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Bruce Feiler: cosa ha da dire un programmatore sull´educazione?

Il programma Agile, tratto dall´ingegneria informatica e gestionale applicato alla gestione familiare e l´educazione dei bambini


Bruce Feiler


Tradotto da: Valentina Giannasi e Anna Cristiana Minoli


Bruce Feiler ha un´idea alternativa: affrontare lo stress della vita familiare moderna scegliendo il metodo Agile. Ispirato dalla programmazione Agile dei software, Feiler presenta alcune abitudini familiari che incoraggiano la flessibilità, il flusso delle idee dal basso verso l´alto, un riscontro continuo e la responsabilità.



Allora, ecco le buone notizie sulla famiglia. Negli ultimi 50 anni abbiamo assistito a una rivoluzione in quello che significa essere una famiglia. Ci sono famiglie miste, famiglie adottive, nuclei familiari che vivono in case diverse e famiglie divorziate che vivono sotto lo stesso tetto. Ma nonostante tutto la famiglia è diventata più solida. Otto persone su dieci affermano che la famiglia in cui vivono oggi è altrettanto o addirittura più solida di quella in cui sono cresciuti.


E ora, ecco le cattive notizie. Quasi tutti sono completamente sopraffatti dal caos della vita familiare. Tutti i genitori che conosco, me compreso, sentono di essere costantemente sulla difensiva. Appena i nostri figli completano la dentizione, iniziano a fare i capricci. Appena smettiamo di aiutarli con il bagnetto hanno bisogno di noi per affrontare molestie in rete e bullismo.


E qui arriva il peggio. I nostri figli intuiscono la nostra perdita di controllo. Ellen Galinsky del Families and Work Institute ha chiesto a 1000 bambini: "Se poteste esaudire un desiderio sui vostri genitori, quale sarebbe?" I genitori erano sicuri che i figli avrebbero risposto "passare più tempo con loro". Ma si sbagliavano. Il desiderio principale dei bambini? Che i loro genitori fossero meno stanchi e meno stressati.


Come possiamo cambiare questo processo? Cosa possiamo fare in concreto per ridurre lo stress, rendere più solida la famiglia e, in generale, per preparare i nostri figli ad affrontare la vita?


Ho passato gli ultimi anni a cercare di rispondere a questo interrogativo, girando il mondo, incontrando famiglie, parlando con studenti ed esperti, dall´élite dei negoziatori di pace fino ai banchieri di Warren Buffett e i Berretti verdi. Cercavo di capire cosa facessero di corretto le famiglie felici e che cosa avrei potuto imparare da loro per rendere più felice la mia.


Vi voglio raccontare di una famiglia che ho conosciuto e del perché penso che ci possa spunti. Sono le sette del pomeriggio di una domenica a Hidden Springs, Idaho, dove i sei membri della famiglia Starr sono seduti attorno a un tavolo per l´evento più importante della settimana: la riunione di famiglia. Gli Starr sono una tipica famiglia americana, con la loro razione di problemi da tipica famiglia americana. David è ingegnere informatico. Eleanor si occupa dei loro quattro figli, che hanno dai 10 ai 15 anni. Uno dei figli fa il tutor di matematica dall´altra parte della città. L´altro gioca a lacrosse vicino casa. Uno ha la sindrome di Asperger, l´altro soffre di ADHD.


"Vivevamo nel caos più totale" ha detto Eleanor.


Tuttavia quello che gli Starr fecero in seguito fu sorprendente. Anziché rivolgersi ad amici e parenti, si ispirarono all´ambiente di lavoro di David. Avevano adottato un programma all´avanguardia chiamato "Sviluppo Agile" partito dalle aziende produttrici giapponesi e che si stava diffondendo per arrivare fino alle startup della Silicon Valley. In base al metodo Agile, i lavoratori sono organizzati in piccoli gruppi e si occupano delle cose in brevissimi intervalli di tempo. Così, anziché avere dirigenti che impartiscono grandi direttive il team si organizza a tutti gli effetti da solo. Il feedback è costante. Ci sono sessioni di aggiornamento giornaliere. Controlli settimanali. Una costante evoluzione. David mi ha detto che da quando ha introdotto questo sistema in casa proprio le riunioni di famiglia hanno migliorato la comunicazione, hanno diminuito lo stress e hanno reso tutti più felici di far parte dell´organizzazione familiare. Quando mia moglie ed io abbiamo introdotto le riunioni familiari e le altre tecniche nella vita delle nostre gemelle di allora cinque anni, abbiamo fatto il più grosso cambiamento dalla nascita delle nostre figlie. E queste riunioni hanno sortito l´effetto pur durando meno di venti minuti.




Allora, cosa è il metodo Agile e perché può essere d´aiuto in un ambiente così diverso come quello della famiglia? Nel 1983 Jeff Sutherland faceva il tecnico in un´azienda finanziaria del New England. La sua frustrazione derivava dal metodo di concepimento dei software. Le società seguivano il metodo "a cascata", in base al quale i dirigenti impartivano ordini che scendevano a cascata fino ai programmatori ai livelli inferiori e nessuno si era mai consultato con loro. L´83% dei progetti falliva. Erano o troppo pretenziosi o troppo arretrati nel momento in cui venivano realizzati. Sutherland voleva ideare un metodo in base al quale le idee non filtrassero soltanto dall´alto, ma potessero filtrare dal basso ed essere modificate in tempo reale. Lesse 30 anni della Harvard Business Review prima di imbattersi in un articolo del 1986 intitolato "The New New Product Development Game". L´articolo diceva che il mondo degli affari si stava sempre più velocizzando e, badate, stiamo parlando del 1986 -- e che le società più di successo erano flessibili. Evidenziava Toyota e Canon, e paragonava i loro team, versatili e uniti, alle mischie del rugby. Come mi ha riferito Sutherland, arrivarono a quell´articolo e dissero "Bingo!". In base al metodo di Sutherland, le società non adottano progetti grandi e smisurati che portano via due anni di lavoro. Organizzano le cose in piccoli blocchi. Non c´è nulla che richieda più di due settimane. Così anziché dire "Ragazzi, tappatevi in quel bunker e uscitene solo con un cellulare o un social network basta dire "Andate e tornate con uno spunto, poi riportatelo indietro. Parliamone, adattiamolo." Si riesce o si fallisce velocemente. Oggi il metodo Agile viene utilizzato in un centinaio di nazioni, e si sta diffondendo negli ambiti dirigenziali. Inevitabilmente la gente ha cominciato ad appropriarsi di alcune di queste tecniche e ad applicarle in famiglia. Sono spuntati alcuni blog e ci hanno scritto qualche manuale. I Sutherland mi hanno detto che loro hanno trascorso persino un giorno del Ringraziamento in stile Agile, con un gruppo che si occupava del cibo, un altro della tavola, e un altro ancora degli ospiti. Sutherland ha affermato che è stato il miglior Ringraziamento di sempre.


Per cui analizziamo un problema affrontato dalle famiglie, le mattinate frenetiche, e vediamo come Agile può essere d´aiuto. Un cardine fondamentale è la responsabilità, perciò i team utilizzano delle bacheche informative, grandi pannelli in cui ciascuno viene responsabilizzato. Così gli Starr, nell´adottarle in casa loro, hanno creato una checklist mattutina in base alla quale ciascun figlio deve spuntare i propri compiti. Il mattino in cui sono andato a trovarli Eleanor è scesa al piano di sotto, ha versato una tazza di caffè, si è seduta in una poltrona reclinabile e li è rimasta, chiacchierando amabilmente con ciascuno dei figli mentre uno dopo l´altro scendevano, controllavano la lista, si preparavano la colazione, ricontrollavano la lista, mettevano i piatti nella lavastoviglie, controllavano di nuovo la lista, davano da mangiare agli animali domestici o sbrigavano altre faccende, ricontrollavano ancora, recuperavano le loro cose e si avviavano a prendere l´autobus. È stato uno dei più sorprendenti processi familiari ai quali abbia mai assistito.


E quando ho strenuamente obiettato che a casa mia non avrebbe mai funzionato


che i nostri figli avevano bisogno di essere controllati in continuazione,


Eleanor mi ha guardato


e ha detto "Era quello che pensavo anch´io. Avevo detto a David di tenere il lavoro fuori dalla mia cucina, ma mi sbagliavo."


Così mi sono rivolto a David "Allora perché funziona?"


E lui mi ha risposto "Non puoi sottovalutarne il potere " E ha fatto un segno di spunta. Ha aggiunto "Nei luoghi di lavoro gli adulti l´adorano. Con i bambini sembra di essere in Paradiso"


La settimana in cui abbiamo introdotto la checklist mattutina in casa nostra le urla si sono dimezzate.(Risate) Ma i veri cambiamenti sono arrivati solo nel momento in cui abbiamo adottato le riunioni familiari. Per cui, seguendo il metodo Agile, facciamo tre domande: Cosa è andato bene in famiglia questa settimana, cosa no e su cosa vorremmo lavorare la settimana successiva. Ciascuno di noi tira fuori dei suggerimenti e poi ne scegliamo un paio sui quali concentrarci. E improvvisamente le parole più sorprendenti hanno cominciato a venir fuori dalle nostre figlie. Cosa è andato bene questa settimana? Vincere la paura di andare in bicicletta. Rifare i letti. Cosa non è andato bene? I compiti di matematica o accogliere gli ospiti. Per molti genitori, i figli sono una sorta di Triangolo delle Bermude. Cioè, pensieri e idee entrano ma non ne escono mai, o almeno non di significativi. Questo ci ha dato modo di accedere improvvisamente ai loro pensieri più profondi. Ma la parte più sorprendente è stata quella in cui abbiamo chiesto su cosa avremmo dovuto lavorare la settimana successiva. Dunque, l´idea chiave del metodo Agile è che i team si organizzano essenzialmente in autonomia, funziona con i software e si scopre che funziona anche con i bambini. I nostri l´adorano. Allora hanno avuto tutte queste idee. Tipo accogliere cinque ospiti durante questa settimana, leggere dieci minuti in più prima di andare a dormire. Dare un calcio a qualcuno, rinunciare ai dolci per un mese. Tra l´altro abbiamo scoperto che le nostre figlie sono delle Stalin in miniatura. Dobbiamo costantemente tenerle a bada. Sentite, naturalmente c´è differenza tra il loro comportamento durante queste riunioni e quello che hanno nel resto della settimana, ma la verità è che non ci ha mai preoccupato veramente. Era come se stessimo impiantando questi cavi sotterranei che non avrebbero illuminato il loro mondo per molti anni a venire.


Dopo tre anni -- le nostre bimbe ne hanno quasi otto -- stiamo ancora tenendo queste riunioni. Mia moglie le considera tra i momenti più preziosi come mamma.


Allora cosa abbiamo imparato? Il termine "Agile" fece il suo ingresso nel vocabolario nel 2001 quando Jeff Sutherland e un gruppo di designer si incontrarono nello Utah e scrissero i 12 punti del manifesto Agile. Penso che i tempi siano maturi per un manifesto Agile dedicato alla famiglia. Ho preso qualche spunto dagli Starr e da molte altre famiglie che ho conosciuto. Io propongo tre punti fondamentali.


Punto numero uno: adattatevi in continuazione.


Quando sono diventato genitore sapete cosa immaginavo? Che avremmo avuto poche regole e che a quelle ci saremmo attenute. Ciò parte dal presupposto che, da genitori, possiamo anticipare qualsiasi problema futuro. Ma non possiamo. Quello che è fantastico del metodo Agile è che si sviluppa in un sistema di cambiamento, in modo da poter reagire in tempo reale a quello che sta succedendo. È proprio come si dice nel mondo di internet: se stai facendo oggi la stessa cosa che stavi facendo sei mesi fa, stai facendo la cosa sbagliata. Da questo i genitori possono imparare molto. Ma per me "adattatevi in continuazione" significa anche qualcosa di più profondo. Bisogna liberare i genitori dal mito che i soli metodi che possiamo provare in casa siano quelli dettati dagli strizzacervelli, dai guru dell´autoaiuto o altri esperti di problemi familiari. La verità è che le loro idee sono superate, mentre in tutti questi altri mondi ci sono questi nuovi metodi che fanno lavorare con successo sia gruppi che team.


Facciamo soltanto qualche esempio. Prendiamo il più grande problema in assoluto: la cena con la famiglia. Tutti sanno che cenare in famiglia con i propri bambini è un bene per i ragazzi. Ma nelle vite di molti di noi non è possibile. A New Orleans ho conosciuto un rinomato chef che mi ha detto "Non c´è problema, rimanderò la cena con la famiglia. Non sono a casa e non posso cenare con la famiglia? Faremo una colazione di famiglia. Ci vedremo per uno spuntino di mezzanotte. Renderemo più importanti i pasti della domenica." E la verità è che le ricerche più recenti gli danno ragione. Si è scoperto che ci sono solo 10 minuti di tempo costruttivo in ogni pasto con la famiglia. Il resto viene passato tra un "togli i gomiti dal tavolo" e un "passami il ketchup". Si possono prendere quei dieci minuti, trasferirli in un qualsiasi momento della giornata e trarne lo stesso beneficio. Per cui rimandate la cena con la famiglia. Questo è adattamento.


Una psicologa ambientale mi ha detto "Se ti siedi in una sedia rigida su una superficie rigida, sarai più rigido. Se ti siedi su una sedia imbottita, sarai più disponibile." E ha aggiunto "Quando rimproveri i tuoi figli, siediti in una sedia con lo schienale rigido ma imbottita. Il confronto andrà meglio." Io e mia moglie ci siamo spostati dove ci sediamo per le discussioni impegnative perché io sedevo in alto, nella posizione di potere. Spostatevi da dove vi sedete abitualmente. Questo è adattamento.


Il punto è che ci sono tutte queste nuove idee là fuori. Dobbiamo farle arrivare ai genitori. Quindi punto numero uno: adattatevi in continuazione. Siate flessibili, con una mentalità aperta, fate prevalere le idee migliori.


Punto numero due: responsabilizzate i vostri bambini. L´istinto dei genitori è quello di comandare i figli. Risulta più facile e onestamente di solito si ha ragione. C´è un motivo se nel tempo soltanto pochi sistemi sono stati più a cascata rispetto alla famiglia. Ma la lezione più importante che abbiamo imparato è stata quella di invertire la cascata quanto più possibile. Coinvolgere i bambini nella loro stessa educazione. Proprio ieri stavamo tenendo la nostra riunione familiare e abbiamo deciso di lavorare sui capricci. Ci siamo detti. "Bene, diamoci una gratificazione e diamoci una punizione. Ok?" Così una delle mie figlie ha tirato fuori l´idea dei cinque minuti di capricci a settimana. Tutto sommato ci è piaciuta. Ma subito dopo la sorella ha cominciato a far funzionare il sistema. Ha detto "Ma ho a disposizione un unico capriccio da 5 minuti o posso averne dieci da 30 secondi? Fantastico. Impiega il tuo tempo come meglio credi. Ora diamoci una punizione. Benissimo. Se facciamo un quarto d´ora di capricci, quello è il limite massimo. Ogni minuto in più, dobbiamo fare una flessione. Come vedete il metodo sta funzionando. E non è affatto permissivo. C´è moltissima autorità genitoriale coinvolta. Ma stiamo dando loro il modo di allenarsi a diventare indipendenti che, ovviamente, è il nostro scopo principale. Proprio mentre stavo partendo per venire qui stasera, una delle mie figlie ha iniziato a urlare. L´altra ha esclamato "Capriccio! Capriccio!", ha iniziato a contare e nel giro di dieci secondi era tutto finito. Per me questo è stato un miracolo Agile certificato. (Risate) (Applausi) E fra l´altro le ricerche confermano anche questa cosa. I bambini che pianificano i loro obbiettivi, che stabiliscono un programma settimanale, che valutano il proprio lavoro, sviluppano la corteccia frontale e acquistano un maggiore controllo della loro vita. Il punto è che dobbiamo fare in modo che i nostri bambini riescano a modo loro e sì, di tanto in tanto, anche che falliscano a modo loro. Stavo parlando con un consulente di Warren Buffett e mi stava rimproverando perché non lasciavo che le mie figlie facessero stupidaggini con la loro paghetta. E ho esclamato "E se la combinano grossa?" Mi ha risposto "Meglio combinarla grossa con una paghetta da 6 dollari che con uno stipendio annuale da 60 000 o un´eredità da 6 milioni". Quindi la morale è... responsabilizzate i vostri bambini.


Punto numero tre: raccontate la vostra storia. L´adattamento è importante, ma abbiamo bisogno anche di punti fermi. Jim Collins, autore di "Good to Great" mi ha raccontato che le organizzazioni di successo, di qualunque tipo, hanno due cose in comune: preservano il cuore delle cose e stimolano il progresso. Il metodo Agile è grandioso nello stimolare il progresso ma ho sentito dire più volte che è necessario preservare il cuore delle cose. Come si fa? Collins ci ha insegnato a fare una cosa che fanno le aziende, cioè definire lo scopo e identificare i valori di base. Così ci ha guidato nel processo di creazione di una dichiarazione di scopo familiare. Abbiamo trasformato la famiglia in un ritiro aziendale. Abbiamo fatto un pigiama party. Ho fatto i popcorn. In realtà li ho fatti due volte, la prima li ho bruciati. Mia moglie ha comprato una lavagna a fogli. E abbiamo avuto un eccellente confronto, del genere: cosa è importante per noi. A quali valori teniamo di più. E l´abbiamo concluso con 10 affermazioni. Siamo viaggiatori e non turisti. Non ci piacciono i dilemmi ma le soluzioni. Di nuovo, le ricerche mostrano che i genitori dovrebbero passare meno tempo a preoccuparsi delle cose che sbagliano e più tempo a concentrarsi su quello che fanno bene, preoccuparsi meno dei tempi bui e far crescere i momenti positivi. Questa dichiarazione di scopo familiare è un´eccellente opportunità per individuare ciò che si riesce a far bene.


Un paio di settimane più tardi abbiamo ricevuto una telefonata dalla scuola. Una delle nostre figlie era rimasta coinvolta in una zuffa. E subito ci siamo preoccupati, ci siamo chiesti se avevamo una figlia cattiva. E davvero non sapevamo cosa fare, così l´abbiamo convocata nel mio studio. La dichiarazione di scopo familiare era appesa al muro e mia moglie ha chiesto "Allora, c´è qualcosa che sembra fare al caso nostro?" Ha guardato lungo l´elenco e ha risposto "Riconciliare le persone?" Improvvisamente abbiamo aperto una breccia per il confronto.


Un altro eccellente modo per raccontare la propria storia è raccontare ai bambini da dove vengono. Alcuni ricercatori dell´università Emory hanno dato ai bambini un semplice test intitolato "Cosa sai". Sai dove sono nati i tuoi nonni? Sai in quale scuola superiore sono andati i tuoi genitori? Conosci qualcuno nella tua famiglia che abbia avuto un momento difficile, una malattia, e che ne sia venuto fuori? I bambini che hanno registrato il punteggio più alto nel "Cosa sai" avevano l´autostima più alta e una più marcata consapevolezza del controllo della propria vita. Il test "Cosa sai" è stato il più grande profeta della salute emotiva e della felicità. Come mi ha riferito l´autore dello studio, i bambini che avevano la consapevolezza di fare parte di una storia più ampia avevano una maggiore autostima. Per cui l´ultimo punto è quello di raccontate la vostra storia. Passate il tempo a raccontare nuovamente i momenti positivi della vostra famiglia e come avete superato quelli negativi. Se raccontate ai vostri bambini questa storia a lieto fine, darete loro gli strumenti per diventare più felici.


Ero un adolescente quando ho letto per la prima volta "Anna Karenina" e il suo famoso incipit. "Tutte le famiglie felici si somigliano. Ogni famiglia infelice è infelice a modo suo". La prima volta che l´ho letto, ho pensato, "Questa frase è senza senso Le famiglie felici non sono affatto tutte uguali". Ma nel momento stesso in cui ho cominciato a lavorare su questo progetto ho cominciato a cambiare idea. Per la prima volta un recente studio accademico ci ha consentito di individuare le componenti fondamentali delle famiglie felici. Oggi ne ho menzionato tre: Adattatevi in continuazione, responsabilizzate i bambini, raccontate la vostra storia. Dopo tutti questi anni, è possibile affermare che Tolstoj avesse ragione? Ritengo che la risposta sia sì. Quando Leo Tolstoj aveva cinque anni suo fratello Nikolaj gli si avvicinò e gli disse di avere inciso il segreto della felicità universale su un bastoncino verde, che aveva poi nascosto in una gola nella proprietà di famiglia, in Russia. Se il bastoncino fosse mai stato ritrovato, l´intera umanità sarebbe stata felice. Tolstoj fu ossessionato da quel bastoncino, ma non lo trovò mai. Tant´è vero che chiese di essere seppellito nella gola dove pensava fosse nascosto. Giace lì ancora oggi, coperto da un manto di erba verde. Quella storia per me rappresenta perfettamente l´ultima lezione che ho imparato: la felicità non è qualcosa che si trova, ma è qualcosa che si costruisce. Quasi tutti coloro che hanno osservato delle organizzazioni ben gestite sono arrivati praticamente alla stessa conclusione. L´eccellenza non è una casualità. È una questione di scelte. Non c´è bisogno di un grande piano. E nemmeno di una cascata. Bisogna affrontare piccoli passi, sommare piccole vittorie continuare a inseguire quel bastoncino verde. Alla fine, può essere proprio questo il più grande insegnamento. Qual è il segreto di una famiglia felice? Provarci.



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