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Limiti e problemi del trattamento psicofarmacologico dell´Autismo. Presupposti della Psicoeducazione sulla base della Plasticità Cerebrale.


Giovanni Del Poggetto


Nessun psicofarmaco influisce sui sintomi nucleari dell´Autismo: questo è il primo e insuperabile limite alla utilizzazione degli psicofarmaci nei DSA. Semplicemente non servono. Questo concetto è stato affermato dalla Linea Guida 21 dell´ISS nel 2011 e confermato nell´agosto 2013 dalla linea guida, NICE, del Regno Unito.





Del trattamento farmacologico e della plasticità cerebrale si parlerà al convegno: Tutti i colori dello Spettro, 13-15 giugno 2014, Roma.


Introduzione


Nessun psicofarmaco influisce sui sintomi nucleari dell´Autismo: questo è il primo e insuperabile limite alla utilizzazione degli psicofarmaci nei DSA. Semplicemente non servono. Questo concetto è stato affermato dalla Linea Guida 21 dell´ISS nel 2011 e confermato nell´agosto 2013 dalla linea guida, NICE, del Regno Unito. Alcuni psicofarmaci possono però essere utili per alcuni quadri psicopatologici in comorbidità con l´Autismo, principalmente per il Disturbo ossessivo compulsivo, la Depressione (utili i farmaci antidepressivi inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina –SSRI-)e l´Epilessia (utili i farmaci antiepilettici).


L´uso dei neurolettici nei DSA avviene allo scopo, irraggiungibile con questi farmaci, di poter riuscire a dominare i comportamenti gravemente problematici della persona autistica. Tuttavia i neurolettici abbassano tutto lo psichismo, comprese le facoltà cognitive, per cui, se somministrati in dosi massicce, sarà sempre più difficile utilizzare la psicoeducazione per abilitare, mentre non riusciremo ad evitare gli scoppi di rabbia, seppure opacati dai neurolettici. Solo quando comportamenti gravementi problematici ci impediscono di iniziare il percorso psicoeducativo, può essere utile un neurolettico da scegliere in base all´esperienza personale (suffragata ma non determinata da un protocollo, che per la sua rigidità difficilmente si adatta alla mutevole peculiarità di ogni persona autistica) e per il più breve tempo possibile e nella minor dose possibile. Va detto che la persona autistica, appena inserita in un percorso abilitativo comportamentale e cognitivo-comportamentale, se ben condotto, mostra rapidamente un drammatico cambiamento comportamentale: nel momento in cui riesce ad esprimere bisogni ed emozioni con linguaggio verbale o mimico gestuale, non è più soggetta a scoppi di rabbia, per cui abbastanza rapidamente diminuisce il bisogno di contenimento psicofarmacologico.


Per capire la ragione per cui gli psicofarmaci antipsicotici (neurolettici) non incidono sui sintomi nucleari dell´Autismo è necessario prendere in esame le cause accertate dell´Autismo. Si tratta di un Disordine dello sviluppo del SNC per cause biologiche, in genere genetiche o di altra natura (flogistica, traumatica ecc.) che agiscono nel periodo fetale o perinatale o postnatale.


Durante il periodo fetale i neuroni si riproducono e migrano dall´interno dell´abbozzo di encefalo verso l´esterno, andando a costituire i vari nuclei che formeranno l´encefalo nella persona normotipica. Se la migrazione è disordinata avremo troppi neuroni in alcuni nuclei, troppo pochi in altri. Come riportare ordine nella distribuzione dei neuroni e come favorire la formazione dei circuiti cerebrali e finalizzarne la funzione? Rita Levi Montalcini , in sinergia con altri neurofisiologi ha scoperto e definito la Plasticità Cerebrale, quella preziosa capacità del sistema nervoso centrale di riparare i danni, di riprodurre i neuroni, di stabilire nuove sinapsi, di costruire nuovi circuiti in risposta alle condizioni ed alle esigenze contestuali, delle quali fa parte a pieno titolo la Psicoeducazione: non abbiamo la pasticca miracolosamente riordinatrice, ma siamo stati messi a conoscenza del percorso da seguire per ottenere lo stesso risultato, cioè la Psicoeducazione.



Con la Risonanza Magnetica Funzionale è possibile all´interno dell´encefalo seguire e riconoscere i circuiti neuronici una volta attivati da un determinato stimolo esterno:


Sally Rogers e Geraldine Dawson (Early Start Denver Model – Omega edizioni – 2010), fondatrici del Denver Model per abilitare bambini autistici in età precocissima, e che solo in tempi relativamente recenti hanno inserito l´ABA nel loro metodo, scrivono
Negli ultimi anni abbiamo imparato molto sulla velocità con cui il cervello umano è in grado di rispondere ai cambiamenti nell´esperienza. Iniziare ad apprendere una nuova abilità (come suonare uno strumento a corde) produce effetti misurabili nel funzionamento cerebrale nel giro di pochi giorni. Regioni cerebrali che prima della pratica non erano sensibili allo stimolo iniziano a rispondere. Regioni cerebrali che precedentemente rispondevano ad uno stimolo differente, sono ´reclutate´ dalla nuova attività e iniziano a rispondere allo stimolo nuovo.....L´esperienza plasma il cervello, stimolando la formazione di reti di neuroni che rispondono, e di regioni neurali che permettono una performance sempre più abile e automatica...L´esperienza di ricompensa e di reazione da parte dell´ambiente è parte integrante di questo processo.


Problemi derivati dal trattamento con Neurolettici (o Psicofarmaci antipsicotici)


Se la persona autistica non viene abilitata con Psicoeducazione, va soggetta a crisi di rabbia improvvisa e violenta auto-etero diretta o distruttiva per le cose, crisi immotivate per i familiari, che ricorreranno prima al medico di famiglia e poi allo psichiatra: questi, se culturalmente all´oscuro dell´Autismo, verificata l´incapacità di comunicare con quella data persona che non capisce e che non si fa capire, inizierà a somministrare psicofarmaci con capacità contenitiva sempre crescente, fino ad approdare ai neurolettici in dose sempre MAGGIORE arrivando ad una vera e propria camicia di forza chimica, con le conseguenze di annullare completamente ogni capacità psicofisica anche potenziale, ad alterarne il metabolismo. Avremo trasformato persone gradevoli all´aspetto in creature dagli occhi appannati, grasse, che però continueranno, come già detto, ad avere crisi di rabbia seppure smorzate per il rallentamento e l´impotenza fisica indotti dagli psicofarmaci. Inoltre i neurolettici possono provocare diversi quadri patologici, anche mortali,riportati nel DSM-IV-TR.,come la Sindrome Maligna da Neurolettici . .


Una volta iniziata, la terapia con neurolettici può durare tutta la vita, o almeno finché la persona non incontra un medico che, magari su richiesta di uno psicologo, visto il quasi azzeramento delle facoltà cognitive, non lo sottoponga ad un lavaggio farmacologico iniziando contemporaneamente la psicoeducazione. Da queste esperienze e dagli assunti che ne conseguono derivano a cascata:
  1. chiarezza del percorso abilitativo (mediante la Psicoeducazione) da seguire per un bimbo o un adulto autistico
  2. impegno politico-amministrativo per riuscire ad renderlo operativo


Bibliografia

  1. Sistema Nazionale Linee Guida - Istituto Superiore di Sanità. Il trattamento dei disturbi dello spettro autistico nei bambini e negli adolescenti. Linea guida 21. Roma: Istituto Superiore di Sanità; 2011. Disponibile all´indirizzo: http://www.snlg-iss.it/cms/files/LG_autismo_def.pdf; ultima consultazione 15/04/2014.
  2. Wilson, C. E., Roberts, G., Gillan, N., Ohlsen, C., Robertson, D., & Zinkstok, J. (2013). The NICE guideline on recognition, referral, diagnosis and management of adults on the autism spectrum. Advances in Mental Health and Intellectual Disabilities, 8(1), 3-14.
  3. American Psychiatric Association. (2000). Diagnostic and statistical manual of mental disorders (4th ed., text rev.). Washington, DC: Author.
  4. Dawson, G., Jones, E. J., Merkle, K., Venema, K., Lowy, R., Faja, S., ... & Webb, S. J. (2012). Early behavioral intervention is associated with normalized brain activity in young children with autism. Journal of the American Academy of Child & Adolescent Psychiatry, 51(11), 1150-1159.


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