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  • Lo spettro è troppo eterogeneo?
    Si parla di spettro dell'autismo, ma, è da un po', anche leggendo alcune discussioni, che penso che, forse, l'eterogeneità di tale spettro può dare problemi di adattamento, forse proprio a quelli autisticamente piu tipici. Si parla comunemente di spettro neurotipico? No, è un non-senso comune perchè si tratta di un gruppo molto eterogeneo e, nello stesso tempo, speculare a quello neurodiverso: sociali/asociali, interessi vari/interessi ristretti, normalmente comunicativi/anormalmente comunicativi. Il gruppo neurodiverso è molto eterogeneo, proprio come quello neurotipico. Chi è nella parte più estrema, più tipica dello spettro, può sentirsi come un pesce fuor d'acqua. È un po' come succede nei risentimenti tra gruppi di autistici LF e quelli HF. Mi ha fatto ulteriormente riflettere una frase, mi pare di @AJDaisy ma attribuita ad un altro, in una discussione: "pochi nel forum sono asperger"; più del 50% dei votanti nel sondaggio sull'amicizia di @Marcof afferma di avere avuto più di 6 amici nella vita, un sondaggio simile in un forum sociale produrrebbe, per me, risultati sovrapponibili. E può essere vero che i conti non tornano. Un tipico asperger, con determinate difficoltà sociali, legate alla ToM ed alla carenze nella comunicazione può provare indubbiamente disagio in un gruppo dove si riesce a discutere del più e del meno. Forse potrebbero esserci, in contemporanea, due fenomeni:
    1. gli appartenenti allo spettro più socievoli e comunicativi partecipano maggiormente;
    2. gli appartenenti allo spettro meno socievoli percepiscono i primi come molto neurotipici, limitando ulteriormente la propria partecipazione.
    Inoltre, l'eterogeneità nel gruppo di asperger potrebbe comportare il rischio che venga utilizzato come cavallo di Troia? C'è il rischio che ADHD, disgrafici, affetti da solo mutismo selettivo ed altre diversità possano "sfruttare" l'asperger per portare avanti, all'atto pratico, solo le proprie battaglie? Magari perché dell'asperger ora si parla di più?
    Ora si potrebbe dire: cosa vorresti? Eliminare i più socievoli? Quelli che partecipano al bar? No, assolutamente. Non sono in grado di fornire una soluzione, però credo che in futuro potremmo assistere ad una più chiara definizione dei limiti asperger/non asperger oppure, forse più facilmente ad una suddivisioni in sottogruppi degli appartenenti allo spettro.
    Ogni vostra considerazione è ben accetta, mi auguro di non aver offeso nessuno, non era mia intenzione criticare alcuno o il forum.
  • Quanti amici avete avuto?
    @Marcof , comunque secondo me costituisce un'enorme differenze avere avuto amici durante infanzia e adolescenza o durante l'età adulta, e anche la qualità di queste frequentazioni. Faccio un esempio: io ho avuto due amichette alle scuole elementari, che vedevo solo a scuola, e una, molto profonda e più matura, durante l'adolescenza. Quando si è rotta questa amicizia sono rimasta anni senza amici, e all'epoca questo mi causava sofferenza oltre che isolarmi molto socialmente. Non ero capace di farmi degli amici tra i miei coetanei, mi parevano alieni. Non ero in grado di uscire in gruppo - ora lo sono? No, semplicemente è qualcosa che ho lasciato perdere.
    Il motivo per cui ora, da adulta, ho parecchi amici -per i miei standard sono parecchi- è che ho potuto ampliare il "bacino di utenza": conoscere attraverso internet persone particolari che vivono molto distanti e che non ho conosciuto in contesti sociali "classici". Poi, indubbiamente, penso di essere una persona fortunata, ma questa "fortuna" l'ho aiutata dedicandoci anni.
    Edit: aggiungo che avere qualcosa come 6 amici, ma vederne un paio con cadenza mensile e altri ogni 1-2 anni o più, è molto diverso da uscire ogni week-end con una comitiva di 6 persone. Questo il sondaggio non lo contempla, ma senza considerarlo penso la lettura complessiva abbia poco senso.
  • Quanti amici avete avuto?
    @Pavely non c'entra nulla la neurotipicità o diversità qua. Conta quali aspetti hai compensato bene e quali no. Il fatto di aver compensato bene un aspetto non significa che io non sia indietro su altri. E, per favore, rifletti sulla tua condizione anziché tirare subito in ballo la neurotipicità... che così finisci pure per non vedere i tuoi punti di forza. E hai punti di forza proprio sulla socialità a caldo, che è quella che serve per infilarsi nei grandi gruppi :)
    (Forse te la caveresti meglio che nei rapporti 1:1, dato che hai la giusta estroversione (utile per far leva su tanti) ma ti manca la pianificazione e strategia (utile per mantenere i singoli senza deluderli)).
    Con questo thread volevo soprattutto controllare il risultato combinato tra "Quanto sei severo nel titolare una persona amico e quanti amici riesci ad ottenere con quella severità". Se avessi chiesto solo "quanto di severo" mi avrebbero detto: severità normale, un amico è così, gli altri non sono amici. Invece il numeretto di questo sondaggio mette in luce la questione...
    E non è che sia un vanto averne tanti perché il tempo dedicato alla socializzazione penso sia lo stesso. Forse come tempo sto pure sotto la media aspie dato che io so stare davvero solo per lunghi periodi.
    :)
    che modo elegante che hai usato @Marcof per non rispondermi...
    (So bene quello che hai chiesto)
    Ma non importa.
    *
    Non hai fatto una domanda su cosa sia un'amicizia o quanta severità si debba usare.
    Tu hai fatto una domanda di cui sai già la risposta.
    Ma ciò che mi sorprende e che mi fa pensare è perché tu lo chieda in un forum di autistici.

    Per farti un esempio è come se io andassi in un forum omosessuale a chiedere come comportarmi con la mia compagna.
    Nulla di male..
    Pure: riconosci che possono esserci persone che si chiederanno quantomeno PERCHÉ io mi comporti così?

    Perché chiedi il numero degli amici a degli autistici?
    Magari la risposta io la so.
    Ma ti chiedo: te la sei fatta questa domanda?
    Per me, no.

    Ti ricordo al raduno.
    Sei un ragazzo dolcissimo.
    Il tuo pensiero, però, davvero mi sconcerta.
    Io davvero non ti capisco.
  • Quanti amici avete avuto?
    @Pavely non c'entra nulla la neurotipicità o diversità qua. Conta quali aspetti hai compensato bene e quali no. Il fatto di aver compensato bene un aspetto non significa che io non sia indietro su altri. E, per favore, rifletti sulla tua condizione anziché tirare subito in ballo la neurotipicità... che così finisci pure per non vedere i tuoi punti di forza. E hai punti di forza proprio sulla socialità a caldo, che è quella che serve per infilarsi nei grandi gruppi :)
    (Forse te la caveresti meglio che nei rapporti 1:1, dato che hai la giusta estroversione (utile per far leva su tanti) ma ti manca la pianificazione e strategia (utile per mantenere i singoli senza deluderli)).
    Con questo thread volevo soprattutto controllare il risultato combinato tra "Quanto sei severo nel titolare una persona amico e quanti amici riesci ad ottenere con quella severità". Se avessi chiesto solo "quanto di severo" mi avrebbero detto: severità normale, un amico è così, gli altri non sono amici. Invece il numeretto di questo sondaggio mette in luce la questione...
    E non è che sia un vanto averne tanti perché il tempo dedicato alla socializzazione penso sia lo stesso. Forse come tempo sto pure sotto la media aspie dato che io so stare davvero solo per lunghi periodi.
  • Qual è il vostro orientamento sessuale?
    Pansessuale (anche se è un'opzione purtroppo non contemplata dal sondaggio, in quanto non equivale alla bisessualità)
  • Qual è il vostro orientamento sessuale?
    Mi dispiace, ma non ho ancora avuto attrazione per molti ( in realtà solo un ragazzo ,ma in passato) e quindi se patrecipassi al sondaggio non sarebbe così preciso
  • La T di Lgbt (sondaggio)
    Secondo me è fondamentale fare fronte unito.
    (nel sondaggio manca un'opzione per la A)
  • La T di Lgbt (sondaggio)
    Ho sempre considerato la comunità LGBT+ come un gruppo "ombrello" che potesse dare un orgoglio identitario a chiunque si discosti a livello di identità/espressione di genere e orientamento sessuale dalla normalità statistica. Continuo a pensare che se una battaglia la si fa tutti uniti si fa più rumore e si ottengono più risultati.
    Nel sondaggio mi sono definita solo bisessuale perché nell'aprire la discussione si è fatto riferimento ad una transessualità che ha come scopo il cambio di sesso. Io mi considero transessuale nella misura in cui mi distacco dai cis gender.
    Esiste già un codice diverso per ogni persona esistente, perché ognuno di noi è un insieme di etichette che agli occhi degli altri definiscono la nostra identità. Io per esempio, per racchiudere tutti gli elementi che mi differenziano dagli altri, sono semplicemente definita outsider.
  • Interesse speciale e Collezionare... una riflessione.
    Oggi, riflettevo su questa cosa.
    Sempre di più - mi sembra - nella nostra Cultura condivisa, si associa l'Asperger al fatto che questo implichi avere s o l o degli "interessi speciali".
    Da una persona Asperger - ad esempio - ci si aspetta che questa snoccioli dati... citazioni, informazioni. Che ricordi tantissimo: che dia nomi, curiosità, aspetti sconosciuti su di un tema che può essere molto settoriale (musica Industrial, Treni, Lingue sconosciute, Televisione...).
    Tornando a casa, riflettevo su come io - in questo periodo della mia vita - mi senta completamente impreparato in tutto, come io non abbia alcun interesse in tal senso, come io mi sia lasciato completamente andare e come io non dedichi la mia vita ad un interesse penetrante. E' come se fossi in attesa di qualcosa...
    Non avere un "interesse speciale" - percepisco questo di me - mi spinge a chiedermi quanto io sia Asperger. Mi spinge a chiedermi se davvero io sia autistico... se davvero io non stia sbagliando nella percezione che ho di me. E mentre lo faccio, osservo alcuni aspetto di questo mio sentimento: anche altre persone diagnosticate Asperger provano la stessa cosa? Non avere un interesse penetrante, equivale a non poter essere diagnosticati Asperger?
    Apro questo post con una domanda, quindi, aperta... un sondaggio che metterò qui alla fine. Un sondaggio che vorrebbe rispondere alla mia domanda se in questo aspetto della mia vita io sia solo. Non so.
    Ho parlato, quindi, di questa cosa ad una persona a cui voglio un mare di bene e ho ricevuto una risposta che mi ha spinto a riflettere.
    Secondo l'opinione che ho ascoltato, anche solo aver collezionato o collezionare qualcosa equivale ad avere un interesse speciale.
    Non ci avevo mai pensato in modo approfondito. Non avevo mai riflettuto sul punto e non avevo mai considerato che collezionare qualcosa equivalga ad avere un "interesse speciale".
    Chiaramente, il problema è che collezionare deve essere d a v v e r o qualcosa di pervasivo: deve essere davvero qualcosa che si accende come una fiamma quando guardiamo l'oggetto della collezione.
    Ad esempio: io ho collezionato varie cose. So di averlo fatto e so di non aver mai avuto uno spazio per farlo veramente (da ragazzo dormivo in camera da pranzo, l'appartamento era piccolissimo... le mie cose erano in un grande armadio).
    Oggetti verso Nozioni, quindi.
    Entrambi questi poli dovrebbero soddisfare il requisito dell'"interesse speciale".
    §
    Mentre scrivo queste righe così veloci, la mia mente desidera, quasi, vedere le passioni di tanti neurotipici: macchine, francobolli, fumetti...
    Collezionare, avere un interesse speciale, quindi, ai miei occhi, non è qualcosa che ci rende diversi dai Neurotipici ma è qualcosa che noi c o n d i v i d i a m o con loro.
    Davvero, allora, il tema dell'interesse speciale non è ciò che dovrebbe contraddistinguerci. Forse, semplicemente, è qualcosa che ci unisce: non qualcosa che ci rende diversi.
    L'Autismo non è allora l'interesse speciale in sé... diciamo "questa parte del palcoscenico illuminata dalle luce"... ma questa parte in buio.
    Il fatto che oltre la collezione o la passione per un interesse speciale c'è un vuoto.
    Un "silenzio" di cui è difficile parlare...
    :|
    §
    A me, piacerebbe sapere se questa riflessione - in apparenza così semplice e pure particolare - suscita in voi una reazione.
    Se, ad esempio, mi siete mai sentiti "in colpa" o "non autenticamente Asperger" per non essere "Banche dati ambulanti" su una particolare cosa.
    Se mi siete sentiti "meno Asperger" per il fatto di "non avere un'ottima memoria per i particolari".
    E' una cosa che oggi mi tocca profondamente.
    E no, non so spiegarne la ragione.
  • La T di Lgbt (sondaggio)
    Io penso abbia senso lavorare uniti, poi comprendo che alcune specificità sono appunto specifiche di un gruppo, e che questo gruppo facilmente sarà più concentrato su certi obiettivi o sul confrontarsi su certe questioni. Penso per esempio alla transizione: io non sono una persona trans* e non posso certo scambiare trascorsi personali sulla transizione. Tuttavia sono casi molto specifici di confronto che non inficiano in alcun modo il lavoro collettivo verso obiettivi o il senso di appartenenza a una comunità.

    Per me l'inclusività è sempre stata importante, infatti al di là della sigla in senso stretto, per me "lgbt" comprende anche molti altri gruppi (nel sondaggio mi sono inclusa anche se "omosessuale" non è una definizione che mi calza perfettamente).

    In passato ho smesso di lavorare con un gruppo di lesbiche perché le donne trans non erano ben accette, dunque non ho più voluto averci a che fare. Spiace vedere in questi giorni le nuove polemiche con Arcilesbica Nazionale, ma bisogna sempre ricordare che un direttivo non è un'associazione: spero che il direttivo attuale venga mandato via per lasciare spazio alle tantissime lesbiche che non vivono nel terrore del pisello altrui. 
  • La T di Lgbt (sondaggio)
    @SirAlphaexa nel sondaggio è considerata la doppia opzione. :)
  • La T di Lgbt (sondaggio)
    Se ne discute delle volte, e molte persone Trans, soprattutto transessuali in senso "classico" (con un' identità di genere opposta al sesso biologico che vogliono fare un percorso di transizione ) vorrebbero che le loro istanze fossero separate da quelle di omo e bisex.
    L' uno è un problema di natura fisica, cioè si nasce con una mente di genere diverso dal corpo, e quindi è un problema di identità di genere, gli altri sono semplici orientamenti affettivi della persona.
    Mettendo le due situazioni vicine, si crea confusione su due cose differenti, e appunto bisogni diversi.
    Secondo voi ha senso lottare uniti, o e' meglio separare le istanze di gay/bisex da quelle T?
    So che non siamo in un forum a tema ma mi interessano le vostre opinioni.
    Buon pomeriggio!
  • Numero di partner
    Mi sento offeso dal fatto che nel sondaggio non compaia la voce "0" :D

    L'avevo messa come opzione ma non so per quale motivo il sistema ha cancellato la voce.
    Forse le voci con un solo carattere sono automaticamente cancellate.
    Ah ecco, iniziavo ad avere paura di essere l'unico ad aver sentito il bisogno di selezionare quella voce :)
  • Numero di partner
    Mi sento offeso dal fatto che nel sondaggio non compaia la voce "0" :D
    L'avevo messa come opzione ma non so per quale motivo il sistema ha cancellato la voce.
    Forse le voci con un solo carattere sono automaticamente cancellate.
  • Numero di partner
    Mi sento offeso dal fatto che nel sondaggio non compaia la voce "0" :D
    Sarebbe stata la mia risposta fino a circa sei anni fa.
    Il primo bacio l'ho dato tardi. MOLTO. Al punto che, quand'è arrivato, ci avevo quasi rinunciato. :)
  • Numero di partner
    Mi sento offeso dal fatto che nel sondaggio non compaia la voce "0" :D
  • Che sistema operativo usate?
    Una simpatica "educated-guess": l'uso di distribuzioni Linux è più diffuso (rispetto alla media NT) tra la popolazione AS :)
    infatti il sondaggio mi incuriosiva anche per fare un paragone (...) con l'uso dei vari OS nella popolazione globale (dove prevale nettamente Windows). Giusto per poter fare qualche ipotesi tendenziale, come quella che hai fatto tu. ;)
    prevedibile maggioranza relativa di Windows a parte, mi pare che ci sia parecchio equilibrio.

    Linux e Mac alla pari, in effetti, non l'avevo ancora visto succedere da nessuna parte

    Un paio di considerazioni (le prime che mi vengono in mente leggendo le "premesse" e la "conclusione" del sondaggio che vi ho citato sopra): 
    (snip)

    Secondo me, come dice Landauer, ci sono semplicemente una serie di possibili ragioni per cui gli utenti di questo forum possano essere *mediamente* più interessati all'informatica (cosa che comunque non è necessariamente vera per tutti). 

    Ed è un dato di fatto che Linux è un sistema operativo più adatto per coloro ai quali interessa sapere come vengono amministrate le risorse di un PC, dare uno sguardo a cosa c'è dietro ai programmi che ormai sono diventati di uso comune, magari pure sbattere la testa su qualche problema di tipo sistemistico (ed essere poi soddisfatti di aver trovato a soluzione).

    Chi invece fa un uso puramente utilitaristico del pc, e se ne frega di tutto ciò che c'è sotto, è molto più facile che scelga Windows (o Mac se ha altri tipi di esigenze). Questo a spanne, poi è chiaro che ci saranno le eccezioni, come in ogni cosa.
  • Che sistema operativo usate?
    Una simpatica "educated-guess": l'uso di distribuzioni Linux è più diffuso (rispetto alla media NT) tra la popolazione AS :)
    infatti il sondaggio mi incuriosiva anche per fare un paragone (...) con l'uso dei vari OS nella popolazione globale (dove prevale nettamente Windows). Giusto per poter fare qualche ipotesi tendenziale, come quella che hai fatto tu. ;)
    prevedibile maggioranza relativa di Windows a parte, mi pare che ci sia parecchio equilibrio.

    Linux e Mac alla pari, in effetti, non l'avevo ancora visto succedere da nessuna parte
    Un paio di considerazioni (le prime che mi vengono in mente leggendo le "premesse" e la "conclusione" del sondaggio che vi ho citato sopra):
    1. Trovo curioso - ma anche molto positivo - che in un forum di persone asperger si ottengano questi risultati.
    Il fatto che l'uso di distribuzioni Linux sia molto diffuso anche tra la popolazione neurodiversa (che sia "più diffuso" non è dimostrato qui - né altrove, credo) non mi pareva affatto un risultato scontato, come diceva @Landauer , perché spesso e volentieri installare un sistema operativo diverso da quello col quale abbiamo acquistato il pc significa provare qualcosa di nuovo, andare incontro a problemi sconosciuti, imprevisti o comunque non pianificati. Il fatto che "molti" (metto virgolette perché il campione del sondaggio non è ampio) abbiano detto di usare linux dimostra che non è vero che tutti sono restii al cambiamento, alle novità o ad affrontare problemi nuovi. Evidentemente, non è la novità o l'imprevedibilità in sé a non essere gradita ma solo "certi tipi" di novità (che magari variano da persona a persona ma sono/potrebbero essere pur sempre limitati).
    2. C'è un sentimento - molto forte, a giudicare dalle parole e dalle espressioni usate nei messaggi - di "necessità di distinguersi dalla massa" che si identifica nel rifiuto di tutto ciò che (si suppone) va di moda.
    Tralasciando il discorso "gusti personali" (a qualcuno danno fastidio i case in metallo dei portatili; io invece non sopporto quelli in plastica perché si scaldano più facilmente) la maggior parte di quelli che hanno criticato "il sistema operativo di moda" ha anche detto di non averlo mai utilizzato. Non ne ha, quindi, criticato le funzioni (che non conosce) ma l'immagine, che conosce solo attraverso la pubblicità, il marketing (e la stupidità di certa gente).
    Ora ognuno è libero di pensare e dire ciò che vuole, ci mancherebbe, ma... non vedete anche voi una incongruenza?
    E' un po' come se una persona ne giudicasse male un'altra senza neanche conoscerla, come dire che "M. è una brutta persona perché ha tanti amici".
    Davvero l'odio verso le mode (che, tutto sommato, sono una sciocchezza che non reca alcun danno a chi non le segue) può confondere la razionalità e il giudizio delle persone?
  • Quale emozione rifuggite maggiormente? Sondaggio
    Appello generale: potreste mettere l'opzione "non ne sono sicuro"' quando fate i sondaggi? Così che chi non ne è sicuro possa andare a vedere i risultati.
    Io non me la sento di rispondere a caso su una cosa così importante. Tra l'altro falsando di conseguenza il sondaggio.
    In questo caso la mia risposta è: non ne sono sicuro
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