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Cognitive Behaviour Therapy (CBT) per lo spettro autistico

Davide Moscone

La Cognitive Behaviour Therapy (CBT) è stata adattata da Tony Attwood dalla fine degli anni ´90 allo spettro autistico poiché mostra molti punti di contatto con le caratteristiche cognitive, emotive e relazionali delle persone con SA e HFA in quanto offre una spiegazione delle emozioni da un punto di vista scientifico e strategie di controllo cognitivo delle emozioni.

Le ricerche che utilizzano gli strumenti di Neuroimaging hanno individuato nel cervello di persone con SA, anomalie strutturali e funzionali nell´amigdala, l´area cerebrale preposta alla decodifica emotiva di stimoli sensoriali e di comportamenti sociali oltre che alla regolazione di alcune emozioni come la rabbia, l´ansia e la tristezza. L´amigdala invia alla corteccia prefrontale le informazioni circa lo stato di attivazione emotiva (arousal) interno, conseguente alla percezione di minaccia o pericolo, in modo da attivare i processi esecutivi coscienti circa quale comportamento sia più adeguato alla situazione. A causa delle anomalie sopramenzionate, le persone con SA non possono essere immediatamente coscienti che a livello fisico è in atto un aumento dell´arousal e nemmeno chi gli sta intorno, perché spesso sono amimici e non sono in grado di esprimere con il comportamento non verbale (mimica facciale, voce, postura, ecc.) l´emozione che stanno provando. Quando l´impulso nervoso dall´amigdala arriva al lobo frontale è talmente intenso e di conseguenza, la persona talmente agitata, che ogni tentativo di controllo cognitivo sia interno che esterno, risulta inutile. Quindi spesso accade che queste persone sperimentano delle improvvise e, a volte, violente crisi comportamentali, con ripercussioni anche fisiche e sensoriali (meltdown), senza essere in nessun modo consapevoli di quello che sta per succedere al loro corpo.

Il mondo delle emozioni è un terreno quasi inesplorato, tutto da scoprire e studiare, come scrive Marc Segar, persona con SA: «le persone autistiche devono capire scientificamente ciò che le persone non autistiche capiscono già istintivamente».

Le numerose ricerche di Neuroimaging sui deficit di Teoria della Mente e funzioni esecutive, unite all´esperienza clinica, suggeriscono la presenza di una maggiore predisposizione nelle persone con SA in confronto ai neurotipici, rispetto a due caratteristiche cognitive. In primo luogo la maggiore facilità ad assumere come proprie idee, schemi di pensiero e assunzioni distorte e, in secondo luogo, la difficoltà nel considerare spiegazioni o soluzioni alternative ad un problema e nell´elaborare autonomamente una rappresentazione degli eventi in prospettiva, ovvero, ad esempio, valutare il grado di realtà e di probabilità che un certo evento temuto si realizzi veramente e precisamente come è stato mentalizzato.

Da questo quadro emerge l´importanza sia dell´educazione emotiva al riconoscimento e gestione delle emozioni, sia la necessità di un intervento di ristrutturazione cognitiva, propri della CBT.

Una parte centrale dell´intervento consiste nell´insegnamento di abilità comportamentali, cognitive ed emotive (coping skills) utili a modificare pensieri e comportamenti, causa di stati emotivi negativi, come ansia, depressione e rabbia.

Da un´attenta analisi delle linee-guida (Practice Guidelines) stilate dall´American Psychiatric Association (APA) secondo l´Evidence Based Medicine, emerge che la CBT rappresenta ad oggi l´intervento di prima scelta per molti disturbi psichiatrici.

Negli ultimi decenni sono state condotte numerose ricerche che hanno dimostrato la sua efficacia nel cambiare il modo di pensare e di rispondere, a livello emotivo e comportamentale, a emozioni come rabbia, tristezza e ansia .

In particolare Sofronoff, Attwood e altri autori riportano, in una ricerca relativa all´intervento sulla gestione della rabbia in bambini con SA , una serie di casi studio e di ricerche che dimostrano come la CBT riduca significativamente i disturbi dell´umore in bambini e adulti con SA. Questi risultati sono coerenti con la maggior parte della letteratura scientifica sull´argomento che ha confermato l´efficacia degli interventi per la gestione della rabbia basati sulla CBT.

La CBT è indicata come raccomandazione per Asperger e autismo ad alto funzionamento per il trattamento della rabbia e la comorbidità con i disturbi d´ansia nelle Linee Guida Autismo redatte dall´Istituto Superiore di Sanità e consultabili qui.

Un programma di intervento di CBT modificata per adattarsi efficacemente alle esigenze cognitive e sensoriali delle persone con SA, si focalizza su sia aspetti emotivi che cognitivi. Le aree di valutazione e di intervento dello sviluppo emotivo sono la maturità dell´espressione emotiva, la complessità o sottigliezza del lessico emotivo e l´efficacia nella gestione delle emozioni.

Un programma CBT si divide in più fasi: la valutazione della natura e del grado del disturbo dell´umore, l´educazione emotiva, la ristrutturazione cognitiva, la gestione dello stress, l´automonitoraggio e la programmazione delle attività per esercitarsi e mettere in pratica le nuove strategie e abilità cognitive.

Ricerche:

Sofronoff K, Attwood T, Hinton S, Levin I. A Randomized Controlled Trial of a Cognitive Behavioural Intervention for Anger Management in Children Diagnosed with Asperger Syndrome. J Autism Dev Disord 2007; 37(7):1203-14.

Sofronoff K, Attwood T, Hinton S. A randomised controlled trial of a CBT intervention for anxiety in children with Asperger Syndrome, J Child Psychol Psychiatry 2005; 46(11):1152-60.


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