< Torna alla pagina degli articoli


Comprendere e insegnare abilità di amicizia


Gli interventi efficaci e le schede di osservazione


Leggi anche l´introduzione teorica: Il profilo delle abilità di amicizia nella Sindrome di Asperger


Autore: Tony Attwood


Traduttore: Meisa Bettini



Articolo originale: Understanding and Teaching Friendship skills .



I bambini con Sindrome di Asperger sono spesso più immaturi dei loro coetanei e non sempre sanno scegliere il giusto comportamento per costruire legami di amicizia. Insegnare come fare amicizia può essere non per tutti facile in quanto è un´abilità che la maggior parte delle persone da per scontato. Questo articolo presenta alcune efficaci strategie.


Uno dei principali criteri per la diagnosi dello Spettro Autistico (ASD) è la difficoltà a sviluppare amicizie durature. I clinici hanno osservato come il bambino concettualizza e manifesta le sue abilità sociali. Nei bambini neurotipici il concetto di amicizia cambia nel tempo mentre per i bambini autistici o con la Sindrome di Asperger la definizione di amicizia ha un carattere immaturo e insolito. Gli articoli in letteratura esistenti sul concetto di amicizia, indicano la presenza di quattro livelli tra la prima infanzia e l´adolescenza, descritti come segue:


  • Livello 1 - dai 3 ai 6 anni: il bambino capisce che non ci possono essere giochi o attività se non c´è una controparte ma presenta una concettualizzazione semplicistica ed egocentrica dell´amicizia, definendo un amico come qualcuno che dà cose o con cui si gioca. L´amicizia è basata sulla vicinanza e su caratteristiche fisiche, e quando viene chiesto “perché Tizio è tuo amico?”, la risposta è “perché è il mio vicino di casa”.
  • Livello 2 - dai 6 ai 9 anni: c´è una crescente comprensione dei concetti di reciprocità e mutualità piuttosto che una visione unilaterale. La persona viene scelta come amico in base a interessi comuni, per esempio, gli stessi giochi. C´è anche una maggiore consapevolezza delle motivazioni, dei pensieri e sentimenti degli altri. Quando chiediamo “perché Tizio è tuo amico?” la risposta è “perché mi fa giocare ai giochi che voglio”, “perché viene alla mia festa e io vado alla sua” o “è gentile con me”
  • Livello 3 - dai 9 ai 13 anni: il bambino è consapevole dell´opinione degli altri su di lui e di come le sue azoni e parole hanno effetto sui sentimenti delle altre persone. Sono più attenti a quello che dicono e fanno perché sanno che può ferire qualcuno. L´amicizia si basa più su interessi comuni ed esperienze condivise, si considera più l´aiuto reciproco piuttosto che il semplice giocare insieme. C´è una maggiore selettività nello scegliere gli amici in base al proprio genere e una maggiore durabilità delle relazioni. Quando chiediamo “Perché Tizio è tuo amico?” la risposta in genere è “Sta sempre con me e mi aiuta in matematica, gli piace fare le cose che faccio io e posso parlargli e lui mi ascolta”.
  • Livello 4 - dall´adolescenza all´età adulta: l´accettazione del gruppo diviene più importante delle opinioni dei famigliari, c´è una maggiore profondità ed espressione del sé, un maggior desiderio di farsi capire dagli amici e la consapevolezza che esistono molti tipi di amicizia, dal conoscente all´amico stretto con autonoma interdipendenza. Quando chiederemo “perché Tizio è tuo amico?” la risposta sarà “Perché la pensiamo allo stesso modo”.


Quando chiediamo a un bambino Asperger “come dev´essere un buon amico?”, l´esperienza clinica suggerisce che una risposta comune è quasi esclusivamente una lista di cose che un amico non deve fare, come il bullismo, prendere in giro, il che indica che il bambino ha sperimentato un livello sproporzionato di esperienze negative rispetto ai suoi coetanei. Sa cosa un amico non deve fare ma non sa esattamente cosa deve fare.


Giocare con gli amici


I bambini neurodiversi hanno un´attività ludica diversa dai loro coetanei, spesso più immatura, che include alcune caratteristiche, quali: la tendenza ad avere meno motivazione nel ricercare amici, atteggiamenti dispotici, e sono meno bravi a mostrare quell´ampio repertorio di comportamenti che caratterizzano le nostre abilità di socializzazione. Il tradizionale percorso scolastico non tiene conto nel suo curriculum dello sviluppo di queste abilità che sono invece considerate molto importanti nel mondo degli adulti, nella vita sia professionale che personale, denominate anche come: lavoro di squadra, abilità a risolvere conflitti e avere relazioni personali soddisfacenti. Uno studio ha esaminato la qualità di vita percepita negli adulti con autismo ad alto funzionamento e Asperger, prendendo in considerazione una sola variabile, ossia le ore trascorse in compagnia di amici. Questo studio era in grado di predire in modo significativo l´impatto di tale variabile in ogni aspetto riguardante la qualità della vita dei soggetti. Questi adulti considerano e desiderano amicizie più di ogni cosa nella loro vita, ma hanno minore abilità a mantenere queste relazioni. Da bambini non siamo mai stati direttamente educati a sviluppare abilità di socializzazione, quindi come possiamo insegnarle ad individui che dimostrano una carenza di quell´intuito che noi diamo per scontato? Il punto di partenza è fare il bilancio delle abilità di socializzazione che il bambino dimostra e di quelle in cui è carente. Abbiamo test che misurano le abilità cognitive, linguistiche e motorie ma non abbiamo ancora gli strumenti per valutare la socializzazione nei bambini neurodiversi. Nonostante ciò, la letteratura ci offre una vasta gamma di abilità sociali che i bambini neurotipici presentano e che può essere il punto di partenza per creare un elenco simile per bambini nello spettro. I comportamenti sociali chiave che devono essere valutati sono i seguenti:


  • Approccio iniziale: come il bambino si inserisce in un gruppo e come il gruppo accoglie i bambini che vogliono inserirsi.
  • Chiedere ed offrire aiuto: riconoscere quando aiutare, come aiutare ma anche come cercare aiuto dagli altri.
  • Complimenti: fare i complimenti al momento giusto e sapere come rispondere a un complimento di un amico.
  • Critiche: sapere quando la critica è appropriata o meno, come farla in modo costruttivo e l´abilità di tollerare le osservazioni degli altri.
  • Accettare suggerimenti: includere e accogliere le idee degli altri nelle attività.
  • Reciprocità e condivisione: equa distribuzione della conversazione, della direzione e delle risorse.
  • Risolvere i problemi: gestire il conflitto con il compromesso e riconoscere le opinioni degli altri. Imparare a non rispondere con atteggiamenti aggressivi o meccanismi immaturi.
  • Monitorare ed ascoltare: osservare regolarmente l´altra persona al fine di monitorare il suo contributo all´attività e il suo linguaggio corporeo. Il proprio linguaggio corporeo indica l´interesse nell´altra persona.
  • Empatia: riconoscere sia quando sono richiesti appropriati commenti e azioni, a seconda delle circostanze, sia le reazioni negative o positive degli altri.
  • Evitamento e chiusura: comportamenti e commenti appropriati per terminare un´interazione (disimpegnarsi da un´interazione) o per restare da soli.


Il prossimo passo sarà quello di usare strategie cognitive e comportamentali per mantenere e rinforzare le abilità di socializzazione. Quando una delle abilità spiegate sopra viene messa in pratica, è essenziale riconoscerlo e premiarlo. Questo include anche l´altro bambino, dato che hanno bisogno di incoraggiamento per continuare l´amicizia, soprattutto visto che i bambini Asperger non sono spesso tra i più popolari della classe o del vicinato. E´ anche importante che il gioco sia supervisionato da un adulto per identificare quando si presentano delle difficoltà nella socializzazione che il bambino non riconosce o non è sicuro su come comportarsi. L´attenzione del bambino Asperger è focalizzata su una specifica situazione e su le istruzioni verbali che gli sono state date per affrontarla. Tutto ciò è un´applicazione delle tradizionali tecniche comportamentali di task analysis, prompting, shaping e rinforzi. I bambini neurodiversi possono avere delle difficoltà nel capire cosa ci si aspetta da loro in una determinata situazione e possono non capire perché quell´azione o quelle parole sono appropriate in quel dato momento. Devono imparare la teoria così come la pratica. I programmi convenzionali per la socializzazione per i bambini neurotipici utilizzano strategie che possono non funzionare nei bambini neurodiversi, i quali hanno difficoltà significative nella: Teoria della Mente, capacità di relazionarsi, coerenza centrale e funzioni esecutive. In questo senso le Storie Sociali possono essere utili per far comprendere questi necessari processi cognitivi. L´esempio seguente ci dimostra come insegnare a un bambino di prima elementare il concetto di aiuto nell´amicizia; è pensato per insegnare al bambino “cosa vuol dire aiutare”.


A volte i bambini mi aiutano

A volte i bambini mi aiutano, lo fanno per essere gentili.

Ieri, non ho svolto tre problemi di matematica. Amy mi ha abbracciata e mi ha detto: “Coraggio Giovanna!” Cercava di aiutarmi a farmi sentire bene.
Il primo giorno di scuola Giulio mi mostrò il mio banco. Questo è stato utile.
I bambini hanno cercato di aiutarmi in molti modi. Questa è la mia lista
  1. ...
  2. ...
  3. ...

Proverò a dire “Grazie” quando i bambini mi aiutano.


Come posso aiutare i bambini nella mia classe?

Il mio nome è Giovanna. A volte, i bambini mi aiutano. Essere di aiuto è un comportamento da amico. Molti bambini amano esser aiutati, io voglio imparare ad aiutare gli altri.
A volte i bambini chiedono aiuto. Qualcuno può chiedere: “che giorno è oggi?” oppure “a che pagina siamo?” Rispondere a queste domande significa aiutare. Se conosco la risposta posso rispondere, se non la conosco allora posso aiutarlo a trovare la soluzione.
A volte, un bambino può guardare sotto al banco, attorno o dentro. Potrebbe stare cercando qualcosa. Posso esser di aiuto. Posso chiedere “posso aiutarti a cercare qualcosa?”
Ci sono molti modi nei quali posso aiutare, questa è la mia lista di modi per rendermi utile:
  1. ...
  2. ...
  3. ...

A molti bambini piace esser aiutati.


Possono essere utilizzate altre tecniche per sviluppare le abilità di socializzazione: il diario dell´amicizia, fare incontrare bambini simili e gruppi di supporto. Per i bambini piccoli, l´uso di un diario può essere utile per tenere un elenco delle occasioni dove ha saputo dimostrare abilità di socializzazione oppure quando i bambini si sono dimostrati particolarmente amichevoli verso di lui. E´ interessante come i bambini neurotipici definiscano un amico in base agli interessi comuni. Nonostante ciò, gli interessi dei bambini nello Spettro Autistico possono non essere interessanti o popolari tra i loro coetanei. Un´opzione è identificare un bambino con un interesse simile e farli conoscere. Ad esempio, un bambino con Asperger potrebbe esser interessato agli insetti, un hobby solitario dato che a scuola non tutti i bambini condividono lo stesso entusiasmo e le stesse conoscenze sull´argomento. Ma per caso vicino a lui abita un altro bambino Asperger con la stessa passione. Quando si sono conosciuti è nata un´amicizia genuina basata su esplorazioni per collezionare altri insetti e scambiarsi informazioni sull´argomento. Questi bambini all´inizio erano esitanti a socializzare, ma quando si sono incontrati le loro capacità di socializzazione sono diventate più fluide e spontanee. Questa tecnica può esser facilitata grazie ai gruppi di supporto locali, dove ci sono elenchi di bambini aspie e dei loro interessi, liste di potenziali amici di penna, club per interessi speciali e chat a tema. C´è bisogno di sviluppare dei gruppi di supporto gestiti da adolescenti asperger o giovani adulti nello spettro. Questi gruppi gestiscono regolari incontri ed escursioni che di solito vengono ignorate dai loro coetanei, come gite ai musei e mezzi di trasporto Questi gruppi costituiscono un´alternativa alla socializzazione fuori dall´ambiente scolastico e l´opportunità di incontrare qualcuno che condivide le stesse esperienze e valori, la base di molte amicizie tra adulti.


Uno dei problemi sollevati durante gli incontri per giovani adulti Asperger è riconoscere quando qualcuno sembra amichevole mentre si sta approfittando della loro ingenuità, come riconoscerlo e come comportarsi con differenti tipi di personalità. Si deve spiegare che possono essere presenti motivazioni nascoste (doppi fini), oppure si può insegnare a cercare un secondo parere e a gestire situazione di potenziale abuso. Può esser necessario dover insegnare delle strategie su come mantenere un´amicizia, gestire una rottura quando l´amicizia finisce ed evitare amicizie non reciproche. L´autore sottolinea come i bambini Asperger hanno difficoltà a percepire e descrivere la personalità loro e degli altri (alexipersona). Quando viene chiesto “Com´è quella persona?” la risposta è un elenco di caratteristiche fisiche come il peso/altezza o quello che la persona fa come mestiere, ad esempio l´insegnante. Quello che manca è un ampio lessico che descriva i differenti tipi di carattere di un individuo. Quando una di queste caratteristiche viene nominata, una risposta comune è “gentile e simpatico” e sinonimi. Il bambino mostra una visione unidimensionale della descrizione del carattere. Gli altri bambini possono leggere intuitivamente il carattere e comportarsi di conseguenza, sanno quali bambini evitare e quali scegliere secondo la loro personalità. Per insegnare queste tecniche l´autore usa il popolare Mr. Men di Roger Hargreaves. Queste storie descrivono una vasta gamma di personalità tramite i personaggi Mr Grumpy (Brontolone), Mr Nosey (Ficcanaso), la piccola Miss Chatterbox (Chiacchiera) e tanti altri. Un´altra attività consiste nel chiedere al bambino di scegliere un animale che rappresenta la personalità di qualcuno. Altri bambini possono utilizzare i loro studi letterari per identificare i tipi di personalità e come comportarsi con queste persone. E´ importante che i bambini capiscano la loro personalità e i tipi di persone con cui andranno d´accordo più facilmente e con chi può nascere eventualmente un´amicizia.


Schede di osservazione da scaricare

  1. Scarica la Scheda di Osservazione Generale
  2. Scarica la Scheda di Osservazione dei Comportamenti Chiave dell´Amicizia livello 1
  3. Scarica la Scheda di Osservazione dei Comportamenti Chiave dell´Amicizia livello 2


Risorse sullo sviluppo delle abilità di amicizia


Età prescolare
  1. Baby Faces (1998). New York, NY: Dutton Children´s Books.
  2. Conlin, S. & Friedman, S. L. (1991, 1993). All My Feelings At Preschool. Seattle, WA: Parenting Press, Inc.
  3. Funny Faces: A very first picture book (1996,1999). New York, NY: Lorenz Books.
  4. Hallinan, P. K. (1999). Heartprints. Nashville, TN: Ideal Children´s Books
  5. Rogers, R. (1996). Making Friends. New York, NY: The Putnam & Grosset Group
  6. Offerman, L. (1999). Little Teddy Bear´s Happy Face Sad Face. Brookfield, CT:
  7. The Millbrook Press, Inc.


Età scolare
  1. Brandenberg, A. (1993). Communication. New York, NY: Greenwillow Books
  2. Brown, L. K. & Brown, M. (1998). How to be a Friend. USA: Little, Brown & Company
  3. The Care and Keeping of Friends (1996). Middleton, WI.: American Girl Library Editor, Pleasant Company Publications.
  4. Conlin, S. & Friedman, S. L. (1989, 1993). All My Feelings At Home. Seattle, WA: Parenting Press, Inc.
  5. Holyoke, D. (1997). Oops!: The Manners Guide for Girls. Middleton, WI: Pleasant Company Publications
  6. Kipfer, B. A. (1994). 1,400 things to be happy about. New York, NY: Workman Publishing
  7. Krueger, D. W. (1993). What Is A Feeling? Seattle, WA: Parenting Press, Inc.


Libri per adulti
  1. Dimitrius, J. & Mazzarella, M. (1998, 1999). Reading People: How to Understand People and Predict Their Behavior-Anytime, Anyplace. New York, NY: The Ballantine Publishing Group
  2. Gabor, D. (1983). How to Start a Conversation and Make Friends. New York, NY: Simon & Schuster
  3. Gray, C. (1999, Spring). Gray´s Guide to Compliments. The Morning News, 11-1, 1-17.
  4. Rubin, L. B. (1985). Just Friends: The Role of Friendship in Our Lives. New York, NY: Harper & Row Publishers.
  5. Mattews, A (1990). Making friends: A guide to getting along with people. , Singapore, Media Masters.



Commenta questo articolo sul nostro forum Consulta i nostri professionisti

Ti è piaciuto l´articolo?
Votaci con un click per farci avere delle donazioni a costo zero!

Vota Spazio Asperger ONLUS per supportare i nostri progetti

< Torna alla pagina degli articoli

Ti è piaciuto l'articolo? Fanne parola!