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Diversi bambini nello Spettro Autistico hanno sintomi che seguono percorsi differenti


I ricercatori stanno seguendo centinaia di bambini autistici fino all´etá adulta per meglio comprendere l´evoluzione della condizione.


Autore: Jessica Wright


Traduttore: Osur


Articolo divulgativo originale: Symptoms in children with autism follow diverse paths .


Entro pochi mesi dalla diagnosi di autismo, bambini in etá prescolare nello Spettro Autistico possono giá seguire diversi percorsi evolutivi, in base ad uno studio pubblicato a gennaio 2015 in JAMA Psychiatry. I risultati suggeriscono che la profonditá dei sintomi dell´autismo non é legata con l´abilitá nel funzionamento durante la vita quotidiana nella misura in cui si ipotizzava precedentemente.



Ad esempio, un bambino le cui difficoltá sociali peggiorano nel tempo puó contemporaneamente mostrare miglioramenti a livello intellettivo.


Il concetto di autismo ad alto e basso funzionamento é un´eccessiva semplificazione
afferma l´autore Peter Szatmari, professore di psichiatria e neuroscienze comportamentali alla McMaster University di Hamilton, Ontario.


Szatmari ed i suoi colleghi hanno seguito 421 bambini in etá prescolare, con una media di circa tre anni di etá, dai primi quattro mesi successivi alla diagnosi di autismo fino ai sei anni di etá. Alcuni bambini avevano alla diagnosi minori sintomi di autismo e sono migliorati nel corso del tempo, mentre altri avevano sintomi piú gravi che sono rimasti relativamente stabili.


I ricercatori hanno anche osservato le funzioni adattative, una misurazione di quanto bene un bambino si adatti ai miglioramenti attesi per la sua etá — ad esempio, come egli impari a parlare bene oppure a seguire le istruzioni. Sorprendentemente hanno scoperto che lo stesso bambino puó avere un peggioramento dei sintomi dell´autismo ma mostrare miglioramenti nelle funzioni adattative, e viceversa.


"Questo vuol dire che ci puó essere piú di un modo per valutare il successo degli interventi", dice Tony Charman, professore di psicologia clinica dell´infanzia al King’s College di Londra, il quale non é stato coinvolto nello studio.


C´é molto dibattito nel campo, su quali siano le misure di successo piú appropriate per gli studi di intervento: dovremmo misurare la riduzione nella gravitá dell´autismo come risultato desiderato, o dovremmo mirare al miglioramento nell´indipendenza e nelle funzioni adattative? Ció mi fa riflettere.
afferma Charman.


A piú lungo termine

Lo studio di Satzmari segue la serie di altri studi sullo sviluppo a lungo termine dei bambini autistici. In uno studio del 2012 sono stati identificati sei diverse traiettorie di sviluppo guardando indietro alle cartelle mediche di circa 7.000 bambini con autismo fino ai 14 anni di etá. Circa il 10% dei bambini, chiamati bloomers sono partiti con i sintomi piú gravi nel gruppo e sono finiti tra i meno gravi.


Un altro studio, pubblicato nel 2013, ha identificato 34 bambini che sembravano aver perso la propria diagnosi di autismo. I ricercatori hanno studiato in maniera rigorosa questo cosiddetto gruppo con outcome ottimo per provare ad identificare i fattori predittivi di questa via evolutiva.


Il nuovo studio é degno di nota, comunque, poiché usa misurazioni importanti per seguire i sintomi dell´autismo e le abilitá sin dall´etá della diagnosi piuttosto che cercando a ritroso tra le certificazioni mediche. I ricercatori hanno verificato ciascun bambino per quattro volte ad uno dei sei diversi centri canadesi facenti parte di una collaborazione chiamata "Percorsi nei Disturbi dello Spettro autistico".


“Questo gruppo di Percorsi canadese é eccezionale, perché é composto da sei centri e stanno tutti raccogliendo gli stessi dati” dice Deborah Fein, professoressa di psicologia all´Universitá del Connecticut, che ha guidato lo studio del 2013. “Ci sono molte persone desiderose di condividere i loro dati, ma essi, per la veritá, non sono propriamente caratteristici rispetto allo Spettro e stanno utilizzando misurazioni completamente diverse.”


Il nuovo studio ha utilizzato il Punteggio di Gravitá Calibrato per valutare la gravitá dei sintomi tipici dell´autismo, come deficit sociali e comportamenti stereotipati, independentemente dall´etá o dal livello del linguaggio del bambino.


La maggior parte dei bambini, l´89%, partivano con sintomi gravi di autismo i quali rimanevano stabili nel tempo; il restante 11% avevano inizialmente un punteggio di gravitá piú basso e migliorava nel corso del tempo. È interessante che, le 66 bambine nello studio entravano piú facilmente a far parte del gruppo con sintomi leggeri ed in miglioramento, nonostante l´evidenza che le ragazze autistiche tendano ad avere una sintomatologia piú gravemente rispetto ai bambini.


Per noi, la scoperta sorprendente é stata il grado di eterogeneitá nello sviluppo dei bambini, in un periodo di tempo relativamente breve
afferma Szatmari.


Percorsi separati


I ricercatori hanno anche studiato il comportamento adattativo utilizzando le Scale di Comportamento Adattativo di Vineland. Hanno identificato tre tipologie di bambini: quelli che partono con un alto livello di abilitá che migliora nel corso del tempo, quelli che hanno un piú basso livello di abilitá che diminuisce nel tempo ed un terzo gruppo di bambini che restano relativamente stabili. Nessun bambino ha sembrato mostrare un peggioramento o miglioramento drammatici nei sintomi, ma ció potrá rendersi evidente con la crescita dei bambini, dicono i ricercatori.


In maniera interessante, la progressione della gravitá dei sintomi e della funzione adattativa non sono direttamente correlate. Ad esempio, il 20% dei bambini i cui sintomi dell´autismo sono peggiorati nel tempo hanno mostrato i maggiori incrementi nella funzione adattativa.


Comunque, questo paragone puó essere non valido per come i tests sono normalizzati per etá ed abilitá di linguaggio, afferma Catherine Lord, professoressa di psicologia al Weill Cornell Medical College di New York.


“Il Punteggio di Gravitá Calibrato ci dice quanti sintomi ha questo bambino rispetto agli altri bambini della stessa etá e capacitá di linguaggio, mentre nel Vineland noi eliminiamo l´etá dall´equazione, ma il linguaggio é un fattore enormemente importante,” dice Lord, che ha contribuito allo sviluppo del Punteggio di Gravitá Calibrato. “Non possiamo fare un paragone diretto tra di essi.”


Szatmari riconosce questo limite, ma afferma che i bambini sono entrati a far parte dello studio con simili abilitá di linguaggio.


Non é chiaro inoltre fino a che punto gli interventi terapeutici abbiano influenzato lo sviluppo di ogni bambino. Tutti i bambini stavano ricevendo vari tipi di trattamento al momento dell´entrata nel protocollo. “Sono certo che ci sono alcune variabili quando noi analizziamo il tutto, ma ci vorrá un po´ perché i dati sono abbastanza complessi,” afferma Szatmari.


Sebbene lo studio utilizzi i dati raccolti fino ai 6 anni, i ricercatori pubblicheranno i dati fino agli 11 anni di etá e pianificano di seguire i bambini fino all´etá adulta. Essi sperano di trovare se possano emergere altre tipologie di sviluppo — una prospettiva che invoglia altri ricercatori.


“Hanno iniziato a condurre seri studi longitudinali negli ultimi anni e questo é uno dei migliori,” afferma Charman. “Davvero vorrei conoscere alcune risposte che arriveranno quando questi ragazzi saranno nelle scuole di grado piú alto.”


Bibliografia

  1. Szatmari P. et al. JAMA Psychiatry Epub ahead of print (2015) Link
  2. Fountain C. et al. Pediatrics 129, e1112-1120 (2012) Link
  3. Fein D. et al. J. Child Psychol. Pychiatry 54, 195-205 (2013)Link



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