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  • Studenti universitari: com è o com era la vostra media?(sondaggio)
    Curiosità. Chi non studia attualmente può fare riferimento all ultimo corso di laurea :)
    EDIT: RISPOSTA 2 DOMANDA 3 VA LETTO TRA 22 E 24
  • Piccola indagine statistica sulla lettura
    @Valenta la disforia di genere, o comunque la transessualità, non peso abbia un grosso peso statistico in questo sondaggio.
  • Piccola indagine statistica sulla lettura
    Nemo, scusa la pignoleria, ma per "maschio" e "femmina" si intende puramente il sesso fisico, non l' identità di genere vero?
    In effetti mi sono posto il problema, visto il luogo in cui siamo.
    Per quanto mi riguarda, "maschio e femmina " possono essere anche relativi all'identità di genere.
    Del resto, il sondaggio ha evidenziato che le abitudini di lettura sono poco influenzate dal sesso degli autori che si leggono, e quello era lo scopo del test.
  • Piccola indagine statistica sulla lettura
    @Nemo in che senso vai a duellare con le scrittrici femministe?
    Nel senso che andrò a riportare la' il risultato del sondaggio e le considerazioni fatte: chiedendo loro di portare eventuali altri risultati a sostegno della loro congettura.
    Ed essendo maschio, so già che verrò più o meno attaccato a prescindere (le dinamiche nei gruppi dei lettori "orientati" sono abbastanza prevedibili).
  • Piccola indagine statistica sulla lettura
    Il sondaggio ha raggiunto i 30 partecipanti.
    Ho indetto questo mini-test perché in una pagina che seguo si è affermato (testuale) " gli uomini leggono solo autori uomini, mentre le donne leggono di tutto".
    Ovviamente ho contestato, sia perché nella mia esperienza sono moltissime le autrici donne che leggo e che hanno un seguito assolutamente "misto ", sia perché questo snobbare le autrici donne per principio mi sembra più una illazione da femminista estrema che una realtà di fatto.
    Mi è stato risposto che vi sono statistiche che certificano ciò, ma non mi sono stati forniti link o indicazioni. Ho cercato in rete ma non ho trovato affatto i dati, ma solo altre pagine di autrici donna che riportavano questa congettura, come se fosse una certezza.
    Ho quindi pensato di chiedere qui, e vedo che, in effetti, la percentuale di chi non bada al sesso di chi scrive è preponderante rispetto a chi seleziona per genere.
    Sono consapevole che l'offerta editoriale spesso "spinga" maggiormente autori maschi, ma questa è appunto una scelta editoriale e non una richiesta del mercato.
    Ringrazio tutti i partecipanti e vado a duellare con le scrittrici femministe.
  • Piccola indagine statistica sulla lettura
    @Nemo quando riterrai concluso il sondaggio potresti farci sapere le ipotesi che sono state fatte? Grazie
    Senz'altro.
    Spero in una trentina di risposte almeno.
  • Piccola indagine statistica sulla lettura
    @Nemo quando riterrai concluso il sondaggio potresti farci sapere le ipotesi che sono state fatte? Grazie
  • Il veleno dei Social Network
    io sono una persona che, prima di tutto, vuole capire, senza secondi scopi contorti o ipotetici. [...]
    Quindi cerchiamo di non interpretare troppo e leggere cosa c'è scritto (tutto, non a pezzi).
    La mia non era una interpretazione "a pezzi" ma una opinione sulla [non] completezza del sondaggio, che non consente di rispondere "li uso e non ho nessun problema" a chi, come me, risponderebbe alla domanda in questo modo
    (non mi riconosco nell'opzione "uso solo quelli che non mi mandano in sovraccarico" perché implica che ne esista almeno uno che mi manda in sovraccarico - e questo, almeno per me, non è vero).
    -/-
    Edit:
    Ps. Uso poco Facebook per sentire quei due amici che ho(o avevo, a seconda del significato che si da all'amicizia) e che si sono trasferi all'estero

    Hai ragione, dovrei aggiungere "li uso serenamente". Non sono certa si possa fare, provo.

    Aggiornamento: no, non si può. Forse ho inconsciamente escluso a priori chi lo vive senza problemi, perché volevo analizzarne l'aspetto problematico. Va beh, in ogni caso ho scritto sul mio blog di chi lo usa nel modo "giusto", quindi so che queste persone esistono.
  • Il veleno dei Social Network
    io sono una persona che, prima di tutto, vuole capire, senza secondi scopi contorti o ipotetici. [...]
    Quindi cerchiamo di non interpretare troppo e leggere cosa c'è scritto (tutto, non a pezzi).
    La mia non era una interpretazione "a pezzi" ma una opinione sulla [non] completezza del sondaggio, che non consente di rispondere "li uso e non ho nessun problema" a chi, come me, risponderebbe alla domanda in questo modo
    (non mi riconosco nell'opzione "uso solo quelli che non mi mandano in sovraccarico" perché implica che ne esista almeno uno che mi manda in sovraccarico - e questo, almeno per me, non è vero).
    -/-
    Edit:
    Ps. Uso poco Facebook per sentire quei due amici che ho(o avevo, a seconda del significato che si da all'amicizia) e che si sono trasferi all'estero
  • Il veleno dei Social Network
    La domanda del sondaggio è mal posta o comunque mancano opzioni di risposta "neutre" rispetto al tuo parere personale @Pulpetz
    In pratica, non si può rispondere "li uso e non ho nessun problema". O ti si da ragione (la maggior parte dei social manda in sovraccarico perché è strutturata male - prima e terza risposta) o ti si da ragione (non bisognerebbe usare i social - seconda risposta).
    Per me i social sono come l'ammoniaca, che è molto utile per pulire e disinfettare ma anche tossica e pericolosa se abusata o male utilizzata.
    Se la uso non diluita per lavare i pavimenti, ne respiro i gas e mi sento male, mi sembra assurdo prendermela con il composto chimico perché "mi ha fatto stare male" ;)
    Allora, in primis io non voglio che "mi sia dia ragione", ma volevo fare un sondaggio per capire come la gente vive il fenomeno. In secondo luogo, non giudico chi ci resta. Chi mi conosce davvero sa che io sono una persona che, prima di tutto, vuole capire, senza secondi scopi contorti o ipotetici. Per me in ogni social c'è del veleno che pone le persone sotto la lente di ingrandimento del giudizio. Mia madre stessa (nessuno mi ha chiesto di nominarla, chiedo scusa, forse risulto esibizionista per questo) ha ammesso che controlla spesso se la gente le ha messo like. Amo il conforto costruttivo, raro come trovare una Stella Alpina o un quadrifoglio, perché raramente qualcuno comprende che non cerco altro. E chi lo sa benissimo, lo vedo nella vita quotidiana (lungi da me nominare chi) dalla famiglia (generica) agli amici (senza nomi propri). Quindi anche scrivere qui, talvolta mi sovraccarica. Il fraintendimento. Ognuno ha la sua storia, non tutti hanno avuto le stesse opportunità di comprensione, e ognuno ha i suoi punti di fragilità. Quindi cerchiamo di non interpretare troppo e leggere cosa c'è scritto (tutto, non a pezzi).
  • Il veleno dei Social Network
    La domanda del sondaggio è mal posta o comunque mancano opzioni di risposta "neutre" rispetto al tuo parere personale @Pulpetz
    In pratica, non si può rispondere "li uso e non ho nessun problema". O ti si da ragione (la maggior parte dei social manda in sovraccarico perché è strutturata male - prima e terza risposta) o ti si da ragione (non bisognerebbe usare i social - seconda risposta).
    Per me i social sono come l'ammoniaca, che è molto utile per pulire e disinfettare ma anche tossica e pericolosa se abusata o male utilizzata.
    Se la uso non diluita per lavare i pavimenti, ne respiro i gas e mi sento male, mi sembra assurdo prendermela con il composto chimico perché "mi ha fatto stare male" ;)
  • Il veleno dei Social Network
    All'inizio non c'era il tasto "mi piace" su Facebook, ma si poteva solo commentare.
    Il "mi piace" ha tolto formalità all'interazione e ha liberato la pubblicazione di tanti contenuti per i quali difficilmente gli utenti avrebbero avuto parole da spendere: il "mi piace" non dice niente, se non dare la conferma di esistere.
    Tu chiami "veleno" il modo in cui si trascinano le relazioni su Facebook. Quel veleno è proprio di Facebook, per come è fatto e non tanto per come lo usi. Non puoi usare Facebook troppo diversamente da come è stato progettato per funzionare.
    Dici di esserti defilata da Facebook per non essere giudicata. Anche tu, però, giudichi gli altri quando li rifiuti e te ne esci. Per esempio, ho notato che ripeti spesso di essere donna e di avere una moglie: lo ripeti senza che nessuno te lo abbia chiesto.
    Alcuni autori interpretano i social come la trasposizione di una confessione, proprio come quella che si fa in chiesa. Tu che ripeti di avere una moglie ti "confessi". Poi, come nella favola della volpe e dell'uva, rifiuti i tuoi amici virtuali che non ti hanno compiaciuto.
    Per tornare al tuo sondaggio, secondo me non è il social a sovraccaricare: sovraccaricare vuol dire caricare oltre una certa soglia. Per i social la soglia può essere solo quantitativa (troppe notifiche) ma non tanto qualitativa (sono tutte interazioni). A superare la soglia è, secondo me, l'interiorizzazione degli stimoli, le emozioni. Le emozioni sono risposte immediate a stimoli esterni e possono dare dipendenza, come le emozioni provate davanti a una slot machine. Le emozioni possono essere dannose nelle relazioni con l'altro, proprio per il rischio di creare dipendenza: non è bello essere dipendenti da una persona e far dipendere la nostra serenità dai comportamenti dell'altro.
    Di me che sono donna e di mia moglie lo dico semplicemente perché su Facebook gestisco con lei la pagina del nostro spazio. Per il resto, i social dipende come li usi, e nel mio scritto ammetto di non saper usare Facebook in modo sano. Io giudico la comunicazione che c'era, in cui a pochi importava capire, ma piuttosto "avere ragione". A me non importa avere ragione, perché ogni cosa è relativa. Questo è il mio vissuto, e il social con i "mi piace" ha una violenza sottile. Ma qualcuno potrebbe dirmi che non la pensa così, e io rimango una persona che ha espresso un'opinione. Qual è il problema se dico "mia moglie"? Se avessi detto "mio marito" cosa sarebbe cambiato? Non ho afferrato questo punto. Per confessione cosa intendi? Che confesso di avere un rapporto omosessuale? Per me è la mia normalità, lo dico come chiunque ne parlerebbe riferendosi ad un qualcosa di condiviso che fa con un'altra persona. Se ci vedi sotto altro, io non lo comprendo. Inoltre, gente che "mi approvava" ce n'era, ma non è questo il punto del mio discorso. Poi, sulla "tossicità" di alcuni social sono stati, e vengono fatti tuttora, ampi studi.
  • Il veleno dei Social Network
    All'inizio non c'era il tasto "mi piace" su Facebook, ma si poteva solo commentare.
    Il "mi piace" ha tolto formalità all'interazione e ha liberato la pubblicazione di tanti contenuti per i quali difficilmente gli utenti avrebbero avuto parole da spendere: il "mi piace" non dice niente, se non dare la conferma di esistere.
    Tu chiami "veleno" il modo in cui si trascinano le relazioni su Facebook. Quel veleno è proprio di Facebook, per come è fatto e non tanto per come lo usi. Non puoi usare Facebook troppo diversamente da come è stato progettato per funzionare.
    Dici di esserti defilata da Facebook per non essere giudicata. Anche tu, però, giudichi gli altri quando li rifiuti e te ne esci. Per esempio, ho notato che ripeti spesso di essere donna e di avere una moglie: lo ripeti senza che nessuno te lo abbia chiesto.
    Alcuni autori interpretano i social come la trasposizione di una confessione, proprio come quella che si fa in chiesa. Tu che ripeti di avere una moglie ti "confessi". Poi, come nella favola della volpe e dell'uva, rifiuti i tuoi amici virtuali che non ti hanno compiaciuto.
    Per tornare al tuo sondaggio, secondo me non è il social a sovraccaricare: sovraccaricare vuol dire caricare oltre una certa soglia. Per i social la soglia può essere solo quantitativa (troppe notifiche) ma non tanto qualitativa (sono tutte interazioni). A superare la soglia è, secondo me, l'interiorizzazione degli stimoli, le emozioni. Le emozioni sono risposte immediate a stimoli esterni e possono dare dipendenza, come le emozioni provate davanti a una slot machine. Le emozioni possono essere dannose nelle relazioni con l'altro, proprio per il rischio di creare dipendenza: non è bello essere dipendenti da una persona e far dipendere la nostra serenità dai comportamenti dell'altro.
  • Quanto è importante per voi piacere agli altri?
    Ho messo "abbastanza importante": non riesco a fregarmene all 100% di quello che gli altri pensano di me, ma con il tempo ho capito che questo aspetto sta diventando per me sempre meno rilevante. Se avessi fatto questo sondaggio da adolescente, avrei risposto "fondamentale".

    E' da circa uno o due anni che ho iniziato ad accettare l'idea che posso non piacere a qualcuno, anche se sono una "brava persona", simpatica, gentile, ecc, prima mi sembrava una tragedia non piacere a qualcuno (chissà perchè poi?), ma ora inizio a darci sempre meno importanza. :)
  • Progetto universitario - breve sondaggio
    Ciao a tutti, sono Lara, una studentessa del Politecnico di Milano. Non so se ho selezionato la categoria giusta, ma avrei bisogno del vostro aiuto!
    Io e 5 miei compagni stiamo sviluppando un progetto sulla sindrome di Asperger, vorremmo creare un servizio/esperienza utili e soprattutto inclusivi. Ancora non sappiamo di preciso cosa sviluppare, siamo ancora nella fase di ricerca sul campo!
    Per riuscirci dobbiamo però capire meglio le vostre esperienze, le vostre difficoltà più grandi e i vostri bisogni, per riuscire a progettare un qualcosa che possa aiutare e valorizzare anche chi è nello spettro. Abbiamo creato un brevissimo sondaggio anonimo, dura veramente pochi minuti e sarebbe bellissimo se tutti potessero compilarlo! Il sondaggio è rivolto sia ad Aspie che non, perciò potete compilarlo e condividerlo con chiunque!
    Ci scusiamo già se alcune domande/risposte possano risultare inesatte o stereotipate, purtroppo è l'unico modo agevole che abbiamo! Alla fine del questionario c'è comunque una sezione per raccontarci meglio la vostra esperienza, solo se vi va ovviamente.
    Ringraziamo in anticipo tutti quelli che decideranno di dedicarci 2 minuti, se avete una qualsiasi proposta, suggerimento o domanda scriveteci pure dove preferite. Nel sondaggio abbiamo lasciato un'email!
    Ecco il link
    https://forms.gle/txzADV3n8xARuaL69
    Buona serata a tutti!
    Lara
  • Antipatie
    Capisco. Con la meditazione ho provato a lavorarci ma il problema e che se ti capita di fare un lavoro quotidiano sociale con queste problematiche e l inferno. Quindi ci rimangono o lavori autonomi chi riesce o saltuari precari a vita. Nel forum ce mica qualche sondaggio sui lavori da aspie? Qualcuno ne fa di sociali tipo assistenza? Mi piacerebbe confrontarmi. Andro a cercare
  • Tv tablet e cellulari
    Piccolo sondaggio:quanto tempo al giorno concedere ai vostri figli l'utilizzo di tali strumenti elettronici e informatici?
    In quali momento della giornata?
    Mio figlio è molto attratto da tutto ciò che è uno schermo...in casa abbiamo dovuto nascondere tablet e cellulari perché altrimenti se ne impossessa,non so se ho reso l'idea.
  • Assistenzialismo: si o no?
    Ciao.
    Rivolgo questa domanda/sondaggio principalmente agli aspie e persone con handicap o disabilitá ma possono rispondere anche le persone normodotate.
    Preferite essere "assistiti" ed essere "dipendenti" da qualcuno o essere autonomi e non dipendere da nessuno?
    L'assistenzialismo sociale, in Italia, è "una cagata pazzesca" e disastrosa!
    Mano a mano che chiedo aiuto mi sembra di diventare sempre meno autonomo e ostacoli che aumentano sempre di piú.
  • Sondaggio
    Volevo sapere la percentuale di persone AS ( ma vanno bene anche NT) che si sentono stimolate da questa nuova corrente di youtube
Dona il 5x1000 a Spazio Asperger ONLUS. Codice Fiscale: 97690370586
Un pizzico di autismo? Ma quale? Aiutaci a scoprirlo con la ricerca online