Vota Spazio Asperger ONLUS per supportare i nostri progetti
Dona il 5x1000 a Spazio Asperger ONLUS. Codice Fiscale: 97690370586
Spazio Asperger è attivo anche su Facebook.

Per raggiungere la nostra pagina con gli argomenti più discussi del giorno, news e immagini cercate "spazioasperger.it"

Per un gruppo indirizzato a ricerca e terapia cercate "Ricerca e terapia nello Spettro Autistico"
  • asessualità e dipendenza sessuale
    Oltre che sospetta Asperger sono anche asessuale. Mi fa piacere leggere molti commenti di persone correttamente informate su questo orientamento sessuale ancora molto sconosciuto.
    L'asessualità, come già detto da altri prima di me, è un orientamento che si contraddistingue per la mancanza di attrazione/desiderio sessuale.
    Non esiste il termine "parzialmente asessuale", ma capisco che si vuole intendere "demisessuale". Sono persone che sviluppano attrazione sessuale raramente e solo dopo aver instaurato un intenso legame emotivo con una persona.
    In genere un asessuale che lo è sempre stato dalla nascita non diventa improvvisamente dipendente dal sesso. Come un omosessuale che lo è sempre stato non diventa improvvisamente etero.
    Esistono persone con libido altalenante e ho sentito parlare di fluidità sessuale. Esistono persone che durante il corso della loro vita si sentono attratte più da persone dello stesso sesso e in altri periodi più attratte da persone del sesso opposto. Suppongo possano esistere anche asessuali più o meno fluidi (ma considerato che gli asessuali di per sé sono all'incirca 3% della popolazione, gli asex fluidi immagino siano casi rarissimi). Non so se la rottura con il partner possa accentuare queste casistiche.

  • dopo la diagnosi, tutto fermo
    adesso mi sento davvero impotente. dopo la diagnosi, a 4 anni e mezzo, di asperger (benchè il bimbo non si esprima ancora bene, ma dica tante parole) da parte di una voce molto  autorevole delle neuropsichiatria siciliana, porto, come suggeritomi il bimbo alla asp locale, la stessa asp che a 1 anno e mezzo, mentre il bimbo dimostrava di giocare con grande capacità nei giochi dell'Ipad, mi aveva detto che non non avesse nulla. a questo punto la asp mi fa avere due certificati, una diagnosi per la scuola e una diagnosi funzionale e mi invita a chiedere la 104. nei due certificati il bimbo è di grado grave. mi spiegano che forse è l'unico modo per ottenere un sostegno terapeutico. da questo, niente altro. non un'ora di terapia, niente aba, niente di niente. ho solo certificati in mano, di cui avrei fatto volentieri a meno. il bimbo dopo la tenerezza e i progressi  del lockdown, dovute alla mia presenza costante, ha ripreso atteggiamenti oppositivi (è tutto no, in modo consapevole) : non vuole uscire, non vuole vestirsi, resta nudo in casa (lui non ha problemi con i tessili) non vuole andare a cavalcare (che lui adorava), non vuole andare alle giostre, se andiamo non vuole tornare. non si vuole lavare, non quando sono io a proporglielo. all'asp mi è stato detto che avrà al massimo due ore settimane di terapia, poi forse fra qualche anno :D se ne aggiungeranno altre della terapia territoriale. pare che se io voglia agire adesso, alla soglia dei 5 anni, abbia solo da metter mano al portafoglio. all'asp mi dicono solo quanto potrà essere risolutivo un insegnante di sostegno a settembre..... (io so bene come spesso vengono reclutati gli insegnanti di sostegno.... no comment) . invece io credevo che il bimbo dovesse iniziare una terapia affinchè da solo poi potesse capire 'lo stare insieme', l'obbedire alle regole, la socialità. ma nulla. sono nella provincia di SR. avete indirizzi? ho deciso che studierò io Aba, che sarò io la sua insegnante. farò un corso, con un supervisore. non ho altro da fare. ma io lavoro moltissimo, e in questa avventura d'amore e di fatica, sono completamente sola, coadiuvata da due anziani, stanchi genitori. a chi rivolgermi? come posso ottenere adesso una terapia? prima che il tempo scavi fosse non più colmabili? non posso sostenere economicamente una terapia importante da sola. Grazie ragazzi. scusate lo sfogo. oggi, ieri, sono allo stremo, non esco più, non frequento gli amici, non riesco a trovare tempo per fare sport, ho solo il lavoro e il lavoro con mio figlio. passo dall'uno all'altro senza pausa. dimentica di me stessa. 
  • My Mad Dreams - Un progetto di "vita neurodiversa".
    Six fanarts challenge (in corso, me ne mancano due)

    1 - Bonnie di Pokemon XY

    bonnie___pokemon_xy_by_shiki91_ddv7pd0-fullview
    mi piace molto la soluzione per il riempimento dello sfondo!
    lo stesso effetto potresti ottenerlo usando delle tue fotografie poi digitalizzate, di oggetti ripresi in macro e con forte sfocatura. ad esempio dei fiori o un altro oggetto contestualizzato.
    .
  • Napoli è aperta al mondo LGBT?
    @Miticalex
    E' come chiedere se Marte sia aperto a Venere...
    Se ti metti coi piedi per terra nella tua città ti accorgerai che esistono cose molto diverse. Perché è una città ragionevolmente grande.
    Ovviamente se vuoi un grande happening culturale dovrai aspettare un po'. C'è una epidemia in corso.
    Se poi vuoi trovare persone omosessuali che si riuniscono per fare del sesso, allora ci sono dei locali che non ti saprei indicare.
    Anche queste attività sono impedite da una epidemia in corso.
    Piú chè fare sesso con gli omosessuali, vorrei avere la libertà di fidanzarmi con una transessuale, ho girare liberamente vestito da donna.
  • Napoli è aperta al mondo LGBT?
    @Miticalex
    E' come chiedere se Marte sia aperto a Venere...
    Se ti metti coi piedi per terra nella tua città ti accorgerai che esistono cose molto diverse. Perché è una città ragionevolmente grande.
    Ovviamente se vuoi un grande happening culturale dovrai aspettare un po'. C'è una epidemia in corso.
    Se poi vuoi trovare persone omosessuali che si riuniscono per fare del sesso, allora ci sono dei locali che non ti saprei indicare.
    Anche queste attività sono impedite da una epidemia in corso.
  • My Mad Dreams - Un progetto di "vita neurodiversa".
    Six fanarts challenge (in corso, me ne mancano due)

    1 - Bonnie di Pokemon XY

    bonnie___pokemon_xy_by_shiki91_ddv7pd0-fullview

    2 - Emma - The Promised Neverland

    emma___the_promised_neverland_by_shiki91_ddvc1o8-fullview

    3 - Ray - The Promised Neverland

    ray___the_promised_neverland_by_shiki91_ddvt6r1-fullview

    4 - Asuka - Neon Genesis Evangelion

    asuka___neon_genesis_evangelion_by_shiki91_ddvuwbm-fullview
  • Cancellare i ricordi su facebook
    @lucy84 prova a leggere anche a riguardo del narcisismo patologico.
    Ne ho parlato con delle persone, senza menzionare la questione del narcisismo patologico, ma viene fuori molto spesso... autonomamente, da molte persone. Detto questo effettivamente ora è venuto fuori che all'amicizia ci credevo solo io, ed è uscito in maniera abbastanza brutale, ora penso di poter riuscire ad andare avanti. Sono riuscita a darmi un programma giornaliero, cerco lavoro (chissà...), mi sono iscritta a un corso professionalizzante, insomma vado avanti. Il pensiero è spesso ancora lì, ma ci va tempo. 
  • Soliloqui
    Sono sincero spesso quando rileggo quello che scrivo poi mi sento in colpa perché so che ho difficoltà nel gestirmi e quindi temo sempre di esagerare, di risultare come una lama che fende senza pietà, di praticare una sincerità brutale che spesso nel corso della mia vita mi ha fatto passare dalle parte del torto anche quando avevo ragione perché tale ragione la esternavo in modo sbagliato e potevo arrivare ad alzare la voce fino ad urlare, fino ad esplodere.

    Quindi sono qui perché voglio dirti questo: non sentirti in colpa, cerca di evitarlo come la peste il senso di colpa. 
    Tu meriti rispetto per il solo fatto di metterti in discussione e quindi cercare pareri, prospettive, opinioni differenti dale tue. 
    Io non sono un genitore e forse non lo sarò mai ma sono certo che oltre ad essere un'opportunità stupenda, quella di creare e coltivare una vita, è anche un percorso molto complesso, molto difficile, qualcosa che ti carica di una responsabilità veramente importante. Il tutto poi in un mondo, in una società come quella attuale altrettanto complessa e difficile, e non parlo dell'emergenza che ha stravolto l'esistenza della Terra, ma della società nella quale viviamo.

    Al di là di qualsiasi approccio terapeutico, di qualsiasi diagnosi o protocollo, oltre qualsiasi aiuto esterno che può aiutare a tracciare un quadro generale, offrendonuove e dettagliate informazioni, delle direttive, delle linee guida, che possano farci diventare più consapevoli e quindi agire di conseguenza per trovare soluzioni adeguate, in questo momento sto cercando di immedesimarmi, per quanto in maniera manchevole e limitata, nei panni di un genitore che è preoccupato per il proprio figlio e mi sorgono le seguenti domande:
    temo per mio figlio perché lo voglio proteggere dal mondo che lo aspetta fuori dell'accogliente luogo domestico, quando andrà a finire sotto tutti gli sguardi che non sono quelli di una mandre che ama e protegge in maniera incondizionata senza se e senza ma; o temo ciò che non riesco a capire e quindi accettare, che mi appare pauroso assurdo sbagliato inconcepibile in sé?
    Temo che la società/le persone possano "fargli del male" (in un'infinità di modi differenti più o meno consapevoli) o temo che possa essere lui stesso la causa del proprio male? 

    Penso che le risposte siano molteplici e profondamente collegate tra di loro.

    Vedo inoltre un problema ben più ampio e radicato, che travalica il discorso autismo o Asperger e la psicologia: io da quando sono nato ho notato che una persona che mostra evidenti diversità fisiche o mentali o culturali o sessuali (aggiungete pure qualsiasi altra parola preferite) rischia di venire derisa ed emarginata e diviene oggetto di discriminazione, intolleranza, violenza.


  • Ciao

    Io penso che una persona che ti conosce già da molto tempo e ha imparato ad accettarti e apprezzarti non verrà scalfita se un giorno te ne esci con "sono Asperger", al massimo ne rimarrà sorpresa (come è successo con un con un mio caro amico) e magari abbandonerà l'immagine/stereotipo stile "Rain Man".
    La sua idea su di te si è già formata nel corso del tempo e questo nuovo elemento andrà ad arricchirla non ti definirà totalmente (perché la diagnosi non è la persona...) e dovrebbe vederti senza alcun pregiudizio avendo a disposizione una visione più ampia.

    Penso invece che nella situazione inversa una persona che non sa nulla di te se la prima cosa che viene è sapere è "autistica" o è "Asperger" be' penso che in questo caso rischierebbe di filtrare tutto il resto attraverso l'etichetta e ne potrebbe fare un uso sbagliato, perché il problema non è l'etichetta ma l'uso che se ne fa e in questo concordo assolutamente con Wolfgang.

    Ovviamente esistono eccezioni, persone particolarmente aperte e flessibili o ottuse e rigide e quindi la casistica nella pratica diventa molto più complessa rispetto alla teoria, quindi i due esempi che ho portato potrebbero anche rovesciarsi con la persona a cui sei legata che rifiuta la nuova consapevolezza e l'estraneo che ti accetta senza riserve e senza volerti incasellare in una visione/definizione riduttiva e stereotipata.
  • Amor, ch'a nullo amato amar perdona
    Siete riusciti a trovare la persona giusta per voi?
    Quante volte avete sbattuto la testa prima di riuscirci?
    Quanto vi ha fatto bene?
    Quanta fatica/impegno vi è costato mantenere il rapporto nel corso del tempo?

    Nel corso della mia vita ho vissuto una sola relazione dai 27 ai 30 anni, relazione molto turbolenta, al termine della quale sono ripiombato nell'isolamento e nell'avversione nei confronti del mondo, più confuso e perso di prima.
    Non abbiamo mai convissuto.
    All'epoca non avevo idea di essere Asperger e in realtà non ho mai condiviso con quella persona la mia interiorità più profonda e priva di maschere, non perché non volessi ma non ero in grado di esprimerla e non ero nemmeno consapevole come lo sono ora. Più che altro lei apprezzava la mia cultura la mia intelligenza e il mio aspetto fisico, mi vedeva come un alieno ribelle e tenebroso giunto da non si sa dove. 
    Io, non lo so, ero come uno che stava morendo di sete nel deserto e ha trovato qualcuno che gli ha offerto dell'acqua.
    Non avevo idea di cosa significasse scambiarsi un gesto di affetto, gentilezza, tenerezza. 
    Sia a livello sociale (sotto qualsiasi aspetto, dal trovare un lavoro, alla capacità di prenotare una visita medica, dall'iniziare una conversazione qualsiasi in un contesto qualsiasi etc etc) sia a livello di relazioni sentimentali ero un bambino confuso nel corpo di un adulto, in grado di ragionare sopra i "massimi sistemi" ma che si perdeva in un bicchiere d'acqua quando si trattava di semplici situazioni quotidiane. Qualcuno che idealmente desiderava affetto ma poi lo temeva o era incapace di dimostrarlo, infatti venni definito anche anaffettivo.

    Volevo sapere quanto ha influito su di voi riuscire a creare un legame profondo e duraturo nel tempo con una persona con la quale siete riusciti ad aprirvi, ad essere voi stessi, che vi ha fatto sentire accettati. 
  • Ho scoperto di essere Asperger a 30 anni?

    Aspie o non aspie, una motivazione, una rapporto causa-effetto esiste comunque, la sfortuna io la chiamerei: l'intreccio complessivo di elementi che vanno a compore le situazioni, l'enorme ventaglio di possibilità, nella maggior parte dei casi non prevedibili, che l'esistenza ci pone davanti nel corso della nostra vita: ovvero il caso e come noi reagiamo a tutto ciò.

    Posso dirti che quando ho iniziato a sospettare di essere aspie e poi ho ricevuto la diagnosi mi sono sentito liberato, liberato da cosa? Dal dubbio, dall'idea che fosse tutto frutto della mia immaginazione, e ciò mi ha permesso di capire una parte di me che fino a quel momento avevo semplicemente vissuto/subito senza lucidità, spinto dall'inerzia, dall'abitudine. Ho analizzato il passato remoto e quelo recente e capito tante cose in maniera retrospettiva.
    Ci sono arrivato a causa di un crollo, un bel botto, ma grosso, quindi è stato un passo necessario per "salvarmi" più che altro non una scelta, tra le altre cose ero arrivato ad un passo dal suicidio e in linea generale stavo messo molto peggio di te (esempio spicciolo: per me le garazze e il lavoro erano tipo esseri mitologici) almeno rispetto a quello che ho potuto leggere nella tua presentazione.
    Ho superato i trent'anni, anch'io l'ho scoperto da adulto.

    Ti auguro che tutto vada per il meglio e con meglio intendo conoscere meglio te stesso, raggiungere una maggiore consapevolezza, il resto sarà una conseguenza.

    Grazie mille della tua risposta. Vale molto per me.
    Ti auguro il meglio.
  • Ho scoperto di essere Asperger a 30 anni?

    Aspie o non aspie, una motivazione, una rapporto causa-effetto esiste comunque, la sfortuna io la chiamerei: l'intreccio complessivo di elementi che vanno a compore le situazioni, l'enorme ventaglio di possibilità, nella maggior parte dei casi non prevedibili, che l'esistenza ci pone davanti nel corso della nostra vita: ovvero il caso e come noi reagiamo a tutto ciò.

    Posso dirti che quando ho iniziato a sospettare di essere aspie e poi ho ricevuto la diagnosi mi sono sentito liberato, liberato da cosa? Dal dubbio, dall'idea che fosse tutto frutto della mia immaginazione, e ciò mi ha permesso di capire una parte di me che fino a quel momento avevo semplicemente vissuto/subito senza lucidità, spinto dall'inerzia, dall'abitudine. Ho analizzato il passato remoto e quelo recente e capito tante cose in maniera retrospettiva.
    Ci sono arrivato a causa di un crollo, un bel botto, ma grosso, quindi è stato un passo necessario per "salvarmi" più che altro non una scelta, tra le altre cose ero arrivato ad un passo dal suicidio e in linea generale stavo messo molto peggio di te (esempio spicciolo: per me le garazze e il lavoro erano tipo esseri mitologici) almeno rispetto a quello che ho potuto leggere nella tua presentazione.
    Ho superato i trent'anni, anch'io l'ho scoperto da adulto.

    Ti auguro che tutto vada per il meglio e con meglio intendo conoscere meglio te stesso, raggiungere una maggiore consapevolezza, il resto sarà una conseguenza.

  • Il veleno dei Social Network
    Penso che ci sia un aspetto dei social che non viene preso in considerazione: l'immediatezza. Dalla spunta blu da cui nasce in molti la rabbia se si visualizza e non si risponde, alle reazioni rapide (like), al quantitativo di post che si aggiorna ogni secondo fino alla velocità con cui si può accedere ma soprattutto generare informazione. Credo che tutto questo porti stress, ansia ed alimenti la negatività necessaria perché le interazioni social possano continuare.
    "Gli influencer hanno bisogno degli hater" dicevano ad un corso di Social Media, i post di odio alimentano le discussioni più di quelli 'positivi'.
    Interessante l'ultima frase sugli haters. Mi son rimessa su facebook perché ho fatto un blog sui miei scritti e video, inoltre ho in programma la pubblicazione di un libro. Per quanto mi riguarda, mi sta aiutando tenere pochi contatti, perlopiù di gente che conosco, non fare discorsi politici e non postare foto di coppia. Se vedo che sto sovraccaricando in qualche modo, cerco di non esagerare cancellandomi oppure cancellando cose che ho scritto. Sto imparando... alla fine, se fai arte, è un buon canale per farsi conoscere. Domani uscirà anche una serie a puntate basata su Giorni Felici di Beckett (io ne farò una).
  • Il veleno dei Social Network
    Penso che ci sia un aspetto dei social che non viene preso in considerazione: l'immediatezza. Dalla spunta blu da cui nasce in molti la rabbia se si visualizza e non si risponde, alle reazioni rapide (like), al quantitativo di post che si aggiorna ogni secondo fino alla velocità con cui si può accedere ma soprattutto generare informazione. Credo che tutto questo porti stress, ansia ed alimenti la negatività necessaria perché le interazioni social possano continuare.
    "Gli influencer hanno bisogno degli hater" dicevano ad un corso di Social Media, i post di odio alimentano le discussioni più di quelli 'positivi'.
  • Whatsapp, chat ed interconnessione - Chi ne è fuori, che reputazione si ritrova?
    Ciao,
    Personalmente ho un rapporto di Amore ed odio con i social: all'inizio non li capisco e li vedevo solo come un 'giocattolo', mi sono iscritto a FB una prima volta nel 2010, poi tolto quando ho visto dei miei amici che ad ogni post pubblicato si facevano domande del tipo 'A chi sarà riferito?', 'Cosa intendeva realmente?', insomma cercavano un doppio significato su qualunque affermazione.
    Nel 2014, all'università ho avuto modo di frequentare un corso di Social Media con un noto professore che mi ha fatto vedere le due facce della medaglia ovvero da un lato la possibilità di rimanere in contatto con molte persone e dall'altra la presenza di figure professionali che creano contenuti a scopo pubblicitario o per ottenere informazioni. Nel 2016 mi sono iscritto nuovamente a FB su consiglio di una psicologa che mi disse "Vero che i social hanno i loro lati negativi, ma se i tuoi amici sono lì e tu vuoi socializzare...". Nel 2018 ho realizzato che attraverso telefono e social ero stato vittima di manipolazione sempre con lo stesso schema: un "amico" insiste perché io mi iscriva ai Social e tenga sempre il telefono con me, io mi convinco e questa persona inizia a bombardarmi di chiamate e messaggi, ad arrabbiarsi se non rispondo subito (anche a notte inoltrata) ed a voler sapere tutto per tenermi sotto controllo ed essere il primo a chiamarmi per non farmi stare con altri.
    Ricordo comunque una frase sentita in un seminario sui social da un ospite: "Se è sui social network è falso." Chiesi spiegazioni e mi disse: "non focalizzare l'attenzione sul contenuto del post ma sul perché qualcuno decida di pubblicare qualcosa col mondo che probabilmente non sarà possibile rimuovere definitivamente. Cosa vuole ottenere? E soprattutto, è il suo vero pensiero o è stato preparato? Questo riguarda tutti gli utenti, non solo chi lo fa di mestiere, se arrivasse all'improvviso un giornalista di una TV nazionale che vi inquadra e vi intervista riuscireste ad essere voi stessi?"
  • La futilità dei siti e delle app ''cerca-amici''.
    Ciao,
    Da informatico con orientamento al marketing vorrei iniziare con una cosa ovvia ma necessaria: i social e queste app sia di amicizia che di 'dating' sono fatte per generare un guadagno e devono "autoalimentarsi" cioè far si che anche se trovi degli amici non abbandoni l'uso dell'app. Quindi è naturale che sia difficile staccarsi dall'app.
    Da persona che ha preso un mucchio di calci sui denti da persone definitesi amici e che poi si sono rivelati manipolatori ti dico che la paura è normale in questa fase, anche io ci convivo. Il primo step necessario secondo me è capire veramente chi sei e cosa vuoi anche in ambito affettivo: se preferisci più o meno amici, se hai bisogno di amicizia più o meno profonda, quali luoghi vorresti frequentare, se c'è qualcosa che ti piace a cui non vuoi rinunciare da fare con gli amici o che i tuoi amici devono rispettare, ecc.
    Non sono domande così scontate, spesso si risponde come vorrebbero gli altri per cercare di uniformarsi (ho commesso questo errore):
    Nel percorso che ho iniziato 6 anni fa sono partito dicendo 'voglio uscire con gli amici, andare per il corso il sabato e in discoteca la sera'. Oggi ho capito che mi trovo bene nel volontariato, che ho bisogno di un 'legante' come un interesse comune e che non sono proprio il tipo da passeggiata lungo il corso.
  • Sondaggio: in che centri vivono gli utenti del forum?
    Fatto.
    Nato e cresciuto nella magnifica (sotto l'aspetto storico atistico paesaggistico, sotto altri aspetti meglio che taccio...) Roma, nel corso del tempo ho vagabondato un po' qua un  po' là ma alla fine sono sempre tornato. 
    Come direbbe Catullo: odi et amo : P

  • Odio il mio paese, aiutatemi vi prego.
    Vivo in un posto dove divertimenti non c'è ne sono pochi ho niente, il posto dove divertirsi è purtroppo a 32km da casa mia, frequentavo un corso di ballo chè era tutta la mia vita, ma ora è finito è chissà quando tornerà, vorrei trasferirmi in una città come Torino ho Napoli, ma per colpa di qualcuno ora vivo nel dubbio chè potrei trovarmi bene, è comunque non ho molta possibilità di trasferirmi ( forse per il momento spero) non só chè fare, voglio vivere tranquillo, voglio vivere felice, voglio vivere senza il dolore della mancanza del corso di ballo chè frequentavo, voglio vivere in un posto dove essere libero di uscire con una ragazza transessuale senza chè la gente mi giudichi, voglio vivere in un posto dove non ci sia lo stress tipo farmi un sacco di scalinate per andare da qualche parte (tipo casa mia chè tra l'altro sono oltre 100 scale) ho farmi 5km per ricaricare una poste pay quando poco tempo fá mi bastava fare 400m insomma avere tutto a portata di mano, voglio vivere lontano dalla noia è non só come fare, aiutatemi. :(( :((
  • Schematico e riassuntivo: Sono sfinita. 3 anni e 1 mese.
    Eh lo so...ma inizi a togliere qualche dubbio e approfondisci. Ripeto, se non sei tranquilla meglio approfondire e togliere dei dubbi. Intanto prenoti la visita poi decidi in corso d'opera come fare. Sappiamo che non è semplice ma non hai altra scelta se non affrontare il problema (se questo c'è ovviamente).
  • Sono ND e incel. Vi racconto qualcosa
    Proviamo a metterla così.

    Esistono anche le donne brutte. Donne che fino a qualche tempo venivano definite "zitelle", di cui nessuno desiderava anche il solo frequentarle. 
    Anche queste, in teoria, andrebbero considerate incel. (femcel o qualcosa del genere)...ma non le sento mai, mai incluse. Perchè in questa bella setta (perchè io ormai la chiamo così) esistono solo gli uomini vittime e le donne sono sempre perfette, anche nelle loro imperfezioni. Cosa che ahimè, non esiste.
    La verità che si tratta di un problema esclusivamente maschile, nato da elementi per di più sociali e culturali (l'idea dell'uomo perfetto, bello e ricco e sessualmente appagante) che strettamente biologici (che esistono, ma siamo una specie che non regge esclusivamente dal proprio bagaglio genetico), finendo poi per trovare il proprio bersaglio le donne invece di possibili problemi personali (che nel caso dei ND anche una semplice incomprensione delle regole sociali e ciò che porta alle persone interessarsi a te) e relazionali.

    E troppo facile parlare di donne biologicamente "superiori" quando alla fine non si fa altro che trattarle come un oggetto. Cosa che non aiuta certo ad trovare una compagna, credimi. 

    Evita tutto questo, e te lo dice uno che non ha la stessa fortuna (io sono pure un uomo trans - statisticamente sto messo peggio di te). Cerca di capire le persone, evita chi ti fa solo del male e vai a tentativi. Funziona così per tutti, e entrare in questo meccanismo ti allontana e basta.
    Quelle donne hanno comunque un botto di opportunità (ne ho conosciute personalmente) solo che non hanno gli uomini che vogliono loro mentre noi non abbiamo nessuno di nessuno.
    Sinceramente a queste argomentazioni si è data più volte risposta e io stesso non faccio parte di setta alcuna. Erano tutte cose che ho notato prima di avventurarmi online e online ho trovato solo conferma.
    Poi boh parli di donna oggetto ma qui quello che deve "vibrare" E funzionare e rendersi utile sono io quindi semmai io sono l'oggetto e la donna è solo iper personificata
    ---
    Ciao, il tuo intervento apre molte considerazioni e delinea un panorama piuttosto complesso.
    Voglio farti presenti alcune perplessità che alla fine nulla tolgono alle difficoltà che hai incontrato nel corso della tua vita ma di certo hanno il loro peso all'interno dei ragionamenti che tu hai posto in essere.

    Non trovo adeguato porre la questione nei termini del "rendersi utili" agli occhi di una donna o ridurre la maggioranza degli uomini a "donatori di sperma facilmente rimpiazzabili a comando".
    Mi sembra una visione ripresa pari pari dai meccanismi naturali dove la femmina sceglie il maschio che mostra le migliori qualità che possano garantire cibo e una prole sana e forte e quindi le maggiori probabilità di diffondere e conservare i propri geni nel processo di selezione naturale. Indubbiamente certi schemi ricorrono anche nell'attuale società civile ma focalizzare il discorso solo su questo lo trovo molto riduttivo anche perché le donne ormai si sono emancipate e hanno raggiunto la piena indipendenza quindi hanno rotto lo schema, al quale erano state piegate, del "ho bisogno di garanzie economiche che mi consentano di fare figli". Se la propagazione della specie rimane un imperativo categorico a livello genetico non è detto che lo sia anche a livello personale altrimenti i rapporti di coppia (e più in generale il senso delle nostre esistenze) verrebbero ridotti solamente al facciamo figli e ciò cozza apertamente con la multiforme realtà che tutti possiamo toccare con mano. Non metto in dubbio che esistano abiti mentali e pulsioni istintive che portano le persone (uomini o donne è uguale) a ragionare ed agire secondo simili modelli, e sono cavoli amari per chi rimane fuori, ma ciò non può costituire la base sulla quale fondare tutti i passi successivi. Trovare schemi generali può essere utile e necessario per tracciare delle coordinate in base alle quali condurre un'esplorazione ma non possiamo ignorare la grande varità dei casi particolari che l'esistenza nel suo complesso ci offre perché ciò non farebbe altro che impoverire la nostra indagine.

    Non si può nemmeno ridurre la questione al "bilanciare dando maggior potere economico-politico agli uomini". Non è mai stato un discorso di bilanciamento ma di un totale sbilanciamento del potere, in ogni sua forma, nelle mani dell'uomo che è emerso in maniera sempre più netta nel corso del tempo.
    Senza andare troppo indietro nella Storia dove troviamo esempi tribali nei quali la divisione dei compiti era relativamente semplice e diciamo naturale, in epoche passate meno remote le donne erano completamente escluse dalla vita pubblica, non potevano votare, non avevano uno status giuridico equiparabile a quello di un uomo, erano addirittura malviste le donne (con le dovute rare eccezioni nelle classi nobili o comunque negli strati ricchi o dotati di un certo potere) che desideravano farsi una cultura una erudizione che potesse in qualche modo essere usata al di fuori dei salotti dove erano tollerate e dove al massimo veniva loro concesso il lusso di intrattenere il pubblico maschile senza mai confrontarsi con esso sullo stesso livello, e la situazione peggiorava in maniera molto pesante in altri contesti primo tra tutti quello accademico. Tutto ciò determinava la loro totale e perenne dipendenza, non solo economica, nei confronti dell'uomo. Quando lasciavano la propria famiglia d'origine diventavano poco più che oggetti al servizio del marito, o del pater familias che dir si voglia, del quale dovevano soddisfare ogni desiderio curando al contempo la casa e la prole: fuori da questo schema semplicemente non esistevano. Fatta eccezione nei confronti di singoli individui o gruppi specifici dotati di aperture mentali o visioni alternative alle ideologie dominanti, non erano certo considerate esseri viventi dotati di una reale autonomia e quindi in grado di autodeterminarsi. Naturalmente in occidente anche il cristianesimo ufficiale diffuso dal clero ha contribuito a legittimare e mantenere stabile nel corso dei secoli una simile situazione. 
    La formula "la donna ha in mano le sorti della procreazione quindi l'uomo ha bilanciato la propria posizione di svantaggio tramite il potere sociale" potrebbe avere un senso all'interno di un sistema logico che intende costruire una teoria personale a proprio uso e consumo, ma non regge se analizziamo con la dovuta attenzione ciò che è stato messo in pratica nel corso della Storia.

    Il resto è relativo alla tua esperienza di vita e quindi al tuo personale percorso sul quale non mi sento in diritto di dire nulla.
    So che significa essere vittima di se stessi, anche se in apparenza io parto da una posizione opposta: non ho mai avuto problemi nell'attrarre una donna (detto molto sinceramente) ma non è mai stata una mia scelta consapevole, accadeva, e anzi per me era un problema, fonte di ansia e nervosismo e fughe dalla realtà verso il mio amato isolamento che era l'unica cosa che riuscissi a gestire e nel quale mi sentivo a mio agio.
    Per me era un problema anche solo il contatto visivo figurarsi intavolare un discorso qualsiasi o il toccare un'altra persona o instaurare con essa un rapporto intimo, e con intimo non intendo sessuale, intendo prima di tutto mentale. E il problema esiste tutt'ora anche se ovviamente con il passare del tempo ho imparato a gestire meglio certe dinamiche davanti alle quali prima l'unica opzione era la fuga con successivo isolamento.
    Non so cosa significhi desiderare una persona e nonostante tutti gli sforzi ritrovarsi da soli, perché la solitudine per me è sempre stata le soluzione quasi mai il problema. Ovviamente ciò non significa che la solitudine per me sia sempre stata un'allegra passeggiata tra fiori e arcobaleni, ma di base per me è essenziale al punto che la preferisco nella maggior parte dei casi ai rapporti umani di qualsiasi tipo essi siano quindi non solo rapporti di coppia in senso stretto.

    Immagino che sia terribile nonostante tutti i tuoi sforzi, e da quello che racconti non sembrano affatto pochi né blandi, essere incel, termine che non conoscevo.

    Tutto questo non l'ho scritto per attaccarti o negare le tue difficoltà o la tua visione o farti cambiare idea ma solamente perché volevo sottolineare degli aspetti che penso non possano essere lasciati in disparte dato il peso che hanno all'interno del discorso.

    Tutto quello che vuoi sta di fatto che queste dinamiche esistono, sta di fatto che matematicamente il maschio è pensato per essere sacrificabili e che molti maschi sono esclusi sempre più dalla selezione sessuale (studi a riguardo).
    Una volta semplicemente non si notava perché ogni generazione ne morivano a bizzeffe tra lavoro e guerre continue e quelli rimanenti erano meno delle donne e quindi utili.
    Non sono d'accordo con la questione della discriminazione della donna. Per me era (e tornerà ad essere perché la storia è ciclica) mera prevenzione e bilanciamento naturale. Hai moltissimo potere biologico sessuale e vuoi che l'uomo controbilanci con quello politico-economico ergo facilitiamo le cose e diamo in mano risorse all'uomo affinché risulti attraente. Ancora oggi le donne tendono fortemente a selezionare sulla base di quelle dinamiche quindi per l'uomo che è cambiato? Ha perso l'autorità senza perdere la sacrificabilità e da qui lo sbialanciamento.
    Hai presente far partire da piú indietro corridori che fanno meno percorso? Ecco. Veniva fatto quello. Fosse o meno giusto non mi riguarda. Io guardo al bilanciamento algoritmico.
    ---
    Come ho avuto modo di constatare tramite altri studi fatti l'aspergerismo maschile può portare ad inceldom molto più di quello femminile
    [...]
    Scrivo proprio per vedere se altri si sono trovati nella stessa situazione perchè, come già detto, ho notato una forte convergenza tra questo disturbo sociale e la solitudine forzata/celibato involontario e ho letto pure studi a riguardo. Inoltre a quanto so nell'ultima ricerca in USA i giovani che non hanno avuto rapporti sessuali sotto i 30 anni sono stati il 31%. Han rifatto la ricerca ed è addirittura venuto fuori un 51%.
    In Italia se non sbaglio siamo attorno al 15%; molto inferiore ma di certo non percentuale irrilevante se considerato che a inizio duemila c'erano percentuali da zero virgola.
    Se puoi cortesemente citare gli studi a cui fai riferimento, grazie.

    Certo. E volendo ne trovo altri più specifici. Per ora con questi ti fai un'idea...
    https://www.google.com/amp/s/www.sciencealert.com/the-percentage-of-americans-not-having-sex-has-reached-a-record-high
    https://www.google.com/amp/s/www.psychologytoday.com/us/blog/insight-therapy/201305/the-price-sex-women-rule-men-drool-the-markets-cruel?amp
Dona il 5x1000 a Spazio Asperger ONLUS. Codice Fiscale: 97690370586
Un pizzico di autismo? Ma quale? Aiutaci a scoprirlo con la ricerca online