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  • Insegnante di sostegno scuola materna.
    Sì se hai fatto domanda in corso dell'anno ci vuole più tempo. In ogni caso puoi chiamare l'assistente sociale per sapere se è tutto ok e sentire il dirigente o il vicepreside per sapere a che punto sono.
  • Studenti universitari: com è o com era la vostra media?(sondaggio)
    Curiosità. Chi non studia attualmente può fare riferimento all ultimo corso di laurea :)
    EDIT: RISPOSTA 2 DOMANDA 3 VA LETTO TRA 22 E 24
  • Bimbo 21 mesi
    Come ho potuto capire molti hanno iniziato con 2-3 sedute di psicomotricità alla settimana che a questo punto credo che rappresentino il punto di partenza per vedere come ogni bimbo reagisce e poi strada facendo in base a successive valutazioni del npi si sceglie se proseguire e se proseguire con quale terapie farlo.mio figlio fortunatamente non ha stereotipie o almeno non sono marcate e non ha mai acquisito competenze linguistiche per poi perderle e quindi avere una regressione. Fortunatamente non abbiamo problemi economici e di tempo (mia moglie non lavora) e quindi a casa possiamo lavorarci su ovviamente con le giuste direttive che ci verranno impartite e al riguardo ci hanno detto che bisogna dedicarsi al bimbo almeno mezz ora al giorno in quanto dopo mezz ora la sua attenzione potrebbe calare. Purtroppo ci sono state le feste di Natale di mezzo altrimenti avremmo iniziato già.
    Ciao @bigjoe e benvenuto! Su alcune cose come ribadito da @gufomatto79 sono in accordo, ma sul punto dell’allarmismo nell’individuare i sintomi... non pienamente! Indubbio l’aumento in genere di malattie, patologie, condizioni salutari Ecc nel corso del tempo e quindi non si può fare un paragone in termini di numero Col passato; è anche vero però che prima non ci si ‘accorgeva’ o non si sapevano proprio delle condizioni se non quelle palesi o comunque di risolvevano con farmaci e istituti correttivi per qualsiasi forma.
    Prima si risolveva anche con un ‘poi crescerà e si farà le ossa’ e poi magari se finiva ai margini Da adulto nn ci si faceva più di tanto caso o si collegavano le cose.
    Oggi si parla di interventi precoci come per tua figlia, come per il mio e di tanti altri qui nel forum (ma troverai anche di qualcuno che avrebbe preferito saperlo Ancora un po’ prima appunto) proprio perché è possibile individuare alcuni sintomi che poi come dire, insieme ad altri che si acquisiscono anche con la crescita regolare del bimbo, possono portare ad una diagnosi certa, in altri casi invece, sfociano in Un nonulla...
    Anche il padre di mio figlio a 2 anni non parlava, se fosse stato solo questo il ‘problema’ del mio avrei aspettato ancora i suoi tempi, ma insieme al non guardare in faccia, stereotipie, retrocessione di competenze acquisite ed altre cosette, eccoci che siamo entrati nello spettro e da pochi mesi abbiamo iniziato un percorso di psicomotricità...
    Lo sport è fondamentale nella vita di tutti come sai, a 18 mesi iniziarlo non è possibile però ma ecco che entrano in campo nuove attività-gioco che precocemente compensano lo sport Più tradizionale se vai ad analizzare alla fine...
    Leggevo poco tempo fa di Susanna Tamaro (famosa scrittrice) che ha scoperto a50 anni di essere Asperger e di quanto ora finalmente sia in ‘pace’ Con se stessa, semplicemente perché ora sa e sa come comportarsi senza sentirsi sbagliata..e non che non sapesse usare le parole!
    Ha passato fin dall’infanzia tutte problematiche, ‘cure’ per malattie mentali che nn aveva, angherie ecc
    Questo mi fa sperare solo che posso cercare di preparare al meglio mio figlio per il futuro...
    Non posso escludere purtroppo che c’è anche gente, dottori, professionisti che ti giudicano o guardano con leggerezza, oppure in base alle tue finanze, e questa è una cosa che ancora devo digerire...
    Ah quasi dimenticavo! Il mio bimbo ora 2anni, a 18 mesi diagnosticato, avviato asilo, psicomotricità 3 a settimana e tantissimo lavoro a casa con lui (ma con estrema tranquillità, acquisita anche grazie alla condivisione su questo forum per non impazzire), e studio e approfondimenti costanti, quindi continuate così perché è di aiuto anche per il lavoro in terapia ed alzare sempre di più l’asticella.
    Chiedo scusa ma come al solito mi sono dilungata ma spero di aver dato almeno qualche buon spunto! ;)
    Ciao e scusa se mi permetto. Cosa è stato diagnosticato a tuo figlio a 18 mesi? E quando ha iniziato terapia? Grazie
  • Bimbo 21 mesi
    Ciao @bigjoe e benvenuto! Su alcune cose come ribadito da @gufomatto79 sono in accordo, ma sul punto dell’allarmismo nell’individuare i sintomi... non pienamente! Indubbio l’aumento in genere di malattie, patologie, condizioni salutari Ecc nel corso del tempo e quindi non si può fare un paragone in termini di numero Col passato; è anche vero però che prima non ci si ‘accorgeva’ o non si sapevano proprio delle condizioni se non quelle palesi o comunque di risolvevano con farmaci e istituti correttivi per qualsiasi forma.
    Prima si risolveva anche con un ‘poi crescerà e si farà le ossa’ e poi magari se finiva ai margini Da adulto nn ci si faceva più di tanto caso o si collegavano le cose.
    Oggi si parla di interventi precoci come per tua figlia, come per il mio e di tanti altri qui nel forum (ma troverai anche di qualcuno che avrebbe preferito saperlo Ancora un po’ prima appunto) proprio perché è possibile individuare alcuni sintomi che poi come dire, insieme ad altri che si acquisiscono anche con la crescita regolare del bimbo, possono portare ad una diagnosi certa, in altri casi invece, sfociano in Un nonulla...
    Anche il padre di mio figlio a 2 anni non parlava, se fosse stato solo questo il ‘problema’ del mio avrei aspettato ancora i suoi tempi, ma insieme al non guardare in faccia, stereotipie, retrocessione di competenze acquisite ed altre cosette, eccoci che siamo entrati nello spettro e da pochi mesi abbiamo iniziato un percorso di psicomotricità...
    Lo sport è fondamentale nella vita di tutti come sai, a 18 mesi iniziarlo non è possibile però ma ecco che entrano in campo nuove attività-gioco che precocemente compensano lo sport Più tradizionale se vai ad analizzare alla fine...
    Leggevo poco tempo fa di Susanna Tamaro (famosa scrittrice) che ha scoperto a50 anni di essere Asperger e di quanto ora finalmente sia in ‘pace’ Con se stessa, semplicemente perché ora sa e sa come comportarsi senza sentirsi sbagliata..e non che non sapesse usare le parole!
    Ha passato fin dall’infanzia tutte problematiche, ‘cure’ per malattie mentali che nn aveva, angherie ecc
    Questo mi fa sperare solo che posso cercare di preparare al meglio mio figlio per il futuro...
    Non posso escludere purtroppo che c’è anche gente, dottori, professionisti che ti giudicano o guardano con leggerezza, oppure in base alle tue finanze, e questa è una cosa che ancora devo digerire...
    Ah quasi dimenticavo! Il mio bimbo ora 2anni, a 18 mesi diagnosticato, avviato asilo, psicomotricità 3 a settimana e tantissimo lavoro a casa con lui (ma con estrema tranquillità, acquisita anche grazie alla condivisione su questo forum per non impazzire), e studio e approfondimenti costanti, quindi continuate così perché è di aiuto anche per il lavoro in terapia ed alzare sempre di più l’asticella.
    Chiedo scusa ma come al solito mi sono dilungata ma spero di aver dato almeno qualche buon spunto! ;)
  • In attesa di identificare il problema...
    Ciao @Lisy chiedevi qualche attività nel ‘attesa... aggiungo a quanto già detto per la triangolazione ecc, avvicina i giochi o qualsiasi cosa di interesse al volto per catturare lo sguardo prima di passarglielo per esempio.
    Su fasciatoio faccia a faccia è più facile canzoni, giochini, solletico bubusettete e qualsiasi cosa richieda sguardo e interazione ecc
    molto utile è ripetere tu quello che fa lui, poi vedrai che piano piano restituirà;)! Ad esempio quando dice:da da da, tu fai lo stesso e aspetta che poi lo rifà, come se fosse un botta e risposta... poi dopo un po’ prova a cambiare sillaba, vocale o quel che sia... se non ti ripete Subito non fa nulla, ma non demordere mai, cambia, riprova, aspetta, vedrai che l’interazione arriverà!
    Anche il mio prima diceva almeno mamma, poi nulla più, nemmeno lallazione (ma ho anche il presentimento che non volesse proprio Più parlare e non che non riuscisse).
    Con questo giochino, e con i suoni e rumori per ogni cosa (Brum brum, psss, Ahahah, gnam ecc) lui ha iniziato a ripetere l’intonazione del rumore, ed ora oltre a ripronunciare la parola mamma, proprio oggi si è sbizzarrito con un dada, misto a papà!
    Ma sopratutto ha ripreso lallazione e suoni (imita ke risate finte, o gli starnuti).
    Di grandissimo aiuto è stato l’inserimento all’asilo (suggerito dall npi) e levare il ciuccio!
    Ah quasi dimenticavo ora ha. 2anni, ma tutto questo raccontato è dai 18 mesi, quindi ancora fresco ed in corso di evoluzione!
  • Prima della fine del 2019... finalmente mi decido a presentarmi :)
    Ciao! Ti do' il benvenuto nel forum. Mi fa piacere che un'asperger sia psicologa. Da come ti sei espressa nel post di presentazione ho notato un tuo approccio molto più corposo e veloce del mio. Mi domando se in questo ti ha aiutato il corso di psicologia o hai sempre parlato così. Nel senso che mi hai fatto notare che sono un po' statico, rigido. Spero di poter fare palestra e riadattare questa mia forma di pensiero. (Scusami se sembra un po' strambo come post, ma ho pensato questo). Ancora benvenuta, e buon anno
  • Prima della fine del 2019... finalmente mi decido a presentarmi :)
    Salve a tutti!
    Mi sono iscritta al forum mesi fa, credo all'inizio di agosto, ma mi sono convinta a presentarmi solo ora perché più spesso che no solo le scadenze imminenti riescono a motivarmi, e ho deciso che la fine di quest'anno solare è il limite invalicabile entro cui cominciare ad espormi.

    Sono una donna di 31 anni, Aspie consapevole dal 4 aprile, ufficialmente diagnosticata dal 18 luglio.

    In realtà... il mio primo incontro con l'Asperger è stato nell'estate del 2008, a diciannove anni e mezzo, praticamente appena dopo aver ricevuto il mio primo portatile. Ma ovviamente tutto è iniziato molto prima.
    Come molti altri Aspie di cui ho letto su questo forum o altrove, anch'io ho convissuto da sempre con la sensazione inspiegabile, ma nettissima e concreta, di essere fondamentalmente diversa dal resto dell'umanità che mi circondava. Potrei anche risalire ai miei primissimi ricordi in questo senso: ad esempio a quando andavo all'asilo, avrò avuto circa quattro anni, le suore ci mandavano in bagno tutte insieme... e le altre bambine erano incomprensibilmente eccitate dal fatto di indossare certe mutandine con i cuori, o altre stupidaggini di questo genere tutte uguali una all'altra. Io non capivo cosa ci fosse di così importante. E non lo capisco nemmeno adesso. Sono però sicura che si tratta dei primi episodi di cui ho memoria in cui mi sono consapevolmente sentita diversa dagli altri componenti del contesto sociale di cui facevo parte.
    Da lì in poi la mia esperienza di vita è stata sorprendentemente simile a quella descritta da molte donne autistiche: brava bambina, obbediente, disciplinata e prima della classe, ho cominciato prestissimo a studiare cognitivamente gli altri, forse già dagli episodi dell'asilo di cui sopra, imparando abbastanza da riuscire a cavarmela nelle situazioni sociali, ma continuando a non capire perché mi sentissi così diversa da tutti; ho sperimentato la sistematica fatica fisica di gestire le interazioni sociali, nonché il sollievo quando alcune relazioni finivano (ad esempio alla fine di un ciclo scolastico) e non avevo più l'incombenza di fingere che mi piacessero; sono diventata molto presto, forse già dall'adolescenza, un'autistica non riconoscibile, e questo anche a detta della neuropsichiatra che mi ha fatto la valutazione.

    Per cercare di decifrare qualcosa di più su me stessa ho finito con l'iscrivermi a Psicologia, e se tutto va bene dovrei riuscire a laurearmi la prossima estate. Sono anche convinta che un sacco di Aspie non diagnosticati finiscano nel corso di laurea di Psicologia, ma forse questa è un'altra storia. 
    Purtroppo non ho un lavoro né una relazione sentimentale, ma diciamo che il trovare qualcosa di simile a un lavoro e/o a un fidanzato rientra, non dico nei propositi, ma per lo meno nei desideri per il nuovo anno.
    Scoprire l'Asperger come nome della mia diversità e di certe mie difficoltà mi ha realmente cambiato la vita, ha dato un meraviglioso senso a tutto, ho smesso di sentirmi in colpa per quello che sono, e ora qualsiasi cosa mi sembra possibile!


    Quanto a come fossi arrivata all'Asperger già nel 2008, devo dire che non ne ho idea. Il che è strano, considerato che di solito mi ricordo tutto. So che all'epoca di testimonianze vere sulla vita da Aspie se ne trovavano ben poche... Non parliamo poi di testimonianze su donne Aspie, vade retro Satana proprio. Così il massimo che potevo fare era studiare le liste di "sintomi" che trovavo su wikipedia o qua e là su qualche altro sito, dare una mia interpretazione a concetti tecnici come -primo su tutti- quello di "empatia cognitiva", e cercare di ritrovare nella mia esperienza quello che analizzavo teoricamente. 
    All'epoca però scoprire l'Asperger non ha avuto lo stesso effetto potentemente liberatorio che sta avendo ora... Per circa due anni e mezzo quest'ipotesi è rimasta, diciamo, in stand-by, ci credevo intimamente ma razionalmente avevo dei dubbi, mi sembrava esagerato interpretare me stessa come autistica. 
    Non ho mai nemmeno pensato di cercare una diagnosi ufficiale perché fondamentalmente non pensavo che mi avrebbe cambiato la vita: l'ipotesi Asperger spiegava alcune mie storiche stranezze e soprattutto la mia difficoltà a fare amicizia e in generale a interagire con le persone fuori di casa, ma non scalfiva minimamente tutti i dubbi, i sensi di colpa, le sofferenze e anche alcuni sintomi post-traumatici ricevuti in dote dalla mia disfunzionalissima famiglia. Non che io sia cresciuta in un ambiente disastroso e disperato, a modo loro i miei sono sempre stati presenti, soprattutto dal punto di vista materiale, e credo che in fondo siano convinti di aver fatto il loro meglio... ma sono persone profondamente immature ed egocentriche, spesso emotivamente assenti senza nemmeno accorgersene. 
    Anche per mio fratello neurotipico crescere nella nostra famiglia non è stata una passeggiata di salute, ma ora che ha 28 anni ha compensato in modo abbastanza funzionale (e in certi ambiti tipo il lavoro, direi eccezionale). Su di me questa improbabile situazione familiare ha avuto un effetto letteralmente paralizzante, soprattutto per quanto riguarda la possibilità di realizzarmi come persona e non solo come corpo senziente. E sono anche abbastanza convinta che, se fossi cresciuta in una famiglia più sana, ora sarei ufficialmente una Aspie subclinica e ben funzionante, e forse come tanti altri avrei scoperto la mia neurodiversità grazie ai figli che in futuro desidero avere.


    Poi però è arrivato marzo 2011. Dopo un periodo difficile, striscianti sintomi depressivi che si protraevano da più di due anni e mezzo, e una cronica incapacità di capire cosa volevo fare nella vita, ho iniziato una psicoterapia. E' durata otto anni (!!!!!!!!!!!!!), fino all'aprile di quest'anno, e si è rivelata senza alcun dubbio l'esperienza più rovinosa della mia vita. 
    Penso che spiegherò meglio cosa è successo in un altro post, anche perché ho molto bisogno di parlarne e di visualizzare nero su bianco quello che ho subito, ma di fatto è stata un'esperienza del tutto paragonabile a una relazione tossica e abusiva, che mi ha bloccato la vita per otto anni, ed è stata sistematicamente pervasa di accuse, svalutazioni, umiliazioni, colpevolizzazioni, ricatti psicologici, nonché continue violazioni dei cosiddetti limiti del setting. Stavo male la maggior parte del tempo e ho pensato decine di volte di troncare, ma non riuscivo mai ad andarmene a causa dei sensi di colpa e delle paure che quell'individuo mi induceva per tenermi legata. 
    Col senno di poi e con l'aiuto della mia attuale terapeuta -con cui ho un ottimo rapporto sia umano che professionale, e che è esperta di autismo e Asperger ma soprattutto è sana di mente- ho ufficialmente attaccato l'etichetta di "narcisismo patologico" alla situazione in cui sono capitata, e ho accettato l'idea che quello che mi è successo e che mi sono sentita dire NON è stato in nessun modo colpa mia.
    Purtroppo o per fortuna, quella "terapia" non è stata del tutto inutile, almeno non nella misura in cui mi ha fornito alcune risposte sull'inadeguatezza della mia famiglia, o quanto meno il coraggio di andare a cercarle. Così ho finito col convincermi che le disfunzionalità in cui ero cresciuta fossero sufficienti a spiegare i miei problemi, e d'altra parte quell'individuo aveva come tutti una conoscenza molto superficiale dell'autismo (sigh), e non mi ha mai proposto l'ipotesi Asperger. Che quindi è rimasta abbandonata per tutti gli otto anni. Intanto però le mie difficoltà non passavano, anzi peggioravano grazie alla "terapia", la famiglia brutta e cattiva non era più una spiegazione sufficiente, e lui più che farmi sentire in colpa e sputare sentenze senza nemmeno ascoltarmi non riusciva a fare... 

    Riscoprire l'Asperger è stata la mia Salvezza. Scoprendo che quell'individuo non avrebbe più potuto aiutarmi in quanto non esperto dell'argomento, sono finalmente riuscita ad allontanarmi da lui, e dalla giusta distanza mi sono resa conto dei danni che mi aveva fatto. Mi sono accorta di essere riuscita a salvarmi DA SOLA, di aver sempre nutrito dei ragionevoli dubbi e quindi di non essere mai stata completamente soggiogata dalla sua volontà, e in generale di essere molto più forte e molto più sana di quanto lui abbia sempre cercato di farmi credere. 
    E' vero che ho perso diversi anni di vita, però, oltre all'orgoglio di essermi salvata con le mie sole forze, col passare dei mesi mi sono sempre più resa conto che questa allucinante esperienza è diventata la principale motivazione della tensione di Libertà che ora mi pervade. Non potrei essere più motivata di quanto sono ora a realizzarmi, a costruirmi un futuro e a cercare di essere felice (e anche a contribuire a diffondere consapevolezza sull'Asperger, ma questo è per la prossima puntata).




    P.S. Se siete arrivati a leggere fino a qui... scusate per la lunghezza! Tra i propositi per il nuovo anno ci sarà anche il cercare di essere meno logorroica.




  • Perplessità sulla prima terapia
    @Smeagol scusa non mi sono spiegata bene. L’unica vera terapia che ha mai fatto sono state quelle due ore alla Asl. Il tecnico aba lo affiancava a scuola a partire dai 4 anni e mezzo, per un aiuto alle maestre e per avvicinarlo alla socializzazione. Non ha mai fatto aba intesa come terapia.
    Come ti dicevo però nonostante il tecnico aba e le maestre fossero bravissime e nonostante appunto stesse sette ore non è scattanto l’interesse allora come non è presente ancora adesso che fa la terza elementare. Non penso che non si interessata’ mai agli altri, prima o poi succederà, ma deve partire da lui, nessuna terapia, secondo me, può far nulla in questo senso. Lui sa giocare, glielo abbiamo insegnato noi in parte e il resto lo ha imparato da solo. La carta per farlo ce l’ha quindi. Ma non gli interessa usarla.
    La tma è una specifica terapia in acqua. L’istruttrice è formata per agire con bimbi con difficoltà, non solamente nello spettro. Mio figlio è inserito in un piccolo gruppo. Oltre che imparare a nuotare l’istruttrice lavora anche su autonomia, interazione, socializzazione. Fa anche quella da quando aveva poco più di tre anni. È probabile che questo sia l’ultimo anno che la fa e anno prossimo passeremo a un normale corso di nuoto o cambieremo proprio sport.
  • Materie preferite e non
    Alle elementari mi piacevano molto grammatica, inglese e scienze.
    Alle medie italiano, le lingue straniere (inglese e spagnolo) e il latino, che scoprii brevemente durante un corso propedeutico in terza media (cui mi obbligarono ad andare perché speravano che poi scegliessi il liceo classico).
    Alla fine scelsi il liceo delle scienze umane + diritto ed economia, che fortunatamente diventarono le mie materie preferite.
    Per i primi due anni mi appassionai anche alla storia perché la professoressa aveva davvero il fuoco dentro per la materia che insegnava (nonostante tutti la odiassero perché era una stronza dispotica), poi durante il triennio ci appiopparono per storia e filosofia un professore che mi disgustava (ci aveva provato malissimo con una mia amica, e avevamo 16 anni) quindi per partito preso durante le sue ore non ascoltavo, e per le verifiche copiavo.
    Con la letteratura ebbi un rapporto conflittuale perché m’interessava ma finivo per egemonizzare le lezioni interrompendo e rompendo le palle a tutti, per un periodo l’insegnante mi diede del lavoro extra da presentare in classe ma i miei compagni mi odiavano e non vedevano di buon occhio la cosa, dunque mi revocò l’incarico è sempre per partito preso smisi di ascoltare.
    Le materie odiate sono sempre state tre: matematica/fisica (perché non ricordavo mezza regola/formula e non sono mai stata abbastanza in gamba da desumerle a logica), geografia (perché non so imparare le cose a memoria) e educazione fisica (alle medie mi insultavano perché facevo perdere tutte le partite di pallavolo, alle superiori durante un’esercitazione della stramaledetta pallavolo il professore mi chiese ridendo se ”avessi bisogno dell’insegnante di sostegno” = ”sembri un’handicappata”, così “divertente” che da lì in poi ho finto malanni improbabili ogni settimana, finendo per venire quasi rimandata nella cazzo di ginnastica per ben quattro anni consecutivi)
    Con l’università ho scoperto l’amore per la filosofia (che però mi fa sentire male) e riscoperto l’amore per la storia, tanto che non sono più così convinta di voler proseguire gli studi delle scienze umane. Io vorrei studiare tutto ciò che è umanistico per sempre, non vorrei dover scegliere :))
  • Materie preferite e non
    Alle elementari non c'era nulla che mi piacesse in particolare.
    Facevo comunque tutto, ma io credo di essere nata con un mega neurone del senso del dovere che si è divorato quello del gioco, divertimento, fanca... ismo.
    Per me tutto ciò che era compito andava fatto
    Odiavo un corso extracurriculare di francese, perché c'era una insegnante orribile di cui ricordo ancora il nome: Elvira
    Alle medie facevo molta fatica con il disegno tecnico in più c'era un insegnante che doveva essere parente prossima di quella di francese.
    Alle superiori è nato l'amore per la matematica. Credo sia stata la prima volta che qualcosa mi assorbisse così tanto.
    Non che non avessi mai fatto matematica prima... Ma era la prima volta che la facevo così, sperimentando nel mio piccolo la ricerca. Merito di un professore che ha fatto ben di più che passarmi nozioni
    Comunque alle superiori ho avuto una insegnante molto brava di francese, e il francese è diventata per me una lingua amabile.
    Io credo che per le materie di scuola, molto fa l'insegnante
  • Nuoto
    assolutamante si!

    dopo 20 anni di Karate, non potendolo  più praticare per via degli inevitabili danni fisici che nel tempo mi ha dato l'attività agonistica (soprattutto un menisco rotto), l'unico sport praticabile per rimanere in forma e sfogare l'energia fisica per me è il nuoto.

    così vado regolarmente in piscina due sera a settimana: mi tiene in forma senza sforzare le articolazioni e anche la compagnia degli altri è spesso interessante per i discorsi che facciamo e anche divertente (sono dei bambinoni nonostante l'età non proprio giovanile ahahah!)

    certo, se a 20 anni mi facevo tutta l'ora senza interruzioni, adesso in un ora posso al massimo fare 40/50 vasche. ma va bene lo stesso perché la sensazione che mi provoca il nuoto è quella di stare nel mio ambiente naturale, tant'è che anche al mare mi piace fare lunghe nuotate.

    Guarda, spero tanto anche io, magari dopo aver finito il corso a cui mi sono iscritto fino a giugno, di iniziare nuoto libero, dato che dovrebbe costare meno e potrei fare qualcosa di più intensivo
  • organizzarsi lo studio
    @Blunotte da autodidatta
    A un certo punto ho pensato di completare gli studi, o mettermi a studiare quello che veramente avrei voluto studiare... ma ho deciso che quest’anno provo a testare la mia volontà e le mie capacità. E poi vedo se posso riuscire a iscrivermi anche solo a qualche corso. Tanto sono disoccupata ...
  • Domande nate dalla lettura di Aspergirls di Rudy Simone
    In questo periodo mi sto prendendo del tempo per me, e quindi sto recuperando un po' di letture varie.
    Ho appena terminato di leggere con avidità (=troppo velocemente per assorbire bene tutto) il libro Aspergirls.
    L'ho preso in biblioteca, ma nei prossimi giorni vorrei ordinarne una copia in libreria da tenere come "libretto di istruzioni".
    :)

    Mi ritrovo in molte cose, non in tutte.
    E a questo punto però sorge in me una curiosità: in questo libro ho ritrovato parti di me, mi sono in parte riconosciuta. Però mi piacerebbe conoscere "l'altro lato della medaglia", cioè, leggere un libro parallelo che spiega come stanno le cose per le NT. Per vedere quanto effettivamente ci sia di diverso. Per capire il punto di vista di quello che statisticamente è il sentire più diffuso. Non so se mi sono spiegata bene... In Aspergirls i ogni tanto si spiegano le differenze, ma il focus è comunque sulla ND.

    In alcune parti, si percepisce che il libro è nato in ambiente anglosassone...
    Una cosa, ad esempio, sulla quale personalmente mi trovo abbastanza in disaccordo è l'auspicio di una scuola per sole donne Asperger... Sarà che ho avuto un iter scolastico tutto sommato positivo, ma c'è fisso in me l'ideale della scuola pubblica mista.

    [spoiler]
    A rischio di inimicarmi qualcuno, ma... Auspicando una seconda edizione del volume, da lettrice/utente mi permetterei di suggerire che la traduzione venisse rivista da una persona terza, esterna, diversa dalla prima e principale traduttrice (per il cui lavoro non si può non essere grati!).
    Nel corso della lettura mi sono infatti imbattuta in alcune cose un po' stridenti, come ad esempio:
    p. 112 "eventualmente" (tradotto da "eventually", ma da intendere come "alla fine"?)
    p. 107 "assegnamenti" (="compiti"?)
    p. 119 "consultante" 
    p. 145 "le donne sono meno cospicue"
    p. 166 "stazione per la toletta" (forse suona meglio postazione?)
    Sono piccolezze, me ne rendo conto! Soprattutto, sono cosucce che si notano leggendo con occhi "esterni". Il mio è solo un suggerimento per migliorare ulteriormente il testo... Magari sono pure sbagliati gli esempi che ho citato, ma, insomma, volevo segnalare che qua e là ogni tanto c'è qualcosa di meno scorrevole (forse è pure dovuto a una voluta fedeltà all'originale, che potrebbe essere già così?).
    [\spoiler]

    Edit: soliti problemi "grafici"
  • Pecs per bambina di 3 anni.
    Tempo fa partecipai ad un corso informativo fatto dalla mia ex terapista Aba in cui piegava che in alcuni casi - quelli in cui il bambino fatica con il verbale - vengono utilizzate le Pecs. A tre anni mia figlia non diceva alcuna parola, solo versi di animali, però non ci sono state suggerite le Pecs. I suoni sono venuti uno dopo l'altro con tanta fatica.
    Io non sarei stata in grado di scegliere che cosa fare per mia figlia, per me il concetto di disprassia - seppur in teoria comprensibile -, era difficilmente attribuibile a mia figlia; non capivo semplicemente che lei fosse incapace di articolare i suoni.
    Ho iniziato logopedia dopo 3 mesi di Aba.
    Forse la consulenza di un buon logopedista sarebbe ottimale, a meno che tu non sia già in grado di notare bene alcuni segnali. Mia figlia non muoveva la lingua così come non riusciva a fare movimenti con braccia e gambe, seppur fosse in grado di saltare con due piedi e correre, però all'epoca non riuscivo a osservare bene, anche se avevo avuto già un'altra bimba NT e super avanti in tutto. Ho fatto logopedia e Aba, ma nessuno mi ha mai detto chiaramente quali tappe dello sviluppo dovessero essere seguite da mia figlia e io pretendevo che parlasse quando non si orientava nello spazio neanche per passare da una stanza all'altra. Ovviamente ogni caso è a sé, ma credo che un buon logopedista come la Sabbadini o altri potrebbe - se non altro - aiutarti a capire che cosa e perché.
  • aspergirls e shutdown
    Ciao, sono una anziana curiosa, vi leggo da un po'.
    (nel test online risulto a metà strada tra AS e NT, e "molto più" aspie quando mi sento in shutdown; mi riconosco in molte caratteristiche spiegate da Rudy Simone - nella mia storia personale, dalle origini a oggi-) Sugli shutdown, sarei curiosa di saperne di più.
    Sto preparando la tesi per un corso di counseling, e mi piacerebbe sapere se qualcuno (oltre me) potrebbe essere interessato, o potrebbe suggerirmi materiali, per questo tipo di approccio con le ragazze aspie (io in merito ho sentimenti confusi e contrastanti)
  • Piccoli e grandi traguardi dei nostri cuccioli...oggi sorrido perché....
    Abbiamo fatto una prova al corso di danza. All'inizio non vuole mettere il body, poi entra e vede le altre bambine tutte col body e se lo infila tutta contenta. Io e mio marito fuori dalla porta ci dicevamo al passaggio di ogni quarto d'ora che fosse già un successo. Passa tutta l'ora e mia figlia esce con un gran sorriso. La maestra dice che è stata brava, ha seguito gli esercizi più liberi mentre non riesce a seguire i passi più strutturati. Ci ha detto che potrebbe fare tutto solo se fosse meno nel suo mondo. La battuta ci ha fatto tanto ridere di gusto ma è stato bellissimo stare là tranquilli e dirci che sarebbe stato comunque un successo. Mia figlia ha messo a segno un altro punto ma stavolta il grande progresso lo abbiamo fatto noi genitori che abbiamo capito quanto tutto sia più bello quando non ci facciamo troppo aspettative. Dobbiamo solo provare e non imporre e accettare il fatto che lei impara tutto in modo diverso. Ieri sera poi mentre le leggevo le fiabe me ne esce per la prima volta con :mamma ti voglio bene!
    Mi fa immensamente piacere! Soprattutto l'ultima frase
    :x
  • Piccoli e grandi traguardi dei nostri cuccioli...oggi sorrido perché....
    Abbiamo fatto una prova al corso di danza. All'inizio non vuole mettere il body, poi entra e vede le altre bambine tutte col body e se lo infila tutta contenta. Io e mio marito fuori dalla porta ci dicevamo al passaggio di ogni quarto d'ora che fosse già un successo. Passa tutta l'ora e mia figlia esce con un gran sorriso. La maestra dice che è stata brava, ha seguito gli esercizi più liberi mentre non riesce a seguire i passi più strutturati. Ci ha detto che potrebbe fare tutto solo se fosse meno nel suo mondo. La battuta ci ha fatto tanto ridere di gusto ma è stato bellissimo stare là tranquilli e dirci che sarebbe stato comunque un successo. Mia figlia ha messo a segno un altro punto ma stavolta il grande progresso lo abbiamo fatto noi genitori che abbiamo capito quanto tutto sia più bello quando non ci facciamo troppo aspettative. Dobbiamo solo provare e non imporre e accettare il fatto che lei impara tutto in modo diverso. Ieri sera poi mentre le leggevo le fiabe me ne esce per la prima volta con :mamma ti voglio bene!
  • Quanti amici (veri) avete?
    Credo alcuni della Comunità di Sant'Egidio che frequento. Poi altri 4 che però non vedo da mesi :(
    Mi sono dimenticato di citare quelli del corso di teatro che frequento.
  • Riportare in vita specie estinte: sì o no?
    Mi piacerebbe ricreare le creature estinte ma in un altro posto dell'universo, cosicché l'evoluzione degli ecosistemi del nostro pianeta segua il suo naturale corso.
    In ogni caso avevo in mente di studiare metodi radicalmente differenti dall'ingegneria genetica, quest'ultima è una violenza nei confronti degli esseri viventi, è incerta, inefficiente e, nell'ipotesi molto dubbia che funzioni, non riporterebbe in vita le stesse creature esistite milioni di anni fa, ma creature differenti che appaiono simili solo ai nostri occhi (eccezion fatta per quelle di cui si abbia il DNA completo).
  • Prosieguo della mia piccola storia di quasi amore
    Penso che non ce la farò.
    Non ce la posso fare.
    Devo aspettare piccole mete.
    Il giorno in cui esce una rivista che mi interessa, il giorno in cui un amico pietoso mi offre una birra, il giorno in cui vado dal dottore, il giorno in cui devo fare un atto burocratico. L'università è inutile ai fini di un mio miglioramento, troppa ansia per frequentare i corsi e gli esami, a Gennaio, sono troppo lontani per preoccuparsene, dato che li preparo in fretta.
    Mi ricordo quando è andato via per la prima volta, ero appoggiata al davanzale della finestra dell'aula di un corso che mi era piaciuto tantissimo e scoppiai a piangere. Avrei dovuto piangere allora, agli ultimi di maggio, per l'ultima volta, invece di riaprire una ferita così dolorosa e infetta.
    Mia sorella mi vede e mi chiede 'tutto a posto?'.
    Sì, alla fine è passato un sacco di tempo, quindi deve essere tutto a posto. Perché alla fine il mio è 'un mancato acquisto', secondo le norme sociali di chi ti sta intorno, ti dà una pacca sulla spalla e ti dice di non pensarci.
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