruppo. In famiglia, anche altri membri si sono accorti che c'è qualcosa che non va ma pensano che la b. si comporti così più che altro perché "viziata" o sempre "assecondata". Io penso che l'assecondare la bimba non
    sia la causa di questi comportamenti, sicuramente non è un atteggiamento giusto ma forse c'è qualcosa nel "mondo interiore" della bimba che va indagato. Ieri ne ho parlato con la mamma e con mio piacere ha ammesso che il rancore (che si protrae da un anno) della figlia verso mio marito, scatenato da una semplice frase scherzosa ha fatto preoccupare anche lei, nonostante dopo quell'episodio tutti noi (il padre un po' meno perché non dava peso alla cosa) abbiamo cercato di farle capire che fosse uno scherzo
    La bimba inoltre, ha mostrato atteggiamenti di chiusura nei confronti di altri che scherzosamente parlavano del padre o prospettavano l'eventuale nascita di un fratellino
    Markov, grazie per la tua risposta; vorrei chiederti cosa intenti per anomalie di pensiero. 

  • Come hanno reagito le persone a cui avete confidato di essere aspie?
    Io lo ho detto solo alle persone a me vicine. Famiglia, miei due migliori amici e il mio compagno. Sinceramente, nonostante ci stiamo già passando con mio figlio, ho notato tanta disinformazione. Ormai, per i miei coetanei, asperger =Sheldon Cooper(non scherzo), per coloro con qualche primavera in più, peggio. C'è incredulità, mi fa sentire ancora più sola questa cosa. È pur vero che ho all'apparenza una vita normale e sono molto brava a nascondere. Mi fanno venire il dubbio che io sia matta, nonostante la diagnosi ufficiale! La parte divertente è che mi hanno sempre detto che non sono normale! Addirittura, mia madre è stata la prima a ipotizzare la componente genetica nella nostra famiglia, confrontando i comportamenti di mio figlio ai miei, a quelli di mio padre, a quelli della madre di mio padre. Aveva anche pensato a questo schemino di ereditarieta dello spettro madre - figlio, padre - figlia. Forse una diagnosi ufficiale fa troppa paura. Comunque credo che ce la possiamo solo vedere con noi stessi.
  • Piccoli e grandi traguardi dei nostri cuccioli...oggi sorrido perché....
    Ciao a tutti. La scorsa settimana la sorellina di Matteo ha compiuto un anno e lui era felicissimo. Fa progressi ogni settimana e, sebbene continui a parlare di sé stesso in terza persona, ("Matteo non vuole la pista di Cars"-"questo è di Matteo"), adesso è sufficiente che io gli dica immediatamente dopo, con un leggerissimo tono di rimprovero), "Matteeeo!"... perché lui si corregga e dica: "Questo è mio!". Insomma non è più necessario che io gli chieda COME SI DICE?
    Ieri mio marito gli ha comprato un puzzle nuovo, (lui va matto per puzzle ed incastri), appena lo ha avuto tra le mani si è messo all'opera. È un puzzle di 60 pezzi e lo ha fatto tutto da solo, in 15 minuti circa. Poi è corso da me e mi ha detto: "Mamma, visto che bravo!", si compiace molto di sé stesso. Al compleanno della sorellina, il cameriere gli sottrasse per scherzo la fetta di torta dicendo: "Grazie! È mia questa torta?" e lui: "Nooo! Questa torta è di Matteo!...e tu sei uno stronzo!". Ero molto imbarazzata, ma anche incredula. Va beh, onestamente mi sono anche un tantino divertita. Oggi ha 3 anni e mezzo, é un portento! Questo mese per la prima volta si è lasciato fare una foto mentre stringe la sorellina. La guardo mille volte al giorno, Matteo è il mio orgoglio.
  • Sentirsi come Sheldon Cooper
    È lui che mi ha dato l'input per cercare la diagnosi e non scherzo ...mi ci rivedevo in alcune cose molto meno marcate ma tipo voler avere programmi non sopportare gli imprevisti ,essere precisa e a volte non capire i contesti sentimentali oltre che la schiettezza quasi crudele ( tutte cose che ho smussato in terapia ) non ho compulsioni ma pensieri ossessivi a rotazione e non so mentire ... non ho un q.i da genio ma un buon 130 quindi si sommando il tutto un po mi sento come sheldon Cooper ;)

    Fichissimo, io invece non mi ci rivedo molto nel voler avere dei programmi (almeno non così precisi come i suoi) ma in cose un po' differenti, tipo il modo di esprimersi, il prendere ciò che si dice troppo alla lettera, le notevoli capacità nelle scienze e nella matematica, la vasta conoscenza, la lieve asessualità e i comportamenti strambi nei contesti sociali.
    Mi dispiace per non avere una memoria da savant come la sua, ma anche io posso vantare un QI di un certo calibro (sui 140-150 :-D)
    Se devo considerare la curva allora mi posso mettere 130 come minimo di qi. In ogni caso si ci sono alcuni tratti simili poi ognuno di noi è diverso
  • Sentirsi come Sheldon Cooper
    È lui che mi ha dato l'input per cercare la diagnosi e non scherzo ...mi ci rivedevo in alcune cose molto meno marcate ma tipo voler avere programmi non sopportare gli imprevisti ,essere precisa e a volte non capire i contesti sentimentali oltre che la schiettezza quasi crudele ( tutte cose che ho smussato in terapia ) non ho compulsioni ma pensieri ossessivi a rotazione e non so mentire ... non ho un q.i da genio ma un buon 130 quindi si sommando il tutto un po mi sento come sheldon Cooper ;)
    Fichissimo, io invece non mi ci rivedo molto nel voler avere dei programmi (almeno non così precisi come i suoi) ma in cose un po' differenti, tipo il modo di esprimersi, il prendere ciò che si dice troppo alla lettera, le notevoli capacità nelle scienze e nella matematica, la vasta conoscenza, la lieve asessualità e i comportamenti strambi nei contesti sociali.
    Mi dispiace per non avere una memoria da savant come la sua, ma anche io posso vantare un QI di un certo calibro (sui 140-150 :-D)
  • Sentirsi come Sheldon Cooper
    È lui che mi ha dato l'input per cercare la diagnosi e non scherzo ...mi ci rivedevo in alcune cose molto meno marcate ma tipo voler avere programmi non sopportare gli imprevisti ,essere precisa e a volte non capire i contesti sentimentali oltre che la schiettezza quasi crudele ( tutte cose che ho smussato in terapia ) non ho compulsioni ma pensieri ossessivi a rotazione e non so mentire ... non ho un q.i da genio ma un buon 130 quindi si sommando il tutto un po mi sento come sheldon Cooper ;)
  • Un asperger a Italia’s got talent
    Facciamo che l'autismo venga dato a chi è disabile (sicché ha disabilità) e non a chi è autistico.
    Scherzo, è una pessima barzelletta. Qui ne ho lette di meglio. Avete ragione.
  • il progetto "rain man"
    Io conosco molto bene il lavoro di cui si parla nell'intervista. Non servono competenze informatiche in quanto i ragazzi in questione si limitano a testare il codice scritto da altri. Si tratta di simulazioni di movimento di vari treni su una linea. Bisogna fare punto per punto i test che ti chiedono. Bisogna essere molto precisi nell'eseguire i vari punti in un determinato ordine, conoscere il comportamento atteso e segnalare eventuali bug. È una tipologia di lavoro che puoi imparare giorno per giorno, senza avere particolari esperienze pregresse o precisi studi propedeutici.
    Ho sempre lavorato in campo scientifico/tecnico e anche qui ci sono i colloqui. Non ti prendono neppure se sei Einstein. Bisogna sapersi vendere. Il camaleontismo femminile aiuta parecchio e anche l'incompetenza delle risorse umane che fanno i colloqui (neppure gli psicologi conoscono la AS, figuriamoci le Human Resource! Fortunatamente in questo caso!).
    Penso che sì, quel ragazzo avrebbe qualche problema a trovare lavoro e a mantenerlo. Quindi, ben vengano la legge 68 e le categorie protette.
    C'è una probabilità (per motivi che non vi sto a spiegare) che i miei colleghi scoprano della mia AS. Ho paura che si scopra perché i datori di lavoro non sempre sono così intelligenti dal prendersi i lati positivi della AS. Ho paura di venire osservata nei miei momenti di distrazione. Ho paura che si pongano delle domande quando ho bisogno di leggere 2 o 3 volte una frase prima di capirla. Ho paura che venga "contato" il tempo che impiego nel fare qualcosa. E, credetemi, se mi vedeste dall'esterno nella vita di tutti i giorni, non pensereste che ho la AS. Mi cercano per fare le pause alle macchinette e scherzo come fanno gli altri. È faticoso e l'ho imparato negli anni, ma le difficoltà sono anche pesanti talvolta e la paura è costantemente presente.
  • Perché sono così strano?
    Ciao a tutti sono nuovo mi sono praticamente appena iscritto, diciamo che per varie ragioni ho deciso di iscrivermi qui perché ero interessato ai vari argomenti trattati ed anche per conoscere persone nuove, sono reduce da una storia di "amicizia" conclusa, questa persona ha cominciato a dire che non sono giusto per lei, perché mi riteneva strano, io quando la conobbi le parlai del fatto che sono sempre stato abbastanza strano fin da piccolo, ma essa pensava che lo facessi apposta per cui l'ultima volta mi disse che dovevo smettere di essere strano sennò affermo lei con convinzione che io resterò sempre solo, ma io non riesco a non essere strano perché sono io così. Di recente ho iniziato ad andare da una psicologa per volere dei miei genitori, che negli ultimi due anni si sono accorti che le mie stranezze non passano, purtroppo questa psicologa non né sa molto pensa solo in base a come io ragiono che sono più intelligente degli altri anche se io non lo penso affatto. Praticamente le mie stranezze sono le seguenti:fin da sempre ho una spiccata ipersensibilita ai suoni e al tatto, da piccolo anche le cose più banali che facevano rumore erano assordanti alle mie orecchie piangevo come uno scemo con le mani a tappare le orecchie per acutire il rumore, con la conseguenza di far ridere tutti i mie coetanei e far vergognare mia madre e gli altri genitori, poi mi ha sprecato dato fastidio le etichette dei vestiti, alcuni tessuti e il tocco leggero, ogni volta che mi toccano leggermente o mi sfiorano e tanto fastidio lo paragonerei quasi al riceve una scossa elettrica. Sono molto goffo a livello motorio a scuola in ginnastica facevo schifo, sono scordinatissimo e quando cammino devo concentrarmi sui miei passi sennò inciampo e cado ovunque, tanto che presto farò l'esame pratico di guida e per arrivarci sono ormai a 56 guide, non riesco ad osservare a lungo negli occhi le persone e fastidioso,  se alcuni si mettono a fissarmi devo guardare in basso o da un altra parte è proprio insopportabile però a volte se mi concentro un po ci riesco ma per poco tempo, altre volte se interessato a qualcosa fisso invece troppo. Sono sempre stato appassionato di cose specifiche e mi sono sempre interessato unicamente a quelle tanto che le altre cose mi annoiano e quando mi annoiano mi distraggo facilmente, inoltre sono molto attivo tanto che di notte sono sveglissimo ed fatico ad addormentarmi, non riesco mai a capire gli stati d'animo altrui dalle loro faccie, pur osservandole non riesco mai a comprenderle. Nemmeno riesco a comprendere il sarcasmo, l'ironia e le battute prendo tutto alla lettera così che faccio arrabbiare gli altri perché non li capisco e a volte mi altero pensando che dicano seriamente quando invece magari era uno scherzo.  Mi hanno detto che sono freddo, perché spesso non so comprendere gli altri e non so cosa vogliono o cosa devo dargli, io stesso non riesco bene ad esprimermi mi viene meglio quando scrivo, mi hanno sempre fatto notare che ho una memoria incredibile tanto che ad ogni parola detta ricordo dove lo sentita e cosa ho letto o sentito al riguardo, o mi ricordo subito un intero testo appena letto, o mi ricordo frase per frase parti di libri o altro tra cui cose dette alla TV, ma io non so dire perché ci riesco, sono molto solitario mi piace stare da solo e mi perdo sore nei miei pensieri profondi ho anche tanti animali che amo profondamente infatti sono vegetariano. Bè direi che probabilmente ho fatto un papiro, non mi accorgo mai di parlare scrivere troppo, me lo hanno sottolineato in molti tra le tante cose, per cui mi scuso comunque ho 20 anni mi chiamo Daniel e quello che mi chiedevo e cosa ne pensate al riguardo sapreste dirmi o provare ad avere un idea del perché sono così strano?
  • Un po' di domande!!
    @clalui è vero che spesso mi arrovello nel voler capire cos'è il mio piccolo e mi focalizzo troppo su quello.. è vero anche che ovviamente non faccio solo quello visto che in soli 7 mesi di psicomotricita lui dal giocare da solo ci accetta nel gioco anche se non per lunghi periodi,che nel fare attività a tavolino non scappa così frequentemente come prima e dura anche 10/15min di seguito,che il linguaggio anche se ancora mooolto indietro è più direzionato a noi x piccole richieste e a volte(anche se raro!)x comunicare qualcosa che lui vuol dirci,che il nostro affetto lo vuole e lo ricerca spesso,che non socializza ma se fa un gioco di gruppo rimane cmq affascinato ed incuriosito(magari x poco)... e non ha 3 anni e mezzo!Se guardo questo me ne frego delle etichette e sono orgogliosa.Certo è che se guardo i giorni in cui è ancora molto iperattivo e poco rispondente o proprio è palese che preferisce ignorarti,sto male.. ma se scherzo con lui non solo col solletico o rincorrerlo ma anche con altro e capisce.. lì mi si apre il cuore!Forse il mio voler capire meglio "cos'è lui" è x aiutarlo ma anche perché in cuor mio non voglio accettare la diagnosi e penso che le sue difficoltà,se parlasse di più,non sarebbero così evidenti.. Sicuramente dentro di me ci sono emozioni ed idee contrastanti e me ne scuso se posso sembrare sempre in cerca di risposte,ma come ben sapete gli esperti ne danno ben poche e credo che meglio che da voi genitori di risposte non ne posso avere!!!
  • Ci sono collegamenti tra shutdown e dissociazione?
    @vera68 poi fammi sapere che è un argomento che ora mi preme molto perché mi sta aiutando a capire certe mie modalità di funzionamento che prima perfino ne ignoravo l'esistenza.
    E dalla comprensione vorrei riuscire ad accettarmi (in corso d'opera) e gestirmi, specie nei casi di vuoto assoluto dove il peggio ha la meglio. O anche solo nella semplice organizzazione delle mie giornate, perché sennò spesso di 24 ore ne uso solo 3 (non scherzo...).
  • Consigli per come evitare le stereotipie?
    Io non posso neanche portare la borsetta....dovrei portarmi mia moglie appresso e mettere la mano dentro la sua di borsetta....così sarebbe ancora più strano :D naturalmente scherzo
  • Consigli per come evitare le stereotipie?
    Purtroppo la tensione nervosa fa brutti scherzi....poi aggiungi l'emozione di essere super felice per qualcosa....e li si va in tilt...secondo voi una di quelle palline anti stress potrebbe aiutare in quelle circostanze? Magari averla dentro una borsetta e scaricare tutta la tensione stringendo di continuo la pallina potrebbe aiutare? Solo che se ci penso bene...avere una mando dentro una borsa fa strano ...sto cercando di immaginare la cosa...altrimenti che ogetti si potrebbero usare per scaricare la tensione in mezzo alla gente? Questo argomento mi incuriosisce molto...anche io non scherzo in fatto di tensione da scaricare
  • Pivella
    Aggiungere altro a quello che ho già ?
    Anche no, grazie.
    Scherzo, sei benvenuta !
    Qui lo scambio di problemi irrisolti e al ordine del giorno perciò sei nel posto giusto.
    Ti auguro buona permanenza in mezzo a noi. >:D<
  • Ho finalmente parlato a mia madre di Autismo
    Buona sera a tutti. Scriverò molto, quindi prendete tè e biscotti e leggetemi pure.
    Dopo mesi di tira e molla con me stessa, finalmente mi sono decisa a comunicare a mia madre il fatto che molto probabilmente sono autistica, spiegandole che probabilmente lo è anche mio padre e la mia nonna materna.
    Ciò si è poi trasformato in una serie di domande mirate poste da me (premetto che per mia madre autistico = malato mentale/ritardato e chi più ne ha più ne metta) sulla mia infanzia e sapete cosa mi ha raccontato mamma? Che da piccola non stavo mai ferma ma il pediatra le ha detto che ero solo "un po' più vivace degli altri bambini" (mia madre non poteva fare niente se non starmi dietro perché io ero iperattiva), poi di colpo, verso gli undici anni (non so bene quando) mi sono trasformata, diventando l'opposto. Mi hanno portata dallo psicologo che ha detto ai miei che avevo una "patologica" sensazione di inferiorità verso gli altri e non ero in grado di interagire con il prossimo (fare amicizia).
    Da lì sono cominciate le omelie che mio padre mi faceva. Erano lunghe delle ore, non scherzo, una è durata tipo quanto un film in prima serata, ed erano basate sull'importanza del DIALOGO, questa parola che ho finito per odiare. Non ricordo niente di quello che mi diceva perché mi chiudevo letteralmente in me stessa, annuendo e dicendo sì quando serviva, mentre nel mio cervello m'immaginavo in un prato fiorito a correre. Non sono metafore, lo facevo davvero.

    Ricordo con angoscia quelle serate perché non ero in grado di dire a mio padre robe come Smettila di parlarmi sempre della stessa cosa perché in ogni caso non sono in grado di parlare. E comunque ce l'avevo con lui perché è stato più o meno quello il periodo in cui ha deciso di non farmi più andare a scuola di musica (il pianoforte e la musica in generale è stato ed è il mio interesse speciale, insieme alla scrittura).
    Ora, a 32 anni suonati e senza un lavoro (prima dicevano che dovevo avere una laurea, poi una specialistica, poi volevano l'esperienza e ora sono grande), mi ritrovo in un vortice di tristezza in cui, dopo anni a odiare la musica classica perché a mia madre non piaceva e quindi (secondo la mia mente stupida dell'epoca) non era un interesse da perseguire, la musica è tornata da me. Studio canto lirico e sto imparando a suonare il pianoforte.
    E continuo a pensare che se avessero davvero ascoltato ciò che quello psicologo gli aveva detto su di me (sentirsi patologicamente inferiore agli altri, impossibilità di relazionarsi col prossimo), non mi avrebbero tolto la musica e a quest'ora sarebbe stato quello il mio lavoro, dato che - volente o nolente - ci sono ritornata alla musica classica. Sto pensando di offrirmi come cantante lirica ai matrimoni.
    E chiedo conferma a voi: quello che lo psicologo ha detto non è un "sintomo" di autismo?
    Grazie per avermi letta. Sono molto triste per questa situazione. Anzi triste è un eufemismo, sto cominciando seriamente a pensare di essere caduta in depressione. Non ho voglia di fare niente e se non ci fosse mio marito mi lascerei morire di fame mangiando patatine e piangendo.
  • Il grande boh!
    Condivido ciò che hai scritto su "Adulti" e "bambini"; io mi sento molto più a mio agio, voluta, accettata e coinvolta con i bambini. Con loro la dimensione gioco-scherzo, battutine affettuose e interesse reciproco va molto bene : con quasi tutti c'è un'intesa emotiva forte e piacevole. Con gli adulti fatico tanto... o recito ( e ci riesco solo per breve tempo) o trovo qualcuno simile a me ( di strani ce ne sono tanti e alcuni accettano le tue stranezze se tu accetti le loro) o sto sola... un abbraccio!
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