Sconfiggere la depressione nello Spettro Autistico, il nuovo libro di Tony Attwood - Spazio Asperger ONLUS
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Sconfiggere la depressione nello Spettro Autistico, il nuovo libro di Tony Attwood


Autore: Tony Attwood e Michelle Garnett.
A Cura di: Davide Moscone e David Vagni


Autore articolo: David Vagni


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Esplorare la tristezza nella Sindrome di Asperger e nelle condizioni dello Spettro Autistico di grado lieve. Il nuovo libro di Tony Attwood contiene indicazioni e descrizioni per riconoscere e intervenire in casi di depressione. Adatto per essere usato da adulti come self-help, contiene anche il protocollo evidence based che interessa a professionisti che si occupano di adolescenti ed adulti con ASD lieve.


Autismo e Sindrome di Asperger sono argomenti caldi all’interno del panorama italiano. I giovani diagnosticati stanno crescendo e molte persone ricevono diagnosi in età adulta. La frequenza della depressione in questa popolazione è di circa il 70% come reazione legittima ai molti eventi avversi della vita di coloro che sono nello Spettro. Il volume è diviso in due parti. Nella prima parte viene descritta la depressione e la sua relazione con la Sindrome di Asperger/Autismo lieve (AS). Viene esplorato in dettaglio come mai una persona AS diventa depressa, la natura della depressione e come si declina differentemente in questa popolazione. Segue un esame dei tipi di terapia disponibili, degli adattamenti necessari, un sommario del programma e test per verificarne l’efficacia. Nella seconda parte è descritto il programma vero e proprio basato su un approccio cognitivo- comportamentale (l’unico valido secondo le linee Guida per l’Autismo dell’Istituto Superiore di Sanità). Il programma si sviluppa in 10 sessioni, basate sulle procedure dell’educazione cognitivo-affettiva e a ognuna è dedicato un capitolo. Il libro si conclude con una ricca appendice contenente materiale utile per l’intervento e schede pratiche che sono disponibili online in formato stampabile, insieme a file audio registrati dai curatori che possono guidare l’utente quando il terapeuta non è presente.


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La distribuzione del libro inizierà durante la Giornata Mondiale della Sindrome di Asperger (18 febbraio 2018).


Prefazione di Davide Moscone


Vivere senza riconoscere i segnali che il corpo ci manda rispetto al nostro stato emotivo può causare problemi in vari ambiti della vita, fino a contribuire allo sviluppo di specifici disturbi psicopatologici, quali ansia generalizzata, disturbo ossessivo compulsivo, disturbi della nutrizione e dell´alimentazione, uso di sostanze e depressione. La maggior parte delle persone, anche se in misura diversa da individuo a individuo, sono più o meno consapevole delle proprie sensazioni fisiche, come il battito cardiaco, il ritmo respiratorio, la tensione muscolare, la sudorazione, ecc. Di conseguenza sanno attribuire delle "etichette" all´insieme delle sensazioni fisiche che avverte in un dato momento (emozione) come, ad esempio, essere teso o rilassato, annoiato o divertito, felice o triste. Queste etichette sono la "corticalizzazione" delle nostre emozioni: quello che viene definito con il termine di sentimento, ossia la riflessione consapevole delle nostre sensazioni corporee.


Nelle formazioni sull´Educazione Cognitivo Affettiva, che da anni teniamo in giro per l´Italia, insegniamo a professionisti, genitori e persone Asperger a riconoscere, identificare e gestire le proprie emozioni e ad insegnarlo alle persone con le quali sono in contatto o lavorano. In questi corsi usiamo spesso l´espressione: "Nominare è dominare!". Per saper gestire un´emozione è necessario prima saperla riconoscere nel nostro corpo, possibilmente quando ancora è ad un basso livello di intensità, e poi darle un nome, in modo da poter collegare quella sensazione alle strategie di coping adeguate. Lo scopo principale dell´Educazione Cognitivo Affettiva è quello di facilitare il ricorso alla Cassetta degli Attrezzi emotiva (l´insieme delle strategie di coping), prima che l´energia emotiva raggiunga livelli così elevati da inibire le funzioni esecutive del nostro cervello e compromettere di conseguenza la capacità di regolare il proprio comportamento. Quando la regolazione fallisce e le emozioni vanno "fuori controllo" si possono avere esplosioni comportamentali, come nei meltdown, o uno "spegnimento del sistema", uno shutdown.


Parlare di emozioni non è immediatamente intuitivo per la maggior parte delle persone Asperger. Infatti, la maggioranza delle persone Asperger, oltre alle caratteristiche dello Spettro Autistico, presenta anche l´Alessitimia (dal greco a-: mancanza, lexis: parola e thymos: emozione, letteralmente non avere le parole per le emozioni).


In molte persone con Sindrome di Asperger, il rapporto con le emozioni è ulteriormente complicato dalla presenza di comportamenti non verbali incongruenti rispetto all´emozione che stanno vivendo. Scarsa espressività facciale, una prosodia poco modulata e una ridotta gestualità, possono rendere difficile per gli altri comprendere cosa sta vivendo la persona e, di riflesso, aumentare la confusione per la persona Asperger stessa. Nella neurodiversità è spesso presente una disconnessione tra la mente e il corpo che diventa fonte di incomprensione o di giudizi negativi nei confronti delle persone che la vivono e che spesso non vedono riconosciute la loro sofferenza e le loro emozioni. Critiche continue come: "Sembra che non te ne importi mai nulla, come se non provassi mai emozioni!" oppure "Che esagerazione, hai fatto una scenata per nulla!", il misconoscimento delle proprie emozioni e la solitudine, a lungo andare possono essere cause di depressione.


Questo libro fornisce a professionisti, famigliari e persone con Sindrome di Asperger una descrizione, arricchita da alcune testimonianze raccolte da Tony Attwood nella sua esperienza clinica, su come e perché la depressione si manifesta in queste persone e presenta un protocollo CBT diviso in dieci sessioni per affrontarla.


Il pregio di questo volume è quello di fornire al terapeuta meno esperto informazioni sul funzionamento emotivo, cognitivo e comportamentale di queste persone e su quale atteggiamento o disposizione interiore sia più efficace assumere.


Inoltre, essendo molto strutturato e sistematico, aiuta le persone con Sindrome di Asperger, che generalmente presentano una bassa tolleranza per l´ambiguità, a sentirsi sicuri e guidati, quindi contribuisce ad abbassare i livelli di ansia che di solito sperimentano quando entrano in contatto con qualcosa di nuovo, come l´inizio di una relazione terapeutica. Pertanto Il protocollo "Esplorare la depressione", come scrive Tony Attwood, è scritto in "Aspergherese", ossia è logico, strutturato e chiaro. Gli autori evidenziano come una delle principali cause di depressione nelle persone con Sindrome di Asperger sia l´elevato dispendio di energie mentali. La socializzazione, la costante autoanalisi del proprio comportamento sociale con le relative autocritiche a posteriori rispetto ai frequenti errori commessi, insieme allo sforzo di apparire come gli altri, comportano un esaurimento delle risorse mentali ed emotive. Di conseguenza, l´alta incidenza del disturbo bipolare e della distimia, in queste persone, è da ricercare non solo nei comuni fattori biologici, ma anche nel continuo ciclo dello stress, che porta al periodico esaurimento energetico.


Attwood e Garnett sottolineano inoltre quanto queste persone abbiano una spiccata sensibilità verso le emozioni negative degli altri. Le persone Asperger possono essere delle "spugne" emotive rispetto alla sofferenza, all´ansia e alla rabbia altrui. Questo forte distress empatico, un´intensa empatia affettiva non mediata dalla capacità cognitiva di distanziarsi e far fronte al dolore altrui, contribuisce alla depressione. Molte persone Asperger, impotenti difronte alla sofferenza, percepiscono come uniche possibilità quelle di subirla passivamente, reagire con rabbia o ritirarsi dal mondo.


Il protocollo, dopo una prima sessione dedicata all´autoconsapevolezza e all´identificazione dei propri punti di forza, abilità e qualità, dedica il secondo incontro a spiegare cos´è la depressione, quali sono i suoi sintomi e i fattori che la mantengono. Generalmente, con la maggior parte dei pazienti neurotipici, dare questo tipo di informazioni potrebbe essere percepito come inutile, in quanto il paziente che cerca uno psicoterapeuta sa che è depresso, ma di solito non sa il perché e soprattutto non sa come uscirne. Invece con le persone con Sindrome di Asperger potrebbe essere necessario dover spiegare che cosa sia la depressione e come si manifesti.


Ogni sessione è divisa in attività da completare durante la seduta e in progetti da svolgere a casa che, di volta in volta, vengono inseriti all´interno di un´agenda settimanale dove sono fissati orari e durata di tutti gli homework assegnati. Accanto al planning delle attività, tra una sessione e l´altra, vengono compilate delle schede di automonitoraggio dove la persona annota giorno e orario nel quale ha svolto il compito assegnato e poi una valutazione del grado di emozioni positive tra prima e dopo l´attività (esercizio di consapevolezza, attività fisica, piacevole, di rilassamento, sociale, ecc.). Infine una nota che apprezzeranno in particolare colleghi psicoterapeuti CBT interessati all´ACT (Acceptance and Commitment Therapy) e alla Terza Generazione: il protocollo prevede l´utilizzo di esercizi di Mindfulness da svolgere sia a casa sia prima di ogni inizio di sessione.


Presso il nostro centro CuoreMenteLab teniamo da alcuni anni dei gruppi di adulti post diagnosi che seguono il protocollo "Alieni Terrestri", sviluppato insieme a David Vagni, nel quale utilizziamo l´approccio psicoterapeutico dell´ACT insieme ad esercizi di Mindfulness. Nella nostra esperienza questa pratica si è rivelata molto utile per aumentare la consapevolezza corporea delle proprie emozioni e per incrementare la propria capacità di scegliere il comportamento più adeguato nelle situazioni senza agire sotto l´impulso delle emotività.


La lettura di "Sconfiggere la depressione nello Spettro Autistico" contribuirà, come attestano le ricerche di efficacia di questo protocollo, a portare fuori dal tunnel della depressione molte persone che oggi soffrono perché non riescono a dare un senso alla loro neurodiversità. Al tempo stesso offrirà ai clinici, che si stanno interessando e appassionando a questa neurotribù, un valido strumento per fornire loro il supporto del quale hanno bisogno.
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